25 anni fa ci lasciava Nilde Iotti, prima Presidente donna della Camera dei Deputati. Una vita spesa per la democrazia e la difesa delle istituzioni per tenere fede all’impegno nato nella Resistenza. Una protagonista delle conquiste delle donne, sempre al loro fianco.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Odg su contratti filiera e graduatorie
“Ritardi, ricorsi, correzioni dei punteggi e rallentamenti rischiano di pregiudicare l’assegnazione dei fondi del Pnrr a sostegno dei contratti di filiera dei settori agroalimentare, pesca ed acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e e vivaismo. Per questo con uno specifico ordine del giorno al Decreto fiscale, insieme ai deputati Pd della Commissione Agricoltura, Forattini, Marino, Romeo e Rossi, chiediamo al governo di adottare ogni iniziativa utile finalizzata a scongiurare la perdita dei fondi Pnrr a sostegno dei contratti di filiera e a procedere con rapidità allo scorrimento delle graduatorie, tenendo conto dei ricorsi presentati, garantendo, al contempo, il pieno utilizzo de delle risorse assegnate entro le scadenze fissate tra milestone e target. Ricorsi che non sono stati ad oggi trattati dalla giustizia amministrativa e che tengono bloccate l’assegnazione delle risorse e la pubblicazione definitiva delle graduatorie”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“I contratti di filiera - aggiunge - sono decisivi per valorizzare le produzioni italiane e promuoverle sui mercati internazionali e sono il più importante strumento di politica nazionale a favore del settore agroalimentare. Peraltro nel percorso che ha portato all’incremento delle risorse a disposizione e all’assegnazione ad Ismea come soggetto attuatore attraverso uno specifico decreto pubblicato qualche giorno fa con cinque mesi di ritardo rispetto alla firma e alla registrazione della Corte dei Conti appare singolare che Masaf e Ismea abbiano firmato una apposita convenzione, con conseguente incarico economico alla società Ernst e Young Spa, senza la pubblicazione del decreto sulla gazzetta ufficiale. Non vorremo - conclude - che le procedure seguite producessero un ennesimo pasticcio, con conseguenti ricorsi, delle quali il comparto agricolo non ne sente davvero il bisogno perché rischierebbe di perdere definitivamente le risorse del Pnrr, visti i target stringenti”.
“Ho avuto un incontro con una delegazione governativa della Mongolia guidata da Altangerel Oyunsaikhan, ministro della giustizia e degli affari interni della Mongolia, che ha visitato il nostro Paese per approfondire le relazioni bilaterali e discutere opportunità di cooperazione in diversi settori. L'incontro si è svolto in un clima di cordialità e rispetto reciproco, evidenziando l'importanza strategica della nostra amicizia. Abbiamo avuto l'opportunità di esplorare temi cruciali, quali lo sviluppo economico, la sostenibilità ambientale e la cooperazione culturale. La Mongolia, con la sua ricca storia e la sua cultura vibrante, rappresenta per noi un partner fondamentale nel panorama internazionale. Durante il colloquio, abbiamo sottolineato l'impegno condiviso nel promuovere il dialogo e la cooperazione, non solo a livello bilaterale, ma anche nel contesto di organizzazioni internazionali. Abbiamo concordato sulla necessità di intensificare gli scambi commerciali e di investimenti, nonché di facilitare la mobilità di studenti e professionisti tra i nostri Paesi. Inoltre, abbiamo discusso la possibilità di sviluppare progetti congiunti in settori strategici come l'energia rinnovabile, l'agricoltura sostenibile e la tecnologia, ambiti in cui entrambi i paesi possono trarre vantaggio dalla condivisione delle migliori pratiche e competenze. La Mongolia è un’amica preziosa, e siamo determinati a costruire insieme un futuro prospero e sostenibile per entrambi i nostri popoli. Erano presenti anche Pulsalmaa Badamdorj membro del Parlamento, Khosbayar Chagdaa giudice presidente della Camera per i casi penali, Corte Suprema della Mongolia, Namiun Khosbayar funzionario del dipartimento del trattato internazionale e della cooperazione estera del ministero della Giustizia e degli affari interni della Mongolia, accompagnati da Narantungalag Tserendorj Ambasciatrice della Mongolia in Italia e Alessandra Piccarreta Ambasciatrice italiana in Mongolia. Hanno partecipato all’incontro anche Alessandra Schiavo, direttore centrale Asia e Oceania e Francesco Stocchi direttore artistico del museo MAXXI.” Cosi’ in una nota Nicola Carè deputato Pd e Presidente UIP Italia – Mongolia.
Oggi conferenza stampa alla camera, ore 11.30 – Sala Berlinguer
“Oggi alle ore 11.30 nella sala Berlinguer della Camera dei Deputati (via degli uffici del vicario n. 21, terzo piano) la capogruppo del Pd Chiara Braga, insieme ai deputati e senatori democratici eletti all’estero, terrà una conferenza stampa per presentare le proposte e il pacchetto di emendamenti alla manovra di bilancio per gli italiani residenti all’estero. Saranno presenti: il Responsabile del dipartimento italiani nel mondo del PD, Luciano Vecchi, e i parlamentari, Nicola Carè, Andrea Crisanti, Christian Di Sanzo, Francesco Giacobbe, Francesca La Marca, Fabio Porta, Toni Ricciardi.
"Esprimo profonda preoccupazione in merito alla situazione attuale in Corea del Sud dopo la dichiarazione di legge marziale da parte del presidente Yoon Suk Yeol. È fondamentale che si trovi una soluzione che rispetti pienamente il principio dello stato di diritto e delle procedure democratiche. Stiamo seguendo con grande attenzione e nutriamo forti speranze che ogni controversia politica possa essere risolta in modo pacifico e giusto, senza ricorrere a misure estreme e che venga rispettato il voto del Parlamento.” Così Nicola Carè deputato Pd e presidente dei parlamentari socialisti e democratici della NATO.
Calendarizzare Pdl, avviare discussione
“Sul lupo come su altre specie faunistiche qualsiasi ragionamento non può prescindere dalle valutazioni e dalle indicazioni della scienza. Ed è in questo contesto che vanno inquadrate anche le problematiche di ordine sociale ed economiche che scaturiscono da una presenza eccessiva di una specie. Per le specie protette, che tali devono rimanere, anche se con classificazioni diverse sul piano della protezione, come nel caso del lupo, non si tratta di caccia, come pregiudizialmente si vorrebbe far credere, tantomeno di un favore ad una fantomatica lobby, ma di gestione ovvero della possibilità di interventi mirati che garantiscano equilibrio faunistico anche a tutela dello stesso lupo. In sede europea e alla Convenzione di Berna hanno utilizzato questi parametri sapendo peraltro che la decisione finale deve essere ancora presa. Per questo insistiamo sul fatto che in Italia il vero problema è rappresentato non tanto dai 3.300 lupi censiti , ma dagli oltre 500mila cani randagi presenti sul territorio che diventano ibridi accoppiandosi con il lupo arrecando un danno notevole alla biodiversità. Su questa problematica occorre intervenire con assoluta celerità riponendo le bandiere ideologiche che non servono a nessuno. La proposta di legge che come Pd abbiamo presentato alla Camera va in questa direzione e chiediamo che venga calendarizzata al più presto per avviare la discussione”.
Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Simiani, capigruppo Pd nella commissioni Agricoltura e Ambiente della Camera.
"In occasione dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Ambiente, insieme ai colleghi Amendola e Barbagallo, ho richiesto l’audizione urgente del Commissario per l’emergenza idrica, delle società di gestione e del Ministro Pichetto Fratin.
La situazione in Basilicata e Sicilia è oggettivamente drammatica, con le comunità locali che stanno vivendo una fortissima sofferenza a causa della carenza idrica. È indispensabile che vengano fornite risposte tempestive e immediate per affrontare questa emergenza e garantire il diritto all'acqua per i cittadini.
Non possiamo permetterci ulteriori ritardi: servono interventi concreti e risolutivi" ha dichiarato il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani.
“La maggioranza prosegue nella sua battaglia ideologica contro l’industria cinematografica audiovisiva. E oggi, invece di riconoscere il fallimento delle politiche di un governo che ha affossato e gettato nell’incertezza un settore apprezzato in tutto il mondo, il presidente Mollicone si erge a giudice e tenta di portare sul banco degli imputati l’ex AD di Cinecittà. Ma i numeri parlano chiaro, così come la fotografia degli studi cinematografici romani che fino agli interventi del governo sul tax credit, erano pieni e operativi, e ora sono drammaticamente vuoti. La situazione è evidente: una società che prima, in utile, restituiva risorse allo Stato, oggi si ritrova con il cappello in mano a chiedere al Ministero dell’Economia nuovi finanziamenti. Questo è il vero dato politico. Invece di trasformare il Parlamento in un tribunale per coprire le proprie responsabilità, Mollicone dovrebbe impegnarsi a calendarizzare con urgenza la nostra risoluzione parlamentare sull’industria cinematografica e audiovisiva, che da troppo tempo giace sulla sua scrivania. O forse teme che anche da quel dibattito emerga plasticamente il fallimento del governo Meloni sulle politiche culturali e la responsabilità sullo stallo del settore cinematografico?” così in una nota i deputati democratici della commissione cultura della Camera replicano al presidente della commissione Cultura di Montecitorio.
Pensioni, accise, migranti: tutte le promesse elettorali di Meloni svanite al vento. Una ferita alla parte più fragile del paese. Alle pensioni minime andrà 1,80 € al mese in più. Mentre continuano a sprecare risorse per i centri in Albania, vuoti da mesi.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Si tratta di un provvedimento approvato in tutta fretta solo per non perdere risorse inserite nel Pnrr. Non c’è alcuna misura in grado di stimolare la crescita del mercato e di attivare un virtuoso percorso positivo. Non ci sono norme sul commercio al dettaglio e per i servizi alle imprese, nonostante il settore viva una crisi devastante. Non si interviene per migliorare l'efficacia della pubblica amministrazione, non si riduce l'evasione fiscale, non si potenziano gli investimenti su ricerca e innovazione per contrastare con rapidità ed efficacia i cambiamenti climatici. Ci troviamo in presenza di un testo debole anche sul riordino delle concessioni autostradali sugli usi commerciali delle startup. Tutte le nostre proposte migliorative sono state sistematicamente respinte. Come quelle che intendevano garantire tariffe sostenibili agli utenti con investimenti, innovativi ed efficaci, che intervenivano sul trasporto pubblico locale e gli Ncc, che in migliaia si stanno mobilitando per poter continuare a lavorare, e sul telemarketing. Riguardo il servizio sanitario la destra ha superato e stessa riuscendo a prorogare con una deroga una legge, la legge Draghi sulla concorrenza, che dava sì la possibilità alle aziende private di poter concorrere, ma lo faceva cercando di far risparmiare la sanità”.
Così il deputato democratico e capogruppo in commissione Ambiente, Marco Simiani, intervenendo in Aula alla Camera per annunciare il voto contrario del gruppo al Ddl Concorrenza.
“Chiedo un'informativa urgente al ministro Calderoli per sapere come intenda proseguire sull'Autonomia differenziata dopo che qualche ora fa la Corte Costituzionale ha praticamente demolito l'impianto della sua ormai ex riforma. La sentenza dice che non si può più fare nulla. In qualsiasi paese al mondo probabilmente a quest'ora, dopo un fallimento del genere, il ministro competente si sarebbe già dimesso. Nel giorno in cui la presidente Meloni priva il nostro Paese del ministero per il Mezzogiorno, salta il Patto di sindacato su cui si regge questo governo: l'autonomia salta e il prossimo sarà il premierato e con lui la vostra concezione del potere mai utilizzato per cambiare l'Italia, ma solo usato per prendervela con qualcuno”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico.
“Un passaggio della sentenza secondo noi – ha concluso Sarracino - mette la parola fine a questa legge: ‘il popolo e la nazione sono unità non frammentabili. Esiste una sola nazione, così come esiste un solo popolo italiano. Sul piano istituzionale questa rappresentanza e la cura delle esigenze unitarie, sono affidate esclusivamente al parlamento e in nessun caso possono essere riferiti ai consigli regionali’. I patrioti volevano spaccare la Patria e invece la Patria si è salvata, nonostante voi. E’ il giorno in cui è meglio che ne prendiate atto”.
“L’approvazione in Commissione Affari Costituzionali del testo sulla separazione delle carriere è profondamente sbagliata e rappresenta un grave errore della maggioranza, che per equilibri interni sacrifica il funzionamento della giustizia a bandiere ideologiche e interessi di partito”. Lo dichiarano Simona Bonafé e Federico Gianassi, capigruppo del Partito Democratico nelle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera. “Riteniamo sbagliato rilanciare un tema già affrontato con la riforma Cartabia, che ha introdotto una separazione di fatto limitando a un solo passaggio il cambio di ruolo nel corso della carriera. Piuttosto che alimentare scontri e divisioni, sarebbe stato necessario monitorare gli effetti di quella norma per verificarne l’efficacia,” sottolineano i democratici.
“La separazione delle carriere non è una priorità per il sistema italiano, che attende ancora un grande piano d’investimento in ciò che conta davvero per i cittadini: risorse umane, formazione, edilizia giudiziaria e semplificazione burocratica, indispensabili per garantire processi più rapidi e diritti effettivi. “Il governo sta sprecando tempo prezioso su una questione che distrae dalle vere urgenze della giustizia e dalle reali esigenze dei cittadini,” concludono Bonafè e Gianassi.
“Chiediamo che il governo, la presidente Meloni, vengano in Aula per un'informativa urgente sull'emergenza automotive. Da ieri, gli operai di Transnova, azienda importante dell'indotto Stellantis, stanno presidiando i cancelli dell'azienda a Pomigliano, Melfi, Mirafiori e Cassino. Si tratta, complessivamente di 350 persone, a cui Stellantis ha deciso, dopo 35 anni, di non rinnovare la commessa. Un avviso chiaro di disimpegno: il primo pezzo dell'indotto che rischia di tirare giù, con un effetto domino, tutto il sistema automotive italiano. È un presagio, è un avvertimento. Qui nessuno ha interesse ad aprire polemiche. Vogliamo costruire soluzioni e aprire una discussione vera sul destino industriale del nostro Paese”. Lo ha detto in Aula alla Camera il capogruppo Pd in commissione Lavoro Arturo Scotto.
“100 milioni di buona uscita - ha aggiunto l'esponente dem - all’ad Tavares. Saranno anche le regole del capitalismo, ma quanto può reggere il patto democratico se l'amministratore delegato di una grande azienda guadagna 518 volte in più di un suo lavoratore. Il rischio di scomparsa dell'automotive dal nostro Paese reale è reale e dunque la fine dell'Italia così come l'abbiamo conosciuta, un grande paese industriale, la settima potenza economica del mondo”.
“Oggi – ha concluso Scotto - rischiamo il deserto, l'esplosione definitiva della cassa integrazione. L'ulteriore processo di delocalizzazione delle produzioni. Serve dunque una discussione vera, una politica industriale che è assente, serve il ripristino integrale del fondo per la transizione nell'automotive. Se il Parlamento chiama il capo di Stellantis risponde. Meloni decide di essere protagonista o semplice spettatore di una dismissione strisciante? Di un lento inesorabile spegnimento di questo patrimonio nazionale”.
“La decisione di ridurre la protezione del lupo da “rigorosamente protetto” a solo “protetto” non ha basi scientifiche ma è dettata solo dall’opportunismo politico di chi vuole a tutti i costi accontentare le richieste dei cacciatori.
Ma imbracciare il fucile per sparare ai lupi non porterà ad alcuna soluzione, non servirà nè per ridurre gli attacchi agli allevatori e agli agricoltori nè tantomeno ci porterà verso una migliore convivenza tra uomo e animale, semmai, purtroppo, farà l’esatto contrario.
Chi oggi festeggia questa decisione scellerata, raggiunta non senza ombre come rileva l’indagine del Mediatore europeo, in realtà si fa beffe della scienza, degli impegni sottoscritti per tutelare la biodiversità, dei cittadini e delle cittadine che hanno a cuore la fauna selvatica ma anche di quegli agricoltori e allevatori che dicono di voler difendere. Solo fumo negli occhi per assecondare la lobby venatoria”. Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, commentando la decisione de Comitato permanente della convenzione di Berna, organo del Consiglio d’Europa, di declassare lo status di protezione del lupo.
“La lettura delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale chiariscono ulteriormente i profili di grave incostituzionalità della riforma sull'Autonomia differenziata. Rappresentano una pietra tombale sul progetto secessionista della destra che viene smontato nei punti essenziali. Il governo non può più far finta di nulla. Blocchi immediatamente l'iter delle intese avviate e torni indietro su questa riforma. Si fermi e riconosca il proprio fallimento”. Così Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico nella commissione bicamerale per le questioni regionali, ha commentato il pronunciamento che boccia la riforma Calderoli.