“Con l'avvio dei dazi dell'amministrazione Trump, oggi è davvero un giorno buio per l'economia internazionale: verranno colpite migliaia di aziende del nostro Paese nell'export e nel fatturato dei settori agroalimentare, automotive, meccanica e farmaceutico, con cadute occupazionali drammatiche. E davanti a tutto ciò il governo non sta facendo nulla e nessuna parola è stata detta dalla premier Meloni a difesa dell'Italia e dell'Europa dalle offese di essere 'parassiti'. Davvero il nulla da un esecutivo diviso sulle azioni da mettere in campo in risposta ai dazi”. Così il deputato dem Piero De Luca, Capogruppo PD in Commissione Politiche europee, intervenendo in Aula.
“Per il PD – continua il parlamentare - è indispensabile una risposta comune e coordinata di tutti i partner europei perché non ci salva da soli e chi lo pensa si illude, così come si illude che le sole intese bilaterali possano evitare il peggio”. “Se davvero il governo ha a cuore l'interesse dell'Italia, la smetta con l'ambiguità e trovi le risposte giuste nell'azione comunitaria. Agisca ora e venga a riferire in Parlamento le sue strategie”, conclude De Luca.
“Il Governo e la maggioranza, ignorando ogni vincolo normativo, foraggiano con armamenti al regime golpista del Niger, in palese violazione della legge italiana e delle normative militari. Un governo peraltro che lo Stato italiano, come riportato nella relazione, neanche riconosce. Siamo davanti a una situazione molto grave in palese
Violazione della legge che vieta la cessione di armi a Paesi che non riconosciamo ufficialmente e con i quali i rapporti di partenariato sono stati interrotti, come avvenuto con il Niger dopo il colpo di Stato del 2023. Di fronte alle proteste unanimi delle opposizioni, il Governo si è sottratto a ogni confronto in Commissione, rifugiandosi dietro report militari che non chiariscono la legittimità di questo atto. Il Partito Democratico proseguirà questa battaglia fino a coinvolgere tutte le autorità giurisdizionali competenti, compresa la Corte dei Conti, per verificare la legalità dell'operazione e l’eventuale spreco di risorse pubbliche. È inaccettabile che, mentre il Governo non ha una strategia chiara per il Niger e il Sahel, violi anche le leggi sulla cooperazione militare”
Così una nota dei componenti democratici delle commissioni Difesa e Esteri della Camera dei Deputati.
Sulla difesa europea, la maggioranza vota in tre modi diversi con Forza Italia a favore, la Lega contro e Fratelli d’Italia astenuti. Dunque, qual è la linea del governo? Stiamo parlando del ruolo dell’Europa, della difesa comune, di come si pone l’Italia sui principali dossier diplomatici. Abbiamo due conflitti alle porte e minacce economiche da oltre Oceano: non è tempo di equilibrismi, né incertezze. Serve un governo capace di decidere la collocazione internazionale di una delle grandi potenze mondiali. Un governo diviso fa l’Italia più debole.
Così in una nota, i capigruppo Pd di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, e il capo delegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti.
Oggi alle 17.30 presso la sala stampa della Camera dei deputati si terrà una conferenza stampa congiunta delle opposizioni a seguito della bocciatura, da parte dell'Aula della Camera, della mozione presentata dalle opposizioni sull'applicazione dell'European Media Freedom Act, in particolare per quanto riguarda la governance della Rai.
Parteciperanno i capigruppo e i componenti di opposizione in commissione di vigilanza Rai: Stefano Graziano (PD), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli (AVS), Roberto Giachetti (IV), Valentina Grippo (AZ).
Per accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
"Il nostro obiettivo è garantire un equilibrio tra la tutela della salute dei partecipanti e la promozione del turismo sportivo legato alle maratone in Italia". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico, annunciando il voto favorevole del Gruppo dem alla mozione del Pd volta a promuovere la partecipazione di atleti amatori stranieri alle competizioni podistiche in Italia.
"Attualmente – ha spiegato l’esponente dem – un cittadino italiano che partecipa a una maratona a New York, Boston o Berlino non è tenuto a presentare un certificato medico agonistico. Al contrario, un atleta amatore straniero che desidera correre in Italia deve affrontare un iter burocratico complesso, incluso il rilascio di un certificato da parte di un medico dello sport. Questo ostacolo riduce il numero di partecipanti internazionali alle nostre maratone, con evidenti ricadute negative anche sul turismo. Noi riteniamo che sia più opportuno permettere agli atleti stranieri di presentare certificati di idoneità rilasciati nel proprio Paese di residenza, con un'autocertificazione che tuteli anche gli organizzatori. Questo approccio garantirebbe maggiore sicurezza e conformità alle normative sanitarie".
"È fondamentale - ha concluso Berruto - supportare non solo le maratone internazionali, ma anche le iniziative che promuovono la cultura del movimento e della salute, come la Race for the Cure a Roma o Just The Woman I Am a Torino. Chiediamo che eventi di questo tipo siano sostenuti con agevolazioni per il suolo pubblico e per i costi di sicurezza, per favorire la loro crescita e il loro impatto positivo sulla collettività”.
“La presidente Meloni si è accorta solo stamani che l'introduzione dei dazi avrebbe risvolti pesanti per i prodotti agricoli italiani. Fino ad ora in quale Paese ha vissuto? A prescindere da noi del PD, che possiamo essere considerati di parte, ma perché ha ignorato le grida d'allarme di Confindustria e delle organizzazioni professionali agricole? Sembra che la presidente Meloni non abbia nemmeno letto i dati preoccupanti di Istat e Nomisma che segnalano le ripercussioni economiche che metterebbero in ginocchio le imprese agricole insieme alla diminuzione del Pil e alla perdita del posto di lavoro per decine di migliaia di persone.
È in Europa che si trovano le soluzioni per trattare con gli Usa e per sostenere l'apertura di nuovi mercati internazionali non con incontri bilaterali come vorrebbe fare con Vance tra qualche giorno. Ma si sa la Meloni ci tiene di più a fare le foto con Trump in ragione di quel sovranismo a lei molto caro“.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Sara Campanella e Ilaria Sula avevano poco più di vent'anni e sono state uccise a coltellate in poche ore di distanza l’una dall’altra, da due uomini: un compagno di corso che da un anno assillava Sara e l'ex di Ilaria sono i presunti assassini.
Due femminicidi in appena tre giorni, già 17 nei primi tre mesi di quest'anno. Due giovanissime vite spezzate dall'incapacità di due uomini di gestire un "no", di accettare le scelte libere delle donne, la loro volontà di autodeterminazione.
Un dolore profondo ad ogni notizia, la consapevolezza che le donne rischiano letteralmente la vita ogni giorno e che la repressione non basta. Non serve istituire nuovi reati e alzare le pene se non si lavora sulla prevenzione. Quando la pena arriva, una donna è già morta. E dare l'ergastolo al femminicida non ne fermerà altri.
Serve educazione all'affettività e alle relazioni, serve insegnare ai giovani e alle giovani che il possesso non è amore, che la violenza non è amore, che l'ossessione non è amore. Non si può più rimandare, per motivi ideologici del governo, l’inizio di una vera e propria rivoluzione culturale a partire dalle scuole". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per le donne i diritti e le pari opportunità.
“Nella giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, chiediamo al ministro Schillaci quali iniziative intenda intraprendere, anche in accordo con le Regioni e gli enti locali, per consentire alle famiglie interessate di poter fruire pienamente dei percorsi riabilitativi intensivi appropriati al bisogno e alle fasi di sviluppo, senza costringerle a rivolgersi al tribunale per ottenere dal Servizio Sanitario i rimborsi previsti, come purtroppo è successo a Brescia, con un aggravio di sofferenza da evitare”. Così Gian Antonio Girelli, deputato bresciano del Pd, in un’interrogazione al ministro della Salute, sottoscritta dai componenti dem della commissione Affari sociali della Camera, Ciani, Furfaro, Malavasi e Stumpo.
“Il disturbo dello spettro autistico è una condizione molto frequente nella popolazione generale caratterizzata dalla presenza di un disturbo dell’interazione sociale e della comunicazione, associato a dei comportamenti ripetitivi e a interessi ristretti. Per contrastare questo disturbo, sono necessari interventi precoci, che possono avere anche un grave peso economico sulle famiglie come, ad esempio, per quel che riguarda le spese sostenute per i trattamenti Aba (Applied behavior analysis), orientati a migliorare le abilità comunicative e sociali nei bambini che possono costare anche 800-1000 euro al mese. Nella provincia di Brescia dove le persone con disturbo dello spettro autistico sono 3.010, molte famiglie sono state costrette a ricorrere alla magistratura per ottenere dal Servizio Sanitario i rimborsi previsti. Nelle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, è previsto infatti che l’intervento Aba rientri nei Lea, ma spesso per ragioni economiche e di personale le strutture pubbliche non sono in grado di erogarlo a tutti. Inoltre, le linee guida evidenziano il fatto che gli Aba siano trattamenti intensivi ma per carenza di risorse e di personale spesso vengono proposti, dopo uno o due anni di attesa, 45 minuti alla settimana di psicomotricità, mentre non a tutti viene concesso il necessario rimborso, costringendo molte famiglie a rivolgersi al tribunale per vedere riconosciuti i propri diritti”.
l'INPS a partire dal primo luglio taglierà alcuni importanti servizi al progetto Home Care, destinato ai pubblici dipendenti che peraltro contribuiscono economicamente. Saranno colpite moltissime persone e tra queste anche i non autosufficienti. Ad essere cancellati per il triennio 2025-28 saranno i servizi OSS, i caregiver e le attività effettuate dalle cooperative sociali. Una decisione grave anche perché non è sufficiente stabilire l’effettuazione di tali servizi con altre professionalità sapendo che attualmente l’operatività è garantita da personale acquisito nel tempo e con il quale il paziente ha costruito un rapporto su base fiduciaria. La scelta dell’Inps porterà al licenziamento di numerosi lavoratori poiché si calcola che sono almeno 35.000 gli utenti che usufruiscono dei servizi cancellati.
Per questo insieme ai colleghi parlamentari Scotto, Furfaro, Girelli, Malavasi, Vaccari abbiamo depositato una interrogazione alla Camera per chiedere alla ministra Marina Elvira Calderone le motivazioni alla base di questa scelta repentina dell’Inps e quali siano le iniziative che intende intraprendere per evitare che siano interrotti i servizi agli utenti e licenziati i lavoratori delle cooperative coinvolte nelle attività del progetto Home Care". Lo dichiara il deputato PD Silvio Lai.
“Ogni volta diciamo che sarà l’ultima. Oggi invece la notizia del femminicidio di Ilaria Sula per mano del fidanzato. Serve educare i più giovani all’affettività e al rispetto reciproco. La violenza contro le donne è un fenomeno strutturale e radicato nella società, se non iniziamo dall’educazione non riusciremo ad estirparla”. Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.
Due femminicidi in poche ore. Vittime ragazze indipendenti, studiose, emancipate. C’è di mezzo controllo, frustrazione, ma anche una violenza maschile e una cultura del possesso che non possiamo più tollerare. Vanno educati gli uomini ad accettare la libertà delle donne.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Rispettare le scadenze del MFA per evitare procedure di infrazione e più tasse ai cittadini italiani
"Siamo esterrefatti di come questo Governo stia trattando il dossier Rai. La commissione di Vigilanza è paralizzata da 5 mesi. Nel frattempo la Rai va a scatafascio, gli ascolti calano, i tg soffrono, come il tgr considerato figlio di un Dio minore.
Vi avevamo chiesto di non procedere con le nuove nomine e di attendere prima l’ingresso nel nostro ordinamento del Media Freedom Act così come approvato in Europa e poi di procedere al rinnovo dei vertici. E invece questo governo usa il servizio pubblico come telemeloni, fregandosene altamente della libertà di informazione e del Media Freedom Act.
Se non vengono rispettate le scadenze previste dal MFA si andrà incontro a procedure di infrazione e questo significa che gli italiani pagheranno una tassa in più, perché entro l'8 agosto sappiamo che il MFA si dovrà applicare integralmente.
Noi chiediamo di aprire un confronto serio con le opposizioni e di smetterla di voler occupare la Rai. La Rai non è di proprietà del governo. Partiamo dai principi di questa mozione, partiamo dai cardini del MFA, facciamo in modo che venga messo in sicurezza il Dna e la funzione della Rai quale servizio pubblico". Lo ha detto in Aula Stefano Graziano deputato e capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
“Durante l’interrogazione a risposta immediata in Commissione Attività produttive, il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso ha risposto senza fornire alcuna rassicurazione concreta sulla tutela della chimica di base in Italia. Da un lato, il Governo italiano sostiene a livello europeo l’iniziativa per un EU Critical Chemicals Act, volta a preservare le produzioni strategiche della chimica di base, modernizzando e decarbonizzando gli impianti, garantendo l’accesso competitivo alle materie prime e incentivando il reshoring delle produzioni. Dall’altro, però, lo stesso Governo avalla il piano di ENI-Versalis che prevede la dismissione della chimica di base nel nostro Paese, con la chiusura di impianti fondamentali come quelli di Priolo e Brindisi.
Le conseguenze sarebbero gravissime: la filiera produttiva nazionale perderebbe un settore strategico, aumentando la dipendenza da materie prime importate, con il rischio di incrementare i costi per migliaia di aziende e mettere a repentaglio oltre 200mila posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto.
Mentre altri Paesi europei si muovono per garantire il futuro della chimica di base, l’Italia sembra andare in modo complice nella direzione opposta. Chiediamo al Governo di fare chiarezza: intende davvero difendere la competitività dell’industria italiana o vuole smantellarla?” Cosi una nota del capogruppo democratico nella commissione attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
Surreale considerare politica dazi opportunità per Made in Italy
“L’annuncio imminente dell’amministrazione Trump sui nuovi dazi rappresenta un colpo durissimo per l’economia globale e, in particolare, per l’Italia, sesta potenza mondiale dell’export. Con il 40% del PIL legato alle esportazioni, il nostro Paese rischia di subire un impatto devastante da misure protezionistiche che penalizzeranno il Made in Italy. Di fronte a questa minaccia, il governo italiano si dimostra remissivo e inconcludente, scegliendo una strategia che invece di difendere con forza le nostre imprese, propone una debole “strategia transattiva” con gli USA. Il piano del governo presentato al parlamento non prevede alcuna opposizione ferma ai dazi ingiusti, nessuna difesa diretta dei nostri settori strategici, nessuna iniziativa autonoma per tutelare le imprese italiane. Si parla invece di riequilibrare il surplus commerciale con concessioni su gas e difesa, come se l’Italia dovesse negoziare la propria penalizzazione anziché contrastarla. Mentre altri paesi studiano misure decise per proteggere i propri interessi, l’Italia si limita a un “dialogo costruttivo” che nei fatti significa piegarsi alle decisioni americane senza reagire. Il governo non solo non critica apertamente le scelte scellerate di Trump, ma cerca in modo surreale di dipingerle come un’opportunità, suggerendo che i dazi contro altri Paesi possano favorire il Made in Italy, a discapito di una realtà ben diversa: le nostre imprese saranno le prime a pagarne il prezzo. Chiediamo un cambio di passo immediato: l’Italia deve farsi rispettare in Europa e nel mondo, pretendendo una reazione forte e compatta da parte dell’UE. Serve una strategia aggressiva di tutela del nostro export, non un atteggiamento remissivo che condanna le imprese italiane a pagare il prezzo delle scelte altrui” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano, commenta il Piano d’azione per l’export italiano presentato dal ministero degli Esteri al parlamento.
"Se l'Italia rispetta ancora, come dovrebbe, il diritto internazionale, la presidente Meloni chieda a Orbán di arrestare Netanyahu, su cui pende un mandato di cattura internazionale, atteso oggi a Budapest, invitato dallo stesso Orbán. Un invito che è una sfida alla Corte penale internazionale e anche all'Ue. Il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, ha ricordato l’impegno degli stati dell’Ue a “garantire la piena cooperazione con la Cpi, compresa l'esecuzione tempestiva dei mandati di arresto in sospeso”.
L'Italia da che parte sta? Meloni da che parte sta? Stiamo parlando della stessa Meloni che non ha mai espresso una sola parola di condanna per i crimini di guerra commessi dal governo di Netanyahu, né di cordoglio per le oltre 50mila vittime palestinesi di cui circa 20mila sono bambini, né ha mai chiesto al suo omologo israeliano di fermare il massacro e ripristinare la tregua.
L'elenco dei crimini commessi da quando Israele ha rotto la tregua, il 18 marzo scorso, è lunghissima, ne cito solo alcuni: più di mille persone uccise di cui centinaia sono bambini, colpiti l'ospedale oncologico di Khan Yunis, un edificio dell'Onu e uno della Croce Rossa, 15 corpi di medici e paramedici ritrovati sepolti insieme alle ambulanze su cui viaggiavano che sono state bombardate, gli aiuti bloccati fuori dalla Striscia, corrente elettrica e acqua interrotte.
Davanti a questi crimini il ministro degli esteri Tajani ci racconta che lui ha “la coscienza a posto” perché ha attivato la missione Food for Gaza. Una inopportuna e irricevibile autoassoluzione che non lo esime dalle sue responsabilità politiche. Su tutto il resto, silenzio. La posizione del governo italiano, davanti a questa tragedia, ci indigna perché è veramente indecente e disumana". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.