Il deputato e segretario del Pd toscano: “Presenterò una interrogazione parlamentare sul decreto che fissa a 4938 euro l'importo della garanzia finanziaria che dovrà essere versata dai richiedenti asilo per evitare l’ingresso in un Cpr”
“Sull’immigrazione il Governo aveva già perso la faccia, ora perde anche la dignità facendo cassa sulla pelle e la disperazione delle persone”.
Così il deputato segretario del Pd toscano Emiliano Fossi commenta il decreto del ministero dell'Interno, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale, che fissa a 4938 euro l'importo della garanzia finanziaria che dovrà essere versata dal richiedente asilo che non vuole essere trattenuto in un Centro fino all'esito dell'esame del suo ricorso contro il rigetto della domanda. Sul tema Fossi presenterà un'interrogazione parlamentare.
“È una misura inquietante – dice Fossi -. Di fatto il Governo chiede una cauzione a persone disperate, che hanno fatto una traversata di ore e ore, rischiando la vita, per scappare da guerre e povertà. Forse nel centrodestra hanno visto troppi polizieschi americani, ma purtroppo c’è poco da ridere: oltre all’incompetenza, questo Governo dimostra una insensibilità fuori dal comune”.
PD lo voleva da tempo e ora Lollobrigida se ne assume i meriti
È tornato a riunirsi il Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale. È una buona notizia per la biodiversità e la gestione del territorio. Lo ha voluto il Pd che ha imposto un emendamento alla legge di bilancio. Ora il ministro Lollobrigida, sostenuto da qualche ultras nell'associazionismo venatorio, vorrebbe prendersi i meriti dell'operazione. Semmai, e lo diciamo con fermezza, i demeriti legati al fatto che la sua composizione non rappresenta le indicazioni originarie della legge 157 che lo aveva previsto più largo e rappresentativo del pluralismo delle associazioni agricole, venatorie ed ambientaliste ed anche delle istituzioni regionali e locali.
Ora annuncia il ministro che sarà il luogo per riflettere sulla legislazione vigente e sul tema della peste suina collegata alla presenza abnorme dei cinghiali. Questioni che il PD sta sollevando da tempo in Parlamento dove di contro il ministro fa orecchie da mercante, come nel caso dell'applicazione del regolamento sul divieto di utilizzo delle cartucce di piombo nelle zone umide visto che il governo è scappato di fronte alla necessità di dare certezza di diritto ai cacciatori unitamente alla necessità di attuare correttamente la disposizione Europa.
Ma ormai tutti lo sanno. Questo è il governo degli annunci. Per i fatti non è dato sapere.
"'Il Regolamento di Dublino è preistoria'. Come sempre il presidente Mattarella trova le parole più efficaci. Da tempo, ormai, sosteniamo che quel Regolamento, che attribuisce al paese europeo di primo approdo dei migranti la responsabilità di valutare le domande di asilo, va superato perché penalizza paesi come l'Italia e la Grecia. Buona parte dei richiedenti asilo che arriva in Italia, infatti, vorrebbe raggiungere parenti e amici in altri paesi europei. Ma non può farlo legalmente. Di fatto le persone vanno comunque altrove, ma con il rischio costante di essere rimandate in Italia". Lo dichiara sui suoi profili social Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato Permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Gli Stati europei guidati da leader nazionalisti - prosegue Boldrini - non vogliono toccare il Regolamento di Dublino perché significherebbe farsi carico di una quota di rifugiati. Lo stesso Salvini, da parlamentare europeo, ha sempre disertato i lavori per il superamento di quelle norme. Gli alleati e gli amici di Meloni in Europa si oppongono e remano contro l'Italia e per la premier, evidentemente, i rapporti con Orbán e con il Pis polacco vengono prima di ogni altra cosa. Se questo è patriottismo".
"Il ministero dell'Ambiente prenda posizione sulla legge della Regione Liguria che restringe il Parco Nazionale di Portofino ad un francobollo, limitando le possibilità di crescita sostenibile dei territori, sconfessando quanto richiesto da altri Comuni in sede Anci e andando contro la volontà di quelle comunità locali interessate a far parte del parco e le stesse indicazioni di Ispra che non ritiene adeguata la perimetrazione proposta". Lo dichiarano in una nota congiunta i deputato dem Valentina Ghio e Marco Simiani, rispettivamente vicepresidente del Gruppo Pd e capogruppo Pd in commissione Ambiente, i quali attendono da mesi una risposta alla loro interrogazione parlamentare presentata a riguardo.
"Il ministro dell'ambiente - concludono Ghio e Simiani - anche alla luce delle valutazioni di Ispra, ci dica se avalla il parco estremamente ridotto che il Governatore Toti ha definito e che penalizza vaste zone del territorio. L’Istituzione del Parco Nazionale di Portofino, nella configurazione condivisa con diversi Comuni, rappresenterebbe infatti elemento di tutela per un territorio unico e fragile come quello di buona parte del Golfo del Tigullio, una possibilità di far affluire risorse e progettualità per la cura e lo sviluppo del territorio, anche attraverso percorsi di destagionalizzazione turistica. La nuova presunta perimetrazione escluderebbe quindi di fatto alcune zone di altissimo pregio naturalistico e paesaggistico come la collina delle Grazie a Chiavari e la Pineta di Montallegro a Rapallo".
“Giorgetti e Calderone stamattina al Cnel attaccano il salario minimo. Parlano di contrattazione, ma non rinnovano i contratti per 8 milioni di lavoratori. Fanno melina. Tolgano subito la sospensiva alla nostra legge e dicano come la pensano alla luce del sole. In Parlamento”.
Lo scrive su X il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il senatore Gasparri invece di accanirsi contro un giornalista nonché presidente della Fnsi per presunte irregolarità nello svolgimento delle sue mansioni in Rai si occupi piuttosto di Foa e della sua trasmissione, perché in quel caso non lo abbiamo sentito pronunciarsi. Gasparri ha redatto una pagina davvero brutta sulla storia dei rapporti fra istituzioni e giornalismo, che dovrebbero collaborare invece di farsi la guerra”. Così una nota dei parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai.
“Purtroppo non è una Fake news ma nel bilancio del primo anno del governo di destra-destra, il partito della presidente del consiglio Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, supera qualsiasi immaginazione. Altro che ministero della cultura popolare. Tra i successi del ‘nuovo corso’ c’è un paragrafo sulla ‘nuova Rai’, libera dalla sinistra. Lo scempio della Rai meloniana è sotto gli occhi di tutti. Il crollo degli ascolti dei primi mesi dei telegiornali Rai, a impronta meloniana, la dice molto sui danni che il pensiero unico sta provocando al servizio pubblico. Abbiamo perso i pezzi pregiati dell’approfondimento giornalistico con autori e conduttori che non si sono riconosciuti nella mission di questa Rai monopolizzata dal pensiero sovranista. Per questo motivo resteranno accesi i nostri riflettori sulla Rai, l’industria culturale e informativa più importante del nostro Paese. Una Rai dei governati e non dei governanti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai e Sandro Ruotolo, responsabile Informazione e Cultura del partito.
Aumentare risorse e fondi in legge di Bilancio
“La rete del trasporto pubblico nel Lazio è palesemente in grave difficoltà. Alla luce delle conseguenze della crisi climatica e della crescita del turismo post covid è ormai improcrastinabile intervenire. Sono stati segnalati moltissimi disservizi su ferro per una serie di anomalie tecniche, legate alla usura delle ruote dei treni dovute al caldo anomalo di questa estate e per questo sono saltate oltre mille corse di treni da e per Roma.
Con la riprese del pendolarismo scolastico si sono accentuati i disagi dovuti ai disservizi del trasporto pubblico locale. Chiediamo al governo pertanto di intervenire con urgenza e aumentare le risorse per i trasporti anche in vista della prossima legge di Bilancio”. Lo chiedono i deputati Pd della commissione Trasporti di Montecitorio Casu, Barbagallo, Bakkali, Ghio e Morassut, in una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e Trasporti.
“È necessario andare incontro alle esigenze di tutti i cittadini che per lavoro o per studio quotidianamente utilizzano il trasporto pubblico locale; Nel Lazio la situazione peggiora di giorno in giorno, raggiungendo situazioni paradossali.
ha suscitato sconcerto la notizia riportata dai media di studenti addirittura costretti a percorrere a piedi la pericolosissima via Flaminia per raggiungere la scuola dopo la soppressione delle fermate a Morlupo”, concludono i deputati dem.
“Il Governo sta distruggendo il futuro del
Mezzogiorno, questa è la realtà purtroppo. L'esecutivo Meloni in realtà non sta estendendo l'attuale Zona economica speciale (Zes) a tutto il Sud, sta semplicemente distruggendo questo strumento pregiudicando gravemente investimenti e sviluppo nel Meridione”. Così il deputato del Partito democratico, Piero De Luca intervenendo al meeting “Sud Invest” organizzato della Ficei (Federazione italiana Consorzi Enti industrializzazione) e in corso a Benevento.
“L’unica operazione vera dietro alla Zes Unica è la smania di accentramento e di controllo del Governo su qualsiasi autorizzazione per l’avvio di nuove attività economiche nel Sud. Una scelta suicida e dannosa, che creerà un imbuto senza precedenti e la conseguente paralisi di qualsiasi possibile investimento. Per non parlare della cancellazione del più importante
incentivo fiscale oggi esistente - voluto dal Pd - ovvero il dimezzamento dell’Ires. Questo provvedimento insomma fa il contrario di ciò per cui è stato tanto sbandierato: favorire il rilancio del Meridione e, quindi, dell’intero Paese. Perché se cresce il Sud, cresce l’Italia intera. Zes, per colpa del governo Meloni, d’ora in poi diventerà l’acronimo di Zero economia al Sud. Come PD non lo permetteremo e faremo un’opposizione durissima in ogni sede possibile”.
“All’Assemblea generale, Meloni ha provato a darsi un’aria da statista globale. Certo ha impiegato molta faccia tosta, parlando di un piano per l’Africa, il Piano Mattei, che non esiste. E promettendo aiuti all’Africa quando il suo governo ha tagliato i fondi per la cooperazione”.
Così su X la deputata democratica Lia Quartapelle, vice presidente della commissione Esteri.
Vincere le elezioni non significa essere proprietari dello Stato. L'aggressione a Christian Greco è una vergogna che colpisce l'autonomia della cultura e la libertà di pensiero. Non si arrabbino se poi vengono paragonati alle pagine peggiori della nostra storia.
Così il deputato del Pd Nicola Zingaretti.
Come Gruppo Pd abbiamo chiesto al presidente della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali Francesco Silvestro di convocare con urgenza una nuova seduta della Commissione. L’avanzato stato dell’esame al Senato del disegno di legge sull’Autonomia differenziata e il ritardo con cui è stata costituita la Commissione stessa, richiedono un avvio imminente dei lavori, considerando le rilevanti implicazioni politiche e istituzionali della riforma. Per questo motivo sollecitiamo il Presidente a intraprendere ogni iniziativa utile per predisporre subito anche un ciclo di audizioni, con particolare priorità per l’audizione del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Calderoli e del Presidente del Comitato per la definizione dei livelli essenziali di prestazione Sabino Cassese. Non consentiremo ulteriori fughe in avanti sull'Autonomia differenziata senza che sia assicurato il pieno ed effettivo preliminare coinvolgimento della Commissione.
Così in una nota i componenti del PD in commissione.
“Ho avuto la fortuna di conoscere Christian Greco, un uomo dalla cultura gigantesca e un manager straordinario che ha reso il Museo Egizio un’eccellenza di Torino, la mia città, e del Paese. Leggere i giudizi di Marrone e di Crippa su di lui, farebbe ridere, come se un raccattapalle giudicasse il modo di tirare i rigori di Leo Messi. Invece non fa ridere, fa orrore. Fa orrore immaginare che un fuoriclasse come Greco debba anche solo ascoltare certe parole. Difenderò in qualsiasi modo e in qualsiasi sede la mia città, le sue eccellenze e i suoi fuoriclasse da questo incredibile imbarbarimento. Spero solo che a Greco non venga voglia di andare dove non si è attaccati per eccesso di intelligenza e di bravura, ovvero quasi ovunque al mondo. Desidero che Greco senta che un enorme pezzo di città è totalmente con lui, senza nessun se e senza nessun ma”.
Lo dichiara il deputato torinese del Pd, Mauro Berruto.
“Occorre mettere in campo tutte le misure necessarie per garantire il pieno e rapido ritorno alle condizioni di normalità nel Comune di Marradi: un territorio colpito in pochi mesi da alluvioni e da un evento sismico significativo. La popolazione è comprensibilmente provata, molte famiglie non sono ancora rientrate nelle loro abitazioni ed i danni non sono trascurabili. Adotteremo in Parlamento tutte le iniziative necessarie per sostenere le iniziative della Regione Toscana e del Presidente Giani, subito attivate nei territori coinvolti”: è quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani e Emiliano Fossi.
“Dal Governo nessuna risposta sulla formazione del personale per la prevenzione e la gestione della violenza sulle donne. Oggi in Commissione Affari costituzionali il PD ha presentato un question time al Ministro della Pubblica Amministrazione per chiedere risorse finanziarie e misure organizzative per una necessaria e a urgente formazione e specializzazione di tutto il personale che interviene per donne e minori vittime di violenza. Un intervento ormai indifferibile rispetto alla sconvolgente gravità del fenomeno. Ma Il Ministro ha invece parlato d’altro: non ha risposto nel merito e si è riferito genericamente, alle iniziative del suo Ministero sulla parità di genere. Cosa importante, sì, ma non una risposta né pertinente né accettabile di fronte all’ondata di femminicidi e di violenza”. Lo dichiara la deputata democratica Michela Di Biase intervenuta oggi in commissione per illustrare l’interrogazione.
“Nel contrasto alla violenza sulle donne - continua l’esponente dem - è emerso chiaramente negli anni, non ultimo dai lavori della Commissione femminicidio della scorsa legislatura, l’esigenza di una necessaria formazione e specializzazione di tutto il personale che interviene con donne e minori vittime di violenza per far sì che le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica ricevano un'assistenza adeguata. Quindi polizia e carabinieri, magistrati, personale della giustizia, personale socio-sanitario, insegnanti, polizia municipale devono essere coinvolti in un'apposita azione di formazione, di aggiornamento e di qualificazione, con natura continua e permanente.
La Convenzione di Istanbul, ratificata da questo Parlamento nel giugno 2013 – conclude Di Biase - prevede peraltro proprio un’adeguata Formazione delle figure professionali che si occupano delle vittime o degli autori di tutti gli atti di violenza. Stesso impegno era contenuto nella mozione unitaria, frutto di uno sforzo che ha visto coinvolte tutte le forze politiche, approvata lo scorso 23 novembre”.