"Oggi saremo in piazza per dire no al ddl Bongiorno, un testo che rischia di peggiorare la legge esistente e di riportare indietro di trent’anni le conquiste delle donne nel nostro Paese”. Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase. “Nel giorno in cui ricordiamo l’anniversario della legge che ha finalmente riconosciuto la violenza sessuale come reato contro la persona, non possiamo accettare passi indietro. La battaglia di allora fu chiara: affermare la centralità della libertà e dell’autodeterminazione delle donne. Oggi quella centralità va rafforzata, non indebolita” aggiunge la deputata.
“Chiediamo alla presidente del Consiglio Meloni di tornare sui suoi passi e di introdurre nell’ordinamento il principio del consenso libero e attuale, quel testo su cui avevamo trovato un accordo alla Camera. Senza consenso è violenza. È questo il punto fermo che deve guidare ogni riforma, senza ambiguità e senza arretramenti” conclude Di Biase, che sulla proposta è stata relatrice a Montecitorio.
"L’assoluzione di Francesco D’Ausilio con formula piena, perché il fatto non sussiste, è una notizia che rende giustizia e verità a distanza di anni. In tutti gli incarichi pubblici che ha ricoperto, Francesco ha sempre agito con rettitudine e senso delle istituzioni. Lo sa bene chi ha lavorato con lui, io sono sempre stata orgogliosa di averlo avuto come capogruppo in Assemblea Capitolina. Oggi una decisione che ristabilisce la piena verità, ma è anche la vittoria di un amico". Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase commentando la sentenza di assoluzione.
“I numeri dicono una cosa chiarissima: l’Italia resta indietro rispetto all’Europa e il gender gap nel lavoro continua a pesare come un macigno sulle donne. Il divario di genere nell’occupazione nel nostro Paese è quasi doppio rispetto alla media UE: 19,4% contro 10%. E dopo la nascita di un figlio quasi 7 dimissioni su 10 sono femminili. Non è un’emergenza episodica: è un problema strutturale, che il governo continua a non affrontare con interventi all’altezza”.
Lo dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico, commentando il rapporto "Tra nidi, part-time e vertici: perché la parità sul lavoro è ancora un miraggio?" della Rome Business School.
“Non bastano misure spot: serve una strategia, subito. A partire da un punto decisivo: il congedo paritario, perché la genitorialità non può essere una penalizzazione per una sola parte. Bisogna mettere in campo ogni strumento possibile per sostenere la continuità delle carriere femminili, ridurre il ricorso al part-time involontario, contrastare l’uscita dal lavoro dopo un figlio e chiudere il divario che ci separa dall’Europa”.
“Abbiamo già indicato la strada con due proposte di legge per sostenere il carico di lavoro femminile e aiutare concretamente le famiglie – aggiunge la deputata, prima firmataria delle proposte -: tra le misure, un bonus annuale per contribuire al costo dei centri estivi, che oggi è una delle voci più pesanti per chi lavora e ha figli. Oggi è la Giornata delle ragazze nella scienza e da tre anni è ferma una mia proposta di legge per incentivare lo studio femminile delle materie STEM, che significa aprire alle ragazze opportunità reali, perché le competenze STEM garantiscono condizioni migliori di occupazione, salari e possibilità di carriera”.
“Se davvero si vuole ridurre il gender gap – conclude – bisogna smettere di raccontare l’aumento dell’occupazione femminile come un successo sufficiente. Il punto è trattenere le donne nel lavoro e farle crescere professionalmente. Il governo esca dall’inerzia: servono interventi strutturali, e servono adesso.”
«Le parole di Galeazzo Bignami sono gravi e inaccettabili. Attaccare la Corte di Cassazione e metterne in discussione la legittimità significa colpire un organo di garanzia fondamentale dello Stato e minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Lo dichiara la deputata del Partito democratico Michela Di Biase.
«È questo il vero volto della maggioranza – prosegue –: delegittimare la magistratura ogni volta che non si piega alle esigenze politiche del momento. Un atteggiamento pericoloso, che rappresenta un attacco diretto alla Costituzione e all’equilibrio tra i poteri».
«Sul terreno delicato del referendum – conclude Di Biase – la Cassazione ha riconosciuto legittima l'istanza di chi ha fatto ricorso e avviato una raccolta firme nel Paese, non sono accettabili strumentalizzazioni. Questo clima non può e non deve essere normalizzato».
«Quella del ministro Piantedosi non è stata un’informativa sui fatti di Torino, ma una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi, usata con un solo obiettivo: giustificare le misure liberticide che il Governo intende inserire nel nuovo decreto sicurezza». Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.
«Le parole del ministro sono preoccupanti perché alimentano un clima di odio nel Paese e finiscono per mettere a rischio, in prima istanza, proprio le forze dell’ordine», prosegue Di Biase.
«Non si può confondere chi manifestava pacificamente con chi ha aggredito gli agenti di polizia. Ed è ancora più inaccettabile usare episodi di violenza per legittimare scelte gravi e sbagliate, come quelle ribadite oggi in Aula, a partire dall’introduzione del fermo preventivo».
“Si tratta di una grande occasione persa, che farà compiere un grave passo indietro al nostro ordinamento”, dichiara Michela Di Biase (PD), relatrice del testo approvato all’unanimità a Montecitorio. “La Presidente della Commissione Giustizia del Senato, senatrice Giulia Bongiorno, ha presentato e anche votato — aspetto questo che non può passare inosservato — un emendamento che compromette totalmente la proposta di legge sul consenso, già approvata all’unanimità alla Camera e che, recependo la Convenzione di Istanbul, avrebbe rappresentato un salto in avanti per la legislazione italiana, adeguandola a quella di numerosi altri Paesi che lo hanno già fatto”.
“Il testo dell’emendamento è stato scritto da una donna ma dettato dal patriarcato”, aggiunge Di Biase, “lo giudico retrogrado e pericoloso, perché si allontana dal solco tracciato dalle sentenze della Corte di Cassazione, che riconoscono il consenso come elemento centrale. Con questo emendamento, il consenso scompare dall’ordinamento, rappresentando un arretramento inaccettabile per la tutela delle donne”.
“La proposta della senatrice Bongiorno è retrograda e pericolosa. Non solo annulla il lavoro fatto con impegno alla Camera, ma rappresenta un passo indietro rispetto all’inserimento nel nostro ordinamento del consenso libero e attuale, in linea con la Convenzione di Istanbul e con quanto già fatto da molti Paesi europei e già oggi riconosciuto dalle sentenze della Corte di Cassazione. Introdurre il concetto di dissenso peggiora la tutela prevista dal nostro ordinamento, indebolendo la protezione delle donne vittime di violenza. Sul piano politico, non possiamo non sottolineare che Bongiorno tradisce un impegno unanimemente preso da tutte le forze presenti in parlamento. Con quale faccia la maggioranza può accettare un testo che arretra gli impegni presi a tutela delle vittime? Inoltre, spiace che un testo così retrogrado arrivi proprio da chi ha professionalmente trattato questi temi.”. Così dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico e relatrice del provvedimento alla Camera che conclude dicendo “È evidente che non siamo davanti ad un aggiustamento tecnico ma a una cinica scelta politica”.
“Esprimo la mia piena vicinanza al sindaco Aurelio Lo Fazio e all’amministrazione comunale di Anzio per il grave atto intimidatorio che ha portato al danneggiamento del campo sportivo Falasche, proprio dopo la conclusione dei lavori di messa in sicurezza”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“La struttura oggetto dei danneggiamenti – sottolinea Di Biase – era stata al centro dello scioglimento del Comune per condizionamenti della criminalità organizzata ed è richiamata nella relazione della Commissione d’accesso. Proprio la Commissione prefettizia aveva avviato l’iter per l’allontanamento degli occupanti abusivi e per il ripristino della piena legalità nella gestione dell’impianto e l'attuale amministrazione era in procinto di pubblicare un bando pubblico per la gestione, ripristinando i principi di trasparenza”.“Sto depositando un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi per fare piena luce sui fatti. È evidente – conclude – che l’azione di recupero della legalità e di restituzione dei beni pubblici alla collettività incontri resistenze e tentativi di intimidazione, che vanno respinti con fermezza e pieno sostegno”.
"Esprimo la mia piena solidarietà alla CGIL di Roma e Lazio e alla Camera del Lavoro di Civitavecchia Roma Nord Viterbo per il gravissimo atto intimidatorio avvenuto nella sede di Primavalle. Cinque colpi di arma da fuoco contro un sindacato rappresentano un fatto inquietante e inaccettabile, che colpisce non solo una organizzazione dei lavoratori ma i principi stessi della democrazia e della libertà di rappresentanza".
Lo dichiara la deputata del Pd Michela Di Biase, che aggiunge: "È indispensabile che venga fatta piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano individuati al più presto. Di fronte a episodi di violenza e intimidazione non possono esserci ambiguità: le istituzioni devono reagire con fermezza e unità, a tutela dei diritti, del lavoro e della convivenza democratica".
“L’abolizione della legge Fornero era uno dei cavalli di battaglia di Salvini e Meloni. Oggi, quelle promesse affondano definitivamente nella legge di bilancio in discussione al Senato. Con un emendamento dell’ultimo minuto, il Governo cancella Opzione Donna e Quota 103, allunga fino a sei mesi i tempi per l’accesso alla pensione e interviene in modo penalizzante sul riscatto della laurea ai fini pensionistici”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, sottolineando che “nel tempo di una notte, senza confronto e senza trasparenza, l’esecutivo scarica su lavoratrici e lavoratori il prezzo delle proprie inefficienze, smentendo clamorosamente gli impegni assunti davanti al Paese”.
“È l’ennesima dimostrazione – conclude Di Biase – di un Governo incapace di mantenere le promesse fatte agli italiani, che utilizza la legge di bilancio per smantellare diritti delle giovani generazioni e dei lavoratori ”.
“L’indagine conoscitiva sulle fragilità emotive e psicologiche dei minori, che avevamo richiesto come gruppo del Partito Democratico, ha ottenuto oggi il via libera unanime della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Un risultato di cui siamo soddisfatte: il percorso che ha portato al documento finale ha raccolto il contributo dei maggiori esperti italiani, delineando un quadro completo delle difficoltà che vivono bambini, adolescenti e giovani. Siamo partiti dai dati del Bambino Gesù relativi al periodo post-Covid, approfondendo poi la situazione attuale e le nuove criticità emerse. Il documento conclusivo dovrà ora tradursi in un impulso concreto per potenziare gli strumenti di prevenzione e la presa in carico dei minori più fragili. Ringrazio la vice presidente, nonché relatrice dell'indagine conoscitiva, Simona Malpezzi che ha condotto un grande lavoro di sintesi. È una delle sfide più rilevanti che abbiamo davanti: la politica ha il dovere di superare le divisioni e lavorare insieme per rafforzare sostegno e cura dei più giovani”. Lo dichiara Michela Di Biase, capogruppo Pd in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza
«La destra sta bocciando molti emendamenti dell’opposizione senza spiegare le ragioni. Si sta costruendo un tabù che nelle scuole non è mai esistito. Parliamo di programmi educativi già attivi e sostenuti da OMS, UNESCO e UNICEF, che tutte le agenzie internazionali raccomandano, così come il coinvolgimento delle ASL. Quando si parla di violenza, l’educazione è fondamentale. Non possiamo intervenire solo dopo che le donne sono già state offese o uccise. Serve costruire una cultura del rispetto, e questo si fa attraverso istruzione, formazione e conoscenza, anche grazie ai medici e ai professionisti. La verità è che il Governo dice una cosa in televisione e ne fa un’altra in Parlamento. I conti non tornano, e i cittadini se ne stanno accorgendo.» così in aula alla camera la deputata democratica, Michela Di Biase che conclude: “per la destra la prevenzione non serve, ma bloccare educazione significa intervenire quando ormai è troppo tardi”.
“L’iniziativa di Forza Nuova a Roma, con il lancio di ronde mascherate da ‘passeggiate per la sicurezza’, è profondamente allarmante. Non cambia la sostanza il fatto che scelgano un nome più innocuo: si tratta comunque di gruppi che pretendono di sostituirsi a chi, per Costituzione e per legge, è preposto al mantenimento dell’ordine pubblico. Un messaggio grave, che scavalca l’organizzazione statale e alimenta l’idea pericolosa che la sicurezza possa essere delegata a formazioni estremiste e non allo Stato”. Lo dichiara la deputata romana del Partito Democratico Michela Di Biase, che aggiunge: “In un quartiere come Tor Pignattara o Tor Tre Teste – dove Forza Nuova sta organizzando le ronde - servono più istituzioni, più presenza dello Stato, non iniziative che strizzano l’occhio a una cultura apertamente in contrasto con i valori costituzionali. Le autorità competenti valutino ogni misura necessaria a evitare derive improprie”.
“Le dichiarazioni di Matteo Salvini sono raccapriccianti. Sostenere che le donne denuncino gli uomini “per vendette personali” significa distorcere completamente la realtà. Richiamare lo spettro di false accuse come se fosse un’emergenza nazionale è una rete a strascico delle fake news che circolano online: un repertorio ben noto dei gruppi anti-femministi che, da anni, provano a delegittimare le vittime e a minimizzare il problema della violenza sessuale.
Ed è grave che un rappresentante delle istituzioni riprenda tesi così infondate, dando loro dignità politica. Peraltro Salvini dimentica – o si finge di dimenticare – che stiamo parlando di violenza sessuale, e di una norma pensata per tutelare le vittime. Questo è il tema centrale: tutto il resto sono contorni impregnati di pregiudizi sessisti.
È grave che un ministro della Repubblica ignori, o faccia finta di ignorare, i dati ISTAT, secondo cui in Italia il problema è l’enorme numero di donne che subiscono violenze e non denunciano. Esiste un sommerso vastissimo, non un abuso delle denunce. Il problema è quindi l’esatto opposto di quanto sostenuto da Salvini.
Le sue dichiarazioni dimostrano un pregiudizio sessista e profondamente inquietante. Appaiono utili soltanto a collocarsi all’interno degli equilibri della maggioranza e a ridimensionare la leadership di Meloni nel post-regionali, piuttosto che a prendere sul serio un tema che riguarda la sicurezza e la dignità delle donne” così la deputata democratica, Michela Di Biase, relatrice del provvedimento sul consenso alla Camera.