13/06/2025 - 12:27

“Il ministro Giuli parli, dica che Daoud è benvenuto. Dal governo nessuna risposta e nessun atteggiamento garante dei diritti della libertà di opinione. Se fossi in Kamel Daoud, scrittore e giornalista franco-algerino, non mi sentirei sicuro a venire in Italia senza almeno la certezza di una dichiarazione politica del ministro Giuli che dica che lui è benvenuto perché l’Italia non persegue chi fa reati di opinione. L'intellettuale Daoud è atteso nel nostro Paese per partecipare a eventi culturali legati alla presentazione del suo ultimo romanzo. Sull'autore pendono due mandati di arresto internazionali emessi dall'Algeria, relativi a presunte violazioni e un'accusa di utilizzo non autorizzato della storia personale di una donna algerina nel suo romanzo. Si parla di reati d'opinione, reati che non esistono, o meglio, non dovrebbero esistere in Italia”. Lo dice la deputata Pd, Lia Quartapelle presentando un'interpellanza urgente al governo affinché  lo scrittore possa partecipare liberamente agli eventi culturali previsti, senza il timore di essere arrestato o estradato.
“In Italia – si auspica l'esponente dem - ben vengano le voci controverse e i pensieri eclettici che stimolino la discussione e il confronto sociale. Purtroppo questo governo si nasconde e non dice se sul territorio nazionale è garantita la libertà di pensiero per tutti. Guarda solo i propri interessi che si declinano con slogan o titoli ingannevoli come il Piano Mattei. Un'altra occasione persa senza un valido motivo.”, conclude Quartapelle.

 

 

11/06/2025 - 19:08

“Quanto sta avvenendo al processo per la morte di Giulio Regeni è una pregiudiziale nelle nostre relazioni con l'Egitto. Grazie allo sforzo delle nostre forze dell'ordine, della magistratura e degli apparati di sicurezza, è stato svolto un lavoro approfondito per capire la verità sulla tortura, il rapimento e l'uccisione di un cittadino italiano all'estero. Il nostro Paese ha chiesto la collaborazione delle autorità giudiziarie dell'Egitto, collaborazione che non c'è mai stata. Tant’è che il processo si svolge a Roma senza gli imputati e senza la collaborazione delle autorità dove quegli orrendi crimini sono stati compiuti. Noi riteniamo che sia un danno all'interesse nazionale che il governo stipuli un nuovo accordo, pur se tecnico, con le autorità di un paese che non collabora su una questione centrale che ha a che fare con la vita di un nostro concittadino. Ancora una volta per la maggioranza è più importante la politica commerciale dei principi”.

Così la deputata democratica e vicepresidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle, intervenendo in Aula per annunciare il voto di astensione del Gruppo all’accordo con l’Egitto sul trasporto internazionale di merci per mezzo di veicoli trainati.

 

11/06/2025 - 12:14

Il ministro Giuli riconosce apertamente le gravi inadempienze e le evidenti criticità nell'organizzazione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura. Tuttavia, cerca di giustificare l'operato di amministratori “amici” con argomentazioni che risultano fuori luogo e decisamente di cattivo gusto.

La Regione Sicilia, da parte sua, sembra non aver compreso fino in fondo la portata di questo anno speciale, che avrebbe potuto rappresentare una svolta storica per la città.

Invece di ergersi a difensore d'ufficio, il ministro si concentri sull’essenziale: faccia lavorare i suoi uffici per verificare che i fondi pubblici destinati a questa importante iniziativa vengano realmente impiegati in modo efficace e trasparente. Perché se così non fosse, ci troveremmo davanti a una responsabilità grave, che ricadrebbe su tutti i livelli istituzionali coinvolti.

Il Partito Democratico aveva già presentato un’interrogazione parlamentare per sollevare le prime criticità legate alla gestione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura. Alla luce del persistere delle problematiche e dell’assenza di risposte concrete, verrà ora depositata una nuova interrogazione, con l’obiettivo di fare piena luce sull’intera organizzazione e garantire trasparenza, responsabilità e rispetto nei confronti degli agrigentini e della cultura italiana.

Lo dichiara la deputata dem Giovanna Iacono, componente della commissione Cultura della Camera dei deputati.

 

06/06/2025 - 12:29

Dem presentano interrogazione alla Camera e al Senato

 

“Il settore cinematografico italiano è in ginocchio, e non per dinamiche di mercato, ma per precise scelte politiche. Scelte che dimostrano come l’attuale governo consideri la cultura – e in particolare l’industria del cinema e dell’audiovisivo – un bersaglio da colpire, un fastidio da ridimensionare e piegare a logiche di potere.

Le continue “veline” fatte filtrare dal Ministero della Cultura sembrano costruite ad arte per screditare gli operatori del settore e alimentare una narrazione tossica e fuorviante per pura propaganda. Ma oggi emerge qualcosa di ancora più grave: una strategia silenziosa e pericolosa messa in atto in raccordo con figure istituzionali, per penalizzare mediaticamente soggetti scomodi, anche interni alla stessa maggioranza, sfruttando ruoli chiave nell’industria cinematografica e nell’associazionismo. Un’operazione che sa tanto di conflitto d’interessi e che utilizza incarichi pubblici come se fossero articolazioni di partito. Il Ministro Giuli deve fare immediatamente chiarezza.
È inaccettabile che il MiC venga trasformato in un campo di battaglia interno alla maggioranza, dove si usano risorse e funzioni pubbliche per alimentare lotte di potere personali. Serve trasparenza immediata anche sulla gestione della comunicazione istituzionale, a partire dal ruolo della sottosegretaria Borgonzoni, che non può più continuare a operare come se il suo incarico fosse una concessione personale.

Mentre migliaia di lavoratori del cinema restano disoccupati o sono costretti a cambiare mestiere, al Ministero si litiga per piccole poltrone e si combattono guerre intestine. Il settore non merita questo scempio” così i componenti del Pd nelle Commissioni Cultura di Camera e Senato che annunciano la presentazione di un'interrogazione parlamentare in entrambe i rami del parlamento. Al centro dell’iniziativa, “la comunicazione e gli eventi istituzionale promossi dal MiC e il possibile conflitto di interessi derivante dalla sovrapposizione tra incarichi istituzionali e ruoli associativi, come nel caso della presidente di Cinecittà, che ricopre anche la carica di presidente dell’Associazione dei produttori audiovisivi (Apa)”.

 

04/06/2025 - 13:41

“Più che prendersela con il Partito Democratico, il sottosegretario Borgonzoni dovrebbe rivolgersi all’ufficio stampa del Ministero della Cultura, che ha fatto filtrare alla stampa l’irritazione del ministro Giuli per le sue prese di posizione e per la mancata convocazione agli incontri istituzionali sul cinema. Da quanto ci risulta, il ministro non ha ancora smentito né l’irritazione né l’esclusione. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, ma una cosa è certa: al Collegio Romano regna la confusione e i dissidi interni stanno minando la credibilità e l’operatività del Ministero. Giuli e Borgonzoni sembrano sull’orlo di una crisi di nervi”, dichiarano i deputati del Partito Democratico componenti della Commissione Cultura della Camera.

“Nel frattempo, il comparto cinematografico e audiovisivo vive una crisi reale e profonda. L’intera filiera – artisti, registi, produttori, distributori – non riceve risposte né rassicurazioni, ma solo rinvii, incertezze e un preoccupante clima di ostilità. Le quotidiane indiscrezioni fatte circolare su testate vicine alla maggioranza alimentano un’inaccettabile campagna denigratoria, trasformando il mondo del cinema in un bersaglio politico, come se appartenere alla cultura significasse militare in un campo avverso”.

“È un clima tossico – proseguono i deputati Dem – che danneggia la libertà espressiva e paralizza ogni confronto costruttivo. Il nostro auspicio è che si possa aprire un dibattito serio e trasparente sullo stato dell’arte del cinema e dell’audiovisivo in Italia. Per questo chiediamo ancora una volta al presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, di calendarizzare con urgenza una sessione di lavori parlamentari dedicata, con le audizioni dei principali soggetti del settore. Mollicone la smetta di far finta di non sentire: è in Parlamento che si discute di politiche culturali”.

 

03/06/2025 - 17:23

Settore strategico, serve serietà: subito sessione parlamentare su crisi audiovisivo

“Ribadiamo con forza la nostra richiesta al presidente Mollicone di calendarizzare al più presto una sessione parlamentare in Commissione Cultura dedicata allo stato dell’industria audiovisiva italiana. Il settore vive una fase critica e ha bisogno di risposte chiare e di un confronto istituzionale serio”, dichiarano i componenti del Pd della Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, Mauro Berruto, Giovanna Iacono e Matteo Orfini. Alla vigilia dell’incontro tra il MiC e gli operatori del settore, Manzi stigmatizza lo scontro in corso tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria con delega al cinema, Lucia Borgonzoni. “La notizia di un ‘ministero in lite’ è inaccettabile e non può essere tollerata. Litigi, gelosie e rinfacci – aggiungono i dem – non appartengono al linguaggio né all’operato delle istituzioni. L’industria cinematografica e audiovisiva italiana è un settore strategico che merita rispetto e serietà: se ci sono problemi politici al Collegio Romano, il ministro Giuli ha tutti gli strumenti per risolverli e mettere fine a questa situazione, a partire dal ritiro delle deleghe alla sottosegretaria. Il settore audiovisivo – concludono i democratici – non può essere ostaggio di scontri interni alla maggioranza che ne compromettono l’operatività e il futuro. Aspettiamo risposte concrete dal Governo e, dal presidente Mollicone, la calendarizzazione della discussione in Commissione Cultura”.

 

03/06/2025 - 16:25

Scrittore perseguitato dal governo algerino non si fida del nostro Paese

“Lo scrittore algerino Kamel Daoud rischia il carcere in Algeria per reati di opinione. Faccio mio l’appello della sua editrice italiana Elisabetta Sgarbi: il governo italiano intende lasciar cadere il mandato di cattura internazionale contro di lui?” così, sui social, la vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle, che presenterà un’interrogazione parlamentare ai ministri Nordio, Tajani e Giuli per sapere come il governo intenda intervenire per proteggere lo scrittore algerino, perseguitato dal suo governo. Daoud ha infatti annunciato che non sarà presente alla Milanesiana perché teme che l’Italia non lo tuteli dalla richiesta di estradizione.

 

29/05/2025 - 14:23

“Volano gli stracci al Collegio Romano. Dopo l’intervista a Libero in cui la sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha duramente criticato l’operato del ministro Giuli sulle politiche cinematografiche, attribuendogli i ritardi nei finanziamenti, è arrivata una nota dell’ufficio stampa del Ministero che, escludendola dal prossimo incontro sulle materie cinematografiche, sancisce di fatto la sua sfiducia politica.” Lo dichiara il democratico Matteo Orfini, componente della Commissione Cultura della Camera, che aggiunge: “Nel merito dell’intervista, le dichiarazioni della Borgonzoni sono lunari. Parla come una passante, quando invece è sottosegretaria con delega al cinema da anni. In tutto questo tempo ha operato in stretta connessione con la Direzione Generale Cinema del MIC, intervenendo spesso anche in maniera eccessiva sulle decisioni organizzative. Ora tenta di sottrarsi alle sue responsabilità, ma se fosse vero quanto dice, la prima che dovrebbe fare un passo indietro è lei.”

“La verità – prosegue Orfini – è che questo Governo vuole scientemente affossare l’industria cinematografica italiana, considerata politicamente scomoda. Una visione miope e ideologica che sta già producendo effetti drammatici sulla pelle di migliaia di lavoratori: maestranze, artisti, tecnici e imprese dell’indotto. Un intero comparto è fermo da mesi, paralizzato dalle scelte sbagliate del Governo Meloni, e rischia di scivolare in una crisi irreversibile.”

“Per questo – conclude Orfini – abbiamo depositato una proposta di legge sia alla Camera che al Senato, promossa dalla segretaria Elly Schlein, per aggiornare la legge Franceschini e affrontare finalmente nel merito le questioni organizzative e strategiche del settore. Istituire una agenzia per il cinema e l'audiovisivo dotata di autonomia, professionalità e competenza è la via maestra per liberare il settore da questa cappa di dilettantismo e aggressività che lo sta soffocando. Chiediamo una rapida calendarizzazione.”

 

22/05/2025 - 17:25

La risposta del governo Meloni e in particolare del ministro della Cultura Giuli alla crisi del settore editoriale è del tutto insufficiente e lacunosa e tradisce il mondo dell’editoria di fronte al grido d’allarme lanciato dagli editori al Salone del Libro di Torino e alle promesse non mantenute. Il ministero, rispondendo a un nostro Question Time in commissione, non ha dato tempi certi o impegni chiari per potenziare il finanziamento al settore. Non possiamo accontentarci di generiche dichiarazioni d’intenti. Serve un intervento strutturale, e serve subito.” Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura.

“La sostituzione della 18app con la Carta Cultura e del Merito – prosegue l’esponente dem – ha smantellato una misura universale, trasformando un diritto in un premio legato a requisiti reddituali e di merito. Non è accettabile che l’accesso alla cultura venga condizionato in questo modo, specie per le giovani generazioni”.

“Senza una legge quadro sul libro – conclude Manzi - senza risorse e strumenti stabili, l’Italia rischia di compromettere una delle sue industrie culturali più importanti. È urgente convocare un tavolo di confronto con tutti gli operatori del settore e costruire una politica del libro che guardi al lungo periodo. Chiediamo una visione strategica, non misure spot con scadenze predefinite. La cultura non può essere lasciata alla precarietà delle singole iniziative: serve un impegno serio, continuativo e strutturato”.

 

21/05/2025 - 14:16

“La situazione dell’editoria italiana è preoccupante e i dati emersi dal Salone del Libro di Torino devono far riflettere il Governo su quanto (non) è stato fatto finora.” Così i deputati democratici Manzi, Iacono, Orfini e Berruto componenti della Commissione Cultura della Camera, che oggi hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che sarà chiamato a rispondere domani in Commissione.
“L’impatto delle scelte del Governo, dai tagli alla 18App alla mancata adozione di misure compensative per il settore, sta producendo effetti allarmanti. Lo confermano i dati diffusi dall’Associazione Italiana Editori (AIE), che registrano nei primi quattro mesi del 2025 un crollo del 3,6% nel mercato dell’editoria di varia, con quasi un milione di copie vendute in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, e una riduzione della spesa per libri di 15,9 milioni di euro.”
“La nuova ‘Carta della cultura giovani’ e la ‘Carta del merito’, introdotte in sostituzione della 18App, hanno ristretto l’accesso ai benefici, burocratizzato e complicato le procedure, riducendo drasticamente la capacità di spesa in beni culturali da parte dei giovani: nei primi quattro mesi del 2025 gli acquisti con queste carte si sono ridotti di circa 30 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato che conferma il flop del nuovo impianto che non funziona e rischia di impoverire il tessuto culturale ed economico del Paese.”
“Nell’interrogazione – proseguono i deputati dem – chiediamo al ministro quale politica di sostegno il Governo intenda adottare per rilanciare la lettura, semplificare l’accesso alle misure, ristabilire un principio di universalità per il bonus cultura, e soprattutto aprire un confronto con l’intera filiera del libro, dalle case editrici ai librai fino ai bibliotecari, per trovare soluzioni concrete e strutturali. Serve un cambio di passo immediato” concludono.

19/05/2025 - 16:32

Il Governo si spacca in Cdm, la maggioranza non c’è più. Non si può far finta di niente se Salvini e i suoi Ministri votano contro l’impugnativa della legge del Trentino sul terzo mandato e in Friuli Venezia Giulia gli assessori della Lega rimettono le deleghe. Il vicepremier Salvini vuole piegare le leggi alle sue volontà per accontentare governatori e sindaci della Lega. Sulle istituzioni e sul loro funzionamento si sta giocando la partita delle candidature nel centrodestra e le scarse speranze di Salvini di recuperare qualche consenso al Nord. Del resto che a lui del paese importa poco non si vede solo da come si occupa delle infrastrutture, ma anche dal sostegno a una delega per l’attuazione dell’Autonomia che praticamente prevede una riscrittura della legge dopo la bocciatura da parte della Consulta. Sempre senza senso e soprattutto senza risorse.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

15/05/2025 - 12:30

“La crisi del cinema italiano non è una percezione, è una realtà sotto gli occhi di tutti, che il governo continua irresponsabilmente a negare”. Così il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini interviene sulla polemica esplosa tra il mondo dello spettacolo e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

“Da oltre un anno – sottolinea l’esponente dem – il comparto è in grave sofferenza. Le produzioni sono ferme, migliaia di lavoratrici e lavoratori sono senza prospettive. Le associazioni di categoria, dai produttori agli attori, dai tecnici ai registi, lanciano da mesi l’allarme. E il governo non solo non ascolta, ma risponde con attacchi violenti a chi osa alzare la voce, come dimostrano le reazioni scomposte alle parole di artisti come Elio Germano e Geppi Cucciari”.

“E’ in atto – continua il deputato Pd - una strategia consapevole e ideologica, che mira da un lato a favorire le grandi piattaforme a discapito delle piccole e medie produzioni italiane, vera spina dorsale della nostra creatività e dall’altro a colpire un settore visto come ‘ostile’ solo perché culturalmente vivace e pluralista. Anche Pupi Avati ha ricordato che questo racconto di un cinema politicizzato è falso. Il nostro cinema è patrimonio culturale e industriale del Paese. Ha bisogno di attenzione, non di persecuzioni”.

“Il Partito Democratico - conclude Orfini - continuerà a portare in Parlamento le richieste di tutto il settore e a chiedere l’immediata calendarizzazione della proposta di legge, prima firmataria Elly Schlein, per l’istituzione di una Agenzia autonoma per il Cinema e l’Audiovisivo, sul modello francese. Un organismo indipendente e moderno, in grado di garantire una governance efficiente a una filiera che conta oltre 180.000 addetti, tra diretti e indiretti e merita rispetto, risorse e visione”.

 

14/05/2025 - 18:05

“Domani, nel corso dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Cultura della Camera, il gruppo del Partito Democratico chiederà al Presidente Federico Mollicone di calendarizzare l’esame delle
proposte di legge sulla crisi dell’industria cinematografica e audiovisiva nazionale. Una richiesta urgente, che punta ad aprire in Parlamento una discussione seria e strutturata, con l’audizione di tutte le categorie coinvolte: artisti, lavoratori, tecnici, produttori, distributori”. Lo dichiara la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi, che aggiunge: “Non possiamo più permetterci ritardi, serve un confronto reale con tutti gli operatori di un comparto che per colpa del governo è sempre più in difficoltà”. La richiesta del Pd arriva nel pieno di una mobilitazione corale del settore cinematografico in cui circa 100 tra attori, registi e sceneggiatori hanno firmato una lettera aperta indirizzata al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e ai Sottosegretari Borgonzoni e Mazzi, denunciando “una situazione lavorativa e produttiva indubbiamente in crisi”.
“Quando un intero settore si mobilita – sottolinea Manzi - un Ministro non può far finta di niente o peggio ancora offendersi e insultare chi giustamente pone un problema alla politica. Chiediamo un confronto immediato, è tempo di una vera stagione di ascolto. Il futuro del cinema italiano non può più aspettare.”

 

13/05/2025 - 19:49

Mollicone convochi commissione su crisi audiovisivo

“Quando un intero settore si mobilita, un Ministro non può far finta di niente. Il Cinema Italiano, in crisi profonda, ha alzato la voce. Attori, registi, sceneggiatori, tecnici, professionisti di ogni ambito hanno unito le forze per denunciare una realtà insostenibile. Non si può più ignorare la gravità della situazione, che sta mettendo a rischio la cultura e l’industria cinematografica del nostro Paese.”
Con queste parole, i componenti democratici della Commissione Cultura della Camera commentano la lettera aperta che circa 100 tra registi e attori hanno indirizzato al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e ai Sottosegretari Borgonzoni e Mazzi. L'appello riguarda la “situazione lavorativa e produttiva del cinema italiano”, che, secondo quanto scritto, “è indubbiamente in crisi.”
“Il Ministro Giuli - aggiungono i membri della Commissione - non può sottrarsi alla responsabilità di un confronto serio e urgente. Già da tempo, la nostra richiesta è chiara: apriamo una discussione pubblica in Parlamento con gli addetti ai lavori per dare avvio a una vera e propria stagione di ascolto. Il presidente Mollicone, invece di continuare ad attaccare a testa bassa, prenda atto della gravità della situazione, smetta di insultare e calendarizzi con urgenza l’esame in commissione delle proposte di legge e delle risoluzioni sulla crisi dell’industria audiovisiva italiana. Ogni giorno che passa senza un dialogo concreto è un giorno perso. Non possiamo permetterci altri ritardi e rinvii”, concludono i democratici.

 

13/05/2025 - 16:18

“È positivo che il ministro Giuli porti all’attenzione del Consiglio europeo il rischio dei dazi e il valore strategico dell’industria cinematografica. Ma sarebbe opportuno che mostrasse la stessa attenzione anche in Italia, dove il comparto sta affrontando una crisi gravissima, frutto di scelte politiche errate e di una costante mancanza di dialogo con il settore” lo dichiara Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera.

“L’industria cinematografica italiana - aggiunge Manzi - sta attraversando una crisi profonda, e le responsabilità del governo Meloni sono evidenti. Fin dall’inizio del suo mandato, l’esecutivo ha adottato provvedimenti penalizzanti, tagliando risorse fondamentali e generando un clima di incertezza che sta mettendo in ginocchio un’intera filiera produttiva.

Si tratta di un settore che rappresenta da sempre un’eccellenza del nostro Paese, riconosciuta a livello internazionale, e che oggi si trova ad affrontare danni economici e occupazionali senza precedenti.

Chiediamo al governo di fermarsi e di venire in Parlamento: è qui che intendiamo aprire un confronto pubblico, trasparente, e dare voce a tutti gli operatori e le operatrici del settore. Un confronto che deve avvenire senza attacchi o delegittimazioni da parte della maggioranza, e che abbia come obiettivo il miglioramento della legislazione esistente e il rilancio dell’audiovisivo italiano. Le critiche e le proposte che arrivano dal mondo del cinema e della cultura non possono essere liquidate con superficialità o sarcasmo: meritano rispetto, ascolto e risposte concrete” conclude la democratica.

 

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