“Ancora una volta, la destra al governo ha scelto di voltare le spalle alla Sicilia più fragile: quella delle aree interne e montane, delle comunità che resistono allo spopolamento, alla mancanza di servizi, all’abbandono istituzionale. Tutti i miei emendamenti alla legge sulla montagna – mirati a rilanciare i piccoli comuni della nostra regione, con particolare attenzione alla provincia di Enna e Messina – sono stati bocciati in blocco. Una scelta ideologica e miope, che condanna al declino interi territori già messi in ginocchio”: è quanto dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino, commentando l’esito del dibattito parlamentare sul Disegno di Legge Montagna in discussione a Montecitorio.
“Le mie proposte puntavano su misure concrete e immediate: l’istituzione di Zone Franche Montane per i comuni fino a 10.000 abitanti, con esenzioni fiscali e contributive per residenti e imprese; il mantenimento dei presidi sanitari e scolastici nei centri più piccoli; interventi strutturali per il contrasto alla siccità e agli incendi; il ripristino delle Camere di Commercio locali per rafforzare la presenza istituzionale e il sostegno al tessuto produttivo. Si trattava di misure di buon senso, orientate alla crescita, alla coesione e alla giustizia territoriale. Purtroppo abbiamo assistito al solito copione: il Governo Meloni e la maggioranza di destra hanno detto ‘no’ a tutto, dimostrando ancora una volta il totale disinteresse per le aree interne del Sud e in particolare per quelle insulari, che vivono condizioni ancor più complesse a causa della marginalità geografica e dell’assenza di politiche mirate. Comunque non mi arrendo: continuerò a dare voce a questi territori, a chi resiste con dignità e coraggio, e a chi ha diritto a servizi, opportunità e futuro. Perché il rilancio della Sicilia passa anche e soprattutto dalla salvaguardia delle sue aree interne": conclude Maria Stefania Marino.
"Non è più rinviabile il riconoscimento dei comuni montani insulari all'interno dei provvedimenti normativi dello Stato. Si tratta di territori che vivono una duplice condizione di svantaggio: da un lato, la montagna con tutte le sue fragilità e difficoltà; dall’altro, l’insularità, che acuisce l’isolamento e rende più onerosa ogni attività, dalla scuola alla sanità, dal lavoro ai trasporti": è quanto dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino, commentando il suo emendamento al disegno di legge sulla Montagna in discussione a Montecitorio. La proposta prevede che all'interno della classificazione delle zone montane, siano
individuati e distinti ulteriori criteri che definiscono le zone montane costituite dai comuni montani insulari.
"La Costituzione riconosce il diritto delle isole a misure speciali. È ora che questo principio venga finalmente attuato nei fatti, anche attraverso il pieno riconoscimento dei comuni montani insulari nei criteri legislativi. È una battaglia di giustizia territoriale, non solo una correzione tecnica. Mi appello in particolare ai colleghi della maggioranza eletti nelle isole: è tempo di superare le appartenenze politiche per dare risposte concrete a comunità che, troppo spesso, si sentono abbandonate. Una montagna su un’isola resta montagna, ma con sfide ancora più complesse. E lo Stato ha il dovere di riconoscerle e affrontarle": conclude.
“Il centro di chirurgia pediatrica presso l’Ospedale ‘San Vincenzo’ di Taormina è l’ennesimo presidio sanitario che viene chiuso in Sicilia: nonostante sia un riparto di eccellenza dell’isola che collabora da decenni con il Bambin Gesu e nonostante le proteste di famiglie dei bambini malati e della comunità territoriale che non ha soluzioni alternative sul territorio per curare i propri figli”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefani Marino depositando una interrogazione parlamentare sulla vicenda.
“La chiusura sarebbe riconducibile a una carenza di personale medico e a decisioni di riorganizzazione sanitaria regionale non condivise con le comunità locali. E’ emerso infatti che il reparto di Taormina sarà cancellato per fare posto a una cardiochirurgia pediatrica a Palermo. Secondo tale convenzione, stipulata dalla Regione Sicilia con i nuovi appalti, il cardiochirurgo dovrà però essere presente una volta ogni due settimane per due giorni mentre, invece, a Taormina è attualmente presente un’equipe 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Questa decisione si inserisce in un più ampio contesto di progressivo smantellamento di servizi sanitari in Sicilia: si segnalano infatti recenti chiusure o riduzioni di reparti e servizi ospedalieri nei presidi di Sciacca, Nicosia, Barcellona Pozzo di Gotto, Licata e altre località, con gravi ripercussioni sull’accesso alle cure, soprattutto in aree interne e disagiate. Meloni, Schifani e Schillaci sono i responsabili di questo disastro”: conclude.
"E' inammissibile che nell'autostrada Palermo-Catania A19 regni da mesi il caos assoluto dei cantieri che costringe migliaia di cittadini a spostamenti estenuanti solo per fare poche decine di chilometri. Sulla gestione dei lavori di un'infrastruttura strategica per la mobilità della Sicilia, che costituisce l’asse viario principale che collega i due maggiori centri dell’isola e le rispettive aree metropolitane, depositerò una interrogazione a Montecitorio": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
"Da tempo la strada versa in condizioni critiche, caratterizzate da continui cantieri, restringimenti di carreggiata, interruzioni di tratte e lavori eseguiti con estenuante lentezza. I disagi per gli utenti sono rilevanti: si registrano costanti rallentamenti, aumenti dei tempi di percorrenza, problemi per il trasporto delle merci e ricadute economiche pesanti per il turismo e le attività produttive delle aree interne. Manca addirittura un cronoprogramma certo dell'iter e le criticità in fase di progettazione degli interventi sono oggi insostenibili. Il Presidente Schifani, commissario del Governo Meloni per il coordinamento degli interventi sulla A 19 deve rispondere in prima persona di questo disastro e le dimissioni dei due sub commissari certifica palesemente il fallimento del Governatore della Regione. Il ministro Salvini venga a spiegare in Parlamento questa situazione insostenibile invece di sottrarre risorse preziose agli enti territoriali per la sicurezza stradale": conclude Maria Stefania Marino.
“In provincia di Enna i Commissariati di Polizia sono trascurati, sottodimensionati ed in locali non adeguati rispetto alle funzioni che devono espletare: in particolare nei comuni di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia. Il Ministro Piantedosi deve intervenire immediatamente per risolvere queste problematiche anche al fine di contrastare in modo efficace la criminalità e garantire la sicurezza dei cittadini”: è quanto chiede la deputata Pd Maria Stefania Marino in una interrogazione depositata a Montecitorio.
“I commissariati distaccati della Polizia di Stato svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza pubblica in un territorio complesso dal punto di vista orografico, socioeconomico e con una presenza significativa di fenomeni criminali, anche riconducibili alla criminalità organizzata come la provincia di Enna. i cittadini e le amministrazioni locali hanno espresso più volte preoccupazione per l’indebolimento del sistema di sicurezza pubblica (che ha subito anche la recente chiusura del Tribunale di Nicosia) sollecitando interventi urgenti. E’ inammissibile che questo governo di destra parli di sicurezza ogni giorno senza però garantire presidi efficienti ed adeguati sul territorio”: conclude.
“Il governo fa cassa con la sicurezza stradale tagliando ulteriormente le risorse per la manutenzione delle strade in tutto il Paese. Il taglio nazionale è di 385 milioni di euro per gli anni 2025 e 2026, oltre 34 milioni per la sola Sicilia. Si tratta di una riduzione che nelle province di Enna e Messina è pari al 70 per cento delle somme originariamente stanziate”.
Lo dichiara la deputata Pd, Maria Stefania Marino, sul decreto di ripartizione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
“Entrando nel dettaglio delle zone marginali dell’isola - aggiunge - nella provincia di Enna si passa da oltre 2 milioni e 860mila euro a 860mila euro, mentre in provincia di Messina da quasi 9 milioni di euro a 2 milioni e 600mila euro. Si tratta di riduzioni devastanti che andranno sicuramente a incidere sulla viabilità locale già a rischio a causa di una morfologia territoriale impervia e con assi viari da modernizzare. Il governo Meloni - conclude - penalizza ancora una volta i cittadini con la diretta complicità del ministro Salvini”.
“Nonostante Poste Italiane abbia lanciato da tempo il progetto 'Polis - Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale' per potenziare la prossimità dei servizi pubblici nei territori, a Barcellona Pozzo di Gotto circa 10mila cittadini sono costretti da anni ad utilizzare un container come ufficio postale. Si tratta di una situazione insostenibile che penalizza un territorio marginale già mortificato dalla chiusura di altri presidi istituzionali”.
Lo dichiara la deputata Dem, Maria Stefania Marino, depositando un’interrogazione parlamentare sulla vicenda della cittadina in provincia di Messina.
“Quella che inizialmente doveva essere una soluzione temporanea - aggiunge - per ricercare un immobile idoneo da adibire ad ufficio, si è però palesemente rilevata una locazione fissa con gravissime ricadute a danno dei cittadini e utenti che sono costretti a fare la fila, in caso di intemperie con vento e pioggia, all’esterno del container e tra l’altro con grave pregiudizio anche per la tutela della privacy e senza il rispetto degli standard di accessibilità. Senza dimenticare che gli uffici postali non sono soltanto luoghi di scambio di corrispondenza o centri per servizi finanziari, ma rappresentano veri e propri punti di riferimento per le comunità locali, svolgendo un ruolo fondamentale per la coesione sociale, l’inclusione finanziaria e lo sviluppo economico. Per questo motivo - conclude - chiediamo al governo di attivarsi per garantire locali idonei e sicuri utili a conseguire un servizio dignitoso e continuativo per cittadini e lavoratori”.
“Le accuse di Francesco Caronia sui presunti casi di malasanità in Sicilia sono gravissime ed il Ministro Schillaci ha il dovere di intervenire immediatamente per verificare la situazione: al fine di salvaguardare la salute dei cittadini e la professionalità di migliaia di medici e infermieri onesti che ogni giorno si spendono per garantire la qualità dei servizi sanitari”. Lo dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino depositando una interrogazione parlamentare sulla vicenda del medico che negli ultimi anni ha presentato numerosi esposti e denunce alla Procura della Repubblica.
“Le ammissioni di Francesco Caronia, riportate anche recentemente nel corso di trasmissioni trasmesse da emittenti nazionali, sono circostanziate e dettagliate; stanno quindi creando un prevedibile impatto emotivo sulla popolazione ed un enorme dibattito pubblico sull'efficienza e la sicurezza del sistema sanitario regionale su cui va fatta chiarezza immediatamente. Chiediamo al Ministro di agire in fretta e spiegare in Parlamento cosa stia accadendo”, conclude Maria Stefania Marino.
"Questa destra è ormai divisa su tutto: se a livello nazionale il potere è stato fino ad oggi un collante eccezionale, a livello locale proposte alternative credibili fanno emergere le evidenti contraddizioni e creare modelli di governo alternativi e vincenti. Questo è successo in provincia di Enna dove il Libero Consorzio torna al centrosinistra": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino sui risultati delle provinciali in Sicilia.
"Con quasi il 60 per cento dei voti, la nostra provincia ha scelto di voltare pagina. Il Partito Democratico si conferma la prima forza politica, con oltre il 32 per cento dei consensi e ben 4 consiglieri eletti su 10. Un risultato che ci riempie di orgoglio, ma soprattutto di responsabilità. Il disastro del Governo Meloni e della Giunta Schifani sono evidenti: i territori marginali sono stati completamente abbandonati. In questi anni nessuna proposta avanzata in Parlamento per la Provincia di Enna è stata approvata: nessun intervento per la crisi idrica e contro il dissesto, stop alle zone franche montane che avrebbero potuto rivitalizzare le attività economiche, tagli alla sanità, presidi ed uffici pubblici chiusi, solo per fare alcuni esempi. Occorre ripartire ed in fretta; la nostra terra è ricca di potenzialità e risorse ancora inespresse", conclude Maria Stefania Marino.
“Il disastro della sanità in Sicilia è purtroppo sotto gli occhi di tutti ma in questa situazione invece di nuovi investimenti arrivano addirittura ulteriori chiusure negli ospedali dell’isola. Nel nosocomio Sant'Agata di Militello in provincia di Messina, e nonostante gli oltre 100mila cittadini del bacino di utenza, oltre alla carenza di medici e infermieri e la mancanza di reparti fondamentali come neonatologia e cardiologia verrà infatti chiusa anche la chirurgia. Su questa vicenda assurda ho presentato una ulteriore interrogazione parlamentare al Ministro Schillaci”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
“Va inoltre aggiunto che a Sant'Agata di Militello mancano le apparecchiature necessarie a salvare la vita delle persone: nel reparto di medicina non è ancora stata infatti attivata la stroke-unit; mentre vengano attivate nuove convenzioni con strutture private come recentemente per il reparto ortopedia. E’ palese come in Sicilia il diritto alla sanità pubblica previsto dalla Costituzione venga continuamente ignorato”: conclude Maria Stefania Marino.
“Reintrodurre nella Pac incentivi specifici per sostenere gli allevamenti di razze equine e asinine che rispettano l’ambiente ed il benessere animale, con particolare attenzione alle specie autoctone”: è quanto chiede la deputata PD in Commissione Agricoltura Maria Stefania Marino in una interrogazione al Ministro Lollobrigida depositata a Montecitorio.
“L’allevamento di razze equine e asinine autoctone, spesso a rischio di estinzione, riveste un'importanza cruciale per la conservazione della biodiversità, la tutela del paesaggio rurale e il mantenimento di tradizioni zootecniche locali. La nuova Pac non prevede incentivi per il settore e questa esclusione rischia di penalizzare un comparto già fragile e di compromettere gli sforzi degli allevatori impegnati nella conservazione delle razze. Chiediamo al governo di agire in ambito comunitario e stanziare comunque risorse statali per valorizzare gli allevamenti, riconoscendone il valore in termini di biodiversità, benessere animale, mantenimento del paesaggio rurale e promozione dell’economia e dell’occupazione territoriale”: conclude Maria Stefania Marino.
"Non entriamo nel merito sulla vicenda del sindaco di Nizza di Sicilia che ha deciso di destituire la vicesindaca ma esprimiamo solidarietà a Nella Foscolo per il metodo in cui si è consumato questo allontanamento. In politica ogni scelta deve essere accompagnata da rispetto e trasparenza ed in questa situazione sembra che entrambe siano mancate. Serviva infatti una motivazione concreta e chiara per giustificare una posizione così drastica ed improvvisa senza la quale è stata palesemente lesa la dignità, la professionalità e le capacità di una donna che si è messa al servizio della collettività": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
"I dazi di Trump metteranno in ginocchio l'economia della Sicilia, che è la seconda Regione del Sud maggiormente esposta rispetto alle misure varate dal Presidente Usa. L'export dell'isola verso gli States è infatti superiore a 1,2 miliardi di euro ed ha registrato aumenti considerevoli negli ultimi anni, in particolar modo nel settore agroalimentare e manifatturiero": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
"Appare evidente che le ripercussioni in termini occupazionali potrebbero essere enormi, aggravate peraltro dalla complessità di territori marginali dove la ricollocazione della forza lavoro subisce limiti evidenti. Il Governo Meloni, palesemente diviso rispetto alle azioni da mettere in campo per salvare le nostre imprese, sta compromettendo la crescita economica della Sicilia": conclude.
"In Sicilia si muore ogni giorno di malasanità causata da dirigenti e manager, mentre il Governatore Schifani non riesce a garantire non solo la qualità delle prestazioni ma addirittura la legalità in un settore chiave della vita dei cittadini. La vendita dei posti letto, che è già costata al primario dell'ospedale 'Piemonte' dell'istituto Bonino Pulejo di Messina un anno di sospensione, è soltanto l'ultimo scandalo di una gestione devastante della destra locale che ha coltivato esclusivamente clientelismo e amichettismo. In questo quadro squallido si registra il silenzio assordante di Giorgia Meloni che in Sicilia si occupa soltanto della gestione del potere commissariando i vertici di Fdi, ma dimenticando proprio di commissariare la sanità regionale che oggi rischia di compromettere la salute pubblica della popolazione": è quanto dichiara la deputata dem Maria Stefania Marino.
“Il problema dei Pfas rappresenta un’emergenza ambientale e sanitaria che non possiamo più permetterci di sottovalutare. Le nostre comunità sono esposte a una minaccia grave e concreta, con conseguenze devastanti sulla salute pubblica e sull’integrità dell’ambiente. È imperativo agire con urgenza e determinazione”. Lo ha detto in Aula alla Camera, la deputata dem Maria Stefania Marino, componente della commissione Agricoltura, annunciando il voto favore alla mozione del Partito Democratico sul problema della contaminazione da composti da perfluoroalchilici.
“La principale preoccupazione – ha proseguito l’esponente Pd - è la loro persistenza nell’ambiente: i Pfas si accumulano nel suolo, nelle acque e negli organismi viventi, contaminando l’intera catena alimentare. Studi scientifici evidenziano una correlazione allarmante tra l’esposizione a queste sostanze e gravi problemi di salute, tra cui danni al sistema immunitario, disturbi dello sviluppo nei bambini, malattie cardiovascolari e un aumento del rischio di tumori ai reni, ai testicoli, alla tiroide e al fegato. Una delle questioni più urgenti riguarda la presenza di PFAS nei dispositivi di protezione individuale dei Vigili del Fuoco e nelle schiume antincendio”.
“Non possiamo più perdere tempo. Il governo italiano – ha concluso Marino - deve adottare misure più restrittive e intervenire con decisione per proteggere la salute dei cittadini e l’ambiente. Chi si oppone a queste misure si assume una grave responsabilità nei confronti delle generazioni future”