“Con la presentazione di decine emendamenti di relatori e governo a poche ore dalla chiusura dell’analisi, la manovra cambia faccia e viene praticamente riscritta del tutto e in molti capisaldi. Non si tratta di una marcia indietro dovuta all’ascolto delle bocciature provenienti dal cuore del Paese come dalle tante istituzioni, nè della presa d’atto della crescita dimezzata del 2024 ma solo di un grande inganno costruito a tavolino, per fare propaganda e per ingannare i cittadini.
No, il Governo riscrive la manovra prendendo in giro gli italiani.
Il centrodestra fa tutto da solo, taglia e nega di aver tagliato poi si dice bravo da solo per aver finanziato ciò che aveva tagliato: a ottobre, nella manovra proposta dal governo si fanno i tagli al turn over degli enti locali e a dicembre li corregge con i propri emendamenti annunciandoli come un grande risultato della maggioranza; a ottobre cancella il fondo dell’automotive, a dicembre fa parziale marcia indietro; a ottobre fa i tagli all’editoria, a dicembre li ripristina. Bravi a fare il gioco delle tre carte con le sorti del Paese, incapaci a guidarlo nella direzione della ripresa e dello sviluppo”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato PD della Commissione Bilancio della Camera.
Il capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano, ha duramente criticato, nel suo intervento in commissione, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, accusandolo di aver sbagliato i conti della manovra e denunciando le modalità e l’approssimazione con cui il governo sta affrontando l’esame parlamentare.
"Giorgetti venga in Parlamento a spiegare la nuova manovra, dal momento che quella di cui stiamo discutendo è radicalmente diversa da quella approvata in Consiglio dei Ministri", ha dichiarato Pagano.
Il deputato democratico ha chiesto che Giorgetti intervenga in commissione per chiarire i nuovi contenuti. "I conti non tornano e tutte le nuove tasse che il governo sta mettendo servono solo a cercare di coprire gli errori. Giorgetti si assuma la responsabilità politica di quanto accaduto. La manovra attualmente in discussione ha una configurazione diametralmente opposta rispetto a quella licenziata dal Cdm. Venga a riferire", ha ribadito Pagano.
“Il governo nel dl fiscale si è impegnato, approvando un mio ordine del giorno, a valutare l’innalzamento del tetto al 5 × 1000 per il terzo settore. In queste ore determinanti per l’esame della legge di bilancio alla Camera ci aspettiamo un atto concreto, reperendo le risorse necessarie e auspicando anche il sostegno della maggioranza , perché questa misura va nella direzione di aiutare il terzo settore in questo particolare momento di crisi sociale che sta attraversando l’intero Paese. La normativa vigente infatti prevede un tetto massimo di risorse che possono essere destinate al riparto del 5 per mille, a prescindere dalle volontà espresse dai cittadini. Noi chiediamo di incrementare queste risorse a favore delle realtà sociali che fanno volontariato, solidarietà sociale, ricerca scientifica e sanitaria, al fine di garantire il rispetto delle scelte operate dai contribuenti nell'espressione della volontà di devolvere il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche. Non possiamo abbandonare il terzo settore, non lo chiede soltanto il partito democratico ma lo chiedono gli operatori stessi del terzo settore che hanno bisogno di essere sostenuti”. Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio, a proposito dell’esame della manovra di Bilancio in corso alla Camera.
“Una gestione dei lavori parlamentari che calpesta le regole e le prerogative delle opposizioni con un governo che continua a muoversi senza trasparenza non fornendo relazioni tecniche e rimandando di ora in ora la presentazione dei propri emendamenti. Non c’è alcun dettaglio sulla manovra né sulle coperture né sul contenuto complessivo e questo atteggiamento priva il Parlamento di un vero dibattito e svilisce il confronto democratico. Il governo e la maggioranza stanno portando avanti un esame che rasenta il surreale: un comportamento inaccettabile e privo di rispetto istituzionale. Non accettiamo questo atteggiamento e continueremo a dare battaglia senza sconti per difendere i principi di trasparenza, democrazia e rispetto delle regole parlamentari”. Così la deputata democratica Maria Cecilia Guerra, intervenuta nel corso dell’esame parlamentare in commissione bilancio.
“Parlano tanto di famiglia, ma quando si tratta di fare qualcosa per la famiglia non ci sono mai. Ho chiesto alla maggioranza e al governo di approvare l’emendamento unitario delle opposizioni a prima firma della nostra segretaria Elly Schlein a sostegno del congedo paritario obbligatorio per entrambi i genitori. Non è solo welfare, è un’idea diversa di famiglia, di rapporti tra i genitori, di gender gap. Permetterebbe infatti di condividere davvero il lavoro di cura all’interno della famiglia ma anche di tutelare la continuità professionale, salvaguardare l’occupazione femminile e contribuire in modo sano alla crescita del Pil, come dimostrano tutti gli studi dedicati al tema. 5 mesi retribuiti al 100% per entrambi i genitori, esteso anche ai lavoratori autonomi: una sfida al governo per promuovere davvero la natalità senza fare la solita vuota propaganda”.
Lo ha scritto su Facebook Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Non ci si capacita come sia possibile che il governo Meloni ancora permetta il verificarsi di eventi come quello di ieri a Brescia. Un corteo di neofascisti ha sfilato per le strade delle città indisturbato. A questo punto ci chiediamo da che parte sta la Meloni se con o neofascisti o dalla parte della democrazia. Il pluralismo e la democrazia va garantita ovunque anche nelle piazze, nei Comuni, tra la gente e non solo a chiacchere nei salotti della politica”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato Pd.
"Ci sono oltre 510 milioni di euro di risorse per la sanità territoriale che il Governo Meloni sta negando alla Regione Toscana. Si tratta di una cifra incredibile che tiene conto dei mancati introiti complessivi, dovuti per legge, sia per il payback dei dispositivi medici che per i fondi aggiuntivi a seguito della regolarizzazione dei cittadini stranieri. Per ricevere questi finanziamenti abbiamo presentato una nuova interrogazione parlamentare e continueremo a batterci affinché la destra garantisca alla Regione le risorse mancanti. Deve essere però chiaro che, con questa situazione e con i continui tagli alla sanità da parte di questo governo, le criticità al sistema sanitario nazionale non potranno essere risolte". Lo dichiara il deputato del Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Col favore delle tenebre, stanotte la maggioranza ha presentato un maxi emendamento che di fatto era una nuova legge di bilancio. Con idee piuttosto chiare: aumentare gli stipendi ai membri del governo, aumentare i pedaggi autostradali, aumentare il prelievo fiscale sui voli. Nemmeno un euro in più per i salari, la sanità o la scuola. Neanche quel ridicolo aumento delle pensioni minime per il quale cercano ancora la copertura. Unica spesa certa gli 800 milioni di euro per i centri in Albania, quello scandaloso spreco di risorse che sarebbero potute essere usate per asili, assunzioni o sanità. Ora si fermino e utilizzino le prossime ore per accogliere le proposte delle opposizioni per limitare i danni della loro incompetenza che vogliono far pagare al paese”.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Denunciamo un metodo di gestione della Manovra inaccettabile da parte del governo e della maggioranza, che si sono rimangiati tutti gli impegni presi in commissione in questi giorni. Una legge di tale importanza dovrebbe garantire certezza sulle misure adottate e sulle relative coperture economiche. Invece, assistiamo a un vero e proprio assalto alla diligenza, con una riscrittura profonda della Manovra, fatta con maxi-emendamenti dei relatori, al solo scopo di non fornire al Parlamento le informazioni su quantificazioni e coperture”. Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Tra le criticità evidenziate - conclude - spicca il ritorno della cosiddetta 'legge mancia', caratterizzata da micro interventi scollegati tra loro e dal sapore clientelare, che ignorano le vere priorità del Paese. A ciò si aggiunge la gestione arbitraria che con l’arroganza dei numeri sta imponendo al Parlamento una ‘dittatura della maggioranza’, minando trasparenza e correttezza amministrativa. Gli emendamenti presentati ieri mancano delle necessarie relazioni tecniche e di una corretta quantificazione, rendendo impossibile un esame adeguato. Nel merito, continuano a mancare interventi concreti per affrontare le principali problematiche degli italiani: dalla sanità alla scuola, fino al lavoro e alle politiche industriali. Invece di rispondere alle reali esigenze dei cittadini, il Governo sottrae ancora risorse al Fondo sanitario nazionale, introduce nuove tasse sui cittadini, dalle tariffe autostradali a quelle aeroportuali".
"Roma bloccata. Ore terrificanti per i cittadini in auto e per i lavoratori del trasporto pubblico. È ora che Matteo Salvini si dimetta. Ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di svolgere il suo ruolo”. Lo scrive su X il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Inaccettabili gli emendamenti dei relatori, presentati senza nessuna relazione tecnica, che prevedono una nuova proroga delle concessioni autostradali e di quelle della distribuzione elettrica, addirittura di 40 anni e senza nessuna garanzia per gli utenti. Mentre il Governo non fa nulla per ridurre il costo dell’energia a cittadini e imprese si prorogano di 40 anni concessioni per cui erano previste gare dalle norme vigenti entro il 2030, con la certezza che il costo degli investimenti verrà scaricato sulle bollette. Una norma a rischio di infrazione comunitaria e che ha un impatto enorme sul sistema energetico del Paese che non può essere affrontato con questa modalità, senza nessun confronto vero con il Parlamento ”. Così la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga è intervenuta durante la discussione della manovra di bilancio
Non si smentiscono mai. Il governo Meloni sposta risorse da una parte all’altra per mera propaganda. Oggi è stato depositato un emendamento del governo alla legge di bilancio che istituisce l'articolo 38 bis e prevede che le risorse del Fondo caregiver, destinato al riconoscimento dell'attività di cura svolta dal caregiver familiare, confluiscano nel Fondo nazionale per la non autosufficienza. Così facendo tolgono soldi ai caregiver - con il risultato che andranno a morire anche i progetti già avviati - per poter dire che aumentano le risorse per gli anziani non autosufficienti. In realtà, non stanziano nemmeno un euro in più, ma girano le risorse da una parte all’altra, mettendo in contrapposizione i caregiver con gli anziani. Un giochino ignobile. Giorgia Meloni e il suo governo la smettano, una volta per tutte, di giocare con la vita delle persone. La politica è priorità: sui non autosufficienti mettano i soldi per i condoni, per il centro in Albania, per il Ponte sullo Stretto. Non certo i soldi per chi cura le persone sostituendosi allo Stato". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale
“Cercasi posizione italiana sulla Georgia. A breve il Consiglio europeo deciderà se sanzionare i responsabili della repressione e se bloccare il dialogo con le autorità georgiane. Del governo italiano finora solo silenzio. Spero non significhi disinteresse o peggio ostruzionismo” così la vicepresidente della commissione esteri della camera, Lia Quartapelle.
"Alla Corte penale internazionale dell'Aja, giudici, procuratori e avvocati sono determinati a continuare il lavoro che stanno portando avanti, i tanti casi in cui sono impegnati, nonostante le pressioni internazionali e le minacce di cui sono oggetto". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine della visita di questa mattina alla Cpi insieme a una delegazione composta da 20 tra parlamentari ed euro parlamentari italiani di diversi partiti di opposizione, insieme a rappresentanti di AOI, ARCI, Educaid, Acs e AssopacePalestina. "La parola d’ordine oggi è salvare la Corte penale internazionale come istituzione giurisdizionale il cui scopo è affermare la legalità internazionale; salvare i tanti procedimenti in corso e proteggere chi vi lavora, oltre 1000 persone di 109 paesi. Oggi purtroppo la Corte vive in una condizione di assedio, è sotto attacco non solo da parte di autocrazie, ma anche di alcune democrazie. Se le sanzioni minacciate dagli Stati Uniti dovessero essere messe in atto sarebbe la fine della Corte perché verrebbe considerata al pari di uno "stato canaglia" con cui per altri Stati, istituzioni, aziende, banche e altri soggetti sarebbe impossibile collaborare. Un colpo letale.Per questo è il momento di fare quadrato intorno alla Corte e di mettere in atto interlocuzioni istituzionale con il Governo e il Congresso statunitensi al fine di scoraggiare un simile attacco che metterebbe in pericolo la giustizia internazionale".
“Mentre le promesse di Giuli cadono nel vuoto, il governo lo premia aumentandogli lo stipendio”. Così Irene Manzi, capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, esprime la sua “indignazione per il fatto che il governo trovi risorse per incrementare gli stipendi dei ministri, ma non per mantenere gli impegni annunciati in favore dei settori culturali italiani che, ancora una volta sono fuori dall’agenda del governo. Giuli aveva promesso fondi per l’editoria e la correzione dei tagli feroci al ministero della cultura: ancora non si vede nulla”.