17/07/2025 - 11:22

"Il Ministro Nordio oggi in un'intervista al Corriere della Sera è arrivato a sostenere che il sovraffollamento carcerario consente di evitare i suicidi in cella. Siamo al delirio. Davvero la strategia del Governo è quella di usare il sovraffollamento come forma di controllo? Semmai il numero crescente di suicidi è il segnale più drammatico e inaccettabile di un sistema penitenziario al collasso".  Lo ha dichiarato la deputata Pd Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia, commentando l'intervista di oggi al Corriere della Sera del Ministro della Giustizia Nordio.

"Il dramma dei suicidi in carcere sembra non arrestarsi: 85 nel 2022, 70 nel 2023, 91 nel 2024; e in questo 2025 ne sono già stati accertati 36. Questo Governo non può continuare a voltare lo sguardo di fronte a numeri che raccontano una realtà drammatica" ha aggiunto Di Biase.

"Serve un cambio di passo che metta al centro misure per combattere il

sovraffollamento e per affrontare la questione della salute mentale nelle carceri. Basta con le giustificazioni - ha concluso la deputata Pd - servono provvedimenti urgenti e risorse certe".

 

 

14/07/2025 - 18:50

"I dati diffusi oggi dall’ISTAT confermano una realtà drammatica: in Italia oltre due milioni di minori vivono in famiglie a rischio povertà ed esclusione sociale. È una vera emergenza nazionale che dovrebbe scuotere le coscienze e orientare con urgenza le scelte politiche del Governo", così la deputata Michela Di Biase, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Infanzia e Adolescenza.
"È inaccettabile che il 6,1% dei bambini e dei ragazzi nel nostro Paese si trovi in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale. E altrettanto grave è il dato sull’accesso agli asili nido: solo il 30% dei bambini può usufruirne, mentre oltre 850.000 restano esclusi da un diritto fondamentale, quello a un percorso educativo sin dai primi mesi di vita. La povertà minorile – prosegue Di Biase – non è solo una questione economica: riguarda la qualità della vita, l’accesso alla salute, alla casa, all’istruzione. Servono politiche strutturali, non interventi episodici o marginali. E invece nei piani adottati dal Governo, i servizi educativi per la prima infanzia risultano del tutto assenti o irrilevanti. È un segnale preoccupante, che rivela disinteresse verso il futuro dei nostri bambini".
"Continueremo a batterci in Parlamento per un investimento serio e continuativo sull’infanzia, a partire da un piano straordinario per nidi e scuole dell’infanzia, soprattutto nel Mezzogiorno, dove il divario è più ampio. Il Governo – conclude – deve cambiare rotta: contrastare la povertà minorile non è una scelta facoltativa, è un dovere costituzionale e morale".

11/07/2025 - 15:28

“Quello contro il circolo del Partito Democratico di Montespaccato è un atto gravissimo, un segnale inquietante che richiama tutte e tutti alla responsabilità di non abbassare mai la guardia di fronte a rigurgiti neofascisti che pensavamo consegnati alla storia. Esprimo piena solidarietà ai militanti del circolo e alla comunità democratica del quartiere, colpiti da un gesto vile che non può e non deve passare sotto silenzio.”
Lo dichiara la deputata romana del Partito Democratico Michela Di Biase.

“La nostra città ha nel suo DNA i valori della libertà e dell’antifascismo. Non accetteremo mai che l’intolleranza e l’odio provino a mettere radici. Di fronte a queste provocazioni - ha aggiunto Di Biase - dobbiamo rispondere con fermezza e unità, riaffermando ogni giorno, con le parole e con i fatti, la nostra adesione ai principi democratici e costituzionali.”

 

10/07/2025 - 17:01

“È inaccettabile che il governo Meloni continui a parlare di sostegno alle famiglie senza mettere in campo servizi concreti, accessibili ed efficaci. In particolare, durante il periodo estivo, l’assenza di un piano per garantire attività educative e ricreative per bambini è il segno evidente di una visione miope e inadeguata di welfare”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza e prima firmataria della proposta per il finanziamento di contributi destinati alle famiglie con redditi medio-bassi, da impiegare per l'accesso ai centri estivi o per il ricorso a figure di babysitting.

“Abbiamo chiesto al governo – spiega l’esponente dem - di riconoscere un sostegno economico concreto alle famiglie che, durante la chiusura delle scuole, si trovano in seria difficoltà nel garantire la cura e l’assistenza ai propri figli. Una misura semplice, di buon senso, che avrebbe dato respiro a migliaia di genitori e favorito anche l’emersione dal lavoro nero di molte lavoratrici impiegate come babysitter. Il Partito Democratico, quando era al governo, ha investito risorse importanti su questi servizi, consapevole del ruolo cruciale che svolgono nella vita delle famiglie italiane. E oggi ci troviamo con un esecutivo che si ricorda dei bambini solo a luglio e agosto, senza alcuna programmazione strutturale”.

“Abbiamo presentato emendamenti in ogni provvedimento utile, inclusa la legge di bilancio, ma la maggioranza ha sempre respinto ogni proposta. È evidente che per questo governo la centralità della famiglia è solo uno slogan. Le famiglie non vanno lasciate sole: serve una presa in carico vera, seria, e continuativa, non annunci estivi senza ricadute concrete”, conclude Di Biase.

 

03/07/2025 - 13:55

“Sullo ius scholae siamo pronti a discutere, la posizione del Partito Democratico è chiara così come la disponibilità a cercare dialogo in Parlamento per dare diritti di cittadinanza a quelle bambine e bambini a cui oggi sono negati. Si tratta di una norma di civiltà. Mi auguro che almeno questa volta Forza Italia non soprassieda rispetto alle posizioni della Lega, come avvenuto con le norme sulle detenute madri. I diritti dei minori non possono essere messi in discussione, Forza Italia ne chieda subito la calendarizzazione, il Pd sarà pronto a discuterne”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza.

01/07/2025 - 14:10

"Nel VI Municipio di Roma, governato dal centrodestra, hanno avuto un’idea geniale: aprire uno sportello per uomini ‘maltrattati’. In un Paese in cui ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo, c’era evidentemente bisogno – secondo loro – di riequilibrare la narrazione. Un paradosso grottesco, se non fosse tragico. È l’ennesimo tentativo di rovesciare il tavolo: mentre si lavora duramente per contrastare la violenza maschile contro le donne, arriva una delibera che mistifica, provoca e banalizza. Così, mentre migliaia di donne ogni anno cercano il coraggio di denunciare, di uscire da situazioni di abuso, e i centri antiviolenza fanno miracoli con risorse insufficienti, a qualcuno viene in mente di aprire un “centro di ascolto” per uomini che si sentono vittime. Vittime di cosa, esattamente? Sarebbe stato necessario un centro antiviolenza. Mi auguro che le forze di centrodestra – almeno quelle più lucide – abbiano un sussulto di responsabilità e sconfessino questa scelta. La lotta contro la violenza sulle donne è una questione troppo seria per essere usata come terreno di provocazione ideologica". È quanto dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico. 

25/06/2025 - 16:40

"La risposta della ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, oggi in Aula alla Camera, ha avuto un che di surreale. La ministra ha affermato che 'sta iniziando il periodo in cui le famiglie faranno domanda per i centri estivi', ignorando completamente un fatto semplice: le scuole sono già finite da settimane e le famiglie sono già nel pieno dell’organizzazione – e del pagamento – delle attività estive per i propri figli. Un’altra estate – la terza consecutiva con questo Governo – in cui le famiglie vengono lasciate sole ad affrontare costi insostenibili, senza alcun supporto concreto e senza risposte chiare. Mentre le attività sono già iniziate, il Governo è ancora fermo agli annunci: i fondi per i centri estivi vengono promessi, come sempre, troppo tardi. A giochi ormai fatti. Di concreto restano solo i tagli, il cui unico effetto sarà quello di trasformare i centri estivi in luoghi di esclusione e non di inclusione: spazi accessibili solo a chi può permetterseli, mentre tanti altri restano esclusi per motivi economici. Altro che diritto all’infanzia, altro che sostegno alle famiglie. Chiediamo al Governo di riportare le risorse del fondo per i centri estivi almeno ai livelli previsti dai precedenti governi: 60 milioni sono troppo pochi per 800.000 bambini che fanno richiesta di partecipazione. Serve inoltre un sostegno concreto ai Comuni e risorse certe per aiutare le famiglie a basso reddito, che devono farsi carico dei costi di babysitting e dei centri estivi. Su questi aspetti abbiamo presentato le nostre proposte depositate in Parlamento, su cui chiediamo un immediato confronto” così la capogruppo democratica in commissione bicamerale per l’infanzia, Michela Di Biase.

 

25/06/2025 - 14:54

 “Il ministro Salvini invece di assumersi le sue responsabilità sui disservizi nei trasporti pubblici preferisce occuparsi del reato di tortura, proponendo di rivederlo e circoscriverlo. Un’uscita grave, inaccettabile, che getta un’ombra inquietante sulla volontà della destra di depotenziare una norma di civiltà, introdotta per tutelare la dignità delle persone nei luoghi di detenzione.”
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia, commentando le parole del vicepremier al convegno della Lega sul sistema penitenziario.
“Il reato di tortura è stato introdotto dopo anni di pressioni internazionali e non è un attacco alle forze dell’ordine, ma uno strumento per isolare chi, tradendo il proprio ruolo, compie abusi – prosegue la deputata Pd -. La grande maggioranza degli agenti penitenziari lavora ogni giorno con serietà e fatica, ma la tutela dei diritti umani non è negoziabile e non può essere sacrificata sull’altare della propaganda. Se davvero Salvini vuole occuparsi della sicurezza dei cittadini – conclude Di Biase - cominci a far funzionare i treni, invece di cercare titoli sui giornali a scapito dello Stato di diritto.”

 

 

20/06/2025 - 14:41

È possibile oggi all'interno della nostra società che un sistema penale possa muoversi non soltanto attraverso la forza e l'imposizione coercitiva? Tra i grandissimi meriti che la riforma Cartabia ha avuto nell'efficientamento del sistema giudiziario, ce n'è uno forse meno conosciuto che riguarda il tema della giustizia riparativa. È possibile oggi passare da una giustizia verticale sanzionatoria e delle pene come l'abbiamo immaginata finora a una giustizia orizzontale, che si pone la grande ambizione di mettere in contatto vittima e reo per far sì che la frattura che si è creata con la commissione del reato possa essere sanata? Il diritto penale non sempre soddisfa le richieste delle vittime e di chi commette il reato. La giustizia penale appare strutturata attorno alla punizione in chiave retributiva.
Così come non sembra fornire closure ai colpevoli, disattendendo le promesse del modello retributivo-punitivo, secondo cui con la pena si estingue il debito con la società. Pertanto la giustizia riparativa è una grandissima opportunità di cambio del paradigma. L'articolo 27 della nostra Costituzione ci indica la strada e il Partito democratico su questo deve avere parole chiare. Per noi la giustizia riparativa non è alternativa alla giustizia penale, ma è fondamentale per accompagnarla e aiutare a sanare le profonde fratture che si sono create non solo fra il reo e la vittima, ma anche all'interno della società.

Così la deputata del Pd Michela Di Biase, intervenendo all'incontro "Giustizia secondo Costituzione", un evento promosso dal Partito democratico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale.

 

18/06/2025 - 15:47

“Lo Stato deve rispondere del modo in cui tratta chi si trova sotto la sua custodia”

«Le immagini che arrivano dal CPR di Gradisca d’Isonzo sono sconvolgenti. Un uomo inseguito, fermato con la forza, trascinato via e successivamente ripreso a terra con il volto insanguinato. Se confermato, ci troveremmo di fronte a un episodio di violenza inaccettabile, che richiede accertamenti immediati e trasparenti. Nessuna ragione può giustificare il ricorso a metodi brutali, ancor meno in una struttura dello Stato che deve occuparsi della loro custodia.» Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, segretaria della commissione Giustizia.
«I CPR continuano a essere luoghi opachi, sottratti al controllo pubblico e istituzionale, dove troppo spesso si verificano episodi di sofferenza e violazione dei diritti fondamentali. Il Cpr di Gradisca – evidenzia la deputata – è un luogo fatiscente e già in parte inutilizzabile per le condizioni dell’edificio. Il Ministro Piantedosi venga immediatamente in Parlamento a riferire, chiarisca se sono state avviate indagini interne, chi ha autorizzato l’intervento delle forze dell’ordine in quelle modalità, e che tipo di tutela sia stata assicurata alla persona coinvolta. Il diritto non si sospende nei CPR – conclude Di Biase - e lo Stato deve rispondere del modo in cui tratta chi si trova sotto la sua custodia.»

 

18/06/2025 - 12:22

Domani alla Camera ore 11 conferenza stampa del Pd_

Si terrà domani giovedì 19 giugno alle ore 11 presso la sala Berlinguer della Camera dei Deputati la conferenza stampa del Pd sul ‘caro centro estivi’.

Interverranno:

Anna Ascani, vicepresidente della Camera dei Deputati;
Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera;
Michela Di Biase, capogruppo Pd nella commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza;
Marco Furfaro, responsabile nazionale welfare Pd.

Per l’ingresso alla Sala Berlinguer da Via degli Uffici del Vicario 21 è necessario inviare un accredito all’indirizzo:
pd.ufficiostampa@camera.it

 

11/06/2025 - 18:45

"Le donne non hanno bisogno di ghetti rosa, ma di libertà e giustizia ovunque"

"Apprendo con preoccupazione dell’avvio del progetto 'Bosco Rosso', promosso dalla Regione Lazio e presentato come uno strumento per la sicurezza delle donne. Dietro l’apparente intento protettivo, non vorrei si celasse però una visione distorta e regressiva della libertà femminile. Creare parchi “protetti” per le donne significa forse accettare che il resto del territorio sia, e resti, insicuro e pericoloso? Le donne non hanno bisogno di recinti sicuri, ma di vivere libere e sicure ovunque: in ogni strada, in ogni parco, a ogni ora del giorno e della notte". Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase, segretaria della commissione Giustizia.

 

 

04/06/2025 - 11:58

“Le parole pronunciate dal senatore di Fdi, Giovanni Berrino durante il dibattito sul cosiddetto decreto Sicurezza sono semplicemente inaccettabili. Affermare che “le donne che fanno figli per poter rubare non sono degne di farli” non è solo una grave caduta di stile: è l’espressione brutale di una visione disumana, che calpesta i diritti, la dignità e la complessità delle vite reali di tante donne, bambine e bambini coinvolti”, dichiara Michela Di Biase, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza.
“Berrino si esprime con superficialità su un tema delicatissimo che evidentemente non conosce, e dimostra così l’incapacità di Fratelli d’Italia di superare la propaganda per assumersi fino in fondo la responsabilità che richiede il legiferare per tutti gli italiani. Il rispetto per l’infanzia, la tutela del legame madre-figlio e il diritto alla genitorialità non possono essere sacrificati sull’altare del cinismo ideologico”, prosegue Di Biase.
“Come abbiamo già fortemente criticato anche alla Camera, il decreto conferma la linea repressiva del governo: introduce margini discrezionali per negare o interrompere il rinvio della pena per le detenute madri e incinte, utilizza criteri vaghi per il loro trasferimento in carcere e, con gravità inaudita, prevede la possibilità di sottrarre i bambini alle madri per mere e generiche “ragioni di ordine”. È un vero rovesciamento dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali”.
“Il decreto, inoltre, conferma che bambini innocenti continueranno a vivere reclusi. Gli Icam sono carceri a tutti gli effetti, solo con colori più tenui: ma restano luoghi inadatti all’infanzia, che negano la socialità, il contatto con i coetanei, la possibilità di crescere liberi. Dietro la retorica della sicurezza si nasconde una politica punitiva che colpisce i più vulnerabili. È il momento della responsabilità. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha il dovere morale e istituzionale di prendere le distanze da queste parole vergognose, pronunciate da un esponente del suo partito, e di chiedere scusa. Da madre e da Premier”, conclude Di Biase.

30/05/2025 - 18:04

“Accogliamo con attenzione la disponibilità della presidente Meloni a lavorare insieme sul disagio giovanile e sulla prevenzione della violenza, in risposta all’invito lanciato dalla segretaria Elly Schlein. È un tema che il Partito Democratico segue con grande serietà, e che come componenti della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza riteniamo centrale. Ma ora servono atti concreti: non bastano le parole, è il momento di aprire un confronto parlamentare vero, strutturato e operativo”.
Lo dichiara la capogruppo del Partito Democratico nella Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Michela Di Biase.
“Già da tempo – prosegue Di Biase – abbiamo depositato proposte per rafforzare l’educazione affettiva nelle scuole, sostenere psicologicamente le ragazze e i ragazzi più fragili, e promuovere una cultura del rispetto. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma è necessario che il Governo e la maggioranza abbandonino ogni approccio emergenziale e scelgano finalmente di lavorare in modo condiviso, nelle sedi istituzionali e con il massimo rispetto del ruolo del Parlamento”.
“Il disagio giovanile e la violenza di genere – conclude – sono ferite profonde del nostro tempo. Davvero troppo grandi per essere trattate con superficialità o logiche di parte. Il Parlamento può e deve essere il luogo dove si costruiscono risposte durature. Il Partito Democratico è pronto chiediamo alla presidente della commissione infanzia e adolescenza di aprire subito la discussione in commissione”.

28/05/2025 - 18:17

"Oggi Brescia ricorda uno dei momenti più bui della nostra Repubblica: la strage di Piazza della Loggia. Un attentato durante una manifestazione antifascista, otto vittime, decine di feriti, un colpo inferto alla democrazia da chi voleva instillare la paura e sovvertire l’ordine democratico. Pochi giorni fa ho promosso alla Camera dei Deputati un confronto con Manlio Milani, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime e della Casa della Memoria. Da quel 28 maggio 1974, Milani porta avanti un lavoro instancabile di ricerca della verità, di costruzione della memoria collettiva, di difesa dei valori democratici. Le sue parole ci richiamano a una responsabilità profonda: 'La strage è la totale disumanizzazione delle persone. Si usano le vittime come oggetti per trasmettere un messaggio di paura, nascondendo l’obiettivo finale: il sovvertimento dell’ordine democratico.' Essere davvero dalla parte delle vittime significa non fermarsi al ricordo, ma agire: vigilare sulla coerenza democratica, aprire gli archivi, rifiutare ogni forma di delega passiva alla magistratura o alla storia ufficiale. La memoria non è solo un esercizio del passato. È un impegno quotidiano per il presente e per il futuro. È un dovere civile e politico." Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.

Pagine