“Reintrodurre nella Pac incentivi specifici per sostenere gli allevamenti di razze equine e asinine che rispettano l’ambiente ed il benessere animale, con particolare attenzione alle specie autoctone”: è quanto chiede la deputata PD in Commissione Agricoltura Maria Stefania Marino in una interrogazione al Ministro Lollobrigida depositata a Montecitorio.
“L’allevamento di razze equine e asinine autoctone, spesso a rischio di estinzione, riveste un'importanza cruciale per la conservazione della biodiversità, la tutela del paesaggio rurale e il mantenimento di tradizioni zootecniche locali. La nuova Pac non prevede incentivi per il settore e questa esclusione rischia di penalizzare un comparto già fragile e di compromettere gli sforzi degli allevatori impegnati nella conservazione delle razze. Chiediamo al governo di agire in ambito comunitario e stanziare comunque risorse statali per valorizzare gli allevamenti, riconoscendone il valore in termini di biodiversità, benessere animale, mantenimento del paesaggio rurale e promozione dell’economia e dell’occupazione territoriale”: conclude Maria Stefania Marino.
"Non entriamo nel merito sulla vicenda del sindaco di Nizza di Sicilia che ha deciso di destituire la vicesindaca ma esprimiamo solidarietà a Nella Foscolo per il metodo in cui si è consumato questo allontanamento. In politica ogni scelta deve essere accompagnata da rispetto e trasparenza ed in questa situazione sembra che entrambe siano mancate. Serviva infatti una motivazione concreta e chiara per giustificare una posizione così drastica ed improvvisa senza la quale è stata palesemente lesa la dignità, la professionalità e le capacità di una donna che si è messa al servizio della collettività": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
"I dazi di Trump metteranno in ginocchio l'economia della Sicilia, che è la seconda Regione del Sud maggiormente esposta rispetto alle misure varate dal Presidente Usa. L'export dell'isola verso gli States è infatti superiore a 1,2 miliardi di euro ed ha registrato aumenti considerevoli negli ultimi anni, in particolar modo nel settore agroalimentare e manifatturiero": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
"Appare evidente che le ripercussioni in termini occupazionali potrebbero essere enormi, aggravate peraltro dalla complessità di territori marginali dove la ricollocazione della forza lavoro subisce limiti evidenti. Il Governo Meloni, palesemente diviso rispetto alle azioni da mettere in campo per salvare le nostre imprese, sta compromettendo la crescita economica della Sicilia": conclude.
"In Sicilia si muore ogni giorno di malasanità causata da dirigenti e manager, mentre il Governatore Schifani non riesce a garantire non solo la qualità delle prestazioni ma addirittura la legalità in un settore chiave della vita dei cittadini. La vendita dei posti letto, che è già costata al primario dell'ospedale 'Piemonte' dell'istituto Bonino Pulejo di Messina un anno di sospensione, è soltanto l'ultimo scandalo di una gestione devastante della destra locale che ha coltivato esclusivamente clientelismo e amichettismo. In questo quadro squallido si registra il silenzio assordante di Giorgia Meloni che in Sicilia si occupa soltanto della gestione del potere commissariando i vertici di Fdi, ma dimenticando proprio di commissariare la sanità regionale che oggi rischia di compromettere la salute pubblica della popolazione": è quanto dichiara la deputata dem Maria Stefania Marino.
“Il problema dei Pfas rappresenta un’emergenza ambientale e sanitaria che non possiamo più permetterci di sottovalutare. Le nostre comunità sono esposte a una minaccia grave e concreta, con conseguenze devastanti sulla salute pubblica e sull’integrità dell’ambiente. È imperativo agire con urgenza e determinazione”. Lo ha detto in Aula alla Camera, la deputata dem Maria Stefania Marino, componente della commissione Agricoltura, annunciando il voto favore alla mozione del Partito Democratico sul problema della contaminazione da composti da perfluoroalchilici.
“La principale preoccupazione – ha proseguito l’esponente Pd - è la loro persistenza nell’ambiente: i Pfas si accumulano nel suolo, nelle acque e negli organismi viventi, contaminando l’intera catena alimentare. Studi scientifici evidenziano una correlazione allarmante tra l’esposizione a queste sostanze e gravi problemi di salute, tra cui danni al sistema immunitario, disturbi dello sviluppo nei bambini, malattie cardiovascolari e un aumento del rischio di tumori ai reni, ai testicoli, alla tiroide e al fegato. Una delle questioni più urgenti riguarda la presenza di PFAS nei dispositivi di protezione individuale dei Vigili del Fuoco e nelle schiume antincendio”.
“Non possiamo più perdere tempo. Il governo italiano – ha concluso Marino - deve adottare misure più restrittive e intervenire con decisione per proteggere la salute dei cittadini e l’ambiente. Chi si oppone a queste misure si assume una grave responsabilità nei confronti delle generazioni future”
"È necessario istituire le zone franche montane nei territori marginali delle isole ed in particolare per fermare lo spopolamento dei piccoli comuni": è quanto chiede la deputata Pd Maria Stefania Marino depositando un emendamento al Disegno di Leghe sulla Montagna attualmente in discussione a Montecitorio. La proposta si pone l'obiettivo di rilanciare i presidi territoriali della Sicilia ed in particolare della provincia di Enna, disincentivare il calo demografico e rilanciando i presidi territoriali.
"Con questa norma i residenti dei comuni della Sicilia fino a 10mila abitanti potrebbero usufruire di una esenzione totale dalle imposte sui redditi e di esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico dei datori di lavoro. Si tratterebbe quindi di una iniziativa shock capace di rivitalizzare centri ad oggi colpiti da una grave crisi demografica e dalla carenza di attività imprenditoriali. Chiediamo al governo di sostenere questa proposta e di non abbandonare le zone montane della Sicilia", conclude la dem.
“È necessario che il governo adotti immediate iniziative per garantire la diminuzione dell'immissione nell'ambiente delle sostanze polifluoroalchiliche (Pfas), attraverso la loro graduale sostituzione nei processi produttivi e nei prodotti industriali. In base al principio 'chi inquina, paga', è necessario altresì che il governo si assuma la responsabilità di bonifica e di finanziamento della decontaminazione dei siti compromessi dall'accumulo di Pfas”. Così la deputata dem Maria Stefania Marino intervenendo in Aula di Montecitorio per illustrare la mozione a tutela dell'ambiente e della salute in relazione alle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas).
“Queste sostanze – ha spiegato la parlamentare Pd - sono state molto utilizzate per realizzare schiume anti incendio, nei rivestimenti anti aderenti delle padelle, nei tessuti impermeabili e negli imballaggi alimentari”. “L'emergenza Pfas, oggi è una crisi ambientale e sanitaria che non va sottovalutata e non possiamo più permetterci di procrastinare le azioni necessarie per affrontare questa minaccia. I Pfas sono composti chimici utilizzati in campo industriale per la loro capacità di rendere i prodotti impermeabili all'acqua e ai grassi. Non si degradano nell'ambiente ma si accumulano nel suolo, nelle acque e negli organismi viventi e possono essere trasportati nell'aria. La loro contaminazione diffusa espone milioni di persone a rischi per la salute con conseguenze potenzialmente devastanti”, ha concluso Marino.
"Ho depositato una serie di emendamenti al ddl sulla montagna per sostenere i territori della Sicilia, con particolare riferimento alla provincia di Enna. Si tratta, nello specifico, di proposte finalizzate alla creazione di una Zona franca montana nelle aree con costante calo demografico; per favorire il mantenimento dei servizi essenziali come scuola e sanità; per garantire il contrasto alla siccità e la prevenzione degli incendi e per assicurare presidi istituzionali per il sistema territoriale, come ad esempio il ripristino delle Camere di Commercio”. Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino in merito provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio.
“Si tratta - conclude Marino - di norme che vengono incontro alla necessità di cittadini ed imprese, che contrastano quindi il calo demografico di alcune aree e incentivano la crescita locale economica, sociale e occupazionale. Queste proposte vogliono quindi porre l’attenzione sull’esigenza di predisporre risorse e leggi adeguate anche per le aree montane insulari che rischiano, proprio in virtù di parametri altimetrici e logistici peculiari, di non essere adeguatamente sostenute e troppo spesso penalizzate".
“Garantire che FiberCop salvaguardi gli attuali livelli occupazionali e non sacrifichi i diritti dei lavoratori per fare cassa o compensare eventuali mancati introiti”: è quanto chiede la deputata Pd Maria Stefania Marino in una interrogazione depositata a Montecitorio sulle politiche industriali dell’azienda, controllata dal fondo americano KKR & Co. L.P, che ha rilevato la rete fissa di Tim e gestisce l’infrastruttura di rete digitale più avanzata, estesa e capillare del paese.
“Sul futuro dei lavoratori dell’impresa ci sono troppe ombre. La società ha annunciato 6mila esuberi senza però definirne le modalità e nonostante abbia registrato nel 2024 ricavi e struttura patrimoniale correnti per 3,9 miliardi di euro. Il fondo Usa però non ha mantenuto le promesse su rendimento del 20 per cento ai suoi investitori e l’amministratore delegato FiberCop si è recentemente dimesso per divergenze sul piano industriale. Non vorremmo che dietro a questi sviluppi vi fosse la volontà di ridurre personale e di promuovere speculazioni finanziarie sulla pelle dei lavoratori; uno dei maggiori azionisti di FiberCop rimane il Ministero dell’Economia e la mission dell’azienda rimane quello di digitalizzare il paese. E’ necessario che il governo chiarisca in Parlamento”, conclude Maria Stefania Marino.
“Fermare la chiusura degli uffici giudiziari della Sicilia ed in particolare l’accorpamento delle sedi di Enna e Caltanissetta con quella di Agrigento”.
Lo chiede la deputata del Pd, Maria Stefania Marino, depositando alla Camera un’interrogazione al governo.
“Secondo le indiscrezioni uscite sulla stampa - aggiunge - il piano del ministero dell’Economia è quello di sopprimere gli uffici giudiziari di primo grado di Enna e Caltanissetta entro il prossimo mese di agosto, nonostante siano organi di giurisdizione veri e propri nelle controversie in materia tributari preposte a risolvere le liti tra fisco e cittadini e le cause siano in crescita. Le Corti di Enna e Caltanissetta (insieme ad Agrigento) dovrebbero sostenere infatti una mole di lavoro enorme: nel 2024 la somma dei ricorsi di queste tre province ha raggiunto quasi 8mila unità, in netto aumento rispetto al 2023. Si tratta di un numero molto superiore agli obiettivi della riforma del Mef che vorrebbe unire Corti che presentano complessivamente circa 1500 ricorsi su base annua. E’ necessario fermare questi accorpamenti - conclude - che andrebbero a penalizzare ulteriormente territori marginali, già peraltro privati negli anni scorsi di altri presidi istituzionali”.
"Stanziare risorse adeguate per acquistare una nave dissalatore; al fine di garantire l'acqua in Sicilia e venire incontro anche alle necessità di approvvigionamento idrico delle piccole isole della Regione": è quanto chiede un emendamento della deputata Pd Maria Stefania Marino al Decreto Emergenze attualmente in discussione a Montecitorio.
"Le misure prese dal governo per contrastare la siccità in Sicilia rischiamo di essere, come recentemente emerso, ampiamente insufficienti soprattutto in vista dell'estate: la piena attivazione dei dissalatori di Gela, Trapani e Porto Empedocle rischia infatti di subire pesanti ritardi. I costi delle navi cisterna sono inoltre troppo alti mentre la tecnologia attuale permetterebbe l'utilizzo di un dissalatore mobile marino capace anche, all'occorrenza, di intervenire negli arcipelaghi delle Regione nei momenti di crisi. Si tratterebbe di un investimento utilissimo per il futuro i cui costi si ammortizzerebbero in pochi anni": conclude.
"L'alluvione che ha interessato ieri la provincia di Messina ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità l'inadeguatezza del governo regionale: nessun intervento di prevenzione in un territorio già recentemente colpito dal maltempo e reso ancora più fragile dalla siccità cronica che affligge l'Isola, l'allerta meteo sottovalutata e il Presidente della Regione, Renato Schifani, che parlava addirittura di situazione sotto controllo mentre alcune zone venivano devastate dalla peggiore alluvione degli ultimi dieci anni". Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
"Invece di minimizzare - conclude Marino - Schifani si attivi per dichiarare lo stato di crisi regionale e per ottenere dal governo lo stato di Emergenza. I danni, ancora da quantificare, sono ingenti e riguardano il patrimonio pubblico e privato. Servono poi interventi e risorse urgenti per la messa in sicurezza di un territorio a rischio dove non è stata fatta alcuna prevenzione".
“Le reazioni scomposte sul caso Almasri hanno evidenziato ancora una volta come questa destra, invece di governare, sia sempre alla ricerca di un nemico da abbattere. Il governo ha preferito infatti ancora una volta trasformare una gravissima vicenda penale di rilevanza internazionale in una ridicola contrapposizione fra poteri dello Stato. Tra le voci che si sono levate subito a difendere Giorgia Meloni va sottolineata quella della Ministra Roccella che ha sottolineato come l’avviso di garanzia non fosse necessario. Basterebbe conoscere i rudimenti di Diritto Penale per sapere che di fronte all’ipotesi di reato, che coinvolge peraltro un individuo accusato di crimini efferati anche verso i bambini, il Magistrato deve intervenire. Consiglio alla titolare del dicastero della Famiglia, membro di un esecutivo pavido che non ha avuto il coraggio di consegnare Osama Almasri alla Corte dell’Aia ma ha preferito liberarlo con un volo di Stato, almeno un po' di sobrietà”. Lo dichiara la deputata del Pd Maria Stefania Marino.
Dichiarazione di Maria Stefania Marino, deputata Pd
“Per valorizzare il sito archeologico di Noto Antica (in provincia di Siracusa) e proseguire il programma degli scavi servono risorse certe" e per questo ho presentato un emendamento al Decreto Cultura, attualmente in discussione a Montecitorio".
“Quello di Noto è un Parco Archeologico straordinario, che fa parte del patrimonio Unesco e dove gli scavi, seppur parziali, hanno portato alla luce straordinari reperti di numerose epoche storiche e di enorme valenza artistica e culturale. Recentemente, sono stati avviati nuovi lavori, finanziati con il Pnrr, ma sono necessarie nuove risorse anche per il prossimo triennio al fine di recuperare pienamente tutti i reperti presenti e restituire alla fruibilità pubblica l’intera area”.
"La sanità territoriale in Sicilia non è più un servizio essenziale nonostante l'impegno e la professionalità di medici ed infermieri. L'ultimo sopralluogo che ho personalmente effettuato all'Ospedale Sant'Agata di Militello in provincia di Messina è purtroppo emblematico. La carenza di organico è riscontrabile in tutti i reparti nonostante una bacino d'utenza di quasi 100mila abitanti e la notevole distanza dagli altri nosocomi regionali. Mancano anestesisti, cardiologi, chirurgi, neurologi oltre ai primari; prestazioni fondamentali per la prevenzione e la diagnosi come la risonanza magnetica non sono erogate mentre vengono colpevolmente attivate convenzioni con strutture private. Ormai da anni è stato poi cancellato anche il punto nascita, che rappresenta un presidio fondamentale per la comunità. Il combinato disposto tra tagli del Governo Meloni alla sanità nazionale e le scelte scellerate della Giunta Schifani sul piano regionale stanno trasformando il diritto alla salute, riconosciuto dalla Costituzione, in un privilegio per soli ricchi. Su questa situazione presenterò una interrogazione parlamentare al Ministro Schillaci": è quando dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino.