Il Partito Democratico denuncia il disinteresse del ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nei confronti della gestione dell'Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana). Il ministro continua a ignorare le criticità che stanno minando la gestione dell'ente, con conseguenze sul patrimonio zootecnico delle razze canine italiane.
“La risposta del sottosegretario D’Eramo a un’interrogazione parlamentare del Partito Democratico è stata insoddisfacente. Il ministro Lollobrigida potrebbe intervenire, considerando che il suo ministero ha il compito di vigilare sull’Enci, a cui lo Stato ha affidato la tenuta dei libri genealogici. L'Ente è soggetto a una forte presenza ministeriale nel proprio organigramma: un membro del ministero nel Consiglio Direttivo, due nella Commissione Centrale di Controllo, due sindaci revisori su tre (entrambi dirigenti pubblici, di cui uno capo di gabinetto di un ministro in carica) e un delegato nel Comitato Consultivo degli Esperti. Inoltre, il capo scorta del ministro è parte del direttivo Enci e ricopre altri incarichi per decisione del ministro. Tuttavia, si continua a sostenere che l'Enci sia un'associazione privata, senza riconoscere che la gestione dei libri genealogici è di interesse pubblico e che, in caso di criticità, il ministero può intervenire con poteri sostitutivi.” Così il deputato Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di presidenza della Camera.
“Dalla gestione dei libri genealogici – sottolinea l’esponente dem - derivano vantaggi economici, con oltre 10 milioni di euro versati dai cittadini per diritti, manifestazioni e pedigree. Mentre le inchieste giornalistiche, come quelle di Report, stanno portando alla luce aspetti preoccupanti, il ministro resta in silenzio. Cosa si vuole nascondere? Si attende forse l'intervento della magistratura o della Guardia di Finanza? Su questioni come doping, maltrattamenti, controlli sugli allevamenti e cucciolate, gare in periodi di riproduzione della fauna selvatica e gestione dei rimborsi, il ministero non ha fornito alcuna risposta. Un dossier sull’Enci è stato depositato anche in Commissione Antimafia, senza conseguenze.”
“Resta da chiarire – conclude Vaccari – il rapporto tra l’Enci e la deputata Brambilla, con particolare attenzione alle risorse economiche ricevute. Inoltre, sul tema dei pedigree falsi, una recente sentenza del Tribunale di Milano ha confermato le accuse segnalate dal dottor Bocchino già nel 2017. Serve trasparenza. Il Pd ribadisce l’invito a nominare un commissario ad acta per fare chiarezza sulla gestione dell'Enci. Non intervenire significa che il ministro e il governo si assumeranno la responsabilità di quanto accaduto e di ciò che accadrà.”
“Senza il lavoro delle Commissioni d’Inchiesta sulla Moby Prince, la verità sarebbe ancora lontana. È grazie alle indagini svolte nelle ultime tre legislature che sono stati compiuti passi significativi nell’accertamento delle responsabilità e nella ricostruzione delle dinamiche dell’incidente. I familiari delle vittime chiedono risposte su una tragedia che ha segnato per sempre le loro vite. Alla Magistratura va il nostro pieno sostegno, ma è indispensabile proseguire nella ricerca della verità per individuare le reali cause e responsabilità di uno dei più gravi disastri della storia italiana”: è quanto dichiara Marco Simiani, deputato del Partito Democratico.
Iniziano con l'audizione di domani, 26 febbraio, al Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo presieduto da Laura Boldrini, le celebrazioni in vista della Giornata dei Giusti del prossimo 6 marzo. In collaborazione con la Fondazione Gariwo, il Comitato diritti umani audirà rappresentanti di realtà internazionali che simboleggiano i Giusti dell'umanità, cioè persone o organizzazioni che in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
Nell'audizione di domani saranno ascoltati Gabriele Nissim, presidente Fondazione Gariwo, due esponenti del villaggio israelo-palestinese per la pace Neve Shalom - Wahat Al Salam, l'attivista di Wikikraine Tetyana Bezruchenko, Maria Mikaelyan della Comunità dei russi liberi e Parisa Nazari, in rappresentanza per l'Italia del movimento iraniano Donna Vita Libertà.
L'audizione sarà trasmessa in streaming sulla webtv della Camera dei deputati.
"Come ormai nello stile di questo governo, la ministra Santanché oggi in aula non ha minimamente risposto nel merito della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. Ha preferito appellarsi al vittimismo propagandistico, al tacco 12 e alle borse, di cui potrebbe evitare di parlare, date le ultime notizie sui suoi acquisti e ha ostentato le sue ricchezze che secondo lei la sinistra non le perdona. Chissà cosa pensano i suoi ex dipendenti, che avrebbero lavorato pur percependo, a loro insaputa, la cassa integrazione Covid, di questo sfoggio di lussi, aziende e proprietà. Una replica imbarazzante e arrogante di chi pensa di non dover rendere conto a nessuno del suo operato. Una replica che vuole sviare dal merito delle gravi questioni che le vengono contestate. Si sbaglia la ministra Santanchè: potrà anche restare ben salda al suo posto, ma questo non la assolve dalle sue responsabilità politiche ed etiche. Noi continueremo a ricordarglielo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Come fanno Rixi e Piciocchi a dire che non c’è nessun declassamento se è stato scritto nero su bianco dal Ministero dell’Interno? Oggi quello che il Governo ha fatto per l’aeroporto di Genova è questo: nessuna azione espansiva ma una riduzione di categoria per quanto riguarda la presenza di vigili del fuoco e altri addetti da 8 a 7 con meno personale e meno sicurezza. Questo dice il documento ufficiale, i tentativi di smentita sono mal riusciti e assomigliano più a un arrampicarsi sugli specchi. Oggi abbiamo assistito solo a scuse e rimbalzi di responsabilità, mentre da Governo, Regione e Comune i liguri aspettano risposte e indicazioni concrete sulle prospettive necessarie per sostenere lo sviluppo del traffico aereo. Noi siamo per la crescita dell’aeroporto, del suo traffico, dello sviluppo dello scalo e per la qualità del lavoro, uno scalo che deve essere sicuro per lavoratori e utenti. Siamo invece davanti a una riduzione di personale e sicurezza, questa l’unica realtà oggi. Ora ci aspettiamo spiegazioni e risposte chiara. Per ora solo dichiarazioni e la mobilità di una regione bloccata da chi la governa”, così la vicepresidente PD alla Camera e componente Commissione trasporti Valentina Ghio e il deputato Alberto Pandolfo in replica a Rixi e Piciocchi su aeroporto Genova.
“Ad oggi quello che sappiamo di certo sulla Moby Prince è che la strage, dove hanno perso la vita 140 persone, dopo 34 anni è ancora senza colpevoli. È del tutto inaccettabile: per noi, per le famiglie che piangono il lutto dei loro cari, per l'intera città di Livorno che aspetta da troppi anni la verità. Le Procure di Firenze e Livorno hanno riaperto le indagini per strage in questi anni; e lo hanno fatto soprattutto sulla scia delle novità emerse dalle prime due Commissioni Parlamentari d'Inchiesta. Se fosse accolta la richiesta della Procura di Firenze per l'archiviazione e se la Procura di Livorno dovesse seguirla a ruota a breve la Commissione di Inchiesta alla Camera rappresenterebbe l'unica possibilità per appurare la verità storica su una dei più gravi misteri irrisolti della storia italiana”: è quanto dichiarano i componenti Pd della Commissione d'Inchiesta sulla Moby Prince, Simona Bonafè, Andrea Casu e Matteo Mauri, sulle audizioni dei procuratori di Livorno e Firenze, svolta oggi martedì 25 febbraio.
“Il lavoro delle precedenti Commissioni di inchiesta ha già portato alla luce nuovi elementi decisivi sulle dinamiche della tragedia, che non erano emersi nel corso dei processi e smentendo gli esiti su diversi aspetti. E' ora necessario proseguire anche con l'attuale Commissione, dove come Pd stiamo portando attivamente il nostro contributo, nella ricerca della verità e percorrendo la strada tracciata in passato: partendo dagli elementi ormai ampiamente accertati, senza tentennamenti e andando avanti in tempi rapidi per fare piena luce sulle cause della strage”: conclude la nota.
“Sulle recenti alluvioni che hanno colpito la costa della Toscana chiederemo al governo di intervenire immediatamente. Servono risorse per risollevare le aziende che hanno subito danni, aiutare le famiglie che hanno visto le loro case inondate dal fango e ripristinare quanto prima il patrimonio pubblico e le infrastrutture. Occorrono inoltre norme per bloccare l’erogazione del fondo di solidarietà per i comuni colpiti e attuare la sospensione dei mutui dei Comuni e dei privati colpiti finché la situazione non sarà tornata alla normalità”: è quanto dichiara una nota congiunta di Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Simone De Rosas, segretario della Federazione Pd Val di Cornia e Elba, e Massimo Scelza, segretario Pd Elba, sulle audizioni svolte oggi, martedì 25 febbraio, alla Camera sul maltempo che ha colpito nelle scorse settimane l’Isola d’Elba.
“Visto l’approssimarsi della stagione turistica e i notevoli flussi che raggiungeranno la costa toscana, riteniamo sia necessario nominare un commissario per la realizzazione, in tempi celeri, di tutte le opere che si renderanno necessarie. Come ha ricordato la Presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, occorre mettere in sicurezza le zone fragili, sia nell’Isola d’Elba che nella Val di Cornia, a partire dagli investimenti per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici con opere contro il dissesto idrogeologico. Gli interventi di primo soccorso hanno evitato il peggio e la Regione Toscana ha fatto e sta facendo la sua parte, ma oggi sono indispensabili misure e risorse statali per eliminare le criticità attuali e prevenire ulteriori disastri”: conclude la nota.
“Ambasciatore di pace”, con queste parole in tanti descrivono la personalità di Luca Attanasio e i valori che animavano il suo impegno che non era solo quello di un eccellente diplomatico.
In una recente intervista, Zakia Seddiki Attanasio, moglie dell’ambasciatore ucciso, ricordava ad esempio che nel 2017 a Kinshasa lei e suo marito diedero vita alla Fondazione Mama Sofia, con l’obiettivo di sostenere la scolarizzazione, l’accesso alla sanità e alla formazione professionale di giovani africani.
Io stessa, quando nel maggio 2017 da Presidente della Camera mi recai in Nigeria dove Luca Attanasio era vicecapo missione, ho conosciuto un uomo e un diplomatico che amava il suo lavoro, lo svolgeva con estrema competenza e con un profondo interesse per il futuro del continente africano.
Per questo, come ha ricordato la moglie, diceva: “Se l’Africa sta bene, il mondo sta bene”.
A quattro anni dal suo assassinio, assistiamo alla violenta invasione di truppe ruandesi nel territorio della Repubblica Democratica del Congo esattamente nella regione dove il 22 febbraio del 2021 un gruppo armato uccise l’Ambasciatore Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista del Programma Alimentare Mondiale Mustapha Milambo.
E allora, il primo impegno che tutte e tutti dobbiamo assumere, nel ricordare Luca Attanasio, è fare in modo che la guerra in Congo finisca, che il governo insieme al Parlamento italiano faccia pressione perché la comunità internazionale la smetta di voltare la testa altrove e agisca per imporre la pace.
L’altro impegno che dobbiamo alla memoria di Luca Attanasio è quello per la verità e la giustizia. Dopo quattro anni ancora non si conosce cosa sia esattamente avvenuto quel giorno e soprattutto chi sono i mandanti, chi e per quale scopo ha ordinato l’omicidio di Luca Attanasio e delle persone che erano con lui. Chi e per nascondere che cosa, ha manomesso indizi, organizzato depistaggi?
Vogliamo finalmente la verità. Ancora una volta il gruppo del Partito Democratico si stringe attorno ai famigliari, agli amici e ai colleghi di Luca Attanasio, di Vittorio Iacovacci e di
Mustapha Milambo. Ancora una volta, perché noi non dimentichiamo chi ha servito il nostro Paese con dignità e onore". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ricordando nell'aula di Montecitorio l'ambasciatore Luca Attanasio a quattro anni dal suo assassinio.
“Basta andare in un qualunque supermercato della Sicilia e della Sardegna per verificare il vertiginoso aumento delle merci di prima necessità sugli scaffali. Aumenti spesso a doppie cifre per pasta, latte, acqua minerale. Ciò è dovuto all’applicazione di una tassa che doveva servire ad incentivare la decarbonizzazione dei trasporti e che invece si sta rivelando uno strumento di ulteriore impoverimento per Sicilia e Sardegna ed un costo a carico di piccole e grandi aziende di trasporti e logistica”. Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, commenta la risposta del governo all'interrogazione sull’argomento di cui e' il primo firmatario.
"Vi e' una congiuntura drammatica in atto, aggravata anche dalla mancata erogazione o dal ritardo nell'erogazione del marebonus negli ultimi anni. Serve reperire con urgenza nuove risorse per evitare l'ennesima insopportabile speculazione a carico delle famiglie e serve garantire ai tanti operatori della logistica le condizioni per garantire la giusta remunerazione. Serve intervenire e serve intervenire presto".
"Esprimo il mio pieno sostegno ai lavoratori della Berco che, con coraggio e determinazione, stanno difendendo i propri diritti e il futuro delle loro famiglie. È inaccettabile che un'azienda di tale rilevanza prenda decisioni unilaterali senza un adeguato confronto con le parti sociali". Lo ha detto la deputata del Partito Democratico, Rachele Scarpa, esprimendo solidarietà ai lavoratori della Berco di Castelfranco Veneto, impegnati in due giornate di sciopero il 24 e 25 febbraio, in risposta alla disdetta della contrattazione aziendale e alla riduzione degli stipendi prevista dal 1° marzo.
"Chiedo al Governo di agire con più determinazione nel portare l'azienda al tavolo di confronto con i sindacati, al fine di trovare soluzioni condivise che tutelino l'occupazione e i salari dei dipendenti. È fondamentale che le istituzioni siano al fianco dei lavoratori in questo momento critico", ha aggiunto la dem, che ha presentato una interrogazione al Governo per sollecitare un intervento immediato nella vertenza.
"La crisi della Berco non riguarda solo i suoi dipendenti, ma l'intero territorio. È nostro dovere istituzionale fare tutto il possibile per preservare i posti di lavoro e sostenere lo sviluppo economico della nostra regione, salvaguardando il tessuto produttivo locale e garantendo prospettive occupazionali stabili per la comunità di Castelfranco Veneto", ha concluso Scarpa.
“La decisione della Rai di procedere con la vendita di Palazzo Labia, storico simbolo dell’informazione e della cultura veneziana, è inaccettabile e rappresenta un ulteriore passo verso lo svuotamento della nostra città di presidi culturali fondamentali. Lo spostamento della redazione a Mestre significherebbe privare Venezia di un punto di riferimento giornalistico di primaria importanza e sradicare un’istituzione che per decenni ha raccontato il nostro territorio”.
Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.
“Già un anno fa - aggiunge - il ministero della Cultura, per voce dell’allora ministro Gennaro Sangiuliano, si era detto pronto a esercitare il diritto di prelazione per acquisire l’immobile e destinarlo a funzioni museali. Ora chiederò al governo di confermare questa volontà e di agire rapidamente affinché Palazzo Labia rimanga patrimonio pubblico e culturale. Venezia non può permettersi di perdere un luogo di tale valore storico e artistico, né di vedere ulteriormente impoverita la propria presenza istituzionale. La Rai non può ragionare solo in termini di bilancio, ignorando il valore storico e culturale di Palazzo Labia. Se davvero vuole vendere - conclude - il governo deve farsi avanti e acquisire questo gioiello per restituirlo alla collettività”.
La deputata dem si unisce alle proteste di sindacati e lavoratori Rai, che da mesi denunciano il rischio di una svendita, ed annuncia la presentazione di un’interrogazione per chiedere chiarimenti urgenti all’esecutivo e sollecitare il ministero della Cultura a intervenire prima che la cessione diventi definitiva.
Ho depositato oggi un'interrogazione rivolta al Ministro della Difesa e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare chiarezza sulla preoccupante situazione relativa alla salute mentale del personale della Guardia Costiera italiana. Come emerge dall'inchiesta "Ombre sul mare" di Spotlight e dalle indagini giornalistiche del Domani, vi è un grave e diffuso disagio psicologico tra gli equipaggi della Guardia Costiera, con un incremento allarmante di episodi suicidari. Purtroppo, questo fenomeno resta invisibile a causa delle gerarchie militari e di un clima interno caratterizzato da pressioni e timori di ritorsioni. I dati parlano chiaro: gli accessi ai servizi psicologici interni alla Guardia Costiera si sono drasticamente ridotti dal 2017 ad oggi, passando da 6582 a soli 1965 nel 2023. Un calo che testimonia la totale inadeguatezza del supporto psicologico offerto, spesso saltuario, e limitato a mere verifiche dell'idoneità fisica e psicologica, anziché alla tutela reale e continua della salute mentale. Non possiamo accettare che chi svolge il delicato compito di soccorso in mare venga abbandonato a sé stesso, sotto pressione da politiche che spesso mettono al primo posto funzioni di polizia rispetto al salvataggio di vite umane. La tutela psicologica dei nostri militari non può essere occasionale o interna: serve un intervento sistematico, strutturale ed esterno al corpo militare, per prevenire episodi di discriminazione, abusi e mobbing. Mi rivolgo al Governo perché intervenga con urgenza e responsabilità. Anche la salute mentale del personale della Guardia Costiera deve essere una priorità, così come la salvaguardia della vita umana in mare, compito primario e irrinunciabile.
“Sulla legge in materia dello spazio il Pd ha chiesto al Governo di scrivere in maniera chiara norme che, ancor più nello scenario geopolitico che stiamo vivendo, mettano in sicurezza l’autonomia e la sovranità digitale del nostro paese. L’Italia non dovrà mai essere messa sotto ricatto da un soggetto privato straniero che fornisce le connessioni satellitari: questo provvedimento era nato in un’altra era geopolitica ci auguriamo che le vicende che stanno avvenendo in queste ore in Ucraina aprano gli occhi a tutti sulla necessità di inserire paletti chiari e inequivocabili. Grazie alle proposte e agli emendamenti del Pd sottoscritti anche da M5S e AVS Azione, nell’articolo 25, quello che definisce la riserva di capacità trasmissiva nazionale, viene introdotto il tema della salvaguardia della sicurezza nazionale e del ritorno industriale per il sistema paese. In aula ripresenteremo anche le altre nostre proposte, purtroppo inspiegabilmente bocciate. Se si guarda all’interesse nazionale va data priorità alle imprese alle strategie nazionali ed europee e solo in caso di comprovata impossibilità attraverso il coinvolgimento di paesi appartenenti alla Nato sempre attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e istituzionali”. Così una nota dei deputati democratici Vinicio Peluffo, Andrea Casu, Andrea Gnassi e Alberto Pandolfo che stanno seguendo il provvedimento in commissione attività produttive alla Camera.
Con le sue azioni ha umiliato le istituzioni del nostro Paese
“La liberazione dell'assassino, torturatore e stupratore libico Almasri ha gettato discredito sul nostro Paese, imbarazzo profondo per l'umiliazione delle istituzioni. È bastato così poco per dimostrare come false le dichiarazioni di un pessimo governo che dichiara di non essere ricattabile. Il ministro Nordio è il principale responsabile e per questo poniamo la questione di sfiducia nei suoi confronti. I fatti sono incontrovertibili e la difesa del governo è stata la fiera delle reticenze e delle omissioni con un maldestro tentativo di auto-assoluzione”. Lo afferma in Aula il deputato dem Federico Gianassi intervenendo sulla mozione di sfiduci al ministro Nordio.
“Dopo molti giorni di silenzio – continua il capogruppo Pd in Commissione Giustizia - abbiamo ottenuto nuove dichiarazioni da parte di Meloni che affermava come la scarcerazione fosse stata presa dalla Corte d'Appello senza che la decisione della Corte penale internazionale fosse stata trasferita al ministero: bugie smentite dallo stesso Nordio perché tali informazioni erano state ricevute per il tramite dell’ambasciata dell’Aia. Nordio ha parlato prima di testo lungo, complesso, incomprensibile anche perché scritto in inglese e poi ha detto di averlo analizzato così bene da trovarne lacune e incongruenze: una contraddizione clamorosa per uscire dal grande imbarazzo e trovare una giustificazione in un errore di date”. “L'Italia ha bisogno di un ministro della Giustizia non di un pessimo avvocato difensore di uno stupratore. Nordio ora in Aula ride ma sa bene che rideranno meno i cittadini libici sottoposti alle torture di Almasri e non ride certo l'Italia con la Giustizia al collasso e davanti ad una riforma solo punitiva guidata solo dal furore ideologico contro l'autonomia della magistratura. Nordio disse che avrebbe approvato il codice dei crimini internazionali, è scomparso il codice e ora scompaiono con lui anche i criminali internazionali”, conclude Gianassi.
Le bollette energetiche di famiglie e imprese sono alle stelle. Meloni ha fischiettato per mesi, ignorando anche le nostre proposte. E oggi annuncia il rinvio di un Cdm promesso ormai due settimane fa. Non avevano detto di essere “pronti”?
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.