Codice Rosso. Pd, maggioranza ascolti criticità Csm e corregga testo
Il parere del Csm sulle norme del cosiddetto Codice rosso confermano le preoccupazioni e le criticità evidenziate dal Partito democratico durante la discussione in Aula.
Il parere del Csm sulle norme del cosiddetto Codice rosso confermano le preoccupazioni e le criticità evidenziate dal Partito democratico durante la discussione in Aula.
“Finalmente anche le donne che subiscono violenza vengono considerate come persone aventi diritto a un risarcimento sociale per il terribile danno subito. Con l’approvazione del nostro ordine del giorno, infatti, l’Aula della Camera impegna il governo ad attribuire alle donne vittime di soprusi e maltrattamenti fisici o sessuali una quota di riserva sul numero di dipendenti dei datori di lavoro pubblici e privati, così come già avviene per gli orfani di femminicidio, per i figli dei morti sul lavoro, o per quelli delle vittime della criminalità organizzata e del terrorismo.
"Esprimo grande soddisfazione per l'approvazione del mio emendamento al disegno di legge sul codice rosso che elimina la possibilità di far prevalere le circostanze attenuanti sulle aggravanti nei procedimenti che hanno ad oggetto reati di violenza sulle donne particolarmente efferati”. Lo dichiara Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del Codice rosso.
Governo dannoso
“Matteo Salvini non finirà mai di stupirci per la faccia tosta con cui riesce a fare campagna elettorale sulla pelle delle donne. Questa volta è toccato alle vittime di violenza, a cui promette la creazione di un “Telefono rosso”, spacciando per nuovo un servizio in vigore da anni”.
Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico
“Con l’annuncio della creazione del Telefono Rosso ancora una volta il vicepremier Salvini mostra di non sapere di cosa parla e di utilizzare le donne solo per fare propaganda”.
Così Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico, commenta le dichiarazioni di matteo Salvini in merito alla violenza sulle donne .
“Bongiorno in un tweet ha spiegato bene la visione della Lega: chi denuncia una violenza viene considerata prima un'isterica, poi eventualmente una vittima. Come se fosse divertente denunciare uno stupro. Grazie ministra Bongiorno, non avrei saputo spiegarvi meglio #CodiceRosso”. Lo scrive su Twitter Giuditta Pini, deputata del Pd, commentando il tweet pubblicato e poi cancellato dalla ministra Giulia Bongiorno.
"Per combattere la violenza sulle donne occorre abbattere gli stereotipi che purtroppo ancora resistono. La Ministra Bongiorno forse non lo sa #isteria #codicerosso”
Lo scrive su twitter Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico, commentando il tweet, poi cancellato, della ministra Giulia Bongiorno
“L’emendamento sulla castrazione chimica introdotto dalla Lega è inaccettabile nel metodo e nel merito. Nel metodo perché è stato introdotto all’ultimo minuto, senza che il tema fosse mai stato affrontato in commissione, evidentemente per impedire un approfondimento.
“Il governo guidato da Lega e M5S dice no a una proposta delle opposizioni contro il revenge porn. Per una impuntatura politica, fanno perdere mesi di tempo a una norma di civiltà che tutela ogni cittadino dall’uso improprio di immagini personali. Vergognoso!”. Lo scrive su Twitter Marco Di Maio, deputato del Partito democratico, a proposito della decisione della maggioranza di dare parere contrario all'emendamento al ddl Codice rosso sul revenge porn.
“Nessuna sorpresa sulla chiusura della maggioranza in merito alla richiesta di tutte le opposizioni di inserire nel testo del cosiddetto “codice rosso” la fattispecie di reato denominata Revenge porn. Mostrano, ancora una volta, di essere più interessati alla propaganda che alla sostanza”.
Lo dichiara Lucia Annibali, la deputata del Partito Democratico e prima firmataria di un progetto di legge abbinato