Nella notte, la sede dell'Unione degli Universitari e della Rete degli Studenti Medi di Venezia è stata imbrattata con croci celtiche, simboli della propaganda neofascista. Un atto vile e codardo che punta a intimidire chi ogni giorno lotta per una società più giusta e inclusiva
"Questi episodi non sono semplici atti vandalici, ma segnali preoccupanti di un clima politico sempre più avvelenato. L'estrema destra si sente legittimata ad agire impunemente, e questo Governo continua a voltarsi dall'altra parte, quando non a strizzare l'occhio a certi ambienti. Non possiamo permettere che il linguaggio dell'odio e della violenza si normalizzi nelle nostre città, nelle scuole e nelle università", dichiara Rachele Scarpa.
"Esprimo tutta la mia solidarietà all'UDU Venezia e alla Rete degli Studenti Medi: chi pensa di intimidirvi ha già perso in partenza. Questi teppistelli credono di poter spaventare chi si batte per il diritto allo studio, per un'università libera e democratica, ma ottengono solo l'effetto opposto: rafforzano la determinazione di chi crede nell'antifascismo e nella partecipazione."
"Non ci faremo intimidire. Porterò questo episodio in Parlamento e continueremo a chiedere un impegno concreto contro la diffusione dell'estremismo di destra nei nostri territori. La democrazia si difende ogni giorno, e oggi più che mai dobbiamo ribadire che Venezia, e l'Italia tutta, restano terre di libertà e antifascismo."
“Il PD chiede trasparenza al governo sui progetti del PNRR, perché permangono diverse preoccupazioni sulla reale volontà di portare a termine integralmente gli investimenti per gli studentati, un aspetto cruciale per garantire il diritto allo studio”. Così la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, in replica al ministro Foti durante il question time alla Camera. “ È fondamentale – aggiunge Manzi - aumentare il numero di posti letto nelle residenze universitarie, adeguandoci agli standard europei e riducendo i costi che pesano gravemente sui bilanci delle famiglie. Bene quindi le rassicurazioni del ministro Foti, ma il PD continuerà a vigilare affinché l'obiettivo dei 60.000 posti aggiuntivi previsti dal PNRR venga effettivamente raggiunto”.
“Foti dovrebbe essere il ministro attuatore del piano Pnrr, non il suo commissario liquidatore: in gioco è il futuro dell'Italia” così il capogruppo democratico in commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca, nel corso del question time di oggi a Montecitorio. “Sul Pnrr i conti non tornano e per colpa del governo è diventato il Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii. La spesa – ha sottolineato De Luca - è ferma al 50% delle risorse ottenute, al 30% di quelle complessive e restano ancora 130 miliardi di euro da mettere a terra. Serve un'operazione verità – ha aggiunto De Luca - perché il governo ha fatto disastri utilizzando la teoria Salvini: per eliminare i ritardi, si eliminano i progetti. L'esecutivo ha tagliato centomila posti negli asili nido, 500 case di comunità e miliardi di investimenti nelle periferie. E adesso dalla stampa apprendiamo che c'è la volontà di tagliare anche sui posti letto per gli alloggi universitari. Questi progetti – continua De Luca – sono fondamentali e non si possono tagliare: il caro affitti e la carenza degli alloggi sono un'emergenza. Non si tratta di piccoli interventi ma di investimenti strategici per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti in ogni area del Paese”, conclude De Luca.
Come abbiamo denunciato già lo scorso novembre, il governo si avvia verso il taglio dei 60 mila posti letto per gli universitari previsti dal Pnrr. A causa dei folli ritardi e della loro incapacitá, al 18 febbraio risultano ammessi ai finanziamenti solo 22 mila posti letto e il ministro Foti vorrebbe adesso ridurre l’obiettivo finale. Abbiamo depositato anche un’interrogazione parlamentare perché il Governo racconti la verità al Paese sui gravi ritardi nella spesa e coinvolga pienamente il Parlamento nelle ulteriori modiche preannunciate. Il Governo ha già cancellato 100 mila posti negli asili nido, 500 case e ospedali di comunità e tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. Oggi la spesa è al 30% delle risorse. Abbiamo da mettere a terra ancora 130 miliardi. Vogliamo trasparenza e chiarezza perché il fallimento del Piano sarebbe drammatico per il futuro dell'intero Paese”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“L’urbanistica è morta. Diciamoci la verità. È venuta meno una visione di come organizzare lo spazio fisico in relazione ai bisogni delle persone. Perché questo è urbanistica. Ormai dominano i tempi del capitale finanziario. Non c’è più nemmeno un ‘compromesso’ un equilibrio con i tempi e le esigenze complesse delle comunità che hanno bisogno di decisioni sedimentate. Bisogna uscire da questa morsa. Bisogna fare delle leggi semplici non semplificate. C’è una differenza. La semplificazione oltre certi limiti è dittatura urbana”. È quanto ha dichiarato Roberto Morassut deputato Pd già assessore all’urbanistica di Roma e vice ministro all’ambiente nel corso dell’incontro di questa mattina organizzato sul tema del ‘salva casa’ dall’ordine degli architetti presso l’Università Roma Tre.
“Una legge semplice - spiega Morassut- è un fatto democratico. Perché accessibile a tutti. E oggi in Italia serve una legge nazionale di governo del territorio semplice ma chiara nei suoi principi di tutela del bene pubblico in una ottica di sviluppo. Poi le Regioni possono legiferare a livello territoriale ma con linee nazionali chiare. Se non si fa così ogni città continuerà ad andare per conto suo nell’illusione di risolvere i problemi. Roma in un modo, Milano in un altro e via dicendo. Ma è un’illusione. Perché a livello nazionale si continua a inseguire con toppe come il ‘salva casa’ o altri marchingegni la ritmica del capitale finanziario senza alcun rispetto per le persone”.
“Come denunciamo da tempo, i dati confermano che il PNRR è diventato il Piano Nazionale dei Ritardi e dei Rinvii. Abbiamo depositato un'apposita interrogazione parlamentare sul punto cui il Governo continua a non rispondere. Dica la verità al Paese sui gravi ritardi nella spesa e coinvolga pienamente il Parlamento nelle ulteriori modiche preannunciate. Il Governo ha già cancellato 100 mila posti negli asili nido, 500 case e ospedali di comunità e tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. Oggi la spesa è al 30% delle risorse. Abbiamo da mettere a terra ancora 130 miliardi. Alcune missioni sono in ritardo clamoroso: quella inclusione è al 13% di spesa, quella sanità al 14%. In queste condizioni il piano rischia di fallire per responsabilità del Governo. Si parla di altri migliaia di posti tagliati agli asili, agli studentati universitari e forse anche ad un lotto dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria. Vogliamo trasparenza e chiarezza perché il fallimento del Piano sarebbe drammatico per il futuro dell'intero Paese”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“Questo libro offre preziose piste di lavoro che ci impegnano ancora di più sul contrasto a tutte le disuguaglianze, causa ed effetto dell’impoverimento alimentare, che va affrontato con soluzioni di sistema e non con interventi tampone. Serve una responsabilità condivisa tra decisori politici, istituzioni locali e nazionali, realtà associazionistiche e volontariato, produttori e reti di distribuzione piccoli e grandi, per risposte efficaci e di lungo respiro”.
Così la deputata Pd della commissione Ambiente, Sara Ferrari, intervenendo alla presentazione del libro “La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare” di Andrea Segre’, fondatore della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare - Campagna Spreco Zero, e Ilaria Pertot, docente Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente dell’Università di Trento. All’evento nella Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi parlamentari partecipano oltre gli autori: Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera; il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari; don Andres Bergamini, parroco della Beata Vergine Immacolata di Bologna; Mauro Lusetti, presidente Conad.
“Un ministro dell’attuale governo ci ha detto con una battuta davvero infelice che ‘in Italia i poveri mangiano meglio dei ricchi’. Il bel saggio di Andrea Segré e Ilaria Pertot non solo smentisce questo assunto, ma dimostra che sebbene il nostro sia il Paese della buona cucina e dell’agroalimentare di qualità, la questione del diritto al cibo e di quanto è legato all’atto di mangiare svela la progressiva perdita del valore del cibo tanto che lo spreco a tavola continua a crescere e sono i più poveri paradossalmente a buttare più cibo. Aumentando le tante diseguaglianze presenti oggi nella società italiana. Basti pensare che, secondo il recente rapporto Waste Watcher, nel 2024 nella spazzatura sono finiti circa 4.5 milioni di prodotti. E questo dato è purtroppo in aumento”.
Così la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga, alla presentazione del libro “La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare” di Andrea Segre’, fondatore della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare - Campagna Spreco Zero, e Ilaria Pertot, docente Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente dell’Università di Trento. All’evento nella Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi parlamentari partecipano oltre gli autori: Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera; don Andres Bergamini, parroco della Beata Vergine Immacolata di Bologna; Mauro Lusetti, presidente Conad; e Sara Ferrari, deputata Pd della commissione Ambiente.
“Il libro racconta uno spaccato importante della nostra società, con un’analisi accurata delle forme di povertà causate da varie ragioni spesso intrecciate, attraverso tredici storie che ci parlano del tema della perdita del lavoro, della malattia, dei disastri naturali e di altri imprevisti che si concatenano tra di loro e portano a condizioni di povertà. Un’emergenza contro la quale lo Stato purtroppo interviene solo con misure di emergenza e non strutturali. Ne deriva un impoverimento alimentare drammatico che colpisce soprattutto i ceti meno abbienti, che non è vero che mangino meglio dei ricchi”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, alla presentazione del libro “La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare” di Andrea Segre’, fondatore della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare - Campagna Spreco Zero, e Ilaria Pertot, docente Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente dell’Università di Trento. All’evento nella Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi parlamentari partecipano oltre gli autori: Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera; don Andres Bergamini, parroco della Beata Vergine Immacolata di Bologna; Mauro Lusetti, presidente Conad; e Sara Ferrari, deputata Pd della commissione Ambiente.
Sarà presentato mercoledì 5 febbraio, alle ore 14.30, nella Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi parlamentari, in via degli Uffici del Vicario 21, il libro “La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare” di Andrea Segre’, fondatore della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare - Campagna Spreco Zero, e Ilaria Pertot, docente Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente dell’Universita’ di Trento.
Partecipano oltre gli autori: Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera; don Andres Bergamini, parroco della Beata Vergine Immacolata di Bologna; Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera; Mauro Lusetti, presidente Conad; Sara Ferrari, deputata Pd della commissione Ambiente.
Per accreditarsi e’ necessario scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it.
“Ho letto che Giorgia Meloni e tutto il governo oggi parlano di centralità delle materie Stem e del loro insegnamento. Sono mesi che chiediamo di far partire le audizioni in commissione Lavoro e Cultura sul disegno di legge presentato dalla parlamentare del Pd, Michela di Biase, che promuove la parità tra i sessi nell’accesso alla formazione per le discipline Stem. Se fanno sul serio si diano una mossa e agevolino il percorso parlamentare”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il discorso della presidente Meloni in occasione della Settimana delle discipline Stem dimentica ancora una volta il divario di genere nell’accesso ai corsi universitari di ambito scientifico. E’ questo il problema principale che riguarda il nostro Paese, ma la premier non ne ha fatto alcun cenno. Tra i laureati nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, registriamo dagli ultimi dati Istat disponibili una percentuale del 34 per cento tra gli uomini e di appena il 16 per cento tra le donne. Se prendiamo solo i numeri dei laureati in ingegneria scopriamo che le donne sono appena il 26 per cento, una su quattro. Sono dati preoccupanti, che hanno conseguenze dirette sul futuro lavorativo delle donne”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico, Michela Di Biase.
“Lo studio delle Stem - aggiunge - è un viatico importante per la riduzione del gender gap salariale. Troppi stereotipi e pregiudizi precludono alle donne l'accesso agli studi scientifici. Sulla promozione della parità tra i sessi nell’accesso alla formazione per le discipline Stem c’è una proposta di legge di cui sono prima firmataria che è ferma in Commissione. Mi auguro - conclude - che in occasione della Settimana delle discipline Stem si decida di riprendere i lavori per arrivare ad una veloce approvazione”.
Sarà presentato mercoledì 5 febbraio, alle ore 14.30, nella Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi parlamentari, in via degli Uffici del Vicario 21, il libro “La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare” di Andrea Segre’, fondatore della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare - Campagna Spreco Zero, e Ilaria Pertot, docente Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente dell’Universita’ di Trento.
Partecipano oltre gli autori: Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera; don Andres Bergamini, parroco della Beata Vergine Immacolata di Bologna; Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera; Mauro Lusetti, presidente Conad; Sara Ferrari, deputata Pd della commissione Ambiente.
Per accreditarsi e’ necessario scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it.
Dall’attuazione del PNRR deriva un pezzo del futuro dell’Italia e dell’Europa stessa perché è un programma che segna un punto di svolta nell'integrazione comunitaria. Ad oggi il PNRR è diventato il Piano Nazionale dei Ritardi e dei Rinvii; le modiche che avete fatto finora sono sbagliate. Avete cancellato 100 mila posti negli asili nido, avete tagliato 500 case e ospedali di comunità e avete tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. La spesa è in ritardo drammatico: i dati pubblici dicono che su 122 miliardi erogati finora e cioè il 62% totale abbiamo speso solo il 30 per cento delle risorse. Abbiamo da spendere ancora il 70 per cento. Alcuni missioni sono in ritardo clamoroso: quella inclusione è all’11 per cento di spesa, quella sanità al 14%, quella infrastrutture al 30%. Tutto questo con opere pubbliche in ritardo con il 60 per cento delle gare avviate non completate. Vogliamo sapere cosa intenda fare il governo per rafforzare e incrementare la capacità di spesa. In queste condizioni il piano rischia di fallire. Il ritardo non è un caso ed è il frutto dell’incapacità del governo di gestirlo in modo efficace. Non parliamo del sud perché i dati ci dicono che i progetti territorialmente localizzabili sono fermi al 34%. Sentiamo parlare di ulteriori modifiche; siccome ce ne sono state altre a ottobre di cui come parlamento non siamo stati messi pienamente a conoscenza, sarebbe utile che si possano chiarire le modiche immaginate. Si parla di altri 26 000 posti tagliati agli asili, di tagli agli studentati universitari e forse anche un lotto dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria. Si faccia un’operazione verità sul più grande piano strategico del paese perché non possiamo permetterci di fallire”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso dell'audizione del Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, sulle relative linee programmatiche.
“L’approvazione del decreto flussi ha prodotto effetti sui visti degli studenti non europei di cui neanche il governo si è reso davvero conto al momento dell’approvazione”. Lo dichiarano Christian Di Sanzo, deputato del Partito Democratico eletto in Nord e Centro America e Simona Bonafè, capogruppo PD in Commissione Affari Costituzionali. “Il decreto impone la rilevazione dei dati biometrici per tutti i visti nazionali inclusi gli studenti extra-europei che passeranno alcuni mesi in Italia. Questo significa che adesso, a differenza del passato, gli studenti dovranno presentarsi in persona al Consolato Italiano di riferimento, mentre prima il visto era ottenibile senza appuntamento in persona; purtroppo però i nostri consolati non hanno personale a disposizione per la quantità di appuntamenti richiesti e giá i tempi di elaborazione dei visti non sono compatibili con le esigenze dell’anno scolastico. Abbiamo presentato una interrogazione ai Ministri Piantedosi e Tajani per chiedere chiarezza e una esclusione degli studenti da questa norma che metterebbe in seria difficoltà la rete consolare e porterebbe tanti studenti a rinunciare a un percorso di studi nel nostro paese”, spiegano i due parlamentari dem.
“Basti pensare al solo flusso degli studenti americani circa 40.000 l’anno diretti verso le scuole, le università e i campus delle università americane in Italia - studenti che sono una ricchezza per il nostro paese e per le nostre realtà locali, soprattutto in Toscana e Lazio dove vi sono la grande maggioranza dei campus americani. Si tratta di una nuova difficoltà creata senza alcun motivo necessario e per la quale chiediamo un intervento rapido del governo per una soluzione che salvaguardi gli studenti interessati a studiare in Italia e scoprire il nostro paese - una ricchezza importante per l’Italia che la rende nota a livello internazionale e genera un indotto consistente per le regioni interessate”, concludono i deputati democratici.