16/05/2024 - 17:09

"La notizia dell' omicidio accaduto in Montagnola a Bologna desta grande preoccupazione. La sicurezza dei cittadini e il contrasto alle situazioni di degrado e criminalità rappresentano una priorità sempre più evidente. Come ho già chiesto a suo tempo in iniziative parlamentari, devono essere assicurate alle Forze dell' Ordine a Bologna tutte le condizioni per operare, in termini di organici e di mezzi. Il Governo deve fare fino in fondo la sua parte. Le istituzioni devono essere unite per contrastare insicurezza e criminalità. A partire da una legislazione efficace, dalla promozione della coesione sociale e dell' integrazione, dal sostegno alle Forze dell' Ordine ed alla Magistratura".

16/05/2024 - 16:43

“Il governo italiano sta operando a 360 gradi per minare l’incolumità dei migranti e i loro diritti” lo dichiara la deputata democratica e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Laura Boldrini, firmataria dell’interrogazione parlamentare ai ministri Tajani e Salvini con cui i gruppi dem in Commissione Esteri e in Commissione Trasporti chiedono conto dell'inserimento dell'Egitto tra i paesi sicuri e delle recenti ordinanze dell’Enac. Ordinanze che, di fatto, impediscono l’attività di monitoraggio che gli aerei delle Ong effettuano nel Mediterraneo Centrale. "Il governo è arrivato addirittura ad utilizzare di enti amministrativi per ostacolare e per punire chi contribuisce al salvataggio di migliaia di vite umane. È sbagliato – aggiunge Boldrini – pensare che lo Stato abbia una sorta di monopolio delle operazioni di ricerca e soccorso in mare mentre altri soggetti agiscono in modo abusivo ed illegale, svolgendo un’attività di ricerca e soccorso non autorizzata. Né le nostre leggi né le Convenzioni Internazionali sulla salvaguardia della vita in mare prevedono questa sorta di esclusiva né una qualche “specializzazione” o autorizzazione per l’avvistamento, la segnalazione e il soccorso di navi in pericolo. Anzi, come noto, viene costantemente affermato il dovere di segnalare e soccorrere una nave in pericolo da parte di chiunque se non si vuole incorrere nel reato di omissione di soccorso. La decisione di Enac, quindi, appare non solo infondata ma anche pericolosa perché la sua applicazione può causare un ulteriore aumento di naufragi e di vittime in mare, e sembra finalizzata a voler togliere di mezzo testimoni sgraditi che segnalano imbarcazioni a rischio". "Vorremmo poi sapere dal governo - conclude Boldrini - su quale base abbia inserito l’Egitto tra i paesi di origine dei migranti ritenuti sicuri, nonostante, in quel paese, la situazione riguardo al rispetto dei diritti umani e delle libertà è sempre più deteriorata. Risulta infatti che siano circa 60 mila i detenuti in stato di detenzione arbitraria, unicamente per aver esercitato i loro diritti umani, civili e politici nel contesto di un’implacabile repressione del dissenso".

16/05/2024 - 15:54

“Sette arresti in meno di due settimane, con i casi più eclatanti dell'avvocato Sonia Dahmani,  fermata da uomini mascherati durante una diretta televisiva di France24 e dell'avvocato Mehdi Zaghrouba dopo un'irruzione alla Camera penale. Questo è ciò che accade oggi in Tunisia dove il regime del presidente Saied, in base alla cosiddetta legge “anti-fake news”, può arrestare chiunque abbia un’opinione di critica al governo con una reclusione che va dai 5 ai 10 anni. A poca distanza dalle coste italiane assistiamo alla repressione della società civile tunisina.
A un mese dalla visita di Giorgia Meloni a Tunisi e mentre l'esecutivo italiano approfondisce i termini della cooperazione nell'ambito del controllo delle frontiere, il Pd chiede al governo se alla luce delle violazioni dei diritti umani che avvengono in Tunisia e della repressione nei confronti della società civile, non intenda rivedere i propri accordi con il governo tunisino. Il Pd inoltre chiede se il governo intenda adoperarsi, nei rapporti bilaterali con la Tunisia, all’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici e manifesti pubblicamente la sua preoccupazione come lo hanno già fatto le diplomazie francese e dell’Unione Europea”.
Questa è la sintesi dell'interrogazione presentata dal gruppo Pd alla Camera a firma Provenzano, Boldrini, Quartapelle, Porta e Amendola in Commissione Affari esteri al ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

16/05/2024 - 14:18

"Il Centro militare veterinario di Grosseto è un'eccellenza storica del territorio e un volano economico e occupazionale locale di enorme rilievo e potenzialità. Andrebbe quindi valorizzato e non smantellato come sembra voler fare il ministro della Difesa Crosetto. Su questa vicenda presenterò una interrogazione parlamentare”. Lo afferma il deputato toscano del Pd Marco Simiani in merito alle recenti indiscrezioni sul ridimensionamento delle attività della struttura.

“Il progetto di razionalizzazione del comparto equestre - conclude Simiani - che prevede lo spostamento dell'intero parco fattrici e puledri dal CeMiVet di Grosseto a al Centro Militare di Equitazione di Montelibretti (Lazio), dove peraltro era già stata trasferita negli scorsi anni la scuola equestre di Mascalcia, va assolutamente bloccato. Il nostro territorio ospita dall’inizio del 1800 il Centro militare veterinario che ha trovato un contesto ambientale e sociale perfetto per perseguire i propri obiettivi e ottenere risultati straordinari. Spostare altre attività sarebbe sicuramente il preludio alla sua prossima chiusura e le ripercussioni dal punto di vista economico ed occupazionale sarebbero gravissime. La destra smetta di penalizzare Grosseto".

16/05/2024 - 14:12

“A un anno dall’alluvione in Emilia Romagna il bilancio è devastante: rimborsi mancati, provvedimenti assenti e ancora grande incertezza su cosa accadrà dopo la scadenza del mandato di Figliuolo tra poco più di 4 settimane” così la deputata democratica Ouidad Bakkali nel giorno dell’anniversario delle alluvioni del maggio 2023. “Le uniche cose che sono abbondate – aggiunge la democratica – sono le passarelle e le false promesse dei ministri e della presidente del Consiglio Meloni. Adesso però la misura è colma, basta prendere in giro gli emiliano romagnoli”.

16/05/2024 - 13:50

“Una provocazione o il preludio di una nuova deriva italexit del partito di Salvini?” Lo chiede il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca, che sottolinea: “la proposta di togliere le bandiere dagli uffici pubblici non meriterebbe neanche di essere commentata se non provenisse da un autorevole esponente del partito del vice premier italiano. Vuol dire non aver capito ancora il senso e l'importanza dell'Europa per i nostri cittadini e per il nostro Paese. La presidente del consiglio Meloni cosa pensa di questo ritorno della Lega alle origini ultraeuroscettiche? È d’accordo o prende le doverose distanze?”.

16/05/2024 - 13:22

Mi sembra un passo avanti. Salvini non si riconosceva neanche nel tricolore…Mi aspetto presto una proposta per le bandiere delle contrade, dei sestrieri e dei rioni. Da Ventotene al cortile di casa. Viva l’Europa.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, replicando alla proposta del senatore della Lega Borghi per togliere la bandiera europea dagli edifici pubblici

16/05/2024 - 12:48

Da governo giravolta imbarazzante. Ora rispettino promesse

“Siamo felici che grazie alla mobilitazione locale, a cui abbiamo voluto dare voce con la nostra interrogazione, e all’invito del presidente della Repubblica, finalmente gli archivi del processo Vajont potranno rimanere nel territorio dove quella tragedia è avvenuta e dove i suoi segni rimangono indelebili nella memoria delle persone. La smentita raffazzonata del sottosegretario Mazzi alle sue stesse dichiarazioni in Aula di poche ore prima è già di per sé un fatto così imbarazzante che non merita molti commenti, se non quello che di fronte a questioni così delicate una maggiore attenzione da parte di chi ricopre incarichi di governo sarebbe necessaria”.Così Rachele Scarpa, deputata Pd della provincia di Belluno.

“Siamo molto contenti - aggiunge Alessandro Del Bianco, segretario provinciale Pd Belluno - che l’interrogazione e la conseguente negativa risposta del governo abbia sortito nel territorio un immediato riscontro e che, dopo la nostra iniziativa, si siano alzate forti le voci di istituzioni locali e associazioni legate al disastro del Vajont. Felici perché, insieme, abbiamo fatto fare un dietrofront al governo che oggi non solo si rimangia le parole, ma promette di fare restare le carte del processo del Vajont a Belluno. Il processo del Vajont non è solo immagine, non è solo documento da poter digitalizzare. È materia viva, è monito perenne e visibile quanto il territorio e le comunità che lo gestisce. Ora - conclude - continueremo a controllare e pungolare il governo affinché le promesse diventino realtà”.

16/05/2024 - 12:29

Sovraffollamento e carenza organico compromette funzione rieducativa della pena

“Nelle carceri italiane si vive una vera e propria emergenza umanitaria. Il sovraffollamento, aggravato dalla carenza di personale della polizia penitenziaria, compromette la funzione rieducativa delle pene carcerarie. Il ministro Nordio ha il dovere di ascoltare le ragioni di chi vive e lavora ogni giorno negli istituti penitenziari: in democrazia, la prima parola è 'ascolto'.”Così il capogruppo democratico nella commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano, che sta partecipando al presidio del sindacato della polizia penitenziaria, Osapp, sotto il ministero della giustizia a Roma. “È un brutto segnale - aggiunge Graziano - che il ministro Nordio non abbia accettato la richiesta del sindacato Osapp di essere ricevuto per portare proposte concrete al ministero. Questa situazione intollerabile è lontana dai principi della nostra Costituzione, che riconosce la funzione rieducativa della pena”.

16/05/2024 - 12:13

“Chiediamo al governo come intenda agire per evitare che ordinanze come quelle dell’Enac, chiaramente illegittime, oltre che propagandistiche e inapplicabili, possano ostacolare il doveroso compito degli aerei delle Ong di monitoraggio e avviso di imbarcazioni in pericolo di perdersi in mare. Vorremmo poi sapere dal governo su quale base abbia inserito l’Egitto tra i paesi di origine dei migranti ritenuti sicuri, consci del notorio deterioramento del rispetto dei diritti umani nel paese”. Sono le richieste contenute nell'interrogazione ai ministri Salvini e Tajani presentata dai deputati del Pd Bakkali, Boldrini, Provenzano, Barbagallo, Morassut, Casu, Ghio, Porta, Quartapelle.
“Notizie di stampa informano di una serie di ordinanze dell’Enac con cui sembra voglia interdire l’attività di monitoraggio che gli aerei delle Ong effettuano nel Mediterraneo Centrale, attività che contribuiscono alla salvezza di migliaia di vite umane, ritenendo che lo Stato abbia una sorta di monopolio delle operazioni di ricerca e soccorso in mare e che altri soggetti agiscano in modo abusivo ed illegale, svolgendo un’attività di ricerca e soccorso non autorizzata. In realtà, nessuna norma né dell’ordinamento interno né le Convenzioni Internazionali relative alla salvaguardia della vita in mare, prevede questa sorta di esclusiva né una qualche “specializzazione” o autorizzazione per l’avvistamento di navi in pericolo o interventi di soccorso in mare; anzi, come noto, viene costantemente affermato il dovere di provvedere alla segnalazione di una nave in pericolo, da parte di tutti i soggetti che vengano a conoscenza della situazione, così come quello di procedere al salvataggio (laddove ciò non metta a rischio la vita dei soccorritori). La decisione di Enac, quindi, appare non solo infondata ma anche pericolosa, potendo causare, se applicata concretamente, un ulteriore aumento di naufragi e di vittime in mare, e sembra finalizzata a voler ‘accecare’ un occhio sgradito che segnali imbarcazioni “in distress” ed obblighi ad effettuare soccorsi”.

16/05/2024 - 10:23

Le deputate democratiche, Marianna Madia e Lia Quartapelle hanno firmato la proposta di legge promossa da Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata dei detenuti.

“In questi mesi - dichiarano le democratiche - la destra ha inasprito le pene. Firmiamo la liberazione anticipata perché siamo contrarie a questa idea della giustizia in cui si butta via la chiave. Le carceri che oggi sono stracolme devono essere luoghi di recupero. Quindi bene un meccanismo che semplicemente aumenti il meccanismo già oggi in vigore di diminuzione progressiva della pena quando c’è una buona condotta”.

15/05/2024 - 19:40

"Il 15 maggio di 76 anni fa, nel 1948 inizia la Nakba, la catastrofe, la deportazione di oltre 700mila palestinesi che furono costretti a lasciare le loro case e le loro terre e a trovare una sistemazione a Gaza, in Libano, Siria e Giordania.
Il giorno prima il 14 maggio, nasceva lo Stato di Israele. Ancora oggi, invece non esiste lo Stato di Palestina, nonostante una risoluzione dell’Onu del 1947 lo preveda

Il 10 maggio scorso l’Assemblea Generale dell’Onu approva l’ammissione dello Stato di Palestina come membro effettivo e non solo come osservatore.
Grave l’astensione dell’Italia che continua a parlare di “due popoli e due stati”, ma poi non si adopera nelle sedi opportune per il riconoscimento della Palestina.
Nelle ultime settimane, a Gaza, sono state scoperte diverse fosse comuni, sette, nei pressi degli ospedali Nasser (a Khan Younis), Al Shifa (a Gaza) e KamalAdwan (a Beit Lahia) per un totale di circa 520 morti.  Sono tutti ospedali in cui l’esercito israeliano ha fatto operazioni militari sostenendo fossero rifugi dei miliziani di Hamas o depositi di armi. Ma tra i corpi trovati, tanti avevano le mani legate dietro la schiena, i cateteri ancora attaccati al corpo ed evidenti segni che li identificavano come pazienti degli ospedali, non come combattenti.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha chiesto un’indagine indipendente su questi fatti.

Nei giorni scorsi un’inchiesta pubblicata dalla CNN ha rivelato l’esistenza di un carcere nel deserto del Negev, a Est della Striscia di Gaza dove si consumano vere e proprie torture: prigionieri costretti con le manette al punto da comportare amputazioni . L’inchiesta, corredata da inequivocabili foto e video con prigionieri bendati e ammanettati, è nata grazie ai racconti di due whistleblowers israeliani che in quel carcere hanno lavorato. Si parla di una Guantanamo o di una Abu Ghraib israeliana.

Intanto, Netanyahu non rinuncia all’assalto a Rafah, nonostante anche i suoi più fedeli alleati, USA in primis, gli abbiano chiesto di non farlo.
Il 7 maggio scorso l'esercito israeliano è entrato a Rafah, al sud della Striscia di Gaza e ha piantato la bandiera israeliana sul versante palestinese del valico al confine con l’Egitto.
Le notizie delle ultime ore parlano di tank pronti ad entrare e di centinaia di migliaia di sfollati da Rafah mentre sono ripresi anche i bombardamenti nell’area nord della Striscia.
Il valico di Rafah è di nuovo sigillato, non solo per le persone, ma anche  per gli aiuti: una condanna a morte per l’intera popolazione di Gaza che non ha più luoghi sicuri, né beni di prima necessità per sopravvivere. Netanyahu, concentrato sulla sua sopravvivenza politica, continua l’opera di annientamento del popolo palestinese, che gli consente di rimanere al potere.
A 76 anni dalla cacciata dei palestinesi dalle loro case, dalla Nakba, ancora manca lo Stato di Palestina. Finché questo non accadrà non ci sarà pace per nessuno.
Dunque il governo italiano, invece di astenersi all’Onu, si faccia parte attiva della soluzione". Lo ha dichiarato oggi nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

15/05/2024 - 19:03

“Non è un cambio di passo, ma almeno su alcune questioni il governo con il Decreto Agricoltura arriva a proporre misure che da due anni, dentro e fuori il Parlamento, il gruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera ha sostenuto. Gli agricoltori e i pescatori non possono essere lasciati soli nella gestione della complessa fase della transizione ecologica perché ne devono essere protagonisti per rispondere agli interessi generali del Paese. Ci hanno costretti, in forza dei numeri, ad una attività parlamentare su provvedimenti bluff e propagandistici. Ora c’è sostanza per discutere e trovare le giuste soluzioni. Lo faremo con responsabilità evitando le fughe in avanti come più volte ha provato a fare il governo”.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.

“Anche sul fotovoltaico - aggiunge - servono posizioni equilibrate che non impegnino terreni produttivi ma al tempo occorre l’energia rinnovabile per affrontare la crisi energetica. Così come da tempo sosteniamo che non basta fare dei commissari per risolvere i problemi se non si ha una visione alla quale approdare. Il governo ha vissuto finora alla giornata ed invece servono strategie di medio e lungo periodo lontane da mancette senza senso che durano lo spazio di una notte. Con i nostri emendamenti - conclude - proveremo a migliorare il decreto e a dare risposte concrete”.

15/05/2024 - 18:45

Bocciando la nostra mozione sul Tpl che chiedeva risorse certe per superare l’emergenza del settore, il governo e la maggioranza confermano il proprio menefreghismo sulle sorti di milioni di persone che ogni giorno utilizzano il trasporto locale per i propri spostamenti. Meloni e Salvini gettano la maschera e voltano le spalle al settore con una mozione che è acqua fresca perché non prevede alcun nuovo finanziamento. Si chiama trasporto pubblico locale ma è una grande questione nazionale che evidentemente non interessa al ministro Salvini che continua a straparlare e a proporre investimenti inutili come la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina”.  Così il deputato democratico, Andrea Casu, promotore della mozione sul trasporto pubblico locale che chiedeva al governo 1,7 miliardi di euro per finanziare i maggiori costi del settore e rinnovare i contratti dei lavoratori. “Parliamo di cifre certe – sottolinea Casu – le stesse che ha chiesto con forza anche il coordinatore delle regioni, il presidente Fedriga che è dello stesso partito di Salvini”.

15/05/2024 - 18:25

l parlamentare del Pd, Federico Fornaro ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno

“La libertà di espressione e i valori fondanti della nostra democrazia, quale  l’antifascismo, sembrano proprio essere estranei al sindaco di Maserà, Comune in provincia di Padova. Gli ultimi episodi documentano una situazione davvero estrema e pertanto ho chiesto al ministro dell’Interno – con una interrogazione urgente- se, nell’ambito delle sue competenze, non intenda fare una verifica sugli atti e le prese di posizione dell’amministrazione comunale che mettono in discussione la libertà democratiche.” Va giù duro il deputato del Pd Federico Fornaro dopo che l’amministrazione comunale di Maserà, l’8 aprile scorso, ha respinto – a maggioranza- la richiesta di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e di riconoscerla a Giacomo Matteotti. “Il sindaco Gabriele Volponi – scrive Fornaro al ministro Piantedosi-  ha spiegato che “la cittadinanza onoraria a Mussolini è stata votata dai nostri antenati e che il sindaco di un paese di provincia non può cambiare la storia”. E per quanto riguarda il riconoscimento della cittadinanza onoraria a Giacomo Matteotti, Fornaro ricorda sempre nella sua interrogazione, che il “sindaco ha argomentato che per Matteotti era stata chiesta una cittadinanza onoraria post mortem e che lui non sapeva se sia possibile conferirla”. Comunque – aggiunge il parlamentare Dem-   va ricordato che la stessa amministrazione comunale aveva conferito la cittadinanza onoraria al Milite ignoto”.  “E a conferma del fatto che le giustificazioni dell’amministrazione nascondano l’ostilità verso i valori dell’antifascismo, prosegue Fornaro, nei giorni scorsi è stata respinta la richiesta dell’ANPI Padova e della minoranza consiliare, di utilizzare il prossimo 21 maggio la Sala della Casa delle Associazioni per la prenotazione del libro dello storico Mimmo Franzinelli, “Matteotti e Mussolini”. Il sindaco – ricorda l’esponente del Pd-  ha motivato il diniego in quanto ci sarebbe nel territorio comunale (e non nella sala richiesta) un evento già programmato, aggiungendo che “come indicato da autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dal Comitato Regionale per le comunicazioni è vietato lo svolgimento di attività che possano fornire contenuti informativi non neutrali". Fornaro ha pertanto richiamato il ministro dell’Interno sottolineando che “impedire la presentazione di un testo di storia che si occupa di una delle vicende recenti più tragiche del nostro paese è una evidente violazione del diritto di libertà di espressione presente nella Costituzione”. Da qui la richiesta di un intervento da parte del ministro dell’Interno.

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