23/01/2026 - 18:48

“Meloni chiede a Trump di rivedere Board of Peace perché l’Italia ha ‘problematiche costituzionali’. Poi auspica che il Presidente Usa possa prendere premio Nobel per la pace. Infine, gli dà anche un po’ ragione sull’Artico. Dal sovranismo al servilismo il passo è davvero breve”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

23/01/2026 - 11:32

“Il Partito Democratico ribadisce la necessità che il governo dia una risposta urgente all'interrogazione già presentata lo scorso 17 dicembre sia alla Camera sia al Senato per chiedere al Governo di aprire gli occhi sulle conseguenze dell'assurda tassa nazionale di 2 euro sui pacchi online provenienti da Paesi extra-Ue voluta dal governo Meloni. L'allarme lanciato da Confetra su Repubblica rivela che la norma si sta trasformando in un drammatico boomerang che ha già portato allo spostamento di 30 voli cargo deviati da Malpensa verso altre destinazioni europee per essere sdoganati e distribuiti anche nel nostro Paese. La nuova tassa deve essere ritirata subito perché la competenza sul tema è europea e la soluzione di problemi internazionali non può essere collocata in interventi unilaterali come quelli fatti dall'Italia che si stanno rivelando veri e propri dazi contro il nostro Paese per l'assurda norma voluta dal governo Meloni”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu intervenendo in Aula di Montecitorio. “Il Governo già non fa niente per aiutare le imprese a fronteggiare l’effetto negativo dei dazi di Trump, perlomeno rimuova quelli che sta imponendo la stessa Meloni” conclude il parlamentare dem.

 

22/01/2026 - 11:02

“Trump si sta rivelando purtroppo una minaccia economica, politica e di sicurezza per l’Europa rispetto alla quale bisogna agire con fermezza. L'UE si deve mostrare unita con i suoi governi e le istituzioni, e soprattutto deve cogliere questa occasione come uno shock, per rilanciare la costruzione di una vera autonomia strategica sul piano sociale, economico, industriale ed anche militare. Si vis pacempara Europam, dico alla Premier. Solo l’Europa consentirà in futuro, come fatto finora, di assicurare la pace nel nostro continente e garantire diritti e libertà. Il nostro Paese dovrebbe essere protagonista di questo processo e invece accade il contrario. La postura dell’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Trump; il nostro Paese deve mettersi alla guida dei partner europei per costruire una nuova stagione all’insegna dell’integrazione e del protagonismo UE. Agli attacchi dell’amministrazione USA, alle aggressioni della Russia in Ucraina alle pressioni economiche della Cina, si risponde costruendo finalmente gli Stati Uniti d’Europa”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

“Il giustificazionismo del governo è del tutto sbagliato. Ancora una volta la Premier manifesta la propria inadeguatezza, confermando la totale subalternità a Trump. Gli interessi del nostro Paese e dell'UE si garantiscono rafforzando l'unità dell'azione europea, difendendo con determinazione l’integrità territoriale e rilanciando gli sforzi per una vera autonomia strategica. Fare da portavoce, o essere succube di Trump, rende solo marginale ed irrilevante l'Italia oltre ad indebolire l'intera UE in una delle fasi più delicate della sua storia. Il ponte che Meloni doveva costruire tra le due sponde dell’atlantico è crollato miseramente”. Così ha concluso il ragionamento il dem.

 

21/01/2026 - 16:50

“Il voto favorevole al rinvio dell’accordo Ue-Mercosur, in attesa di un parere della Corte di Giustizia, rappresenta una scelta miope che rischia di bloccare il percorso di approvazione del trattato e di incrinare la credibilità dell’Unione europea in una fase geopolitica estremamente delicata”.

Così le deputate e i deputati democratici della commissione Agricoltura, Forattini, Rossi, Marino, Romeo e Vaccari.

“L’Europa - aggiungono - si trova di fronte a un passaggio storico complesso, segnato dal ritorno della competizione tra grandi blocchi, dal rafforzarsi di politiche protezionistiche e da un clima internazionale sempre più instabile. In questo contesto, rinviare decisioni strategiche significa scegliere l’indebolimento invece della responsabilità. Il rinvio dell’accordo Ue-Mercosur è ancora più incomprensibile se si guarda allo scenario transatlantico. Di fronte alla prospettiva di un ritorno di politiche protezionistiche negli Stati Uniti con Donald Trump, l’Unione europea dovrebbe presentarsi compatta, credibile e capace di decisione. Al contrario, rischia di arrivare divisa e impreparata, proprio quando avrebbe bisogno di rafforzare la propria autonomia strategica. L’accordo Ue-Mercosur non è solo un trattato commerciale: è una scelta geopolitica che può rafforzare il ruolo globale dell’Europa, costruendo il più grande spazio di libero scambio al mondo e difendendo un sistema multilaterale fondato su regole, diritto e cooperazione, in alternativa alla logica dei dazi e delle chiusure unilaterali. Come Pd continueremo a lavorare perché l’accordo diventi pienamente operativo, accompagnandolo con le necessarie garanzie per i settori più esposti e con politiche europee in grado di sostenere imprese, lavoratori e filiere produttive. Ritardare questo percorso - concludono - significa rendere l’Europa più fragile, meno autorevole e meno capace di incidere in uno scenario internazionale sempre più competitivo e incerto”.

 

 

21/01/2026 - 14:24

"Il voto con il quale oggi, a stretta maggioranza, il Parlamento europeo ha chiesto il rinvio alla Corte di Giustizia europea dell'accordo Ue-Mercosur, oltre ad estendere in maniera illogica e palesemente pretestuosa l'avvio del più grande spazio commerciale al mondo, costituisce un inaspettato e immeritato favore alle politiche sovraniste e neoimperialiste di Donald Trump.  Invece di abbracciare un continente al quale ci uniscono vincoli sociali e culturali prima ancora che commerciali l'Ue rischia cosi di minare la sua credibilità internazionale anche in relazione a nuovi accordi di scambio e cooperazione". Così il deputato Pd Fabio Porta eletto nella circoscrizione Estero (America Meridionale).

20/01/2026 - 16:39

“Cosa pensa la maggioranza di destra che sta governando il Paese della sospensione della ratifica dell’accordo sui dazi tra l’Unione Europea e Stati Uniti in risposta alle scelte del presidente Donald Trump? Il ministro Tajani è favorevole come il Ppe ha annunciato di fare al Parlamento europeo? O la linea è quella di Fdi che lo ritiene un errore? Non è serio liquidare quanto sta accadendo con un problema di comprensione, come ha fatto Meloni, fingendo di non capire che Trump rappresenta una minaccia. Servivano parole chiare che non sono arrivate: ‘la Groenlandia non si tocca’, e di fronte a quanto sta accadendo non basta limitarsi a dire che non si condivide. Abbiamo trasformato la politica estera dell'Italia in una attesa di capire quello che dice Trump. Il governo italiano invece di mediare obbedisce, la sua accondiscendenza ha portato a dazi che sono un danno. Ma c’è un fatto nuovo: c’è un pezzo di Europa che per la prima volta vuole reagire e le forze politiche hanno il dovere di dire da che parte stanno. L’Italia invece di stare in prima linea invita a chinare il capo e questo è il contrario del patriottismo, è vassallaggio contro i nostri interessi nazionali”.

Così il deputato dem, Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo in Aula per chiedere che Giorgia Meloni svolga comunicazioni alla Camera e al Senato prima del Consiglio straordinario Ue di giovedì.

 

20/01/2026 - 12:00

“La decisione dell’Europarlamento di sospendere l’accordo commerciale sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti rappresenta un segnale importante di unità, autonomia e difesa degli interessi strategici europei. Non si può dialogare sotto minacce, né accettare ricatti che colpiscono l’economia europea e mettono in discussione i principi fondamentali del diritto internazionale”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche UE della Camera.

“Le aggressioni dell’amministrazione Trump all’integrità territoriale della Groenlandia e l’annuncio di nuovi dazi contro alcuni Stati europei impongono una risposta ferma e coesa. L’Europa deve parlare con una sola voce e respingere ogni tentativo di intimidazione che mira a sgretolare il progetto comunitario, danneggiando lavoratori, imprese e filiere produttive”.

“Per questo rinnoviamo la richiesta alla presidente del Consiglio Meloni di venire in Parlamento e rendere comunicazioni in vista del prossimo Consiglio straordinario così da chiarire quale sia la posizione dell’Italia. Non è più tollerabile il silenzio o peggio ancora la totale subalternità del Governo di fronte a scelte di Trump che colpiscono direttamente il nostro Paese e l’Unione europea”.

“L’Italia deve stare senza ambiguità dalla parte dell’Europa, della difesa del diritto internazionale, del multilateralismo e di un’economia aperta ma fondata sul rispetto reciproco. Su questi temi servono chiarezza e coerenza”, conclude De Luca.

 

20/01/2026 - 11:40

"Il ricatto di Trump a colpi di dazi per ottenere la proprietà della Groenlandia, è inaccettabile e non può essere assecondato perché costituirebbe un precedente pericolosissimo, oltre a rappresentare una minaccia alla sovranità della Groenlandia e della Danimarca. Se passasse la linea di Trump, vorrebbe dire che qualunque altra potenza economica e militare che volesse annettere territori altrui, avrebbe via libera. A partire dalla Russia con l'Ucraina, dalla Cina con Taiwan o da Israele con Gaza e la Cisgiordania.
La patetica lettera inviata al premier norvegese a proposito del Nobel per la pace, materia su cui per altro Jonas Gahr Støre non ha alcuna competenza, non è che la manifestazione di un ego smisurato, in preda al delirio di onnipotenza. Ma è anche un alibi che Trump sta usando per sentirsi legittimato nel suo piano scellerato di annessione della Groenlandia e di controllo del Venezuela.
Davanti a questo scenario, le destre italiane sono totalmente succubi al volere del presidente Usa e mettono in pericolo il popolo italiano, la tenuta dell'Ue e perfino della Nato. Altro che patriottismo e atlantismo: questo è puro servilismo.
Trump va contrastato e le sue spregiudicate e illegittime pretese arginate il più possibile senza cedere a ricatto, prepotenza e arbitrio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

19/01/2026 - 13:16

Le borse di tutta Europa sono in rosso. L’economia europea è sottoposta a scosse violente provocate dalle minacce americane. Eppure ancora una volta Meloni è tiepida con Trump nel tentativo di mediare. Una sudditanza inaccettabile. Dimostri di avere a cuore l’Europa e chieda che sia applicato lo strumento di risposta sui dazi e si colpiscano le multinazionali americane. Dalla Groenlandia al Venezuela, il futuro del mondo non può essere disegnato da chi vuole fare a pezzi il diritto internazionale.

 

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

15/01/2026 - 12:41

"Una pace giusta e duratura per noi è fondamentale. Il Pd lo ha sempre detto con chiarezza e senza ambiguità che sostiene l'Ucraina senza se e senza ma, che vogliamo una pace duratura e questo non è possibile senza una posizione chiara e unitaria dell'Europa.
Oggi il ministro Crosetto lo vedo più solo dentro la maggioranza. La Lega ha usato grandi parole di freddezza nei confronti di Crosetto, provando a mettergli il guinzaglio. Oggi fuori dal Parlamento c'è il flash mob di Vannacci contro all'aiuto all'Ucraina. La presidente Meloni attende i diktat dell'amico Trump. Ecco c'è una tale confusione e ambiguità dentro alla maggioranza che è davvero difficile sostenere quel che ha detto Crosetto oggi. La posizione della maggioranza è ambigua e quindi debole. Altrimenti ci dicano chiaramente qual è la posizione unitaria verso l'Ucraina. La Meloni ci dica dove vogliono arrivare Trump e Putin rispetto all'Europa. C'è un lavoro di distruzione dell'Europa e questo è un punto politico che manca nella relazione di Crosetto e che è necessario capire per avere più Europa e una pace duratura nel tempo. Vorremmo anche sapere che intenzioni ha il Governo sulla Groenlandia, altro punto non pervenuto". Lo ha detto in Aula Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervenendo in discussione generale sulle comunicazione del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’invio di armi all'Ucraina.

13/01/2026 - 19:54

“Le dichiarazioni di Donald Trump contro l’accordo commerciale con Canada e Messico e contro le auto prodotte fuori dagli Stati Uniti colpiscono direttamente anche Stellantis e l’intera filiera automotive, fortemente integrata tra Usa, Messico e Canada, con possibili ricadute sull’industria e sull’occupazione in Italia. Di fronte a questo scenario, dal governo Meloni non arriva alcuna presa di posizione. Un silenzio ancora più grave se si considera che l’esecutivo ha annunciato la convocazione, a fine mese, del tavolo automotive senza però presentare una strategia chiara o un’idea industriale credibile. Stellantis, che produce sia in Messico che in Canada, ha già annunciato investimenti negli Stati Uniti, ma questo non è sufficiente a mettere al riparo una filiera globale e integrata dalle spinte protezionistiche americane. Continuare a tacere significa accettare un progressivo indebolimento del sistema industriale italiano. L’appiattimento sui capricci americani fa male all’Italia. Serve una linea chiara a difesa dell’industria e del lavoro”. Così Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera.

 

09/01/2026 - 15:21

“Due ore e mezza davanti alla stampa e non abbiamo mai sentito la parola “sanità”, nemmeno per una delle tante promesse impossibili, nemmeno se nel 50 per cento dei comuni con meno di 5 mila abitanti manca il medico condotto; non abbiamo mai sentito la parola “povertà”, nemmeno di fronte alla fila di 400 metri a Natale per la mensa dei poveri a Milano. Il paese reale non interessa alla premier Meloni.
Sul caro vita la Presidente del Consiglio arriva a negare l’evidenza. Di fronte ai dati ufficiali che certificano il peso dell’inflazione su salari e pensioni, Meloni sostiene che le rilevazioni non mostrerebbero gli effetti delle sue misure per presunte “ragioni tecniche”: quando i numeri smentiscono la propaganda del governo, il problema non sono le politiche sbagliate, ma i dati stessi. Come se la realtà fosse sbagliata e non le scelte dell’esecutivo.
L’azione del governo si esaurisce in un repertorio ormai stanco di formule di rito come fossimo al primo anno di legislatura: “stiamo intervenendo”, “è in agenda”, “lo faremo”. Espressioni ripetute per mascherare l’inerzia di un esecutivo che non mette in campo risposte vere. Una conferenza stampa fatta per sopravvivere.
Per il resto è il solito repertorio, simpatie e comprensione delle scelte trumpiane, l’Unione europea non esiste, le spaccature nella maggioranza nemmeno, attacco alla magistratura in vista del referendum, risposte sicuritarie a qualsiasi problema: un mondo in cui ognuno se la deve cavare da solo in un paese più povero, più diviso e più spaventato, con imprese sempre più in difficoltà e stipendi sempre più bassi”. Così i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti.
 

09/01/2026 - 11:42

"L'omicidio di Renee Nicole Good a Minnepolis da parte della polizia anti-immigrazione di Trump, segna inequivocabilmente il declino della democrazia statunitense. L'assoluzione preventiva di Trump e l'immunità proposta dal vicepresidente Vance per l'agente dell'Ice che l'ha uccisa mentre lei, a bordo della sua auto, cercava di allontanarsi, sono la legittimazione della violenza e della repressione armata nei confronti di chi, pacificamente, contesta le politiche di Washington. Non a caso il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha duramente condannato l'accaduto e chiesto all'Ice di lasciare la città perché la sua presenza genera solo disordine.
Renee Nicole Good era una poetessa descritta da tutti come una donna gentile e amorevole che aveva a cuore le persone. Ed era lì per questo, quando è stata brutalmente uccisa dall'Ice: per monitorare le attività degli agenti anti-immigrazione nel suo quartiere. Un'attività che non costituiva alcuna minaccia e, di certo, non classificabile come "terrorismo interno", come ha dichiarato Kristi Noem, Segretaria per la sicurezza nazionale del governo.
Trump e il suo governo stanno trascinando gli Usa sull'orlo del precipizio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

05/01/2026 - 10:20

“E’ molto grave che il governo italiano, ieri con la Presidente Meloni e oggi con il Ministro Tajani, consideri legittima la violazione della sovranità di uno Stato e il sequestro del suo Presidente, dando anche credito alla tesi della presunta minaccia costituita dal narcotraffico, quando lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa, ha chiarito che il principale obiettivo fella sua azione illegale è costituito dalle risorse petrolifere del Venezuela.
In questo modo si legittimano aggressioni militari e colpi di Stato, è sufficiente quindi, secondo quanto affermato da Tajani, intravedere una qualsivoglia minaccia per i propri interessi per aggredire un altro Paese. Sarebbe una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti anche la Groenlandia con i suoi 56.000 abitanti? Si creano così i presupposti per la  legge della giungla in cui a prevalere sono i più forti dal punto di vista militare, stracciando il diritto internazionale che lo stesso ministro Tajani ebbe a definire “importante fino ad un certo punto”.
Il governo dovra’ rispondere di fronte al Parlamento di queste sue inaccettabili e pericolose prese di posizione” così la deputata democratica, Laura Boldrini.

 

04/01/2026 - 15:02

"L'azione militare statunitense in Venezuela viola il diritto internazionale, rappresenta un precedente molto pericoloso per gli equilibri internazionali e peraltro viene rivendicata esplicitamente come occasione per sfruttare il petrolio venezuelano. Trump poi ha chiaramente delegittimato l' opposizione democratica a Maduro, che in questi anni si è battuta coraggiosamente contro il regime. Servirebbero parole forti e chiare dell'Italia e dell'Unione Europea che ancora una volta non abbiamo ascoltato. La subalternità a Trump non fa il bene del nostro Paese e dell'Europa". Così in una nota Andrea De Maria, deputato PD.

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