“A tre manovre di bilancio dall’inizio del suo mandato, il ministro Piantedosi continua con gli annunci, ma i risultati non si vedono. Sulle assunzioni delle forze di polizia ripete da mesi le stesse promesse, spacciando per piano straordinario il normale turnover già previsto, mentre le carenze negli organici restano tutte.
Sulla riforma della Polizia Locale parla di “dirittura d’arrivo”, ma è ferma da tre anni in Prima Commissione alla Camera, bloccata dalla stessa maggioranza per divisioni interne: è paradossale che continuino a fare annunci quando lo stallo è responsabilità loro.
Rivendica poi il trasferimento ai Comuni di 105 milioni per le spese sostenute nel 2023 e 2024 per i minori stranieri non accompagnati, ma non può vantarsi di ciò che avrebbe dovuto fare due anni fa, dopo aver persino comunicato ai sindaci che avrebbe rimborsato solo un terzo dei costi sostenuti.
Sui reati, Piantedosi si affida ai confronti con il 2015 per dire che la criminalità è in calo, ignorando i dati più rilevanti: dal 2022, cioè con il Governo Meloni, i reati sono aumentati ogni anno rispetto all’anno precedente. Oggi sostiene che non esista emergenza sicurezza, quando negli anni scorsi la rivendicava con toni allarmistici pur con numeri più bassi di quelli attuali.
La verità è che le politiche del Governo sulla sicurezza non stanno funzionando. E mentre i problemi aumentano, dal Viminale arrivano solo propaganda, vecchi annunci riciclati e gioco delle tre carte sui fatti sulla criminalità” così il responsabile giustizia del Pd e componente della commissione affari costituzionali della camera, Matteo Mauri.
“A una settimana dalle elezioni regionali, come immaginavamo, il Parlamento registra un vero e proprio fioccare di emendamenti della maggioranza che hanno tutto il sapore di voto di scambio. Tra questi spicca la proposta di Fratelli d’Italia di riaprire i termini della sanatoria edilizia prevista dalla legge del 2003. Una norma che, pur presentata come misura di tutela, riguarda in realtà territori e comuni dove il voto sarà decisivo nelle prossime settimane.
Una gestione del Parlamento che definire scandalosa è riduttivo: norme che difficilmente saranno approvate vengono presentate in piena campagna elettorale con chiari intenti di pressione politica, alimentando clientelismo e disparità territoriali” così il capogruppo democratico in commissione Finanza alla
Camera, Virginio Merola.
“Secondo ricostruzioni di stampa, fondi nati per il 'Turismo delle radici', per riportare nei borghi di origine i figli della diaspora italiana nel mondo, vengono dirottati su stadi, palazzetti e perfino ‘40 milioni vanno a Sport e Salute per cofinanziare la riqualificazione del Centrale del Foro Italico, mentre 20 milioni finanzieranno il waterfront di Fiumicino’, con oltre 200 milioni complessivi e una concentrazione anomala in Puglia e Campania a ridosso del voto. Basta mance e opacità: si pubblichino immediatamente istruttorie, graduatorie e cronoprogrammi, si sospendano gli impegni non coerenti e si chiarisca la reale entità delle risorse sul Foro Italico e sui casi-simbolo Brindisi, Ginosa, Santa Cesarea e Irpinia. Il Turismo delle Radici deve tornare ai borghi e agli italo-discendenti, non ai cantieri elettorali del momento”.
Così il deputato Pd, Fabio Porta, che insieme ai componenti dem della Commissione Affari Esteri della Camera, Amendola, Boldrini, Provenzano e Quartapelle, ha presentato un’interrogazione in cui si chiede al governo di chiarire l’utilizzo dei fondi destinati al Turismo delle Radici.
“La COP30 rappresenta un passaggio decisivo: a Belém il mondo deve dimostrare di voler passare dalle promesse all’azione per garantire sviluppo sostenibile e tutela delle comunità. Questo è possibile attraverso strumenti innovativi come il fondo Tropical Forest Forever Facility per proteggere le foreste tropicali, promosso dal Brasile in questa Cop, e implementando pienamente l’Accordo di Parigi su mitigazione, adattamento, finanza per il clima, con i Paesi sviluppati chiamati a un impegno solidale e più concreto per una transizione giusta ”.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenendo all’incontro promosso dall’Unione Interparlamentare e dal Parlamento brasiliano a Belem in Brasile dove si sta svolgendo la Cop30.
“La giustizia climatica passa fondamentalmente per il coinvolgimento delle popolazioni indigene e delle comunità locali, garantendo loro partecipazione e accesso alle risorse e al tempo stesso trasparenza. Il ruolo dei Parlamenti è essenziale, anche per verificare la coerenza degli impegni assunti dai Governi” ha aggiunto Braga.
“Prendiamo atto dell’assenza di grandi Paesi a uno degli appuntamenti più importanti dei nostri tempi. E tuttavia, l’Unione Europea e altri attori globali si stanno muovendo investendo in rinnovabili, nuove tecnologie e stringendo nuove alleanze commerciali, per difendere il sistema multilaterale. In un mondo diviso, la lotta alla crisi climatica è oggi più che mai anche una scelta di pace e di giustizia” ha concluso Braga.
“Quanto sta emergendo riguardo l'iniziativa ‘Turismo delle radici’ merita una immediata riflessione da parte del ministero degli Esteri. Occorre fare chiarezza subito perché ne va della trasparenza e delle credibilità della stessa Farnesina. Assegnare oltre 200 milioni di euro a progetti che includono stadi, palazzetti, piscine, parchi e infrastrutture sportive, con un’elevata concentrazione guarda caso proprio in Puglia e Campania a ridosso delle elezioni regionali, fa venire più di un sospetto sulle opache modalità di indirizzo di spesa di ingenti risorse pubbliche. In Irpinia, giusto a titolo di esempio, territorio dove opera un consigliere del ministro Tajani, gli interventi ammonterebbero a 69,5 milioni di euro. Sarebbero invece 37 i milioni che andrebbero a Brindisi per un nuovo stadio e il polo sportivo. Veramente la Farnesina ritiene coerenti con le finalità del ‘Turismo delle Radici’ queste spese? Sono stati acquisiti i pareri delle autorità competenti e attivati gli organi di controllo per verificare la congruità delle spese e la legittimità di queste opere?”.
Così il deputato e responsabile Esteri del Partito Democratico, Peppe Provenzano, nel segnalare che sull’intera vicenda il collega Fabio Porta ha presentato un’interrogazione parlamentare, firmata da tutti i membri Pd della Commissione Esteri.
“È arrivato il momento di scavare nei cassetti della sanità abruzzese per cercare le carte, quelle vere, che non potranno essere nascoste né mascherate. La sanità dell’Abruzzo è al collasso”. Lo dichiara in una nota il deputato Pd, Luciano D’Alfonso che cita le conclusioni del Tavolo Tecnico del MEF, protocollate il 5 novembre, secondo cui ‘l’Abruzzo è l’unica Regione in cui si registra una inversione di tendenza in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro sanitario’.
“Sulla sanità abruzzese incombe la minaccia di commissariamento", continua il parlamentare dem. "Come certificato dal Tavolo del MEF il Conto economico Consuntivo 2024 registra un disavanzo di 103 milioni di euro e lo squilibrio continua a peggiorare anche nel 2025 con un disavanzo nel primo trimestre di circa 25milioni di euro. Ma non solo: mancano i controlli normativi obbligatori sulle cartelle cliniche dei ricoveri, viene chiesta la chiusura dei punti nascita per assenza di parti, restano critiche le liste di attesa e i dati inerenti ai programmi di screening oncologici di prevenzione, la rete delle cure palliative è insufficiente, manca la governance della gestione della Rete Ospedaliera”. “La Regione Abruzzo non riesce a rispettare i tempi massimi per nessuno dei codici di maggiore gravità, mettendo a rischio la vita dei pazienti. È il momento di fare chiarezza e correre ai ripari”, conclude D’Alfonso.
“Abbiamo depositato un emendamento sia dl Economia alla Camera che al ddl di Bilancio al Senato per affrontare una criticità ormai evidente causata dal Governo: non essendo possibili ulteriori proroghe del PNRR e con una spesa delle risorse ferma ancora intorno al 40%, il Paese rischia di non riuscire a completare numerosi interventi.
Mentre il Governo alimenta un dibattito confuso e continua a scaricare responsabilità su sindaci, regioni e amministrazioni locali, è in corso la trattativa con la Commissione Europea per una nuova revisione del Piano, che comporterà ulteriori e non precisati definanziamenti. Una prospettiva che desta forte preoccupazione.Per questo, nel nostro emendamento chiediamo che l’Esecutivo e la maggioranza garantiscano la copertura degli interventi del PNRR che non saranno realizzati entro il termine previsto, stanziando risorse nazionali adeguate e incrementando il Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Non possiamo permetterci di perdere neppure un progetto o un finanziamento strategico per i territori.
Foti chiarisca una volta per tutte come intende mettere a terra tutti i progetti e gli investimenti rimasti indietro e dimostri concretamente di voler sostenere l’attuazione del PNRR, nonostante i ritardi accumulati. Se davvero ha la volontà di portare a termine le opere previste, sostenga la nostra proposta e garantisca subito le coperture necessarie”.
Martedì 18 novembre la figura e il pensiero di Ermanno Gorrieri, intellettuale, politico, sindacalista, partigiano, verranno celebrati a Roma, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, alle ore 10, con la proiezione del docufilm ‘Parti uguali fra disuguali. L’eredità del pensiero di Ermanno Gorrieri’, realizzato dal figlio Claudio insieme al regista Mario Piredda.
Tra i partecipanti, oltre a Paolo Pombeni, presidente della Fondazione Gorrieri, anche Livia Turco, già Ministra alle politiche sociali, Silvio Lai, deputato Pd ed esponente dei CristianoSociali al fianco di Gorrieri, e Marco Damilano, giornalista e scrittore.
L’iniziativa è promossa dall’On. Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, in collaborazione con la Fondazione Ermanno Gorrieri.
Per accreditarsi è possibile scrivere una e-mail all’indirizzo: segreteria.vaccari@camera.it.
“Non tornano i numeri: è uno spreco di denaro pubblico che invece servirebbe per esempio a sostenere le famiglie in difficoltà e una crescita economica che non c’è”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a La7 a L’Aria che tira, dopo l’incontro tra Giorgia Meloni ed Edi Rama sui Cpr in Albania.
“Questo Governo non ha realizzato niente di utile, anzi si sono solo mossi contro il diritto internazionale, portando avanti una spesa ingente di denaro pubblico e una vergogna dal punto di vista dei diritti umani: è un fallimento totale" ha proseguito la deputata dem.“Ancora una volta Giorgia Meloni prova a fare la vittima per non ammettere il proprio fallimento e a cercare un altro nemico immaginario. Ma chissà di chi è la colpa, forse delle opposizioni, se finora il piano vergognoso in Albania non ha funzionato?” Ha concluso Gribaudo.
"Il suicidio avvenuto a Grosseto è un'evento tragico che coinvolge tutta la nostra comunità. Non è solo un fatto di cronaca né l'ultimo lutto in origine di tempo legato esclusivamente alla mancanza di alloggi - problema comunque reale che necessita di risposte rapide ed efficaci - ma il riflesso di una crisi sociale inarrestabile, dove la solitudine, le precarietà e le fragilità causano un mix devastante. Tragedie striscianti si consumano ormai non solo nelle grandi città dove i ritmi di vita caotici possono incentivare alienazione, ma anche nei centri urbani minori, che avevano mantenuto fino ad oggi gli anticorpi necessari per evitare questi episodi sconvolgenti. E' un tema che coinvolge tutti direttamente - e le istituzioni in primo luogo - sul quale è necessaria una riflessione collettiva che non deve cercare capi espiatori o alibi condivisi. Vanno sicuramente aumentate le risorse per garantire, ad ogni livello, il diritto alla casa e rafforzati gli strumenti per gli enti territoriali per sostenere le persone fragili e le famiglie in difficoltà. Ma non basta: vanno promossi modelli inclusivi in cui sicurezza, benessere ed accoglienza non siano in antitesi. Se cade anche la rete sociale di prossimità e solidarietà civile, se si esaurisce l'empatia civica, la nostra società è destinata a scomparire". Così il deputato Pd Marco Simiani sul 37enne che si è tolto la vita a Grosseto in seguito allo sfratto dalla sua abitazione.
“Siamo di fronte a una significativa presa di distanza dalla manovra di Giorgetti che viene considerata dalla maggioranza stessa come inadeguata, inefficace e incapace di affrontare le reali emergenze del Paese. I 1.600 emendamenti presentati dai partiti di governo ne costituiscono la prova più evidente. Siamo all’assalto alla diligenza”.
Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio della Camera.
“Ancora una volta, sul caso Almasri, il Governo ha mentito. La ricostruzione secondo cui il rilascio sarebbe stato deciso per favorirne l’arresto in Libia è stata smentita dai fatti, mentre da Palazzo Chigi e Fdi è stata orchestrata una serie di comunicati identici per accreditarla come verità. Bugie istituzionali con versioni sempre diverse e contrastanti, iniziate nei giorni dell’arresto del tagliagole libico a gennaio, rilanciate in parlamento, procedute per mesi e rilanciate anche nei giorni scorsi quando la Libia ha deciso di arrestare Almasri. Ora basta, il Paese non può subire ulteriori umiliazioni su un caso di tale gravità. Le istituzioni meritano trasparenza, non propaganda” così una nota del capogruppo del PD nella commissione giustizia della camera, Federico Gianassi.
“Come hanno evidenziato l'Uncem e le altre associazioni degli enti locali nel corso delle audizioni in Parlamento, anche questa manovra manca di stanziamenti concreti per la montagna e le aree interne. Condividiamo la necessità di mettere in campo un aumento considerevole del Fondo per lo Sviluppo della Montagna Italiana, di rifinanziare le strategie per le green community deciso dal PNRR e il Fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico.
La vicenda dell'Iva sul Pellet, ritornata al 22% nonostante le promesse del Governo, così come l’aliquota Iva sugli interventi sul dissesto idrogeologico che l’esecutivo non vuole portare al 4% come chiedono gli enti locali, completano il quadro: la destra si riempie la bocca parlando di montagna e aree interne ma non mette un euro in più rispetto ai Governi precedenti. Anzi, proprio da quei fondi preleva risorse a scapito di enti locali e Regioni. A queste considerazioni, si aggiunge l’allarme proveniente da numerosi sindaci che giustamente protestano per i nuovi criteri di classificazione per i comuni introdotti da Calderoli nella legge per la montagna. Criteri che rischiano di escludere moltissimi degli enti locali che attualmente sono classificati come montani.
I tre anni di Governo Meloni sono stati tre anni di chiacchiere e zero risorse in più sulla montagna e le aree interne. La manovra di bilancio può però essere l'occasione giusta per invertire la tendenza, e per questo il PD ha presentato numerosi emendamenti per sostenere le aree interne. Aspettiamo con ansia di conoscere la posizione della destra”.
Così il deputato dem, Marco Sarracino, responsabile coesione della segreteria nazionale, e
Marco Niccolai, responsabile dipartimento aree interne del Pd.
"Siamo al fianco dei sindacati e dei lavoratori della Vantive-Gambro Dasco a Medolla, in provincia di Modena, che hanno proclamato lo stato di agitazione per chiedere chiarezza alla proprietà sulle prospettive di sviluppo e rilancio di un azienda considerata, ancora oggi, nonostante la crisi e le incertezze, simbolo del sistema biomedicale modenese per la specifica specializzazione in soluzioni per la terapia renale e degli altri organi vitali".
Lo dichiarano i deputati emiliani del PD, Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra e Andrea De Maria, che hanno depositato ieri una interrogazione ai ministri delle Imprese e del Made in Italy e del lavoro e delle Politiche sociali.
"Da mesi, nonostante le sollecitazioni - proseguono i parlamentari Dem - l'Azienda non dà risposte sul futuro e sulla direzione che intende intraprendere e al contempo si registra un preoccupante calo delle vendite dei macchinari prodotti. Per di più i livelli occupazionali sono stati garantiti utilizzando i contratti di solidarietà per 13 mesi su 17. È impossibile continuare a procedere al buio senza quelle certezze che possono essere date solo con un adeguato piano industriale, al momento inesistente. Lo attendono in primis i 500 lavoratori di Medolla ai quali occorre garantire stabilità occupazionale", che ieri hanno avuto la solidarietà dei sindaci e dei segretari regionale e provinciale del Pd, Tosiani e Menozzi.
"Il distretto biomedicale di Mirandola non può permettersi la crisi di un altra Azienda cosi importante. Per questo con l'interrogazione abbiamo chiesto ai Ministri Adolfo Urso ed Elvira Calderone di intraprendere urgenti iniziative a difesa dei posti di lavoro e a sostegno del distretto biomedicale. Sarebbe necessario che i ministri - concludono Vaccari, Guerra e De Maria - aprano un tavolo di crisi con la partecipazione dei rappresentanti aziendali, sindacali e istituzionali con l'obiettivo di indicare soluzioni condivise per evitare chiusure, anche parziali dell'Azienda e per definirne il pieno rilancio economico e produttivo, come già accaduto per altre imprese in crisi".