10/07/2024 - 15:37

La scelta della corte d’appello di Venezia di rinviare alla Consulta la decisione sulla legittimità o meno degli atti di nascita dei bambini figli di due mamme dimostra che sulla questione non valgono gli automatismi di imperio burocratico che il ministero degli interni voleva imporre ai comuni con la circolare Piantedosi. Anche la corte d’appello ha riconosciuto che la questione merita un approfondimento costituzionale e che non si possono cancellare delle famiglie con un colpo di penna.

Ribadisco la mia vicinanza a queste famiglie, ai bimbi e alle loro madri che spero ottengano dalla consulta il riconoscimento che meritano, quello che la politica avrebbe dovuto dare loro da tempo. Se come politici volessimo dimostrarci attenti, dovremmo passare una legge già in queste ore per mettere la parola fine ad una discriminazione odiosa e smetterla di lasciare soli Comuni coraggiosi come quello di Padova a garantire i diritti fondamentali dei minori ad avere una famiglia.

 

09/07/2024 - 13:27

Proprio mentre discutiamo in aula il DDL Nordio, un provvedimento chiamato dalla maggioranza “riforma della giustizia”, anche se si tratta di un intervento residuale e a costo zero, il dramma del sovraffollamento carcerario preme con la sua urgenza anche nella nostra città, Treviso.

 

Oggi l’Istituto Penitenziario per minori di Treviso finisce nel mirino della stampa nazionale per l’estrema situazione di sovraffollamento: a giorni i ragazzi detenuti saranno 26, in una struttura che è attrezzata per 12 persone.

 

Sono stata qualche mese fa, insieme al segretario regionale del PD Andrea Martella, in ispezione dentro al minorile di Treviso, e abbiamo potuto constatare con i nostri occhi la situazione denunciata: i detenuti dormono in 4 o 5 in celle con 2 o 3 posti letto, usano servizi sporchi, nella completa assenza di privacy, facendo la doccia nella turca in cui fanno i bisogni, soffrono il caldo in cella, in una situazione per cui il sovraffollamento compromette anche la qualità delle attività educative e ricreative e rende molto più difficile il lavoro della direzione e del personale penitenziario, che, nello sforzo quotidiano che va loro riconosciuto, denunciano un grande tema di carenza di organico.

 

Il problema non risiede evidentemente nel caso isolato dell’istituto minorile trevigiano: è palese come la situazione sia un effetto del decreto Caivano.

 

il VII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile e gli Istituti penali per minorenni ci dice che, all’inizio del 2024 erano circa 500 i detenuti nelle carceri minorili italiane: da oltre dieci anni che non si raggiungeva una simile cifra, e che gli ingressi negli IPM, Istituti penali minorili, sono in netto aumento; se sono stati 835 nel 2021, ne abbiamo avuti 1.143 nel 2023, la cifra più alta almeno negli ultimi quindici anni; inoltre i ragazzi in IPM in misura cautelare erano 340 nel gennaio 2024, mentre erano 243 un anno prima.

 

Gli istituti minorili diventano così, grazie al Governo, una vera e propria bomba sociale, che fa male innanzitutto ai ragazzi e al fine rieducativo che a maggior ragione negli istituti minorili dovrebbe essere la prima priorità.

La strategia securitaria della destra al Governo sta fallendo davanti ai nostri occhi.

04/07/2024 - 13:25

"La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha censurato il governo italiano per il trattenimento presso un Centro di Permanenza per i Rimpatri di una donna con evidenti problemi di salute mentale, ordinandone il trasferimento in un luogo idoneo alla cura. La storia è quella di una donna, Camelia, che è stata detenuta e sostanzialmente abbandonata a sé stessa per nove mesi nel Cpr di Roma Ponte Galeria. Nonostante la sua evidente incompatibilità alla vita in comunità ristretta, la Questura di Roma ha continuato a richiedere proroghe del suo trattenimento, convalidate dal giudice di pace, lasciando la donna detenuta, da ottobre 2023, in una cella di isolamento. Una logica manicomiale condannata dai Giudici di Strasburgo. Grazie al mio intervento e a quello della collega Eleonora Evi, è stato presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani. La detenzione di una persona con problemi di salute mentale in un Cpr è contraria al divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti. Il caso è stato seguito dagli avvocati Daria Sartori, Gennaro Santoro, Federica Borlizzi e dalla dottoressa Muriel Vicquery, con il supporto della Rule 39 Pro Bono Initiative, della dottoressa Monica Serrano e dei medici Antonello D’Elia e Nicola Cocco". Così in una nota la deputata dem Rachele Scarpa.

"Il trasferimento di Camelia - aggiunge l'esponente Pd - rappresenta un precedente importante che fa ben sperare sulla concreta possibilità di aiutare a far uscire degli esseri umani dall'inferno dei Cpr, vere e proprie carceri, in cui si entra senza colpe e non si sa quando, e se, si uscirà. È importante far riferimento a strumenti di tutela dei diritti umani come la Cedu, aiutano a rendere ancora più palese la stratificazione di politiche migratorie sbagliate nel nostro Paese, spesso in malafede. Per questo una richiesta della Corte come quella di oggi deve sollecitare un cambio radicale del sistema di accoglienza e il superamento del sistema Cpr, che eviti al nostro Paese di restare nell'abisso in cui, per qualcuno, i diritti umani non vengono riconosciuti e tutelati. I promotori del ricorso alla Cedu sottolineano che la vicenda di Camelia non sia isolata e che nei Cpr la violazione dei diritti umani è sistematica. In particolare, le criticità per la salute mentale delle persone detenute sono state evidenziate anche per altri Cpr, come quelli di Milano e Macomer. Tra le problematiche denunciate vi sono l'uso massiccio di psicofarmaci, il mancato accesso al diritto alla salute, la gestione dei servizi di cura affidata a privati, la normalizzazione della violenza e dell'abbandono e l’inadeguatezza di presa in carico delle problematiche di salute, in particolare delle condizioni psichiatriche, con la pericolosa adozione di pratiche manicomiali".

"I promotori - conclude Scarpa - chiedono il superamento dei Cpr e della detenzione amministrativa, ritenuti istituti di degrado, sofferenza e abbandono, dove persone non colpevoli di reati sono private della libertà. Viene ancora utilizzata la psichiatria come strumento di controllo, anche per persone senza problemi di salute mentale, mediante un uso spropositato di farmaci, mentre coloro che soffrono realmente di disturbi psichiatrici vengono abbandonati. Inoltre, come testimoniato dall’ispezione effettuata lo scorso 18 giugno insieme a Monica Serrano e Federica Borlizzi, le generali condizioni di detenzione nel Cpr di Ponte Galeria sono del tutto inumane. In celle di pernotto di 24 mq dormono, per terra, su materassi di gommapiuma fino a 8 persone; vi sono quotidiani atti di autolesionismo e tentativi suicidari, derubricati come 'non credibili' dal personale sanitario dipendente dall’ente gestore. Condizioni di trattenimento costanti in tutti i Centri di Permanenza per i Rimpatri".

28/06/2024 - 12:50

Trovo inspiegabili le decisioni prese ieri sera dalla maggioranza del Consiglio Comunale di Treviso. Siamo al paradosso: con una mano si concede la cittadinanza onoraria a Giacomo Matteotti, motivandola con l’adesione profonda ai valori che lui incarnava, e con l’altra si conserva la cittadinanza onoraria concessa 100 anni fa a Benito Mussolini, che dell’omicidio di Matteotti fu mandante e responsabile, perché il fatto è “storico” e “datato”.

Eppure Giacomo Matteotti fu ucciso proprio per i valori che rappresentava. Giustamente le forze di opposizione e il Partito Democratico, che ringrazio, hanno chiesto con la mozione di minoranza che si eliminasse questa paradossale ambiguità: i voti di ieri sera erano afferenti alla storia immobile e monumentale, oppure forse alla memoria, viva, che respira ogni giorno anche grazie alle nostre scelte politiche?

Quel delitto conserva una grande portata storica e simbolica a maggiore ragione oggi, nell’anno in cui si ricordano i 100 anni dall’accaduto e nei giorni in cui un’inchiesta di Fanpage scoperchia come nell’organizzazione giovanile della principale forza di governo si coltivino rigurgiti di antisemitismo, neofascismo e su queste questioni non dovrebbe esserci che unità, invece spiace constatare che la maggioranza a sostegno dell’amministrazione Conti forse ha fatto i conti con la storia del nostro paese solo a metà: non a caso, in questa discussione su fatti “storici, circoscritti e datati” erano assenti i consiglieri comunali che vengono dal percorso di Forza Nuova.
È sicuro, Mario Conte, che la nostra città, Medaglia d’oro al valore militare, non meriti una discussione più matura, consapevole e attaccata alla realtà, che mai può prescindere dalla storia?

Così la deputata del Pd Rachele Scarpa.

27/06/2024 - 14:48

"Accolgo molto positivamente che il Consiglio comunale di Feltre abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno dell’esperienza del campeggio Italo De Cian, che rischia di non riprendere le attività per delle complicazioni burocratiche. Conosco lo straordinario valore del campeggio perché ho avuto la fortuna di parteciparvi per tre anni, conservo con gioia i ricordi di quell’esperienza e ne ho vissuto il profondo impatto educativo sulla mia pelle. Confido che con un lavoro trasversale si possa giungere a un superamento degli ostacoli senza sacrificare un’esperienza decennale, che ha attraversato la vita di migliaia di veneti, aggregando ed educando generazioni attraverso il contatto con la montagna". Così la deputata dem Rachele Scarpa, responsabile Giovani del Partito Democratico.

25/06/2024 - 11:14

“Chissà a quanti raduni nostalgici a suon di croci celtiche e ‘boia chi molla’ dovremo assistere, prima che la destra al governo riconosca un problema di apologia deliberata del fascismo che esiste e viene coltivato deliberatamente dalle associazioni giovanili e studentesche di Fratelli d’Italia: Gioventù nazionale, Azione Universitaria, Azione Studentesca. Sono gravi le immagini che arrivano dai Colli Euganei, in provincia di Padova. È inquietante e ingiustificabile. Non sono ‘eccezioni’, o ‘goliardate’: sono ritualità fasciste in piena regola, tramandate di generazione in generazione proprio come erano nel ventennio. Nessuna legittimazione, nemmeno il silenzio, può arrivare dalle istituzioni. I movimenti neofascisti vanno sciolti. Meloni si dimostri coraggiosa e democratica, non aspetti il prossimo solstizio d’estate per farlo”.

Così la deputata democratica e responsabile Giovani del Partito Democratico, Rachele Scarpa.

 

19/06/2024 - 20:06

“Solidarietà alle studentesse e studenti di Rete degli studenti medi Lazio e Sinistra Universitaria Sapienza, aggrediti vergognosamente ieri nel rione Monti di Roma mentre facevano ritorno dalla manifestazione a Santi Apostoli contro l’autonomia differenziata. Un’aggressione fascista da manuale. Nei pressi di Via Merulana, sono stati fermati da delle persone che hanno cominciato a prendere a calci e pugni due dei ragazzi. Uno degli studenti è stato trascinato a terra dai due aggressori, gli è stata strappata a forza una bandiera del sindacato studentesco ed è stato preso, infine, a calci mentre era ancora a terra col tentativo di sfilargli la maglietta di Spin Time Labs”. Lo afferma in una nota la deputata dem Rachele Scarpa.

“Non è – aggiunge la deputata Pd - il primo episodio di questo genere che si verifica a danno dei sindacati studenteschi. Il quartiere in cui c'è stata l'aggressione è lo stesso del circolo di estrema destra di ispirazione neofascista di “Colle Oppio” che si riunisce e organizza abitualmente attività nella sede sita nell’omonimo parco, storico spazio del Movimento Sociale Italiano e passato alle cronache anche per i legami con Gioventù Nazionale emersi nella recente inchiesta di Fanpage”.

“C’è un clima di violenza squadrista – conclude Scarpa - che si respira su tutti i livelli, dalle strade al Parlamento, che non va in alcun modo legittimato, nemmeno col silenzio. Non è normale che chi manifesta pacificamente e democraticamente debba temere per la propria sicurezza. Questi gruppi neofascisti andrebbero sciolti. Cosa dice e cosa intende fare il governo rispetto a tutto questo? Presenterò un’interrogazione parlamentare”.

13/06/2024 - 12:05

"Anche io penso che la parola 'disordini' all'interno del verbale sia assolutamente inadeguata e andrebbe sostituita con 'aggressione'. E' necessario un ufficio di presidenza per ripristinare le condizioni di lavoro minime per svolgere in serenità i lavori di quest'Aula. Su questo volevo invitare alla riflessione i colleghi. Se il governo e la maggioranza di governo, come è accaduto ieri, sistematicamente svuotano di senso e di lavoro quest'Aula, all'opposizione non rimane che opporsi con bandiere, facendo qualche gesto simbolico, cantando l'inno d'Italia e 'bella ciao'. Sul provvedimento dell'autonomia differenziata, ma non solo, sono mesi che vi chiediamo di discutere, di parlare, di votare un emendamento, di fare qualcosa lì in quel vuoto, creato dall'assenza di politica, dall'assenza di discussione". Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Rachele Scarpa, intervenendo su quanto accaduto con l'aggressione del deputato Donno.

12/06/2024 - 16:59

Discussa interrogazione on.li Rachele Scarpa e Gianni Girelli

Oggi in Commissione Affari Sociali la deputata Scarpa e il deputato Girelli hanno interrogato il sottosegretario del Ministro della Salute Gemmato, a proposito dell'offerta di BMed Me.di.ca Group, che intende offrire un servizio simile a quello del medico di base ma a pagamento. La motivazione sarebbe quella di offrire il servizio alle persone che non hanno un medico di medicina generale, come stranieri o cittadini che, a causa della carenza di medici, non sono in cura con nessun medico sul territorio.

"Ritengo sia molto pericoloso legittimare una pratica del genere: il medico di base non offre prestazioni, ma si occupa della salute della persona a 360 gradi, occupandosi sia della prevenzione che delle esigenze di cura.", dichiara Scarpa. "Atomizzare ed esternalizzare le prestazioni della medicina generale, peraltro a pagamento, vuol dire promuovere un'idea di sanità che non ha la cura e la salute della persona come principale obiettivo, ma il profitto sulla base di prestazioni erogate. Abbiamo pertanto chiesto al sottosegretario Gemmato se sia a conoscenza di questa pratica e cosa intenda fare a tal proposito."

Continua Girelli: "Ci aspettiamo che dal Ministero si proceda con una regolamentazione adeguata, che non solo eviti un travaso di risorse umane ed economiche dal pubblico al privato, ma che incentivi anche giovani medici a percorrere la strada della medicina generale. Al di là dei buoni propositi bisogna arrestare uno scivolamento che sembra inesorabile verso la sanità privata: siamo in un contesto in cui è il cittadino che si va a cercare l'assistenza sanitaria e la prestazione, e non in cui esiste un servizio efficiente che tiene in carico la salute di ogni cittadino. Perciò è importante normare il settore, facendo in modo che anche il privato sia messo nelle condizioni di operare in sanità nell'interesse pubblico, e secondo la regia del SSN."

28/05/2024 - 15:24

“Questa primavera ha visto il territorio del Veneto subire violentissimi nubifragi che hanno provocato danni come mai se ne erano visti in questo periodo in precedenza. Ormai la nostra terra ad ogni stagione è vittima di catastrofi che lasciano sempre più il segno, provocate dallo sconvolgimento climatico: grandinate e trombe d’aria in estate, alluvioni in autunno, adesso pure in primavera. A tale situazione non si può far fronte con le sole opere di adattamento e prevenzione: il governo deve subito aprire le casse per garantire ai comuni, ai cittadini e alle aziende colpite i ristori per i danni”. Lo dichiara la deputata dem Rachele Scarpa, membro della Commissione Ambiente alla Camera.

“Sarebbe assurdo ripetere lo stesso errore - ha aggiunto Scarpa - di non fornire immediatamente ristori ai comuni e ai privati colpiti, come avvenuto in Emilia Romagna, dove ancora stanno ancora aspettando i sostegni statali. La Regione Veneto si sta già muovendo, ma serve avere garanzie dal Governo sin da subito, e serve chiederle in maniera unitaria: ce lo chiedono i comuni, i cittadini e le imprese danneggiate da questi eventi, e noi glielo dobbiamo.

Purtroppo i cambiamenti climatici aumentano la probabilità di eventi estremi, che torneranno ahimè spaventosamente presto, dobbiamo farci trovare pronti”.

17/05/2024 - 16:55

Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata PD e membro della Commissione Ambiente della Camera

Voglio innanzitutto esprimere la mia totale solidarietà a tutti i i cittadini e le comunità colpite. Ho parlato con diversi amministratori a cui ho voluto ribadire che sono a completa disposizione per sostenere le richieste di indennizzo e di ristoro per i danni subiti. Rispetto a questo, mi unisco alla richiesta rivolta al governo da diversi miei colleghi perchè sia riconosciuto lo stato di emergenza.  

Quanto accaduto è un fenomeno metereologico eccezionale, ma purtroppo i cambiamenti climatici ci stanno sempre più abituando ad eventi così forti. Ciò significa che non possiamo continuare a comportarci come se nulla fosse: la sicurezza idrogeologica e la capacità di assorbimento dell’acqua del nostro territorio sono una priorità ineludibile, e ciò passa sia dalle opere come i bacini di laminazione, sia da un vero piano di adattamento ai cambiamenti climatici che dia le risorse ai territori per intervenire su condotte e vie di deflusso ormai non più sufficienti. Tagliare i fondi del PNRR dedicati a questo è stato un grave errore del governo.”

14/05/2024 - 14:17
È arrivata oggi la risposta del Ministero della Cultura all’interrogazione presentata dai deputati Scarpa e Fassino, in cui si chiedeva di rendere definitivo il trasferimento del fondo di archivio processuale del disastro del Vajont presso la sede dell’Archivio di Belluno. Il Ministero ha risposto che, una volta finita la digitalizzazione, gli archivi processuali torneranno all’Aquila, mentre a Belluno rimarrà copia digitale. Una risposta del tutto insoddisfacente per il Partito Democratico. 

Rachele Scarpa, deputata per la provincia di Belluno, ha replicato in aula che non può ritenersi soddisfatta della risposta: “La risposta del ministero è una chiusura senza senso. Il prezioso lavoro di digitalizzazione dell’archivio non può essere ragione di sottrazione della documentazione fisica dal luogo dove è avvenuta la tragedia. Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica l’anno scorso alla cerimonia per il sessantesimo anno dal disastro, l’enorme valore di quei documenti per la popolazione locale rende “opportuno, se non doveroso” il tenere le carte a Belluno, perché ora rivestono una finalità di memoria, mentre il loro trasferimento all’Aquila fu per un’ormai esaurita finalità giuridica.
È una questione che tocca ancora da vicino il cuore e la memoria di tutti i bellunesi e di tutto il popolo Veneto. Il disastro del Vajont fu un evento unico per gravità e responsabilità umane nell’impatto ambientale e nel sacrificio di vite in nome del profitto. Ha ancora tanto da insegnarci, e le voci di quel processo meritano di essere conservate vicino alle comunità che ancora oggi ne conservano le cicatrici sulle pareti delle loro case o nel racconto di genitori e nonni.” Conclude l’On Scarpa.

Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del PD di Belluno, aggiunge: “La risposta del governo ci lascia quanto mai stupiti e sdegnati. Il governo si nasconde dietro questioni di lana caprina concentrando la sua risposta solo sulla digitalizzazione, come se questo fosse un processo come tanti. Come se questo fosse un fondo di archivio comune. Serviva oggi un segnale politico del Governo conseguente alle parole sacrosante di Mattarella del 9 ottobre. Serviva  perché è un atto di giustizia anche se mai potrà essere risarcito il dolore per quanto accaduto. I materiali del fondo processuale sono oggi il lascito per le generazioni future. Un monito per evitare altre azioni scellerate (si pensi all’invaso del Vanoi). Un lascito costituito non solo da immagini ma anche da atti originali che trovano forza proprio nella loro materialità e , soprattutto , nell' essere ubicati nel territorio ancora oggi visibile come  teatro del disastro.  La digitalizzazione va benissimo, ma non sostituirà mai vedere e toccare quei documenti, quei plastici, quelle foto. E farlo qui, sul territorio, magari a compendio di una visita sulla diga e ai luoghi colpiti, vicino alle comunità custodi di questo disastro senza eguali nel mondo”.

 

 

10/05/2024 - 15:31

La  deputata Pd Rachele Scarpa ha presentato una interrogazione urgente ai ministri Piantedosi e Schillaci

H. B. è un ragazzo arrivato in Italia nel 2021, quando era minorenne, ed è stato recluso in un carcere per adulti, per piccoli furti, per quasi tre anni. H. in carcere era piantonato, perché non stava bene, aveva delle crisi e ha avuto diversi e gravi episodi di autolesionismo, sfigurando il suo corpo e arrivando anche ad ingerire le sue feci. Appena uscito dal carcere è stato abbandonato in un CPR, prima in Sardegna e ora a Roma. Tutto senza una perizia psichiatrica che attestasse il suo evidente pessimo stato di salute psichica. Ci sono state delle pesanti mancanze ed incongruenze da parte delle istituzioni che dovevano occuparsi delle condizioni di salute del ragazzo, e su questo ho presentato un'interrogazione al Ministro dell'Interno e al Ministro della Salute, dopo essermi recata personalmente a Ponte Galeria e aver visto con i miei occhi le condizioni disumane in cui versano le persone come H. B.

Oggi abbiamo una buona notizia però: grazie al ricorso urgente presentato alla CEDU dall'avvocato Gennaro Santoro, a cui è stata allegata anche la mia interrogazione, H. B. è stato liberato. I giudici di Strasburgo hanno ritenuto ragionevole il ricorso e chiesto all'Italia di liberarlo e prendersi cura del suo stato di salute. Una buona notizia in un dramma quotidiano, che dovrebbe seriamente spingere il legislatore alla scelta politica di superare luoghi di violenza e annichilimento come i CPR. La richiesta della CEDU rappresenta un precedente importante nella tutela e nel rispetto dei diritti umani all’interno di quelle strutture, fintanto che sono in funzione: non deve più accadere che una persona venga trattenuta a prescindere dalla sua compatibilità con la detenzione, senza reale accesso ad un’adeguata assistenza medica, psicologica e psichiatrica. Continueremo a batterci, sempre, per la dignità di chi non ha voce.

07/05/2024 - 17:23

"Abbiamo presentato un emendamento soppressivo alla modifica dell'articolo 71 del codice del Terzo settore. A parte la confusione creata dalle diverse riformulazioni presentate in Commissione per superare il test di costituzionalità, quello che emerge dalla relazione sulla proposta di legge certifica il vero obiettivo di questa proposta di legge: 'togliere il grimaldello alle comunità islamiche che si aggregano in forma di APS e che svolgono, tra le altre cose, anche le attività di culto'. Ci domandiamo quindi quanto deve essere fragile l'identità della destra che si sente mincacciata dall'incontro con nuove culture sul nostro territorio?" Lo ha dichiarato la deputata Pd Rachele Scarpa, membro della commissione Ambiente e Territorio intervenendo in Aula a Montecitorio.

"Tra complessità burocratiche e tanti pregiudizi - ha aggiunto Scarpa - la comunità islamica ha sempre più difficoltà a trovare spazi di culto nel nostro Paese. Con o senza intese, ha diritto di professare liberamente la propria religione. Togliere i luoghi di culto significa accompagnare in silenzio le giovani generazioni di musulmani alle forme estreme e alla radicalizzazione religiosa sul web. In altre parole, l'esatto contrario della loro integrazione nella nostra società"

17/04/2024 - 14:03

Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd 

 

Lunedì mattina assieme ad altri colleghi e colleghe sono stata nel CPR di Roma, nell'ambito di un'iniziativa promossa dal Tavolo Asilo e Immigrazione che ha portato rappresentanti della società civile e della politica a visitare tutti i CPR del Paese. Oggi a mezzogiorno si è tenuta la conferenza stampa di restituzione.

 

I centri hanno confermato di essere luoghi di vera a propria “detenzione” in cui le persone sono “detenute” senza aver commesso alcun reato e con l'unico scopo, irrealizzabile, di essere rimpatriate. In questi luoghi i diritti fondamentali delle persone vengono calpestati quotidianamente. Le persone sono abbandonate a sé stesse, non sanno perché sono lì e per quanto tempo ci resteranno, perché nessuno lo ha spiegato loro. Queste istituzioni totali e senza scopo sono il simbolo del fallimento delle politiche in materia di immigrazione degli ultimi 30 anni. Carceri illegali lontane da occhi indiscreti, disumanizzanti, dove i tentati suicidi sono un dato quotidiano. Il governo ha aumentato fino a un anno e mezzo il periodo massimo del trattenimento, il Patto Europeo Migrazioni e Asilo rafforza la detenzione amministrativa: stiamo andando nella direzione sbagliata.

Dopo le visite di questi giorni, è ancora più evidente che l'unica soluzione è la chiusura di questi centri e la cancellazione della detenzione amministrativa, contraria ai principi della Costituzione e del diritto internazionale, come le organizzazioni nella società civile chiedono da sempre.

 

 

 

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