Sconvolgente il taglio del Governo a Regioni, Comuni e Province per 600 milioni. Dopo aver cancellato oltre 13 miliardi di investimenti del Pnrr volti alla riqualificazione delle nostre comunità, quest'ulteriore riduzione di risorse è il colpo di grazia per gli enti territoriali.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
Duecento milioni per 72 Paesi africani. Scontro in maggioranza su Africa?
“Dal Piano Mattei tanto decantato, di cui non sappiamo nulla, ai 200 milioni in Legge di bilancio per 72 Paesi africani. Avete letto bene, 72 Paesi. Se non fosse preoccupante per le ripercussioni che simili proposte possono causare, verrebbe da ridere. C’è voluto un viaggio in Africa, la montagna, un incontro utilizzato per fare altissimi proclami e probabilmente costato più dell’intero fondo per la cooperazione, per far partorire a Meloni e al governo un simile topolino. ‘L’Africa non si aiuta con la carità ma con la collaborazione’, aveva sostenuto Giorgia Meloni davanti al presidente della Repubblica in Mozambico. Poi arriva la Legge di bilancio e scopriamo che il governo istituisce un Fondo per la collaborazione ‘orizzontale’ per l’Africa. Orizzontale al punto di togliere a chi conosce e lavora sul territorio come le Ong la possibilità di accedervi forse? Orizzontale perché se ne avvantaggerà qualcuno che ha già una massiccia presenza? Orizzontale perché non si capisce”.
Lo dichiara Stefano Vaccari capogruppo Pd della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Allo stesso tempo - aggiunge - fatichiamo a capire come possano 200 milioni essere distribuiti con una qualche efficacia su 72 Paesi con un miliardo e 216 milioni di abitanti. Pensano forse di ‘poterli aiutare a casa loro’ così? Mentre la loro casa cade a pezzi per i cambiamenti climatici, noi gli proponiamo un piccolo orto con qualche zucca? Forse non è chiaro, forse i numeri e la propaganda non tornano, non stanno insieme, non quadrano. O forse la presidente Meloni ha voluto interessare direttamente la presidenza del Consiglio di un tema che da sempre gestisce il ministero degli Esteri in accordo con i maggiori rappresentanti della cooperazione internazionale? Stanno usando l’Africa - conclude - anche come terreno di scontro interno a una maggioranza sempre più visibilmente divisa?”.
“La manovra economica del governo Meloni, a leggere le prime bozze del provvedimento, la pagano le donne italiane. Cancellata definitivamente Opzione Donna, aumentata l’iva su assorbenti, tamponi e coppette mestruali dal 5 al 10 per cento. A queste misure si aggiungono nuovi aumenti Iva sui prodotti per l’infanzia, come latte in polvere e alimenti per neonati che andranno a gravare sulle famiglie, oltre ai tagli sulla sanità che ricadranno sui servizi territoriali”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
"Alcuni di questi tagli, come quello sugli assorbenti, – aggiunge Di Biase - sono misure che hanno un impatto minimo sui conti dello Stato ma che rischiano di pesare sulla spesa mensile delle donne italiane. Avevamo ottenuto la riduzione dell’iva sugli assorbenti dopo una lunga battaglia che aveva messo al centro le politiche per la riduzione delle diseguaglianze di genere. Con il Governo Meloni facciamo un passo indietro politico e culturale”.
"L'Ue si faccia promotrice di un percorso che porti, prima di tutto, a un cessate il fuoco umanitario, come chiesto anche dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, e che dia il via a un nuovo processo di pace.
La proposta del ministro degli Affari esteri spagnolo, José Manuel Albares, di una conferenza internazionale per la pace e di una tregua per fermare il conflitto nella striscia di Gaza è la via giusta da seguire.
A Gaza la situazione è gravissima: ad oggi si contano 5.300 morti, di cui il 70 per cento donne e bambini, e più di 18mila feriti. I dispersi sotto le macerie sono oltre 1500 di cui 830 bambini. Inoltre, sarebbero 12 gli ospedali e 32 i centri sanitari fuori servizio a causa degli attacchi mirati e della mancanza di carburante.
Difendersi dal terrorismo di Hamas è sacrosanto, ma non può voler dire colpire i civili, gli ospedali e i luoghi di culto, ridurre allo stremo la popolazione, distruggere quasi la metà delle abitazioni della Striscia e sfollare oltre 1 milione di persone su una popolazione di 2 milioni e 200mila abitanti.
Liberare gli ostaggi, fermare l’uccisione di civili e rifornire Gaza dei beni di prima necessità sono le priorità assolute". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
“Nel corso degli ultimi anni si sono succedute diverse misure volte ad attrarre risorse umane nel Paese, prevedendo in particolare regimi di tassazione agevolata temporanei sia per soggetti che trasferiscono la residenza in Italia (cosiddetti impatriati), sia per il rientro in Italia di docenti e ricercatori per esercitarvi la propria attività. In particolare per i contribuenti impatriati dipendenti o autonomi, è previsto, a legislazione vigente, l’abbattimento del reddito del 70%, ovvero del 90% trasferendo la residenza in una regione del Mezzogiorno, per un periodo di cinque anni o più in base a determinate condizioni (numero figli e acquisto abitazione di residenza: cd radicamento). Secondo l’ISTAT gli italiani emigrati sono il 30% in più di quelli che rientrano: nel 2021 i rimpatriati sono stati 74.759 a fronte degli espatriati pari a 94.219. E nonostante il buonsenso dica di agire per rafforzare queste misure il governo che fa? Intende fare una riforma che sostituisce in modo peggiorativo le condizioni attuali. Vuole depotenziare le agevolazioni e questo potrebbe peggiorare le prospettive ISTAT e al contempo non portare alcun miglioramento per l’Erario”. Lo ha dichiarato Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd, eletto all’estero, nel corso dell’interrogazione a risposta immediata che si è svolta oggi in commissione Finanze di Montecitorio.
“Servirebbe - ha proseguito Ricciardi - un intervento condiviso e razionale che consenta di avere dati ufficiali sul numero dei soggetti che hanno beneficiato delle agevolazioni con riferimento agli ultimi tre anni inclusivi della distribuzione geografica e dell’attività lavorativa e professionale svolta e sapere se nella riforma sono previsti periodi transitori per coloro che hanno già programmato il rientro nel 2024. Le cose vanno fatte seriamente”.
“Per questo, abbiamo chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze se, al fine di valutare gli effetti dei regimi speciali volti ad attrarre risorse umane nel Paese, si intenda fornire un quadro complessivo degli effetti delle misure in vigore, anche con l’obiettivo di prevedere una differenziazione che potenzi il vantaggio per i soggetti che trasferiscono la residenza nelle regioni del Mezzogiorno. Questa misura ha generato nuovi contribuenti intorno alle 40 mila unità: non è una misura che necessita di copertura ma consente di dare alle persone un netto busta più corposo e facilitarne il rientro. Mi auguro che si lavori con degli emendamenti in modo chirurgico perché non si può buttare bambino con l’ acqua sporca perché non si riescono a controllare gli abusi che si fanno in alcuni ambiti. Il governo sia saggio e non arrechi danni a migliaia di lavoratori e famiglie”, ha concluso il vicepresidente dem.
“Pieno sostegno e solidarietà a tutte le iniziative che i familiari delle vittime della Strage di Viareggio vorranno assumere per impedire che espedienti formali impediscano la prescrizione per il disastro ferroviario. Dopo oltre 14 anni e 32 vittime innocenti è impensabile che in un paese civile la difesa possa appellarsi alla sospensione del processo per incostituzionalità del reato soltanto per sfuggire alle loro appurate responsabilità: sperando quindi solo di prendere tempo per ottenere i benefici della prescrizione. La Corte Costituzionale è un organo supremo di libertà e giustizia e non può essere strumentalizzato”. Lo dichiarano i deputati Pd Marco Simiani e Marco Furfaro, a proposito dell’appello dell’associazione dei familiari della Vittime dell’incidente ferroviario del 29 giugno 2009.
Serve una riforma complessiva del trasporto merci italiano che consenta di intervenire su molteplici criticità, sulle priorità, le sfide e le opportunità del sistema. Grazie al Circolo PD Trasporto Merci, al fianco del Segretario Rocco Lamparelli e alla Presidente Carla Bozzini, è stato molto importante il confronto di ieri con le associazioni del settore e le organizzazioni sindacali presso la Città dell’Altra Economia di Roma, insieme a lavoratrici e lavoratori. Dobbiamo investire sempre più convintamente nella crescita intermodale per garantire opportunità e sviluppo a tutti i comparti del trasporto merci, integrandoli al meglio per rendere sempre più forte e competitiva la nostra economia, difendendo il destino di milioni di posti di lavoro. Per quanto riguarda le questioni specifiche dell’autotrasporto non sono più rinviabili gli interventi per rispondere alla carenza di autisti e alle conseguenze del caro carburante, accorciare tempi di pagamento e tempi di attesa in sosta fino a garantire incentivi necessari a non scaricare il costo della transizione ecologica e degli interventi per la sicurezza stradale sugli operatori, ma considerarli investimenti necessari per tutta la comunità. Infine l’urgenza condivisa di un’azione definitiva per debellare, anche grazie al ricorso alle nuove tecnologie, le infiltrazioni malavitose e la disapplicazione dei contratti per garantire finalmente legalità e sicurezza sul lavoro per tutte e per tutti. Se si fermano i trasporti, si ferma l’Italia e dall’opposizione siamo pronti a fare il massimo per impedirlo.
Così Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
"Il governo Meloni si riserva di prelevare quote degli incassi dei concerti e delle iniziative culturali per sostenere le sue politiche. La destra si inventa l’esproprio culturale!".
Lo scrive su X il deputato democratico e presidente della Fondazione del Pd, Nicola Zingaretti.
X di Lia Quartapelle, deputata Pd
Secondo le bozze che circolano, il governo ha deciso di fare cassa sugli assorbenti e sui prodotti per l’infanzia rimettendo l’IVA al 10%. Incomprensibili colpire prodotti necessari per donne e bambini nel momento in cui l’inflazione colpisce chi ha un reddito più basso
Dichiarazione di Luciano D’Alfonso deputato del Pd
La revisione del Pnrr proposta dal governo Meloni all’Unione Europea è esiziale per l’Abruzzo, poiché toglie al territorio 555,4 milioni di euro, annullando ben 1.861 progetti. In realtà la cifra complessiva ammonta a 629 milioni, in quanto diversi enti hanno cofinanziato le opere con risorse proprie o di altra provenienza.” Così in una nota i parlamentare abruzzese del Pd Luciano D’Alfonso. “Va ricordato – ha aggiunto l’esponente dem- che l’ambito regionale ha già subìto un devastante taglio dei fondi PNRR per il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara, cui il governo ha tolto 1 miliardo 465 milioni tra giugno e luglio scorsi.”
Le misure definanziate – precisa D’Alfonso- riguardano la messa in sicurezza del territorio, il miglioramento dell’illuminazione pubblica e l’efficientamento energetico degli edifici (1.723 progetti per un valore totale di circa 392 milioni); la riqualificazione del contesto sociale e ambientale delle città (69 progetti per 165 milioni); il miglioramento i servizi nelle aree interne (55 progetti per 39,4 milioni); la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie (13 progetti per 8,5 milioni).” DìAlfonso inoltre sottolinea che “a livello provinciale - spiega il sito Openpolis - è Chieti il territorio in cui rischiano di saltare i progetti con l’importo totale più consistente (218,1 milioni). Seguono le province di Teramo (192,2), L’Aquila (158,7) e Pescara (114,4). A livello comunale sono le città capoluogo ad essere più penalizzate. Al primo posto troviamo Teramo con 10 progetti a rischio, per un valore complessivo di circa 33, milioni di cui 24,8 provenienti dal Pnrr. Seguono Pescara (27 progetti per 28 milioni quasi interamente Pnrr) e Chieti (12 progetti per 20,6 milioni, anche in questo caso quasi totalmente provenienti dal piano). L’Aquila vedrebbe un taglio di 5 progetti, per importi totali pari a 20,1 milioni di euro, ma di cui solo 340mila di provenienza Pnrr. Ci sono poi altri 5 Comuni – continua DìAlfonso- che hanno progetti a rischio per un valore complessivo superiore ai 10 milioni. Si tratta di Montesilvano (25 progetti per 15,7 milioni), Martinsicuro (12 progetti per 14 milioni), Roseto (9 progetti per 12,9 milioni), Avezzano (17 progetti per 12,3 milioni) e San Salvo (10 progetti per 10,5 milioni). Altri 231 Comuni hanno progetti a rischio per un importo superiore al milione di euro.” D’Alfono elenca inoltre alcuni “tagli eclatanti”: a Teramo rischiano di saltare i progetti finalizzati al recupero del teatro romano (11,6 milioni) e per il teatro comunale (11,7 milioni); a L’Aquila potrebbero svanire gli interventi di riqualificazione del campo da rugby di Centi Colella (170mila euro); a Pescara sarebbero annullati la riqualificazione del lungofiume nord e sud (4 milioni), del lungomare (2 milioni) e di corso Umberto e piazza Sacro Cuore (1,5 milioni); a Chieti andrebbero in fumo il recupero di palazzo Massangioli e del cinema Eden (4,3 milioni), la rifunzionalizzazione delle ex scuole Nolli e di piazza De Lauretis (3,3 milioni) e la riqualificazione del Supercinema (750mila euro). Fra le altre opere di notevole impatto troviamo poi un intervento da 4,1 milioni di euro a San Giovanni Teatino per la realizzazione del secondo lotto di un polo per l’infanzia. Un progetto da 3,7 milioni invece era previsto a Guardiagrele e prevedeva lavori di consolidamento e mitigazione del rischio idrogeologico in diverse frazioni. Per quanto riguarda la misura legata alla valorizzazione delle aree interne, salterebbero due progetti del valore totale rispettivamente di 3 e 2,5 milioni di euro. Il primo, nel comune di Lanciano, riguarda il recupero dell’ex calcificio Torrieri per la creazione di una struttura destinata a servizi socio-culturali. L’altro progetto a rischio definanziamento invece si trova a Vasto e consiste in un intervento di ristrutturazione dell’edificio sede del Comune. Di fronte a queste cifre che sono numeri veri v– conclude D’Alfonso diventa palese l’incapacità dimostrata dal governo nel gestire il fiume di risorse che l’Ue ha destinato all’Italia. Il centrodestra- conclude D’Alfonso- non ha una classe dirigente all’altezza e lo sta dimostrando ogni giorno. In Abruzzo, Marsilio e soci non sono riusciti ad aprire un solo cantiere , ma stanno persino facendo affondare l’aeroporto e la linea ferroviaria Roma-Pescara. Quanti danni dovremo patire prima che questi campioni della distrazione vadano a casa?”
Le proposte del Pd
Conferenza stampa con Schlein, Braga, Boccia, Pagano e Sarracino
Oggi, martedì 24 ottobre – - ore 11.30 - Sala Stampa Montecitorio
Oggi, martedì 24 ottobre, alle ore 11.30, presso la sala stampa di Montecitorio, la segretaria del Pd Elly Schlein, insieme ai capigruppo di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia, al responsabile coesione territoriale e Sud Marco Sarrracino e al capogruppo in commissione Bilancio alla Camera Ubaldo Pagano, terrà una conferenza stampa per illustrare gli emendamenti del Partito democratico al dl Sud.
Un governo contro il Sud
Le proposte del Pd
Conferenza stampa con Schlein, Braga, Boccia, Pagano e Sarracino
Domani, martedì 24 ottobre – - ore 11.30 - Sala Stampa Montecitorio
Domani, martedì 24 ottobre, alle ore 11.30, presso la sala stampa di Montecitorio, la segretaria del Pd Elly Schlein, insieme ai capigruppo di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia, al responsabile coesione territoriale e Sud Marco Sarrracino e al capogruppo in commissione Bilancio alla Camera Ubaldo Pagano, terrà una conferenza stampa per illustrare gli emendamenti del Partito democratico al dl Sud.
"Ormai questo governo ci ha abituato ai proclami e agli annunci vuoti. La presidente Meloni ha dichiarato, a più riprese, la volontà di costruire politiche per la natalità e a sostegno della genitorialità, in particolare delle madri lavoratrici. Ma come tutte le bugie anche questa ha le gambe corte e ci troviamo di fronte ad un gioco delle tre carte vergognoso. Dopo il taglio al fondo per la disabilità scopriamo che il governo ha deciso di tagliare anche 350 milioni che erano previsti per rendere più stabile e strutturale la misura dell’assegno unico. Una decisione sbagliata e controproducente che va ad impattare contro una misura che in questi anni difficili è stata un sostegno primario ed importante. Queste non sono politiche per la natalità ma scelte sbagliate fatte sulla pelle delle famiglie". Così in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione affari sociali e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
Una cosa è chiedere sicurezza per i civili palestinesi. Altra cosa è bruciare la bandiera di Israele o condividere un certo tipo di messaggi intolleranti e inaccettabili senza dire una parola sulla barbarie di Hamas. Chi si batte per la pace deve riconoscere il diritto alla sicurezza dello Stato di Israele insieme al diritto del popolo palestinese a vivere in un proprio Stato. Ed il rischio del riproporsi di fenomeni di antisemitismo non deve e non può essere sottovalutato. Ce lo insegna la storia che abbiamo alle spalle, anche in Italia.
Lo ha scritto su Facebook Andrea De Maria, deputato Pd.
Il comparto agricolo sta pagando a caro prezzo la crisi climatica. Alluvioni, esondazioni, frane, maltempo, incendi, siccità hanno provocato danni nel 2023 per oltre 6 miliardi senza contare che le ridotte produzioni hanno determinato un rialzo significativo dei prezzi sulla tavola degli italiani con conseguenze devastanti per decine di migliaia di famiglie. Prendere di petto la crisi significa dare compiutezza alla transizione ecologica e rendere protagoniste le imprese agricole per il loro qualificante presidio sul territorio". Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD della commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera.
"La destra e il governo - aggiunge l'esponente Pd - hanno scelto, di contro, la strada delle sortite propagandistiche senza alcun riscontro normativo. Tagli al Pnrr sui progetti legati all'innovazione e alla cura del territorio. Nemmeno un cenno all'agricoltura nella Nadef e assoluta inesistenza nella legge di bilancio. Così si vuole tutelare il made in Italy e la sovranità alimentare? Così si vogliono tutelare i nostri produttori, come nel settore del grano, dagli attacchi concorrenziali e speculativi provenienti dall'estero? Così si proteggono i nostri frutticoltori, dopo una stagione disastrosa?".
"Non è un caso - conclude Vaccari - che la Confederazione Italiana Agricoltori ha promosso una manifestazione nazionale con una articolata piattaforma di rivendicazione. Sarò con loro a Roma,in piazza, il prossimo 26 ottobre".