02/08/2025 - 12:25

"Oggi ho partecipato alla grande manifestazione a Bologna nell' anniversario della strage del 2 agosto. L' intervento di Paolo Bolognesi, alto e forte, ha ricordato le verità giudiziarie, affermate con sentenze passate in giudicato, sulla strage fascista, con cui tutte le forze politiche sono chiamate fino in fondo a fare i conti. Come ha ricordato autorevolmente il Presidente Mattarella tutta la comunità nazionale ha uno straordinario debito di riconoscenza verso l' Associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto. La Ministra Bernini, presente a nome del governo, ha preso due impegni davanti a familiari delle vittime. Sulla legge per le vittime del terrorismo, di cui sono primo firmatario alla Camera, e sulla consultabilità delle sentenze depositate all' archivio di Stato, su cui ho presentato una interpellanza parlamentare. Ora il Governo non venga meno a questi impegni, assunti davanti ai familiari". Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

02/08/2025 - 11:20

uarantacinque anni dopo la strage di Bologna molte verità sono emerse, abbiamo certezze e condanne. Fu strage fascista. Contano i fatti e le parole per chiamarli. Anche questa è giustizia: per le vittime, per le famiglie, per la democrazia e per il paese intero.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

01/08/2025 - 20:23

I capigruppo di opposizione di Senato e Camera Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, Peppe De Cristofaro, Raffaella Paita, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi, Matteo Richetti, Luana Zanella, Maria Elena Boschi, Riccardo Magi, Marco Furfaro, Marianna Ricciardi hanno inviato una lettera identica ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per contestare la nomina del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

Nel testo si critica la mancanza di indipendenza del presidente, la scelta di componenti privi di esperienza specifica sui diritti delle persone con disabilità e la totale assenza di rappresentanza femminile, ritenuta inaccettabile per un’istituzione che nasce con l’obiettivo di tutelare inclusione, parità e non discriminazione.

 

01/08/2025 - 18:12

“Meglio tardi che mai. Sono passati cinque giorni da quando avevamo sollecitato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad esprimersi sulla tragedia che si sta consumando nella Striscia di Gaza, e a far uscire l’Italia all’immobilismo partecipando all’operazione umanitaria promossa da Gran Bretagna, Germania e Francia, per portare aiuto con lancio di viveri dagli aerei alla popolazione di Gaza, ed oggi finalmente il ministro Crosetto annuncia di aver dato il via libera alla nostra adesione. Ancora una volta il governo ha perso tempo prezioso, che avrebbe potuto salvare vite umane. Il lancio di aiuti scatterà dal 9 agosto, con il coinvolgimento di Esercito e Aeronautica. Bene, finalmente una scelta utile e corretta. Ringraziamo tutte le donne e gli uomini che parteciperanno all’operazione. Ma quante indecisioni, quanti dubbi, quante incertezze abbiamo dovuto registrare dinnanzi ad una popolazione ridotta allo stremo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano.

 

01/08/2025 - 17:52

“La sentenza della Corte di Giustizia europea conferma ciò che denunciamo da tempo: il progetto dei CPR in Albania è sbagliato, costoso e contrario ai diritti fondamentali. Un fallimento totale, economico e giuridico": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, che ha visitato nei mesi scorsi due volte il centro di Jader.

“Oltre 900 milioni di euro già spesi per una struttura marginale, che viola le convenzioni internazionali e priva i richiedenti asilo del diritto a una valutazione individuale. La Corte lo ha detto chiaramente: non basta definire un paese ‘sicuro’ per negare la protezione. Cade così tutto il castello di propaganda della destra che millantava il centro come modello europeo. Serve una politica migratoria seria, non spot elettorali": conclude.

 

01/08/2025 - 17:50

La sentenza della Corte di Giustizia Ue sul Protocollo Italia-Albania dà completamente torto al Governo italiano e alla Presidente Meloni. E lo fa affermando un concetto molto semplice: "non si può considerare un Paese sicuro se non offre una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione". È la dimostrazione che la nostra opposizione è sempre stata fondata sul rispetto del diritto. A differenza dell’operato di Meloni che ha sempre usato strumentalmente l'Albania e alla legge ha sostituito l’ideologia.

In tutti i sopralluoghi che abbiamo fatto in Albania abbiamo dimostrato - anche grazie al prezioso lavoro del Tavolo Asilo e Immigrazione - che il Centro di Gjader è solo un luogo di propaganda pagata a caro prezzo dai contribuenti, in cui si violano sistematicamente i diritti delle persone. Tutto per la campagna elettorale permanente di questo governo. Le dichiarazioni di oggi della Meloni denotano un grande imbarazzo, assai comprensibile per chi scandiva ad alta voce che i centri in Albania "fun-zio-ne-ran-no!”. Ci aspetteremmo ora che chiedesse scusa agli italiani per il grave spreco di soldi pubblici e investisse subito queste risorse sulla sanità e sul lavoro.

Così Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito democratico. 

 

01/08/2025 - 17:48

“Le due domande di pronuncia pregiudiziale sulla questione dei Paesi di origine sicuri erano state sollevate dal Tribunale ordinario di Roma già a ottobre e il governo ha scelto di ignorarle, andando avanti con i due tentativi, fallimentari, di novembre e gennaio. Ora che la pronuncia è arrivata, palazzo Chigi esprime ‘sorpresa’. Una posizione semplicemente ridicola, di un esecutivo che ha scelto deliberatamente di ignorare i dubbi evidentemente fondati posti dai giudici e che, dopo il primo tentativo, ha macchiato il nostro paese con altre due deportazioni illegali, a novembre e a gennaio. Anche la ‘la seconda fase’, quella per cui la struttura di Gjadër è diventata un Cpr italiano, è già stata messa in discussione da un’ordinanza della Cassazione che rinvia alla Corte di Giustizia europea. Il governo si fermi ora: non una vita in più rovinata, non un euro in più speso in questo progetto folle. Perseverare con questa propaganda inutile e violenta è diabolico”.

Così la deputata democratica, Rachele Scarpa.

 

01/08/2025 - 17:10

“Lo avevamo denunciato in Parlamento, ma il governo Meloni ha preferito ignorare ogni voce critica pur di portare avanti un accordo propagandistico, costoso e in aperto contrasto con i principi europei. La Corte di Giustizia dell’UE è stata chiara: non si possono trasferire migranti in Paesi terzi considerati sicuri senza una reale garanzia di protezione per tutti.

Questo progetto si sta rivelando sempre più per quello che è: uno spreco enorme di denaro pubblico, una misura costosa, inefficace e totalmente ideologica.

Il governo si fermi, rispetti la sentenza della Corte e smetta di fare propaganda sulla pelle dei migranti e con i soldi dei contribuenti italiani” così la capogruppo democratica in commissione affari costituzionali della Camera Simona Bonafè.

 

01/08/2025 - 15:00

"Un paese si può definire "sicuro" quando lo è per tutti i gruppi che compongono la sua società: per tutte le etnie, le religioni, gli orientamenti politici, le identità di genere. E i giudici possono valutare se un paese è sicuro oppure no. Lo stabilisce la sentenza di oggi della Corte di giustizia  europea. Quindi la lista dei "paesi sicuri" stilata dal governo Meloni non è conforme al diritto europeo che è di rango superiore rispetto a quello italiano e la legge italiana non può andare contro quella europea, checché ne pensino Meloni e Piantedosi.
Ed è proprio su quella lista che nasce il malaugurato "protocollo Albania" sulla base del quale sono stati costruiti i due centri di identificazione e detenzione a Gjader e Shengjin, dove i diritti dei migranti vengono regolarmente violati e per i quali il governo sta spendendo 114mila euro al giorno per la detenzione di pochissime persone.
Non sono neanche serviti a ridurre i flussi migratori, come raccontava la propaganda del governo, dato che nei primi 6 mesi del 2025 gli sbarchi sono aumentati del 16% rispetto allo scorso anno.
Un fallimento su tutta la linea: legale, economica, umana, in termini di diritti e di politiche migratorie. Una premier con un briciolo di coscienza dovrebbe chiedere scusa per aver buttato via il denaro dei contribuenti, mettendo in piedi in Albania un sistema di centri inutilizzabili, raccontando bugie agli italiani e alla italiane". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

01/08/2025 - 13:55

Il futuro dell’Ilva riguarda il paese intero. Transizione, lavoro, sviluppo sostenibile, politiche industriali, salute e sicurezza: sono dossier che non possiamo lasciare nelle sole mani del governo. Per questo diciamo ai sindacati: noi ci siamo. Nelle prossime ore avvieremo i contatti per incontrare le delegazioni FIM-FIOM-Uilm al più presto.

Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, Capigruppo PD alla Camera dei Deputati e al Senato.

 

01/08/2025 - 13:42

“Per Roma si apre un processo storico. Il Governo ha voluto assumersi la paternità di una legge già ampiamente condivisa in Parlamento. Ma va bene lo stesso. Conta la sostanza. Fare di Roma una capitale europea con poteri e mezzi adeguati è sempre stato un obbiettivo storico della sinistra da Luigi Petroselli in poi”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, in una nota.

“Fu Enrico Berlinguer - continua Morassut - a firmare per primo la legge per Roma Capitale del PCI del 1980 per attribuire risorse aggiuntive. Ma la stessa classe dirigente liberale aveva alti obbiettivi per Roma. Li aveva Quintino Sella. Ne fu impedita dal fuoco della storia e dal conservatorismo dell’Italia clericale. Una Capitale moderna migliora l’Italia intera. La sinistra deve essere protagonista di questa nuova fase. Non fosse altro perché nel 2013 la prima legge presentata in Parlamento per dare a Roma facoltà legislative è a firma del Pd”.

“Ora avanti. Attuando tutte le parti del protocollo sottoscritto da palazzo Chigi e Campidoglio senza conservatorismi e senza gelosie territoriali e senza furbizie, rispettando le condizioni poste dal Campidoglio”, conclude Morassut.

01/08/2025 - 12:43

Avranno qualcuno su cui provare a scaricare il fallimento delle politiche migratorie, ma non hanno avuto ragione: i centri non funzionano e non funzioneranno. La Corte Europea ferma l’arroganza del governo. E ora Meloni deve fermare lo spreco di risorse in Albania: quasi un milione di euro gettati al vento o per il baciamano del presidente albanese. Mentre sono stati ignorati basilari diritti dei migranti e umiliata la dignità di chi è costretto a fuggire da guerre, carestie e persecuzioni. La Corte è intervenuta per ribadire la forza di quei diritti.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera dei deputati.

 

01/08/2025 - 12:37

“La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sulla definizione di paese sicuro che coinvolge i procedimenti di frontiera nei Cpr in Albania. Alla luce della sentenza della Corte, l’impianto della normativa italiana ridisegnato dal Governo con il Dl 157/2024 si dimostra nella sostanza non pienamente in linea con il diritto UE. Anzitutto non può essere qualificato come sicuro un Paese che non soddisfi, per talune categorie di persone, le condizioni sostanziali di tale designazione. I giudici UE aggiungono peraltro che i motivi e le fonti di informazione sui cui si fonda la designazione di Paese sicuro devono essere pienamente accessibili e valutabili, allo stato attuale di ogni singola procedura, da parte del giudice nazionale, che in assenza di tali informazioni può svolgere anche propri controlli, per garantire un'effettiva tutela giurisdizionale ai richiedenti protezione internazionale, che oggi invece si vedono respinte le domande sulla base della normativa italiana senza possibilità di provare o verificare se il loro paese sia effettivamente sicuro o meno ai sensi della normativa UE”.

Così il capogruppo Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

 

01/08/2025 - 12:28

“Il Governo Meloni ha deciso di colpire ancora una volta la Sicilia, riducendo in modo arbitrario e inaccettabile i fondi del PNRR destinati alle nostre infrastrutture strategiche. Un vero e proprio scippo che offende la dignità dei cittadini siciliani e mette a rischio lo sviluppo dell’intera isola": è quanto dichiara Maria Stefania Marino, deputata del Partito Democratico, commentando i dati del rapporto Anac-Cresme-Camera sullo stato di attuazione delle opere strategiche del PNRR.

“Dietro le parole vuote della propaganda di Palazzo Chigi c’è un Sud depredato delle sue opportunità. In Sicilia, progetti fondamentali come l’ammodernamento della tratta ferroviaria Palermo-Catania vengono messi da parte, sacrificati in nome di un'opera simbolica e divisiva come il Ponte sullo Stretto, utile solo a fini propagandistici. Ancora una volta, si preferisce l’ideologia allo sviluppo reale. Siamo dinanzi all’ennesimo atto di accanimento contro il Mezzogiorno: prima il taglio al fondo perequativo infrastrutturale, poi la cancellazione degli sgravi per il Sud, ora questa nuova amputazione ai fondi del PNRR. Una politica miope e antimeridionalista che ci riporta indietro di decenni. E il silenzio del sottosegretario al Sud Sbarra è assordante e complice": conclude.

 

01/08/2025 - 12:26

“La sentenza della Corte di Giustizia Europea sui paesi sicuri segna uno spartiacque: il modello Albania, per come era stato concepito dal Governo Meloni, non regge e non è compatibile con il diritto comunitario. Un paese non può essere inserito nella lista dei paesi sicuri da uno stato qualora non offra una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione, e l’eventuale designazione deve poter essere oggetto di un controllo giurisdizionale effettivo. Già dopo il primo trasferimento ad ottobre il governo avrebbe dovuto fermarsi: alla luce di questa sentenza i tentativi di novembre e gennaio risultano dolosi, attuati per esigenze meramente politiche e propagandistiche. Se c’è un momento in cui fermare questa follia, quello è adesso: la “prima fase”, la funzione originaria dei centri, non è sostenibile, e la seconda, quella che trasforma il centro di Gjadër in CPR, ha mostrato in questi mesi le sue enormi disfunzionalità, in termini di diritti umani innanzitutto, ma anche a livello logico, logistico ed economico. Il Governo continuerà a portare in Albania persone che già si trovano trattenute in Italia, per poi doverle riportare tutte in Italia, anche in caso di rimpatrio? Continuerà a deportare persone vulnerabili, che poi verranno valutate come incompatibili con il trattenimento? Continuerà ad accanirsi su poche decine di sfortunati, per tenere in piedi il frutto mostruoso della sua propaganda? L’unica soluzione dignitosa per l’esecutivo è di fermarsi: rinunciare a questa follia, risarcire chi ne ha pagato il prezzo, e abbandonare la bugia del “funzioneranno”: il nostro paese merita politiche migratorie migliori” così la deputata democratica, Rachele Scarpa.

 

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