“Il 26 gennaio 2024 è stato firmato l’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale per i lavoratori delle cooperative sociosanitarie, assistenziali, educative e di inserimento lavorativo. Un passo importante che ha introdotto la quattordicesima mensilità e un aumento di circa 120 euro al mese. Tuttavia, i costi aggiuntivi derivanti dall'accordo rischiano di mettere in difficoltà molte cooperative. A partire dal prossimo gennaio, queste realtà, che lavorano con le pubbliche amministrazioni, potrebbero trovarsi in difficoltà economiche. Le cooperative non possono sostenere da sole gli aumenti previsti, e senza il supporto delle amministrazioni pubbliche rischiano di chiudere. È necessario che il Governo intervenga e dia risorse agli enti pubblici per garantire una transizione ordinata al nuovo contratto, evitando che queste realtà vadano incontro a fallimenti o a un’esplosione di vertenze. Le cooperative forniscono servizi essenziali, e abbandonarle significa mettere a rischio i diritti dei cittadini più fragili. Per questo è molto grave che la maggioranza e il governo abbiamo bocciato l’ordine del giorno del Pd” così il deputato democratico, promotore dell’iniziativa parlamentare, Marco Lacarra
“Ancora una volta, il governo Meloni dice no alla richiesta di sostegno per i lavoratori. È stato infatti bocciato un ordine del giorno che destinava risorse ai lavoratori facchini della difesa, presentato dal capogruppo PD in Commissione Difesa, deputato Stefano Graziano.
“Riteniamo del tutto incredibile che il governo abbia bocciato un serio sostegno per questi lavoratori che da molti anni, con abnegazione, svolgono attività di facchinaggio all’interno delle strutture, enti e basi militari della difesa”, ha dichiarato Graziano.
“Troviamo incomprensibile che ancora oggi questi lavoratori siano costretti a svolgere un lavoro precario all’interno di strutture militari, utilizzati quotidianamente per tutti i servizi di movimentazione delle merci, senza che ci sia un chiaro riconoscimento del loro ruolo”, ha proseguito.
“Porteremo avanti con tenacia questa battaglia nelle prossime settimane, chiedendo al Ministro della Difesa di porre fine a questo sistema di precarietà del lavoro, assumendo questi lavoratori nel proprio organico.”
Casu: governo ha assunto impegno a salvaguardare i posti di lavoro
“È stato approvato l'ordine del giorno presentato dai deputati Roberto Morassut, Andrea Casu e Silvia Roggiani e sottoscritto da tutto il gruppo PD, che impegna il governo ad adottare soluzioni per tutelare la sostenibilità finanziaria dell'ACI e garantire il rispetto della sua missione istituzionale. L'impegno riguarda la salvaguardia delle professionalità coinvolte e dei posti di lavoro, compresi tutti i dipendenti di ACI Informatica, attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e aziendali. L'emendamento nasce a seguito dell’adesione del gruppo parlamentare Pd alla protesta delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica, che hanno contestato l’articolo 116 della manovra del Governo Meloni che con un prelievo di 50 milioni di euro annui a partire dal 2025 mette pesantemente a rischio servizi pubblici essenziali e l'innovazione tecnologica per i cittadini, oltre a compromettere il futuro delle 500 famiglie dei dipendenti di ACI Informatica. Per il gruppo Pd è intervenuto in aula il deputato democratico Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera, che dichiara: “Abbiamo mantenuto l’impegno che avevamo preso con le lavoratrici e i lavoratori. Adesso vigileremo perché il governo rispetti quanto votato dal parlamento e garantisca tutti i dipendenti, comprese le donne e gli uomini che lavorano per Aci Informatica, che svolgono, a tutti gli effetti, un servizio pubblico essenziale per cittadini e imprese”.
"Dopo l'ordine del giorno approvato a nostra prima firma l'otto ottobre scorso, oggi la Camera ha approvato all'unanimità un altro ordine del giorno trasversale (a firma Rizzetto, Furfaro, Scotto e altri) che impegna il governo ad adottare ogni provvedimento utile, anche con un confronto con la Fondazione Enasarco, per tutelare gli iscritti i cui contribuiti versati in anni di lavoro sono rimasti inulitizzati. Stiamo parlando di 700 mila persone che da anni lamentano di aver versato contributi durante la loro carriera senza ricevere alcuna prestazione corrispettiva una volta raggiunta l'età pensionabile. Dopo questo altro atto trasversale, ora il governo dia seguito a questo impegno che ci siamo presi verso la vita di tante lavoratrici e lavoratori". Così in una nota Marco Furfaro, capogruppo dem in Affari Sociali e membro della segreteria nazionale, e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione lavoro.
Dichiarazione di Marco Simiani capogruppo Pd in commissione ambiente
“Garantire la progettazione e la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica per aumentare il diritto alla mobilità e sviluppare l’enorme potenziale economico, produttivo ed occupazionale di numerose zone del paese”: sono questi i contenuti di un ordine del giorno alla Legge di Bilancio presentato dal capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani ed approvato oggi, venerdì 20 dicembre, dall’Aula di Montecitorio.
“L’attuale linee ferroviaria presenta infatti caratteristiche tecniche non adeguate agli standard europei anche per quanto riguarda il trasporto merci, limitando la possibilità di far viaggiare treni di dimensioni e peso elevati in una tratta che congiunge numerosi porti commerciali come Genova, La Spezia, Carrara Livorno, Pisa, Piombino e Civitavecchia. Tale opera porterebbe quindi numerosi benefici: migliorerebbe il trasporto delle persone, accorciando i tempi di percorrenza e limitando i disagi oggi causati prevalentemente dai guasti all’attuale rete; garantirebbe crescita esponenziale al sistema produttivo territoriale promuovendo l’ottimizzazione della logistica e le esportazioni; metterebbe a sistema la complessa rete infrastrutturale presente o in fase di realizzazione (tra cui aeroporti, porti ed interporti). Le risorse ci sono, la volontà politica ed istituzionale è stata oggi sancita dal Parlamento; questo atto ha infatti avuto un sostegno bipartisan e voglio ringraziare i deputati di maggioranza ed opposizione che lo hanno sostenuto. Adesso occorre vigilare che gli impegni vengano mantenuti e le opportunità di crescita realizzate”: conclude Marco Simiani.
Abbiamo presentato questo ordine del giorno per mettere un freno all'ipocrisia del governo e della maggioranza sul tema della sicurezza e per provare anche ad evitare un danno grave perché dentro la legge di bilancio era previsto il taglio del 25% del turnover per molte categorie tra cui quella del comparto sicurezza. Un'assurdità soprattutto se guardiamo agli interessi del Paese ma anche vista la propaganda che quotidianamente il governo fa proprio sul tema della sicurezza. È facile dimostrarsi vicino alle forze dell'ordine a parole senza però mai mettere mano al portafoglio. Poi la maggioranza forse si è fatta qualche conto e sulla base di spinte anche interne ha visto bene di ritornare al 100% per quest'anno per riparlare di tagli nel 2026. Qui noi diciamo no: le forze dell'ordine non si toccano, non solo non si possono ridurre ma si devono aumentare. Noi abbiamo bisogno di forze di polizia qualificate e in numero più consistente e quelle forze dell'ordine hanno bisogno di essere trattate con dignità. Mentre non è dignitoso il fatto che nel rinnovo del contratto si sia messo un aumento ridicolo che non copre nemmeno un terzo dell'inflazione di questi anni. Bisogna essere seri e responsabili perché qui c'è in gioco un pezzo importante della sicurezza degli italiani.
Così il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito democratico.
“Occorrono nuove risorse per sostenere le imprese della filiera suinicola che hanno subito danni indiretti dall'applicazione dei provvedimenti sanitari attivati per l'adozione di misure di prevenzione, eradicazione e contenimento dell'epidemia di peste suina africana (Psa) e dal blocco delle esportazioni dei prodotti trasformati. E’ l’impegno chiesto al governo e votato dall’Aula di Montecitorio attraverso un ordine del giorno alla manovra finanziaria presentato dal gruppo Pd della commissione agricoltura della Camera. Ci aspettiamo ora che il governo valuti al più presto questa indicazione poiché c’è da dare risposte ad una situazione di grave criticità che interessa in particolare le regioni Emilia-Romagna, la Liguria, la Lombardia e il Piemonte, con quasi centomila maiali abbattuti ai quali si aggiungono i problemi legati alla mancata movimentazione degli animali”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd della Commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“La trasformazione delle carni suine in salumi - aggiunge - fattura 9,5 miliardi ogni anno. In Italia vengono allevati circa 10 milioni di maiali e le restrizioni all'export imposte dalle normative per il contenimento della peste suina hanno fatto perdere all'Italia tra i 20 e i 30 milioni di euro al mese. È necessario garantire la tutela di uno dei settori strategici fondamentali per la nostra economia e la nostra sovranità nazionale. Per questo abbiamo chiesto precisi impegni al Governo”.
“Risolvere le criticità causate dalle delocalizzazioni è necessario e rivitalizzare le fabbriche dismesse è possibile: uno degli strumenti più efficaci in questa direzione è la cosiddetta legge ‘Nuova Marcora’ che ha previsto da tempo un fondo per promuovere la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative costituite dai lavoratori per il recupero di aziende in crisi e per i processi di ristrutturazione o riconversione industriale. Nonostante le esperienze positive le risorse però sono attualmente pochissime: per questo motivo avevo presentato un emendamento alla Legge di Bilancio, poi bocciato dalla destra, per aumentarle. Il Governo oggi però sembra averci ripensato, evidentemente si è reso conto che i fallimenti, come nel caso della vertenza Beko, rischiano di trasformarsi in vere e proprie bombe sociali. L’Aula di Montecitorio ha oggi infatti approvato un mio ordine del giorno finalizzato ad incrementare questo fondo: vigilerò ora che le promesse vengono mantenute anche perché, come è emerso nel corso dei lavori sulla Manovra economica, ci sono ancora risorse non utilizzate per decine di milioni di euro”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana, Emiliano Fossi.
“Usare le gabbie per allevare animali è una delle cose più crudeli che l’uomo continua a fare. Porre fine a questa barbarie è oggi una questione non solo etica per dare un senso alle parole 'benessere animale' ma soprattutto scientifica di tutela della salute pubblica. Sempre più aziende si stanno impegnando a non utilizzare più prodotti da allevamento in gabbia e sempre più consumatori sono attenti al benessere animale. In attesa delle decisioni che prenderà l’UE, proponiamo di introdurre un segno distintivo in etichetta per riconoscere in modo chiaro i prodotti realizzati senza l’uso di gabbie. Anche così si dà sostegno a quegli allevatori che hanno già deciso di abbandonare questa pratica crudele, che fino ad oggi non hanno avuto alcun sostegno dallo Stato, o decideranno di farlo. Il Pd monitorerà il governo affinché mantenga l’impegno preso e introduca quanto prima una etichetta 'cage-free'”. Lo dichiara la deputata dem Eleonora Evi dopo l'approvazione all'unanimità dell'Odg a sua firma alla legge di Bilancio.
“Il governo Meloni ammette i tagli che stanno compromettendo il settore della Giustizia e dà il via libera a un mio atto che chiede di aumentare le risorse. Il processo telematico civile è in tilt, a breve entra in vigore il processo telematico penale e i rischi di blocco del sistema sono enormi, i Giudici di Pace fissano prime udienze al 2030 e nel 2025 aumenteranno per legge ancora le loro competenze, la situazione carceraria è tragica e delle misure urgenti del Ministro Nordio annunciate nei mesi scorsi si sono perse le tracce. In questo quadro desolante il governo taglia tra il 2025 e il 2027 500 milioni di euro e impegna tutte le sue energie in battaglie ideologiche, divisive, al più inutili. Così non si può andare avanti, serve un radicale cambio di passo”.
Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, sul suo ordine del giorno alla Legge di Bilancio.
"Le parole del Presidente La Russa, pronunciate contro il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, O'Flaherty, sono molto gravi. È inammissibile che la destra continui a sentirsi al di sopra della legge, fuori dalle regole fondamentali della costituzione del diritto europeo e delle convenzioni internazionali. Il commissario ha inviato una lettera in cui ha espresso le stesse preoccupazioni che stiamo denunciando da settimane rispetto ad indebite restrizioni del diritto a manifestare ed esprimersi pacificamente. Che a fare queste dichiarazioni incendiarie sia la seconda carica dello Stato è ancora più pericoloso. Il presidente La Russa, purtroppo, ci ha abituato ad uscite scomposte e a gamba tesa, ma questa volta si è superato il limite. Auspichiamo che i colleghi di maggioranza fermino la corsa al buio e ascoltino non solo le preoccupazioni delle opposizioni ma tengano conto anche dei richiami del commissario O'Flaherty per assicurare il rispetto degli standard del Consiglio d'Europa in materia di diritti umani. Guai a portare l'Italia fuori dal perimetro delle convenzioni e del diritto internazionale". Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“La scelta di Glencore di anticipare al 23 dicembre la chiusura della linea zinco arriva ancora prima dell’incontro tecnico stabilito in sede di Ministero, per consentire la valutazione della possibile vendita dell’impianto a terzi è incomprensibile e inaccettabile sotto ogni punto di vista.
Si tratta di una scelta gravissima per il territorio e il residuo sistema industriale del Sulcis e inaspettata considerati gli impegni presi in sede ministeriale.
Peraltro attribuisce alla Glencore una dimensione di inaffidabilità che porta a riconsiderare la credibilità degli altri progetti sinora prospettati.
Il Governo non può esimersi dal fare i passi conseguenti attribuendo, alla produzione di zinco della fabbrica sulcitana, l’interesse nazionale.” Così dichiara il parlamentare sardo del PD Silvio Lai su sulla decisione della Glencore di sospendere l’attività della linea zinco.
“Raccogliendo un impulso da parte della Lega Anti Vivisezione, ho presentato una proposta di civiltà, quella che limita l'utilizzo di botti esplosivi pericolosi e nocivi per l'ambiente, pericolosi per gli umani e per gli animali e tutto il pianeta. E lo facciamo con grande consapevolezza, sapendo che da recenti studi, oltre il 95 per cento degli italiani sono contrari ai botti esplosivi e quindi penso che sia giunto il momento che la politica dia un segnale, batta un colpo e cominci a limitare, a vietare l'utilizzo di quei botti esplosivi che provocano tanto dolore disagio inquinamento e soprattutto tortura per gli animali”. Così la deputata dem Patrizia Prestipino, Garante per la Tutela e il Benessere degli animali di Roma Capitale, nel corso della conferenza stampa per presentare la sua pdl per limitare i botti esplosivi a Capodanno.
“Da Garante - ha aggiunto Prestipino - sto seguendo con grande attenzione una proposta di delibera comunale presentata dal Pd che, modificando il regolamento della Polizia municipale, andrebbe a vietare l’acquisto e la vendita di botti esplosivi. Sarebbe bello e importante che dalla Capitale venisse questo segnale di grande civiltà”.
“Respinto l’ordine del giorno che ho presentato insieme ai colleghi Sarracino, Fossi e Guerra, che destinava il fondo istituito per il trattamento economico integrativo dei ministri e sottosegretari non parlamentari alle associazioni di volontariato e alla ricerca scientifica per le malattie rare. Per giorni i destinatari della misura hanno dichiarato che quelle risorse non le avrebbero utilizzate, ma evidentemente hanno cambiato idea, mentre negavano il salario minimo e mettevano soldi largamente insufficienti per il rinnovo del contratto del pubblico impiego non riconoscendo il recupero del potere d’acquisto perduto per tre milioni di lavoratori”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La destra conferma che le multe ai no-vax verranno cancellate: si tratta di una decisione incomprensibile e pericolosa che dimostra ancora una volta come il Governo Meloni sia disposto a tutto per recuperare consenso. Capace anche di screditare la scienza e la medicina, di infangare la memoria del personale medico che è morto per cercare di salvare vite, di mortificare i cittadini che per responsabilità civile verso i più deboli si sono vaccinati, e di sbeffeggiare chi ha già pagato le multe previste. Senza dimenticare che così vengono cancellati anche oltre 150 milioni di euro di mancati introiti per lo Stato: si tratta di risorse ingenti che potevano essere utilizzate per recuperare, almeno in parte, i tagli alla sanità pubblica attuati dal governo”: è quanto dichiara Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd, sul suo ordine del giorno alla Legge di Bilancio firmato da tutte le opposizioni e respinto dall’Aula di Montecitorio.