20/10/2025 - 12:07

È vero che l’Italia si accingerebbe a negoziare direttamente con gli Stati Uniti i dazi per la pasta ed è vero che l’Italia sarebbe interessata a ridimensionare il supporto all’Ucraina? Le parole del presidente Trump lasciano poco spazio alle interpretazioni. Perciò Meloni non può far finta di nulla. Deve chiarire da che parte sta l’Italia e se è destinata a essere l’avamposto di Trump per rompere il fronte europeo e indebolire definitivamente l’Unione europea che non è soltanto un sodalizio economico, ma anche e soprattutto un patto politico tra stati che condividono valori, diritti e libertà.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

17/10/2025 - 14:35

Prima giornata di lavori al Congresso del Partito Socialista Europeo che si è aperto oggi ad Amsterdam. Siamo nella storica Beurs van Berlage e vogliamo rilanciare l’agenda progressista in vista delle prossime sfide europee. Serve innanzitutto un cambio di passo della Commissione europea. È necessario ripartire dall’agenda delle forze progressiste: giustizia sociale, dignità umana, occupazione di qualità, welfare, clima, diritti delle minoranze, equità fiscale e stato di diritto.

Anche per questo da qui da Amsterdam è venuto chiaro un messaggio per una pace giusta in Medio Oriente e in Ucraina.

E per questo, per sostenere i valori europei come la parità di diritti e un'Europa sociale più forte il congresso ha votato l'espulsione dal partito di Smer, la forza politica slovacca fondata da Robert Fico. Siamo in una fase storica cruciale e tragica, non c’è spazio per le ambiguità: chi minaccia lo stato di diritto non può stare con le forze progressiste

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

14/10/2025 - 17:00

“Le notizie della liberazione degli ostaggi e di alcuni prigionieri palestinesi sono positive, ma non cancellano l’enorme responsabilità del governo Netanyahu di questi due anni. A Gaza restano decine di migliaia di vittime innocenti, prime fra tutte bambine e bambini palestinesi. Non si può voltare lo sguardo davanti ai crimini commessi, né fingere che si possa tornare alla normalità mentre intere famiglie sono state cancellate e la Striscia ridotta in macerie. Per questo motivo, la partita che si giocherà stasera a Udine tra Italia e Israele non si dovrebbe disputare. Esattamente come è avvenuto per la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, anche Israele avrebbe dovuto essere sospesa da tutte le competizioni sportive internazionali. Permettere che la sua nazionale giochi come se nulla fosse significa diventare complici di una gigantesca ipocrisia, oltre che tradire i principi stessi della Carta Olimpica, della Fifa e della Uefa”.

Così Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.

“Inoltre - aggiunge - protagonisti e spettatori della partita di questa sera devono aver chiaro che a Gaza il 95% delle infrastrutture sportive è stato distrutto, oltre 800 atleti palestinesi sono stati uccisi, e gli stadi rimasti in piedi sono stati trasformati in centri di reclusione. La verità, tutto quello che è successo, non si cancella con una partita di calcio. Per questo - conclude - serve il coraggio di dare dei segnali forti, anche scomodi, perché l'Italia, e il mondo, non vogliono dimenticare”.

 

12/10/2025 - 14:49

“Decine di migliaia di persone hanno marciato oggi da Perugia ad Assisi in nome della Pace, gli organizzatori parlano della marcia più partecipata di sempre: è l’Italia bella che ripudia la guerra.  Come ogni anno, la marcia richiama a sé pacifiste e pacifisti di tutte le età perché la pace è un obiettivo davanti al quale non bisogna mai arrendersi.
Ma quest'anno il pensiero va soprattutto a Gaza, dove da poche ore hanno smesso di cadere le bombe e centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono in cammino, riversandosi verso quelle che erano le loro case e, nella stragrande maggioranza dei casi, oggi sono cumuli di macerie, ma anche con quel filo di speranza per una tregua duratura che porti alla pace.
Come donne e uomini di sinistra non possiamo che lavorare ogni giorno per la pace a Gaza come in Ucraina, in Sudan, e in tutti i teatri di guerra attualmente aperti. La pace, per noi, deve essere al centro della nostra attività politica, azione quotidiana, ispirazione continua, obiettivo primario. Senza pace non ci possono essere sviluppo, rispetto dei diritti umani e democrazia”. Lo dichiara Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera.

05/10/2025 - 12:43

“Solidarietà ai più di cento cittadini italiani, che animano la missione Mean di sostegno alla popolazione ucraina, sfiorati questa notte dai massicci bombardamenti russi mentre viaggiavano su un treno nei pressi di Leopoli. Il loro impegno, il lavoro delle diverse associazioni di cui fanno parte, di aiuto concreto a chi sta resistendo alla brutale invasione russa, è prezioso e va tutelato”- Così l’ex ministro della difesa, il democratico Lorenzo Guerini dopo che questa notte 110 attivisti italiani su un treno partito da Kiev si sono trovati sotto il massiccio attacco russo contro Leopoli.

 

24/09/2025 - 17:38

“Devo dare una brutta notizia a Galeazzo Bignami: lo sport nell’antica Grecia non ha mai fermato la guerra, né sospeso nessuna attività bellica, Guerra del Peloponneso compresa. La tregua olimpica era una cosa diversa, un “lasciapassare” che permetteva a spettatori e atleti di giungere a Olimpia incolumi. E gli atleti, a Olimpia, rappresentavano la propria “polis”, radice stessa della parola “politica”. Per cui siamo alla solita doppia morale: dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina, giustamente, CIO, FIFA, UEFA presero la - lo ripeto - giusta decisione del ban sportivo in 4 giorni e la squadra ciclistica Gazprom ne subì le conseguenze. La Israel Premier Tech è una squadra nata esplicitamente con il compito di rappresentare il suo Paese e se ne deve dunque assumere ogni responsabilità. Benissimo ha fatto il Comune di Bologna e l’assessora Roberta Li Calzi, che peraltro è una sportiva vera, a chiedere l’esclusione della Israel Premier Tech dal Giro dell’Emilia, così come non si può più tacere, lo ripeto per l’ennesima volta, rispetto alla partita che vedrà la nostra nazionale di calcio affrontare Israele il 14 ottobre a Udine. Basta silenzi” dichiara il deputato democratico, responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto.

 

19/09/2025 - 16:44

Che il ministro degli Esteri italiano, di fronte alla guerra in Ucraina e alla catastrofe a Gaza, trovi il tempo per citarmi e per citare una mozione congressuale di un altro partito è indicativo dei tempi che stiamo vivendo e dell'inadeguatezza di questo governo. In ogni caso, il Partito Democratico, come ha già fatto in Parlamento, spiegherà le ragioni del no in tutte le sedi. Quanto al metodo, lo decideremo nei nostri organismi di partito e con le altre opposizioni.  E chissà, magari si aggiungerà anche il ministro Nordio che firmò un appello contro la separazione delle carriere e, chissà perché, ora ha cambiato idea.

Così la deputata e responsabile nazionale Giustizia del Pd Debora Serracchiani.

 

17/09/2025 - 13:21

“Non sorprende. Ma dovrebbe preoccupare il ministro degli Esteri e la presidente del Consiglio. Chi fa la politica estera italiana, il governo oppure i legami mai troncati tra Lega e Russia?” Lo scrive sui social la deputata democratica Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri, citando il titolo di un articolo di la Repubblica: “L’ambasciatore russo accusa ancora l’Italia ma Salvini lo abbraccia.”

29/08/2025 - 13:05

“La riunione di maggioranza su ieri sull’Ucraina traccia un bilancio sconfortante. È stato fatto un passo indietro sulla solidarietà europea dei volenterosi verso l’Ucraina, decidendo che l’Italia non parteciperà a nessuna forza multinazionale e aiuterà l’Ucraina al di fuori dei confini ucraini. Il ministro Tajani in conferenza stampa ha dichiarato che l’Italia sostiene l’iniziativa di pace di Trump, archiviando così la tradizionale posizione europeista di Forza Italia. Ciliegina sulla torta, la nomina come ambasciatore a Mosca del consigliere diplomatico di Salvini ai tempi del Metropol, che da un segnale inequivocabile ai russi e a tutto il mondo sul fatto che Meloni sia pronta a riprendere i rapporti con Putin, e in che modo. È angosciante che in un momento delicato come questo, che richiederebbe senso dello Stato e spinta europeista, per la destra le convenienze di natura interna prevalgano sulla necessità di agire di concerto con gli alleati europei” così la vicepresidente della commissioni Esteri della Camera, la democratica Lia Quartapelle.

25/08/2025 - 17:32

Sono sconcertato di fronte alle parole del ministro Abodi che, nel respingere l'ipotesi di sospensione dalle competizioni sportive internazionali per Israele, sostiene che "quello della Russia è stato un fatto molto più cruento, molto più aggressivo che ha inciso sulla sovranità di una nazione che doveva essere sostenuta e difesa". Incredulo, sottolineo ancora una volta la doppia morale del governo, quasi come se alcune vite contassero in modo diverso rispetto alle altre. Siamo vicini alla nazione Ucraina, alla tragedia del suo popolo e del suo sport, ribadiamo la necessità e la giustizia del ban sportivo alla Russia, ma sinceramente non ci capacitiamo di come sia possibile voltare lo sguardo in questo modo di fronte a una delle tragedie più epocali di questo primo quarto di secolo, quella di Gaza, della Palestina (che ricordo essere una nazione riconosciuta da 138 stati delle Nazioni Unite), del popolo e dello sport palestinese.

Così Mauro Berruto, deputato del Pd e responsabile nazionale Sport del Partito democratico.

 

19/08/2025 - 13:53

"Ogni tentativo di arrivare alla pace tra Mosca e Kiev va sostenuto tenendo ben presente che deve essere una pace giusta per l'Ucraina e non un regalo a Putin.
Sì arriva a parlare di pace solo oggi consegnando il ruolo di mediatore a Trump che, come abbiamo visto nel bilaterale in Alaska, è pronto a cedere alle condizioni di Putin perché è più interessato ai suoi affari e a dire che la pace è merito suo che non ad offrire garanzie all'Ucraina che è il paese aggredito.
Per questo la mediazione sarebbe dovuta essere, fin dall'inizio, appannaggio dell'Ue nata come progetto di pace. Invece Bruxelles si è limitata a mandare armi senza una linea politica che aprisse un concreto tavolo di trattative per la pace. Adesso l'Ue abbia un ruolo più attivo e decisivo". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. 

17/08/2025 - 12:03

"Il vertice svolto tra Trump e Putin si è concluso per ora con un nulla di fatto. Solo tappeti rossi stesi a Putin ma nessun risultato concreto, a partire dal cessate il fuoco, premessa indispensabile per un negoziato diplomatico vero. Senza la presenza dell'Ucraina e senza un protagonismo dell'UE al tavolo non è immaginabile alcuna soluzione reale per una pace giusta, sicura e duratura. Ora più che mai è necessario che l'UE assuma un ruolo diplomatico autorevole per continuare a sostenere al meglio l'Ucraina, per definire insieme agli USA tutte le garanzie di sicurezza necessarie da fornire a Kiev, e per riaffermare i valori dei diritto internazionale e del multilateralismo". Così il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione Europea.

 

13/08/2025 - 17:51

“La sospensione di Israele da tutte le competizioni sportive internazionali è un atto dovuto e di responsabilità non un gesto di vendetta. Anche per Israele sono validi i principi con cui la comunità sportiva internazionale ha scelto in passato la sospensione di federazioni: dalla Germania e Giappone del dopoguerra alla Jugoslavia, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudafrica dell’apartheid (escluso per 24 anni dai Giochi) fino alla Russia, oggi sospesa per l’aggressione all’Ucraina”. Lo dichiara in una nota il deputato Mauro Berruto, responsabile per le politiche sportive del Partito Democratico e promotore insieme a 44 parlamentari dem dell'appello al Comitato Olimpico Internazionale, al Presidente del CONI e al Presidente della FIGC di farsi portavoce, presso CIO, FIFA e UEFA della sospensione di Israele.
“La distruzione dello sport nella Striscia di Gaza – continua Berruto - non è un effetto collaterale, ma una scelta politica per colpire un popolo anche nello spirito e nella speranza. Delle oltre 60mila vittime confermate, 636 sono atleti e il 90% delle infrastrutture sportive a Gaza è stato distrutto, rendendo impossibile ogni attività per almeno un decennio”. “Lo sport deve rimanere coerente con i valori di pace, uguaglianza e dignità umana sanciti nelle Carte e negli Statuti olimpici e federali”, conclude Berruto.

13/08/2025 - 13:51

"Lo sport non può restare neutrale davanti alla strategia di annientamento del popolo palestinese.

Per questo, su iniziativa del collega Mauro Berruto, responsabile Sport per il Partito Democratico, e insieme a 44 tra parlamentari ed europarlamentari del pd abbiamo inviato una lettera ai rappresentanti italiani del Comitato olimpico internazionale, al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio e al presidente della Federazione italiana del Calcio, Gabriele Gravina.

A loro chiediamo di farsi portavoce con il Cio, la Fifa e l'Uefa perché Israele sia sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali.

In due anni di sterminio a Gaza, il governo israeliano ha ucciso almeno 636 atleti e atlete palestinesi, uomini e donne che avevano dedicato la propria vita allo sport, che l’hanno persa. Il Comitato Olimpico palestinese denuncia che oltre il 90% delle infrastrutture sportive nella Striscia di Gaza sono state rase al suolo e che per almeno dieci anni non sarà immaginabile ripristinare nessuna attività sportiva.

Distruggere lo sport non è un effetto collaterale, ma una precisa scelta politica orientata a cancellare un popolo, colpendolo a morte anche nello spirito, nel senso di appartenenza, nella speranza che caratterizza lo sport.

Dal 1948 ad oggi diversi paesi sono stati sospesi per avere calpestato i principi della convivenza pacifica tra i popoli: dalla Germania al Giappone, dalla Jugoslavia al Sudafrica fino alla Russia che ha invaso l'Ucraina. Perché lo stesso non viene fatto con Israele?
Questo doppio standard è inaccettabile e dannoso.
Abbiamo lanciato una petizione per sospendere Israele da tutte le competizioni sportive internazionali. Si può firmare su Change.org al link: https://www.change.org/p/firma-per-sospendere-israele-da-tutte-le-compet.... Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. 

 

13/08/2025 - 11:28

Mauro Berruto promotore dell’appello: “Non è vendetta, ma responsabilità”. Da oggi si può firmare su https://chng.it/WzNSSQbVzR Consenso trasversale auspicato alla vigilia di Italia–Israele a Udine

Alla vigilia della partita di calcio Italia–Israele, in programma a Udine il prossimo 14 ottobre, si accende il dibattito sul ruolo dello sport davanti a gravi crisi umanitarie e politiche. Il responsabile nazionale sport del Partito Democratico, Mauro Berruto, insieme a 44 parlamentari del PD eletti alla Camera, al Senato e al Parlamento europeo, ha promosso un appello che riguarda tutte le discipline sportive per chiedere ai membri italiani del Comitato Olimpico Internazionale, al Presidente del CONI e al Presidente della FIGC di farsi portavoce, presso CIO, FIFA e UEFA, della sospensione di Israele da tutte le competizioni sportive internazionali.
«Non si tratta di un gesto di vendetta – si legge nel testo – ma di un atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per affermare che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento». L’appello sottolinea come, da quasi due anni, la Striscia di Gaza sia teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili, tra cui almeno 636 atleti e atlete palestinesi. Il Comitato Olimpico Palestinese denuncia inoltre che oltre il 90% delle infrastrutture sportive a Gaza è stato distrutto, rendendo impossibile ogni attività per almeno un decennio.
Secondo i promotori, la distruzione dello sport non è un effetto collaterale, ma una scelta politica per colpire un popolo anche nello spirito e nella speranza. L’appello ricorda i precedenti storici in cui la comunità sportiva internazionale ha scelto la sospensione di federazioni e comitati nazionali: dalla Germania e Giappone del dopoguerra alla Jugoslavia, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudafrica dell’apartheid (escluso per 24 anni dai Giochi) fino alla Russia, oggi sospesa per l’aggressione all’Ucraina.
Berruto in un intervista oggi su La Stampa si è fatto portavoce dell’auspicio di tutti i firmatari che chiedono un consenso trasversale, al di là delle appartenenze politiche, affinché lo sport resti coerente con i valori di pace, uguaglianza e dignità umana sanciti nelle Carte e negli Statuti olimpici e federali.

Ecco il testo dell’appello e i firmatari

Ai membri italiani attivi e onorari del Comitato Olimpico Internazionale:
Giovanni Malagò, Ivo Ferriani, Federica Pellegrini, Franco Carraro, Mario Pescante, Manuela Di Centa, Francesco Ricci Bitti

Al Presidente del Comitato Olimpico Italiano:
Luciano Buonfiglio

Al Presidente delle Federazione Italiana Giuoco Calcio: Gabriele Gravina

Lo sport, fin dagli albori della sua esistenza ai tempi dell’antica Olimpia, ha avuto la capacità di essere linguaggio universale e un potente strumento politico ed etico, nel senso più alto di questi termini.
C’è, nello sport, un principio inderogabile: l’idea che scendere in campo significhi riconoscere l’altro come avversario, non come nemico. È un principio fragile e prezioso, che ha retto nei momenti più difficili e che continua a ricordarci che l’essere umano può scegliere le regole e il rispetto, anche nel conflitto.
Oggi, tuttavia, siamo davanti a una ferita aperta che mette in discussione la credibilità stessa dello sport come spazio di pace. Da quasi due anni la Striscia di Gaza è teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili. Tra queste, ci sono almeno 636 atleti e atlete palestinesi, uomini e donne che avevano dedicato la propria vita allo sport, che l’hanno persa, insieme alle loro famiglie, in case bombardate e sbriciolate o nei centri di distribuzione degli aiuti alimentari. Il Comitato Olimpico palestinese denuncia che oltre il 90% delle infrastrutture sportive nella Striscia di Gaza sono state rase al suolo e che per almeno dieci anni non sarà immaginabile ripristinare nessuna attività sportiva. Distruggere lo sport non è un effetto collaterale, ma una precisa scelta politica orientata a cancellare un popolo, colpendolo a morte anche nello spirito, nel senso di appartenenza, nella speranza che lo sport regala.
Il governo guidato da Benjamin Netanyahu porta avanti, giorno dopo giorno, politiche che negano il diritto stesso di esistere di un popolo. La Corte internazionale di giustizia ha avviato un procedimento per genocidio nei confronti di Israele, mentre la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità. Non è solo una questione geopolitica, ma una questione etica che riguarda tutti e tutte noi, se vogliamo che lo sport continui a essere credibile quando proclama di difendere la pace, l’uguaglianza, la dignità umana, così come scritto nell’articolo 3 della Carta Olimpica, nell’articolo 3 dello statuto FIFA e nell’articolo 2 dello statuto UEFA.
Per questo, ci rivolgiamo a voi e vi chiediamo di farvi portavoce, presso il CIO, la FIFA e l’UEFA della richiesta di sospendere Israele da tutte le competizioni sportive internazionali. Non come gesto di vendetta, ma come atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per dire che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento.
Lo sport ha già conosciuto queste scelte. Gli organismi sportivi internazionali hanno sospeso federazioni e Comitati Olimpici quando hanno visto calpestare i principi fondanti della convivenza: dal 1948 ad oggi sono state bandite dalle competizioni sportive internazionali, Germania, Giappone, Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Kuwait, Indonesia, Guatemala, Corea del Nord, Rhodesia, Pakistan, Chad, Myanmar, Congo; il Sudafrica per 24 anni è stato fuori dai Giochi Olimpici per l’apartheid, la Russia è fuori oggi per l’aggressione all’Ucraina. In tutti quei momenti, il messaggio è stato chiaro: chi trasforma lo sport in strumento di propaganda o chi, per gli stessi motivi, lo distrugge non può essere partecipe della comunità sportiva mondiale.
Non agire, oggi, significherebbe rinunciare alla forza politica ed etica che lo sport ha sempre avuto, essendo capace, con le sue battaglie, di conquiste in termini di diritti umani, civili, sociali.
Vi chiediamo di usare la vostra voce e il vostro ruolo nelle sedi delle tre più importanti organizzazioni sportive internazionali per far capire che, in questo silenzio globale, non vogliamo essere complici.
Vi chiediamo di restituire allo sport il coraggio di essere, ancora e più che mai, coscienza viva della nostra umanità, perché se lo sport non saprà difendere la vita di chi lo onora, allora quei 636 atleti morti e quelle decine di migliaia di giovani vite spezzate a Gaza non saranno solo nomi cancellati. Saranno il silenzio eterno di un campo sportivo vuoto di cui tutti, attori e spettatori, saremo colpevoli.


I e le parlamentari del Partito Democratico - Italia democratica e progressista.
Mauro Berruto, Ouidad Bakkali, Anthony Barbagallo, Lorenzo Basso, Brando Benifei, Laura Boldrini, Susanna Camusso, Annalisa Corrado, Gianni Cuperlo, Augusto Curti, Cecilia D’Elia, Eleonora Evi, Sara Ferrari, Rosanna Filippin, Antonella Forattini, Marco Furfaro, Gianni Girelli, Stefano Graziano, Chiara Gribaudo, Valentina Ghio, Giovanna Iacono, Silvio Lai, Francesca La Marca, Ilenia Malavasi, Stefania Marino, Antonio Nicita, Matteo Orfini, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino, Vinicio Peluffo, Fabio Porta, Vincenza Rando, Silvia Roggiani, Nadia Romeo, Sandro Ruotolo, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Marco Simiani, Cecilia Strada, Nico Stumpo, Bruno Tabacci, Marco Tarquinio, Stefano Vaccari, Ylenia Zambito

 

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