"Rifinanziare il 'decreto Franceschini' che ha permesso fino ad oggi l'acquisto di libri da parte delle biblioteche per promuovere la lettura quale strumento di integrazione ed inclusione sociale”: è quanto chiedono i deputati del Pd Federico Gianassi, Irene Manzi e Simona Bonafè depositando una interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
“Questa misura introdotta dal precedente esecutivo con la Legge di Bilancio 2022 è stata infatti inspiegabilmente cancellata dal governo Meloni nonostante abbia portato molteplici benefici; ha infatti aumentato notevolmente l’offerta delle biblioteche e sostenuto autori e librerie territoriali (dove vengono acquistati i volumi) che rappresentano un fondamentale presidio culturale e sociale”, sottolinea Federico Gianassi.
“Nel nostro Paese la sanità pubblica sta soffrendo ritardi, attese interminabili, mancanza di personale negli ospedali. Questi sono dati inequivocabili. La Legge Schlein si propone di risolvere il problema delle risorse per il Ssn e arrivare nel 2028 a un finanziamento della sanità pari 7,5% del Pil nazionale. Ora siamo il fanalino di coda in Europa (fonte Gimbe) e parliamo di 810 euro in meno rispetto alla media europea, con un gap complessivo di 47,7 miliardi di euro rispetto agli altri paesi Ue. Oltre 4 milioni di persone ora non riescono più a curarsi per le lunghe attese o perché non possono rivolgersi alla sanità privata. La situazione è drammatica”. Lo dichiara il deputato dem Marco Furfaro intervenendo in Aula di Montercitorio come relatore di minoranza nelle disposizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale.
“Il governo vive fuori dalla realtà e invece di invertire il trend lo aggrava. Il presidente Meloni dice di aver fatto il più grande investimento della storia nella sanità ma sa bene che non è vero perché le risorse stanziate sono sempre troppo poche rispetto al fabbisogno: gli 11 miliardi finanziati in tre anni basteranno solo per il rinnovo dei contratti del personale e il resto sarà eroso dall'inflazione crescente. Con la legge Schlein la sanità non è una spesa ma un investimento. Se però il governo abolisce il redditometro e favorisce l'evasione fiscale, continua con condoni o a favorire la sanità privata con l'ultimo decreto, astratto e senza coperture, allora il Ssn è destinato al collasso” ha concluso Furfaro.
Finalmente in Aula la legge a prima firma Elly Schlein
per difendere la sanità pubblica. Più soldi per visite specialistiche, assunzione di medici e infermieri, strutture territoriali. Servono scelte forti. Il Pd chiede fino al 7,5% del Pil come nella media Ue. Facciamo presto.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Nelle carceri italiane si vive una vera e propria emergenza umanitaria. A partire da aprile, i parlamentari democratici, nell’ambito dell’iniziativa “Bisogna aver visto”, hanno visitato numerose strutture penitenziarie e depositato interrogazioni parlamentari, sia alla Camera che al Senato, richiamando l'attenzione sulle condizioni di vita e di lavoro negli istituti di pena ormai al collasso.
Il sovraffollamento ha raggiunto numeri record, aggravato da una cronica carenza di personale. Il quadro sanitario è reso ancora più critico dall'elevato numero di detenuti con tossicodipendenze e problemi psichiatrici, e vi è una grave insufficienza di iniziative trattamentali necessarie per realizzare il fine rieducativo della pena. Molte strutture sono fatiscenti o del tutto inadeguate.
Nonostante ciò, il governo continua a rimanere inerte e a proporre soluzioni che peggiorano ulteriormente le condizioni di vita e di lavoro negli istituti penitenziari. Le preoccupazioni aumentano a fronte della crescita attesa nel prossimo futuro del sovraffollamento a cui si collega la riduzione delle risorse destinate al comparto giustizia previsto dalla manovra di bilancio nel prossimo triennio. È intollerabile che il governo e la maggioranza continuino ad assistere ai suicidi in carcere senza intervenire”. Così il capogruppo democratico nella commissione Giustizia della Camera, Federico Gianassi.
Decine di tavoli al Mimit: 183mila lavoratori coinvolti
“Le crisi industriali aperte in Italia coinvolgono oltre 183.000 lavoratori. Sono decine i tavoli di crisi presso il Mimit lontani da una soluzione. La destra prima di venirci a spiegare come si rappresentano gli operai metta mano lì. In quelle vertenze noi ci siamo. Loro non so”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il decreto per le associazioni sindacali militari parte da lontano, nato nella scorsa legislatura, e ci trova concordi: è positivo che anche in ambito militare si vada verso la sindacalizzazione. Servono tuttavia alcuni accorgimenti su cui chiederemo l’attenzione della Camera dei deputati per ampliare la partecipazione alle associazioni sindacali militari e per incrementare il Fondo per le risorse decentrate del personale civile del Ministero della Difesa. Si tratta di personale prezioso per il funzionamento del ministero della Difesa che va ampliato. Ci teniamo che questa legge vada avanti e che venga attuata fino in fondo, perché la realizzazione delle associazioni sindacali militari è un fatto positivo per le delle Forze armate e merita attenzione” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano.
“Nulla avviene per caso anche l'ennesima profanazione della tomba di Enrico Berlinguer. I vandali si sentono coperti da chi fa fatica a dirsi antifascista e da chi utilizza metodi squadristi anche in Parlamento. È il momento di parole chiare e non ambigue da parte di tutte le forze politiche”.
Così il deputato democratico, Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera.
"Dopo quattro giorni dall'uscita dall'inchiesta di Fanpage che abbiamo visto a Piazza Pulita, in cui si vedono e si sentono i militanti di Gioventù nazionale inneggiare al duce, manifestare nostalgia per i Nar e perfino urlare "Sieg Heil", Giorgia Meloni non ha ancora detto una parola. Né un biasimo, né una presa di distanza: niente di niente. Cosa dirà, oggi, agli altri leader europei che incontra per decidere degli equilibri dell'Ue?
Farà finta di niente anche con loro come sta facendo con l’opposizione in Italia che da giorni le chiede conto?
Davanti alle scene che abbiamo visto, Scholz, come altri, ha tutte le ragioni di definire Meloni "di estrema destra": se la sua base, il vivaio di Fratelli d'Italia si riunisce attorno al fuoco cantando le canzoni del regine fascista, come altro possiamo definirla? Ci sono solo due possibili modi: fascista o, quanto meno, di estrema destra". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Non può essere più un caso: ancora un gesto vandalico contro la tomba di Enrico Berlinguer. Uno sfregio alla memoria e alla storia.
Chiediamo al Ministro Piantedosi di individuare i responsabili e tutelare il monumento, affinché nessuna offesa oltraggiosa possa ripetersi.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Nelle carceri italiane c’è un’emergenza che va affrontata, il Governo non può più nascondersi. Con le tragedie di queste ultime ore siamo saliti a 43 suicidi in carcere, 15 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da mesi come Partito Democratico chiediamo più impegno su questo tema, anche cercando di continuare ad esercitare le nostre funzioni ispettive all’interno dei penitenziari italiani con l’iniziativa ‘Bisogna aver visto’. Il Governo deve mettere da parte gli slogan e trovare strumenti concreti contro il sovraffollamento carcerario”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
"I dati - prosegue Di Biase - dicono con chiarezza che il problema del sovraffollamento non si risolverà creando nuove carceri, anche perché in Italia c'è un problema di degrado edilizio che riguarda molti penitenziari. Il Governo deve tener conto di questo quadro drammatico ed aprire una riflessione sulle misure alternative di esecuzione della pena. Servono interventi strutturali per rendere accettabili le condizioni di detenzione e per il recupero sociale dei detenuti" conclude la deputata Pd.
Schlein deposita interrogazione a salvaguardia presidio industriale di rilevanza strategica
Il Gruppo del partito democratico della Camera, ha depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di salvaguardare Industria italiana autobus, che rappresenta un presidio industriale di grande valore strategico per il paese con gli stabilimenti di Bologna e Flumeri (AV). Non si comprende – scrivono i deputati – per quale motivo il governo abbia deciso di autorizzare il socio pubblico Invitalia a sottoscrivere l’accordo che comporterà l’ingresso di Seri Industrial nel capitale di Industria Italiana Autobus. È stato inoltre comunicato – sottolineano nell’interrogazione parlamentare - l'interesse di sottoscrivere un accordo con un grande gruppo cinese, che ha già visitato gli stabilimenti, in un momento in cui c’è peraltro una grande opportunità di mercato nel trasporto pubblico locale in Italia, grazie agli investimenti del Pnrr e quindi l'evidente interesse nazionale ad avere in campo imprese italiane in questo settore. I deputati democratici chiedono che il governo ascolti le proposte delle Organizzazioni Sindacali, della Regione Emilia-Romagna e della Regione Campania sulle scelte industriali e le preoccupazioni sull’efficacia e sulla credibilità delle decisioni assunte dal Ministero, legata anche alle effettive competenze nel settore dell'acquirente individuato. L’interrogazione è stata depositata dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, e sottoscritta da: De Maria, Tony Ricciardi, De Luca, Merola, Malavasi, Vaccari, Curti, Fornaro, Forattini, Guerra, Manzi, D’Alfonso, Rossi Andrea, Marino, Porta, Serracchiani, Simiani.
"Sulla prevenzione della cocciniglia e la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale il governo Meloni e il ministro Pichetto Fratin hanno perso colpevolmente troppo tempo. Da oltre un anno avevamo chiesto, con specifici atti parlamentari, l'istituzione di un apposito fondo nazionale capace di garantire risorse adeguate per finanziare i progetti degli enti locali, ma nulla è stato fatto. Ci ritroviamo purtroppo oggi, su tutta la costa tirrenica ed in particolare in Toscana, con la necessità di intervenire rapidamente per salvare la pineta Mediterranea che rischia di scomparire. In questo contesto gli enti locali dovranno sborsare risorse ingenti per salvare i parchi e soprattutto i privati, per garantire un trattamento efficace che riguardi tutte le piante e non soltanto il patrimonio naturale pubblico, saranno costretti a sborsare fino a 100 euro ad albero. Si tratta di costi spesso insostenibili per i cittadini ed è quindi indispensabile lo stanziamento urgente di risorse pubbliche". Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani capogruppo Pd in commissione Ambiente.
“Ci addolora molto la notizia sulla improvvisa scomparsa del generale Graziano. Un uomo tutto d’un pezzo, sempre pronto al dialogo. Voglio esprimere il nostro cordoglio e vicinanza alla famiglia”. Così Stefano Graziano, capogruppo del Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
"Un uomo che vuole costringere la sua compagna ad abortire. Una donna che, invece, decide di portare avanti la gravidanza da sola. Lo stesso uomo che, dopo qualche tempo, decide di avviare un lungo iter giudiziario per rivendicare la paternità della bambina che, intanto, è nata e vive con la madre. E per rivendicare la paternità fa ricorso alla famigerata Pas, sindrome da alienazione parentale. Una teoria ascientifica rigettata dalla comunità scientifica internazionale e non riconosciuta da nessun ordine professionale né dall'OMS o dal Ministero della Salute, ma utilizzata con uno scopo ben preciso: colpevolizzare la madre e allontanarla dai figli senza curarsi in alcun modo degli effetti che questo ha sui minori coinvolti. In questo caso, sulla minore". Lo dichiara in una nota l'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità, coordinato dalla deputata dem Laura Boldrini.
"La vicenda in questione, che molti conoscono come il caso di "mamma Frida", è emblematica di tante storie di donne costrette a combattere nei tribunali per se stesse e per i propri figli.
Una storia iniziata diversi anni fa ma per la quale, ancora, la figlia di Frida non è stata ascoltata dai magistrati, pur essendo perfettamente in grado di parlare per sé. Questo in totale violazione della riforma Cartabia che stabilisce come i minori debbano essere ascoltati prima che il Tribunale prenda decisioni su di loro. Ora la bambina rischia di essere prelevata contro la sua volontà e sottratta dal luogo in cui risiede con la madre.
Frida è venuta alla Camera, qualche settimana fa, a raccontarci la sua incredibile e dolorosa vicenda alla quale non si può restare indifferenti. Per questo, come Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità abbiamo presentato una interrogazione al ministro della Giustizia Nordio per chiedergli quale iniziativa intenda prendere perché i bambini vengano ascoltati dai giudici, come previsto dalla legge. E gli chiediamo anche quale provvedimento normativo intenda adottare per evitare che nei tribunali si faccia ancora ricorso alla Pas che anche la Corte di Cassazione ha definito priva di validità scientifica e per escludere il prelievo coattivo dei minori nei casi come quello che potrebbe riguardare la bambina figlia di Frida" conclude la nota.
Stanno per trascorrere quasi 3 anni dall’emissione del bando per il potenziamento del personale dei Centri dell’impiego della Sicilia. Smaltita la sbornia elettorale le promesse stanno a zero e vogliamo sapere dal Governo Meloni quali iniziative intende attuare, anche in collaborazione con la Regione Siciliana, per completare celermente lo scorrimento delle graduatorie, in modo da risolvere definitivamente la carenza di personale nei centri per l’impiego siciliani”. Lo afferma il segretario regionale del PD Sicilia e deputato nazionale Anthony Barbagallo che, sull’argomento ha depositato una interrogazione assieme al deputato democratico, Andrea Casu, di cui è primo firmatario, rivolta ai ministri della Pubblica Amministrazione e del Lavoro e delle Politiche sociali.
Nel luglio scorso, infatti, la Camera aveva accolto un ordine del giorno – proposto sempre da Barbagallo – con il quale si invitava il governo a individuare le più opportune soluzioni, anche di carattere normativo, per consentire alle regioni a Statuto ordinario e a Statuto Speciale “la possibilità di attingere, tramite scorrimento, alle graduatorie esistenti per categorie C e D, per il potenziamento degli uffici regionali e delle strutture periferiche, nonché ai comuni di stipulare accordi con le regioni per l'utilizzo delle medesime graduatorie per il potenziamento dei propri uffici”.
Ad ottobre scorso sono iniziati i primi scorrimenti e le procedure di scorrimento non risulta che abbiano esaurito le due graduatorie.
“In una regione come la Sicilia che conta soltanto 49 ispettori del lavoro su 280 previsti - conclude - ed in cui l’emergenza lavoro è una priorità assoluta, è urgente incrementare il personale dei centri per l’impiego aumentando anche i controlli sulla sicurezza”.