"È davvero squallido e ridicolo il post X sulla borseggiatrice pubblicato oggi da Salvini. Contento di donne incinte o con bimbi piccoli detenute in carcere. Questo è il vicepremier di un governo che, di fronte a un mandato di arresto internazionale nei confronti di un assassino e torturatore, invece di consegnarlo alla Corte Penale internazionale, lo ha rimandato in Libia con volo di Stato. Libia dove poi è stato arrestato. Di quale sicurezza parliamo? Questo è un governo che dopo tre anni di operato vede i reati e la criminalità crescere pericolosamente nei quartieri delle città. E mentre cresce la criminalità, il Governo ha tagliato fondi fondamentali per le politiche di prevenzione nelle comunità sui territori. È evidente che siamo di fronte a un Governo che fa propaganda sulla sicurezza, ma non è in grado di dare risposta ai problemi reali del Paese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e segretario regionale del Pd Campania, a Tagadà su La7.
"I dati sulla sicurezza nel nostro Paese sono impietosi. Lo confermano anche le elaborazioni pubblicate dal Sole 24 Ore, ma soprattutto lo confermano i cittadini, che ogni giorno vivono sulla propria pelle la percezione di un’Italia meno sicura: nei quartieri, nelle piazze, nei comuni di tutto il Paese. Forse la Presidente del Consiglio, che ormai sembra conoscere poco la realtà del territorio, non se ne accorge. Ma i numeri parlano chiaro: rispetto al 2023, nel 2024 i reati sono aumentati dell’1,7%. Crescono furti, estorsioni, episodi di violenza e rapine. Cresce l’allarme sociale, mentre la risposta del Governo è stata finora solo propaganda". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale del Pd Campania, a Tagadà su La7.
«Da Nordio uno schiaffo alla libertà di stampa». Così Piero De Luca, deputato democratico e capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Europei della Camera, commenta la decisione del Governo di esprimere parere negativo all’emendamento del gruppo PD che proponeva di recepire subito, nell’ambito della discussione sulla legge di delegazione europea, la direttiva anti-SLAPP — la norma europea che tutela giornalisti e operatori dell’informazione dalle querele temerarie, spesso usate come strumenti di intimidazione per limitare la libertà di stampa.
«Il Ministro della Giustizia Nordio – spiega De Luca – per il tramite del sottosegretario Ostellari ha espresso parere contrario al recepimento della direttiva nell’ordinamento italiano».
«Una posizione – aggiunge De Luca – che si somma alle gravi parole pronunciate proprio oggi dal sottosegretario Fazzolari sulla volontà di denunciare Ranucci. È un atto inaudito, soprattutto da parte di un Governo che a parole proclama solidarietà al mondo dell’informazione, ma nei fatti continua ad ostacolare l’introduzione di norme europee che ne garantirebbero la tutela. Solo un anno fa lo stesso esecutivo si era detto favorevole a un rapido recepimento della direttiva. Oggi compie un pericoloso passo indietro».
Il Partito Democratico -conclude De Luca - ripresenterà in Aula alla Camera l’emendamento per recepire subito la direttiva anti-SLAPP in Italia, riaffermando che la libertà di stampa è un pilastro della democrazia va tutelata dalla politica”.
«Il governo si arrampica sugli specchi. È ridicola la versione di Palazzo Chigi secondo cui Almasri sarebbe stato rilasciato dall’Italia solo per favorirne l’arresto in Libia: se davvero questa fosse stata la strategia, perché non è stato fermato al suo rientro nel proprio Paese?
E soprattutto, se l’intenzione era quella di consegnarlo alla giustizia, perché non è stato consegnato direttamente alla Corte penale internazionale, come previsto dal diritto internazionale? Questa vicenda si fa di volta in volta più grave e confusa. Ed è disdicevole constatare un livello crescente di disinformazione da parte di chi, al governo, dovrebbe servire con serietà e trasparenza le istituzioni italiane. Meloni aveva promesso di assicurare alla giustizia i mercanti di esseri umani in tutto il globo terracqueo. Il risultato, per ora, è una figura imbarazzante per l’Italia e per il suo stesso governo” così il capogruppo democratico in commissione affari europei, Piero De Luca commenta la ricostruzione dell'accaduto fatta filtrare alla stampa da Palazzo Chigi.
“Le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sono gravi, offensive e indegne. Non è tollerabile ascoltare offese e propaganda del genere in occasione di una tragedia come il crollo della Torre dei Conti per attaccare l’Italia e tentare di minare il nostro sostegno all'Ucraina. Si tratta di un intervento irresponsabile che offende il nostro Paese, di fronte ad una tragedia simile, con i soccorritori ancora impegnati sul posto per salvare un operaio coinvolto”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee
“Non possiamo restare indifferenti. Chiediamo alla Premier Meloni e al Ministro degli Esteri di far sentire la loro voce per esprimere, a nome del governo e dell’Italia intera, la più ferma condanna per queste dichiarazioni.”
“Il caso Ranucci ha riportato all’attenzione il tema cruciale della libertà di stampa, pilastro della nostra democrazia. Come Partito Democratico abbiamo espresso piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e a tutti i cronisti che negli ultimi tempi sono stati oggetto di minacce e intimidazioni. I dati sono allarmanti: 81 giornalisti minacciati nel primo semestre del 2025, con un incremento del 76% rispetto al 2024. Non basta più la solidarietà: bisogna agire con strumenti concreti”. Lo afferma il deputato Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche dell’Unione europea.
“La direttiva europea Anti-Slapp, approvata nel 2024, tutela i giornalisti da azioni temerarie e intimidatorie volte ad ostacolare o limitare la libertà di informazione. Ma l’Italia – spiega l’esponente dem – non l’ha ancora recepita nel proprio ordinamento. Per questo, abbiamo presentato un emendamento alla legge di delegazione europea per chiedere al governo di recepirla subito, rafforzando così le garanzie per la stampa libera e per il diritto dei cittadini a essere informati”.
“Il governo Meloni – conclude De Luca – deve smettere di avere un rapporto difficile con la stampa. La ritrosia alle conferenze stampa sono il segno di una chiusura verso un confronto trasparente sui temi reali: pensioni, salari, energia, sanità, scuola. Chiediamo che la maggioranza approvi subito la direttiva Anti-Slapp e che ministri e politici ritirino le querele temerarie contro i giornalisti. È tempo di difendere con forza la libertà di stampa e la trasparenza democratica”.
“Il silenzio di Meloni sulle sconsiderate parole pronunciate ieri da Orbàn imbarazza il governo e il Paese. Noi chiediamo più investimenti e coraggio da parte dell'Europa per affrontare le sfide e i problemi reali delle famiglie e delle aziende. Tuttavia, è evidente che oggi quel coraggio manca.
Sono proprio i governi di destra, conservatori e sovranisti, a bloccare però le riforme e l'integrazione ulteriore dell'Europa. Sono proprio questi governi che si lamentano di un'Europa che non funziona, ma che non contribuiscono a semplificare il mercato o a prevedere fondi e interventi europei per la sanità, per le filiere industriali come l'Automotive, per l'energia, così come per rendere strutturale il Next Generation Eu. Oggi il diritto di veto è un grande problema. L'Europa ha bisogno di risposte rapide ed efficaci, soprattutto in politica estera e in materia di bilancio e fiscale.
Chiediamo a Meloni di cambiare idea per fare gli interessi dell’Italia e non continuare a inseguire una sterile propaganda sovranista. Non possiamo continuare a rimanere bloccati da singoli paesi che ostacolano decisioni fondamentali per il bene comune”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Coffee Break su La7.
“L’episodio che ha coinvolto Sigfrido Ranucci ha reso ancora più evidente un tema che nel nostro Paese resta troppo spesso un non detto: le pressioni, le ingerenze e i tentativi di condizionamento sulla stampa sono una realtà quotidiana. Troppi giornalisti in Italia lavorano sotto minaccia o sotto pressione, anche a causa di un uso strumentale delle querele, trasformate in strumenti di intimidazione per zittire il dissenso e reprimere la critica al potere.” Così Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari europei della Camera, che richiama Governo e maggioranza alle proprie responsabilità. “È inaccettabile – prosegue De Luca – che, in una democrazia matura, si reagisca alle inchieste o alle critiche con denunce e azioni legali pretestuose. La libertà di stampa non può essere difesa a corrente alternata, né solo quando fa comodo. Serve coerenza e coraggio. Le parole di solidarietà di Fratelli d’Italia dopo l’attentato a Ranucci rischiano di suonare ipocrite se non sono accompagnate da atti concreti a tutela del giornalismo libero. È proprio in momenti come questi che si misura la differenza tra chi crede davvero nella libertà d’informazione e chi la usa come bandiera di convenienza.”
“Chiediamo dunque – conclude il deputato dem – che il Governo e la maggioranza sostengano senza esitazioni il nostro emendamento per il recepimento immediato in Italia della direttiva europea anti-SLAPP, che contrasta l’abuso delle querele bavaglio e protegge il diritto dei cittadini a essere informati. È incomprensibile l’ostinazione della destra nel non voler approvare questa norma all’interno della legge di delegazione europea. Con la discussione alla Camera della legge comunitaria, abbiamo l’occasione di dare un segnale chiaro: difendere la libertà di stampa significa difendere la democrazia stessa. Perdere questa opportunità sarebbe un errore grave e imperdonabile.”
"Le dichiarazioni rilasciate oggi a Roma dal premier ungherese Viktor Orbán sono sbagliate e non condivisibili. Mentre l’Ucraina continua a difendere la propria libertà, Orbán afferma che ‘sulla guerra in Ucraina c’è ben poco da fare’, che ‘l’Europa è fuori dai giochi’ e annuncia un viaggio a Washington per ‘aggirare le sanzioni’ contro la Russia, colpendo così direttamente la credibilità dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.
È una posizione che mina i principi di solidarietà europea, indebolisce il fronte comune contro l’aggressione di Putin e rischia di compromettere la sicurezza e l’autonomia economica, industriale ed energetica del nostro continente. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni prenda le distanze pubblicamente dalla linea del suo alleato sovranista. Perché non è più tollerabile che il Governo italiano si mostri indulgente e ambiguo verso chi lavora per distruggere l’Europa dall’interno". Lo dice Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.
“L’Europa vive un momento delicatissimo, stretto tra guerre, crisi geopolitiche e tensioni commerciali. In questo contesto serve più Europa, non meno Europa. Il mantra della presidente Meloni, che vuole un’Unione che faccia meno, è sbagliato. Noi chiediamo un’Europa che faccia di più e meglio, capace di proteggere davvero i cittadini di fronte a sfide globali che nessun Paese può affrontare da solo”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Ue, durante le dichiarazioni di voto sulle mozioni in materia di politiche di coesione.
“Le politiche di coesione – ha aggiunto l’esponente dem - sono il cuore del progetto europeo, ma oggi rischiano di essere svuotate. La proposta della Commissione di accentrare la gestione dei fondi, unificandoli con altri strumenti, mette in pericolo il principio di sussidiarietà e l’autonomia dei territori. È lo stesso modello che il ministro Fitto ha applicato in Italia, centralizzando le risorse del Fondo di sviluppo e coesione e producendo ritardi enormi. Così si indebolisce il Mezzogiorno, ampliando e aggravando i divari territoriali esistenti”.
“Il governo Meloni – ha concluso De Luca - con l’autonomia differenziata, con la gestione politicizzata dei fondi e con la resa ai dazi imposti da Trump, lavora contro l’Europa e contro l’interesse nazionale. Noi continueremo a difendere l’unità del Paese, la giustizia territoriale e sociale, e un’Europa solidale che sostenga famiglie, imprese e territori. Perché chi indebolisce l’Europa indebolisce l’Italia”.
“L’episodio che ha coinvolto Sigfrido Ranucci ha reso attuale un tema che nel nostro Paese resta troppo spesso un non detto: le pressioni, le ingerenze e i tentativi di condizionamento sulla stampa sono una realtà quotidiana. Troppi giornalisti in Italia lavorano sotto minaccia o sotto pressione, anche a causa di un uso strumentale delle querele, trasformate in strumenti di intimidazione per zittire il dissenso e reprimere la critica al potere.” Così Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari europei della Camera, che richiama Governo e maggioranza alle proprie responsabilità.
“È inaccettabile che, in una democrazia matura, si reagisca alle inchieste o alle critiche con denunce e azioni legali pretestuose. La libertà di stampa non può essere difesa a corrente alternata, va tutelata sempre. Serve un segnale forte e concreto. Chiediamo al governo e alla maggioranza di sostenere senza esitazione il nostro emendamento per il recepimento immediato in Italia della direttiva europea anti-Slapp. È incomprensibile l’ostinazione della destra nel non voler approvare questa norma all’interno della legge di delegazione europea. È arrivato il momento di un cambio di passo vero, per difendere la libertà di stampa e rafforzare la democrazia nel nostro Paese. Questa settimana possiamo dare un segnale chiaro nel corso della discussione della legge di delegazione europea alla Camera: sarebbe in grave errore perdere questa opportunità”, conclude De Luca.
“Condanno con forza l’inaudito attentato contro Sigfrido Ranucci e la sua famiglia, un gesto vile che colpisce al cuore la libertà di informazione e il diritto dei cittadini a essere informati. In una giornata di solidarietà unanime verso Ranucci e la redazione di Report, credo sia necessario fare un passo avanti: non basta l’indignazione, servono atti concreti per proteggere chi fa informazione libera e indipendente.
Per questo ritengo fondamentale che l’Italia recepisca al più presto le norme europee volte a contrastare le intimidazioni e le pressioni indebite contro i giornalisti, contenute nella cosiddetta direttiva anti-Slapp”. Così Piero De Luca, capogruppo Partito Democratico nella commissione affari europei della Camera, primo firmatario dell’emendamento per il recepimento della direttiva anti-Slapp che sarà votato la prossima settimana nel corso dell’esame della legge di delegazione e europea. “È un’occasione da non perdere - conclude De Luca - per dare un segnale chiaro da parte anche di tutta la politica a difesa della libertà di stampa nel nostro Paese”.
“È ormai evidente anche ai suoi amici sovranisti europei che la politica economica di Meloni non esiste. L’unica crescita registrata nel Paese è possibile esclusivamente grazie ai fondi del PNRR, ereditati dai governi precedenti guidati dalle opposizioni, che oggi vengono irresponsabilmente accusate dalla Premier di essere alla stregua dei terroristi di Hamas”. Così il capogruppo del PD in Commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca, riferendosi alle parole di Le Pen, che ha minimizzato l’impatto delle politiche del governo Meloni.
“La manovra economica e l’indeterminatezza che ancora oggi la circonda confermano il completo fallimento della strategia del governo. Senza le risorse del PNRR, l’economia sarebbe stagnante, dimostrando che Meloni non ha alcuna politica economica propria e si limita a gestire ciò che le è stato lasciato dai governi precedenti”.
“I dati dell’Istat confermano un quadro preoccupante per l’export italiano, in forte contrazione soprattutto verso gli Stati Uniti, a causa delle pesanti tariffe doganali imposte dall’amministrazione americana. Un crollo che non viene compensato dai mercati alternativi e che rischia di travolgere migliaia di imprese e posti di lavoro nel settore manifatturiero. In questa fase cruciale, il governo Meloni è scomparso. Ancora una volta immobile, assente, afono e senza una strategia concreta né misure efficaci per tutelare le imprese italiane più esposte ai dazi unilaterali imposti da Trump. Sei mesi fa, quando la crisi si è manifestata con chiarezza, era stato annunciato un piano da 25 miliardi per sostenere le imprese colpite dai dazi, ma oggi di quel piano non si vede traccia né in legge di bilancio né in altre misure. L'ennesima bugia di un governo preoccupato solo di non disturbare Trump e disinteressato alle sorti del nostro tessuto produttivo. Mentre altri Paesi europei, come la Spagna, si stanno muovendo con interventi mirati per difendere le proprie industrie e salvaguardare migliaia di posti di lavoro, l’Italia continua a navigare a vista, con una politica economica che sacrifica la crescita. Serve un cambio di passo immediato. Il Pd chiede al governo Meloni di chiarire quali azioni intenda mettere in campo per contrastare l’effetto devastante dei dazi sul sistema produttivo italiano; sostenere con risorse adeguate le imprese esportatrici; promuovere investimenti per aumentare la competitività del Made in Italy sui mercati globali; tutelare i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro a causa di questa crisi. Difendere le imprese italiane è un dovere del governo. A meno che per la Premier Meloni non sia più importante difendere l'alleanza politica con chi sta distruggendo Italia e Europa” così una nota del capogruppo democratico nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.
"L’accordo di pace rappresenta una notizia positiva, che fa tirare un sospiro di sollievo all’intera comunità internazionale. È uno spiraglio di luce nel buio dell’apocalisse umanitaria provocata dal governo Netanyahu a Gaza, dove oltre sessantamila persone, tra cui ventimila bambini, hanno perso la vita; un risposta sproporzionata al barbaro attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. I primi punti dell’accordo, il cessate il fuoco, il ritiro graduale delle truppe israeliane, la riapertura dei corridoi umanitari, rappresentano passi concreti che potranno finalmente ridare respiro a una popolazione martoriata. È giusto riconoscere il ruolo decisivo del presidente degli Stati Uniti, del Qatar, dell’Egitto, della Turchia e dell’Arabia Saudita in questo risultato". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee a 4 di sera su Rete4.
"È inopportuno e persino provinciale che alcuni esponenti della maggioranza rivendichino come proprio il risultato dell’accordo di pace. Il governo italiano -ha aggiunto il dem- non ha compiuto nessun passo in questa direzione: non ha interrotto la fornitura di armi a Israele, non ha promosso in sede europea sanzioni economiche o politiche contro il governo Netanyahu. Oggi auspichiamo che l’Italia accompagni il processo di pace con due azioni decisive: il pieno invio degli aiuti umanitari, circa trecento tonnellate sono ancora ferme nel nostro Paese, e il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina, unica via per una pace stabile e definitiva fondata sulla soluzione dei due popoli e dei due Stati. Difendere la pace, i diritti umani e la democrazia deve essere la bussola della nostra politica estera. Se il governo andrà in questa direzione, noi ci saremo. Se continuerà a voltarsi dall’altra parte di fronte a crimini e violazioni dei diritti umani, il Partito Democratico continuerà a far sentire la propria voce". Così ha concluso il dem.