“L’ERTMS è il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario più avanzato per il controllo e la supervisione del distanziamento dei treni, fondamentale per garantire sicurezza, efficienza e intermodalità nella rete ferroviaria nazionale. Inoltre, rappresenta una delle priorità del PNRR, tuttavia, nel 2023 il governo Meloni ha deciso di ridurre l’investimento di 504 milioni di euro, posticipando di sei mesi il target intermedio, con la giustificazione di criticità legate alla carenza di materie prime e alle procedure autorizzative. Una scelta che rallenta l’ammodernamento della nostra rete ferroviaria e rischia di compromettere la sicurezza del sistema”. Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti.
“Come Partito Democratico – ha concluso Casu - abbiamo presentato un ordine del giorno durante l’esame del Decreto PNRR per chiedere al governo di impegnarsi politicamente a superare gli ostacoli per poter rispettare le prossime scadenze e trovare comunque il modo di completare il piano su tutte le linee ferroviarie originariamente previste. Purtroppo, la maggioranza di destra ha votato contro, confermando ancora una volta la totale incapacità di considerare come una vera priorità nazionale la sicurezza e la regolarità della circolazione ferroviaria”.
Durante il suo intervento alla Camera nel corso delle dichiarazioni di voto finali al decreto PNRR, il deputato democratico Silvio Lai ha colto l’occasione per esprimere, a nome del Partito Democratico, i migliori auguri di pronta guarigione a Papa Francesco.
“Un'emergenza sarebbe il dramma che si consuma nelle carceri e che non riguarda solo i detenuti, quelli che godete a non far respirare. Autorevolmente ne hanno segnalato l'urgenza innanzitutto il Papa - e voglio cogliere l'occasione per augurare al Santo Padre una pronta guarigione -, ma anche il Presidente della Repubblica e i sindacati della Polizia penitenziaria.”, ha dichiarato l’esponente dem.
“E di fronte allo sdegno – ha concluso Lai - alle preoccupazioni e agli allarmi, vi siete girati dall'altra parte: meglio occuparsi della separazione delle carriere, che non porta alcun beneficio per la collettività, ma che nasce dalla vostra volontà di indebolire l'ordine giudiziario, ancora oggi in grado di porre in attuazione della Costituzione un serio limite all'esercizio del potere esecutivo. E con la stessa volontà, portate avanti il tentativo di mettere il bavaglio all'informazione o alla libertà di manifestare le vostre opinioni”.
“Quando abbiamo chiesto la proroga del fondo per il professionismo femminile in Legge di Bilancio, il governo ci ha voltato le spalle. Oggi, dopo due mesi, nel Milleproroghe viene finalmente recuperata – seppur parzialmente – una misura che avrebbe dovuto essere garantita sin dall’inizio. Un primo passo importante, certo, ma la verità è che se non avessimo alzato la voce questa battaglia non sarebbe neanche arrivata in Parlamento.”
Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, commentando la decisione del governo di prorogare per un anno il fondo per il professionismo sportivo femminile.
“Siamo felici che il fondo sia stato prorogato – prosegue Gribaudo – ma questo risultato arriva con un colpevole ritardo. Due mesi fa il governo bocciava il nostro emendamento, salvo poi fare marcia indietro sotto la pressione delle calciatrici e della Figc e di chi, come noi, non ha mai smesso di portare avanti questa battaglia. Una battaglia giusta, che non può fermarsi a un intervento tampone: servono almeno tre anni di programmazione per dare stabilità e prospettive al settore.”
Continua la parlamentare del PD: “È stato imbarazzante assistere al teatrino politico di queste lunghe settimane. Ci auguriamo che questo sia solo il punto di partenza di un impegno serio per il professionismo femminile, senza più passi indietro. E soprattutto, che il governo impari ad ascoltare quando le proposte sono nell’interesse dello sport e delle atlete, senza fare discorsi di bandierine politiche.
"In questi giorni le Azzurre della nazionale di calcio sono ad allenarsi a Coverciano, lì dove questa battaglia ha trovato una voce importante e le voglio ringraziare. Il loro impegno, il loro coraggio e la loro determinazione hanno fatto la differenza. Ora il nostro compito è continuare a sostenere il professionismo femminile, senza stop & go, ma con un vero piano di crescita per il futuro ” conclude Chiara Gribaudo.
"Ancora una volta il Presidente Mattarella pronuncia parole che tracciano la strada da seguire. "Il mondo che noi vorremmo è quello che rispetta il diritto internazionale", ha detto durante la sua visita in Montenegro.
E' il mondo che noi vorremmo e quello per cui ci battiamo da sempre: un mondo in cui si tutelino le Corti che hanno il compito di far rispettare il diritto internazionale, come la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia; in cui chi si macchia di crimini di guerra e crimini contro l'umanità ne debba rispondere, comunque si chiami; un mondo in cui la sovranità territoriale degli Stati sia rispettata da tutti, in cui i diritti umani siano la base di qualsiasi relazione tra governi e tra Paesi. Un mondo in cui venga riconosciuta l’auto determinazione dei popoli.
Questo non sta avvenendo. E anche tra i Paesi del cosiddetto Occidente che per decenni si sono proclamati baluardo di quei diritti e di quelle regole, c’è oggi chi li rinnega. Sembra che si stia chiudendo un'era e che se ne stia aprendo una di totale incertezza in cui vale la legge del più forte e in cui chi fa propaganda dicendo di voler salvare "i nostri valori", in realtà ne sta facendo carta straccia. Sul piano nazionale e sul piano internazionale.
Tutto questo va fermato e per farlo serve una Unione Europea salda e coesa, con una identità politica forte e autonoma. Non possono esserci tentennamenti né doppiogiochismi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il decreto Milleproroghe è l’ennesima dimostrazione di una politica fatta di misure parziali e di corto respiro. Il governo Meloni punta al consenso immediato senza affrontare riforme strutturali. Sulla Sanità, il governo ha annunciato interventi sulle liste d’attesa, approvando un decreto per aumentare le risorse, ma solo per la sanità privata accreditata. Tuttavia, i decreti attuativi non sono stati ancora emanati, e il disegno di legge per affrontare la carenza di personale sanitario è fermo da mesi. Inoltre, il Milleproroghe avrebbe dovuto concedere alle Regioni maggiore flessibilità di spesa sanitaria (utilizzando lo 0,7 per cento del fondo sanitario nazionale), ma questa misura è scomparsa dal testo definitivo. Nel frattempo, milioni di italiani rinunciano alle cure, la sanità privata cresce a scapito della pubblica, e la migrazione sanitaria dal Sud al Nord pesa per 5 miliardi di euro. Il governo non investe risorse adeguate, accompagnando di fatto il sistema verso una privatizzazione progressiva”. Lo ha detto in Aula alla Camera Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, durante la discussione generale sul decreto Milleproroghe.
“Il governo – conclude Merola - riapre i termini per accedere alla cosiddetta ‘Rottamazione-quater’ delle cartelle esattoriali, per i debitori decaduti a seguito del mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate previste, mentre prepara la quinta, senza distinguere tra chi è realmente in difficoltà e chi sfrutta il meccanismo per rinviare i pagamenti. Le precedenti quattro rottamazioni hanno lasciato un buco di 21,6 miliardi sui 64,5 previsti, e ora la maggioranza discute se destinare altri 5,2 miliardi a una nuova rottamazione o 3-4 miliardi alla riduzione delle aliquote IRPEF. Il governo, mentre non stanzia fondi per medici e infermieri e impone tagli agli enti locali, favorisce chi può evadere le tasse, penalizzando i lavoratori dipendenti e compromettendo equità fiscale e welfare. Altro che quinta rottamazione, questo governo sta rottamando il Paese”.
“Dopo lo storno di 90 milioni, sottratti alla ricostruzione nel centro Italia da un emendamento di FdI, oggi alla Camera la maggioranza, contrariamente a quanto stia cercando di far passare, ha approvato un ordine del giorno totalmente privo di garanzie reali circa la restituzione.” Lo denuncia il deputato dem Augusto Curti . “La maggioranza si è infatti limitata a enunciare un impegno politico sui prossimi anni, mentre è certo il taglio di 90 milioni a danno dei terremotati del centro Italia.” I sindaci, sottolinea Curti, “sanno bene che nei bilanci servono risorse concrete e non affermazioni di principio. Il Governo Meloni continua ad arrecare gravi danni alle comunità del cratere: prima attraverso il taglio del superbonus poi con l’eliminazione della zona franca urbana e, infine, addirittura sottraendo risorse assegnate dai precedenti esecutivi.
“E’ necessario finanziare opere prioritarie per contrastare il dissesto idrogeologico in Toscana, limitando contestualmente i periodi di siccità estivi: questi interventi riguardano in particolare la mitigazione del rischio idraulico nei comuni di Manciano, Calenzano, Quarrata e Campi Bisenzio. Il governo dopo aver respinto un emendamento con queste finalità al decreto Emergenze la scorsa settimana, ha oggi fatto dietrofront ed ha accolto un mio ordine del giorno che si propone questi obiettivi. Evidentemente gli ultimi disastri del maltempo verificati in molte zone della Regione pochi giorni fa hanno fatto cambiare idea alla destra sulle necessità di intervenire. Sicuramente un ordine del giorno è soltanto un atto di indirizzo e non una legge, mentre i territori fragili hanno bisogno di opere rapide ed efficaci. Incalzeremo il governo affinché mantenga gli impegni presi”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, sul suo ordine del giorno al decreto Emergenze approvato oggi.
“Il potere ispettivo è una delle caratteristiche delle democrazie parlamentari. Oggi viene messa in dubbio la leale collaborazione tra le istituzioni dello Stato e anche pone al centro il tema del rapporto tra potere esecutivo e Parlamento. Nel nostro Question time chiedevamo al governo semplicemente di sapere se la polizia penitenziaria abbia mai acquisito o utilizzato lo spyware Grafite o altri software di sorveglianza prodotti dalla Paragon Solution. Le risposte possibili erano due: No, allora non vedo quale segreto di Stato si possa richiamare. Oppure Sì, in quel caso, in linea teorica, si sarebbe potuto apporre il segreto per poi rimandare il caso al Copasir. Mettere il segreto prima di dare la risposta è inaccettabile in un rapporto corretto tra governo e Parlamento. Chiediamo l’intervento del presidente della Camera, perché ne vale la dignità di questa istituzione”.
Così il deputato democratico, Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in Aula sull’ordine dei lavori.
Non è passato nemmeno un mese dalla nuova amministrazione Trump e il mondo è completamente cambiato rispetto a come lo abbiamo conosciuto finora. Il presidente americano ha lanciato una sfida epocale all’Europa e proprio questo è il momento di dimostrare di essere all’altezza di rispondere con una voce unitaria e autorevole. È finito il tempo delle ambiguità. Dalla premier Meloni ci aspettiamo una scelta chiara e netta: scelga tra Trump e l’Unione europea. Perché abbiamo bisogno di costruttori di un’Europa forte.
Così Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
“Ormai è chiaro: la vera emergenza per il governo non sono le bollette energetiche che esplodono, la siccità e le alluvioni, la cassa integrazione in aumento esponenziale, la crisi dell’industria o il crollo del Pil. La vera emergenza è trovare una poltrona al figlio del presidente del Senato. Nel Decreto Emergenze, appena approvato dalla Camera, non c’è niente infatti per il paese ma, stando ad autorevoli articoli di stampa, c’è la defenestrazione per legge di una presidenza eletta al fine di creare un posticino al sole per Geronimo La Russa. La destra compatta ha infatti respinto il nostro ordine del giorno che impediva palesi favoritismi”: così i deputati e capigruppo Pd in commissione Bilancio e Ambiente, Ubaldo Pagano e Marco Simiani sul Decreto approvato oggi a Montecitorio.
“Questo decreto su cui è stata posta l'ennesima fiducia è un insieme di norme confuse e prive dei requisiti di urgenza, utili solo per pochi. Nasce lontano dagli interessi della comunità soprattutto nelle soluzioni che propone: è un altro provvedimento di distrazione di massa. Il governo vuole nascondere che senza il tanto osteggiato Pnrr, l'Italia sarebbe in recessione economica. Le conseguenze le scontano gli italiani costretti a pagare conti familiari sempre più alti, devastati dalle bollette, dall'aumento dei mutui, dei carburanti e delle nuove multe che il governo si è inventato immotivatamente”. Così il deputato dem Silvio Lai intervenendo a Montecitorio sul voto di fiducia del Dl Pnrr.
“Ogni giorno – continua il parlamentare Pd – governo e maggioranza inventano storie irreali e cercano nuovi nemici per coprire i fallimenti. Ma questo decreto è solo pura propaganda fin dall'articolo 1 laddove si propone il modello Caivano in altri quartieri delle città italiane per elevarle a simbolo delle periferie degradate. Nulla di più sbagliato perché commissariando le periferie, il governo delegittima i sindaci e non dà risposte contro il degrado. Viene marginalizzato il Terzo settore e il suo contributo fondamentale per le periferie in difficoltà. Vengono stanziati fondi per tre mini dissalatori in Sicilia senza alcun quadro complessivo territoriale e senza alcuna trasparenza”. “Scemare e sopire, illudere e ingannare: così il governo pensa di risolvere i problemi degli italiani. La propaganda è l'ossessione di questo esecutivo”, conclude Lai.
“Dopo un lungo lavoro di due anni fatto di audizioni e approfondimenti normativi, in Commissione Trasporti abbiamo approvato l'indagine conoscitiva sulla continuità territoriale, partita anche da specifica richiesta del Pd. È un importante punto di partenza su un tema attualissimo come la continuità territoriale dove siamo impegnati per dare risposte concrete e soluzioni per migliaia di passeggeri”. Così in una nota il deputato dem Anthony Barbagallo.
“Registriamo però – continua il capogruppo Pd in Commissione Trasporti - la totale assenza del governo nello stanziamento delle risorse necessarie a dare concreta attuazione al provvedimento alla luce anche del principio di insularità in Costituzione”. “Serve dunque incrementare i tre fondi istituiti dalle norme del 2021 e dalla legge di bilancio 2023 e dare maggiori certezze ai cittadini che vivono nelle isole e in particolare ai siciliani e sardi, principali attori interessati della continuità territoriale”, conclude Barbagallo.
Pienamente condivisibile l'allarme lanciato nuovamente dal Presidente Draghi sull'urgenza di agire in un'ottica di maggiore integrazione ed unità perché è in gioco il presente e il futuro dell'Europa. Siamo di fronte a sfide e minacce globali, sempre più pericolose, che assumono un carattere esistenziale. Di fronte al nuovo atteggiamento del Presidente Trump, di fronte al rischio di irrilevanza, è urgente e necessario rafforzare l'Europa. E' del tutto evidente che se non saremo capaci di mettere davvero in comune tutti gli sforzi, agendo come se fossimo uno Stato unico, saremo sopraffatti e rischiamo un'implosione politica". Lo scrive in una nota Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche Ue alla Camera.
"Dobbiamo rafforzare gli investimenti nei settori strategici decisivi dall'energia al digitale, dalla difesa comune all'industria, dalla ricerca alla cybersicurezza fino alla finanza, mettendo in campo un grado di coordinamento inedito, come fatto durante la pandemia. Contro le spinte a dividerci, la nostra risposta deve essere ferma e soprattutto celere: governi, parlamenti nazionali, istituzioni europee devono agire con un nuovo spirito "pionieristico" per usare un'espressione cara a David Sassoli. La Premier Meloni con il Governo e la maggioranza non hanno neppure presentato una propria mozione in aula durante la discussione del rapporto Draghi la scorsa settimana. Cosa pensano del futuro dell'integrazione europea? Meloni non può più glissare o pattinare. Guai a pensare di assecondare le sirene trumpiane che mirano a indebolirci e disgregarci". Così conclude il dem.
“Alex Bonucchi era un giovane professionista di Nonantola. A 25 anni è morto folgorato in Algeria, durante un viaggio di lavoro. Alex, tecnico specializzato della Sacmi, secondo gli accertamenti medico legali algerini, è deceduto per folgorazione all'interno della piscina dell'hotel dove alloggiava, l’Amsterdam di Rouiba. Ma troppe sono le incongruenze. Un’autopsia di cui non abbiamo ancora il fascicolo completo, alcuni organi mancanti nella restituzione del corpo ai familiari, non danno pace alla famiglia, alla madre innanzitutto, ma anche a tutta la nostra comunità. Per questo con la collega Maria Cecilia Guerra abbiamo presentato una nuova interrogazione al ministro Tajani, che si aggiunge a quelle di altri colleghi, perché non possiamo lasciare nell’ombra la morte di un nostro connazionale. Vogliamo la verità, vogliamo sapere cosa sia successo, pretendiamo che le autorità algerine si mostrino più disponibili e trasparenti per fare chiarezza, perché le incongruenze sono troppe e una morte così risulta più incomprensibile che mai. I segni sul corpo sono incompatibili con la versione fornita dall’istituto di medicina legale algerino. Tajani ci ascolti, vogliamo sapere e rivogliamo gli organi del ragazzo, come giustamente chiede la madre, vogliamo tutta la verità per Alex”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"È molto grave che il Governo abbia dato parere negativo al nostro ordine del giorno, al Dl emergenze che chiedeva un intervento tempestivo per garantire alle associazioni sportive locali l’accesso al centro sportivo di Caivano. Dopo le tante promesse sbandierate dall’esecutivo, ci saremmo aspettati un impegno concreto per rimuovere gli ostacoli che impediscono alla comunità di usufruire di una struttura fondamentale per il territorio. Ancora una volta, alle parole non seguono i fatti. Il Governo spieghi le incomprensibili ragioni sul perché ha deciso di voltare le spalle alle associazioni sportive di Caivano. Questo parere va in direzione contraria al diritto alla pratica sportiva che la Costituzione dall’ottobre 2023 riconosce. Ci aspettiamo meno spot e più sport da questo esecutivo" Lo dichiarano in una nota il responsabile nazionale sport, del Pd, il deputato, Mauro Berruto e il primo firmatario dell’odg, il deputato dem, Marco Sarracino e la democratica Michela Di Biase.