“Dopo la decisione della Corte dei Conti e le criticità sollevate dagli organi di controllo, oggi apprendiamo a mezzo stampa che Palazzo Chigi ha sottratto il dossier del Ponte sullo Stretto al Ministero delle Infrastrutture. È la conferma del fallimento della gestione politica del ministro Salvini. Siamo davanti a un vero e proprio “Salvini commissariato”.
Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti della Camera.
“Il governo Meloni ha trasformato il Ponte sullo Stretto in un’operazione di propaganda. La Corte dei Conti ha evidenziato irregolarità, imprecisioni e mancanze nella documentazione. E oggi, addirittura, la Presidenza del Consiglio si sostituisce al ministro per “riparare errori”: un fatto politicamente gravissimo”, aggiunge Barbagallo.
"Gli insulti e le parole di odio rivolti alla Presidente della Regione Alessandra Todde sono qualcosa di inaccettabile, che va ben oltre il confronto politico.
Sono frasi violente, sessiste, degradanti, che offendono non solo una donna ma la dignità delle istituzioni e di tutta la nostra comunità democratica.
Chi pensa di poter ridurre una donna al bersaglio dell’odio e del disprezzo, solo perché ricopre un ruolo pubblico, mostra quanto ancora sia lunga la strada verso una vera parità e un vero rispetto reciproco.
La politica deve essere confronto, passione, idee, anche durezza nei toni se serve, ma mai violenza, mai insulto.
Chi usa il linguaggio dell’odio non fa male solo a chi colpisce: ferisce la credibilità della politica e la qualità della nostra democrazia.
Alla Presidente Todde va la mia piena solidarietà personale e quella del Partito Democratico.
Siamo al suo fianco, contro ogni forma di violenza e contro chi pensa che l’offesa e la misoginia possano far parte del dibattito pubblico.
Difendere il rispetto non è una questione di parte: è una questione di civiltà".
Lo dichiara l'on.Silvio Lai, segretario regionale PD della Sardegna
“La decisione della Procura generale libica di disporre la custodia cautelare del generale Almasri per omicidio e violazioni dei diritti umani rappresenta una pietra tombale su un caso che ha mostrato una gestione torbida e inqualificabile da parte del governo. A questo punto non ci sono più alibi: chi ha coperto e giustificato deve fermarsi.
Continuare su questa strada, arrivando perfino a forzare il parlamento o a sollevare conflitti costituzionali per difendere l’indifendibile, metterebbe in imbarazzo l’Italia e le sue istituzioni più di quanto già non sia avvenuto. Alla maggioranza chiediamo di fermarsi, per rispetto della giustizia e della dignità delle nostre istituzioni”.
Così la deputata Democratica Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico
"Da tempo ricevo segnalazioni e leggo testimonianze di lavoratori marittimi e portuali del porto di Milazzo che denunciano abusi, licenziamenti ritorsivi e gravi violazioni delle norme sulla sicurezza. Per questo ho presentato un’interrogazione ai Ministri del Lavoro e delle Infrastrutture, chiedendo che venga fatta piena luce su questi casi". E’ quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino che trova “inaccettabile che le decisioni della magistratura restino disattese e le autorità di vigilanza non siano ancora intervenute con la necessaria fermezza, nonostante le sentenze di reintegro già pronunciate dai giudici. Chi lavora merita rispetto, sicurezza e tutele adeguate, non ritorsioni o contratti impropri. Ho chiesto ai ministri competenti di disporre un’ispezione straordinaria al porto di Milazzo e di adottare misure urgenti per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori e la piena applicazione della legge in un settore troppo spesso lasciato senza voce", conclude la parlamentare Dem.
“Sarebbe molto interessante sapere cosa ne pensano i parlamentari della destra eletti al Sud della discriminazione che esiste sulla polizza RC Auto su base territoriale. Votando contro la mozione Pd votano contro loro stessi e contro i territori che li hanno eletti”. Lo dichiara il deputato e responsabile Coesione territoriale del Pd, Marco Sarracino dopo che la Camera ha respinto la mozione dem sulla RC Auto. “Dopo aver votato per il taglio di decontribuzione sud per il taglio del fondo perequativo infrastrutturale, per l'autonomia differenziata - continua l’esponente dem - oggi i deputati del Sud votano contro i campani e tutti i meridionali, contro l'uguaglianza tra i cittadini per bene”.
“Venitelo a raccontare ora in campagna elettorale in Campania. Cosa dice il candidato della destra Cirielli? Cosa dice il candidato della destra in puglia Lobuono? Ovviamente nulla. Tacciono su questa vergogna e su questa umiliazione. E tacciono perché fanno parte della destra più antimeridionalista della storia repubblicana e noi glielo ricorderemo ogni giorno”, conclude Sarracino riferendosi ai parlamentari della maggioranza.
“Disposizioni per la tutela della fertilità, il sostegno alla natalità e l’inserimento della preservazione della fertilità e della diagnosi pre-impianto nella legge 40/2004 nei Lea”, è il titolo della proposta di legge che verrà presentata domani mattina alle ore 10 presso la Sala Conferenze Stampa di Palazzo Montecitorio dai deputati e dalle deputate del Pd, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi, Silvio Lai, Sara Ferrari, Ubaldo Pagano e Giovanna Iacono.
Oltre ai firmatari parteciperanno alla conferenza l’avv. Maria Paola Costantini, la dottoressa Laura Pisano presidente della Onlus ‘L’Altra Cicogna’, la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, ginecologa, esperta in riproduzione medicalmente assistita unitamente a rappresentanti di enti e organizzazioni del settore.
Obiettivo principale della proposta è inserire la preservazione della fertilità tra le politiche di tutela dei diritti alla genitorialità e alla procreazione attraverso il Servizio Sanitario nazionale estendendo tale preservazione mediante crioconservazione degli ovociti per ragioni non sanitarie ma sociali a tutte le donne italiane, superando le attuali disparità regionali e garantendo l’accesso indipendentemente dalle condizioni economiche. Necessità che è stata già colta dalla Regione Puglia, che nel 2024 ha approvato la legge regionale n. 42 del 31 dicembre 2024, recante ‘Norme in materia di preservazione della fertilità per fini sociali’. Attualmente nei Livelli Essenziali di Assistenza, definiti nel 2007 e aggiornati nel 2024, è prevista unicamente la crioconservazione per le pazienti oncologiche, mentre restano escluse tutte le situazioni in cui la finalità è quella di tutelare preventivamente la propria fertilità in assenza di una patologia.
“L’Italia è ormai in una fase di stagnazione tecnica, con il Pil fermo per il terzo trimestre consecutivo e i consumi in frenata. La legge di bilancio 2026, secondo le stime del Mef, non produrrà alcun effetto positivo sulla crescita”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
L’esponente dem sottolinea come “perfino il Centro Studi di Confindustria riconosce che l’attuale, debole crescita è soltanto l’ultima coda degli investimenti del Pnrr. Senza quei fondi, l’Italia sarebbe già in recessione. La manovra del governo Meloni è la prima in molti anni a non avere alcun impatto sulla crescita: se si facesse o non si facesse, sarebbe esattamente la stessa cosa. Il Pnrr è stato usato per coprire spese ordinarie, sottraendo risorse a scuola, sanità, transizione digitale ed ecologica. Così si condanna il Paese a un futuro di bassa crescita e scarse opportunità”.
“Il Partito Democratico – conclude Lai - presenterà una contromanovra che punti davvero sullo sviluppo industriale, sulla ripartenza e sulle infrastrutture sociali. In Italia la povertà cresce, la disoccupazione aumenta e i giovani restano senza prospettive. Questo è un governo di pura propaganda, incapace di gestire l’economia di un Paese e di costruire una visione per il futuro. Serve un piano alternativo che rimetta al centro il lavoro, gli investimenti e la coesione sociale”.
“La proposta del Pd prende spunto dall'idea di Leonardo Impegno che per anni ha combattuto affinché sulla RC Auto venisse rispettato il sacrosanto principio dell'uguaglianza. Principio che oggi viene messo in discussione dai banchi della maggioranza. Il Pd propone una tabella dei virtuosi che non facendo incidenti da 5 anni, paghino la polizza nello stesso modo a prescindere dal luogo in cui risiedono. Nulla di straordinario, solo buon senso: equità e giustizia e rafforzamento dei controlli per chi vuole fare il furbo sulle tariffe dell'auto”. Lo dichiara il deputato e responsabile Sud del Pd, Marco Sarracino presentando la mozione dem sulla RC Auto.
“Il costo annuo dell'assicurazione auto – sottolinea il parlamentare - mangia molte volte una intera mensilità di un lavoratore italiano e a questo si aggiunge una grande discriminazione territoriale: i cittadini del sud pagano molto di più le tariffe rispetto al nord anche se non commettono sinistri. C'è da dire che nelle metropoli del nord si commettono gli stessi sinistri come in quelle del sud e lo stesso è valido anche per il numero dei furti”.
“Alla fine dei conti, a pagare sono sempre i cittadini onesti costretti a subire l'iniquità di un sistema assicurativo basato sul pregiudizio territoriale. Nello squallido contesto di cittadini di serie A e B, se sei meridionale, non solo hai meno servizi, opportunità e sanità ma devi pagare la RC Auto più che in altre regioni”, conclude Sarracino.
ra dal Pd impegno costante in Parlamento
“Il tumore della prostata metastatico non è solo una patologia complessa, ma una sfida per l’intero sistema sanitario: una questione di equità, qualità delle cure e responsabilità pubblica. Dove esistono modelli organizzativi integrati, multidisciplinari e continui, i pazienti ricevono diagnosi tempestive, terapie appropriate e un accompagnamento lungo tutto il percorso. Dove invece prevale la frammentazione, chi ne paga il prezzo sono i cittadini”. Così il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari Sociali e Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Prevenzione e diminuzione del rischio”, commenta i risultati dell’incontro odierno alla Camera dedicato al tumore della prostata metastatico.
Nel corso della conferenza stampa sono emerse esperienze cliniche e organizzative che dimostrano come il modello delle Prostate Cancer Unit possa rappresentare la base per una rete nazionale capace di garantire uniformità e qualità dell’assistenza. “Non si tratta di creare qualcosa di estraneo al sistema – prosegue Girelli – ma di riconoscere, valorizzare e rendere replicabili le migliori pratiche già esistenti, mettendo a sistema competenze, strutture e risorse. La buona politica ha il dovere di costruire cornici che consentano al Servizio sanitario nazionale di offrire le stesse opportunità di cura ovunque, senza differenze geografiche”.
Per Girelli è necessario “assicurare continuità alle attività avviate oggi, definendo standard omogenei e sostenendo una rete nazionale integrata per la salute maschile che includa prevenzione, diagnosi precoce, qualità dei percorsi terapeutici e presa in carico globale dei pazienti”.
Il parlamentare ha annunciato che le indicazioni emerse dal confronto di oggi “diventeranno parte di un impegno politico stabile, attraverso iniziative parlamentari e atti di indirizzo. Il documento presentato non resterà sulla carta: sarà la base per un lavoro condiviso con istituzioni, professionisti e associazioni dei pazienti. I diritti alla salute non possono dipendere dal territorio di residenza. Trasformare le migliori evidenze scientifiche e organizzative in garanzie esigibili è il nostro compito”.
“Questa giornata non chiude un percorso – conclude Girelli – lo apre. Alla qualità clinica deve corrispondere la qualità delle scelte pubbliche. E su questo continueremo a lavorare con determinazione”.
Crescono in Italia i casi di malattie sessualmente trasmissibili (MST), una tendenza che impone un rafforzamento delle politiche di prevenzione, informazione e diagnosi precoce. Se ne discute oggi e domani a Firenze all’XI Congresso Nazionale SIMaST, appuntamento di riferimento per clinici e operatori sanitari impegnati nella tutela della salute sessuale.
“L’aumento delle malattie sessualmente trasmissibili è un campanello d’allarme che non può essere ignorato”. Lo dichiara il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari Sociali della Camera. “La salute sessuale è parte integrante della salute pubblica: occorre investire su informazione corretta, accesso tempestivo ai test, presa in carico multidisciplinare e servizi territoriali capaci di intercettare precocemente bisogni e fragilità. Prevenzione e diagnosi precoce significano equità, tutela dei cittadini e sostenibilità del sistema sanitario”.
Il Congresso SIMaST 2025 riunisce esperti da tutta Italia per condividere buone pratiche sulla gestione clinica delle MST e promuovere un approccio che integri competenze dermatologiche, infettivologiche, urologiche, ginecologiche e di salute pubblica.
“È essenziale – conclude Girelli – promuovere un dialogo chiaro sulle MST, migliorare l’accesso agli screening e sostenere i professionisti sanitari nella diffusione di strumenti e percorsi efficaci. La prevenzione è una responsabilità collettiva e la politica deve fare la sua parte, rafforzando servizi e programmi dedicati”.
“La Libia, con la decisione della sua Procura generale di disporre la custodia cautelare del generale Almasri, accusato di omicidio e violazioni dei diritti umani, dimostra di essere oggi più avanti del nostro Paese nella difesa della giustizia e della legalità.
Mentre a Tripoli si perseguono i responsabili di gravi crimini, in Italia si liberano e si tenta di giustificare l’ingiustificabile, arrivando persino a sollevare un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale per coprire scelte politiche e morali indifendibili. Un simile gesto rappresenterebbe un’onta difficilmente cancellabile per le nostre istituzioni e per l’immagine dell’Italia nel mondo. A questo punto, sarebbe bene che la maggioranza si fermasse. La giustizia non può essere piegata al potere politico” così la capogruppo democratica nella giunta per le autorizzazioni a procedere della camera, Antonella Forattini.
Mentre il governo italiano ha fatto liberare e fuggire un criminale responsabile di omicidi, stupri e torture, persino la Libia dimostra di essere più avanti dell’Italia nella difesa della legalità. La Procura generale della Libia ha infatti ordinato la custodia cautelare in carcere del generale Almasri, ex capo della sicurezza delle carceri di Tripoli, accusato di omicidio e violazioni dei diritti umani nei confronti di dieci detenuti.
L’ex funzionario, già ricercato dalla Corte penale internazionale, è stato deferito al giudizio del tribunale libico.
Mentre la Procura libica agisce contro chi si è macchiato di crimini contro l’umanità, il governo italiano — che si proclama “difensore dei valori occidentali” — ha invece scelto di non consegnare alla corte penale internazionale un pericoloso criminale, tradendo le vittime e offendendo la memoria di chi ha sofferto sotto la violenza e l’abuso di potere.
È un paradosso che oggi sia la Libia a dare lezioni di giustizia all’Italia. Il Governo Meloni deve vergognarsi”. Così una nota del capogruppo del Pd in commissione e giustizia della camera, Federico Gianassi.
“Nei giorni scorsi al liceo Righi di Roma si sono verificati gravi episodi di violenza neofascista: al coro di “duce, duce” sono seguiti lanci di bottiglie e aggressioni nei confronti di studenti. Un fatto inaccettabile, che avrebbe meritato una ferma condanna da parte di tutte le forze politiche e istituzionali. Eppure, ancora una volta, da Fratelli d’Italia arriva un segnale opposto: invece di limitarsi a stigmatizzare la violenza e chi la compie, il vicepresidente della camera Fabio Rampelli è intervenuto in aula per attaccare gli studenti che occupano le scuole, distorcendo completamente il senso di quanto accaduto. Un comportamento grave, che ribalta le responsabilità e contribuisce a legittimare un clima di intimidazione e revisionismo inaccettabile. La libertà di espressione, la partecipazione e il dissenso giovanile non possono essere messi sullo stesso piano della violenza squadrista” così il deputato democratico Andrea Casu replica al vicepresidente Rampelli dopo aver chiesto un’informativa al governo a seguito dei sempre più frequenti raid neofascisti nelle scuole.
“Rinnoviamo la richiesta di informativa del governo in Aula sui fatti accaduti al liceo Da Vinci a Genova dove alcuni neo-fascisti, squadristi violenti, armati di spranghe hanno distrutto aule e arredi e lasciato svastiche sui muri della scuola. La stessa cosa sta accadendo al Liceo Righi a Roma dove siamo giunti al terzo giorno di raid al grido di 'duce, duce' e 'boia chi molla'. Tutto questo è gravissimo e non può essere minimizzato perché in Italia non ci possono essere buchi neri del diritto e della sicurezza”. Così il deputato e Segretario d'Aula del Pd, Andrea Casu.
“Come Pd – aggiunge l'esponente dem - abbiamo presentato interrogazioni alle Camere per chiedere cosa il governo stia facendo per tutelare gli studenti e bloccare questa onda neo-fascista, un'onda nera che sta crescendo ogni giorno. La Presidente Meloni ha il dovere di venire in Aula e chiarire. La situazione è allarmante: i raid vengono rivendicati e ripetuti perché qualcuno si sente autorizzato, non essendoci alcuna parola di condanna dalla Presidente del Consiglio nei confronti di questi comportamenti”. “La scuola deve essere una comunità educante e il luogo dove si formano le nuove generazioni. Meloni venga in Aula per dire che la scuola non può essere un bivacco di manipoli neo-fascisti”, conclude Casu.
“La modifica dell’orario del treno regionale Livorno–Pisa San Rossore delle ore 8.00 sta creando notevoli difficoltà a molti studenti universitari e pendolari di un vasto territorio, non solo della città labronica ma anche dei comuni limitrofi (Rosignano, Cecina e zone della costa sud), costretti a cambiare abitudini o a ricorrere all’auto privata per raggiungere le sedi di studio e lavoro". Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, il quale, tramite un'interrogazione, ha chiesto l’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per ottenere il ripristino dell’orario originario.
“Si tratta - conclude Simiani - di un collegamento fondamentale per la vita universitaria tra Livorno e Pisa e la sua rimodulazione, anche se di pochi minuti, ha avuto un impatto significativo sull’organizzazione quotidiana di molti ragazzi. Confidiamo che Trenitalia, di concerto con la Regione Toscana, possa valutare con attenzione le richieste dei cittadini e individuare una soluzione rapida e sostenibile, nel rispetto del diritto alla mobilità e allo studio”.