13/02/2026 - 12:36

Draghi e Letta indicano la rotta

 

Siamo orgogliosi, come italiani, che personalità come Mario Draghi e Enrico Letta abbiano indicato con chiarezza la rotta per il futuro dell’Europa. Al vertice informale di ieri hanno tracciato una linea netta: di fronte a sfide economiche, sociali, geopolitiche e di sicurezza senza precedenti, l’unica risposta efficace è rafforzare l’Unione, il suo mercato interno, la sua competitività.

 

Per difendere famiglie, imprese e lavoro serve un salto politico: procedere verso un’Europa federale. È una sfida esistenziale. O si costruiscono gli Stati Uniti d'Europa o resteremo irrilevanti e indifesi rispetto all'aggressività economica della Cina, agli attacchi militari di Putin e anche alle minacce di Trump. La linea proposta dalla Premier Meloni d'intesa con il cancelliere tedesco Merz va nella direzione opposta: rafforzare il potere dei singoli Stati e ridimensionare l'Unione. È una posizione sbagliata e dannosa per gli interessi nazionali.

 

Noi riteniamo indispensabile superare l’unanimità in Consiglio e abolire il diritto di veto che oggi paralizza decisioni strategiche. Bisogna sostenere poi cooperazioni rafforzate tra Stati che vogliono andare avanti, come accaduto con l’euro e con Schengen. E lavorare ad un nuovo Next Generation – da 800 miliardi l’anno – per finanziare anche in futuro case, ospedali di comunità, asili nido, scuole, transizione energetica e digitale. Non è una battaglia ideologica, è una scelta di responsabilità. Senza debito comune, senza Eurobond, questi investimenti semplicemente non si fanno.

Fratelli d’Italia non sostenne il Next Generation EU. Oggi Meloni è disposta a lavorare per debito europeo e nuovi investimenti comuni? È pronta a sostenere l’abolizione del veto e il superamento dell’unanimità? Il futuro dell’Europa non può essere ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza né di posizioni subalterne rispetto a Trump. È in gioco la nostra libertà, la capacità di sostenere le nostre imprese e difendere il nostro modello sociale. Noi del PD sappiamo da che parte stare”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei, ad Agorà su Rai 3

 

12/02/2026 - 14:14

“No al diritto di veto che paralizza l’Unione europea. Sì a debito comune per investimenti europei e cooperazioni rafforzate per avanzare verso gli Stati Uniti d’Europa. Chiederemo alla Premier Meloni di confrontarci in Parlamento su queste sfide decisive per il futuro dell'Europa e per i nostri stessi interessi nazionali”. Lo afferma Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari Europei della Camera, alla vigilia del vertice Ue.

“L'Europa è di nuovo di fronte a un bivio: cambiare rilanciando le sue ambizioni o accettare un lento declino. Non possiamo limitarci a resistere: occorre rilanciare l’opzione federale dell’Unione europea come unica risposta credibile alle sfide globali. Per questo chiediamo un bilancio europeo più forte, con un piano di investimenti comuni da circa 800 miliardi l’anno, da realizzare anche con debito comune e nuove risorse proprie, per assicurare l'autonomia strategica, sostenere la competitività, rafforzando al tempo stesso la coesione sociale e territoriale dell'Unione”.

Per il Pd è “urgente superare l’unanimità, procedere al completamento del mercato unico e costruire una vera politica estera e di difesa comune europea”. I democratici propongono infine di integrare l’articolo 11 della Costituzione per rendere esplicita la partecipazione dell’Italia all’Ue.

 

11/02/2026 - 18:44

“La scomparsa del professor Luigi Nicolais rappresenta una perdita profonda per la comunità scientifica, per le istituzioni e per tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale. È stato uno scienziato di fama internazionale, un accademico insigne, un civil servant, che ha ricoperto diversi incarichi pubblici, dando sempre lustro al Paese. Accanto ai numerosi ruoli istituzionali, Luigi Nicolais è stato anche uno degli artefici della nascita del Partito Democratico, contribuendo con il suo pensiero, la sua esperienza e la sua cultura riformista alla costruzione di un progetto politico fondato sull’idea che sapere e innovazione, giustizia sociale e qualità delle istituzioni siano pilastri indispensabili ed inseparabili di una democrazia moderna. Un innovatore, un riformista autentico. La sua eredità di rigore intellettuale, senso delle istituzioni, valori, competenze e impegno civile, che continueranno a ispirare quanti credono nella centralità della conoscenza per il progresso politico e civile del Paese”.

Così il deputato democratico e segretario del Pd Campania, Piero De Luca, intervenendo in Aula in occasione della commemorazione di Luigi Nicolais.

 

07/02/2026 - 17:10

In merito alla sconcertante scritta apparsa oggi a Bagnoli durante una manifestazione, il segretario regionale del Partito Democratico della Campania, onorevole Piero De Luca, ha espresso a nome di tutto il partito una ferma e netta condanna per il messaggio intimidatorio e violento indirizzato al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, al quale va la piena solidarietà e vicinanza del Partito Democratico campano.

«La libertà di manifestazione e di espressione del pensiero, caposaldo della nostra democrazia, va sempre difesa e garantita», ha dichiarato De Luca. «Ma essa non ha nulla a che vedere con offese, minacce, violenze e aggressioni di qualsiasi genere, che devono essere stigmatizzate, respinte e contrastate con la massima fermezza».

 

06/02/2026 - 09:30

De Luca e Graziano: assenza requisiti genera gravi responsabilità, giù le mani da patrimonio UNESCO

“Di fronte a scelte gravi e opache, il Ministro Giuli evita il confronto pubblico e istituzionale, sottraendosi al dovere di rispondere e rendere conto delle proprie azioni.
Per questo motivo abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare, chiedendo che il Ministro riferisca direttamente nelle sedi parlamentari in merito alle nomine politiche nei Consigli di amministrazione dei musei statali.
Tentare di piegare a logiche politiche un sistema culturale che rappresenta un’eccellenza mondiale e che tutto il mondo ci invidia è un atto grave e irresponsabile. Un atto fuori dalla legge che parla chiaro quando dice che devono essere nominate personalità dichiara fama nella gestione del patrimonio culturale. Vogliamo vedere i curricula delle recenti nomine. Giù le mani dalla Reggia di Caserta. Le scelte compiute rischiano di compromettere non solo la qualità e la neutralità della gestione, ma anche il mantenimento stesso dei requisiti necessari al riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Quella messa in atto da Giuli è una modalità di gestione del patrimonio culturale pubblico che espone i nostri beni più preziosi a rischi inaccettabili e mina la credibilità delle istituzioni. Il patrimonio culturale italiano non è terreno di spartizione politica. È un bene comune da tutelare con competenza, trasparenza e rispetto” così i deputati democratici Piero De Luca e Stefano Graziano che hanno depositato un’interrogazione parlamentare sul caso.

Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione parlamentare depositata

Interrogazione parlamentare

Al Ministro della Cultura – Per sapere –
premesso che:
• la Reggia di Caserta è un istituto dotato di autonomia speciale ed è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, con conseguente obbligo di rispetto dei principi di tutela, indipendenza gestionale, trasparenza e neutralità amministrativa previsti dalle convenzioni e dalle linee guida UNESCO;
• il decreto del Ministro della Cultura (DM 23/12/2014) in materia di governance dei musei autonomi e di composizione dei Consigli di amministrazione stabilisce che i componenti dei CDA debbano essere individuati tra soggetti di chiara e comprovata fama, in possesso di specifiche competenze ed esperienze nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, nel rispetto dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa, come previsto dall’articolo 97 della Costituzione;
• Tale esperienza è necessaria vista la delicatezza e l’importanza delle funzioni del Consiglio di amministrazione di un museo autonomo che: determina le linee di ricerca e gli indirizzi tecnici dell’attività, in coerenza con le direttive del Ministero della Cultura; adotta lo statuto; approva la carta dei servizi, i programmi annuali e pluriennali e ne verifica la sostenibilità finanziaria; approva il bilancio di previsione, le variazioni e il conto consuntivo, incidendo sulla gestione economica; valuta e monitora i servizi affidati in concessione rispetto ai progetti di valorizzazione del direttore.
• Per l’ampiezza e la delicatezza di tali funzioni, il CDA deve essere composto da figure indipendenti, di comprovata competenza e piena neutralità, soprattutto in presenza di un sito patrimonio UNESCO.
• le linee guida UNESCO in materia di gestione dei siti iscritti nella World Heritage List impongono una rigorosa separazione tra indirizzo politico e gestione dei beni culturali, richiedendo che gli organismi di governo operino in condizioni di piena autonomia tecnica e scientifica, al fine di evitare interferenze di natura partitica che possano compromettere l’integrità del bene e la credibilità internazionale del Paese;
considerato che:
• con decreto datato 30 gennaio 2026 sono state rese note le nomine dei nuovi componenti del Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta, tra i quali figurerebbero soggetti espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino Fdi a Caserta;
• tali nomine hanno sollevato forti perplessità, non solo degli scriventi, circa il rispetto dei requisiti di competenza, indipendenza e neutralità previsti dalla normativa vigente, nonché circa l’aderenza ai protocolli di gestione UNESCO;
• una gestione percepita come politicizzata di un bene riconosciuto patrimonio dell’umanità potrebbe esporre l’Italia a rilievi formali da parte degli organismi UNESCO competenti e, nei casi più gravi, all’avvio di procedure di monitoraggio rafforzato o di infrazione, con un grave danno all’immagine, alla credibilità e agli interessi culturali del nostro Paese;
si interroga il Ministro della Cultura per sapere:
1. quali siano i criteri adottati per la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta e se tali criteri siano pienamente coerenti con quanto previsto dal decreto ministeriale in materia di governance dei musei autonomi;
2. se intenda rendere pubblici i curricula vitae completi dei neo nominati componenti del CDA della Reggia di Caserta, al fine di consentire una verifica trasparente del possesso dei requisiti di chiara e comprovata fama nella gestione e tutela del patrimonio culturale;
3. se ritenga compatibile con i principi di imparzialità, autonomia e neutralità gestionale la nomina di soggetti con incarichi politici o di partito all’interno degli organi di amministrazione di istituti culturali dello Stato, in particolare quando si tratti di siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO;
4. se il Ministero abbia valutato i possibili rilievi da parte dell’UNESCO in relazione alle suddette nomine e quali iniziative intenda assumere per scongiurare il rischio di procedure di infrazione o di danni reputazionali per l’Italia;
5. quali misure intenda adottare per garantire che la gestione dei musei e degli istituti culturali statali rimanga estranea a logiche di appartenenza politica e sia orientata esclusivamente all’interesse pubblico, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.

05/02/2026 - 10:02

De Luca e Graziano presentano interrogazione. “Vogliamo vedere i curricula, legge parla chiaro: possono essere nominati solo esperti di chiara fama nella gestione del patrimonio culturale”

“Quanto accaduto alla Reggia di Caserta è estremamente grave e rappresenta l’ennesima conferma di una strategia che il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sta portando avanti su tutto il territorio nazionale: la politicizzazione di istituzioni che dovrebbero, per loro natura e per legge, rimanere fuori da ogni logica di parte”.

Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Piero De Luca e Stefano Graziano, che già nella giornata di ieri hanno sollevato il caso.

“I musei e gli istituti culturali dello Stato – proseguono – non sono proprietà dei partiti politici né strumenti di propaganda. Sono luoghi che devono operare esclusivamente nell’interesse pubblico, con l’obiettivo della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale, agendo con piena autonomia e con la massima neutralità di giudizio”.

“Per queste ragioni – annunciano De Luca e Graziano – presenteremo un’interrogazione parlamentare per conoscere nel dettaglio i curricula dei neo nominati componenti del Consiglio di Amministrazione della Reggia di Caserta che risultano espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Riteniamo doveroso verificare il pieno rispetto delle normative vigenti, che prevedono la nomina nei CDA di persone di chiara e comprovata fama nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale. La vicenda assume contorni ancora più allarmanti – aggiungono – se si considera che la Reggia di Caserta è un bene patrimonio dell’umanità UNESCO. I protocolli di gestione UNESCO sono estremamente rigidi e impongono una assoluta neutralità gestionale. Le decisioni assunte dal Ministro Giuli potrebbero esporre il nostro Paese a rilievi e persino a una procedura di infrazione in sede UNESCO, con un danno gravissimo per l’immagine e la credibilità dell’Italia. Quello messo in campo dal Ministro – concludono De Luca e Graziano – è un atto politicamente e istituzionalmente irresponsabile. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a logiche di appartenenza politica: va tutelato, valorizzato e gestito nell’interesse esclusivo della collettività”. Così Piero De Luca e Stefano Graziano Deputati del Partito Democratico alla Camera.

 

04/02/2026 - 17:08

Piero De Luca (Pd): Nominato nel Cda il coordinatore di Fdi di Caserta

“Serve un chiarimento politico immediato, ma anche un approfondimento amministrativo serio. Non è possibile che il ministro Giuli utilizzi i musei statali come strumenti di occupazione politica, piazzando amici ed esponenti di partito e politicizzando istituzioni che dovrebbero essere autonome e libere. La misura è colma, la lista é troppo lunga”.
Lo dichiara Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico, commentando la pubblicazione del decreto di nomina dei componenti del Cda della Reggia di Caserta.
“Come emerge dal decreto di nomina, nel CDA della Reggia di Caserta figura il coordinatore di Fratelli d’Italia a Caserta. È una modalità di gestione imbarazzante e inaccettabile, soprattutto quando riguarda un luogo simbolo dello Stato e patrimonio culturale riconosciuto dall’UNESCO”.
“Non siamo di fronte a un caso isolato, é una pratica che si sta diffondendo su scala nazionale: Giuli si avvale della delega alla Cultura per fini politici e per sistemare dirigenti e amici di partito. Una deriva mai vista prima”.
“Il Ministro Giuli deve chiarire immediatamente: la Reggia di Caserta e il patrimonio culturale dello Stato non possono essere trasformati in strumenti di propaganda politica, ma sono beni pubblici che devono essere tutelati e gestiti nel rispetto dell’autonomia, della competenza e della trasparenza”.

 

04/02/2026 - 14:36

“Ancora una volta il governo Meloni dimostra tutta la propria inadeguatezza di fronte a un’emergenza che colpisce duramente il Mezzogiorno. Quanto emerso dall'intervento di Musumeci oggi conferma ciò che denunciamo da tempo, l'indifferenza verso i territori interessati e l'abbandono ancora una volta del Sud. Di fronte ai drammatici danni causati dal maltempo abbiamo chiesto la sospensione nel milleproroghe dei tributi e dei contributi per le popolazioni colpite, ma dal governo arriva invece il condono. Abbiamo chiesto risorse adeguate per la messa in sicurezza dei luoghi e il sostegno economico ad imprese e famiglie, invece dal Governo appena 100 milioni a fronte di circa 2 miliardi di danni complessivi”.

“Di fronte a migliaia di sfollati, infrastrutture devastate e territori messi in ginocchio, la risposta dell’esecutivo si riduce all’ennesimo condono e a provvedimenti tampone che non affrontano le cause strutturali della fragilità del territorio. È una scelta politica precisa: invece di investire sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione, si continua a perdere tempo e a scaricare le responsabilità. Come ha denunciato oggi in Aula la segretaria Elly Schlein, la solidarietà non si annuncia, si finanzia, la ricostruzione non si promette, si fa. Anche la sicurezza delle comunità del Sud, a partire da Niscemi e dai territori colpiti dal ciclone Harry, è sicurezza nazionale. Non bastano più passerelle dall’alto, annunci o buone intenzioni, servono azioni concrete”.

Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Campania.

02/02/2026 - 17:40

"I fatti di Torino sono gravissimi: noi abbiamo condannato con nettezza e forza, senza ambiguità alcuna, quelle violenze criminali, azioni barbare e indegne compiute da delinquenti che speriamo vengano individuati al più presto e assicurati alla giustizia nel modo più rigoroso possibile.

Abbiamo espresso, anche con la segretaria Elly Schlein, piena solidarietà alle forze dell’ordine, che stavano semplicemente svolgendo il proprio lavoro con professionalità nella gestione di una situazione complessa, e un abbraccio al poliziotto vittima della vile aggressione.

Proprio per questo non possiamo tollerare la vergognosa strumentalizzazione politica che in queste ore sta mettendo in campo un pezzo della destra, provando ad accomunare il centrosinistra, il Pd a violenti e delinquenti. È una narrazione intollerabile, falsa e anche irresponsabile: alimenta divisioni per mera propaganda, anziché unire il Paese.

Su vicende così gravi le istituzioni devono lavorare per unire, non per dividere o per incendiare pericolosamente il clima". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissioni politiche europee a Tagadà su La7.

30/01/2026 - 15:33

La maggioranza rischia di creare ulteriore confusione ed incertezza sulle concessioni balneari all'interno del Milleproroghe. Siamo ancora in attesa che il Governo emani il decreto attuativo per fornire direttive ai Comuni sulle quali fare i bandi. Siamo in attesa di norme chiare sugli eventuali indennizzi ai concessionari uscenti, così come sull'aggiornamento dei canoni demaniali. Invece di occuparsi di queste urgenze, evitando lasciare amministratori locali ed operatori del settore in una situazione di caos e rischi, dal centro destra spunta all'improvviso emendamento nel Milleproroghe volto a rinviare praticamente sine die, facendo riferimento alle procedure di infrazione di Grecia e Spagna, i termini per il rinnovo delle concessioni demaniali che sono asservite alle strutture turistico ricettive. Una proposta cervellotica e contorta, peraltro anche discriminatoria rispetto ad altre concessioni demaniali, che rischia di essere oggetto di ennesima censura per violazione della normativa europea, scaricando ancora una volta responsabilità sui Comuni e alimentando false aspettative che non aiutano, ma danneggiano un settore che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, e oggi più che mai ha bisogno di certezze, non di promesse vuote puntualmente disattese.

Cosi Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Affari europei.

 

30/01/2026 - 11:47

“In Sicilia il governo continua a perdere tempo mentre famiglie, imprese e amministrazioni locali affrontano una situazione drammatica senza risposte adeguate. Di fronte a un’emergenza gravissima con 2 miliardi di danni a causa del ciclone Harry, è surreale che l'unica priorità di questo esecutivo resti il Ponte sullo Stretto. L'assenza del Ministro Musumeci in Aula durante il Question Time è l'ennesimo schiaffo a un Mezzogiorno che chiede risposte e non passerelle. Persino i rappresentanti locali del centrodestra hanno ammesso, con un atto politico inequivocabile, che quelle risorse vanno dirottate subito sulla messa in sicurezza del territorio e sulla ricostruzione delle infrastrutture devastate. Meloni invece visita dall'alto i territori ma resta immobile, limitandosi a interventi del tutto insufficienti, che confermano peraltro un dato politico chiaro: questo è il governo più antimeridionalista che la Repubblica abbia conosciuto. Da mesi assistiamo a una scelta precisa di penalizzazione del Sud, fatta di tagli, rinvii e promesse mancate”.
“La Premier Meloni non può continuare a nascondersi dietro alibi o scaricabarile. La responsabilità politica è sua e del centro destra. Governano da anni la Regione Sicilia e i risultati della mancata attenzione al territorio sono sotto gli occhi di tutti. Sono stati sprecati i soldi del dissesto oltre ai tagli nazionali sugli FSC, e sulle infrastrutture e investimenti al Sud. Il Partito Democratico ha avanzato proposte concrete e praticabili: destinare parte delle risorse oggi bloccate sul Ponte agli interventi urgenti in Sicilia e procedere immediatamente con il blocco dei contributi e il differimento delle scadenze fiscali per le imprese e i cittadini coinvolti. Serve un cambio di rotta immediato, perché non si può chiedere ai siciliani di aspettare ancora mentre il governo continua a voltarsi dall’altra parte. Il Sud non può continuare ad essere trattato come una periferia dimenticata”. Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd della Campania.

28/01/2026 - 12:54

"La riforma dei porti approvata dal Governo sottrae ingenti risorse alle Autorità di sistema portuale e apre enormi interrogativi sul futuro dell’intero settore.

Da uno studio di Assoporti, basato sui bilanci 2024 delle 16 Autorità di sistema, emerge con chiarezza che il disegno di legge di riforma dei porti approvato dal Consiglio dei ministri il 22 dicembre trasferirebbe circa il 40% delle entrate complessive delle AdSP alla nuova società Porti d’Italia S.p.A. Risorse che sarebbero sottratte ai territori e verrebbero dirottate verso una società per azioni centrale. In Campania, l'Autorità di sistema del Mar Tirreno Centrale vedrebbe tagliati circa 8 milioni di euro l'anno, che saranno trasferiti allo Stato". Lo dichiara il deputato dem Piero De Luca, capogruppo PD in commissione politiche UE e segretario regionale PD della Campania.

"La riforma non rafforza dunque il coordinamento nazionale ma centralizza e svuota le Autorità di sistema, sottraendo risorse e competenze ai territori, prevedendo anche il trasferimento del 25% del personale a Porti d’Italia Spa, con spese a carico delle Autorità di Sistema. Il risultato concreto sarà un indebolimento dei porti, e il rischio di scaricare i costi su imprese e lavoratori attraverso l’aumento di canoni e tariffe. Indebolire i porti significa colpire lavoro, logistica, industria e sviluppo territoriale: per questo chiediamo al governo di fermarsi, aprire un confronto vero con i territori e rivedere radicalmente una riforma che, così com’è, rischia di produrre danni strutturali irreparabili", conclude Piero De Luca.

 

27/01/2026 - 16:23

"Il problema è molto serio e non può essere sottovalutato. Parliamo di una sorta di milizia paramilitare che sta operando negli Stati Uniti in un clima di totale anarchia e impunità. Le immagini sono sotto gli occhi di tutti: omicidi a sangue freddo, minacce, violenze diffuse. Un modello di polizia autoritaria che non ha nulla a che vedere con la nostra idea di democrazia, con i principi della Costituzione e persino con i valori fondanti dei Giochi Olimpici. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi, chiedendo una cosa semplice e chiara: che nessun agente di questa struttura venga impiegato in Italia in occasione dei Giochi Olimpici. A oggi, però, dal Governo non è arrivata alcuna risposta". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Tagadà su La7

"Anzi, ha aggiunto, abbiamo assistito a una pantomima di un governo imbarazzato e imbarazzante, che dimostra tutta la sua inadeguatezza nel gestire un tema così complesso e delicato. Prima il ministro Piantedosi ha negato di esserne a conoscenza, un ministro, di fatto, “a sua insaputa”, poi ha sostenuto che, anche qualora fossero arrivati, non ci sarebbero stati problemi. Dichiarazioni smentite poco dopo dal presidente Fontana. Successivamente il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale ha chiarito che non sarebbero stati inviati agenti in Italia. E ora, invece, apprendiamo che quegli agenti dovrebbero arrivare.  Di fronte a questa confusione chiediamo chiarezza e verità. Non ci sentiamo tutelati da un Governo che affronta con tale leggerezza un tema così sensibile, che riguarda la sicurezza, la democrazia e il rispetto dei nostri valori costituzionali. Intervenga anche la presidente del Consiglio, che finora non ha detto una parola chiara. Non è tollerabile che la Premier si spinga fino ad ipotizzare candidature al Nobel di Trump, e poi il governo non sia in grado di affermare una posizione netta: che questo tipo di forze restino fuori dal nostro Paese".

 

26/01/2026 - 17:53

"In vista del referendum sulla giustizia, ribadiamo con chiarezza che questa riforma non migliora assolutamente l’amministrazione della giustizia nel nostro Paese.

Non affronta, infatti, le criticità strutturali che i cittadini vivono ogni giorno: non interviene sul sovraffollamento carcerario, non riduce la durata dei processi, non rafforza le garanzie effettive per le persone, non colma i vuoti di organico della magistratura, né mette in campo investimenti adeguati su infrastrutture, digitalizzazione e funzionamento degli uffici giudiziari.

Al contrario, si tratta di un intervento che produce un unico effetto, smantellare la separazione dei poteri alla base del nostro equilibrio costituzionale, incidendo in modo negativo su un principio fondamentale: l'autonomia e indipendenza della magistratura.

L’autonomia della magistratura è una garanzia democratica, a tutela dei cittadini e dello Stato di diritto.

Per questo riteniamo che la riforma della destra non rappresenti una risposta efficace alle esigenze reali del Paese, ma un pericoloso attacco alla Costituzione e alla nostra democrazia". Così Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee, ai microfoni di RaiNews.

 

22/01/2026 - 11:02

“Trump si sta rivelando purtroppo una minaccia economica, politica e di sicurezza per l’Europa rispetto alla quale bisogna agire con fermezza. L'UE si deve mostrare unita con i suoi governi e le istituzioni, e soprattutto deve cogliere questa occasione come uno shock, per rilanciare la costruzione di una vera autonomia strategica sul piano sociale, economico, industriale ed anche militare. Si vis pacempara Europam, dico alla Premier. Solo l’Europa consentirà in futuro, come fatto finora, di assicurare la pace nel nostro continente e garantire diritti e libertà. Il nostro Paese dovrebbe essere protagonista di questo processo e invece accade il contrario. La postura dell’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Trump; il nostro Paese deve mettersi alla guida dei partner europei per costruire una nuova stagione all’insegna dell’integrazione e del protagonismo UE. Agli attacchi dell’amministrazione USA, alle aggressioni della Russia in Ucraina alle pressioni economiche della Cina, si risponde costruendo finalmente gli Stati Uniti d’Europa”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

“Il giustificazionismo del governo è del tutto sbagliato. Ancora una volta la Premier manifesta la propria inadeguatezza, confermando la totale subalternità a Trump. Gli interessi del nostro Paese e dell'UE si garantiscono rafforzando l'unità dell'azione europea, difendendo con determinazione l’integrità territoriale e rilanciando gli sforzi per una vera autonomia strategica. Fare da portavoce, o essere succube di Trump, rende solo marginale ed irrilevante l'Italia oltre ad indebolire l'intera UE in una delle fasi più delicate della sua storia. Il ponte che Meloni doveva costruire tra le due sponde dell’atlantico è crollato miseramente”. Così ha concluso il ragionamento il dem.

 

Pagine