Foti faceva lezioni al Pd su coperture legge Schlein, si vergoni e si scusi pubblicamente
“Il parere contrario delle Regioni al dl liste d’attesa è una sonora bocciatura di cui Palazzo Chigi non può far finta di niente. Meloni e Schillaci sono stati sfiduciati anche dai loro presidenti di regione perché il decreto non risolve i problemi della sanità e non ha adeguate coperture finanziarie” così il capogruppo democratico nella commissione Affari sociali della Camera e responsabile welfare del Pd, Marco Furfaro. “Il decreto aveva solo finalità elettorali – aggiunge il dem - ed è stato presentato unicamente per cercare di coprire in modo goffo la legge Schlein che rappresentava una risposta determinata e concreta alla richiesta di un SSN efficiente, universale e accessibile, al fine di salvaguardare il diritto alla salute di tutti i cittadini. Il capogruppo di Fdi, Foti, che faceva la lezioncina al Pd sulle coperture economiche della legge Schlein dovrebbe scusarsi pubblicamente e vergognarsi davanti a questa sonora bocciatura”.
“L’assegno unico universale è uno strumento indispensabile per tantissimi genitori ma ci sono delle zone d’ombra che vanno sanate il prima possibile. Sono moltissimi i centri antiviolenza, CAF e i patronati che segnalano difficoltà enormi ad accedere all’assegno unico universale da parte delle donne vittime di violenza che, nella fase di allontanamento dal coniuge o convivente violento (pur mantenendo formalmente la medesima residenza), trovando rifugio e ospitalità nei centri antiviolenza e nelle case famiglia, in condizioni di segretezza e a tutela della propria incolumità e di quella dei bambini. Queste donne non riescono ad ottenere una ripartizione parziale o totale dell’assegno unico universale perché la loro istanza risulta già inserita e quindi evasa da INPS all’altro genitore. Sono situazioni difficili e complicate in cui troppo spesso però il genitore autore della violenza continua a percepire, a volte anche integralmente, l’assegno unico universale, anche in presenza di ordinanze cautelari di divieto di avvicinamento alla donna, vittima di violenza, che si occupa dei figli. La burocrazia, l’interpretazione disomogenea delle norme e la mancanza di dialogo tra pubbliche amministrazioni non solo stanno negando tutela e protezione alle vittime di violenza di genere ma stanno di fatto negando un diritto sacrosanto. Per questi motivi ho presentato un’interrogazione alla ministra del lavoro Calderone affinchè il governo intervenga immediatamente per sanare questa ingiustizia perché non è possibile che donne vittime di violenza di genere, che alloggiano presso case rifugio e centri antiviolenza, non riescano ad accedere ad un dispositivo essenziale per combattere il ricatto psicologico e accelerare quindi il pieno percorso di recupero di autonomia”. Lo afferma Marco Furfaro, capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“In questi giorni il ministro Schillaci ha pubblicato un decreto che include il cannabidiolo, CBD, uno dei principi attivi della cannabis, tra i farmaci sotto stretto controllo perché stupefacenti. Il cannabidiolo è un principio attivo non incluso nelle Convenzioni Onu sulle sostanze narcotiche e psicotrope. A parte l’approccio antiscientifico a cui ormai ci sta abituando questo governo e il disinteresse per le esperienze virtuose di altri paesi nel mondo la cosa che fa rabbrividire è il totale menefreghismo per i tantissimi pazienti che usano il CBD come terapia per molti disturbi e malattie. La giustificazione del Ministro, per il decreto in questione, sarebbe l’aver ricevuto una nuova istruttoria da parte dell’Istituto superiore di sanità e dal Consiglio superiore di sanità che aggiornerebbe le informazioni ritenute necessarie per la decisione. Ovviamente di tali informazioni non troviamo traccia. L'obiettivo vero di questo governo è chiaro e semplice: disintegrare il settore della cannabis light. Un settore articolato e in crescita formato da migliaia di realtà imprenditoriali e che impiega migliaia di persone. È davvero vergognoso e inaccettabile, daremo battaglia in parlamento per impedire a Giorgia Meloni, al ministro Schillaci e al loro codazzo di novax di riportarci indietro nel tempo”. Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
"Abbiamo depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro della Salute chiedendo conto della grave situazione in cui versa la situazione sanitaria nella Media Valle del Tevere in Umbria. I cittadini, che si sono giustamente organizzati in un comitato che denuncia lo stato impietoso del servizio sanitario locale, affrontano tempi di attesa interminabili per esami e visite specialistiche, costringendoli così spesso a rivolgersi alla sanità privata o addirittura a rinunciare alle cure. L'Ospedale di Pantalla, che dovrebbe servire la zona e che è già stato ridimensionato in passato, è stato ulteriormente depauperato: il punto nascita e il centro per la procreazione assistita sono stati chiusi, così come diversi reparti essenziali. Nonostante le promesse di integrazione con l’Azienda Ospedaliera di Perugia, nulla è stato fatto per migliorare la situazione. Chiediamo quindi al Ministro di intervenire urgentemente con iniziative di competenza sull'Ospedale di Pantalla al fine di incentivare l’elevazione agli standard di un Ospedale DEA I livello, garantendo così l'attivazione di specialità medico-chirurgiche essenziali. Inoltre, è necessario attuare l'integrazione con l’Azienda Ospedaliera di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia per assicurare una sanità efficiente e di qualità. Non possiamo più tollerare che la salute dei cittadini venga sacrificata. È tempo di agire". Così Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche e capogruppo in commissione Affari sociali del Partito Democratico, e Anna Ascani, vicepresidente della Camera.
“La sanità pubblica è al collasso, anche la Corte dei conti dice che servono investimenti non più rinviabili, per questo è una vergogna che il governo Meloni abbia bocciato la legge Schlein che investiva risorse nella sanità e sbloccava le assunzioni. Preferiscono e favoriscono la sanità privata e lo hanno dimostrato ancora una volta”. Così il capogruppo democratico nella commissione Affari sociali della Camera, Marco Furfaro.
ratelli d’Italia si trincera dietro motivazioni burocratiche ma la verità è che lo stop definitivo alla legge Schlein è una vera e propria vendetta politica dopo il flop elettorale alle amministrative. Ma non sarà così che fermeranno l'opposizione. Vivono fuori dal mondo e non hanno idea dell'urgenza di aiutare la sanità pubblica" così il capogruppo democratico nella commissione affari sociali della camera, Marco Furfaro.
Furfaro: oggi restituiamo il diritto alla salute a decine di migliaia di persone
“La Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge del Partito democratico, a prima firma Marco Furfaro, che riconosce il diritto all'assistenza sanitaria per le persone senza dimora, anche se non hanno la residenza anagrafica in Italia o all'estero. Attualmente, chi non è iscritto all'anagrafe comunale perde il diritto all'assistenza sanitaria, tranne per le emergenze al pronto soccorso. Stiamo parlando di padri di famiglia che si separano e finiscono a dormire in macchina, donne vittime di violenza che scappano di casa e vanno a vivere da amici, persone che perdono il lavoro e finiscono in strada e non hanno un tetto sopra la testa. Persone che per vari motivi perdono la possibilità di avere una dimora propria e che purtroppo perdono conseguentemente anche la residenza. E questo comporta il venire meno di un pieno accesso al diritto alle cure perché senza residenza non si può accedere al medico di base (e ai Sert, a un consultorio, a un centro di salute mentale). Con la legge Furfaro viene colmata questa grave lacuna che impedisce ai senza dimora l’accesso alle cure. La nuova legge è in linea con i principi degli articoli 3 (uguaglianza) e 32 (diritto alla salute) della Costituzione, e con la legge che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale nel 1978, secondo cui l'assistenza sanitaria deve essere garantita a tutti, senza distinzione di condizioni individuali o sociali. La nuova legge sarà sperimentata per due anni (2025-2026) in 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) con un budget di 2 milioni di euro, coprendo oltre il 60% delle persone senza dimora presenti nel nostro paese. Per il capogruppo democratico nella Commissione Affari sociali della Camera e responsabile welfare del Pd, Marco Furfaro, “questa legge non solo restituisce il pieno diritto alle cure a decine di migliaia di persone, ma finalmente sapranno che lo Stato non le ha abbandonate. E che uscire da una condizione di fragilità è possibile. Sono felice. Perché oggi la politica riesce a dare di sé l’immagine più bella, quella che cambia la vita delle persone. In meglio”.
“La bella vittoria del centrosinistra ai ballottaggi dimostra che il campo progressista si sta nettamente rafforzando e rappresenta un’alternativa concreta alla destra. Il Partito Democratico sta diventando sempre più forte e determinante. Mi preme sottolineare un dato simbolico, quello della Toscana: il Partito Democratico torna ad essere il primo partito in regione. Sotto l’azione della nostra segretaria Elly Schlein e in sinergia con una affiatata squadra regionale guidata da Emiliano Fossi, il Partito Democratico è tornato ad essere non solo competitivo, ma ad avere un’anima, a ritrovare un popolo nelle piazze, a gioire ed appassionarsi nel fare politica. E ad avere rapporti con gli alleati basati sulla politica che cambia la vita della gente. Dal M5S ad Avs, dai civici ai moderati, dove abbiamo costruito un progetto per le città senza pensare alle poltrone ma alle persone, abbiamo vinto o ci siamo andati vicini. Non solo. Abbiamo eletto due prime cittadine per la prima volta nella storia delle città di Prato e Firenze. Abbiamo invertito un trend che dava la destra in netta ascesa. Stiamo costruendo coalizioni vincenti, aperte e plurali che partono dai territori mettendo al centro unità, candidati competitivi e programmi radicali e credibili. È iniziata una storia nuova e adesso inizieremo a scriverla, per l’Italia e per la Toscana”. Così in una nota il deputato toscano Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche del Pd in segreteria nazionale, commenta i ballottaggi.
"Nel contesto surreale in cui ci muoviamo capita addirittura di dover fronteggiare una querela contro chi fa notare la pura e semplice realtà. Lì dove questa destra ha vinto le elezioni lo ha fatto sempre con la complicità di ambienti estremisti e neofascisti. Gli episodi di questi giorni alla Camera, con l'aggressione in aula, e l'agguato di ieri a Roma ai danni di ragazzini del sindacato studentesco da parte di soggetti vicini a CasaPound dimostrano lo stato di legittimazione e impunità che sentono di avere i neofascisti con la destra al governo del Paese. Il candidato Schmidt può dichiararsi antifascista a chiacchiere e non provare ribrezzo per i suoi candidati con simpatie fasciste o per i partiti che lo sostengono e che inneggiano alla X mas. Noi invece proviamo sdegno e vergogna e lo diciamo forte e chiaro: con questa destra vincono i neofascisti e per questo tutta la mia solidarietà va ad Andrea Giorgio che ha semplicemente detto la verità alle cittadine e ai cittadini di Firenze". Così in una nota Marco Furfaro, deputato e responsabile iniziative politiche della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Nel nostro Paese la sanità pubblica sta soffrendo ritardi, attese interminabili, mancanza di personale negli ospedali. Questi sono dati inequivocabili. La Legge Schlein si propone di risolvere il problema delle risorse per il Ssn e arrivare nel 2028 a un finanziamento della sanità pari 7,5% del Pil nazionale. Ora siamo il fanalino di coda in Europa (fonte Gimbe) e parliamo di 810 euro in meno rispetto alla media europea, con un gap complessivo di 47,7 miliardi di euro rispetto agli altri paesi Ue. Oltre 4 milioni di persone ora non riescono più a curarsi per le lunghe attese o perché non possono rivolgersi alla sanità privata. La situazione è drammatica”. Lo dichiara il deputato dem Marco Furfaro intervenendo in Aula di Montercitorio come relatore di minoranza nelle disposizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale.
“Il governo vive fuori dalla realtà e invece di invertire il trend lo aggrava. Il presidente Meloni dice di aver fatto il più grande investimento della storia nella sanità ma sa bene che non è vero perché le risorse stanziate sono sempre troppo poche rispetto al fabbisogno: gli 11 miliardi finanziati in tre anni basteranno solo per il rinnovo dei contratti del personale e il resto sarà eroso dall'inflazione crescente. Con la legge Schlein la sanità non è una spesa ma un investimento. Se però il governo abolisce il redditometro e favorisce l'evasione fiscale, continua con condoni o a favorire la sanità privata con l'ultimo decreto, astratto e senza coperture, allora il Ssn è destinato al collasso” ha concluso Furfaro.
“Da una parte, Giorgia Meloni - la donna sola al comando che governa contro le donne - dentro a un resort a litigare con i capi di Stato e di governo più importanti del mondo, nel tentativo di affossare diritti acquisiti. Dall'altra, centinaia di migliaia di persone, di famiglie, a Roma per ribadire insieme che i diritti sono di tutti o sono un privilegio, che l'unica famiglia possibile è quella felice, che i diritti delle donne non si toccano. Vogliamo un'Italia migliore di quella disegnata da questo governo reazionario e conservatore". Così Marco Furfaro, deputato e responsabile iniziative politiche della segretaria del Partito Democratico, a margine del Pride Roma.
"L'inchiesta di Fanpage andata in onda su La7 a Piazza Pulita è inquietante. Inni al Duce, a Hitler, ai NAR. C'è tutto il peggio della nostra storia. I miti di molti giovani di gioventù nazionale sono i responsabili di eccidi, torture, violenze, omicidi, stragi. Non c'è persona che non abbia visto quel servizio e abbia detto "che schifo". Ma da Giorgia Meloni e dagli esponenti del suo partito solo silenzi incomprensibili. Perché non riescono a dire che quella roba è vergognosa e verrà punita ed espulsa dal partito? Perché non riescono a dire che non hanno niente a che fare con quelle parole di morte e violenza? Perché non riescono a chiarire che non c'è nessuna doppia morale e che non sono democratici di giorno e fascisti di notte? La risposta purtroppo sta proprio nell'inchiesta: quei giovani sono indottrinati, portati da adulti sulla strada dell'ideologia fascista. Con la solita codardia, tipica: gli viene detto di non parlarne con i giornalisti, di non fare foto e video mentre si inneggia al fascismo. Il silenzio di Giorgia Meloni allora diventa chiaro, lampante, illuminante". Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del PD, in una nota commenta l'inchiesta di Fanpage su Gioventù Nazionale.
"Inneggiare alla X Mas è un gestaccio? è peggio cantare Bella Ciao". Non sono le parole di un ubriaco, ma le vergognose dichiarazioni di Andrea Crippa, vice segretario della Lega. Caro Crippa, ti rinfresco la memoria. Oggi sai che giorno è? è il 13 giugno. E sai cosa accadeva il 13 giugno di 80 anni fa nella mia terra? A Forno, frazione di Massa, in Toscana? Rastrellamenti, torture, furono uccise 68 persone, quasi tutti civili, anche una donna e un bambino. Tra le vittime del massacro vi era anche il comandante dei Carabinieri Ciro Siciliano, che invano aveva cercato di salvare i civili. Cinquantuno civili furono poi mandati nei campi di concentramento in Germania. E sai chi ammazzarono senza pietà quelle donne, quei bambini, quelle vittime innocenti? I nazisti e i loro lacché: i fascisti della X Mas. Non chi cantava bella ciao ma quelli che piacciono a te, a Salvini, a Vannacci, tradirono l'Italia e ammazzarono senza pietà. Questa è la nostra storia. E non permetteremo a nessuno di infangarla, tanto meno a questi fascisti di ritorno. Fattene una ragione, Crippa. E sempre bella, ciao. Viva l'Italia Antifascista". Così Marco Furfaro, deputato e segreteria nazionale PD, risponde alle parole di Crippa, vice segretario della Lega, in un video postato dai canali social del partito.
"Una forzatura politica: la Commissione Affari Sociali ha bocciato il mandato a me, che sono il relatore della legge Schlein, di riferire in aula. La verità è che vogliono affossare la legge Schlein, che destina più risorse alla sanità pubblica per raggiungere la media europea del 7,5% della spesa del PIL per la sanità e sbloccare le assunzioni. La maggioranza teme una legge che affronta realmente le criticità del sistema sanitario e mette in imbarazzo il governo, che ha presentato al parlamento un decreto privo di risorse finanziarie. Pochi giorni fa ci avevano chiesto di ritirare la legge, oggi tentano di affossarla. Nonostante l'appello di tutti i capigruppo di opposizione (Quartini, Bonetti, Zanella), che ringrazio, a non fare ulteriori forzature regolamentari inutili sulla pelle della gente che non ha accesso alle cure. Per questo daremo battaglia in aula”.
Così in una nota il deputato democratico, Capogruppo in Commissione Affari Sociali della Camera e responsabile iniziative politiche del PD, Marco Furfaro che aggiunge: “Dalle regioni agli operatori sanitari, tutti concordano che senza ulteriori finanziamenti la sanità pubblica è destinata a morire. Se il governo affossa la Legge Schlein in aula, è chiaro che vuole un'Italia in cui ci si curi con la carta di credito dal privato".
Il responsabile d’aula del partito democratico, il deputato Federico Fornaro, ha contestato in aula la ricostruzione di quanto accaduto ieri alla Camera così come riportato nel processo verbale letto all’inizio di seduta e nel resoconto della Camera. “Ieri - ha detto Fornaro - non ci sono stati ‘disordini in aula’ (così come riportato nel processo verbale) ma una chiara aggressione politica”.