30/07/2025 - 15:20

“Siamo di fronte a un vero e proprio terremoto per il vino e per tutto il comparto agroalimentare italiano. I dazi statunitensi rischiano di portare fuori mercato molte delle nostre eccellenze e il governo Meloni, invece di giocare la partita, ha scelto di restare in panchina”. Lo dichiara il deputato Stefano Vaccari, componente della commissione Agricoltura e capogruppo Pd in commissione Ecoreati.
“Il tentativo della premier di presentarsi come mediatrice – aggiunge l’esponente dem - è fallito ancor prima di iniziare. I danni stimati, come ricorda anche Federvini, si aggirano attorno ai 460 milioni di euro tra mancate vendite e ricadute lungo tutta la filiera. Parliamo di un aumento del 148% del prezzo finale delle bottiglie italiane negli Stati Uniti, a causa dei dazi e dei rincari di distributori e importatori. Una batosta che rischia di escludere il nostro vino da un mercato strategico. Le conseguenze saranno pesanti anche per l’occupazione, e il miliardo annunciato dal governo per il settore agroalimentare si rivela oggi del tutto insufficiente, non solo per affrontare questa crisi, ma anche per rispondere ai problemi strutturali dell’agricoltura italiana”.
“Il Partito Democratico – conclude Vaccari - chiede di superare la gestione emergenziale. Servono misure strategiche: contrasto ai cambiamenti climatici, sostegno alla domanda interna, apertura di nuovi mercati, ricambio generazionale. Il governo deve smettere di rincorrere le crisi e iniziare finalmente a costruire il futuro del comparto agroalimentare italiano”.

 

30/07/2025 - 14:15

“Siamo molto lontani dal Media Freedom act e dalla realtà. Il testo base presentato oggi dalla maggioranza dà di fatto pieni poteri ai partiti di governo, offrendo loro la possibilità di eleggersi da soli tutti i consiglieri di amministrazione e anche il presidente della Rai” così una nota del capogruppo democratico nella commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano.

30/07/2025 - 14:13

“Non è un bel segnale che la Presidenza della Commissione Affari Costituzionali della Camera abbia rigettato la nostra richiesta di avviare un nuovo ciclo di audizioni sulla separazione delle carriere. Parliamo di una riforma costituzionale, che nella prima lettura è stata blindata dalla maggioranza e che ora si vuole portare avanti in tutta fretta, accelerando i tempi in Parlamento”.  Lo dichiara Simona Bonafé, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Costituzionali della Camera, al termine dell’Ufficio di Presidenza della Commissione riunitosi questa mattina.

“Questa accelerazione – prosegue Bonafé – va esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto auspicato dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana, che solo pochi giorni fa, nel corso della cerimonia del Ventaglio, ha richiamato alla necessità di un approfondimento serio, evitando strappi regolamentari e garantendo il diritto al confronto e al dibattito, soprattutto su una riforma costituzionale di questa portata.”

 

30/07/2025 - 13:16

“Come dimostra l’Istat l’Italia non ha ancora recuperato il 9 per cento valore reale dei salari rispetto al 2021. In quasi tre anni il Governo Meloni non ha mosso un dito per migliorare la situazione, compreso un no pregiudiziale al salario minimo. Di fronte alla novità dei dazi ribadiamo la necessità di uno scudo sui salari e dunque la necessità di un sostegno vero alla domanda interna. Non è possibile che ancora quasi sei milioni di lavoratori siano in attesa del contratto”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

30/07/2025 - 12:53

Di fronte ai dati Istat che certificano il calo del pil dello 0,1% rispetto al trimestre, diventa ancora più urgente che siano chiare le misure che il governo intende mettere in campo. Prima ancora che i dazi entrino in vigore, l’economia italiana arranca perché non c’è visione, né una strategia solida di sviluppo come il Pd chiede da tempo. Manca una politica industriale seria e non si protegge abbastanza il lavoro con i salari più bassi della media europea.
Se non vuole ascoltare le parole delle opposizioni, Meloni risponda almeno ad imprenditori come Marcegaglia che oggi parla di colpo per le imprese che ora vanno aiutate.
Non si tratta di ristori, ma di risorse importanti per evitare una recessione e la perdita di posti di lavoro.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

30/07/2025 - 12:39

«Il comparto zootecnico sardo è ad altissimo rischio a causa dell’epidemia di dermatite nodulare bovina, e non può essere lasciato solo. La destra, in Sardegna, propone di stanziare oltre 30 milioni di euro a carico della Regione. Ma le norme europee parlano chiaro: è il Governo, e in particolare il Ministro dell’Agricoltura, che può attivare il fondo nazionale previsto dalla PAC per queste emergenze. E deve farlo subito».

È quanto dichiarano il deputato sardo Silvio Lai, con i colleghi Antonella Forattini e Stefano Vaccari della Commissione Agricoltura, firmatari di un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro Francesco Lollobrigida.

«Il Regolamento (UE) 2021/2115 – spiegano – mette a disposizione oltre 450 milioni di euro per l’Italia, anche per casi come la dermatite nodulare. Ma per sbloccare queste risorse servono atti formali: una delibera della Regione, una ricognizione dei danni, una richiesta ufficiale del MASAF a Bruxelles. Vogliamo sapere se il Ministro si è già attivato, e in che tempi intenda farlo».

L’interrogazione chiede anche chiarezza su quali siano i tempi previsti per l’attivazione del fondo e l’erogazione degli aiuti, se siano state attivate le procedure previste o se si stia pensando ad altri fondi ordinari e, infine, se siano in corso le necessarie modifiche ai parametri ISMEA troppo bassi che oggi stabiliscono i ristori.
«Le tariffe attuali – denunciano i parlamentari PD – non coprono minimamente i costi reali dei capi abbattuti o dichiarati improduttivi. Così si scarica il peso della crisi direttamente sugli allevatori».

«Chiediamo al Governo, in questo caso al Ministero dell’agricoltura – concludono Lai, Forattini e Vaccari – di assumersi la propria responsabilità e di agire con la massima urgenza non solo nell’accompagnamento alla dimensione epidemiologica ma anche sul piano economico delle imprese. L’emergenza è nazionale, non regionale. E l’Europa ha già previsto gli strumenti per affrontarla anche in Italia. Non si perda altro tempo».

 

30/07/2025 - 11:04

"Per fermare Netanyahu, oltre al riconoscimento della Palestina, servono anche misure che lo mettano alle strette: sanzioni, fermare la compravendita di armi, sospendere accordi di cooperazione militare e l’accordo di associazione tra Ue e Israele. E serve sostenere l’invio dei Caschi blu dell’Onu a Gaza. Ma il governo Meloni continua a rifiutarsi di prendere qualsiasi iniziativa e perfino di condannare in maniera netta quello che accade a Gaza e in Cisgiordania". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un'intervista pubblicata oggi su L'Unità.
"Tajani e Meloni non vogliono dispiacere l’alleato Netanyahu:  un esempio di vigliaccheria politica che rende l’Italia complice di un genocidio - è l'attacco di Boldrini -. Ogni giorno il grido che arriva dalla Striscia chiede aiuti sufficienti e la fine del massacro. Noi che siamo all’opposizione e mettiamo in campo tutte le azioni possibili, ma anche l’opinione pubblica che da quasi due anni manifesta contro questo orrore, viviamo un senso di impotenza immenso che si associa alla rabbia verso quei governi che potrebbero fare qualcosa e non la fanno. Questo immobilismo, appena scalfito da qualche timida dichiarazione, è insopportabile".
"L’avanzata dei nazionalismi in tutto il cosiddetto Occidente sta mettendo a durissima prova tutto questo impianto di regole condivise facendo prevalere la legge del più forte. La Palestina ne è l’esempio più lampante - sottolinea la deputata dem -. In questo preoccupante contesto noi del Pd abbiamo voluto presentare  la legge che introduce nel nostro ordinamento il codice dei crimini internazionali per rimettere al centro l’importanza del diritto internazionale, rafforzarlo e tutelarlo perché è solo grazie a questo sistema di regole condivise che si può garantire giustizia alle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità. Ed è solo così che si impedisce che a prevalere sia la forza invece del diritto".

30/07/2025 - 10:52

Dopo alcune settimane di latitanza la ex deputata brasiliana Carla Zambelli è stata arrestata a Roma. Come avevo già chiesto all'indomani della notizia del suo arrivo in Italia, occorre procedere celermente alla sua estradizione in Brasile secondo quanto previsto dall'accordo esistente in materia tra i due Paesi, peraltro già rispettato nel recente passato nel caso di cittadini brasiliani anche in possesso della cittadinanza italiana. Il reato per il quale è la Zambelli è stata già condannata a dieci anni di reclusione è molto grave ed è giusto che sia la giustizia brasiliana a prendere in carico colei che lo ha commesso.   Continueremo a seguire questa vicenda, in coerenza con quanto abbiamo fatto in passato chiedendo tanto all'Italia quanto al Brasile il pieno rispetto di un accordo che prevede la cooperazione giudiziaria e la reciproca estradizione dei detenuti.

30/07/2025 - 10:51

“Per sedere al tavolo dei Grandi del mondo occorre autonomia strategica nell’ecosistema dell’IA. Esistono oggi due soli attori globali, Usa e Cina. L’Unione europea deve scegliere il suo destino, puntare all’autonomia o divenire colonia di uno degli imperi. Strategia comune e investimenti senza precedenti sono la condizione perché l’Ue eviti un futuro da spettatore. Il governo Meloni, anche in questo campo, mostra assenza di visione e coraggio: il DDL sull’intelligenza artificiale è una gigantesca occasione mancata, un provvedimento a invarianza finanziaria, che non mette risorse e anzi complica la gestione di questa innovazione”, ha dichiarato Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera, intervenendo questa mattina a Montecitorio alla conferenza stampa di presentazione del libro “Il secolo dell’IA - capire l’intelligenza artificiale, decidere il futuro” di Lorenzo Basso, senatore Pd, e Marco Bani, Responsabile Affari Istituzionali del Gruppo Pd al Senato, edito da il Mulino.

 

Gli autori nel corso dell’iniziativa hanno evidenziato le motivazioni che hanno spinto alla pubblicazione del volume. Lorenzo Basso, Vicepresidente 8ª Commissione del Senato, ha spiegato che “l’IA non è neutra: riflette le scelte di chi la progetta e gli interessi di chi la controlla. Solo una società informata può pretendere regole giuste, efficaci, capaci di anticipare il futuro. Capire il funzionamento dell’IA è essenziale per governarne l’impatto invece di subirlo passivamente nella nostra vita”. Mentre Marco Bani, Responsabile Affari Istituzionali, gruppo PD Senato, ha concluso evidenziando il perché di un testo non specialistico ma divulgativo: “L’intelligenza artificiale non è un tema per addetti ai lavori: è già parte della nostra quotidianità. Questo libro nasce per offrire strumenti semplici ma solidi a chi vuole capire, partecipare e non delegare. Perché oggi, pensare criticamente la tecnologia è un gesto politico”.

 

30/07/2025 - 10:35

Solidarietà al presidente Mattarella, uomo di pace e di dialogo. Le minacce russe non fermeranno l’impegno fermare la violenza e le mire imperialiste di Putin

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

29/07/2025 - 19:55

"Dopo la Francia, anche UK riconosce lo Stato di Palestina. Ora sono 4 su 5 i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ad aver fatto questo passo. La maggioranza. Mancano gli USA di Trump. Meloni non pervenuta. Sta facendo anticamera alla Casa Bianca per essere autorizzata". Così su X Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

29/07/2025 - 19:41

“Questo ennesimo decreto legge è un mosaico di micro misure relative a Università e scuola, senza un disegno organico né risposte strutturali ai bisogni del sistema formativo italiano”. Lo ha detto in Aula alla Camera Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, annunciando in il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico.

“Il provvedimento – ha proseguito l’esponente dem – contiene interventi condivisibili, come l’estensione della copertura INAIL o la tutela dei laureati in Scienze dell’educazione, ma restano misure isolate.  Ancora una volta si spostano risorse già stanziate, senza investimenti aggiuntivi. Un gioco delle tre carte ai danni della ricerca e dell’istruzione. A fronte di un’emergenza crescente nel diritto allo studio, con migliaia di giovani che rinunciano all’università per motivi economici, il governo non dà risposte. I fondi per gli enti di ricerca sono in realtà il risultato di risorse spostate da un capitolo all’altro, le università statali sono in sofferenza, i precari della ricerca restano senza tutele”.

“Preoccupa – ha concluso Manzi - anche l’attacco all’autonomia della scuola e della didattica, come dimostrano i blitz in commissione Cultura su temi delicati come il consenso informato delle famiglie rispetto ad attività legate alla sessualità.  Non abbiamo la forza dei numeri per impedirvi queste scelte. Abbiamo però la forza per opporci come continueremo a fare. Nel Paese, nelle piazze, nelle aule parlamentari. Nel confronto quotidiano. Per continuare a dire che tutto questo non è e non sarà mai a nostro nome”.

 

29/07/2025 - 19:34

"Anche la Gran Bretagna annuncia l'imminente riconoscimento dello Stato di Palestina, dopo la Francia, qualche giorno fa, ma anche dopo la Spagna, la Norvegia e la Slovena diversi mesi fa. A oggi sono 147 gli Stati che lo hanno fatto.
In questo scenario di paesi europei che colgono l'importanza di riconoscere la Palestina come Stato autonomo, il governo italiano continua ad accampare scuse ridicole. "Non è il momento", "Serve il riconoscimento reciproco" e giù di dichiarazioni imbarazzanti di Meloni e Tajani.
Questo è proprio il momento, invece. Anzi, lo era già molto tempo fa. Non è più, invece, il momento di tergiversare e accampare scuse continuando, nei fatti, a legittimare il genocidio che il governo di Netanyahu sta compiendo a Gaza e l'occupazione illegittima dei territori della Cisgiordania.
Qual è il momento, presidente Meloni? Quando il suo alleato Netanyahu avrà deportato tutti i palestinesi da Gaza, raso al suolo anche l'ultima casa e permesso ai coloni di distruggere l'ultimo villaggio della Cisgiordania?
Qual è il momento in cui smetterete di essere complici del genocidio trascinando l'Italia dalla parte dei carnefici invece che da quella delle vittime?" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

29/07/2025 - 19:13

“Trump ha un’ottima lobbista in Europa che si chiama Giorgia Meloni” così sui social la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani che, in un video, ricorda come gli impegni presi da Meloni nella sua visita di aprile a Trump coincidano con l’accordo siglato Usa-Ue sui dazi, dall’aumento degli acquisti di gas liquido dagli Stati Uniti, alle coproduzioni di armamenti, al riparo dalla digital tax per le big-tech americane.  “Giorgia Meloni – dice Serracchiani - può rivendicare un vero risultato nei 1000 giorni di Governo: aver fatto da perfetta lobbista per il suo amico Donald Trump. Peccato che, nel frattempo, non abbia rappresentato gli interessi dell’Italia. Dietro le foto sorridenti e le visite istituzionali dal tono trionfalistico, la realtà è ben diversa: né l’Italia né l’Europa stanno ricavando benefici concreti da questa strategia. Anzi, l’ultimo accordo sui dazi del 15% colpisce direttamente il Made in Italy, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e interi settori della nostra economia. L’Italia non ha bisogno di passerelle internazionali senza contenuti, ma di una visione strategica, di una politica estera seria, credibile, capace di rafforzare il nostro ruolo in Europa e nel mondo. Perché se la Premier si dichiara sovranista ma poi non difende davvero gli interessi del Paese, a pagarne il prezzo saranno — ancora una volta — imprese, lavoratori e tutti i cittadini italiani.

https://www.facebook.com/reel/1273311257599637

 

29/07/2025 - 17:51

Berruto: Governo si attivi perché Israele sia fuori da competizioni sportive internazionali

 

“Questo decreto non parla di sport, ma solo del modo del governo di esercitarvi il potere”. Lo ha dichiarato in Aula Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico e deputato alla Camera, durante la dichiarazione di voto sul DL Sport.

Berruto ha denunciato i gravi problemi di governance che affliggono il sistema sportivo italiano: “Non stiamo con chi rapacemente usa lo sport per occupare spazi di potere, incarichi, consulenze, poltrone”, né “con i micro-poteri che da decenni dominano molte federazioni sportive”, dove le dinamiche di voto sono condizionate “dal meccanismo medievale della raccolta delle deleghe, come in Corea del Nord!” sottolineato Berruto ricordando che questa espressione è stata coniata dal vicepresidente di Fdi della Camera Rampelli durante il suo braccio di ferro con il suo ‘alleato’ Barelli per subentrare alla guida della Federnuoto.

Berruto criticato duramente anche il “poltronificio”: “Non stiamo con enti di promozione sportiva diventati organi di partito, né con enti pubblici usati come centri di collocamento per amici”, ha detto.  Al centro dell’intervento anche i diritti delle donne: “Le donne continuano a essere escluse dai ruoli apicali, mentre sul campo continuano a emozionarci e vincere, ma poi guarda un po’, non vanno bene per guidare una federazione o il Coni. E non vanno bene se nel corso della loro carriera si fermano per una gravidanza e perdono ogni status di lavoratrici. Servono regole e il rispetto dei diritti – ha detto rivolgendosi al Ministro Abodi - non solo solidarietà”.

Berruto ha anche ricordato il caso del professor Umberto Lago, inizialmente proposto come presidente dell’organo indipendente di controllo dei bilanci sportivi, poi sostituito con “il capo di gabinetto di Abodi”, che “ha incassato il voto di Claudio Lotito, proprietario di uno dei club da controllare”. Un esempio di “conflitto d’interesse che diventa apologia di interesse”.

Infine, una ferma presa di posizione sulla situazione a Gaza: “Anche lo sport giochi il suo ruolo per fermare l’olocausto di Gaza” ha detto Berruto, chiedendo che “il Governo e le autorità sportive italiane chiedano a CIO, FIFA e UEFA che lo stato di Israele, per responsabilità politica e morale di Benjamin Netanyahu, sia sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali”.

“Voteremo contro questo decreto – ha concluso Berruto– perché pensiamo che uno sport democratico non sia un’utopia, ma semplicemente la battaglia che ci compete e che vale la pena combattere”.

 

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