03/04/2025 - 11:25

“Trump ha lanciato una sfida esistenziale all’Ue. L’America sceglie la strada isolazionista con i dazi: quando gli imperi declinano diventano pericolosi per sè e per gli altri. La reazione unitaria dell’Ue è necessaria e urgente. Occorre evitare che a pagare il prezzo siano i lavoratori e le imprese. Bisogna rilanciare la domanda interna a partire da una politica salariale in controtendenza rispetto agli ultimi decenni, un nuovo next Generation Eu per investimenti pubblici di qualità e misure a protezione della nostra manifattura per evitare che si moltiplichino le delocalizzazioni. Il governo Meloni non ha mosso un dito per evitare la fuga di giovani cervelli dal nostro Paese, laureati in particolare, continuando a negare misure di contrasto alla precarietà e il salario minimo. Non si può reagire all’aggressività dell’Amministrazione repubblicana con le politiche economiche di sempre. Occorre una svolta. Servono statisti, non zerbini di Trump”. Cosí il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

03/04/2025 - 11:11

Le parole di Nordio, secondo il quale alcune etnie hanno sensibilità diverse sulle donne, sono inaccettabili. Purtroppo la maggior parte dei femminicidi viene commesso in casa da uomini che odiano le donne dicendo di amarle. Quello di Nordio è un razzismo strisciante che emerge in tutto il suo fulgore, fuori luogo e fuori tempo: a quando il manifesto della razza? Sarebbe gravissimo se la Premier Meloni non prendesse le distanze da tali affermazioni.

03/04/2025 - 10:42

“Altro che pontiera: la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avallato fino all’ultimo la folle politica economica di Donald Trump, accettandone le conseguenze senza battere ciglio. Adesso, però, l’Italia rischia di pagare un prezzo altissimo. L’introduzione dei nuovi dazi minaccia gravemente il Made in Italy, con il rischio di selvagge delocalizzazioni e pesanti ripercussioni occupazionali per migliaia di lavoratori. Le nostre imprese, già sotto pressione, si troveranno a competere in un contesto ancora più ostile, con danni incalcolabili per l’export e per interi settori strategici della nostra economia”.  Così il capogruppo democratico nella Commissione attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo che aggiunge: “la sovranista Meloni è rimasta vittima del sovranismo. Adesso l’Italia alzi la voce in Europa il nostro Paese non può permettersi di restare a guardare mentre il proprio tessuto produttivo viene messo in ginocchio.

 

03/04/2025 - 10:41

“I nuovi dazi imposti da Trump mettono a rischio uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy: la moda. Un comparto che dà lavoro a migliaia di persone e porta l’eccellenza italiana nel mondo, ora lasciato solo da un governo incapace di tutelare le proprie imprese.”

Così la vice presidente del gruppo del Pd della Camera, Simona Bonafè, che aggiunge: “la sovranista Meloni ha inseguito fino all’ultimo una politica economica miope, senza mai prendere una posizione chiara. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le aziende della moda, già sotto pressione per la concorrenza globale, si trovano ora a dover affrontare nuovi ostacoli senza alcuna strategia di difesa da parte dell’esecutivo.

Mentre altri Paesi proteggono le proprie industrie, l’Italia resta a guardare. È ora che il governo smetta di muoversi in ordine sparso, faccia sentire la sua voce in Europa e metta in campo azioni concrete per difendere il Made in Italy da scelte economiche che rischiano di avere conseguenze disastrose per la nostra economia e per l’occupazione.”

 

03/04/2025 - 09:52

"Siamo entrati ufficialmente nell'era dei dazi e l'Italia rischia di pagare un prezzo altissimo a causa dell'immobilismo e delle divisioni interne al governo Meloni. L'aumento delle tariffe doganali del 20 per cento, sulle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti mette in serio pericolo settori strategici per la nostra economia, come l'agroalimentare e l'automotive. Con un export di oltre 60 miliardi di euro annui verso gli USA, il nostro Paese rischia di perdere competitività in mercati fondamentali". Lo dichiara il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio.

"Di fronte a una crisi di questa portata – aggiunge l’esponente dem -il governo Meloni appare bloccato, incapace di offrire una linea chiara e unitaria. La presidente del Consiglio dice una cosa, il vicepremier Salvini, invece di occuparsi delle infrastrutture del Paese, si lancia in improbabili iniziative diplomatiche, mentre il ministro Tajani cerca di barcamenarsi tra la posizione del Partito Popolare Europeo e la linea della maggioranza. Nel frattempo, l'Italia subisce le conseguenze di questa confusione, e persino i governatori della Lega iniziano a rendersi conto della gravità della situazione. Il governatore Zaia, per esempio, ha riconosciuto che l'impatto di questi dazi rischia di essere un vero e proprio dramma per il nostro tessuto economico".

"Quando si passa dalla propaganda alla realtà amministrativa – conclude Pagano - le differenze emergono con chiarezza. C'è chi si limita a fare spettacolo e chi, invece, deve affrontare la gestione concreta della vita dei cittadini".

 

03/04/2025 - 08:57

“Ci hanno derubato per anni”. È tutta qui la farsa, è tutta qui l’impostura più grave. Il nazionalismo di Trump ha dichiarato guerra economica al mondo come se fosse un gioco a premi. Purtroppo non lo è affatto. Gli slogan populisti li pagheranno cari imprese e lavoratori” così sui social il capogruppo democratico nella commissione Esteri della camera, Enzo Amendola.

 

02/04/2025 - 18:56

"Il Partito Democratico ha votato insieme al gruppo dei Socialisti, a favore della relazione annuale sulla difesa europea. Abbiamo detto un chiaro 'no' alla corsa al riarmo dei singoli Stati e un forte 'sì' ad avviare un vero sistema di difesa comune europeo", dichiara Stefano Graziano, capogruppo del PD in Commissione Difesa alla Camera.
"Il Piano REARM presenta troppi limiti, a partire dall'inaccettabile utilizzo dei fondi di coesione per il riarmo, una scelta sbagliata che abbiamo contrastato con determinazione nel Parlamento europeo. L'Italia dovrebbe avere una posizione chiara e responsabile in questo scenario cruciale, ma invece il governo si mostra debole e vittima di ricatti interni, con una maggioranza divisa e incerta in Europa", conclude Graziano.

02/04/2025 - 18:46

“Ha ragione il Presidente Mattarella: i dazi americani sono un errore profondo. Trovo inquietanti gli effetti che ricadranno sulla nostra economia, ma è altrettanto inquietante il sovranismo di chi appoggia l’amministrazione Trump, lasciando l’Italia e l’Europa in questa situazione”. Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.

“Al Governo spetterebbe di esprimersi su decisioni cruciali in questo momento, invece Meloni sembra più impegnata a tenere per le maniche Tajani da una parte e Salvini dall’altra - prosegue la deputata dem - Con queste divisioni del Governo e con la logica del doppio forno indeboliamo ancora di più l’Italia, è drammatico politicamente ma lo sarà ancora di più economicamente. Si parla di 23mila aziende a rischio, di 415mila lavoratori e lavoratrici e di 36 miliardi di euro: sono numeri preoccupanti che corrispondono alle vite di centinaia di migliaia di persone”.

“Abbiamo un export importante verso gli USA, intanto la nostra economia non gode di buona salute e le ultime crescite sono dovute al Pnrr e non alle decisioni politiche di Governo. Dalle previsioni uscite oggi, i dazi arresteranno del tutto la crescita: quando il Governo si renderà conto che da queste ore cruciali dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa?” Conclude Gribaudo.

 

02/04/2025 - 18:21

“Il ministro Lollobrigida continua con la litania di mantenere toni diplomatici nonostante la pioggia di dazi di Trump che sta per abbattersi, come uno tsunami, sulle aziende italiane. Anche il presidente di Confindustria Orsini e il portavoce del Ppe Jörgen Warborn, hanno fatto presente la necessità di fare scelte coraggiose, ma Lollobrigida continua come se nulla fosse”. Così il deputato Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura commentando le dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura a margine della prima edizione del premio "Maestro dell'Arte della Cucina Italiana" che si è svolta a Palazzo Chigi.

"L'Italia – ha aggiunto l’esponente dem - è ormai pienamente coinvolta nell'era dei dazi imposti dall'amministrazione Trump, e persino il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha riconosciuto la gravità della situazione per il settore agroalimentare. Peccato che, al di là delle dichiarazioni, dal governo non siano ancora arrivate risposte concrete. Non possiamo limitarci a constatare il problema ma dobbiamo costruire con l'Europa soluzioni reali. In gioco ci sono migliaia di imprese e di posti di lavoro, oltre a un export di quasi 8 miliardi di euro che rischia di essere compromesso. Servono azioni immediate e strategie concrete per proteggere i settori più colpiti".

“Il Partito Democratico – ha concluso Vaccari - chiede che il governo italiano smetta di restare inerte e avvii un confronto costruttivo con Bruxelles per trovare soluzioni efficaci. Non escludiamo misure di difesa come eventuali controdazi o l'apertura di nuovi orizzonti di mercato perché in una guerra commerciale serve una strategia chiara. Ma soprattutto, è fondamentale mettere in sicurezza le nostre imprese e tutelare i lavoratori, garantendo loro protezione in questa fase di trattative con gli Stati Uniti. Il governo si assuma finalmente la responsabilità di questa emergenza e agisca con determinazione per difendere davvero il Made in Italy e il nostro tessuto produttivo".

 

02/04/2025 - 17:41

"Un sistematico traffico di esseri umani gestito da apparati dello stato tunisino, con compravendita di persone, torture, stupri, deportazioni: è il quadro drammatico che emerge dal rapporto “STATE trafficking” presentato oggi al Comitato diritti umani della Camera che presiedo. Il rapporto è stato realizzato da un gruppo di ricercatori che chiedono l’anonimato per motivi di sicurezza, con il supporto di Onborders, Border Forensics e l’associazione sugli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) riguardo alle costanti violazioni dei diritti dei migranti perpetrate dal regime dell'autocrate Kais Saied.
Secondo le testimonianze raccolte dai ricercatori, gli apparati militari e di polizia tunisini vendono i migranti subsahariani a soggetti libici che gestiscono centri di detenzione i quali a loro volta obbligano i migranti a chiedere un riscatto alle famiglie per la loro liberazione. Un commercio raccapricciante in cui le persone vengono vendute come se fossero schiavi. Questo fenomeno ha subito un crescendo da quando Saied pronunciò il suo famigerato discorso di odio, a febbraio 2023, parlando di "sostituzione etnica" che i migranti subsahariani starebbero compiendo ai danni della Tunisia. Da allora le violenze dei singoli cittadini, ma anche le persecuzioni di agenti governativi, sono aumentate esponenzialmente. Inoltre, secondo quanto denunciato da Asgi nel corso dell’audizione, le autorità tunisine sono direttamente responsabili della morte di centinaia di persone al largo delle coste del paese dove le motovedette, finanziate con fondi europei e italiani, provocano volutamente naufragi per ostacolare le partenze.
La Tunisia non può restare nell'elenco dei paesi sicuri. Non è un paese sicuro quello in cui vengono costantemente e sistematicamente violati i diritti umani.
Presenteremo un'interrogazione al governo per sapere se è a conoscenza di quello che il report denuncia e come intenda assicurarsi che le autorità tunisine  di impegnino per reprimere un tale disgusto fenomeno". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

02/04/2025 - 17:40

 “Oggi la Commissione bicamerale sulle Questioni regionali ha audito, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui LEP, il prof. Vincenzo Tondi Della Mura. “Ringraziamo  Fratelli d’Italia per aver chiesto al presidente Silvestro di audire il Prof. Tondi Della Mura, nonostante fosse terminato il ciclo di audizioni conoscitive sui LEP nell’ambito del progetto di legge Calderoli sull’autonomia. L’audizione del professore è stata fondamentale per la lucidità e la inequivocabilità degli argomenti portati a sostegno della tesi della assoluta mancanza di terzietà della Commissione tecnica per i fabbisogni standard e della parzialità dell’attività di determinazione quantitativa dei Lep fino a qui condotta. Il Prof. Tondi ha ricordato come la Corte Costituzionale, nella sentenza che ha smontato il disegno autonomista della maggioranza, abbia più volte richiamato i lavori e le conclusioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che aveva espresso fondate e circostanziate critiche circa le modalità di determinazione dei Lep. Il modello di indipendenza dell’UPB, interamente composto da esperti riconosciuti e nominati dal Parlamento - ha sostenuto il Professore - costituisce il modello da seguire se si vuole assicurare una determinazione dei fabbisogni standard slegata dalla logica politica. La Commissione Tecnica, invece, è attualmente composta anche da soggetti le cui competenze in materia di spesa sociale e di finanza non sono chiare e con evidenti conflitti di interesse, come per esempio Elena d'Orlando, presidente della Commissione e consulente del Governatore Zaia proprio in materia di Autonomia. Significativo l’esempio portato dal professore circa i criteri per la determinazione dei fabbisogni standard in materia di spesa culturale: è evidente che se il criterio di calcolo sono il numero di libri letti o di musei aperti e operanti sul territorio, potrebbe sembrare logico che la Sicilia abbia diritto a condizioni di costo standard più bassi del Trentino, e così la Valle dei Templi di Agrigento avrebbe meno valore dei beni culturali trentini. Ci auguriamo che la relazione finale della Commissione Bicamerale dia la giusta evidenza alle critiche del Prof. Tondi. Ci auguriamo altresì che l’operazione verità voluta da Fratelli d’Italia faccia da prologo ad una rinnovata posizione del partito della presidente Meloni rispetto al folle progetto leghista.”
Così Claudio Stefanazzi, Daniele Manca, Andrea Martella, Piero De Luca, Emiliano Fossi, Andrea Gnassi, Nicola Irto, parlamentari del Partito Democratico e componenti della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

 

02/04/2025 - 17:16

"Il provvedimento del governo Meloni sulla canapa industriale, all'interno del ddl sicurezza, è una scelta sbagliata e demagogica che rischia di distruggere un intero settore produttivo che vale 2 miliardi di euro e impiega circa 20.000 persone in Italia". Lo dichiarano i deputati Matteo Mauri, Stefano Vaccari, Marco Furfaro e il senatore Andrea Giorgis, rispettivamente responsabile nazionale Sicurezza del Pd, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali. 

"Questa norma – proseguono gli esponenti dem – non ha nulla a che vedere con la tutela della salute o della sicurezza e avrà come unico effetto quello di azzerare un comparto strategico, con gravi conseguenze economiche, fiscali e occupazionali. I produttori stessi e le associazioni di categoria chiedono una regolamentazione chiara, ma regolamentare non significa aggredire un settore. Questo non ha alcun senso. Le aziende italiane hanno sviluppato prodotti di altissimo livello, apprezzati in tutto il mondo. Eppure, con questa scelta miope, si rischia di far fallire le nostre imprese e di regalare il mercato interno ai competitor stranieri. Una scelta folle".

"Il governo – concludono - ha ancora la possibilità di fermarsi e correggere l'errore. Fino a qualche settimana fa la maggioranza si intestardiva nel dire che il testo non fosse modificabile. Ma è ormai assodato che invece il ddl sicurezza verrà rivisto in molte sue parti e poi ritornerà alla Camera per il voto finale. C'è perciò la possibilità di cancellare integralmente l'art. 18 ed evitare uno scempio. Speriamo che il centrodestra si ravveda e lo faccia. In caso contrario vogliamo almeno sperare che accetteranno di prorogare l'entrata in vigore almeno all'anno prossimo, per evitare un danno economico sul raccolto 2025, di cui dovrebbero rispondere direttamente, e per prendersi un po' di tempo per approfondire la materia. È questo il momento di fermarsi e fare la scelta giusta".

 

02/04/2025 - 17:14

“Oggi è il 2 aprile e ci saremmo aspettati un atto concreto dal ministro Salvini, la nomina del commissario straordinario per la Diga di Vetto. Nel Decreto sulle Emergenze e PNRR con un emendamento del relatore era stato inserito il termine di 30 giorni per la nomina del commissario straordinario. Eppure, oggi quella scadenza è arrivata – il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 marzo – ma in atti ufficiale il commissario ancora non c’è.
L’urgenza dichiarata di assumere in capo al Governo l’iter per la realizzazione dell’infrastruttura idrica, nonostante il percorso e gli stanziamenti già messi in atto dalla Regione Emilia Romagna per il progetto dell’opera, con il raccordo di tutti gli enti territoriali e istituzionali interessati, non trova a oggi una adeguata risposta. Cosi come non aveva trovato risposta la nostra richiesta di una nomina di alto profilo e competente, che almeno fosse fatta d’intesa con la Regione stessa in rappresentanza del territorio di competenza.  Se secondo le dichiarazioni della maggioranza di governo serviva accelerare la lentezza di chi stava seguendo l'iter e come primo atto non sono stati rispettati i tempi da loro previsti e ci si impiega più di un mese a nominare un commissario, quanto tempo sarà impiegato per trovare le risorse che mancano per il progetto e poi per la successiva realizzazione?
La domanda finale è inevitabile: dobbiamo aspettarci l’ennesima divisione politica della maggioranza nell’individuazione di una figura adeguata all’importanza dell’infrastruttura, una dimenticanza di un ministro troppo impegnato su tematiche di non stretta sua competenza o invece una semplice errore di calendario rispetto a una scadenza di legge? Qualsiasi sia la risposta la partenza non fa sicuramente ben sperare sul futuro.” così i dem Andrea Rossi e Ilenia Malavasi.

02/04/2025 - 16:38

“Ancora due giovani uccise. Di fronte alla mattanza delle donne, anche delle più giovani, urge uno scatto di risposta da parte del Paese nell’azione di prevenzione, di cui deve farsi carico il governo per primo, ma sul piano dell’educazione ai rapporti alla relazione di genere più che sul piano penale, che non ha una funzione di deterrenza. Cosa aspetta la maggioranza di centro destra del Parlamento che ha bloccato nelle commissioni cultura sia della Camera che del Senato le proposte di legge sull’educazione all’affettività e alla parità nelle scuole italiane? Ci sono proposte quasi solo dell’opposizione, sia alla camera che al Senato che sono tenute ferme, proprio perché manca l’iniziativa del governo e il suo via libera. Dove sono i ministri alle pari opportunità Roccella e quello all’istruzione Valditara di fronte all’evidenza così urgente di azione educativa e formativa per imparare una relazione di genere tra maschi e femmine, rispettosa delle differenze e capace di superare il problema del possesso, l’incapacità di gestire la fine di un rapporto e garantire la libertà delle donne?

Chiediamo con forza alla maggioranza parlamentare che si condivida trasversalmente di portare avanti la norma sull’educazione scolastica all’affettività e all’affettività che è la prima forma vera di prevenzione” lo dicono le Deputate dem della Commissione Femminicidio Sara Ferrari, Antonella Forattini e Valentina Ghio.

 

 

02/04/2025 - 16:37

“Il PD vuole sapere se il governo può confermare o no che tutte le opere del Pnrr verranno realizzate, perché pare che il piano sia diventato più un atto di fede che una missione del Paese. È evidente che il ministro Foti abbia ereditato una situazione catastrofica, dove il suo predecessore Fitto, con successive rimodulazioni, ha trasferito tutti gli obiettivi da raggiungere solo nell'ultimo anno e mezzo”. Lo chiede il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo PD in Commissione Bilancio, intervenendo in Aula durante il Question time al ministro Foti sullo stato di attuazione del Pnrr.
“Con l'ultima relazione sullo stato del Pnrr depositata dal governo – continua l'esponente dem -  ci troviamo davanti alla commedia dell'assurdo: da un lato Foti rassicura sulla piena attuazione del piano e, dall'altro, Giorgetti chiede la proroga di un anno perché tanti progetti sono a rischio. Che fine faranno le case ed ospedali di comunità, gli asili nido, le residenze per gli studenti universitari, gli interventi per dissesto idrogeologico e le linee ferroviarie del Mezzogiorno?”, conclude Pagano.

 

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