Come Partito Democratico, insieme al collega Casu, primo firmatario, ho presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e alla Ministra del Turismo, Daniela Santanchè, per conoscere i dettagli delle eventuali iniziative messe in campo dal governo per superare i disagi e le conseguenze dell’incidente del 9 luglio scorso quando, nei pressi di Centola, sulla ferrovia Tirrenica Sud, un treno merci che trasportava container con materiali pericolosi è deragliato. Dopo quasi due settimane ancora si registrano difficoltà sulla linea ed è stata paventata la possibile interruzione o limitazione della circolazione nelle prossime ore. Sono evidenti le ripercussioni sulla stagione turistica e sulla mobilità, eppure mancano le informazioni necessarie e tutti i chiarimenti di cui hanno bisogno residenti, operatori e turisti per evitare o limitare i forti disagi e disservizi che si preannunciano.
“Salvini provoca Meloni, fa l’endorsement a Fitto quando sa perfettamente che in Europa sono tanti e forti i malumori rispetto al voto contrario del gruppo Ecr alla Presidente Von Der Leyen. La strada per un commissario di peso all'Italia ora è tutta in salita e ancora di più se il nome proposto è quelllo di un esponente di un partito che ha votato contro. Questa è la realtà. E la colpa è tutta addebitabile alla decisione politica autolesionistica della Meloni, che ha preferito gli interessi del suo partito a quelli del suo Paese” così il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
Complimenti per la sua rielezione alla presidente Von der Leyen, a cui va il nostro augurio di buon lavoro. Il voto di oggi è molto importante perché dimostra come l’Europa sia riuscita a porre un argine forte all’avanzata dei sovranisti e nazionalisti che ne minacciano la sua stessa sopravvivenza. Rammarica e colpisce la scelta della premier Meloni che, dopo giorni di tira e molla incomprensibili, ha anteposto la sua posizione ideologica agli interessi degli italiani e del nostro Paese. È uno spettacolo imbarazzante che ci isola in Europa e rischia di penalizzarci gravemente nell’assegnazione di un incarico di peso nella futura Commissione europea, come spetterebbe di diritto a uno dei paesi fondatori.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“Oggi alla presidente Meloni è arrivata la lettera dei gestori balneari che chiedono la convocazione di una riunione di urgenza per uscire dalla situazione di forte incertezza che colpisce il settore e che certificano l’inerzia e incapacità del suo governo, come il Pd denuncia da mesi. La maggioranza ha messo il comparto balneare, colonna del turismo italiano, in una situazione di caos totale lasciando senza alcuna prospettiva il futuro delle spiagge e delle coste italiane. Decidere di non decidere non risolve nessun problema, si ripercuote soltanto in negativo sugli operatori ma anche sugli amministratori locali che sono lasciati soli ad affrontare il tema sui rispettivi territori. Il governo intervenga subito per una normativa ragionevole che permetta di avviare le procedure di evidenza pubblica, tenendo conto dei molteplici aspetti delicati che riguardano i concessionari esistenti, le coste e i comuni. Lo stiamo chiedendo da tempo. Ci vuole serietà, è ormai finito il tempo della demagogia”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
"Bagnoli è stato purtroppo negli ultimi anni un luogo simbolo di abbandono e di degrado, per cui è positiva l'attenzione da parte delle istituzioni verso questo sito, da riqualificare e bonificare completamente. Tuttavia, speriamo non si tratti della solita passerella e che gli interventi che sono programmati da qui ai prossimi cinque anni, possano davvero vedere attuazione. Quello che però come Partito Democratico stiamo contestando è riferito alla natura delle risorse che vengono utilizzate perché Meloni ieri ha omesso di ricordare che il miliardo e duecento milioni di euro di risorse stanziate sono prese nell'ambito dei Fondi Sviluppo e Coesione assegnati alla Regione Campania. Noi abbiamo chiesto invece che fossero destinate per questo intervento strategico risorse nazionali che il Governo ha a disposizione. Perché prendere un miliardo e due dalle risorse della Regione Campania vuol dire in realtà sottrarre questi questi fondi ad altri interventi che erano previsti e destinati alla stessa comunità campana, ai centocinquanta Comuni della Regione e ad altri interventi di riqualificazione infrastrutturale, ambientale, sociale e sanitaria". Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione bicamerale questioni regionali, intervenendo a Tgcom24
"Segnalo - ha aggiunto De Luca- che al netto di questi fondi utilizzati per Bagnoli, mancano ancora all'appello per la definitiva erogazione delle risorse alla Regione Campania quasi quattro miliardi. Allora non ci sono più ragioni per tenere bloccato l'accordo di coesione che il Governo deve siglare con la Regione. Registro che il governo purtroppo si è comportato con una logica non propriamente istituzionale. Casualmente le uniche tre Regioni che ancora non hanno avuto l'erogazione finale di questi fondi decisivi sono tre regioni governate dal centrosinistra, Campania, Puglia e Sardegna. E questo onestamente non fa onore al lavoro, che invece dovrebbe veder impegnate tutte le istituzioni, in particolare il Governo, per aiutare i nostri cittadini, soprattutto nel Mezzogiorno, a recuperare i divari e le distanze con altre aree del Paese".
Piero De Luca: no a nuove norme ‘anti-dissenso’, Sangiuliano è una caricatura
“Il senatore Melchiorre ha probabilmente preso un colpo di calore. Solo così possiamo interpretare le sue dichiarazioni che evocano possibili provvedimenti, semmai sanzioni, censure o addirittura condanne, per chi fischia e contesta i ministri” così il deputato democratico, capogruppo nella commissione Affari europei della Camera, Piero de Luca commenta le dichiarazioni del senatore di Fdi in merito alla ‘valanga di fischi e insulti’ – parole di Melchiorre - che hanno accompagnato l’apparizione pubblica del ministro Sangiuliano nel fine settimana a Polignano a Mare. “Melchiorre se ne faccia una ragione – ha aggiunto De Luca - in democrazia esiste la libertà di opinione e il diritto di critica che vanno assolutamente tutelati quando espressi in modo civile e non violento. Non vorremmo che questa sua dichiarazione sia il preludio di nuove norme anti-dissenso per silenziare e imbavagliare le voci critiche. Fratelli d’Italia faccia chiarezza e prenda le distanze da quanto detto da Melchiorre e, se proprio non vuole sentire fischi e sfottò, chieda a Sangiuliano di fare il proprio mestiere con rigore. Purtroppo, sotto la sua guida, il prestigioso Ministero della Cultura è diventato una caricatura, in Italia e all’estero, dove si parla espressamente di 'caso italiano’ per quanto riguarda le politiche culturali”.
"Il protagonismo di Orban è assolutamente scomposto, pericoloso e controproducente: in questo momento è presidente di turno del Consiglio Europeo e rappresenta l'intera Unione. Peraltro, non ha ottenuto nessun risultato e ha rischiato semplicemente di indebolire l'unità e la compattezza dell'Unione europea, che invece è stata solida in questi anni. Putin voleva indebolire e distruggere l'Europa. Non ci è riuscito e lo stesso voleva fare con la Nato. In questo quadro la Presidente del Consiglio Meloni è in grande difficoltà. Il nostro governo sconta un deficit di credibilità e autorevolezza drammatico sugli scenari internazionali, proprio in relazione al rapporto con la Nato e con l'Unione Europea perché è evidente che noi abbiamo un vicepresidente del Consiglio che è il megafono della propaganda di Putin in Europa insieme a Orban e Le Pen. Salvini è la quinta colonna del putinismo in Europa. E non possiamo permettercelo, perché questo sta creando difficoltà enorme alla credibilità internazionale del Paese. Salvini ricordo è quello si è felicitato con la vittoria di Putin definendo le elezioni libere e democratiche. La Lega di Salvini è quella che non ha votato al Parlamento europeo impegni per contrastare la disinformazione e le ingerenze russe nel corso delle ultime elezioni europee. Salvini, è quello che ha contestato la proposta Stoltenberg di sostegno, anche militare all'Ucraina. Noi crediamo da questo punto di vista che non ci possano essere sbandamenti o passi indietro rispetto al pieno sostegno all'Ucraina con tutte le forme di assistenza necessarie. Lo abbiamo detto da subito con chiarezza e lo ribadiamo con forza anche oggi". Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd commissione politiche europee alla Camera, a Coffee Break su La 7.
“L'inerzia e l'incapacità del Governo e della maggioranza hanno messo il comparto balneare, colonna del turismo italiano, in una situazione mai vissuta da operatori e comuni italiani e dall'intero paese: il non affrontare la direttiva Bolkestein sulle concessioni ha creato ormai il caos totale dal punto di vista giuridico e lasciato senza alcuna certezza e prospettiva il futuro delle spiagge e delle coste italiane. Decidere di non decidere non risolve nessun problema, si ripercuote in negativo sui comuni che lasciati soli non possono che provare ad interpretare autonomamente il caos normativo. Da un lato non si possono programmare piani dì riqualificazione; dall'altro senza una disciplina quadro che definisca i criteri per le procedure di evidenza pubblica il rischio è che persino gli investimenti fatti dalle imprese per poter garantire servizi e funzioni non vengano considerati, come dimostra l'ultima sentenza della Corte di giustizia. Il governo intervenga subito considerando i molteplici aspetti che riguardano le coste, i comuni e le imprese. Lo stiamo chiedendo da tempo. Ci vuole serietà”. Lo scrivono in una nota, Piero De Luca, Capogruppo Pd Commissione Politiche UE Andrea Gnassi Commissione attività produttive ex sindaco di Rimini
“Il Governo -proseguono- deve intervenire per emanare immediatamente i necessari decreti legislativi, che consentano agli enti concedenti di procedere alle procedure di evidenza pubblica per l'assegnazione delle concessioni demaniali marittime, sulla base di criteri di ragionevolezza e trasparenza che considerino professionalità e investimenti delle attività in essere, dei livelli occupazionali da assicurare, degli impegni ambientali assunti, il riconoscimento di un equo indennizzo per gli investimenti realizzati dai concessionari uscenti, anche per le opere inamovibili. È finito il tempo della propaganda e demagogia”. Così concludono Piero De Luca e Andrea Gnassi.
"Le parole del Ministro Giorgetti che auspica un rinvio delle scadenze e del cronoprogramma del Pnrr confermano quanto stiamo denunciando da mesi. Siamo in grave ritardo. Il Governo sta fallendo nella missione storica di attuare in modo puntuale e tempestivo il Piano. Tra rinvii e revisioni dei progetti di investimento, rischiamo un disastro nei prossimi 2 anni, in cui saremo chiamati a mettere a terra circa 60 miliardi di euro. Altro che entusiasmo della premier Meloni e del Ministro Fitto".
“È molto grave che il governo e la maggioranza abbiano mentito agli italiani e al parlamento: prima delle elezioni scongiuravano i tagli, adesso invece confermano pienamente il taglio agli enti locali di 250 milioni di euro, senza l'intesa della Conferenza Stato-città, per cinque anni colpendo prevalentemente quelli che hanno ricevuto più fondi con il Pnrr. Tagli del tutto insensati, con cui vengono sottratte risorse ad interventi per servizi ai cittadini, asili, politiche sociali, cura del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico”. Così il capo gruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
“La Campania è la prima regione ad approvare in Consiglio la richiesta di referendum, per abrogare la legge sull'autonomia differenziata. Ottima notizia. Avanti con determinazione per fermare questa riforma secessionista e difendere l'unità nazionale” così il deputato democratico, Piero De Luca.
“Depositato il quesito referendario per chiedere l’abrogazione della legge sull’Autonomia Differenziata. Avviamo la raccolta firme con una forte mobilitazione popolare in tutto il Paese. Per l'Italia unita” così su X il capogruppo democratico nella commissione affari europei della camera, Piero De Luca
"Alla definizione della prossima commissione l'Italia come ci arriva? Avrà un ruolo da protagonista oppure no? Purtroppo la Premier ci ha isolato profondamente. Dopo il commissario all'economia, avremo un commissario alle varie ed eventuali? Giorgia Meloni arriva terribilmente indebolita alla trattativa finale e questo è un problema per tutto il Paese, perché l'Italia rischia di contare poco o nulla nella prossima commissione" . Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd Camera in Commissione Politiche UE, a Sky Economia
Subito audizione ministro in bicamerale Questioni regionali
“La vicenda legata alla mancata erogazione delle risorse FSC a Campania, Puglia e Sardegna sta assumendo caratteristiche vergognose. Il Governo sta gestendo con logica politica risorse pubbliche che spettano per legge alle Regioni italiane, con un criterio di riparto fissato per 80% al Sud e 20% al Nord. Non è più tollerabile la scelta di non sottoscrivere gli Accordi di Coesione solo con queste Regioni amministrate dal centro sinistra, perché così facendo il Governo taglia l'ossigeno - per mere ragioni politiche - ad intere comunità del Mezzogiorno che aspettano da anni risorse riguardanti, lo ricordiamo, la programmazione 2021-2027. Per questo come gruppo PD abbiamo chiesto la convocazione urgente di Fitto, insieme ai Presidenti delle Regioni interessate, in Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali. Non c'è più un minuto da perdere” così i deputati democratici, Piero De Luca e Claudio Stefanazzi.
“Per la prima volta l’Italia è fuori dalla partita delle principali nomine europee, Meloni ha operato come capo di partito anziché come presidente del Consiglio. Una grave responsabilità: ha sacrificato gli interessi degli italiani sull'altare degli interessi e degli equilibri interni ai gruppi estremisti di destra suoi alleati. Un risultato disastroso, l’Italia merita di più”, così il capogruppo democratico nella commissione Affari europei, Piero De Luca.