21/01/2026 - 11:56

“Mentre la giustizia è al collasso, il ministro Nordio ci spiega che invece tutto funziona meravigliosamente, evidentemente vive in un mondo fantastico che però non esiste e i dati parlano chiaro: il suo ministero è peggiore per l'adempimento del Pnrr, il giudice di Pace fissa le prime udienze al 2032, la digitalizzazione è in tilt e la carenza di personale è ormai strutturale. Le carceri stanno esplodendo e si assiste al fallimento della giustizia penale, con tante nuove fattispecie di reato che non hanno inciso per nulla sulla questione sicurezza nel Paese che mostra lacune clamorose”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Federico Gianassi.
“Il ministro – sottolinea il parlamentare -  ha già dichiarato che la riforma della giustizia non serve a migliorare il sistema giudiziario e allora perché continua ad accanirsi? Il sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha usato parole talvolta peggiori di quelle che usa l'opposizione nel criticare la riforma. Questa è una riforma pericolosa perché è mossa da intendimenti punitivi verso la magistratura, lo provano le parole della premier e dei membri del governo”. “In democrazia non esistono poteri illimitati per chi vince le elezioni, ma l'obbligo di rispettare la legge, la cui verifica compete ad un corpo di magistrati autonomi e indipendenti.”, conclude Gianassi.

 

19/01/2026 - 11:55

“Il Pnrr doveva essere il motore della ripresa e invece, per colpa di un governo assente e inconcludente, rischia di trasformarsi in un enorme spreco di risorse e di occasioni mancate. In Toscana migliaia di cantieri sono appesi a ritardi che non dipendono dagli enti locali, ma dall’assenza di risposte e di strumenti adeguati da parte dell’esecutivo. È inaccettabile che, mentre Comuni e territori fanno i conti con fallimenti di imprese, aumento dei costi e carenza di manodopera, il governo continui a scaricare responsabilità invece di intervenire”. Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi dopo aver depositato una interrogazione a Montecitorio.
“Con oltre 21.000 progetti finanziati per circa 12 miliardi di euro, la Toscana rappresenta una parte rilevante dell’attuazione del Pnrr. I dati della Corte dei conti indicano ritardi significativi e una percentuale di completamento ancora limitata per le opere in scadenza nel 2024. Con l’interrogazione presentata chiedo al governo di fornire un quadro aggiornato dell’avanzamento dei progetti e di indicare le iniziative necessarie, anche in sede europea, per evitare il rischio di perdita delle risorse”, conclude Fossi.

15/01/2026 - 18:06

“Il Partito Democratico sostiene con convinzione gli obiettivi della transizione digitale ed ecologica e gli investimenti avviati grazie al Pnrr, ma oggi le imprese si trovano davanti a risorse scarse e incerte”, afferma Alberto Pandolfo, deputato e capogruppo Pd in commissione Attività produttive. “I fondi inizialmente previsti, circa 6 miliardi, sono stati pesantemente rimodulati dal governo e ridotti a poco più di 2 miliardi, generando un’incertezza profonda che blocca gli investimenti e rallenta il raggiungimento degli obiettivi”.

“Questa instabilità – prosegue l’esponente dem - ha messo l’Italia in difficoltà rispetto ad altri Paesi europei. Mentre Stati come la Spagna hanno garantito continuità e chiarezza agli operatori, consentendo di programmare gli investimenti, in Italia prevale una logica di stop and go che penalizza competitività e sviluppo. Sul tema dei territori, avevamo proposto meccanismi di premialità e accompagnamento, per evitare che le aree più disponibili a ospitare gli impianti pagassero anche per quelle che restano indietro. Così invece si aumentano le diseguaglianze”.

“Il problema di fondo – conclude Pandolfo - è che oggi non si comprende la direzione della politica industriale del governo Meloni”. La continua rimodulazione di strumenti e incentivi non chiarisce quale traiettoria si voglia seguire su transizione digitale, transizione ecologica e rinnovabili. Noi restiamo convinti degli obiettivi, ma non delle modalità: servono certezze, equità territoriale e una strategia chiara per accompagnare imprese e Paese verso il futuro”.

 

15/01/2026 - 17:17

«Il Governo ha approvato un decreto forte nel titolo ma debolissimo nei contenuti e ha messo l’ennesima fiducia per fuggire da un confronto sul merito», ha dichiarato Andrea Gnassi intervenendo in Aula sul voto di fiducia al decreto Transizione 5.0.
«Manca totalmente una visione di politica industriale e una strategia energetica nazionale. La transizione viene ridotta a un elenco disorganico di crediti d’imposta,ha detto Gnassi, ricordando che «in tre anni di Governo sono aumentati i prezzi dell’energia, le bollette per famiglie e imprese e l’incertezza normativa apre scenari per speculazioni e ferite al paesaggio italiano». Gnassi ha denunciato «il taglio alle risorse del PNRR e alle comunità energetiche rinnovabili, definanziate del 64 per cento», sottolineando che «il Governo ha smontato la principale misura industriale del PNRR sulla transizione energetica, tagliandola di quasi 4 miliardi di euro e lasciando oggi le imprese in lista d’attesa». Si devono produrre 80 gigawatt da fonti rinnovabili. Per noi questo è un obiettivo inderogabile. Le rinnovabili sono leva per cambiare il paradigma industriale della produzione di beni e servizi. Ma il governo non fa nulla sull  assalto speculativo ai territori più fragili dove mega impianti possono devastare per sempre paesaggi, bellezza, borghi. È proprio l’art 9 della costituzione che tutela il paesaggio. Vanno coinvolti enti locali, territori regioni nella pianificazione di aree realmente vocate. I grandi impianti vanno fatti dove conviene all Italia , non a grandi fondi che investono come se le rinnovabili  fossero prodotti finanziari. Oggi, ci sono tecnologie, istituti di ricerca autorevoli che individuano con  dati certi aree e spazi. 14 milioni sono gli edifici elevati dopo gli anni 60, su cui mettere pannelli. Strutture pubbliche, parcheggi, aree oggetto di bonifica, cave, miniere dismesse, green belt cioè aree attigue a strade e autostrade e infrastrutture varie (dove ricade benzene e PM 10) sommano 800mila e di ettari di aree utilizzabili  localizzabili, circa 10.000 KM2. Si può partire domani mattina con le rinnovabili senza devastare il paesaggio . 
Con l’aggiunta poi che avete fatto di Transizione 5.0 un imbuto burocratico che blocca gli investimenti e alimenta la sfiducia delle imprese che vogliono innovare », ha concluso Gnassi. «Per queste ragioni il Partito Democratico ha votato contro questo provvedimento».

 

09/01/2026 - 15:36

“La distanza tra Giorgia Meloni e la realtà degli italiani è siderale. Mentre sei milioni di persone rinunciano a curarsi per motivi economici e il potere d’acquisto continua a crollare, Meloni annuncia il suo “piano Artico”, trasformando le emergenze quotidiane in show mediatico.
Dalla sanità alle politiche sociali, dai bassi salari alle pensioni, dalla sicurezza all'immigrazione, dalla crescita agli investimenti, le sue risposte restano sempre le stesse: “stiamo lavorando” o “sarà il focus del prossimo anno”. Nel frattempo, senza il Pnrr saremmo in recessione e milioni di cittadini stanno peggio di tre anni fa, costretti ad affrontare difficoltà concrete che il governo non è in grado di risolvere. Gli italiani non possono più aspettare annunci vuoti e promesse inesistenti, tutte puntualmente tradite. Serve attenzione reale, interventi concreti e soluzioni immediate. La distanza siderale tra Meloni e la vita reale delle persone è ormai intollerabile” così una nota del capogruppo del Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

03/01/2026 - 11:41

“Di male in peggio. Con l'anno nuovo arriva una nuova 'tassa' da parte del governo Meloni: parlo dello Spid di Poste, finora gratuito, che diventa a pagamento dal 1 gennaio 2026. Piu volte in questi mesi con diversi atti parlamentari abbiamo chiesto al governo di fermare un accanimento a dir poco ingiustificato: ogni cittadino italiano dovrà pagare 6 euro per avere il suo Spid con Poste italiane”. Lo dichiara in una nota il capogruppo Pd in Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni, Anthony Barbagallo.
“Come Pd – sottolinea il parlamentare dem - abbiamo anche chiesto di tutelare le famiglie meno abbienti con Isee sotto i 30 mila euro per conservare la gratuità dello Spid. Continueremo ad incalzare il governo in tutte le sedi anche in ordine al mancato o ritardato trasferimento delle risorse del Pnrr ai gestori dell'identità digitale che inevitabilmente sta generando un aumento dei costi per l'utente finale e, quindi, il cittadino. Lo stesso si dica per i forti ritardi per la carta d'identità elettronica”.
“Siamo preoccupati e francamente stanchi che a pagare dell'incapacità del governo Meloni siano sempre le famiglie, le imprese e i professionisti. Lo Spid è di interesse pubblico e un compagno di viaggio indispensabile per la vita quotidiana delle persone. Per questo deve restare gratuito”, conclude Barbagallo.

30/12/2025 - 16:38

Passo in avanti l’approvazione del nostro atto, monitoreremo gli sviluppi

"Tutti i dodicimila precari della Giustizia assunti con il Pnrr devono essere stabilizzati. Non è soltanto una questione di tutela del lavoro. Siamo di fronte a un problema di efficienza della Giustizia e di garanzia dei diritti dei cittadini. Senza questo personale molto qualificato, il rischio concreto è un rallentamento significativo dell’attività dei tribunali, con ricadute pesanti sui tempi della giustizia e sulla fiducia nelle istituzioni. Per questo motivo l'approvazione del nostro atto alla Legge di Bilancio sulla stabilizzazione dei precari rappresenta un segnale politico significativo, che va nella direzione di non disperdere competenze fondamentali per il funzionamento del sistema giudiziario": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia Federico Gianassi, promotore dell’atto approvato questa notte dall'Aula di Montecitorio.

"Non neghiamo che la strada sia lunga e difficile, ma consideriamo questo passaggio un primo segnale positivo da monitorare già nelle prossime settimane. L’obiettivo resta infatti quello di dare prospettive certe a migliaia di lavoratrici e lavoratori e garantire continuità a un servizio essenziale per cittadini, imprese e operatori della giustizia": conclude.

 

30/12/2025 - 15:12

Ha preso in giro gli italiani, difeso i ricchi, tagliato servizi essenziali come sanità, scuola e trasporti. La manovra è un disastro e oggi Meloni festeggia il Pnrr che non ha mai votato. Una destra incoerente e una premier inadeguata. Costruiamo l’alternativa per un paese più giusto.

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

29/12/2025 - 18:30

“La manovra non affronta le emergenze del paese: non interviene sul caro vita né sulle liste d’attesa della sanità. Non promette crescita e non ha prospettive per il futuro. É il fallimento della ricetta economica di Giorgia Meloni: senza il PNRR, l’Italia sarebbe tecnicamente in recessione”. Così il capogruppo del Pd nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano.

 

29/12/2025 - 13:24

“La chiusura dal primo gennaio delle scale mobili di Potenza da viale Marconi a Piazza XXIII agosto, dovuta alla scadenza del termine di proroga per i necessari interventi di revisione, determinerebbe un corto circuito nel sistema del trasporto pubblico della città e un aumento del traffico e dei livelli di inquinamento. Il Pnrr ha rappresentato un’occasione mancata per intervenire sulla riqualificazione complessiva della mobilità cittadina e la Regione Basilicata ad oggi non offre alcuna garanzia di intervento per evitare il blocco del funzionamento di una struttura, inaugurata dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, frequentata quotidianamente da centinaia di utenti. Il termine di proroga concesso da ex Ustif oggi Ansfisa è trascorso senza che nessuna amministrazione competente intervenisse per stanziare le necessarie risorse per gli interventi richiesti. Chiediamo ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, Matteo Salvini e Gilberto Pichetto Fratin, quali iniziative intendano assumere per scongiurare la chiusura delle scale mobili cittadine di Potenza e assicurare alla comunità la piena funzionalità di un mezzo di trasporto pubblico ecologico che supporta la mobilità quotidiana di cittadini, lavoratori studenti e pendolari”.
Così, in un’interrogazione al governo, i deputati democratici Vincenzo Amendola e Marco Sarracino, responsabile Aree interne del Pd.

 

 

28/12/2025 - 15:40

“La manovra presentata dal Governo non avrà alcun impatto reale sulle emergenze che gravano sul Paese: dal caro prezzi alla spesa sociale, fino al dramma della casa che colpisce in modo particolare le nuove generazioni. Ancora una volta l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni tradisce le promesse fatte agli italiani, mettendo in campo una ricetta economica debole e fallimentare. Senza il sostegno determinante del PNRR, questa manovra avrebbe già spinto l’Italia verso la recessione. Non c’è una visione di sviluppo, non ci sono investimenti strutturali, né risposte concrete alle difficoltà quotidiane di famiglie, lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati. A rendere il quadro ancora più grave è il metodo scelto dal Governo. Alla Camera dei Deputati la manovra non potrà essere modificata: siamo di fronte all’ennesimo, grave strappo istituzionale. Il Parlamento viene umiliato e ridotto al ruolo di semplice passacarte, chiamato a ratificare decisioni già prese a Palazzo Chigi, senza un vero confronto democratico. Così si indeboliscono le istituzioni e si allontanano i cittadini dalla politica. Il Paese ha bisogno di serietà, partecipazione e scelte coraggiose, non di propaganda e forzature che ignorano i problemi reali dell’Italia”.

Così Silvia Roggiani, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera dei Deputati e componente della Commissione Bilancio.

 

28/12/2025 - 15:30

“La manovra del Governo colpisce direttamente famiglie e ceto medio, senza offrire risposte concrete al caro vita e alla perdita di potere d’acquisto. Mentre aumentano le difficoltà quotidiane, l’esecutivo sceglie misure insufficienti e inique, che non sostengono chi lavora e chi tiene in piedi il Paese. Ancora una volta mancano investimenti strutturali e una visione capace di ridare fiducia e prospettive. Il risultato è una manovra sbilanciata, che scarica il peso della crisi su chi già fatica, invece di rafforzare la coesione sociale e sostenere la crescita. Il PNRR, tanto disprezzato da Meloni è la stampella che sta tenendo l’Italia lontana dalla recessione”.

Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.
 

 

28/12/2025 - 15:00

“La manovra economica del Governo Meloni non è una legge di bilancio per il Paese, ma un’operazione che ‘fa cassa’ con un unico obiettivo: finanziare la prossima campagna elettorale. Un intervento miope e opportunistico, che finge rigore oggi solo per potersi liberare dai vincoli europei e tornare domani, in piena campagna elettorale, alla stagione delle spese pazze, senza una visione e senza una strategia”.

Così il capogruppo democratico in commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

“Senza le risorse del PNRR – aggiunge Pagano - l’Italia sarebbe già in recessione. È un dato di fatto che smaschera il fallimento della cosiddetta “ricetta Meloni”, incapace di affrontare i nodi strutturali del Paese. La crescita è fragile, le crisi industriali aumentano, la pressione fiscale è ai massimi storici e il Governo risponde con nuove tasse: 600 milioni di euro in più solo dai carburanti, colpendo famiglie e lavoratori. Nessun investimento serio su industria, innovazione e sviluppo. Nessun sostegno reale alle famiglie, già al collasso di fronte a una spesa sanitaria sempre più insostenibile. Mentre in Europa si aumenta la spesa per la sanità pubblica, l’Italia va clamorosamente in controtendenza, abbassandola sotto il 6% del PIL e scaricando i costi sui cittadini”.

 

23/12/2025 - 18:10

“Il governo vara una manovra economica a crescita zero che certifica il proprio fallimento”. Così Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissione Affari europei, commenta la legge di bilancio approvata in prima lettura al Senato.
“È ormai evidente – sottolinea l’esponente dem – che senza il Pnrr l’Italia sarebbe già in recessione. La tenuta minima della nostra economia è dovuta esclusivamente agli investimenti europei conquistati grazie al Next Generation EU, non certo alle politiche economiche del governo Meloni. Proprio per questo il comportamento dell’esecutivo sul Piano nazionale di ripresa e resilienza è particolarmente grave: a furia di tagli, revisioni al ribasso, rinvii e continui cambi di rotta, il governo ne sta mettendo a rischio la piena attuazione. Mancano secondo gli ultimi dati quasi 100 miliardi da spendere e si procede senza una politica industriale e senza una strategia di sviluppo chiara, soprattutto per il periodo successivo alla scadenza del Pnrr”.

“Il governo avrebbe dovuto impegnarsi – conclude De Luca – per un nuovo Next Generation EU, per investimenti comuni europei in grado di sostenere le nostre filiere industriali, ed avrebbe dovuto lavorare da subito per garantire che i progetti non realizzati per i ritardi nella spesa saranno portati avanti con altre risorse. Invece nulla. La destra galleggia tra divisioni e tensioni interne, compromettendo il futuro dell’Italia perché senza crescita, senza investimenti, lascia il Paese più fragile, meno competitivo e con maggiori disuguaglianze. Serve un cambio di rotta immediato, prima che sia troppo tardi”.

 

23/12/2025 - 17:30

“La politica economica del Governo Meloni sta producendo effetti devastanti sul Made in Italy, sempre più vittima dell’incapacità dell’esecutivo di sostenere il sistema produttivo. Questa manovra di bilancio lo conferma: non produce crescita, non sostiene i consumi e lascia fermi gli investimenti. Dopo tre anni al governo, la destra non ha una strategia industriale, non promuove innovazione e non ha un piano per il dopo-PNRR. Un settore emblematico è la moda, storica eccellenza italiana, che rischia di essere letteralmente messa in ginocchio dalle scelte del Governo. La destra prometteva sostegno alle imprese e crescita. La realtà è immobilismo, precarietà e declino delle nostre filiere strategiche. Questa manovra conferma l’incapacità del Governo di proteggere e valorizzare il cuore produttivo del Paese”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.

 

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