Siamo tutti scossi dall'immane tragedia di Ischia. Siamo vicini ai familiari delle vittime e a tutte le persone coinvolte e ringraziamo la macchina dei soccorsi che si è prontamente messa in moto. Questa tragedia ci richiama tutti alla responsabilità e a un grande sforzo di unità istituzionale per fornire il massimo sostegno possibile alla comunità dell'Isola. Non possiamo però esimerci da una operazione di verità anche alla luce di sconclusionate e farneticanti dichiarazioni politiche delle ultime ore. La verità è che, nel 2018, M5S e Lega con Conte e Salvini hanno voluto e realizzato un vero e proprio condono edilizio pericoloso e scellerato. Quella legge è stata votata anche dal partito della presidente del Consiglio Meloni, mentre il Pd si è opposto duramente ad una norma che produceva nella sostanza una grave sanatoria di abusi edilizi ad Ischia, anche nelle aree a più alto rischio idrogeologico. Adesso è il momento di dotare senza ulteriori esitazioni l'Italia, che è un Paese estremamente fragile, di un piano contro il consumo del suolo e di adattamento ai cambiamenti climatici, che non è più rinviabile, per evitare nuove tragedie e lavorare sulla prevenzione piuttosto che continuare a vivere in un eterno stato di emergenza.
“Il governo si attivi immediatamente per adottare tutte le procedure e gli atti necessari a dichiarare subito lo stato di emergenza per calamità naturale. Non c’è tempo da perdere, per dare il massimo del sostegno possibile alla comunità di Ischia per la terribile alluvione che l’ha colpita”.
Lo dichiarano i deputati campani del Partito democratico Piero De Luca, vice presidente gruppo PD Camera, Stefano Graziano e Marco Sarracino
“Dolore e vicinanza alle famiglie e alle comunità colpite dall'alluvione ad Ischia. Le notizie e le immagini provenienti da Casamicciola sono drammatiche. Seguiamo con grande preoccupazione le ricerche dei numerosi dispersi. Abitazioni ed edifici sono stati travolti da fango e detriti: un'enorme tragedia. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una catastrofe che ci pone la necessità improcrastinabile di avviare un piano straordinario per mettere in sicurezza il nostro territorio così fragile. Un sentito ringraziamento a quanti, soccorritori, protezione civile, vigili del fuoco e forze dell’ordine, stanno lavorando incessantemente per rintracciare i dispersi e assistere la popolazione colpita".
Lo ha dichiarato in una nota l’onorevole Piero De Luca, Vicecapogruppo Dem alla Camera dei Deputati
“Con questa legge di bilancio le promesse della destra si infrangono con la realtà. È una manovra inefficace e iniqua che colpisce le fasce più deboli, le famiglie e i lavoratori più fragili. E non affronta adeguatamente l'emergenza dell’aumento del costo della vita. I 21 miliardi previsti bastano a coprire solo per tre mesi la crisi energetica. E dopo? Nulla. Tutto questo di fronte a un già assodato aumento della benzina da dicembre. Sul lavoro era necessario uno sforzo maggiore rispetto a quanto previsto. Serviva un taglio del cuneo fiscale del 5-6% per ridare potere di acquisto alle famiglie, con almeno un mese in più di stipendio a fine anno. E ancora, nessuna traccia dell’indispensabile salario minimo di fronte al dramma di oltre 4 milioni di lavoratori poveri. Per non parlare delle contraddizioni su flat tax e pensioni. Misure diverse da quelle annunciate in campagna elettorale, realizzate però facendo cassa sui più deboli, tagliando tra qualche mese il reddito di cittadinanza ad oltre 600.000 percettori e riducendo l'aumento delle pensioni per oltre 4 milioni di persone. Infine, nulla per la crescita e nessuna parola sul Mezzogiorno. Una Manovra sbagliata che non aiuta il Paese, alla quale ci opporremo in Parlamento e in Piazza”. Così Piero De Luca, vice capogruppo Pd alla Camera, intervenendo stamattina a Settegiorni su Rai1.
“Sul tema della modifica del reato d’abuso d’ufficio e dell'attuale regime di responsabilità penale per i sindaci, la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, metta a frutto il lavoro e le riflessioni già svolte in Parlamento. Anche in questa legislatura, abbiamo presentato una proposta di riforma complessiva. Si parta da qui. Se così sarà, troverà il Partito Democratico disponibile a rendere più ragionevole e preciso il quadro normativo esistente che grava sui sindaci nel nostro Paese. A fronte del loro ruolo difficile e complesso, i primi cittadini sono oggi soggetti a un regime di responsabilità penale troppo ampio e dalle sfumature indefinite, che molto spesso si estendono molto oltre le loro prerogative dirette. Questa situazione ha creato ormai da anni un vero e proprio terrore della firma e un clima di burocrazia difensiva che paralizza in tanti settori lo sviluppo delle comunità. Si tratta di criticità condivise pressoché da tutte le forze politiche. E’ necessario porvi rimedio proprio in questa fase molto delicata per l’Italia, in cui ci troviamo alle prese con la piena attuazione del Pnrr. I sindaci e più in generale tutti gli amministratori locali dovranno infatti dare il loro massimo contributo per attuare e realizzare migliaia di progetti decisivi per il futuro dei territori”.
Così Piero De Luca, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Abbiamo depositato un’interpellanza urgente al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per sapere se e quando intenda attivare un tavolo con Whirlpool e le Organizzazioni Sindacali per analizzare il Piano Industriale del Gruppo ed ottenere ampia informativa sulla procedura di cessione. Una eventuale cessione che -sia chiaro- dovrà essere vincolata a specifiche garanzie circa il mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi”. Lo dichiarano in una nota i deputati del Pd, Irene Manzi, Augusto Curti, Stefano Graziano, Vinicio Peluffo, Piero De Luca, Marco Sarracino, Arturo Scotto, Toni Ricciardi, Marco Simiani, Federico Gianassi, Emiliano Fossi, Matteo Mauri e Chiara Braga
“Sono anni che Whirlpool attua un significativo ridimensionamento della forza lavoro, nonché la dismissione di unità produttive sul territorio nazionale, con una progressiva esautorazione della piattaforma produttiva italiana. E oggi -proseguono i deputati del Pd- con una trattativa di cessione in corso, la multinazionale ha disertato qualsiasi tavolo di confronto istituzionale, dimostrando grave mancanza di rispetto verso i lavoratori, le Istituzioni e le parti sociali.
“Nel nostro Paese la multinazionale ha 7 siti -molti dei quali collocati in aree interne- e impiega 5000 lavoratori, per non parlare di quelli dell'indotto e con le decisioni che sta prendendo rischia seriamente di non assicurare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e la continuità produttiva degli stabilimenti.
Siamo nel pieno -scrivono i deputati dem nell’interpellanza- di una grave crisi economica ed è necessario che una cessione così impattante per il tessuto economico e sociale dei territori sia gestita attraverso adeguati criteri di governance e che il Ministero e le Organizzazioni Sindacali siano costantemente informati e coinvolti nelle diverse fasi della trattativa”.
“Ci aspettiamo dal governo una risposta chiara e iniziative immediate anche rispetto alle azioni che vorrà mettere in campo per sostenere il comparto della produzione di elettrodomestici in Italia, dichiarando il settore strategico, con politiche industriali mirate a tutelare e rilanciare il tessuto produttivo dei nostri territori”. Così concludono i deputati dem.
"Bene la decisione sulla data del congresso. Non c'è tempo da perdere. Torniamo tra la gente e avviamo subito una discussione ampia su idee e programmi per un Paese più giusto, equo e moderno. Non c’è nulla di più rivoluzionario che ripartire dai territori, dal nostro popolo”. Lo dichiara il deputato dem Piero De Luca, vicecapogruppo dem alla Camera, a margine dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico.
“La proposta di autonomia differenziata predisposta dal ministro Calderoli è del tutto irricevibile, in quanto non rispetta lo spirito e i criteri posti dalla Costituzione per assicurare l'unità del Paese. Siamo pronti ad affrontare fino in fondo, anche al Sud, la sfida del decentramento e dell'efficienza amministrativa. Ma non consentiremo di spaccare l'Italia. I limiti entro i quali ragionare sono chiari: l’adozione preventiva in Parlamento di una ‘legge quadro’ che disciplini percorso e procedure condivise; il superamento del criterio della spesa storica; la definizione preventiva dei livelli essenziali di prestazioni e dei fabbisogni standard uguali per tutti i cittadini italiani; il rispetto del principio costituzionale di solidarietà e perequazione; carattere nazionale della scuola; no a ipotesi di residuo fiscale. Come Partito Democratico, faremo muro rispetto a un'ipotesi che rompe la coesione nazionale e invitiamo il ministro Calderoli a ripartire dalla nostra proposta presentata nel 2020, adottata all’unanimità dalla Conferenza Stato Regioni e dalla Conferenza unificata”.
Così il vicepresidente dei deputati del Pd alla Camera, Piero De Luca.
“La comunità internazionale condanna in modo compatto al G20 l’attacco della Russia all’Ucraina ed è unita nella richiesta di un cessate il fuoco immediato per avviare al più presto dei negoziati di pace. Un esito non scontato e fondamentale, che implica l'esigenza di continuare a sostenere da un punto di vista economico, umanitario ed operativo il popolo ucraino nella propria resistenza, ma anche la necessità di non tornare indietro sulle sanzioni nei confronti della Russia. Su questo non sono ammissibili incertezze o ambiguità, come quelle che riscontriamo dalle divisioni interne alla maggioranza di governo. Quanto è accaduto ieri in Polonia è gravissimo, ma richiede cautela e prudenza per comprendere la reale dinamica dell'accaduto. Tuttavia questo non intacca, anzi rafforza, la consapevolezza di tutta la comunità internazionale che bisogna lavorare per una deescalation militare, unica strada possibile per arrivare presto ad una soluzione di pace. Alla Russia da Bali è arrivato un messaggio chiaro e diretto, privo di equivoci, sul punto”. Così Piero De Luca, vicecapogruppo del Partito democratico alla Camera intervenendo stamattina a Coffeebreak su La7.
“Stamattina abbiamo discusso della necessità di istituire nelle aree industriali italiane delle comunità energetiche adeguate alle esigenze delle imprese, per creare dei poli di produzione, autoconsumo e distribuzione di energia da fonti rinnovabili. L'obiettivo è quello di contribuire all'indipendenza energetica del Paese, aiutare le aziende a ridurre drasticamente i costi delle bollette evitando il rischio di chiusure o licenziamenti, e contribuire in modo decisivo alla transizione ambientale in Italia. È il tema della proposta di legge che ho presentato in Parlamento, che mira ad attribuire ai consorzi di sviluppo industriale la possibilità di farsi promotori dell'istituzione di comunità energetiche rinnovabili, per impianti superiori a 1 MW, nelle aree industriali di loro competenza, così come oggi è consentito alle Autorità portuali. Sarebbe una vera e propria rivoluzione che punta sulle rinnovabili e non su nuove trivellazioni, tanto pericolose quanto inutili, come vuole il governo. Spero che questa proposta incontri una larga convergenza e venga approvata quanto prima in Parlamento”.
Lo ha detto Piero De Luca, vicecapogruppo del PD alla Camera, che ha partecipato oggi ad una conferenza stampa al Consorzio Asi di Salerno.
“Il DL Aiuti quater è un provvedimento deludente. Nulla di concreto per chi oggi ha davvero bisogno, per i soggetti e le categorie più fragili e in difficoltà. Solo misure pasticciate, inefficaci e pericolose, su cui peraltro la maggioranza è già fortemente divisa. Pensiamo all'aumento del tetto al contante, al blocco anticipato del superbonus 110% senza che ci siano soluzioni necessarie per sbloccare il problema della liquidità per le imprese, alla decisione sulle trivellazioni, contestata da esponenti stessi della Lega. Nell'esame del Decreto Aiuti ter avevamo fatto varie proposte emendative per rafforzare i sostegni a famiglie, enti locali, terzo settore e aziende rispetto al caro energia e al costo delle bollette, ma niente. Solo un “vuoto” che si aggiunge alle misure propagandistiche e pericolose adottate finora: come il reintegro dei medici no vax, la norma anti rave, illiberale e incostituzionale, e -come se non bastasse- le figuracce sul tema migranti. Insomma, i primi passi del governo si confermano drammatici e imbarazzanti”. Così Piero De Luca, vicepresidente Partito democratico alla Camera intervenendo stamattina su SkyTg24.
"Contestiamo fortemente la decisione del governo e della maggioranza di votare contro e bocciare quindi un nostro emendamento necessario per l'attività del sistema sanitario regionale. Abbiamo proposto infatti di prevedere per le Regioni una più celere procedura di recupero nei confronti delle aziende fornitrici soggette al ripiano per il superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici e dei tetti di spesa farmaceutici, già previste nel decreto aiuti-bis. Una soluzione che consentirebbe di recuperare in modo più tempestivo i crediti nei confronti delle ditte fornitrici. La destra si schiera contro le Regioni, che avevano sostenuto questa proposta nella Conferenza Stato-Regioni, in una fase ancora delicata per l'impegno straordinario della sanità pubblica a sostegno dei cittadini". Così il vicecapogruppo democratico alla Camera Piero De Luca.
Dopo aver fatto una spietata e inaccettabile propaganda sulla pelle di pochi naufraghi portati in salvo dalle ong, violando il diritto internazionale e facendo sfoggio di una disumanità vergognosa, il governo ha avuto la capacità di rompere anche i rapporti di collaborazione in Europa, ottenendo una porta in faccia dalla Francia che blocca l’accoglienza di 3500 rifugiati all’interno del piano europeo di redistribuzione dei migranti. Un clamoroso autogol del governo, che in pochi giorni ha già isolato pericolosamente l’Italia in Europa, alla vigilia di scelte politiche che saranno per noi cruciali. Il governo Meloni si fermi ora, prima di causare danni irreparabili per il Paese.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo del Pd alla Camera.
Ci preoccupano molto le misure presentate dal governo nella Nadef perché sono inadeguate e parziali rispetto alle emergenze e ai problemi strutturali del nostro Paese. Innanzitutto, l'esecutivo non indica nessuna misura specifica rispetto al caro energia a sostegno dei soggetti più colpiti dall’attuale andamento dei prezzi, limitandosi a rinviare ad un prossimo provvedimento la valutazione di nuovi interventi per imprese e famiglie. Solo la proposta di una flat tax che, per come configurata, rischia solo di aumentare l'evasione. Manca poi totalmente un'idea di Paese per il futuro. Per quanto riguarda il lavoro, la Nota del governo evidenzia che la perdita di slancio dell’economia nel 2023 potrebbe portare a un’inversione di tendenza nel mercato del lavoro senza, però, indicare nemmeno una misura concreta a favore dell'occupazione e dei salari. Sul fronte della spesa pubblica, ci preoccupa fortemente il dato della spesa sanitaria che diminuirà in rapporto al PIL negli anni 2023 (6,6%) e 2024 (6,2%), nonostante il nostro sistema sanitario sia ancora duramente impegnato nella lotta al Covid. Per di più non sono previsti interventi in materia di scuola, pensioni e incentivi per gli investimenti privati. Sul PNRR, il governo, pur non citando il tema nella Nadef, ha in più occasioni manifestato l'intenzione di richiedere all’Europa un adeguamento del Piano, rischiando in questo modo di compromettere il raggiungimento degli obiettivi e delle scadenze previste e il versamento delle rate che spettano al nostro Paese.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo del Pd alla Camera.
“Incomprensibile no di governo e maggioranza a un nostro emendamento necessario per l’attività del sistema sanitario regionale. Abbiamo visto respingere, infatti, una proposta che permetteva di assicurare alle Regioni una più celere procedura di recupero nei confronti delle aziende fornitrici soggette al ripiano per il superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici e dei tetti di spesa farmaceutici, già previste nel decreto aiuti-bis. Una soluzione utile a recuperare più rapidamente i crediti nei confronti delle ditte fornitrici. Con questa bocciatura si dà un pessimo segnale alle Regioni, che pure avevano sostenuto questa proposta nella Conferenza Stato-Regioni, in una fase che continua ad essere particolarmente complessa per l’impegno straordinario della sanità pubblica a sostegno dei cittadini”. Così il vice capogruppo democratico alla Camera Piero De Luca