29/05/2025 - 12:14

“Le risorse messe in campo a sostegno del settore moda dalla Regione Toscana rappresentano una boccata  d’ossigeno per migliaia di imprese, soprattutto Pmi, che da anni stanno affrontando una crisi gravissima. Si tratta di finanziamenti ingenti che potranno sostenere l’intera filiera incentivando l’efficienza dei processi produttivi, la crescita dimensionale, l’innovazione, la transizione ecologica e digitale”: è quanto dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè sugli oltre 100 milioni di euro stanziati dalla Giunta Giani per rilanciare un comparto fondamentale del Made in Italy che in Toscana coinvolge 16.700 imprese e 105mila addetti.
“Adesso ci aspettiamo che vengano concretizzate le misure che il Ministro Urso ha annunciato da mesi. Dei 250 milioni promessi l’unico bando attivato ad oggi per le aziende è soltanto quello di 15 milioni per la transizione ecologica mentre degli altri incentivi si sono perse le tracce. Anche il disegno di legge sulle Pmi, che nelle intenzioni il Mimit avrebbe dovuto stanziare 100 milioni di euro per i contratti di sviluppo nel il settore della moda, non è stato ancora trasmesso al Parlamento”: conclude Simona Bonafè.

23/05/2025 - 15:44

“Le dichiarazioni e le decisioni del Presidente Trump, che ha annunciato l’introduzione di un dazio del 50% su tutti i prodotti dell’Unione Europea a partire dal primo giugno, rappresentano un’aggressione diretta all’economia europea e, in particolare, al nostro sistema produttivo. Il Governo Meloni non può restare in silenzio, né continuare a genuflettersi di fronte a un Presidente che dimostra, ancora una volta, un atteggiamento ostile e arrogante e sempre incline a diffondere storielle complottiste sulla natura dell’UE”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio della Camera.
“È in gioco l’export italiano, la tenuta delle nostre imprese manifatturiere, il lavoro di centinaia di migliaia di cittadini. Serve una reazione immediata e ferma: l’Italia non può accettare dazi punitivi, né permettere che le relazioni transatlantiche vengano ridotte a un gioco di ricatti. Il Governo Meloni la smetta di nascondere la testa sotto la sabbia e dimostri finalmente di saper fare gli interessi dell’Italia e dell'Unione Europea, tutelando il nostro agroalimentare, la nostra meccanica, il nostro sistema moda. La Presidente del Consiglio ha ora un’occasione concreta per dimostrare da che parte stare: sarà davvero in grado di difendere l’Italia, oppure continuerà a baciare la pantofola di chi considera il nostro Paese e l’Europa soltanto un nemico da colpire?”

23/05/2025 - 13:55

“La mafia percorre nuove strade per allargare i suoi tentacoli sull’agroalimentare, con un volume d’affari che oggi raggiunge i 25,2 miliardi di euro, come documentato nell’8° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia presentato recentemente da Eurispes, Coldiretti e Fondazione Osservatorio Agromafie”. Così in una nota a prima firma della deputata Antonella Forattini, capogruppo Pd in commissione agricoltura e gli altri componenti dem Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari.

“Contraffazione dei prodotti – continuano gli esponenti dem - caporalato, frodi alimentari e sul packaging, credito illegale, acquisto di aziende in difficoltà, riciclo denaro, controllo dei mercati e intercettazione dei fondi pubblici sono le modalità sempre più utilizzate dalle agromafie per trarre profitto illegale dal grande business del Made in Italy. Le ricadute riguardano la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti, l’alterazione delle dinamiche di mercato e la compromissione dell’identità stessa delle produzione d’eccellenza italiane”. “È necessario tenere alta la guardia, affinare e potenziare i controlli, rafforzare la collaborazione tra istituzioni e organizzazioni di settore”, concludono i deputati Pd.

 

22/05/2025 - 18:04

“Con il decreto Sicurezza destra e governo portano un violento attacco alle libertà individuali e collettive.  Una vera e propria  repressione del dissenso per creare sudditi invece che cittadini. D'altronde le stesse modalità di discussione parlamentare del provvedimento, con la chiusura frettolosa e con metodi autoritari avvenuta oggi in commissione, attestano visioni liberticide per cercare di reprimere e criminalizzare in spregio allo spirito della nostra Costituzione. Il decreto consente l’applicazione arbitraria e non oggettiva della norma perché la linea securitaria si consolida con definizioni vaghe e imprecise. Svolta illiberale e criminogena che esaspera la già critica situazione nelle carceri e nei contesti caratterizzati da una forte marginalità sociale. Nessun investimento per la sicurezza urbana, per la prevenzione dell’illegalità e del disagio sociale. Ancora una volta ad essere colpiti sono le categorie più fragili. Annientata tra l'altro la filiera della canapa dove è stato posto un divieto che non ha ragione di essere sul piano scientifico e della Sicurezza. Tutto questo si traduce in nessun miglioramento per i cittadini. In uno Stato di diritto il dissenso in assenza di violenza merita di essere accolto e ascoltato: con il Dl Sicurezza invece si interviene esclusivamente per censurarlo e criminalizzarlo. Il Governo sta cercando di governare con la paura. Una torsione autoritaria inaccettabile“.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera.

 

21/05/2025 - 15:23

“Non finiremo mai di stupirci delle elucubrazioni mentali del parlamentare europeo, Roberto Vannacci. Il suo mondo al contrario è pieno di approssimazioni e fesserie che con costanza, questo va riconosciuto, sforna giorno dopo giorno. Oggi ci informa che serve tolleranza zero verso i criminali e lo dice con quell’enfasi di chi ha trovato la ricetta giusta per dare sicurezza ai cittadini a cui nessuno aveva mai pensato. Quello che non dice Vannacci, però, che polemizza con il sindaco di Modena, reo di aver messo in risalto la necessità di affrontare il tema delle diseguaglianze sociali quale premessa per prevenire e contrastare il dilagare della violenza e dell’illegalità, è non fornirci indicazioni su come affermare diritti ed opportunità per tutti i cittadini che la sua destra nega in ogni momento. Dal lavoro alla sanità, dall’ambiente all’informazione, e ovviamente anche al rafforzamento degli organici e dei mezzi sui territori magari elevando in classe A la Questura di Modena. Il primato della destra di Vannacci sono invece i grandi interessi e agitare il fez e il manganello è una modalità ricorrente, per dare una parvenza di attenzione verso la sicurezza dei cittadini. Se poi una parte significativa di popolo è confinata nell’angolo della povertà e delle discriminazioni, quale conseguenze delle scelte scellerate della destra,  poco interessa naturalmente al generale Vannacci e al suo partito di cui è Vicesegretario”.

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

14/05/2025 - 17:43

“Mario Paciolla non si è suicidato. Mario Paciolla è stato ucciso. Questa è la verità che emerge ancora una volta con forza dall’inchiesta di Fanpage, presentata ieri a Napoli. Una verità scomoda, dolorosa, ma che non può più essere ignorata. Mario Paciolla non era solo un giovane napoletano: era un costruttore di pace, un ragazzo che dedicava la sua vita alla giustizia e ai diritti umani. Ed è stato ucciso.
Abbiamo chiesto più volte al Governo di fare di più, di alzare il livello di attenzione su una vicenda che deve finalmente diventare una questione nazionale. Non possiamo accettare che il caso Paciolla finisca nel dimenticatoio o resti avvolto nell’ombra. Vogliamo verità e giustizia per Mario e per la sua famiglia, che da troppo tempo vive nel dolore e nell’incertezza. Come Partito Democratico siamo pronti a fare la nostra parte, anche organizzando una missione in Colombia, per andare fino in fondo e far emergere tutta la verità sull’uccisione di un ragazzo che ha scelto di dedicare la sua vita alla costruzione della pace. Lo dobbiamo a Mario, alla sua famiglia e a tutti coloro che credono nella giustizia” così le deputate e i deputati democratici Marco Sarracino, Peppe Provenzano, Laura Boldrini, Fabio Porta, Enzo Amendola, Lia Quartapelle.

14/05/2025 - 14:05

“La decisione del TAR del Lazio di annullare il decreto ministeriale sulle aree idonee per le energie rinnovabili cancella tutto il lavoro fatto dalle Regioni fino ad oggi e crea di fatto un imbarazzante e pericoloso vuoto normativo che non deve sfociare in un ulteriore centralismo autoritario”. Così in una nota congiunta Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Leonardo Marras, assessore alle Attività produttive della Regione Toscana e Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto.

“Proprio ieri la Regione Emilia-Romagna aveva infatti legiferato una propria legge in merito e la Toscana aveva in previsione la prossima settimana i passaggi nelle Commissioni consiliari prima di andare in Consiglio regionale: in sostanza viene vanificato un lavoro di concertazione andato avanti per mesi con la Giunta e il Consiglio regionale toscano, sui territori. Il governo ha due mesi di tempo per rivedere le proprie scelte e definire meglio la cornice entro la quale i privati possano legittimamente operare e le istituzioni locali salvaguardare il paesaggio e le proprie specificità ed eccellenze paesaggistiche”.

“Il rischio che vediamo in questa fase è quello di un accentramento statale che vincoli e limiti la potestà decisionale regionale e renda omogenee situazioni molto differenti nel panorama nazionale: ogni regione ha infatti contesti istituzionali, paesaggistici, culturali e produttivi molto differenti che dovrebbero essere tenuti presenti e valorizzati, assicurando il coinvolgimento di chi, poi, sul campo, si trova a gestire le dinamiche della transizione ecologica ed energetica, cioè i comuni, le province e le città metropolitane. Occorre quindi ripartire dalla concertazione tra i livelli di governo dal confronto diretto con le comunità territoriali, unica modalità per scongiurare possibili speculazioni in tutto il territorio italiano. Lo sviluppo delle rinnovabili è necessario per l’economia di famiglie ed imprese e deve essere compatibile e sostenibile con la tutela del paesaggio, del territorio e delle produzioni rurali”.

 

10/05/2025 - 18:41

"Diga si ricomincia tutto d'accapo: presenteremo una interrogazione sulle gravi dichiarazioni del vice Ministro Rixi, sui cassoni della Diga che, già collocati con grande ritardo, con tutti i problemi strutturali che hanno portato con loro, vanno rimossi perché realizzati con materiali inadeguati. Ma Rixi ha contezza di quello che dice? Un'affermazione che rivela la drammatica approsimazione con cui  è stata seguita la realizzazione dell"opera. Dopo queste affermazioni Rixi chiarisca costi ed efficacia dell'operazione. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione in cui chiediamo, innazitutto, se la sua affermazione corrisponde al vero e se così fosse che venga chiarita la modalità di un'eventuale sostituzione, i suoi costi e i ritardi che comporterebbe. Dopo i problemi degli extracosti, prima negati e poi ammessi, che hanno costretto Bucci ad andare con il cappello in mano dal governo per ottenere altri fondi, dopo i problemi giudiziari  e i tempi dilatati per l'esecuzione dell'opera, assistiamo all'ultima boutade su un progetto che così  sta assumendo i contorni di una farsa. Stiamo parlando dell'opera più importante tra quelle finanziate dal Pnrr, che rappresenta un progetto fondamentale per lo sviluppo del porto e per l'economia genovese e ligure. Ma questa destra prende tutto con leggerezza e continua a non rispondere, infatti anche alla nostra richiesta di un incontro con il commissario Bucci e l'Autorità portuale, in cui chiedevamo chiarezza su tempi e costi, la Regione ha risposto con un no. Diciamo basta a questo pressapochismo e chiediamo subito risposte.
Valentina Ghio vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente Commissione trasporti e Alberto Pandolfo deputato e componente Commissione Attività produttive Camera.

06/05/2025 - 19:35

"Abbiamo presentato questa mozione per dare voce al grido di dolore delle piccole e medie imprese del comparto moda, tessile, abbigliamento e calzaturiero, che rappresentano un'eccellenza del Made in Italy ma che oggi affrontano una crisi strutturale senza precedenti". Lo ha detto in Aula alla Camera la vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafè, esprimendo il voto favore alla mozione dem per fronteggiare la crisi sul settore di cui è prima firmataria.

"La crisi non è passeggera né congiunturale – ha proseguito l’esponente Pd – ma è determinata da una molteplicità di fattori: la turbolenza dei mercati internazionali, la minaccia dei dazi USA, il calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, il costo dell’energia sproporzionato rispetto ai competitor europei, il cambiamento climatico e la concorrenza sleale del fast fashion. Ma anche dalle scelte sbagliate di alcune grandi griffe del lusso, che hanno scaricato la crisi sugli anelli più deboli della filiera. Il governo è arrivato tardi e male su questa crisi, e l’unico provvedimento adottato, la cassa integrazione in deroga per le imprese sotto i 15 dipendenti, si è rivelato insufficiente e mal strutturato, con gravi penalizzazioni per le realtà più piccole”.

"Non servono interventi una tantum – ha concluso Bonafè - ma misure strutturali che accompagnino la transizione ecologica e digitale delle imprese. Serve sostenere il ricambio generazionale, incentivare le reti d’impresa e contrastare la concorrenza sleale. Le riformulazioni proposte alla nostra mozione sono inaccettabili: non si può più parlare di 'valutare l’opportunità di intervenire'. Il tempo delle valutazioni è finito, servono azioni concrete ora. Da un governo che ha ribattezzato il ministero dello Sviluppo Economico in ministero del Made in Italy ci saremmo aspettati ben altro".

 

06/05/2025 - 17:09

“Le politiche migratorie del governo Meloni stanno dando frutti drammatici e l’ultima visita al Cpr di Brindisi è la dimostrazione più macabra di dove può portare il cinismo e l’indifferenza verso gli ultimi". Così, i deputati dem Laura Boldrini, Marco Lacarra, Matteo Orfini, Ubaldo Pagano, Rachele Scarpa e Claudio Stefanazzi.

“I migranti trattenuti nel centro brindisino vivono vite sospese e ad almeno la metà di loro vengono somministrati psicofarmaci, a riprova di una condizione psicologica agli estremi. Gli stessi detenuti, poi, hanno chiarito le modalità da 'lotteria' attraverso cui il ministero dell’Interno decide chi trasferire nei fallimentari centri albanesi, senza preavviso e senza garantire un’assistenza legale ai malcapitati. A corollario di questa esperienza atroce – aggiunge Stefanazzi – ho appreso, molte ore dopo una mia visita ispettiva, che proprio la mattina della mia visita al Centro, un detenuto è deceduto per motivazioni tutt’altro che note e verificate. Una notizia atroce di cui nessuno degli operatori, durante i colloqui avuti all’interno del Centro, aveva fatto il minimo cenno”.

“La situazione – concludono gli esponenti dem – è insostenibile e ben oltre i limiti imposti dalla nostra Costituzione. Pretendiamo che il ministro Piantedosi venga in Aula domani, nell’ambito del question time, a rendere conto di quanto sta avvenendo nel nostro Paese, perché è ormai sotto gli occhi di tutti che il trattamento riservato dal governo Meloni alle persone migranti è ben al di là di ogni forma di rispetto dei diritti umani. E, con riferimento al migrante deceduto, aspettiamo che il ministro ci dica finalmente cosa è successo la mattina del 2 maggio scorso, in che circostanze il povero ragazzo è morto, se lo stesso aveva patologie pregresse e se sono stati rispettati tutti i protocolli medici per prevenire questo tragico evento. A distanza di giorni, infatti, nessuno ha ritenuto di chiarire cosa sia successo. Alla terribile sospensione nelle vite dei migranti, si aggiunge un assurdo embargo informativo".

 

05/05/2025 - 15:11

Ho letto con grande preoccupazione la lettera sottoscritta dai Presidenti delle associazioni delle vittime delle stragi, relativa alle celebrazioni della giornata del 9 maggio. Le loro considerazioni sullo scarso coinvolgimento delle Associazioni nella organizzazione della giornata, sulle modalità dello svolgimento della stessa e sulla mancata attenzione per le nuove e rilevanti evidenze processuali sulla strategia della tensione, non possono essere sottovalutate. Auspico che siano messe in atto le azioni necessarie per tenere conto di quello che i Presidenti delle Associazioni hanno sollevato”. Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

30/04/2025 - 15:09

"Meloni tenta in modo goffo e maldestro di nascondere una verità ormai sotto gli occhi di tutti: l'Italia è in emergenza salariale. Ma gli italiani non sono ingenui: ogni giorno fanno i conti con la progressiva erosione del loro potere d’acquisto. Lo confermano i dati dell’Istat, che oggi il governo cerca di silenziare e mettere a tacere con modalità degne dei peggiori regimi illiberali. La manipolazione dell’informazione e dei dati ufficiali è un fatto gravissimo. Nel nostro Paese è in corso una vera e propria emergenza salariale, ma l’esecutivo continua a ignorare i segnali d’allarme che si moltiplicano. È inaccettabile. Non si può più perdere tempo: serve una politica dei redditi seria ed efficace, a partire dall’introduzione immediata del salario minimo legale. Ogni giorno di ritardo è un affronto a chi lavora e fatica a vivere con stipendi insufficienti” dichiara il capogruppo democratico in commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano.

27/04/2025 - 16:44

“Chiediamo al ministro Piantedosi di riferire su quanto accaduto a Dongo e chiarire le modalità con cui è stata autorizzata una manifestazione che palesemente inneggia al fascismo” lo dichiara la capogruppo democratica della Camera Chiara Braga che questa mattina ha partecipato insieme al Partito Democratico provinciale di Como al presidio in piazza Paracchini organizzato dall’Anpi di Dongo e del Lario Occidentale per difendere la memoria storica contro i rigurgiti di un nazifascismo ormai sconfitto che qualche nostalgico ogni anno invece vorrebbe inutilmente risvegliare, inscenando adunate apologetiche che evocano il più oscuro ventennio della storia del nostro Paese.

“Oggi è importante essere qui Dongo - ha detto Braga - un luogo che ogni anno qualche nostalgico fuori dalla storia, pensa ancora di profanare e macchiare con ideali liberticidi. Questo invece è uno dei luoghi in cui uomini e donne si sono schierati dalla parte giusta della storia, consentendo all’Italia, grazie alla lotta partigiana, di diventare una Repubblica, di scrivere la nostra Costituzione; che ci ha permesso di costruire una democrazia che, ricordiamolo sempre,  ci ha consentito di vivere lunghi anni di pace.  Di quello che è avvenuto anche quest’anno chiederò conto alle autorità competenti, con un’interrogazione urgente al Ministro Piantedosi che dovrà chiarire anche tutte le modalità con cui questa manifestazione è stata autorizzata”.

 

18/04/2025 - 14:45

“Ci sono esponenti politici che parlano di grande successo, a me non pare: l’incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump è un nulla di fatto” così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a La Miniera, il canale Twitch di Ivan Grieco.

“La presidente del Consiglio è andata e tornata senza risultati concreti né per l’Italia né per l’Europa, ma non ci aspettavamo molto viste le premesse di Trump. Sappiamo bene quel che pensa il presidente degli Stati Uniti dell’Europa e dei capi di Stato che stanno andando a parlargli” prosegue la deputata dem.

“Ormai sono noti i nuovi linguaggi e metodi del presidente di uno degli Stati più importanti del mondo e ci stiamo purtroppo abituando a queste modalità brutali che non andrebbero avallate. Ecco, Giorgia Meloni non lo ha né contenuto né mostrato di voler risolvere, dall’alto del loro rapporto amicale, la questione europea. È stato un viaggio per i selfie e le foto” conclude Gribaudo.

 

14/04/2025 - 10:37

“Il progetto di trasformare i centri in Albania in CPR si sta rivelando un vero e proprio pasticcio. Ad oggi, non esiste alcuna certezza su come siano state selezionate le persone trasferite in queste strutture. L’unica certezza è che una persona sia stata costretta a compiere un doppio viaggio di andata e ritorno in poche ore. Tutto ciò conferma il persistere di un’operazione caotica, guidata dalla propaganda senza alcun legame con una effettiva strategia di gestione dell’accoglienza. Un’operazione che, nel frattempo, sta continuando a generare costi altissimi per le casse dello Stato. Durante la nostra visita in Albania, nonostante le nostre ripetute richieste, non siamo riusciti ad ottenere informazioni chiare: né sulle modalità di selezione delle 39 persone trasferite in Albania, di cui uno già rientrato in Italia, né sull’elenco completo delle persone coinvolte. Serve chiarezza e serve trasparenza. Presenteremo un’interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi per chiedere di fare immediatamente piena luce su quanto sta accadendo.”
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Andrea Casu e Fabio Porta insieme alla europarlamentare Cecilia Strada.

 

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