MO: Pollastrini, tregua immediata e aiuti umanitari, l’Europa agisca
Dichiarazione on. Barbara Pollastrini, deputata Pd
Dichiarazione on. Barbara Pollastrini, deputata Pd
Quella in Medio oriente è una situazione esplosiva perché si colloca dentro una cornice di di grande incertezza: da una parte l'ennesimo rinvio delle elezioni palestinese e dall'altra lo stallo della situazione politica di Israele, dove Netanyahu ha fallito nel tentativo di formare un governo. Due autorità quindi in gravissima difficoltà di tenuta e di stabilità. In questo quadro ogni ora che passa con conflitti e bombardamenti peggiora la possibilità concreta di ragionare su un percorso di pace.
"Di fronte all'incendio che sta scuotendo il Medio Oriente è urgente una iniziativa che blocchi la spirale di violenza prima che deflagri un conflitto devastante. L'italia solleciti l'Unione europea a chiedere la immediata convocazione del Quartetto, composto da Nazioni Unite, Stati Uniti, Unione europea e Russia, per un'azione che chieda alle parti di sospendere ogni ulteriore atto violento". Lo dichiara Piero Fassino, presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei deputati.
Ho conosciuto e incontrato Saeb Erekat molte volte, sempre apprezzandone la lucidità e la passione. Stretto collaboratore prima di Arafat, poi di Abu Mazen è stato protagonista di ogni passaggio delle vicende politiche del Medio Oriente”.
Così il Presidente della commissione Esteri della Camera Piero Fassino ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Saeb Erekat, dirigente dell'OLP.
"Amava dire ‘ottenere la pace è il mio destino’ - ha aggiunto Fassino - ma il virus feroce glielo ha impedito. Il suo infaticabile impegno resterà nel cuore del suo popolo”.
"Il rinvio dell'annuncio di annessione unilaterale di parte della Cisgiordania e' un primo passo a cui è auspicabile che segua la sospensione di quella decisione. Non sono gli atti unilaterali la strada giusta per arrivare ad una pace stabile e sicura che invece deve essere perseguita con il negoziato. La pausa di riflessione sia vera e conduca a scegliere la strada della condivisione e non del conflitto".
Lo ha dichiarato Piero Fassino, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati
Un gruppo di deputate e deputati di diverse forze politiche ha dato vita oggi alla Camera all’Intergruppo parlamentare «Pace in Medio Oriente», presieduto da Laura Boldrini e aperto all’adesione di esponenti di tutto l’arco parlamentare, analogamente ad altre iniziative pluripartitiche nate in diversi Parlamenti europei.
“Mi auguro che il Primo Ministro Netanyahu raccolga l'appello del segretario generale ONU Guterres e non dia corso all’annessione unilaterale della Valle del Giordano. Se si può comprendere l'aspirazione di Israele alla sovranità sulla Valle del Giordano così legata alla storia e all'identità del popolo ebraico, non si può condividere che avvenga in modo unilaterale, atto che rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale”
Così in una nota Piero Fassino, vicepresidente della commissione Esteri della Camera.
“Il piano del presidente degli Stati Uniti Trump e l’annessione della Cisgiordania annunciata dal premier di Israele Netanyahu rischiano di essere fatali per la pace tra israeliani e palestinesi. Insieme ad altri parlamentari dell’Unione europea abbiamo firmato l’appello di Avraham Burg, ex presidente della Knesset, per chiedere un'azione europea per evitare il peggio”.
Così il vicepresidente e la capogruppo Pd della commissione Esteri alla Camera, Piero Fassino e Lia Quartapelle, e il capogruppo della commissione Esteri al Senato, Alessandro Alfieri.
"L'annuncio del Primo Ministro Netanyahu di voler annettere parte della Cisgiordania e la decisione del Presidente Abu Mazen, per reazione, di ritenere decaduti tutti gli accordi con i governi di Israele e Stati Uniti innesca una spirale di tensioni che rischia esplodere in un conflitto devastante. Nessuna soluzione di pace e convivenza può venire da atti unilaterali e gesti di sfida. È urgente fermare l'incendio prima che divampi. Intervenga la comunità internazionale, l'Unione Europea agisca, l'Italia faccia sentire la sua voce.
“Abbiamo apprezzato l’impegno profuso dal Presidente del Consiglio e dal Ministro Di Maio per interrompere la spirale della guerra tra Serraj e Haftar. É ormai da dieci anni che la Libia è il terreno di mille conflitti tra milizie armate, che ha provocato la fuga di un milione di libici, l’emergenza migranti e il blocco delle attività economiche. Da tutto questo si esce se si abbandona l’illusione della risoluzione armata e si ricerca una soluzione politica condivisa. Bene, dunque, la tregua e l’incontro di Berlino, dove occorre spingere affinché tutti gli attori siano presenti.