16/09/2025 - 13:35
"Le parole pronunciate da Mario Draghi a un anno dalla presentazione del suo rapporto sulla competitività dell’Unione Europea sono lucide, coraggiose e impongono una riflessione seria. L’Europa ha bisogno di un salto di qualità, di un cambio di passo radicale. Siamo in una fase storica in cui l’alternativa non è più tra più Europa o meno Europa, ma tra un’Europa in grado di contare nel mondo o un continente marginale, spettatore delle grandi sfide e tensioni globali. I governi nazionalisti di destra stanno impedendo le necessarie riforme necessarie per l'Unione Europea, mostrando peraltro una subalternità dannosa nei confronti dell'amministrazione Trump che sta penalizzando le nostre economie e destabilizzando l'equilibrio politico internazionale. 
Solo un’Europa davvero integrata avremo la possibilità di difendere il nostro modello sociale, tutelare le nostre libertà, affrontare da protagonisti la transizione digitale, quella ambientale, le sfide energetiche e tecnologiche, i conflitti internazionali.
 
Senza una vera integrazione europea, senza istituzioni comuni più forti e legittimate, l’Italia non sarà più sovrana: sarà più debole, più esposta, più fragile. Il Governo metta da parte le proprie divisioni interne e gli equilibrismi ideologici. Si assuma la responsabilità di sostenere, con convinzione, una nuova stagione costituente per l’Unione europea". Lo dichiara in una nota il deputato Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche UE.

 

13/09/2025 - 14:32

“L’Europa nasce per la Pace e rappresenta l'unica vera garanzia di sicurezza, stabilità, crescita e benessere, difesa delle nostre democrazie e dei nostri diritti, in un momento storico così difficile e delicato".  Lo ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla camera, che ha partecipato all’evento “La forza degli Stati Uniti d’Europa” alla Stazione Marittima di Napoli.
"Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono state un forte richiamo alla responsabilità e alla serietà. Oggi siamo dinanzi a un passaggio storico che impone uno sforzo collettivo di maturità. Bisogna rafforzare l'integrazione europea per difendere al meglio gli interessi dei nostri cittadini. L'opposto di quello che sta facendo la destra. Ed invito poi tutte le forze politiche ad abbassare i toni: alcune dichiarazioni ascoltate in queste ore da membri del Governo sono per noi inaccettabili. Il dibattito politico va riportato entro canali di confronto su valori, contenuti, programmi e idee, ma sempre nel merito".
Sul piano nazionale, De Luca non nasconde “profonda delusione per le politiche del governo Meloni”, giudicate insufficienti su lavoro, sanità e sviluppo. Il PNRR, ha ricordato, rappresenta una nuova Europa della solidarietà, costruita insieme. Con il governo Conte II e con il campo progressista abbiamo ottenuto risultati straordinari, come il Next Generation Europe e il PNRR destinato per il 40% delle risorse al Mezzogiorno. Questo deve essere il punto di partenza per il lavoro programmatico da portare avanti anche in Campania”.
Un richiamo, infine, alla necessità di accelerare sull’attuazione: “I dati sulla spesa del PNRR sono drammatici e segnalano un ritardo pericoloso, che rischia di penalizzare soprattutto il Sud. È una responsabilità che non possiamo eludere. Se fallisce il Piano fallisce anche la possibilità di renderlo strutturale in futuro”, conclude De Luca.

12/09/2025 - 12:57

“Le parole della Presidente Meloni sul Sud sono ancora una volta improntati ad una propaganda del tutto fuori luogo. I dati Istat non possono essere usati in maniera strumentale per giustificare e camuffare una realtà complessiva molto diversa purtroppo. Questo Governo si è rivelato finora nemico del Mezzogiorno. Anzitutto ha tagliato risorse fondamentali: 3,7 miliardi tolti al fondo perequativo infrastrutturale, oltre 1 miliardo sottratto al credito d'imposta della Zes Unica e relativa cancellazione del dimezzamento IRES per le nuove attività economiche, 5,3 miliardi venuti meno con la cancellazione di “Decontribuzione Sud”. Alla lista, che sarebbe ancora più lunga, aggiungiamo i ritardi drammatici nella spesa degli interventi PNRR, in settori strategici come infrastrutture, sanità, lavoro, istruzione, agricoltura, destinati in particolare al Sud. Senza considerare le numerose crisi industriali che non ricevono risposta e l'impoverimento reale delle famiglie per l'aumento drammatico del costo della vita e la riduzione costante dei salari reali. Altro che fine dell’assistenzialismo, il Governo sta mettendo fine al futuro del Mezzogiorno”. Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

“D’altronde, l’antimeridionalismo è uno dei caratteri distintivi del programma di questo Governo e la Riforma sull’autonomia differenziata ne è la testimonianza più viva.
Questo progetto puntava a dividere e spaccare letteralmente in due l'Italia, cristallizzando per legge diseguaglianze e disparità oggi esistenti, violando il principio di unità, solidarietà e coesione nazionale, fondamento essenziale della nostra Costituzione.
Il Sud non ha bisogno di slogan su dati pur incoraggianti, che non riflettono però la reale condizione di vita nel Mezzogiorno – aggiunge De Luca –  ma di un'attenzione concreta e di interventi strutturali seri per ridurre i divari e garantire pari opportunità a tutti i cittadini  Non accettiamo narrazioni di comodo: il Mezzogiorno merita verità, non propaganda”.

 

05/09/2025 - 13:40

“L’appello lanciato da Paolo Gentiloni insieme ad altre autorevoli personalità europee rappresenta un contributo importante che va nella giusta direzione ed andrebbe raccolto con decisione. Siamo di fronte a un bivio storico: o l’Unione Europea sceglie di rafforzarsi ulteriormente e procedere verso una maggiore integrazione, aprendo una nuova stagione di riforme politiche ed istituzionali, o rischia di diventare irrilevante di fronte alle sfide globali”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione affari europei.

“L’Europa è stata nei decenni un motore straordinario di pace, diritti e sviluppo economico. Ha garantito stabilità e benessere a generazioni di cittadini. Ma oggi il modello attuale non basta più. Il mondo è radicalmente cambiato e la competizione internazionale si gioca su terreni che richiedono una risposta ancora più unita e decisa. L'equità sociale, la crescita occupazionale, la difesa, la sicurezza energetica, la transizione verde e digitale, la gestione ordinata e solidale dei flussi migratori, la capacità di restare competitivi a livello industriale e tecnologico: nessuno di questi obiettivi può essere raggiunto con strumenti frammentati e logiche puramente nazionali. Per questo è indispensabile costruire un’Europa più integrata e politicamente coesa, in grado di parlare con una voce sola e di essere davvero protagonista a livello internazionale. Non è in gioco solo il futuro delle istituzioni UE: è in gioco la possibilità di continuare a garantire pace, diritti, democrazia e il nostro modello sociale di welfare. Ci auguriamo che già dal prossimo discorso sullo Stato dell’Unione la Presidente Ursula Von der Leyen sappia dare un segnale forte e netto in questa direzione, indicando la strada di una nuova fase costituente per l’UE. Perché l’Europa, oggi più che mai, non è solo il nostro passato: è la nostra casa comune, il nostro futuro, ed è la condizione necessaria per difendere al meglio i nostri cittadini”.

 

29/08/2025 - 16:27

“La diffusione vergognosa di immagini rubate di donne, anche minorenni, su piattaforme che lucrano in modo barbaro umiliando, offendendo e calpestandone la dignità, violandone senza consenso l'intimità, è l’ennesima dimostrazione di una cultura tossica, sessista che si diffonde anche on line. Si tratta di reati gravissimi, di revenge porn, di istigazione all'odio e violenza, che vanno trattati e e perseguiti come tali", lo dichiara il deputato Pd Piero De Luca, capogruppo in Commissione Affari europei.

“Esprimiamo piena vicinanza e solidarietà alle vittime. Dobbiamo però reagire tutti con forza. Servono risposte concrete. Tra queste, sarebbe importante la soluzione contenuta nella proposta di legge del Pd a mia prima firma per contrastare i contenuti illegali in rete, come azioni di odio, volte a umiliare la dignità, la personalità e la libertà delle persone. Va introdotto l’obbligo di identità digitale per gli utenti. L’anonimato non può più essere lo scudo dietro cui si nascondono vigliacchi che alimentato come in questo caso l’odio, l'aggressione e la mercificazione del corpo femminile."

“La proposta di legge, aggiunge il dem, mira a prevedere specifiche procedure per responsabilizzare le piattaforme e i siti internet, prevenendo e bloccando in tempo reale la diffusione di contenuti degradanti illegali con strumenti di controllo e tracciabilità. Stop all’anonimato online, ma anche educazione digitale in particolare nelle scuole per un uso rispettoso, dignitoso, consapevole e corretto della rete. È auspicabile il sostegno di tutte le forze politiche per una rapida calendarizzazione e discussione in Parlamento. È una battaglia culturale e giuridica che ci riguarda tutti. Non possiamo più voltarci dall’altra parte di fronte a questa barbarie” così il capogruppo democratico in commissione affari europei della camera, Piero De Luca.

 

27/08/2025 - 16:57

“Le parole pronunciate oggi dalla presidente Meloni al Meeting di Rimini sono il segno di un’ambiguità politica evidente che rischia di indebolire ancora di più la posizione dell’Italia in Europa.” Così Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione Politiche europee, commenta le dichiarazioni della premier sulla presunta irrilevanza geopolitica dell’Unione europea.

“Il discorso pronunciato è paradossale e contraddittorio rispetto alle azioni messe in campo negli anni passati all'opposizione ed oggi al governo del Paese, volte ad ostacolare ogni reale passo in avanti verso una maggiore integrazione europea con ulteriori cessioni di sovranità da parte degli Stati membri. Meloni cita Draghi, ma ne strumentalizza il messaggio: Draghi invoca un’Europa più unita, più forte, più autonoma. Meloni ha sempre sostenuto l’opposto e ha sempre lavorato per un’Europa in tono minore, debole, frammentata. L’Europa ha consentito di avere circa 80 anni di pace, di costruire benessere e sviluppo, di affrontare la pandemia, di difendere valori essenziali di democrazia, diritti fondamentali e libertà. Va rafforzata sempre di più l'integrazione per affrontare da protagonista le sfide geopolitiche, economiche e sociali del nostro tempo. Ma è l'opposto di ciò che vuole la Premier e tutta la destra sovranista antieuropeista.

“Se Meloni è davvero convinta che l’Europa debba riscoprire e rilanciare il proprio ruolo nel mondo, cominci col sostenere le proposte di riforma presentate da Mario Draghi e quelle elaborate da noi democratici, a partire da maggiori investimenti comuni nei settori strategici sul modello del Next Generation EU. Perché non si può citare Draghi al mattino e poi inseguire posizioni sovraniste e Trump la sera.”

 

22/08/2025 - 20:28

“Anche in questa occasione Mario Draghi indica un percorso pienamente condivisibile per il futuro dell'UE. Non possiamo restare fermi e accontentarci di quanto raggiunto finora. Le sfide geopolitiche, economiche e sociali del nostro tempo richiedono più coraggio e un ulteriore passo in avanti nel processo di integrazione se vogliamo davvero difendere in futuro i valori fondanti europei di pace, democrazia, libertà, equità, benessere. Più debito comune per investimenti strategici congiunti in ricerca, sviluppo, tecnologie e difesa, più unità nel pilastro sanitario, sociale, e nelle sfide delle transizioni ambientali e digitali, ma anche riforme istituzionali per rafforzare l'efficacia delle scelte e l'autorevolezza internazionale dell'Europa. Il ritorno al passato verso nuovi sovranismi nazionali sarebbe un errore storico. Ma bisogna andare avanti con determinazione per poter giocare davvero un ruolo da protagonisti e non da semplici spettatori nel mondo attuale”.

Così il capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.

 

21/08/2025 - 16:09

“La Dichiarazione Congiunta siglata fra la Commissione Europea e il governo americano conferma tutte le forti criticità e preoccupazioni che abbiamo rilevato nelle scorse settimane. Al netto di un progresso legato alla possibilità di restare entro il 15% per il settore automobilistico e per alcuni beni, tra cui sughero, aeromobili, farmaci generici e precursori chimici, restano intatti i termini di quella che è stata una vera e propria resa UE rispetto alla guerra commerciale avviata da Trump. Dazi generalizzati al 15% cui si aggiungono impegni ad acquistare prodotti energetici USA per un valore di 750 miliardi di dollari, ad acquistare chip per l'intelligenza artificiale statunitensi per un valore di almeno 40 miliardi di dollari e 600 miliardi di dollari di nuovi investimenti dell'Ue in settori strategici statunitensi fino al 2028. La debolezza negoziale causata da posizioni ambigue e arrendevoli dei governi sovranisti, anzitutto quello italiano della Premier Meloni, ha condotto alla conferma di questa enorme Trump Tax sui prodotti UE venduti negli USA senza alcuna esenzione per nessun bene strategico della filiera del Made in Italy come prodotti manifatturieri, agricoli, della pesca o vitivinicoli. I danni all'economia e all'occupazione dell'intero continente ma soprattutto dell'Italia saranno drammatici. Gli interessi nazionali sono stati svenduti completamente dal Governo Meloni. Questa è l'amara verità” così Piero De Luca capogruppo Pd in commissione affari europei della camera.

17/08/2025 - 12:03

"Il vertice svolto tra Trump e Putin si è concluso per ora con un nulla di fatto. Solo tappeti rossi stesi a Putin ma nessun risultato concreto, a partire dal cessate il fuoco, premessa indispensabile per un negoziato diplomatico vero. Senza la presenza dell'Ucraina e senza un protagonismo dell'UE al tavolo non è immaginabile alcuna soluzione reale per una pace giusta, sicura e duratura. Ora più che mai è necessario che l'UE assuma un ruolo diplomatico autorevole per continuare a sostenere al meglio l'Ucraina, per definire insieme agli USA tutte le garanzie di sicurezza necessarie da fornire a Kiev, e per riaffermare i valori dei diritto internazionale e del multilateralismo". Così il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione Europea.

 

12/08/2025 - 11:48

"La pace è un obiettivo da perseguire con determinazione, ma non può essere raggiunta davvero senza una piena condivisione del percorso con l'Ucraina e senza una partecipazione dell’Europa al tavolo negoziale diplomatico. Non ci sono altre condizioni per raggiungere una pace giusta, sicura, duratura, fondata sul rispetto del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina. Questo è il messaggio forte e chiaro che arriva dai leader dell’Unione Europea e che come Partito Democratico condividiamo pienamente." Così il deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee, Piero De Luca, commenta la dichiarazione congiunta dell’UE sulla guerra in Ucraina, firmata da tutti i Paesi membri con l’eccezione dell’Ungheria.

 

"Non possiamo accettare imposizioni, prosegue De Luca, che ignorino le ragioni di chi è stato vittima di un’aggressione militare brutale ed ingiustificata. Come ha giustamente ribadito la segretaria Elly Schlein, né Kiev né l’Unione Europea possono essere esclusi da un confronto negoziale quantomai necessario. Sarebbe un errore politico gravissimo e un tradimento dei valori su cui si fonda il nostro impegno europeo e di difesa dei valori democratici."

 

"Il percorso verso la pace deve coinvolgere pienamente l’Ucraina, garantendo al contempo il suo diritto a decidere liberamente il proprio destino, compreso il suo legittimo cammino verso l’ingresso nell’Unione Europea. È positiva dunque la determinazione emersa in UE nel voler sostenere questo processo con garanzie di sicurezza e supporto politico, economico e diplomatico, accanto agli Stati Uniti, ma con una linea ferma e coerente per difendere la piena libertà dell'Ucraina e anche i valori della democrazia e della legalità internazionale.”

 

06/08/2025 - 16:17

Il CDM del 4 agosto ha annunciato l'estensione della ZES Unica a Marche ed Umbria. Ci avevamo creduto. Un'intervista di oggi del Ministro Foti però disvela la nebbia, dichiarando: "ci sarà (non si sa quando) un Disegno di Legge, che poi verrà trasformato (non si sa quando) in Decreto Legge". Sa cosa vuol dire tradotto dal politichese? Vuol dire che ad oggi non c'è nulla, solo un annuncio vuoto e nient'altro.

Del resto, se eravate cosi interessati al tema, ci spiega cosa avete fatto finora? Perché per anni non avete mosso un dito? E soprattutto perché avete respinto tutte le nostre proposte di estensione della ZES proprio a Marche ed Umbria, presentate a più riprese in Parlamento? La verità è che voi avevate bisogno oggi solo di un titolo buono per la vostra propaganda elettorale.

Si tratta però di un bluff clamoroso, perché non c'è nessun atto adottato e soprattutto non avete previsto nemmeno un euro in più di fondi destinati al credito d'imposta ZES.

Questo vuol dire che non ci saranno le risorse necessarie per gli investimenti nelle Marche ed in Umbria e si ridurrà quasi certamente l'ammontare per le altre regioni del SUD. Insomma, una truffa elettorale su cui oggi chiediamo un'operazione verità.

Se volete andare avanti davvero, con risorse aggiuntive reali, noi ci saremo. Altrimenti smettetela di prendere in giro gli italiani” così in aula alla camera il deputato democratico Piero De Luca nel corso del question time relativo al provvedimento annunciato al termine del Cdm del 4 agosto che ha annunciato l'estensione della ZES Unica a Marche ed Umbria.

 

05/08/2025 - 17:47

Come temevamo, la guerra dei dazi non accenna a finire e oggi Trump torna a minacciare di colpire l’Europa con tassi al 35% e addirittura del 250% sui farmaci. Tutto questo nel silenzio e nell’inerzia assoluta del governo e della presidente Meloni che ha sempre mostrato una totale subalternità nei confronti del presidente americano. L’accordo tra Ue e Usa, stipulato solo pochi giorni fa, era già di per sé disastroso e l’unico vantaggio per i più ottimisti era da rintracciare nella fine dell’incertezza per il sistema economico. I danni dell'accordo raggiunto sono già enormi. Ma visto l'inaffidabilità di Trump e l’eccessiva accondiscendenza dell’Ue, dovuta alla debolezza dei governi sovranisti, siamo di fronte ad uno scenario ancora molto incerto e imprevedibile che rischia di peggiorare ulteriormente. La premier Meloni è sempre soddisfatta o si rende conto del disastro e inizierà a lavorare per una risposta Ue a schiena dritta, la sola in grado di difendere davvero imprese e lavoratori italiani ed europei.

Così il capogruppo del Pd nella Commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

04/08/2025 - 18:42

“Questo provvedimento è la prova provata del bluff del Governo, che da settimane, con la Premier in testa, sta sfilando nelle città marchigiane con proclami e annunci di ogni tipo. L’estensione della Zes a quei territori, peraltro più volte richiesta dal Pd quando fu approvata la legge e sempre respinta dalla maggioranza, ha senso soltanto se si aumentano corposamente le risorse per finanziare il relativo credito di imposta. Dal testo che circola, invece, si evince l’esatto contrario: nemmeno un euro in più accompagna l’allargamento della Zes Unica. In sostanza, la torta resta la stessa ma gli spicchi si assottigliano. Questo vuol dire prendere in giro i cittadini di Marche e Umbria che non avranno quasi nulla per sostenere i nuovi investimenti e penalizzare le regioni del Sud Italia che avranno meno risorse a disposizione.”

Così i deputati del Partito Democratico Ubaldo Pagano e Piero De Luca, Capigruppo rispettivamente della Commissione Bilancio e Politiche dell’Ue, commentano i contenuti del disegno di legge discusso in Consiglio dei ministri in tema di ‘rilancio dell’economia nei territori delle regioni Marche e Umbria’.

 

03/08/2025 - 13:47

“Il tempo delle bugie è finito da un pezzo. Oggi servono serietà e responsabilità rispetto a una vicenda che denunciamo da mesi: l’attuazione del PNRR è in grave ritardo per colpa del governo Meloni e rischiamo seriamente di perdere una parte rilevante delle risorse disponibili. La scadenza del 2026 non è in discussione. L’Europa è stata chiara: non ci saranno proroghe. Chi, nella maggioranza, continua ad alimentare illusioni su possibili rinvii mente agli italiani. Vogliamo sapere una volta per tutte come intendono salvare il PNRR che, peraltro, è l’unico fattore che sta sostenendo la debolissima crescita del Paese”. Lo scrive in una nota Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche europee alla camera

“Ad oggi, i dati sono drammatici: la spesa effettiva è poco sopra il 30%, e restano da mettere a terra investimenti per oltre 120 miliardi di euro. In alcuni settori chiave, penso alla sanità, alle politiche del lavoro, alle infrastrutture, siamo di fronte a ritardi clamorosi, accompagnati da continue modifiche e revisioni del Piano che dimostrano solo confusione e mancanza di visione. Una vera e propria Caporetto. Come denunciamo da tempo, nell’indifferenza, ignavia ed incapacità del governo, ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno. Eppure, nonostante gli allarmi, si continua a perdere tempo prezioso, mentre il Paese rischia di perdere risorse decisive per il suo futuro”.

“Ogni euro non speso, ribadisce De Luca, è un’occasione persa per modernizzare l’Italia, creare lavoro, rafforzare la coesione sociale e la sostenibilità ambientale, ridurre le diseguaglianze. Non possiamo permetterci di fallire. Sarebbe una responsabilità storica. Chiediamo al Governo di smettere di prendere tempo, raccontare favolette e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Serve un’accelerazione immediata. Il PNRR è un patrimonio nazionale ed europeo. Sarebbe un delitto non cogliere questa opportunità”. Così conclude il dem

 

01/08/2025 - 12:37

“La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sulla definizione di paese sicuro che coinvolge i procedimenti di frontiera nei Cpr in Albania. Alla luce della sentenza della Corte, l’impianto della normativa italiana ridisegnato dal Governo con il Dl 157/2024 si dimostra nella sostanza non pienamente in linea con il diritto UE. Anzitutto non può essere qualificato come sicuro un Paese che non soddisfi, per talune categorie di persone, le condizioni sostanziali di tale designazione. I giudici UE aggiungono peraltro che i motivi e le fonti di informazione sui cui si fonda la designazione di Paese sicuro devono essere pienamente accessibili e valutabili, allo stato attuale di ogni singola procedura, da parte del giudice nazionale, che in assenza di tali informazioni può svolgere anche propri controlli, per garantire un'effettiva tutela giurisdizionale ai richiedenti protezione internazionale, che oggi invece si vedono respinte le domande sulla base della normativa italiana senza possibilità di provare o verificare se il loro paese sia effettivamente sicuro o meno ai sensi della normativa UE”.

Così il capogruppo Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

 

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