Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
“Il Ddl Salvini non affronta un tema cruciale: quello di garantire ai cittadini il diritto ad una mobilità sostenibile, attiva e sicura. Da una parte, il testo interviene sull’aspetto sanzionatorio per chi fa abuso di sostanze illecite quando è alla guida, ma non interviene sulla causa principale degli incidenti stradali che è la velocità, mentre con una serie di limitazioni e depotenziamenti fa dei grandi passi indietro su quanto fatto fino ad oggi sulla ciclabilità e sullo sviluppo di una mobilità adeguata alle sfide dei nodi urbani.” Lo dichiara il capogruppo Dem in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo a proposito della norma avanzata da Salvini anche a seguito “della morte di un bimbo di 5 anni investito da un Suv che viaggiava a grande velocità a Roma e guidato da uno youtuber”. Per Barbagallo, “il Ddl burocratizza l’iter di gestione della mobilità urbana e non tiene in nessun conto la battaglia culturale che il Parlamento sta effettuando da tempo in relazione all’obbligo di sorpasso delle biciclette ad almeno 1,5 metri di distanza laterale, che diventa obbligatorio solo dove le condizioni della strada lo permettano. In pratica - prosegue l’esponente Dem - accanto alle misure sanzionatorie si realizza una manovra a tenaglia per accerchiare e contrastare quella mobilità attiva che è nata negli ultimi anni e che, soprattutto nei centri urbani, va a supplire alle carenze del servizio di trasporto pubblico, sempre meno adeguato ad affrontare le sfide poste dalla transizione ecologica nelle città. La sensazione – conclude Barbagallo- è che invece di provare a gestire ed incanalare il flusso del cambiamento si sia scelta la via più semplice: quella del ritorno al passato ed alla burocratizzazione dei processi autorizzativi".
“Oggi in commissione trasporti e' iniziato l'esame del pdl interporti. Oltre alle evidenti violazioni delle competenze delle regioni, quello proposto dalla maggioranza e' un testo ambiguo e confuso.
Si prefigura una sorta di privatizzazione degli interporti attraverso la concessione di un diritto di superficie riscattabile. Gli interporti sono infrastrutture strategiche di rilevanza nazionale e come tali devono rimanere proprietà dello Stato prefigurando un chiaro rapporto concessorio ai sensi della normativa vigente”.
Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Trasporti della Camera Anthony Barbagallo
“Oggi il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame preliminare del Disegno di legge recante Interventi in materia di sicurezza stradale e delega per la revisione del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Dalle bozze circolate in questi giorni possiamo affermare che il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, porta in Cdm un provvedimento che non affronta il grande tema su come garantire ai cittadini il diritto ad una mobilità sostenibile, attiva e sicura. Da una parte, il testo si occupa dell’aspetto sanzionatorio per chi fa abuso di sostanze illecite alla guida ma, dall’altra, non interviene invece sulla causa principale degli incidenti stradali che è la velocità; mentre allo stesso tempo, con una serie di limitazioni e depotenziamenti, fa dei grandi passi indietro su quanto fatto fino ad oggi sulla ciclabilità e sullo sviluppo di una mobilità adeguata alle sfide dei nodi urbani”.
Lo dichiara il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Roberto Morassut.
“Inoltre - aggiunge - il Ddl burocratizza l’iter di gestione della mobilità urbana per gli enti locali prevedendo ulteriori passaggi autorizzativi e non tiene in nessun conto della battaglia culturale che il Parlamento sta effettuando in relazione all’obbligo di sorpasso delle biciclette ad almeno 1,5 metri di distanza laterale che diventa obbligatorio solo dove le condizioni della strada lo permettano. In pratica, accanto alle misure sanzionatorie, si realizza una manovra a tenaglia per accerchiare e contrastare quella mobilità attiva che è nata negli ultimi anni e che, soprattutto nei centri urbani va a supplire alle carenze di un servizio pubblico di trasporto, oggi non adeguato alle sfide poste dalla transizione ecologica nelle città. La sensazione - conclude - è che invece di provare a gestire e incanalare il flusso del cambiamento si sia scelta la via più semplice del ritorno al passato e alla burocratizzazione dei processi autorizzativi”Il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame preliminare del Disegno di legge recante Interventi in materia di sicurezza stradale e delega per la revisione del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha portato in Cdm un provvedimento che non affronta il grande tema su come garantire ai cittadini il diritto ad una mobilità sostenibile, attiva e sicura. Da una parte, il testo si occupa dell’aspetto sanzionatorio per chi fa abuso di sostanze illecite alla guida ma, dall’altra, non interviene invece sulla causa principale degli incidenti stradali che è la velocità; mentre allo stesso tempo, con una serie di limitazioni e depotenziamenti, fa dei grandi passi indietro su quanto fatto fino ad oggi sulla ciclabilità e sullo sviluppo di una mobilità adeguata alle sfide dei nodi urbani”.
“Ho scritto al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, una lettera in cui ribadisco, dopo aver già presentato tre mesi fa un’interrogazione urgente, la necessità di sospendere i lavori del tunnel della Circumvesuviana nel comune di Castellammare di Stabia che comprometterebbe in maniera definitiva l’integrità del Parco Archeologico di Stabiae. Uno dei beni culturali più rilevanti della Regione Campania e che si iscrive pienamente nel circuito archeologico di Ercolano e Pompei. Oggi, con sentenza del Tar Campania Quinta sezione è stato annullato il decreto di occupazione di suolo da parte di Eav. Veniamo a sapere dalle carte che tutta la procedura è carica di illegittimità. Tra i ricorrenti al Tar c’è lo stesso ministero della Cultura: serve dunque un segnale definitivo che blocchi quell’opera, ascoltando i tanti cittadini che chiedono di salvaguardare un’area culturale importantissima per l’intero Paese”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il ministro Salvini faccia chiarezza sull’iter per la realizzazione dell’Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria, come da progetto RFI, composto da tre lotti: Battipaglia-Praja, Praia-Tarsia e il raddoppio della galleria Santomarco”, è quanto richiedono i deputati del Partito democratico Paola De Micheli, Anthony Barbagallo e Marco Simiani in un’interrogazione al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Si chiedono le ragioni per le quali sui siti istituzionali non sia più rintracciabile il progetto originario RFI così come il Lotto 2 Praja-Tarsia, non siano state prese iniziative volte a velocizzare l’iter già avviato - per un’opera strettamente connessa al Ponte sullo Stretto la cui realizzazione è stata più volte caldeggiata dallo stesso ministro - e non sia stato informato il Parlamento sul percorso dell’opera e su eventuali criticità emerse.
“Chiediamo quali iniziative intendano assumere i ministri Calderone, Piantedosi e Salvini per affrontare il fenomeno delle aggressioni al personale dei mezzi del trasporto pubblico locale che è sempre più preoccupante e che non può rimanere ignorato”. È la richiesta dell’interrogazione presentata dal deputato del Pd Andrea Casu ai Ministri dell’Interno, dei Trasporti, del Lavoro e delle politiche sociali.
“Il Tpl assolve a una funzione fondamentale per garantire l'esercizio del diritto alla mobilità di tutti i cittadini; in questo contesto è rilevante il tema della sicurezza dei cittadini e del personale durante il servizio, in particolare per quel che riguarda gli autisti degli autobus e dei tram, il personale addetto alla verifica dei titoli di viaggio e tutto il personale di front line. Purtroppo si assiste quasi quotidianamente a gravi episodi di violenza perpetrati contro il personale viaggiante, sottoposto ad atti di violenza sia verbale sia fisica. Nel marzo del 2022 è stato firmato un protocollo per la promozione della sicurezza nel processo di sviluppo del trasporto pubblico urbano tra i Ministeri dei trasporti e dell'interno, la conferenza Stato-regioni, l'Anci, le associazioni delle aziende e i sindacati firmatari del Ccnl per monitorare e migliorare la sicurezza dei conducenti dei mezzi del Tpl al fine di contrastare le aggressioni. Si è trattato di un atto molto importante che avrebbe dovuto portare all'istituzione di tavoli di lavoro su singole aree tematiche al fine, non solo di raccogliere dati e segnalazioni di aggressioni, ma anche a individuare innovazioni tecnologiche e buone pratiche che orientino lo sviluppo di politiche sulla sicurezza, quali, a esempio, la diffusione del cosiddetto «panic button», già presente in alcune realtà locali e in grado di dare l'allarme in caso di aggressione essendo collegato con la questura. Chiediamo pertanto ai ministri interrogati se intendano fare in modo che tale protocollo venga concretamente messo in atto in tempi brevi”.
“Chiediamo al governo quando intenda riferire alle commissioni competenti i contenuti dell’accordo tra il MEF e Lufthansa e se questi garantiscano un esito certo all’acquisizione della partecipazione di maggioranza azionaria di ITA da parte di Lufthansa dopo il 2025. Vorremmo conoscere quali opzioni sono previste qualora l’accordo non riceva il via libera da parte delle autorità europee e nazionali o nel caso in cui Lufthansa eserciti il diritto di recesso; se siano stati attentamente valutati tutti gli asset di ITA e se la prevista condivisione degli slot sia compatibile con la vigente normativa; quale sia l’impatto sul traffico passeggeri negli aeroporti del nostro Paese, sulle rotte nazionali e internazionali che riguardano gli aeroporti italiani e sul turismo del nostro Paese. Quale ruolo avranno Malpensa e Fiumicino e se il governo abbia previsto un meccanismo di adeguamento del prezzo di vendita, considerato che l’azienda sta avendo risultati molto migliori delle previsioni”. È la richiesta dell’interrogazione presentata dai deputati del PD Paola De Micheli, Anthony Barbagallo, Andrea Casu, Claudio Mancini e Marco Simiani ai Ministri dell’Economia e dei Trasporti.
“Molte sono le criticità e le questioni aperte – sottolineano i deputati dem - come la condivisione delle bande orarie o slot, già di Alitalia e trasferite ad ITA, la sorte dei lavoratori ex-Alitalia attualmente non ricompresi nel personale riassunto, il valore di mercato delle bande orarie, che per il solo aeroporto di Linate raggiungono una stima ricompresa tra 700 e 800 milioni di euro, un valore molto superiore all’impegno finanziario sostenuto da Lufthansa per la partecipazione del 41% in ITA, e di conseguenza una enorme sottovalutazione complessiva del valore di ITA, a danno dell’interesse economico e finanziario del nostro Paese. Vi è, inoltre, incertezza sul futuro ruolo degli aeroporti italiani, a partire da Milano Malpensa e sull’effetto sull’hub di Fiumicino, della riduzione del numero di aerei da 110 a 94: ci si domanda se la nuova ITA avrà interesse a mantenere le attuali rotte per gli aeroporti italiani, alcune delle quali svolgono un servizio essenziale per il collegamento di determinate località del Mezzogiorno e se siano state valutate le ricadute su tutti i lavoratori del settore aereo. Grande preoccupazione riguarda il cosiddetto “interim agreement”: per alcuni tipi di decisione, spesa, investimenti rientranti in parametri particolarmente rigidi, ITA dovrà chiedere l’autorizzazione a Lufthansa, ed è prevista anche l’immediata sostituzione di tutto il management che ha dato vita a una nuova compagnia aerea il 15 ottobre 2021, da dirigenti della stessa Lufthansa, con il rischio che se alla fine della valutazione di DGCOMP, non ci sarà per Lufthansa la possibilità di acquistare il 41% di ITA, la stessa azienda sarà comunque legata “de facto” a Lufthansa, rischiando che il suo valore autonomo diventi talmente basso da determinare un danno irreparabile all’azienda medesima e alle casse dello Stato”.
“Quale è lo stato dell’iter di adozione del decreto di riparto delle risorse del Fondo per la perequazione infrastrutturale da 4.600 milioni di euro? Il governo intende condividere con la Conferenza unificata le analisi metodologiche per ripartire al più presto le risorse e attivare gli investimenti necessari per colmare il gap infrastrutturale che determina un’ingiustificabile disparità fra le regioni del Mezzogiorno e del Nord del Paese e all’interno delle regioni stesse su trasporti, sanità, istruzione e settore idrico?”.
Sono le domande contenute nell’interrogazione rivolta al presidente del Consiglio, al ministro per gli Affari regionali e le autonomie e al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, presentata a prima firma dal capogruppo della commissione Ambiente, Marco Simiani e sottoscritta da numerose deputate e deputati del Gruppo Pd.
“Il precedente governo - si legge nell’interrogazione - aveva già sviluppato un lavoro preparatorio che individuava, tenendo conto degli interventi a valere sul Pnrr e sul Pnc, le principali criticità e gli indicatori di carattere tecnico per definire il riparto delle risorse in modo equo e tecnicamente robusto. Era stato predisposto anche uno schema di Dpcm da parte del ministero della Coesione che non ha potuto concludere il suo iter politico e amministrativo a causa della fine anticipata della scorsa legislatura. Considerata l’urgenza di ridurre il gap infrastrutturale tra Regioni e all’interno delle stesse è fondamentale riprendere rapidamente il percorso già avviato”.
“Il ministro Matteo Salvini come Penelope: di giorno strombazza e annuncia progetti faraonici e infrastrutture in ogni dove, di notte invece stralcia, rimuove, rimodula, posticipa opere fondamentali di cui il Paese ha bisogno. A farne le spese stavolta, in un piano di rimodulazione sulle infrastrutture per complessivi 7,3 miliardi, anche due 2 lotti della tratta ferroviaria Palermo-Catania del valore di 276 milioni di euro, stralciati dalla relazione semestrale sul PNRR inviata dal ministero delle Infrastrutture a quello per gli Affari europei, Coesione, Sud e PNRR. Discutiamo di Ponte sullo Stretto ma intanto su questa tratta si continua a viaggiare con tempi medievali”. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo del PD in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che sull’argomento ha depositato una interrogazione ai ministri Salvini e Fitto.
“Prezzi alle stelle per chi deve raggiungere la Sardegna nei mesi estivi. Dopo i rincari incontrollati da parte delle compagnie navali che hanno stabilito all’unisono costi esorbitanti sui biglietti facendo sostanzialmente cartello, in barba alle leggi sulla concorrenza, ora la mazzata arriva anche sui voli verso l’isola. Scompaiono quelli low cost e sono sempre meno le tratte coperte durante la giornata. Una situazione assurda che colpisce residenti e turisti in un periodo importante come quello estivo”. Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio della Camera.
“Solo qualche mese fa - evidenzia l'esponente Pd - il Parlamento ha introdotto in Costituzione la norma che riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità. Sono questi i risultati? Consentire solo a chi ha il portafogli a soffietto di poter raggiungere l’isola? La continuità territoriale è di fatto negata a chi non può permettersi di spendere ingenti cifre e a chi vorrebbe passare qualche giorno di ferie in famiglia, costretta a lasciare per trovare occasioni di lavoro o di studio nel continente".
"E - conclude Lai - tutto questo avviene nel silenzio assordante della Regione e del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, governate sotto lo stesso segno politico. Verrebbe da domandarsi perché, ma sarebbe fin troppo banale la risposta. Stare dalla parte dei grandi interessi è una scelta di campo. Chi non ha i soldi per acquistare un biglietto di un aereo o di una nave faccia il ricongiungimento familiare via skype. Attraverso uno schermo e a distanza, possono vedersi e parlare. Alla faccia della continuità territoriale e del diritto di mobilità che dovrebbe essere garantito a tutti, senza alcuna distinzione di censo”.
"La soppressione alla stazione di Chiusi di tutti i treni ad Alta Velocità e di due Intercity diretti a Roma penalizzerà non solo la provincia di Siena ma tutta la Toscana del Sud e in particolare le aree interne di Grosseto. Queste riduzioni, decise unilateralmente da Trenitalia nel silenzio assoluto del ministero, non riguarderanno soltanto i moltissimi pendolari che utilizzano le tratte ogni giorno ma anche i turisti, i quali stanno tornando a viaggiare ai livelli pre-pandemia. Condividiamo pienamente le preoccupazioni dei sindaci interessati". Lo dichiara in una nota il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio.
"Chiediamo al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini - conclude Simiani - di occuparsi di questo problema, che non avrà sicuramente ripercussioni mediatiche e altisonanti come altre grandi opere, ma che riguarda la qualità della vita di migliaia di persone e lo sviluppo sociale ed economico di molte zone".
Oggi ci siamo astenuti nel voto in Commissione Trasporti sull’approvazione del contratto di programma Rfi perché siamo molto preoccupati per il mancato rispetto della clausola del 34% per gli investimenti destinati al Mezzogiorno.
Purtroppo registriamo che non vi è alcuna certezza sulla volontà e sull’impegno di ridurre i divari territoriali tra Nord e Sud, che ha un gap settoriale da circa 20 anni rappresentato dalla ridotta elettrificazione delle linee regionali rispetto al resto del Paese. Riteniamo sia molto grave che nel periodo temporale dal 2020 al 2026 sia previsto un taglio di quasi 3 miliardi al Mezzogiorno con 1,39 miliari di investimenti sottratti ai Programmi prioritari ferrovie Valorizzazione Reti regionali, 1 miliardo ai Programmi Città Metropolitane e 570 milioni ai collegamenti ferroviari per gli aeroporti nel Sud. Siamo inoltre preoccupati per l’esiguità delle cd "finestre manutentive", ritenendo invece essenziale il rafforzamento previsto in termini di Security, anche sulla scorta del fenomeno delle aggressioni al personale.
Lo affermano il capogruppo dem Anthony Barbagallo e i deputati Pd della Commissione Trasporti della Camera.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
“Non siamo per nulla soddisfatti della risposta del governo per quanto riguarda il Piano nazionale aeroporti”. Così il deputato Pd Anthony Barbagallo, capogruppo in commissione Trasporti, replicando al ministro Salvini nel corso del Question time di oggi alla Camera. Il Pd aveva chiesto al governo, con la deputata Oiudad Bakkali, “poiché il sistema aeroportuale è un anello fondamentale per lo sviluppo e la crescita sociale ed economica dei territori e dell'intero Paese, garantendo la mobilità dei cittadini e delle merci, quale fosse la strategia che intende sviluppare”. Per Barbagallo “nella risposta del ministro Salvini manca una visione, una strategia d’insieme del sistema degli aeroporti italiani. Il Piano – ha aggiunto l’esponente del Pd- dovrebbe proprio garantire lo sviluppo del trasporto aereo e del sistema aeroportuale. Ma non sono indicate per nulla le risorse, né vi è una specifica linea d’intervento del Pnrr per sostenere la realizzazione. Come Partito democratico – ha aggiunto Barbagallo- saremo particolarmente vigili sui percorsi di privatizzazione. Restano drammaticamente senza risposte il tema del “caro voli” nonostante le direttive europee in materia di concorrenza e di aiuti di Stato. Scarsi e insoddisfacenti – ha precisato Barbagallo- i riferimenti del Piano alla transizione ecologica , alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione . Resta il tema della mancata valorizzazione di alcuni scali importanti del Mezzogiorno come Comiso, Lamezia, Crotone, Reggio Calabria e Pescara. Infine, il Pd manifesta una grandissima preoccupazione per i numerosi lavoratori che in maniera duratura e stagionale interessano gli scali. Si tratta – ha concluso Barbagallo- per lo più di persone fragili, donne e over 50, e di loro non c’è traccia nel piano mentre andrebbero tutelati per primi”.
Dai cassetti impolverati del Ministero delle Infrastrutture, prima Salvini ha tirato fuori il vecchio progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, senza senza soldi, antico, non adeguato alle ultime conoscenze sismiche e costruttive e portato avanti solo a colpi di fiducia, così per propaganda.
Oggi Salvini era presente in Sicilia – a Messina, guarda un po’! -. Non può quindi stupire che alla guida della riesumata società “Stretto di Messina” il Governo abbia resuscitato un vecchio di boiardo di stato, quel Pietro Ciucci, già ad e presidente di Anas e che era stato pure ad della stessa “Stretto di Messina” per 9 anni. Lo abbiamo detto: il Ponte di Messina era – ed è – una mera questione di poltrone, potere e propaganda.
Lo dichiara il deputato siciliano Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti
Sardi sequestrati per due mesi
"Ingiustificabile e discriminatorio l'esoso rincaro dei costi dei traghetti per la Sardegna nel periodo estivo". È quanto dichiara Silvio Lai, deputato Pd della Commissione Bilancio a fronte dei tariffari praticati dalle compagnie navali che garantiscono le tratte dal Continente verso l'isola. Il costo del biglietto di ponte raddoppia addirittura quello praticato per un viaggio aereo in regime di continuità territoriale. E per di più non ci sono evidenti differenziazioni tra le diverse compagnie navali quasi a far palesare un accordo tra i diversi interessi in palese violazione delle norme sulla concorrenza e sul diritto alla libera circolazione di tutti i cittadini.
Per questo, raccogliendo le denunce degli organi di informazione e delle organizzazioni di rappresentanza dei consumatori, ho chiesto formalmente l'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Quei piani tariffari devono essere rivisti con assoluta urgenza anche perché se rimarranno tali verrebbe impedito a decine di migliaia di cittadini, a cominciare da quelli sardi, che non hanno disponibilità sufficienti per sopportare i gravosi costi, di potersi ricongiungere con le proprie famiglie o anche di godersi qualche giorno di ferie dopo una stagione di lavoro.
Ciò che è altrettanto insopportabile è il silenzio della Regione che come sempre subisce e in molti casi è accondiscendente ai voleri dei grandi interessi. La Regione non può chiedere incontri al ministero dei trasporti solo per inseguire strategie fallimentari per ottenere posti in CDA. il Presidente della Regione chieda al Ministro Salvini di convocare le compagnie di navigazione e chieda conto di queste speculazioni, che ledono irrimediabilmente la competitività turistica ed economica della Regione e rendono i sardi prigionieri nella propria isola, se non si possono permettere di usare uno stipendio intero per andare a trovare i proprio parenti nel territorio italiano".