28/02/2024 - 20:00

“Le parole del ministro degli Esteri di Budapest Péter Szijjártó sono gravi e sono l’ennesima prova, ormai non necessaria, di un sistema ungherese dove la politica pretende di dettare la linea anche alla magistratura. La decantata autonomia della magistratura ungherese anche di alcuni esponenti della destra italiana dove sarebbe se un ministro si permette di intervenire dicendo che Ilaria Salis deve essere punita duramente? Il governo italiano si faccia rispettare. Pretendiamo la tutela dei diritti della nostra connazionale e il rispetto del diritto europeo che ancora una volta l’Ungheria dimostra di negare” dichiara l’onorevole dem Federico Gianassi.

28/02/2024 - 20:00

Maggioranza politica non c’è più, premier e vicepremier sempre più distanti
“Su Vannacci la Meloni sta con Crosetto o con Salvini?” lo ha chiesto il deputato democratico, capogruppo nella commissione difesa della camera, Stefano Graziano intervenendo alla trasmissione Metropolis su repubblica.it. Nel corso del suo intervento Graziano ha definito “ignobili le dichiarazioni del generale che nel suo libro parla di esperienze razziste e xenofobe incentrate sul colore della pelle. Anche questo caso – ha detto Graziano - conferma che se esiste ancora una maggioranza parlamentare, non esiste più la maggioranza politica. Salvini e Meloni sono distanti su tutti i principali temi dell’agenda di governo”.

28/02/2024 - 19:30

Governo intervenga davanti a ondata di arresti, violenze e campagna xenofoba

“Tajani dica quali sono le azioni prese dal governo, sia in sede bilaterale che nei consessi internazionali, per fare pressione sul Presidente Saied affinché cessi immediatamente la repressione in Tunisia e sia garantito il ripristino del pluralismo della rappresentanza, nonché il rilascio di tutti i prigionieri politici”. Lo chiedono il responsabile esteri del Pd, Provenzano e i deputati Quartapelle, Porta, Boldrini e Ciani che hanno firmato l’interrogazione parlamentare. “Dal febbraio 2023 – sottolineano - è in corso una ondata di arresti che sta colpendo diversi esponenti politici dell’opposizione, giornalisti, avvocati, sindacalisti, attivisti ed esponenti vari della società civile; arresti accompagnati da una campagna gravemente xenofoba e senza precedenti contro i migranti subsahariani, accusati di programmare una “sostituzione etnica”.

Ecco il testo integrale dell’interrogazione parlamentare

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Per sapere - premesso che:
in data 20 aprile 2023, è stato arrestato il leader storico, 82enne, del partito islamico tunisino Ennahdha, Rached Ghannouchi con l’accusa di "cospirazione contro la sicurezza dello Stato";
l’arresto si inserisce in un crescendo di atti di violenta repressione attuati dal presidente, Kaïs Saïed che, in meno di due anni, ha concentrato sempre più potere nelle proprie mani fino ad arrivare alla promulgazione della nuova Costituzione, adottata a seguito di un referendum segnato da un altissimo tasso di astensionismo, che sostituisce la Costituzione del 2014, indubbiamente una delle Carte costituzionali più democratiche nel mondo arabo, con un nuovo testo dai tratti fortemente autoritari;
dal febbraio 2023, difatti, è in corso una ondata di arresti che sta colpendo diversi esponenti politici dell’opposizione, giornalisti, avvocati, sindacalisti, attivisti ed esponenti vari della società civile; arresti accompagnati da una campagna gravemente xenofoba e senza precedenti contro i migranti subsahariani, accusati di programmare una “sostituzione etnica”;
lo scorso 19 febbraio Rachid Ghannouchi, ha manifestato la sua solidarietà con uno sciopero della fame in sostegno ad altri sei politici in carcere che la settimana prima avevano adottato questa forma di protesta per denunciare i metodi autoritari del presidente Kais Saied; 
negli ultimi mesi in Tunisia si è assistito a un ulteriore deterioramento della situazione interna, sia sul fronte economico, politico e sociale; 
il paese vive anche una profonda crisi economica, per cui scarseggiano da mesi beni di prima necessità, il tasso di inflazione è oltre il 10%, il tasso di disoccupazione superiore al 15 %, il debito pubblico sfiora il 100% del Pil e, dunque, la tensione sociale è molto alta. In tale contesto, si è registrato il rifiuto da parte del presidente della Repubblica Kaïs Saïed di sottoscrivere l’accordo negoziato dal suo governo con il Fmi per un prestito di 1,9 miliardi di dollari -prestito che serviva a favorire la stabilità-, mentre la Banca mondiale ha sospeso i dialoghi con la Tunisia, preoccupata per le condizioni della comunità subsahariana;
stante la situazione di volatilità economica, molti analisti sono preoccupati che il paese possa proclamare un default sul debito estero. Questo scenario avrebbe gravi ripercussioni anche per l’UE e l’Italia, sia in termini economici che di ulteriori flussi migratori;
al riguardo si rileva come nella prima metà del 2023 la Tunisia abbia superato la Libia come numero di partenze per l’Italia;
inoltre, il Presidente Saïed ha intrapreso una campagna anti-migranti senza precedenti nella storia del Paese utilizzando affermazioni gravemente xenofobe che sono state seguite da crescenti violenze e maltrattamenti da parte delle autorità tunisine nei confronti dei migranti subsahariani;
il 16 luglio 2023 è stato firmato il memorandum d’intesa per una partnership strategica e globale fra Unione europea e la Tunisia al fine di ridurre il numero degli arrivi dal paese, un accordo però privo delle necessarie condizionalità sullo stato di diritto e la tutela dei diritti umani in Tunisia;
in merito al memorandum, Giorgia Meloni ha affermato che “questo partenariato deve diventare un modello per le relazioni dell’Unione europea con gli altri Paesi del Nordafrica”;
in realtà sono state espresse parecchie critiche al MOU, in particolare, la commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, ha dichiarato che: “Gli Stati membri del Consiglio d'Europa dovrebbero insistere sulla chiara salvaguardia dei diritti umani in qualsiasi ulteriore cooperazione in tema di migrazione con la Tunisia. Le tutele di ogni tipo di diritti umani devono essere una parte integrante di ogni attività di cooperazione sulla migrazione tra gli stati membri del Consiglio d'Europa e i paesi terzi, Tunisia inclusa. (...) Le gravi violazioni dei diritti umani recentemente riportate contro rifugiati e migranti in Tunisia rendono solo più stringente che tali tutele siano contemplate":-
quali iniziative intenda intraprendere il governo, sia in sede bilaterale che nei consessi internazionali, per fare pressione sul Presidente Saied affinché cessi immediatamente la repressione in Tunisia e sia garantito il ripristino del pluralismo della rappresentanza, nonché il rilascio di tutti i prigionieri politici.
FIRMATARI
PROVENZANO, QUARTAPELLE, PORTA, BOLDRINI, CIANI

28/02/2024 - 19:18

“L’accelerazione voluta da pezzi della maggioranza in tema di nucleare è solo un’operazione di marketing in vista delle elezioni europee. Da un lato, registriamo che la decisione sulla calendarizzazione della proposta di legge giunge proprio dopo la decisione delle commissioni Attività produttive e Ambiente di avviare un’indagine conoscitiva sulla delicata materia per mettere il Parlamento nella migliore condizione per legiferare. Dall’altro, si rischia l’effetto esattamente opposto di chi ha presentato la Pdl, poiché la proposta sostanzialmente cancella il faticoso lavoro di ricerca già compiuto sui criteri per l’individuazione delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie. La legge, infatti, propone il riassetto normativo della disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi. Come dire: si ricomincia da capo. Si alza una bandierina per i manifesti elettorali, dunque, ma si abbassa quella della ricerca italiana”.

Così il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive alla Camera, Vinicio Peluffo.

28/02/2024 - 19:14

“Occorre fare finalmente trasparenza sul Superbonus: la Camera dei Deputati voterà nei prossimi giorni la relazione conclusiva predisposta dal Pd e derivante dai dati emersi dalla ‘Indagine conoscitiva sugli effetti macroeconomici e di finanza pubblica derivanti dagli incentivi fiscali in materia edilizia’ svolta dalla commissione Bilancio e dalla ‘Indagine conoscitiva sull'impatto ambientale degli incentivi in materia
Edilizia’ svolta dalla commissione Ambiente nei mesi scorsi. Le cifre che emergono sono chiare: il Superbonus ha generato più di 40 miliardi di entrate dirette e più di 30 di entrate indirette; creando quasi 300mila nuovi posti di lavoro soltanto nel settore edile, che sono molti di più se si considera l’indotto. Senza dimenticare 3 miliardi di euro annui di risparmi in bolletta per chi abita abitazioni riqualificate ed i benefici ambientali che si traducono in una notevole riduzione di Co2. Appare quindi evidente che questo bonus è stato demonizzato e manipolato dal governo Meloni senza prendere in considerazione effetti diversificati, spesso incrementali ed interconnessi che avranno benefici per anni. Purtroppo lo stop a questo bonus penalizzerà ambiente, economia ed occupazione”.

Lo dichiarano i deputati Pd, Marco Simiani e Ubaldo Pagano, rispettivamente capogruppo in commissione Ambiente e Bilancio.

28/02/2024 - 19:00

“Vi impediremo di svendere infrastrutture strategiche per il Paese”

Il vero scopo di questa legge proposta dalla maggioranza, con la compiacenza del governo, è di privatizzare gli interporti italiani, per giunta ad un prezzo stracciato. Vengono sacrificati beni pubblici in luoghi strategici. Insomma il governo dei patrioti che svende i beni della patria. Il testo di questo provvedimento conferma che il governo Meloni è contro il Sud, va a braccetto con le grandi lobby del Paese ed è sempre pronto a scagliarsi nei confronti dei più deboli.
Il 70% degli interporti oggi in Italia (16 su 24) è concentrato al Nord, nel territorio più ricco ed infrastrutturato. Il governo e questa maggioranza come pensano di garantire una vera perequazione infrastrutturale? Come pensano di garantire migliori connessioni ed un adeguamento delle reti al Centro e nel Mezzogiorno? Sette regioni italiane sono senza neanche un interporto e l'individuazione dei nuovi viene affidata a criteri evanescenti e generici. Insomma un'occasione persa per colpa di questa maggioranza che fa atto di delega al governo ed in particolare al ministro Salvini per assegnare discrezionalmente le risorse disponibili. Il tutto senza nessun coinvolgimento delle Regioni, degli enti locali, per non parlare delle parti sociali, dei lavoratori e delle categorie produttive.
Come se non bastasse questa norma calpesta le direttive comunitarie perché consentite alle società di gestione degli interporti, in violazione di ogni elementare principio sulla concorrenza, di garantirsi un prezzo di riscatto del bene a scomputo delle somme individuate per presunti investimenti indicati nella perizia redatta da un tecnico di parte. Una procedura evidentemente elusiva non solo delle norme europee, ma anche dell'interesse pubblico. Gli interporti rappresentano un patrimonio da custodire e valorizzare; vi impediremo di concretizzare queste privatizzazioni di infrastrutture così strategiche a danno del Paese.
Così il capogruppo del Pd in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto.

28/02/2024 - 19:00

Tajani e Nordio intervengano immediatamente

“Inaccettabili le parole del ministro degli Esteri ungherese che spera che ilaria salis riceva la meritata punizione. Auspichiamo che i ministri Tajani e Nordio intervengano immediatamente a tutela dei diritti della nostra connazionale e che la presidente del consiglio si faccia sentire dal suo amico Orban. Queste parole di inaudita sfrontatezza dimostrano plasticamente quanto abbiamo sempre detto e cioè che l’Ungheria ha in tutta evidenza un problema con lo Stato di diritto e con le regole del vivere Comunitario”. Così la deputata dem,

responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

28/02/2024 - 19:00

"Un'altra condanna contro altri quattro signori, si fa per dire, che quando ero presidente della Camera decisero bene di lanciare una campagna contro di me sui social in occasione della mia visita a Latina per inaugurare, su invito dell’allora sindaco Damiano Coletta, il parco "Falcone e Borsellino" conosciuto come "parco Mussolini" perché a lungo intitolato al fratello del dittatore. La cosa, evidentemente, non piacque ai neofascisti della zona che si radunarono a Latina e, contemporaneamente, fecero circolare sui social un fotomontaggio con un piccolo balilla che urinava su di me.
Decisi di denunciare sia per tutelare me stessa sia per rispetto alla carica che ricoprivo. Nessuno deve essere costretto a convivere con la violenza e deve essere chiaro che insultare e offendere una persona è un reato nella vita reale ed è un reato anche sul web.
Ieri è arrivata la condanna del Tribunale di Latina, come era giusto che fosse. L'odio on line si può e si deve fermare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

28/02/2024 - 18:39

“Non ho affatto eccepito che si consideri il 4 novembre anche Festa delle Forze Armate, tant'è che ho votato a favore della proposta. Ho semplicemente ricordato all'aula che l'Italia dispone di due feste dell'unita nazionale: il 4 novembre e il 17 marzo dichiarata nel 2011 - in occasione del 150 anniversario della nascita dell'Italia unita - giornata dell'unita' nazionale in ricordo del giorno in cui nel 1861 fu proclamata l'Unita' d'Italia. E non è  consueto che vi siano due diverse celebrazioni per lo stesso evento. Tutto qui" Lo ha dichiarato Piero Fassino replicando alle esternazioni del senatore Gasparri.

28/02/2024 - 18:28

Nessuna interferenza, chiediamo rispetto diritti nostra connazionale
“Concordava con l’espulsione del partito di Orban dal Ppe e ora si fa rimbrottare da un suo ministro. Da Tajani una profonda involuzione” così la deputata democratica, Lia Quartapelle, commenta le dichiarazioni del ministro degli esteri ungherese a margine dell’incontro con il ministro Tajani sul caso Salis. “Al ministro ungherese rispondiamo che l’indignazione italiana per come l’Ungheria sta trattando una nostra connazionale non è un tentativo di interferenza ma la richiesta del rispetto del diritto europeo”.

28/02/2024 - 18:07

“Sul ddl autonomia non accetteremo limitazioni e contrazioni del dibattito parlamentare. La Camera deve essere messa nelle condizioni di poter esaminare il provvedimento nei tempi e nei modi opportuni senza procedere a tappe forzate e dimezzando il numero delle audizioni”. Così la vicepresidente e capogruppo del Pd nella commissione affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, che aggiunge: “Non si tratta di ostruzionismo, siamo davanti a  un provvedimento che divide l’Italia che e renderà impossibile vivere nelle regioni del mezzogiorno. Ci auguriamo che il presidente Fontana e il presidente della commissione affari costituzionali di Montecitorio tutelino le prerogative del parlamento e le garanzie delle opposizioni”

28/02/2024 - 17:52

“Matteotti piace ai ragazzi e agli studenti per il suo carattere di politico intransigente sui valori, ma concreto sui programmi. Come dovrebbe essere la politica in sé. Egli fu l’incarnazione della politica ‘giusta’. Così oggi e forse anche allora. Fu vittima dell’intolleranza di un regime violento”. Così il deputato del Partito Democratico e vicepresidente dell Fondazione Matteotti, Roberto Morassut, nel corso dell’incontro svoltosi presso il circolo dei Fratelli Roselli e dedicato alla memoria di Giacomo Matteotti nelle scuole.

“Ecco perché rabbrividiamo quando vediamo malmenare dei ragazzi di 16 anni da poliziotti armati e scudati. Oggi Giacomo Matteotti insorgerebbe in aula con il suo temperamento tempestoso per denunciare questa viltà del potere”, ha concluso Morassut.

28/02/2024 - 17:44

“Cosa ha da nascondere Fitto? Perché non vuole riferire in parlamento sullo stato di avanzamento del Pnrr?”.  Lo chiede il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca dopo che Governo e maggioranza  hanno bocciato e rinviato a data da definire la richiesta del Pd di riferire quanto prima sullo stato di attuazione del Pnrr. “Dalla quarta relazione del 22 febbraio e dall'ultimo provvedimento adottato in Cdm - aggiunge De Luca - emerge un quadro molto preoccupante e pericoloso. C'è una forte tensione in maggioranza tra dicasteri sul riparto dei fondi rimodulati, una mancanza di coperture per i progetti cancellati a luglio scorso, nonché un ritardo drammatico nella spesa delle risorse attribuite finora al nostro Paese che si attesta appena al 52%. Fitto ha il dovere di fare chiarezza subito all'Italia”.

28/02/2024 - 17:36

“Socialista lo fu fino all’ultimo respiro, socialista italiano, mantenne la tessera del Psi nella buona e nella cattiva sorte, non partecipò a diaspore, non costruì scissioni, non fu folgorato dal nuovismo berlusconiano, rimase saldamente a sinistra, non rinnego’ mai l’amicizia e la collaborazione con Bettino Craxi. Un uomo di partito fino in fondo, non fu mai tenero con i comunisti e i suoi eredi. Non è ora il tempo di analizzare le occasioni mancate, le fratture culturali e politiche, la natura della guerra civile a sinistra che negli anni ottanta impedì un governo diverso. I socialisti e i comunisti rimasero distinti e distanti. Il ricongiungimento avvenne anni dopo nel Pse che sabato celebrerà a Roma il suo congresso. Intini contribuì a questo incontro anche per l’enorme esperienza internazionale che aveva maturato negli anni, anche nel Governo dell’Ulivo alla Farnesina. A lui il Partito democratico rende omaggio e saluta i suoi cari e i suoi compagni del Psi”.

Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, intervenendo in Aula alla commemorazione di Ugo Intini.

28/02/2024 - 16:34

“Siamo insoddisfatti delle parole del ministro Lollobrigida. Si continua a dare le colpe a qualcun altro, quando invece le proteste degli agricoltori non erano rivolte solo nei riguardi dell’Ue, ma anche contro l’operato del governo italiano. Questo esecutivo governa da 18 mesi, riguardo i Piani strategici della Pac, che sono nazionali, perché non è intervenuto soprattutto per semplificare e sburocratizzare? Perché la maggioranza non ha cominciato prima a lavorarci venendo a discutere in Parlamento, invece di farci perdere tempo con inutili e senza risorse provvedimenti spot, utili solo per la propaganda in vista delle elezioni europee? Ieri il ministro ha illustrato in una conferenza stampa un documento strategico di revisione della Pac alla presenza delle organizzazioni agricole che hanno espresso le loro valutazioni nel merito del documento stesso dichiarando di fatto di conoscerlo. Con tutto il rispetto: perché loro Sì e il Parlamento No? Vorrei ricordare che la Camera partecipa alla formazione delle politiche e della normativa dell’Ue attraverso strumenti conoscitivi, di indirizzo e controllo e vi è l’obbligo di trasmettere alle Camere i progetti legislativi e altri documenti dell’Ue. Al presidente della Camera chiedo di intervenire a tutela del ruolo e delle funzioni del Parlamento. Questo è il luogo deputato per discutere atti e documenti”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, replicando al ministro Lollobrigida durante il Question time. Nel presentare l’interrogazione la deputata dem, Antonella Forattini, aveva chiesto garanzie affinché il Parlamento potesse svolgere pienamente il suo ruolo nella definizione delle scelte relative alla nuova Pac 2023-2027 e ricordato come il commissario europeo all’Agricoltura fosse un esponente del Gruppo presieduto da Meloni.

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