29/05/2025 - 15:50

Democratici presentano interrogazione a Nordio e Schillaci

La responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani e i componenti democratici della commissione giustizia della Camera,  Federico Gianassi, Michela Di Biase, Marco Lacarra e Rachele Scarpa hanno presentato un’interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute per denunciare le gravi carenze sanitarie nella Casa circondariale Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere.

Un gruppo di detenuti ha scritto al direttore dell’UOC Sanità Penitenziaria segnalando “una grave insufficienza di accesso alle cure e ai trattamenti medici da ormai quasi due anni”, tra cui “l’assenza quasi totale di medici generici”, “l’inadeguata assistenza per pazienti oncologici” e “la sospensione delle cure per diabetici da oltre un mese”.

I detenuti lamentano inoltre “una non sufficiente presenza del dirigente sanitario” e denunciano l’assenza di reparti ospedalieri adeguati. Il reparto sanitario esterno è infatti collocato in un ospedale privo di pronto soccorso, con la conseguente necessità di continui trasferimenti anche per prestazioni di base.

Serracchiani evidenzia la crisi complessiva del sistema penitenziario e chiede ai ministri Nordio e Schillaci “se non ritengano, ciascuno per le proprie competenze, di dover adottare immediate misure volte a verificare le condizioni della gestione della salute nella Casa circondariale Francesco Uccella di Santa Maria Capua e ad intervenire adeguatamente e con sollecitudine, mettendo a disposizione personale e spazi adeguati, al fine di garantire il diritto alla salute costituzionalmente protetto.”

 

29/05/2025 - 12:39

"La maggioranza e il governo hanno definito questo decreto una svolta politica epocale, non una semplice norma tecnica: fine alle mafie, sicurezza nelle periferie, soluzione definitiva all’immigrazione. E allora mi domando: se sono davvero così certi della sua efficacia, perché hanno respinto il mio ordine del giorno che chiedeva di monitorarne gli effetti? Di cosa hanno paura?". Lo ha detto in Aula il deputato del Pd Mauro Laus, durante l’esame del decreto sicurezza.

"ll mio ordine del giorno – ha evidenziato l’esponente dem – non contestava il decreto, non ne chiedeva la modifica. Chiedeva solo che, entro un termine ragionevole, il governo presentasse una relazione al Parlamento con i dati sugli sbarchi, sulla localizzazione e sulla gestione dei nuovi CPR, e sulla loro distribuzione sul territorio. Si trattava di una richiesta trasparente, istituzionale, simile alle clausole valutative che nelle buone leggi servono a capire se una norma funziona davvero”.

“La valutazione degli effetti delle leggi non è un tecnicismo – ha concluso Laus - ma un presidio democratico. In un sistema afflitto da ipertrofia normativa, da decreti scritti in fretta, la clausola valutativa rappresenta un argine culturale e politico. Non si può legiferare senza assumersi la responsabilità di rendere conto. Una legge è buona se funziona, non solo se annuncia. Il rifiuto del monitoraggio è un segnale preoccupante: forse la maggioranza teme che i dati raccontino un’altra storia, quella di CPR costosi, inefficaci, con gravi criticità sanitarie e giuridiche. Pochi rimpatri, molti abusi, tanta propaganda. Non si rafforza la sicurezza negando al Parlamento il diritto di sapere. Chi crede davvero nell’efficacia delle proprie scelte non ha paura della verifica. Ma chi si affida solo alla propaganda rifugge ogni confronto. E questa domanda, prima o poi, sarà riproposta dai cittadini”.

 

28/05/2025 - 16:52

"Serve sicurezza per i giovani e le famiglie, non spot sovranisti"

“I dati del Rapporto Annuale ISTAT 2025 confermano che l’Italia è un Paese fermo, bloccato da un Governo che preferisce fare propaganda invece di affrontare i problemi reali”, dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico.

“Sul piano economico – prosegue Lai – la crescita è tra le più basse d’Europa (+0,7% nel 2024, contro +3,2% in Spagna), la produttività continua a calare e la produzione industriale è in netto arretramento (-4% rispetto al 2023). E mentre il debito pubblico cresce ancora, manca una vera strategia per il lavoro e per lo sviluppo industriale. A pagare sono i giovani e le famiglie, sopratutto quelle giovani che si devono formare, che non trovano nessuna certezza sul loro futuro”.

“Anche i dati sociali sono allarmanti: la popolazione diminuisce, la natalità tocca i minimi storici (1,18 figli per donna), aumenta il disagio psicologico e la povertà assoluta colpisce quasi il 10% delle famiglie, con picchi drammatici tra le famiglie giovani con figli. Ma a queste emergenze il Governo non risponde con politiche concrete, preferendo inseguire la retorica della sicurezza e del sovranismo anziché offrire sicurezza vera a chi è più fragile. Anche la famiglia cambia lo dicono i dati sulla crescita della PMA, che mostra disuguaglianze tra regioni e la crescita delle famiglie di single”.

“Il PD propone invece politiche che diano fiducia e sicurezza sul futuro: un reddito minimo che contrasti il lavoro povero, la precarietà e l’incertezza, investimenti per la sanità pubblica e per l’istruzione, più sostegno alle giovani famiglie e alle donne. Solo così si può ridare speranza a un Paese che il Governo Meloni sembra avere abbandonato per inseguire slogan e spot che portano l’Italia in Ungheria e non in Europa”.

 

28/05/2025 - 14:22

Vogliamo vedere chiaro su nomina voluta da Calderone

“Dalle inchieste giornalistiche di questi giorni emergerebbe in maniera più inquietante la commistione tra la nomina voluta dalla ministra Calderone di Mario Pepe alla guida della Covip e gli interessi privati di grandi gruppi privati della sanità. Vogliamo vederci chiaro. Sono mesi che stiamo chiedendo al governo chiarezza sul curriculum di Pepe e le risposte sono state più che approssimative. Non si gioca con i fondi pensione di milioni di lavoratori. Presenteremo interrogazione e chiederemo immediata audizione del presidente della Covip”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

27/05/2025 - 10:06

Il segnale che arriva dalla tornata amministrativa dice che le forze progressiste quando si uniscono possono vincere ovunque con candidature forti, autorevoli e credibili, con coalizioni che lavorano insieme su le molte cose da fare per i cittadini.
Questo è un metodo che convince e ottiene fiducia, è quel terreno testardamente unitario su cui il partito democratico ha lavorato a partire dalla segreteria Schlein. E i risultati danno ragione perché con le altre forze ci uniscono battaglie importanti, come il lavoro, la sanità, il pessimo decreto sicurezza che stiamo discutendo in Parlamento. Abbiamo una responsabilità verso il paese che rischia con questo governo di arretrare sul piano sociale e internazionale. Nasce qui lo sforzo di ricerca dell’unità.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, a Radio anch’io.

 

22/05/2025 - 19:41

“Qui a Gjader, in Albania, come in tutti i Cpr italiani le condizioni di vita e di lavoro sono infime e non si possono più tollerare. I Cpr sono illegali e vanno chiusi. A Gjader, le persone che entrano nel centro perdono ogni qualità umana, vengono ridotte a bestie o nella migliore delle ipotesi, animali in gabbia. E come in tutti i Cpr italiani, qui non c'è alcuna umanità ma solo l'aggravante di trovarsi in Albania con un costo, anzi uno spreco, di 800 milioni che potevano essere spesi per altre priorità, a partire dalla sanità pubblica”. Lo dice la deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, in missione nel centro di Gjader in Albania.

“Sono stata oggi in visita ispettiva e parlato con alcuni 'ospiti', così come vengono chiamati qui nei centri: sono persone in detenzione amministrativa che spesso non sanno neanche di essere arrivati in Albania, né tanto meno che giorno è oggi. Gli 'ospiti' sono imbottiti più volte al giorno di farmaci sedanti che li rendono innocui. Tutto questo è disumano”, conclude Serracchiani.

 

21/05/2025 - 19:50

“Nel corso dell'informativa odierna alla Camera sullo stato di attuazione del PNRR, il Governo ha scelto ancora una volta la strada dello scaricabarile, attribuendo alle Regioni la responsabilità per la mancata realizzazione di molte Case di Comunità previste dal Piano. Una narrazione inaccettabile, che ignora le gravi responsabilità dei ministeri nella gestione delle risorse e nella definizione dei progetti. Una narrazione politicamente ancora più incredibile dal momento che la maggioranza governa 14 regioni su 20. La realtà è che la rimodulazione degli investimenti, spesso invocata come necessità tecnica, è il frutto di una definanziamento politico che sta compromettendo la sanità territoriale.

La verità è sotto gli occhi di tutti è Foti si arrampica sugli specchi pur di coprire ritardi e scelte sbagliate. Il risultato è che intere comunità rischiano di restare senza quei presidi sanitari fondamentali, promessi e mai realizzati” così una nota del responsabile nazionale welfare del Pd e capogruppo in commissione affari sociali della Camera, Marco Furfaro.

 

21/05/2025 - 15:23

“Non finiremo mai di stupirci delle elucubrazioni mentali del parlamentare europeo, Roberto Vannacci. Il suo mondo al contrario è pieno di approssimazioni e fesserie che con costanza, questo va riconosciuto, sforna giorno dopo giorno. Oggi ci informa che serve tolleranza zero verso i criminali e lo dice con quell’enfasi di chi ha trovato la ricetta giusta per dare sicurezza ai cittadini a cui nessuno aveva mai pensato. Quello che non dice Vannacci, però, che polemizza con il sindaco di Modena, reo di aver messo in risalto la necessità di affrontare il tema delle diseguaglianze sociali quale premessa per prevenire e contrastare il dilagare della violenza e dell’illegalità, è non fornirci indicazioni su come affermare diritti ed opportunità per tutti i cittadini che la sua destra nega in ogni momento. Dal lavoro alla sanità, dall’ambiente all’informazione, e ovviamente anche al rafforzamento degli organici e dei mezzi sui territori magari elevando in classe A la Questura di Modena. Il primato della destra di Vannacci sono invece i grandi interessi e agitare il fez e il manganello è una modalità ricorrente, per dare una parvenza di attenzione verso la sicurezza dei cittadini. Se poi una parte significativa di popolo è confinata nell’angolo della povertà e delle discriminazioni, quale conseguenze delle scelte scellerate della destra,  poco interessa naturalmente al generale Vannacci e al suo partito di cui è Vicesegretario”.

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

20/05/2025 - 13:56

 "In un giorno in cui si compie un passo avanti importante verso una gestione coordinata, equa ed efficiente delle future pandemie, l'Italia si eclissa. L'astensione sul nuovo piano pandemico insieme a pochi altri paesi, tra cui Iran e Russia, è un segnale politico gravissimo, il linea con la dottrina della Lega, che mette in discussione il nostro ruolo nell'OMS, indebolisce la cooperazione internazionale in materia sanitaria e mette a rischio la salute dei cittadini.

L'esecutivo dimostra, ancora una volta, di prestare il fianco alla peggiore propaganda anti scientifica, oscurantista e no vax. L'ennesima decisione vergognosa che mina la credibilità e l'autorevolezza dell'Italia come partner affidabile. Ormai il governo è ostaggio delle peggiori pulsioni sovraniste e complottiste che sono un insulto al ruolo svolto dal nostro Paese nel mondo. Per mere ragioni interne abbiamo preferito schierarci con Mosca e Teheran invece che con Parigi, Berlino, Madrid e Bruxelles.

Peraltro, questa è un ulteriore dimostrazione di quanto poco interesse al nostro esecutivo della salute dei cittadini: questo è l'ennesimo tassello dopo il taglio al fondo sanitario nazionale e la riduzione delle case e degli ospedali di comunità previsti dal PNRR. Un governo che danneggia il Paese e isola sempre di più l'Italia nel consesso internazionale". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

 

20/05/2025 - 11:35

La scelta dell’Italia di astenersi sul piano pandemico mondiale promosso dall’OMS è gravissima. Ancora una volta il governo Meloni decide di isolare il paese per seguire le sirene negazioniste e antiscientifiche. Nessuna lezione dal Covid, anzi una chiusura di fronte alle ragioni della scienza e alla necessità di coordinare a livello globale strategie, risorse e ricerche. Una figura pessima a livello mondiale solo per compiacere i no vax di casa nostra e la scelta scellerata di Trump che tra i primi atti dopo l’insediamento firmò l’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. Usare la salute per schieramenti di parte, per amicizia o per il voto di qualche oscurantista, è inconcepibile e non ascoltare la voce degli scienziati mette in pericolo il futuro stesso del pianeta.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

20/05/2025 - 10:20

“La posizione dell’Italia che - apprendiamo a mezzo stampa - si asterrà dal voto sul patto pandemico degli stati membri dell’Oms è grave e isola il nostro Paese, ma ancor di più riprende le dichiarazioni a suo tempo rilasciate da Salvini sull’OMS. Ora è la volta della presidente Meloni. A questo punto il Governo ci dica da che parte sta: da quello della scienza e della cooperazione internazionale nel contrastare possibili future pandemie o del più bieco oscurantismo negazionista? La posizione ufficiale è quella più volte espressa dal Ministro Schillaci o quella che emerge più volte in occasioni come questa? Su alcuni punti non ci possono essere le ambiguità che d’altra parte caratterizzano da sempre l’azione di questo governo. Come pensano di affrontare possibili pandemie future se l’atteggiamento è questo? Il
Covid non ha insegnato nulla, come del resto si evince in modo chiarissimo dall’atteggiamento di parte della maggioranza in commissione e d’inchiesta. Presenteremo una interrogazione parlamentare per chiedere al governo come intende agire”. Lo dichiara il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta Covid.

19/05/2025 - 16:59

“È chiaro a tutti, tranne che governo, che la Corte Costituzionale ha sonoramente bocciato l’impianto fondamentale dell’autonomia differenziata di Calderoli. Nonostante questo l’esecutivo approva oggi in Cdm una delega sostanzialmente in bianco per determinare i Livelli essenziali delle prestazioni su numerosissime materie, senza metterci peraltro un solo euro. L’ennesima fuga in avanti che dimostra la totale mancanza di riguardo nei confronti dei rilievi mossi dalla Consulta e del ruolo del Parlamento, ma soprattutto che conferma il più totale disinteresse per i cittadini del Mezzogiorno che saranno penalizzati fortemente dalle scelte del governo. Il solito baratto fatto sulla pelle degli italiani che aspettano risposte su salari, sanità, trasporti e invece devono assistere allo spettacolo indecoroso di un esecutivo che per tenere buona la Lega e in piedi questa maggioranza ormai spaccata è disposto a mettere in pericolo la coesione nazionale. Faremo, anche questa volta, le barricate in Parlamento e nel Paese per impedire che l’esecutivo faccia scempio dell’unità nazionale”. Così Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissione questioni regionali.

 

 

19/05/2025 - 16:48

È stata depositata oggi alla Camera dei Deputati, in accordo con il Partito Democratico del VCO, un’interrogazione a firma dell’On. Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, indirizzata al ministro della Salute, per chiedere conto dei gravi ritardi nell’espressione del parere ministeriale sul piano di edilizia sanitaria presentato dalla Regione Piemonte, relativo al territorio del Verbano Cusio Ossola.

“Siamo davanti a uno stallo inaccettabile – dichiara Gribaudo – Il Governo deve fare la sua parte e fornire subito il parere sul piano sanitario del VCO. Senza questo passaggio, non è possibile né ristrutturare gli attuali presidi ospedalieri né avviare il percorso per l’ospedale unico, condiviso da professionisti sanitari e da numerosi sindaci del territorio. Il Verbano Cusio Ossola non può pagare le divisioni interne alla Destra su un tema così delicato”.

Nel testo dell’interrogazione si sottolinea come da mesi il VCO sia in attesa di un pronunciamento ufficiale da parte del Ministero, necessario per sbloccare qualsiasi ipotesi concreta di riorganizzazione del sistema sanitario locale. La situazione è aggravata da anni di incertezza istituzionale e dalla persistente assenza di investimenti strutturali adeguati.

“La battaglia per una sanità pubblica di qualità nel VCO – afferma Riccardo Brezza, segretario provinciale del Partito Democratico – non può più essere rinviata. Le ambiguità della Regione Piemonte, unite all’inerzia del Governo, stanno penalizzando cittadini e operatori sanitari. L’assenza del parere ministeriale è ormai un ostacolo politico prima ancora che tecnico. È tempo di trasparenza e responsabilità istituzionale: per questo tutto il Partito Democratico del territorio è mobilitato e pretende risposte nelle sedi istituzionali deputate”.

Il Partito Democratico continuerà a monitorare la situazione e ad incalzare le istituzioni competenti, affinché si arrivi finalmente a una scelta chiara e sostenibile per il futuro della sanità nel VCO, nel rispetto del diritto alla salute di tutte e tutti.

 

 

19/05/2025 - 14:57

Appello a tutte le forze politiche per intervenire rapidamente in parlamento

È stata presentata questa mattina alla Camera la proposta di legge a prima firma di Marco Furfaro, responsabile Welfare del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Affari Sociali. Il testo, dal titolo “Disposizioni in materia di tutela della salute riproduttiva e di riproduzione medicalmente assistita”, rappresenta un passo importante per la riforma della legge 40, ormai ampiamente superata dalla giurisprudenza e dall’evoluzione scientifica. Una proposta solida, nata da un lungo e approfondito lavoro di confronto con la comunità scientifica, medica e con le realtà civiche, che negli ultimi anni hanno sollecitato con forza un intervento legislativo strutturale.
“La genitorialità non è un privilegio, ma un diritto – ha dichiarato Furfaro –. Non è accettabile che per diventare genitori si debba affrontare una battaglia legale o prendere un aereo per andare all’estero. La Corte Costituzionale ha lanciato un sasso nello stagno chiedendo al Parlamento di discutere e intervenire. Del resto, la legge 40 era nata vecchia e necessita oggi di un aggiornamento.
Lancio un appello a tutte le forze parlamentari: è il momento di avviare un esame serio e costruttivo, guidato dalla scienza, non dai pregiudizi ideologici. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete a milioni di persone che affrontano un percorso a ostacoli. Non intervenire è indegno per un Paese civile.”
Il testo — che recepisce le proposte della SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) — definisce principi e diritti fondamentali, rafforza norme centrali come quelle sul Servizio Sanitario Nazionale, sull’interruzione volontaria di gravidanza e sul ruolo dei consultori. Garantisce il riconoscimento della soggettività delle persone coinvolte nei percorsi di PMA, tutela il nato e il nascituro, chiarisce le regole sulla crioconservazione, sulla donazione alla ricerca, e consolida il ruolo della comunità scientifica nella definizione delle politiche pubbliche in materia di salute riproduttiva.
“La proposta – ha aggiunto Furfaro - rappresenta anche una risposta chiara ai moniti della Corte Costituzionale, ribadendo il dovere del Parlamento di affrontare con serietà una questione che riguarda la salute, i diritti e la dignità di migliaia di persone”. Durante la conferenza stampa di presentazione è intervenuta anche Marina Sereni, responsabile Sanità del Partito Democratico, che ha sottolineato: “Troppe famiglie – ha detto Sereni - si trovano ancora intrappolate nei limiti della legge 40: dai LEA non applicati alle liste d’attesa interminabili, fino ai costi proibitivi. La procreazione medicalmente assistita deve essere riconosciuta come un diritto esigibile nel sistema sanitario pubblico e resa accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Ma per farlo servono risorse, personale e una strategia seria per rilanciare i consultori — che dovrebbero essere uno ogni 20.000 abitanti, mentre oggi ne abbiamo uno ogni 35.000 — e per affrontare le vere cause della denatalità, come la precarietà, la carenza di servizi e il mancato sostegno alle giovani coppie.”
“Il Partito Democratico – conclude Furfaro – chiede  alla maggioranza e al Governo di assumersi finalmente la responsabilità di agire: non è credibile invocare la natalità senza intervenire concretamente sulla salute riproduttiva, sull’equità di accesso e sulla qualità dell’assistenza. La proposta elaborata da SIRU, sostenuta da operatori, organizzazioni scientifiche e civiche, è un testo maturo, serio e ambizioso. È il momento di aprire una discussione parlamentare vera, all’altezza del tema e delle numerose persone coinvolte”.

 

16/05/2025 - 15:07

"L'integrazione del bando Home Care da parte dell'Inps recupera, anche se solo in parte, gli errori fatti nella prima edizione del bando e che avevamo denunciato con un'interrogazione firmata insieme ai colleghi parlamentari Scotto, Furfaro, Girelli, Malavasi, Vaccari." Lo scrive in una nota il parlamentare del Partito Democratico Silvio Lai che, facendo seguito anche alle richieste di intervento da parte dell'Anci, aveva chiesto l'intervento del Governo e la convocazione in audizione in Commissione Lavoro del presidente dell'Inps.
"Di sicuro – afferma Lai – attraverso l'integrazione del bando che recupera la possibilità di garantire i servizi per gli OSS, che prima erano esclusi, oltre a fare giustizia tutela in maniera adeguata competenze professionali riconosciute da diplomi formativi regionali e nazionali. Risolve, inoltre, il problema dell'impatto sull'occupazione per numerose cooperative in tutta Italia. Erano state infatti molte le denunce provenienti dalla Sardegna, dall'Umbria e dalla Toscana, sugli effetti distorsivi causati dall'esclusione di queste professioni e sui danni conseguenti subiti dalle famiglie con la prima versione del bando. Ricordiamo, infatti, che il progetto Home Care è un'importante misura di integrazione assicurativa sociosanitaria garantita ai dipendenti pubblici."
"Siamo soddisfatti – prosegue il parlamentare dem – che il nostro intervento abbia fatto cambiare idea all'Inps, tuttavia resta il mancato riconoscimento delle attività dei caregivers, quelle figure familiari indispensabili in alcuni territori per assistere persone non autosufficienti ma che non richiedono interventi di integrazione sociosanitaria o sanitaria tout court. Sarebbe bene, a nostro avviso, che l'Inps rivedesse il bando anche recuperando i caregivers sui quali si stanno facendo passi avanti anche nel dibattito sulla legislazione nazionale, riconoscendo funzioni di cura all'interno delle famiglie, senza le quali molti nuclei familiari non potrebbero sopportare il carico della non autosufficienza. Per questo, con un'ulteriore interrogazione, chiederemo al Ministro Calderone quale sia la sua posizione e se non intenda intervenire nei confronti dell'Inps per modificare ulteriormente il bando."

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