“Anche alla Camera dalle audizioni parlamentari sta emergendo un giudizio negativo univoco sugli effetti dell’autonomia differenziata proposta dal governo” così i deputati democratici della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Bonafè, Sarracino, Ricciardi, Fornaro, Cuperlo e Mauri commentano il primo ciclo di audizioni che si è tenuto questa mattina. “È una bocciatura su tutta la linea – aggiungono i dem – ed è molto grave che la maggioranza resti sorda, confermando l’impostazione di chiusura su un tema centrale per l’assetto futuro del nostro paese. La bocciatura non arriva solo dalla politica: autorevoli studiosi e professori delle università italiane stanno smontando punto su punto la proposta del governo mettendone in evidenza il contrasto con i principi fondamentali della costituzione di unità e indivisibilità dello stato, di solidarietà e gli effetti devastanti della sua attuazione. Peraltro, come è stato sottolineato oggi, è molto grave che la maggioranza e il governo stiano tenendo fuori dalla discussione gli enti locali e le regioni a cui viene chiesta la sottoscrizione di intese, di fatto, irreversibili”.
Prosegue il viaggio verso Rafah della delegazione italiana di cui fanno parte 14 parlamentari, oltre ad associazioni, accademici e giornalisti. Oggi la delegazione ha incontrato le agenzie dell'Onu che operano nella Striscia di Gaza e la Mezzaluna Rossa egiziana.
«“A Gaza c'è un bagno ogni 600 persone. Normalmente, nelle emergenze, c'è un bagno ogni 20 persone. Immaginate le condizioni igieniche. La negazione della dignità umana, a Gaza, è anche questo". E' iniziata così la relazione di Richard Brennan, direttore regionale per le emergenze dell'OMS che ha aggiunto quanto sia difficile trovare gli aggettivi per descrivere la situazione nella Striscia, perché è più che catastrofica e più che apocalittica – spiega Laura Boldrini, deputata PD che fa parte della delegazione -. Sahar Al-Jobury, capo di UNRWA in Egitto, e Abu Hasna, Media Advidor UNRWA a Gaza hanno spiegato come l'agenzia sia la spina dorsale del sistema umanitario a Gaza. Hanno anche criticato duramente il lancio di viveri in alcune aree della Striscia, definendolo inutile visto il livello dei bisogni, costoso e pericoloso. Gli aiuti non mancano: ci sono 1200 convogli in attesa di entrare a Rafah che vengono lasciati fuori dalle autorità israeliane. Spesso i camion vengono respinti perché c'è un generatore, considerato un articolo non autorizzato. E hanno aggiunto che i palestinesi hanno perso ogni speranza: Gaza non ha futuro. Il problema è tutto politico, non di non accessibilità logistica. Non finanziare Unrwa è un'altra punizione collettiva, oltre a quella militare, contro i palestinesi e anche contro l'agenzia stessa. Sospendere i fondi perché 12 dipendenti avrebbero partecipato al terribile attacco terroristico del 7 ottobre, già licenziati e nei cui confronti è stata aperta una indagine interna, significa colpire tutta l'organizzazione, una cosa mai vista in altre circostanze.
«Infine, Lofty Ghaith, capo delle operazioni in Egitto e responsabile delle operazioni ad Al-Arish per la Mezzaluna Rossa – conclude Boldrini - ha illustrato la lunghissima trafila a cui vengono sottoposti i camion di aiuti prima di poter entrare a Gaza: ci vogliono 30 giorni per concludere la procedura di controlli imposti dagli israeliani mentre dall'altra parte le persone muoiono letteralmente di fame».
“Nella striscia di Gaza la situazione è drammatica. Chiediamo al governo di potenziare immediatamente gli aiuti umanitari”. Così la democratica Lia Quartapelle a termine dei lavori delle commissioni parlamentari che hanno esaminato le deliberazioni del Cdm sulla partecipazione italiana alle missioni. “Le parole di Tajani – aggiunge - non trovano purtroppo conferma negli atti ufficiali del governo che, in parlamento, ha posizioni molto più timide rispetto a quelle dal ministro. Chiediamo azioni concrete per favorire gli aiuti, e su questo, siamo molto delusi dalla bocciatura di un nostro emendamento per il ripristino dei fondi per le Ong italiane che operano in Palestina e in Israele e dei contributi all’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente. Senza questi fondi e senza il ruolo dell’UNRWA è veramente difficile consentire agli operatori di pace di aiutare la popolazione sui territori e garantire l’accesso illimitato alle cure”
Con la Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali, in missione a Napoli, abbiamo svolto un importante ciclo di audizioni presso la Prefettura per approfondire il tema dei Livelli essenziali delle prestazioni, rispetto alla riforma di Autonomia differenziata che il governo sta provando a portare avanti. Le diseguaglianze che oggi esistono in Italia nei servizi fondamentali alle persone aumenteranno profondamente con la proposta di Autonomia presentata dalla destra e approvata al Senato. Prima di avanzare su una riforma pericolosa che, per quanto ci riguarda come Partito Democratico, presenta numerose criticità, bisogna anzitutto riequilibrare l'attuale sistema di riparto e distribuzione delle risorse pubbliche, fondato sulla spesa storica, che penalizza gravemente i cittadini del Mezzogiorno.
Così il deputato del Pd Piero De Luca.
UNRWA è la spina dorsale dell'assistenza sanitaria nella Striscia: sospendere fondi è una decisione miope.
È ciò che è emerso nel corso della seconda mattinata di incontri della delegazione dei parlamentari italiani, impegnati nella missione a Rafah, con le agenzie delle Nazioni Unite.
"Il 15,6% dei bambini a Gaza è sotto il livello minimo di nutrizione. Prima era dell’1%. La stima è che a Rafah ora ci sia un bagno ogni 600 persone, le epidemia sono in aumento e senza un cessate il fuoco le proiezioni parlano di ulteriori 85mila morti in 6 mesi per infezioni o malattie. 1500 camion di aiuti umanitari sono bloccati al valico" ha riferito Richard Brennan, responsabile regionale a Gaza per l’OMS.
Questo perché - conferma la Mezzaluna Rossa egiziana - "i camion di aiuti umanitari subiscono quattro tipo di controlli che durano complessivamente 30 giorni e se anche un solo articolo non viene accettato dalle forze israeliane, tutto il carico è rifiutato e resta inutilizzato nei magazzini.
Il capo di UNRWA in Egitto, Sahar Al-Jobury ha sottolineato che UNRWA lavora sulla base di un mandato internazionale e sta cercando di eseguire il proprio incarico, ma con i fondi sospesi il personale non riesce a lavorare e subisce anche restrizioni nei movimenti.
Bisogna confermare i fondi a UNRWA, aprire tutti i valichi, togliere l'assedio alla striscia e cessare il fuoco.
Come ribadito da Amani Salah, responsabile Affari umanitari di OCHA, Gaza è la chiave della stabilità della regione. È necessario fermare il massacro e lavorare al domani di questa area. La violenza rischia di generare nuove ondate di estremismo.
La pace si costruisce solo con la pace.
La delegazione farà oggi tappa ad Al Arish per poi raggiungere il valico di Rafah domani.
*Così i parlamentari della delegazione Stefania Ascari, Carmela Auriemma, Angelo Bonelli, Ouidad Bakkali
Laura Boldrini, Dario Carotenuto, Sara Ferrari, Nicola Fratoianni, Valentina Ghio, Francesco Mari, Andrea Orlando, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Alessandro Zan*
Fondi annunciati non ci sono, potenziare aiuti umanitari nella striscia di Gaza
“Il Ministro degli esteri Tajani rilascia interviste in cui annuncia una nuova iniziativa umanitaria italiana in medio oriente che non trovano riscontro nell’atteggiamento in parlamento di governo e maggioranza” così il capogruppo democratico nella commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano interviene a margine dei lavori delle commissioni parlamentari che ha esaminato le deliberazioni del Cdm sulla partecipazione italiana alle missioni e su cui il Pd ha votato favorevolmente. “Abbiamo votato a favore – sottolinea Graziano – non possiamo però non sottolineare alcuni aspetti critici tra cui che nel corso dell’esame è stata approvata una riformulazione di un nostro emendamento che conferma la timidezza con cui il governo sta intervenendo nell’area. L’Italia può e deve essere promotrice di una forte azione diplomatica per favorire la consegna del materiale umanitario nella Striscia di Gaza. Non basta sostenere l’impegno europeo, serve un intervento concreto che passa necessariamente attraverso il potenziamento dei fondi. Sulla stampa Tajani parla di 10 milioni che però non trovano conferma negli atti ufficiali. Così come è fondamentale il ripristino dei fondi per le Ong e – conclude Graziano – il coinvolgimento dell’agenzia delle nazioni unite per consentire agli operatori di pace di aiutare concretamente la popolazione e garantire accesso illimitato alle cure”.
“La Giunta Marsilio e il trio Meloni, Salvini e Tajani giocano senza pudore sulla pelle degli abruzzesi, ignorando le loro vite e fregandosene dei loro problemi. La sete di potere di FdI e Lega ha innescato una lottizzazione della sanità senza quartiere. La carenza di personale medico e infermieristico ha fatto allungare le liste di attesa per visite specialistiche e interventi chirurgici. La chiusura di ospedali e la distribuzione ineguale delle strutture sanitarie sul territorio ha limitato ulteriormente l’accesso alle cure per gli abitanti delle zone rurali e montani e ha acuito il fenomeno della migrazione sanitaria verso altre regioni. Al tutto si aggiunge una disorganizzazione nella gestione delle risorse e la mancanza di investimenti per l’ammodernamento delle attrezzature mediche”. Così il deputato dem Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali.
“I cosiddetti viaggi della speranza – conclude Furfaro – per curarsi altrove, costano alle casse regionali un saldo negativo di 51 milioni all’anno. Un malato di tumore su 4 decide di emigrare, un record difficile da eguagliare. Rispetto al periodo pre-covid le visite specialistiche sono inferiori del 14 per cento. I risultati della lotta senza esclusioni di colpi tra Fdi e Lega sono sotto gli occhi di tutti gli abruzzesi. Il 10 marzo va respinto il tentativo di svilire la sanità pubblica, l'Abruzzo si merita di meglio”.
“Oggi la società civile perde una delle sue protagoniste: una donna che è stata capace di rilanciare il Terzo Settore coniugando con coraggio, passione ed intelligenza l’impegno sociale, la promozione del volontariato e la crescita delle imprese cooperative e no profit. Alla famiglia di Claudia Fiaschi vanno le mie condoglianze. Mando un abbraccio al mondo di Confcooperative che perde una guida esemplare”.
Lo dichiara la vice presidente del deputati Pd, Simona Bonafè.
"Tra poche settimane inizia la stagione estiva ma dal governo Meloni, sui balneari, tutto tace. Dopo 15 mesi e dopo le promesse elettorali, la destra è immobile, mentre le imprese chiedono certezze". Così il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, intervenendo a margine della 25esima edizione della fiera Balnearia, in programma a Carrara.
"Gli operatori - ha concluso Simiani - hanno urgente bisogno di chiarezza per pianificare i loro investimenti, con le responsabilità scaricate oggi esclusivamente sui comuni. Ora è essenziale passare dalle parole ai fatti. Le proposte del Partito Democratico sono note da tempo: le procedure di evidenza pubblica devono riconoscere il valore aziendale delle imprese; preservare i livelli occupazionali; valorizzare le specificità acquisite; promuovere forme di gestione integrata dei beni e delle attività aziendali, nonché le competenze professionali. Noi siamo disponibili al dialogo ma la destra perde ancora tempo. Senza nuove gare si penalizzano tutti, enti locali, imprese e la finanza pubblica".
''Il popolo palestinese non ha più tempo e per sopravvivere aspetta azioni concrete da parte dei governi per il cessate il fuoco immediato. Alla popolazione di Gaza manca tutto: elettricità, cibo , acqua, medicine, carburanti. Ma in questo momento è il cessate il fuoco il passo fondamentale. Senza questo non esisterà tutto il resto''.
Così Valentina Ghio deputata vicecapogruppo Pd alla Camera al termine degli incontri di oggi al Cairo, nel primo giorno della missione umanitaria di parlamentari italiani e organizzazioni umanitarie, prima tappa di un percorso che domani li condurrà verso Rafah.
"Abbiamo incontrato - conclude Ghio - diversi rappresentanti, molti palestinesi di organizzazioni umanitarie che operano a Gaza. Hanno raccontato delle condizioni tragiche, dei 30.000 morti in prevalenza donne e bambini, dei 1.700.000 sfollati, delle decine di migliaia di persone colpite da epatite, malattie della pelle e altre epidemie, dei 342 medici uccisi e degli oltre 100 arrestati, della mancanza totale di cibo che provoca la morte di bambini e obbliga le famiglie a nutrirli con il cibo per animali. Ma l'esigenza primaria per tutti è l'attivazione della comunità internazionale per il cessate il fuoco immediato e permanente, senza il quale sarà pregiudicata la sopravvivenza di un popolo".
"Le recente vicenda del Luna Park a Lerici, vietato dal sindaco ma riammesso dal Tar, ribadisce la necessità di una riforma della Legge che risale ormai al 1968 sullo Spettacolo viaggiante". Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"Sono 6.000 in Italia le imprese dello spettacolo viaggiante tra parchi giochi, giostre e circhi, con l'impiego di decine di migliaia di lavoratori. Si tratta di un settore, che ha una funzione sociale e ricreativa soprattutto nei piccoli centri e nei territori marginali, che ha saputo rialzarsi dopo il lock down ma che rischia oggi di scomparire. Servono norme certe e concertate per garantire a queste imprese di svolgere al meglio il proprio lavoro ed evitare soprattutto che sindaci intolleranti, come nel caso di Lerici, facciano ricorso ad abusi di potere poi bloccati dalla giustizia amministrativa, conclude ".
Un’Europa per i molti e non per i pochi, che si batte per un salario dignitoso, per una sanità e un’istruzione universali, per la giustizia climatica, per i diritti e la pace. È questa la strada tracciata oggi al congresso del PSE da Elly Schlein per l’Europa che vogliamo e per costruire anche in Italia un’alternativa possibile alla destra degli egoismi e dei nazionalismi.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Un passaggio politico di grande importanza alla vigilia delle Europee. Il Pse ha eletto all’unanimità Nicolas Schmidt - a cui faccio gli auguri - come candidato dei socialisti e democratici alla presidenza della Commissione europea e ha definito con chiarezza il perimetro delle alleanze. Non staremo mai con le destre estreme e con chi pensa di risolvere in modo nazionalista i grandi temi dell’agenda politica internazionale. A giugno voteremo per una nuova europa, sociale e solidale, e lo faremo insieme alle altre forze del PSE con cui condividiamo obiettivi, valori e la visione del futuro” così il capogruppo democratico nella Commissione affari europei della Camera, Piero De Luca, al termine del congresso del PSE.
La destra la smetta di minacciare e creare clima di tensione
“Si assiste in queste ore a dichiarazioni inappropriate quanto avventurose da parte di esponenti della destra in Sardegna circa ordine pubblico e possibili ricorsi su dati ufficiali che ancora non esistono.” Così il deputato dem sardo Silvio Lai. “I fatti sono semplici: i tribunali non hanno completato i conteggi delle sezioni che non erano state concluse nei seggi così come sono da verificare le schede contestate il cui numero complessivo non è ufficiale.
Dopo di che ci sarà la proclamazione di presidente e consiglio regionale. L’auspicio è che i tanti esponenti del centrodestra che si lanciano in speculazioni e velate minacce attendano serenamente che queste procedure si concludano per poter discutere dei dati ufficiali: creare questo clima non può che far male alla fiducia dei cittadini nei confronti delle elezioni. Sono tanti i casi di elezioni regionali in cui la differenza è stata persino inferiore di quanto avvenuto in Sardegna senza che si sia assistito a tentativi di delegittimazione come quelle di queste ore. Altrimenti viene in mente che ci si trovi davanti ad un tentativo di incutere timore in chi sta facendo in queste ore il proprio dovere e questo dovrebbe richiamare immediatamente l’attenzione dei ministeri competenti a tutela dei servitori dello Stato. Meglio terminare un inutile e dannoso palleggio prima di eccedere.”
"L'accordo firmato potrebbe risolvere una situazione che il Governo Meloni ha bloccato per mesi anche se non prevede alcun impegno formale da parte di Jsw. Attendiamo quindi sviluppi immediati sul futuro di stabilimento e lavoratori". È quanto riporta una nota dei deputati Pd Marco Simiani, Vinicio Peluffo, Laura Boldrini ed Arturo Scotto sul "Memorandum Piombino" firmato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
"Il Memorandum è utile solo per garantire una parte degli attuali livelli occupazionali: l'impegno assunto da Jindal è infatti per soli 400 addetti mentre resta da chiarire il reintegro dei 1150 lavoratori ancora in attesa degli investimenti del gruppo Metinvest. E' necessario vigilare affinché questi accordi si concretizzino e venga finalmente realizzato un progetto complessivo di ridefinizione del comparto industriale di Piombino, attraverso una sinergia efficace tra pubblico e privato. Il Partito Democratico si batterà affinché nessun posto di lavoro vada perso: un presupposto per noi irrinunciabile e sul quale il Ministro Urso non ha ancora assunto una posizione netta", così si conclude la nota del Pd .