“Chiediamo al ministro Musumeci di sapere quali tempestive iniziative il governo intenda assumere nei confronti della Regione Siciliana per incrementare le giornate lavorative per i forestali e assicurare loro anche maggiori mezzi strumentali con l’obiettivo di migliorarne l’efficacia e metterli in condizione di poter operare meglio nella cura del territorio e nell’azione di prevenzione dal rischio incendi”. Così il deputato del Partito Democratico Peppe Provenzano, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare, sottoscritta da tutti i deputati siciliani del Pd, al ministro per la Protezione civile.
“Il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia in questi giorni hanno registrato una serie di devastanti incendi che hanno bruciato vaste aree di territorio. Duramente colpite le aree interne e rurali dell’isola, le province di Palermo, Caltanissetta Agrigento, Trapani dove gli incendi si sono sviluppati sul Monte Cofano e hanno colpito la riserva dello Zingaro e dell’area di Scopello, mettendo a rischio anche l’incolumità delle persone. L’aumento degli incendi richiede investimenti in prevenzione e cura del territorio come la pulizia dei sottoboschi, e migliorare la tempestività di intervento. I comuni, anche in considerazione dei rilevanti tagli ai trasferimenti, non sono in condizione di poter effettuare interventi di messa in sicurezza e manutenzione delle aree verdi e boschive dei propri territori e questo li rende molto più vulnerabili e aggredibili dal rischio incendi. Chiediamo quindi che il governo intervenga tempestivamente per assicurare più risorse e mezzi”.
"E' stato importante che Francesca Albanese, oggi, abbia presentato alla Camera il suo ultimo rapporto “Dall’economia dell’occupazione all’economia di genocidio” sulle aziende e gli interessi economici che hanno sostenuto prima la colonizzazione della Cisgiordania e ora il genocidio a Gaza. L'attacco nei confronti della Relatrice speciale dell’Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati, che ha visto l'apice nelle vergognose sanzioni imposte dagli Usa nei suoi confronti, è l'ultimo atto di una campagna di delegittimazione che punta a indebolire lei ma anche l'intero sistema multilaterale e il diritto internazionale. Dall'Onu, all’Unrwa, alla Corte penale internazionale, assistiamo alla volontà di smantellare un intero sistema e imporre la legge del più forte. A prevalere, secondo alcuni governi nazionalisti, Usa in primis, non deve più essere il diritto, ma l’uso della forza, la potenza militare ed economica.
Contro questo tentativo di gettare il mondo nel caos continueremo a batterci in tutte le sedi e continueremo a sostenere chi, come Francesca Albanese, rischia in prima persona in difesa del diritto internazionale e delle vittime dei crimini di guerra, contro l'umanità e del genocidio. Il governo italiano, invece, non ha speso una parola in difesa di Albanese, cittadina italiana: un silenzio indegno". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine della conferenza stampa che si è svolta oggi alla Camera dei Deputati alla presenza della dott.ssa Francesca Albanese
“La destra la deve smettere di usare i decreti per modificare le regole del mercato del lavoro. Tra l’altro scegliendo ancora una volta la strada della precarizzazione per fare una cortesia questa volta alle agenzie di lavoro interinale, alzando il termine fino a 48 mesi. Praticamente precarietà fa rima con eternità. Ritirino l’emendamento presentato al senato: la Ministra Calderone si assuma le sue responsabilità e non si nasconda dietro emendamentini al decreto Economia”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Come sempre la Fondazione Gimbe ci offre un’analisi seria e indipendente sullo stato di attuazione del Pnrr nel comparto della sanità e i dati non sono per nulla confortanti. Ne viene fuori la fotografa della realtà e non il racconto della stessa, e la necessità di una maggior sinergia tra i livelli istituzionali. Chiediamo che si attivi immediatamente una collaborazione stretta tra Governo e Regioni per non sprecare l’opportunità che i fondi del Pnrr ci hanno dato. Si abbini l’adeguamento di risorse per il futuro, investendo in personale e tecnologia per non vanificarne l’impiego. In gioco c’è la tenuta del servizio sanitario nazionale e il principio di universalità della cura. Un impegno che va assunto dalla politica tutta, come auspica Gimbe, ma che deve necessariamente partire dal Governo. Noi non faremo mancare il nostro apporto di proposte concrete e costruttive.
Così Gian Antonio Girelli, deputato Pd della Commissione Affari Sociali della Camera.
“Il nuovo report della Fondazione GIMBE fotografa una realtà allarmante: la Missione Salute del PNRR è ferma, l’82% delle risorse non è stato ancora speso e 5 obiettivi su 14 sono in ritardo. Un quadro impietoso che conferma l’ennesimo fallimento nella gestione del Piano, dove al rispetto formale delle scadenze evidentemente non corrisponde alcun reale avanzamento degli investimenti.
Purtroppo non si tratta di una sorpresa, ma dell’eredità diretta di una gestione fallimentare prima con Fitto e oggi aggravata da un approccio ancora più inefficace da parte di Foti. A pagarne il prezzo sono i cittadini, soprattutto nelle Regioni più fragili, dove crescono disuguaglianze e ritardi. Il tempo è quasi scaduto, e chi ha responsabilità politiche non può più continuare a nascondersi dietro formalismi o silenzi istituzionali” – così il capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
"Il Presidente della Associazione Familiari delle Vittime del 2 agosto Paolo Bolognesi ha denunciato il contenuto di una direttiva del Direttore degli Archivi che blocca la visione delle sentenze sulla strage del 2 agosto.
La circolare in questione è del giugno 2024 e riguarda la "consultabilità delle sentenze" conservate negli Archivi di Stato. La direttiva pone dei "limiti derivanti dalla disciplina della riservatezza", a seguito di "alcuni quesiti" su questo tema presentati alla stessa direzione degli Archivi di Stato.
La piena disponibilità delle sentenze sulla strage del 2 agosto e delle loro motivazioni rappresenta un patrimonio fondamentale per la nostra democrazia che deve essere pubblico e disponibile.
Ho quindi presentato una interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, per chiedere chiarimenti ed una sua iniziativa in merito".
Così Andrea De Maria deputato PD.
“La destra ha alzato bandiera bianca di fronte allo spopolamento del Sud e delle aree interne. Il Partito Democratico, invece, rilancia con una proposta concreta, ambiziosa e necessaria: una legge da 6 miliardi di euro per restituire futuro e dignità ai territori dimenticati dalla destra.” Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Marco Sarracino e Claudio Stefanazzi, intervenuti oggi a Brindisi per presentare la proposta di legge a prima firma di Elly Schlein per la valorizzazione delle aree interne.
“La presidente Meloni e il capogruppo Foti parlano di spopolamento irreversibile come se fosse inevitabile – attaccano i parlamentari dem – ma noi non ci rassegniamo. Con questa proposta vogliamo dare una risposta concreta a chi ha deciso di restare e a chi vuole tornare: sosteniamo chi apre nuove attività economiche nei borghi, incentiviamo lo smart working, investiamo in assunzioni nella pubblica amministrazione, rafforziamo il trasporto pubblico locale e la sanità di prossimità.”
“Il Sud non ha bisogno di slogan, ma di politiche serie e coraggiose. Noi ci crediamo, e per questo – anche con i nostri amministratori locali – daremo battaglia in Parlamento e nelle piazze, facendone un tratto caratterizzante delle prossime elezioni regionali”.
"A Paolo Bolognesi ed alla Associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto deve andare la gratitudine di tutta la comunità nazionale per una battaglia di verità e giustizia che ha reso più forte la nostra democrazia. A chi da destra lo attacca dico che tutte le forze politiche hanno il dovete di fare i conti con le sentenze sulla strage del 2 agosto, che ci dicono di un piano eversivo guidato dalla loggia massonica P2, sostenuto da settori deviati dello Stato, eseguito da terroristi neofascista. Pagine della storia del Paese su cui tutti devono dire parole chiare, se crediamo davvero tutti, come deve essere, ai valori della Costituzione". Così Andrea De Maria, deputato PD.
"È UN FALLIMENTO DI CIVILTÀ”
“I dati del rapporto di Antigone sono allarmanti: in meno di tre anni i ragazzi detenuti negli istituti penali per minorenni sono aumentati del 50%. Un dato drammatico, che ha una origine evidente nelle norme repressive introdotte dal decreto Caivano voluto dal Governo Meloni. Il carcere è diventato la risposta automatica alla fragilità sociale. È un fallimento di civiltà.” Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia, commentando il rapporto semestrale dell'associazione Antigone sul sistema penitenziario.“Nel settembre 2023 – prosegue Di Biase – il Governo ha scelto di ampliare l’utilizzo della custodia cautelare per i minorenni, restringendo drasticamente l’accesso alle misure alternative. Il risultato? Oggi negli IPM ci sono 586 giovani, di cui 355 minorenni, spesso in condizioni disumane: materassi a terra, igiene assente, celle chiuse tutto il giorno, attività scolastiche sospese. In 8 istituti su 17 si registra sovraffollamento, un fenomeno che non si era mai visto prima nei penitenziari minorili” prosegue la deputata. “Colpisce poi che il 63,5% di questi ragazzi non abbia una condanna definitiva e che tra i minorenni questa percentuale arrivi quasi all’80%. Parliamo di adolescenti per i quali la custodia in carcere dovrebbe essere l’extrema ratio, non la regola. E invece - sottolinea la deputata dem –si sceglie la scorciatoia repressiva, scaricando sulle carceri il fallimento delle politiche educative, sociali e di inclusione. Serve un cambio di rotta: più investimenti su scuola, servizi sociali, percorsi educativi e misure alternative, meno carcere e meno propaganda securitaria. I giovani non si salvano con la repressione - conclude Di Biase - ma con il dialogo, l'inclusione e la fiducia.”
“Le nostre atlete, soprattutto negli sport di squadra, continuano a vincere e a regalarci le emozioni più forti dello sport italiano, dal calcio alla pallavolo. Eppure, la loro dignità come donne e lavoratrici è ancora quotidianamente calpestata. La storia di Asia Cogliandro, cacciata perché incinta, come successe anni fa a Lara Lugli, è l’ennesima prova di quanto sia urgente cambiare. Anche perché a fronte di questi casi noti, tantissime sono le situazioni che non arrivano ad essere denunciate”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sport del PD.
“C’è un grande elefante nella stanza: finché le donne saranno escluse dalla governance dello sport italiano, questi temi non verranno affrontati con la serietà e l’urgenza che meritano. Serve una riforma profonda, che garantisca alle atlete tutele reali — dalla maternità alla stabilità contrattuale — salari equiparati a quelli degli sport maschili. E serve che alle donne si apra l’accesso a ruoli apicali, a partire dalle federazioni sportive. Non è solo una questione di diritti: è una questione di civiltà, altrimenti continueremo ad applaudire atlete che vincono e a nascondere la testa sotto alla sabbia sulla loro condizione di lavoratrici”, conclude Berruto.
“Siccome ormai è chiaro che i dazi al 15% non sono affatto un affare — o meglio, lo sono solo per Trump — da Fratelli d’Italia si cerca disperatamente un colpevole. E così Montaruli punta il dito contro la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel tentativo goffo di scaricare le responsabilità di un disastro tutto del governo Meloni.
Se non ci fosse da piangere per le condizioni in cui i sovranisti italiani hanno accettato tutto senza fiatare, ci sarebbe da ridere. Ma purtroppo le conseguenze le pagano imprese, lavoratori e il Made in Italy.
Invece di cercare capri espiatori, il governo dovrebbe iniziare a dare risposte concrete con misure di sostegno per evitare crisi drammatiche. FDI ha cercato in tutti i modi di far credere che Trump avesse una sola interlocutrice europea: Giorgia Meloni. Ebbene, Trump ha tirato dritto per la sua strada, ignorandola completamente.
Altro che difesa degli interessi nazionali: siamo di fronte a una resa senza condizioni.”
Così Valentina Ghio, vice capogruppo del Partito Democratico alla Camera, replica alle dichiarazioni di Augusta Montaruli.
“La firma dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Trump rappresenta un colpo durissimo al comparto dell’automotive europeo e italiano. È una vera e propria capitolazione che rischia di compromettere stabilimenti, posti di lavoro e filiere fondamentali per la nostra economia industriale”.
Lo dichiara l’on. Alberto Pandolfo, capogruppo PD in Commissione Attività produttive alla Camera, intervenuto ieri sera alla Festa dell’Unità di La Spezia insieme al responsabile nazionale delle politiche industriali del PD, Andrea Orlando, dove è stata fortemente criticata l’intesa sui dazi tra Bruxelles e Washington.
“È davvero inspiegabile – ha proseguito Pandolfo – come l’Unione Europea possa accettare una sottomissione così evidente alla logica protezionista di Trump, svendendo interessi strategici del nostro continente. In questo accordo ci rimettiamo tutti, ma l’Italia è tra i Paesi più esposti: basti pensare alla centralità della nostra filiera automotive, con migliaia di imprese e lavoratori che oggi si trovano davanti a uno scenario di incertezza drammatica.”
“Altro che accordo sostenibile – conclude Pandolfo – come stanno tentando di raccontare, arrampicandosi sugli specchi, Meloni, Salvini e Tajani. Siamo di fronte a una resa, non a una strategia. Il Partito Democratico continuerà a battersi per difendere l’industria italiana, la sua filiera e un’Europa forte anche nelle sue scelte economiche.”
"I nuovi dazi americani al 15 per cento rappresentano un duro colpo per l’export italiano e uno degli aspetti maggiormente preoccupanti e’ l’impatto energetico". E’ quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"L’Unione Europea si è infatti impegnata ad acquistare 750 miliardi di dollari di energia dagli Stati Uniti entro il 2028, soprattutto gas naturale liquefatto e combustibili fossili. Questo non solo aumenta la nostra dipendenza energetica da paesi terzi, ma mette a rischio gli obiettivi di decarbonizzazione e autonomia strategica dell’Europa. Nel 2024, l’Italia ha infatti già importato oltre 10 miliardi di metri cubi di GNL statunitense, con un costo in crescita del 18 per cento annuo. Impegni aggiuntivi di lungo termine ridurranno lo spazio per le fonti rinnovabili e per gli investimenti nelle infrastrutture verdi. Il governo italiano esce sconfitto da questo accordo: occorre ora massima trasparenza, tutela per le imprese colpite dai dazi, e una strategia energetica europea fondata su rinnovabili, innovazione e sicurezza nazionale": conclude Simiani.
«Ho depositato un’interrogazione al ministro dell’Interno in merito alle gravi incongruenze emerse sui dati relativi agli eventi critici registrati nel Cpr di Gjader in Albania».
Così Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.
«Secondo un’inchiesta di Altreconomia - aggiunge - la Prefettura di Roma ha comunicato appena quattro eventi critici nei primi 48 giorni di operatività, mentre le ispezioni parlamentari hanno documentato numeri di gran lunga superiori: 35 eventi nei primi 13 giorni di attività del centro, 75 alla mia ultima visita il 21 luglio. Una discrepanza così ampia mina la trasparenza e impedisce di monitorare le condizioni di salute, sicurezza e rispetto dei diritti umani delle persone trattenute. Il Governo deve chiarire subito come stanno le cose – conclude – perché non possiamo accettare che nei CPR si perda ogni garanzia di controllo democratico, ancor di più se questi sono collocati addirittura in un altro Paese».
“I dazi sono il frutto avvelenato della cultura sovranista.
Una tassa che costerà molto caro all’economia globale e come spesso è capitato nella storia a pagare il conto finale saranno i soggetti più deboli: le lavoratrici e i lavoratori.
Ancora una volta l’esaltazione identitaria dei nazionalismi produce guerre commerciali e alimenta un clima di tensioni e egoismi pericolosi e sterili.
Di fronte a rivoluzioni globali come quella digitale e i cambiamenti globali in atto ci sarebbero stato bisogno dell’esatto contrario: uno sforzo comune per salvare il pianeta e garantire una maggiore giustizia sociale.
Quando l’economia entrerà in recessione sapremo chi ringraziare a cominciare da quelli che salutavano entusiasticamente il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump e ancora in queste ore hanno il coraggio di difendere questa scellerata politica dei dazi”.
Lo scrive in una nota Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del PD alla Camera