Governo sostenga il loro operato con risorse adeguate
“Questa mattina all’alba un blitz dei Carabinieri di Caserta e Napoli, oltre 150 militari più unità cinofile, ha portato all’arresto di circa 23 esponenti riconducibili al clan dei Casalesi.
L’operazione di oggi dimostra l’efficacia del lavoro coordinato tra magistratura e forze dell’ordine, a cui va il nostro più sentito plauso e ringraziamento”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera, e Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Informazione del Partito Democratico
“Il contrasto alle mafie – aggiungono i dem – deve restare una priorità assoluta delle istituzioni, non solo sul piano repressivo ma anche su quello della prevenzione, della trasparenza e della tutela dell’economia sana. È per questo che riteniamo fondamentale che il Governo sostenga con risorse adeguate chi ogni giorno è in prima linea in questa dura battaglia.
È necessario investire in legalità, lavoro e diritti, per sottrarre definitivamente spazio e consenso alle organizzazioni criminali e mafiose che ancora oggi attanagliano i nostri territori contribuendo ad impoverirli”.
"Solidarietà al patriarca di Gerusalemme Pizzaballa e al custode di Terra santa Ielpo per aver subito il divieto, imposto dalle autorità israeliane, di accedere al Santo Sepolcro, dove si doveva celebrare la tradizionale messa delle Palme. Un divieto del tutto arbitrario, nei confronti di due personalità religiose impegnate per la pace, che arriva per la prima volta da secoli, e che evidenzia, se ce ne fosse ancora bisogno, la deriva autoritaria del governo Netanyahu. Una deriva che colpisce anche la libertà e i luoghi di culto della Terra Santa. Non solo ai danni dei cristiani, ma anche dei musulmani ai quali, come accaduto recentemente, nel mese sacro del Ramadan è stato impedito di accedere alla moschea Al-Aqsa. Gerusalemme, città santa delle tre religione monoteiste, già sottoposta ad espropri e demolizioni di interi quartieri palestinesi, deve rimanere patrimonio comune, non può essere lasciata sola a subire la violenza di Benjamin Netanyahu”. Lo dice la deputata Pd Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Parole ambasciatore israeliano insufficienti”.
"Solidarietà piena al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e a tutti i fedeli a cui le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa delle Palme al Santo Sepolcro. La protervia senza limiti del governo Netanyahu ha raggiunto uno dei luoghi più sacri della cristianità, offendendo la dignità di milioni di cristiani nel mondo e calpestando la libertà di culto, ennesima violazione dei più elementari diritti umani compiuta nella sostanziale impunità". Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in commissione Difesa alla Camera.
"L'ambasciatore israeliano - conclude Graziano - dice che avrebbero preferito una risposta diversa dall'Italia e che 'comprendono la sensibilità del mondo cristiano': non è sufficiente. Non si tratta di sensibilità, si tratta di diritti. Il governo italiano esprima con forza la propria condanna e prenda una volta per tutte le distanze dal governo Netanyahu, promuovendo azioni concrete per fermare le sue sistematiche violazioni dei diritti umani e della libertà religiosa".
"Il Governo e' stato costretto a fare marcia indietro e rinviare al primo luglio 2026 l'entrata in vigore della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra UE introdotta nella legge di Bilancio. Una retromarcia che rappresenta una vittoria del Partito Democratico, che da subito gia' a dicembre, quando la tassa Meloni e' stata inserita in manovra ne ha denunciato l'assurdita' e gli effetti dannosi per imprese, logistica e consumatori. Un risultato che arriva grazie alla pressione costante che abbiamo esercitato in Parlamento, ma che non basta". Lo dichiarano i deputati Silvia Roggiani e Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
"Adesso il Governo risponda finalmente alla nostra interrogazione e chiarisca quanto e' costato al Paese questo clamoroso errore: quanti danni ha prodotto l'incertezza generata, quante risorse pubbliche e private si sarebbero potute risparmiare se avessero ascoltato subito le nostre richieste e le preoccupazioni delle filiere coinvolte. Ora serve un cambio di passo: l'Esecutivo abbandoni definitivamente questa scelta miope e apra un confronto serio con imprese e opposizioni per costruire politiche industriali e fiscali che sostengano davvero la crescita, invece di ostacolarla con misure punitive e improvvisate. Il Paese ha bisogno di stabilita', investimenti e visione strategica, non di norme affrettate che creano problemi e poi vengono smentite dagli stessi che le hanno volute", aggiungono i dem.
Grave Mantovano che scrive a Fontana per impedire discussione interpellanza Pd.
“Che cosa sta nascondendo il governo? Perché si è trincerato dietro un’interpretazione forzata delle norme sul Copasir per non rispondere a un’interpellanza che chiede solo trasparenza?”. È quanto ha dichiarato in Aula alla Camera il deputato democratico Andrea Casu, promotore insieme al responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano dell’interpellanza parlamentare sottoscritta da 50 deputate e deputati del gruppo del Pd, non discussa a Montecitorio perché – come comunicato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana – il sottosegretario Alfredo Mantovano ha riferito che il governo non può rispondere pubblicamente.
“Abbiamo chiesto di sapere – spiega Casu – se e quali rapporti esistano tra le amministrazioni pubbliche italiane e Palantir Technologies, la società fondata da Peter Thiel, specializzata nell’integrazione e nell’analisi di grandi quantità di dati, già utilizzata da agenzie di sicurezza e intelligence internazionali. Le notizie di stampa parlano di possibili interlocuzioni e perfino di procedure avviate, in particolare nell’ambito della difesa e della sicurezza, oltre a incontri avvenuti durante la recente visita in Italia di Thiel. Chiediamo di sapere se vi siano stati contatti con membri del governo, se esistano contratti, collaborazioni o sperimentazioni in corso, e se siano allo studio accordi in settori strategici come sicurezza nazionale, gestione dei dati pubblici, sanità, infrastrutture e intelligenza artificiale”.
“Non abbiamo chiesto informazioni classificate – sottolinea Casu – ma elementi essenziali di trasparenza: quanti e quali dati degli italiani, anche sensibili, possano essere coinvolti e con quali garanzie. Il fatto che il Copasir abbia giustamente attivato le proprie prerogative non esclude in alcun modo il diritto-dovere del Parlamento di occuparsi della questione, soprattutto quando si tratta di rendere conto di eventuali incontri e accordi con Thiel da parte della Presidente del Consiglio e dei membri del Governo.
In un contesto internazionale segnato dalla competizione su tecnologie e dati, questi temi riguardano direttamente la sicurezza nazionale e la sovranità tecnologica. È grave che il governo abbia scelto di non rispondere in Parlamento, indicando come unica sede il Copasir. Una decisione che aumenta le preoccupazioni e limita il controllo democratico”.
“Giorgia Meloni si assume una grave responsabilità nel negare al Parlamento informazioni rilevanti per la tutela dei dati dei cittadini e per le basi della nostra democrazia. Il governo deve rispondere subito e in modo completo”, conclude Casu.
“Trasformare il Dl Bollette nell’ennesimo provvedimento a favore delle fonti fossili è una scelta che non condividiamo e che produrrà effetti negativi per il sistema Paese. La proroga dell’uscita dal carbone va nella direzione opposta rispetto a quanto serve oggi: ridurre i costi dell’energia, rafforzare l’indipendenza energetica e accelerare con decisione sulla transizione ecologica. Insistere su impianti superati significa esporre cittadini e imprese a costi più alti e rallentare lo sviluppo di un modello energetico più sostenibile e competitivo.
Occorre cambiare rotta: puntare su rinnovabili, innovazione e semplificazioni, evitando scelte che guardano al passato invece che al futuro”. Così Marco Simiani capogruppo Pd in commissione e ambiente della camera.
«Prendo atto dei chiarimenti del Governo, forniti durante l’interpellanza urgente alla Camera, sull’incontro tra il viceministro Cirielli e l’ambasciatore russo, nel quale è stata ribadita la condanna dell’aggressione all’Ucraina e il sostegno alle sanzioni europee. Tuttavia mi ritengo solo parzialmente soddisfatto: quando si incontra il rappresentante di un Paese aggressore, sottoposto a sanzioni, non può essere derubricato a semplice “routine diplomatica”. Ogni incontro di questo livello pesa sulla credibilità dell’Italia e sul messaggio che mandiamo ai nostri alleati europei e atlantici. Chiedere tracciabilità, chiarezza e coerenza non è polemica: è difendere l’interesse nazionale, la nostra piena affidabilità in sede UE e NATO e la dignità della diplomazia italiana».
Lo ha dichiarato l’on. Fabio Porta intervenendo nell’Aula di Montecitorio, a nome del Gruppo PD, durante l’interpellanza urgente al Governo sull’incontro tra il Viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Edmondo Cirielli e l'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Aleksej Vladimirovič Paramonov.
"Sono circa 165 le studentesse e gli studenti palestinesi che aspettano da mesi di potere venire in Italia a studiare ma che sono bloccati a Gaza perché non viene loro concesso il visto. Tra loro alcuni sono titolari di borse di studio e altri hanno fondi propri per potersi iscrivere alle università e mantenersi. Ma i canali per la loro evacuazione dalla Striscia sono inspiegabilmente chiusi e i visti bloccati da dicembre scorso. E' questa la denuncia che abbiamo raccolto oggi durante l'audizione nel Comitato diritti umani della Camera che presiedo, dai rappresentanti del Forum “Per cambiare l’ordine delle cose” che ci hanno presentato il rapporto "Yalla Study".
Studiare è un diritto umano che a Gaza è violato dall'inizio del genocidio: negli ultimi due anni, oltre il 90 per cento delle scuole, degli istituti scolastici e delle università è stato distrutto. Per queste studentesse e questi studenti, a cui gli atenei hanno riconosciuto tutti i requisiti per venire a studiare in Italia, è vitale accedere ai corsi invece di restare bloccati a Gaza per questioni burocratiche. E' necessario istituire un canale permanente per la richiesta di visto per motivi di studio, a prescindere che si tratti di titolari di borse o di persone con fondi propri per mantenersi, perché così prevede la legge. Al contempo è necessario garantire a studentesse e studenti il diritto al ricongiungimento familiare in tempi brevi, come loro promesso, senza dover scegliere tra studiare e rischiare di non poter vedere più i loro cari.
Infine, ma non meno importante, sarebbe estremamente utile se il carico economico dell'accoglienza di queste ragazze e ragazzi non venisse interamente lasciato sulle spalle delle università, ma che si usassero anche i fondi della cooperazione internazionale per sostenerlo.
Di tutto questo ci occuperemo con un atto parlamentare rivolto al ministro Tajani e alla ministra Bernini". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“L’Ocse oggi riporta una fotografia impietosa del nostro paese che non sta crescendo e non crescerà nei prossimi anni, a meno che non si mettano in campo forti politiche industriali ed economiche. Il governo Meloni non ha avuto la capacità di fare queste politiche fino ad ora, tant'è che se non avessimo avuto le risorse del piano nazionale di ripresa dei resilienza, noi oggi saremmo in piena recessione. Peraltro l’assenza di sostegno e di visione rischia di incidere fortemente sulla crisi di settori trainanti del Made in Italy e in particolar modo della moda, tessile, abbigliamento”. Lo ha detto Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, a margine della conferenza stampa alla Camera di presentazione dell’evento che si terrà il 28 marzo a Firenze presso la Fortezza da Basso sulla filiera della moda.
“Il settore moda tessile abbigliamento è uno dei pilastri del made in Italy, è un settore strategico, il secondo più importante dell'export del nostro paese.
È in una crisi strutturale ormai da più anni e il governo ha messo in campo delle misure del tutto insufficienti. Noi abbiamo fatto una serie di proposte che abbiamo portato avanti nel lavoro parlamentare e che vogliamo presentare in un'iniziativa che faremo prossimamente il 28 marzo a Firenze.
Le nostre proposte vanno dalla richiesta di cassa integrazione per mantenere le competenze per le aziende sotto i 15 dipendenti, ricordando che la filiera è fatta soprattutto da piccole e piccolissime imprese, ma poi c'è bisogno di avere una visione a lungo termine, di ridisegnare questa filiera con politiche di innovazione, di sostenibilità e di rispetto della legalità, perché le ultime inchieste sul caporalato hanno creato un vulnus di credibilità in tutta questa filiera”. Lo ha detto Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, aprendo la conferenza stampa alla Camera di presentazione dell’evento che si terrà il 28 marzo a Firenze presso la Fortezza da Basso sulla filiera della moda.
L’approvazione della direttiva anticorruzione da parte del Parlamento Europeo certifica l'ennesimo fallimento politico e giuridico della linea del ministro Nordio. Mentre il governo Meloni si ostina a smantellare i presidi di legalità cancellando il reato di abuso d'ufficio, l'Europa ci ricorda che la lotta alla corruzione richiede strumenti forti e rigorosi. Avevamo avvertito la maggioranza in ogni sede: eliminare questa fattispecie rischiava di porre il nostro Paese fuori dal solco delle convenzioni internazionali e del diritto dell'Unione. Il voto del Parlamento europeo sconfessa la propaganda della destra e isola l'Italia, esponendoci a rischi di procedure d'infrazione qualora l'Italia non si adegui. Il Ministro Nordio prenda atto di questa sonora sconfitta e fermi una deriva che danneggia la credibilità internazionale del nostro Paese. È tempo di tornare indietro e costruire norme che proteggano davvero l’interesse pubblico, come richiesto dai nostri partner europei."
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari Europei alla Camera.
“La fotografia dell’Ocse sull’Italia è impietosa e conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che il governo non ha il timone della situazione e che il Paese naviga a vista. Le previsioni sulla crescita del Pil vengono ulteriormente tagliate anche a causa a causa del lievitare dei costi dell’energia provocati dalla folle guerra scatenata da Trump e Netanyahu. La manovra di bilancio è ormai morta e sepolta, a dimostrazione che il governo non ha una politica economica. Il decreto Bollette è ormai privo di senso perché incapace di affrontare le emergenze, con effetti negativi su occupazione e famiglie. La verità è che l’Italia affonda e il governo fa ammuina: venga subito in Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Dopo la bocciatura degli italiani sulle riforme oggi arriva anche una nuova bocciatura: quella sulle politiche economiche. A certificarlo è l’Ocse che delinea un quadro economico estremamente preoccupante. L'errore piu grave del governo Meloni è negare e nascondere i gravi ritardi del nostro paese, continuando a raccontare successi che non esistono. Con la conseguenza di non essere capaci di pensare a proposte strutturali non immediatamente spendibili sul terreno della propaganda.
La presidente Meloni, che dice di essere portatrice di stabilità, sta invece creando fibrillazioni istituzionali che si riflettono sulla crescita economica. Ancora una volta bisogna dire che senza il Pnrr ereditato dai governi precedenti oggi saremmo in recessione”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.
“I nuovi dati OCSE confermano ciò che denunciamo da mesi: l’Italia sta arretrando mentre il governo continua a non vedere la realtà. Il taglio delle stime di crescita a +0,4% nel 2026 e +0,6% nel 2027 è l’ennesimo campanello d’allarme, un segnale che certifica la debolezza strutturale del Paese e l’assenza totale di una strategia economica. Mentre Francia e Germania rialzano la testa, noi restiamo fermi, schiacciati da consumi deboli, investimenti bloccati e un’industria in declino. Il governo Meloni insegue emergenze, rinvia riforme e gestisce i conti senza un progetto di sviluppo. Il prossimo DEF non può essere l’ennesimo esercizio ragionieristico: servono investimenti, energia a costi sostenibili, una politica industriale seria e semplificazioni vere. Senza una svolta immediata, i dati sul nostro Paese continueranno a peggiorare. Il Governo si svegli perché continuare così significa condannare l’Italia a un declino permanente, proprio mentre si esaurisce anche la spinta garantita dal PNRR”.
Così la deputata Silvia Roggiani della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Basta inerzia. Mentre negli Stati Uniti le corti iniziano a chiamare per nome le responsabilità delle grandi piattaforme digitali come Google (YouTube) e Meta, (Instagram) nella dipendenza dai social media, in Italia il Governo continua a voltarsi dall’altra parte. È inaccettabile che non si colga nemmeno l’opportunità concreta offerta dal lavoro parlamentare già avviato, a partire dall’emendamento Malpezzi nel DL Sicurezza in discussione al Senato. Sarebbe un atto di responsabilità verso milioni di giovani e famiglie”.
Lo dichiara il deputato PD, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.
“I dati - aggiunge - parlano chiaro. Oltre il 62% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni possiede un account social, spesso creato aggirando le regole; un terzo dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa quotidianamente lo smartphone; solo il 30% delle famiglie utilizza strumenti di parental control. Non è più un fenomeno marginale, ma una vera emergenza educativa, sociale ed economica. Le più recenti direttive europee indicano con chiarezza la strada: trasparenza, stop alle pratiche commerciali ingannevoli e predatorie, tutela rafforzata dei minori e principio di ‘protezione per impostazione predefinita’. Non recepirle pienamente significa lasciare i nostri ragazzi esposti a dinamiche assimilabili, in molti casi, a forme di dipendenza e di gioco d’azzardo mascherato. Per questo ho anche presentato alla Camera un disegno di legge specifico, in virtù della mia attività parlamentare sul gioco d'azzardo e riprendendo le scelte fatte dal governo Sanchez, che punta a rafforzare gli strumenti di tutela dei minori nell’ecosistema digitale e a responsabilizzare concretamente le piattaforme. Il governo smetta di nascondersi. Servono scelte chiare e immediate. La salute e il futuro dei nostri giovani - conclude - non possono più aspettare”.