“Dal reato contro la persona alla cultura del consenso. Trent’anni dall’approvazione della legge contro la violenza sessuale” è il tema dell’incontro promosso dal Gruppo del Pd e dalla Fondazione Nilde Iotti che si terrà martedì 17 febbraio alle 14.30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati. Interverranno: Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, Livia Turco, Presidente Fondazione Nilde Iotti, Andrea Catizone, Presidente Fondazione Tina Lagostena Bassi, Anna Finocchiaro, Presidente Fondazione Italiadecide, Alberta De Simone, già Deputata Democratici di Sinistra, Michela Di Biase, Deputata Pd, Sara Ferrari, Deputata Pd, Valeria Valente, Senatrice Pd, e Roberta Mori, Portavoce Conferenza Donne Pd.
Deputati dem: Mic ha autorizzato sfregio della Rai?
“I deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera hanno predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per fare piena luce sull’utilizzo dell’immagine dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nella sigla delle Olimpiadi trasmessa dalla RAI.
L’interrogazione chiede di sapere se la RAI sia stata formalmente autorizzata all’uso dell’immagine e se, nell’ambito di tale eventuale autorizzazione, la Direzione dei Musei Reali di Torino — che detiene la responsabilità e la tutela di questa straordinaria opera, capolavoro assoluto e patrimonio dell’umanità — abbia consentito modifiche o alterazioni dell’immagine originale.
L’Uomo Vitruviano non è un’immagine qualunque: è uno dei simboli più alti dell’arte e dell’ingegno italiani, sottoposto a precise norme di tutela e a procedure rigorose per la riproduzione e l’utilizzo, anche a fini televisivi e promozionali. Per questo riteniamo necessario chiarire se tutte le procedure previste dalla legge siano state rispettate.
È compito del Ministro Giuli rispondere con puntualità e trasparenza. Occorre capire se ci troviamo di fronte a una svista del Ministero, che non avrebbe adeguatamente monitorato l’utilizzo delle immagini relative al nostro patrimonio culturale, oppure se la RAI abbia violato le normali procedure che prevedono la richiesta e l’autorizzazione preventiva per l’impiego di opere di tale rilevanza. Lo sfregio é evidente, qualcuno ha sicuramente sbagliato.
La tutela del patrimonio culturale non può essere considerata un aspetto secondario o formale. È una responsabilità istituzionale che riguarda il rispetto delle regole, delle competenze e del valore universale delle nostre opere d’arte”.
Così i deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera
Da Petrecca ancora gaffe che umilia patrimonio culturale italiano
“Il sito del Corriere della Sera denuncia un fatto molto grave: nella sigla Rai dei Giochi Olimpici di Milano Cortina l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci è stato manomesso e censurato, con l’eliminazione dei genitali presenti nell’opera originale. Siamo di fronte a una scelta incomprensibile e inaccettabile: davvero la Rai arriva a modificare Leonardo? È possibile che il direttore di Rai sport Petrecca autorizzi ogni giorno la messa in onda di una versione alterata di uno dei simboli universali dell’arte rinascimentale? La Rai, che un tempo era considerata la più importante azienda culturale del Paese, non può ridursi a intervenire su un capolavoro che appartiene al patrimonio mondiale. Alterare l’arte significa umiliarla, impoverirla, non certo tutelarla. Il servizio pubblico ha il dovere di valorizzare la nostra storia e la nostra identità, non di riscriverle per eccesso di prudenza o per interpretazioni burocratiche dei regolamenti.
Chiediamo alla Rai di chiarire immediatamente le ragioni di questa decisione. E chiediamo al Governo, a partire dalla Presidente Meloni, di porre fine a queste continue gaffe che danneggiano la credibilità culturale dell’Italia. Il Ministro Giuli davvero non ha nulla da dire davanti a questo sfregio al patrimonio culturale? Non possiamo presentarci al mondo censurando Leonardo proprio durante le Olimpiadi”. Così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera.
“Nella commissione di Vigilanza Rai si sta consumando da mesi uno scempio delle istituzioni. Una situazione grave che dura ormai da un anno e che svuota il ruolo stesso dell’organo parlamentare chiamato a vigilare sul servizio pubblico. La commissione nasce per garantire il rispetto del contratto di servizio e la tutela dei diritti dei cittadini e delle cittadine, a partire dal pluralismo, dalla qualità dell’informazione e dall’autonomia editoriale. Tutte prerogative che oggi vengono sistematicamente compresse”. Lo dice Ouidad Bakkali, deputata del Partito Democratico e componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Da un anno – prosegue l’esponente Pd – la maggioranza impedisce di fatto il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza, bloccando le audizioni dei vertici Rai e paralizzando l’attività della commissione. È un atteggiamento di arroganza istituzionale che mortifica il Parlamento e le opposizioni”. Per la destra di governo la priorità sembra essere soltanto la gestione delle poltrone e degli equilibri interni, mentre il servizio pubblico viene progressivamente piegato a logiche di occupazione politica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’informazione sempre più sbilanciata e un progressivo restringimento del pluralismo, con una Rai che rischia di trasformarsi in uno strumento di propaganda”.
“Le tensioni interne, le denunce dei comitati di redazione, le proteste dei giornalisti e le polemiche sulla qualità dell’offerta informativa dimostrano – conclude Bakkali - un clima preoccupante che non può essere ignorato. È per questo che riteniamo urgente convocare i vertici Rai. Ripristinare trasparenza, rispetto delle regole e pieno pluralismo non è una battaglia di parte, ma una necessità democratica”.
*Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio*
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4
Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd,Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio) e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.
“Il Partito Democratico voterà a favore della conversione del decreto Ucraina per coerenza e responsabilità verso i valori democratici e la sicurezza europea, confermando il sostegno a Kyiv e la protezione dei profughi e dei giornalisti freelance. Per noi sostenere l’aggredito e lavorare per una pace giusta non sono opzioni alternative, ma parte della stessa missione politica. Tuttavia, non possiamo non denunciare come la scelta del governo di porre la fiducia sia una mossa squisitamente politica per nascondere le profonde crepe della maggioranza: la Premier Meloni usa uno strumento tecnico per mettere la museruola ai ‘mal di pancia’ della Lega e neutralizzare le pericolose fughe in avanti verso Mosca dell’eurodeputato Vannacci.
È paradossale che una questione di dignità internazionale venga ridotta a un regolamento di conti interno al centrodestra. La fiducia oggi non serve a blindare il provvedimento, che passerebbe comunque con il contributo del Pd, ma a nascondere che il re è nudo: Meloni non può stare a Kiev con il Ministro Crosetto e contemporaneamente tollerare chi strizza l’occhio al Cremlino nei corridoi del potere. La nostra è una scelta di serietà repubblicana che si contrappone al cinismo di una destra che trasforma il sostegno militare e l’iniziativa diplomatica in un terreno di posizionamento elettorale, sacrificando la trasparenza e il dibattito parlamentare sull'altare della propria tenuta interna.”
Così Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera, intervenendo durante la dichiarazione di voto in Aula.
“Meloni spieghi se accetta i voti di fiducia di Vannacci. Oggi in aula i 3 deputati di Futuro Nazionale hanno presentato e votato 3 Odg contro il parere del governo. Una evidente rottura della maggioranza su un punto cruciale della politica estera. Il governo deve chiarire se considera Vannacci in maggioranza dopo questa rottura in aula” così il deputato democratico Claudio Mancini a margine delle votazioni del decreto Ucraina alla Camera.
“Con la fiducia volete evitare un dibattito che avrebbe messo a nudo le vostre divisioni e le ambiguità di una maggioranza condizionata dai settori filoputiniani. Preferite blindare il provvedimento per evitare un confronto trasparente sulle divisioni interne alla maggioranza, in particolare sugli emendamenti che puntavano a interrompere il sostegno militare a Kiev.
Il PD voterà contro la fiducia ma ribadisce con chiarezza che l’obiettivo è una pace giusta e sicura. Una pace che non coincida con la resa dell’Ucraina, che non legittimi l’aggressione russa e che non cancelli i crimini di guerra commessi. Pace significa giustizia, libertà e rispetto della sovranità dei popoli. Significa liberazione dei prigionieri, ritorno dei bambini deportati, rifiuto dell’annessione dei territori occupati e garanzie internazionali che impediscano nuove aggressioni.
Per il Partito Democratico il sostegno politico, umanitario e militare all’Ucraina resta una condizione necessaria per costruire un negoziato credibile, fondato sulla pari dignità tra le parti. In gioco non c’è solo il destino di Kiev, ma la sicurezza e la stabilità dell’Europa”.
Lo ha detto Piero Fassino, deputato Pd e vicepresidente Comm. Difesa, intervenendo in Aula per il voto di fiducia sul Decreto Ucraina.
“Riportare la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale è una priorità, soprattutto in questo momento storico e politico.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace ”propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. Uno dei temi fondamentali che mi preme sottolineare riguarda la richiesta di modifica del giuramento dell’atleta olimpico inserendo un passaggio esplicito rispetto alla responsabilità di ripudiare la guerra ed essere costruttore di pace rendendo l’atleta olimpico esempio per tutti gli altri sportivi. Ho vissuto per due volte la concreta utopia del Villaggio Olimpico, so che è possibile! Sogno atleti olimpici come veri e propri diplomatici, in grado di spingere istituzioni sportive e politiche verso una pace duratura. Non meno importanti sono i nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali, già presenti nell’attuale carta olimpica, ma troppo spesso disattesi. Noi chiediamo che vengano fatte queste modifiche in modo che non possano più accadere fatti come nel caso dell’atleta Heraskevych, al quale il Cio ha vietato di indossare un casco con i volti delle vittime, atleti e sportivi, caduti in Ucraina”. Lo ha detto Mauro Berruto Deputato e responsabile nazionale sport del PD durante una conferenza stampa di presentazione di una proposta, presentata da Renato Accorinti e sostenuta da moltissime firme di atleti e di protagonisti della società civile, per riassegnare ai Giochi Olimpici un protagonismo nella ricerca della pace.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4
Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio)
e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.
https://www.assoallenatori.it/news/2560.html
“La Rai sta colando a picco. Da mesi il servizio pubblico vive una paralisi senza precedenti, con organi di garanzia bloccati e una Commissione di Vigilanza messa nelle condizioni di non poter operare.
Non era mai accaduto nella storia repubblicana che non venisse eletto il presidente di garanzia. Meloni evoca presunte “derive illiberali della sinistra” ma sono accuse che vengono usate come foglia di fico per coprire il controllo crescente di Palazzo Chigi sul servizio pubblico. Una vera e propria cappa soffocante che sta restringendo gli spazi di pluralismo e di confronto a vantaggio della propaganda
filogovernativa. La Rai deve tornare a essere autonoma e pienamente operativa, nell’interesse dei cittadini, non del governo di turno”. Così una nota dei componenti democratici del Pd nella commissione di vigilanza Rai che sottolineano che “per questo abbiamo chiesto insieme a tutte le opposizioni di convocare subito in vigilanza l’Ad della Rai”.
Conferenza stampa mercoledì 11 febbraio h. 10.00
presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione 4
Parteciperanno:
Mauro Berruto, deputato della Repubblica italiana
Renato Accorinti, già sindaco di Messina
In occasione dei prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, nasce un’iniziativa che mira a riportare realmente la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace” che verrà presentato ufficialmente alla stampa, propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. La proposta prende le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di onorare il "DNA olimpico".
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dettagli di un appello formale inviato al CIO, al CIP e alle massime cariche dello Stato italiano e sottoscritto da moltissimi protagonisti del mondo sportivo, politico, culturale, scientifico, religioso del nostro Paese. La proposta affronta temi cruciali e di forte impatto mediatico, tra cui:
• Nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali.
• Una proposta di evoluzione simbolica della bandiera Olimpica per rendere il messaggio di pace visibile a miliardi di spettatori.
• L'integrazione del "giuramento dell'atleta" con un impegno esplicito contro la guerra.
L’obiettivo è spingere le istituzioni sportive e politiche a farsi portavoce di un cambiamento che trasformi ogni competizione in un atto concreto di diplomazia e fratellanza.
"Quella dei diritti delle ATP Finals è l’ennesima batosta per la Rai. La nuova gestione, invece di investire sul rilancio e sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra volerlo dismettere pezzo dopo pezzo. Rossi si sta comportando, di fatto, da liquidatore del servizio pubblico, non da chi dovrebbe difenderlo e valorizzarlo” è secco il commento dei componenti democratici della commissione di vigilanza Rai alla notizia del raggiungimento dell’accordo sui diritti tv in chiaro per le Atp Finals tra Mediaset e la Associazione Tennisti Professionisti "che vede battuta Telemeloni". “La perdita di questo appuntamento è una grave perdita per il servizio pubblico radiotelevisivo. Le dimissioni di Petrecca sono ormai imprescindibili” concludono.
“C’è una frattura profonda all’interno del governo in materia di politica estera. Giorgia Meloni non ha più una maggioranza solida e la richiesta di fiducia sul decreto Ucraina ne è la prova più evidente”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera. “Si tratta di un decreto che poteva essere approvato senza alcuna difficoltà, senza ricorrere a questo ennesimo trucchetto parlamentare. La scelta di porre la fiducia dimostra invece tutta la debolezza politica dell’esecutivo e le divisioni profonde che lo attraversano. Dopo il caso Vannacci e i continui distinguo della Lega sulla collocazione internazionale dell’Italia, appare chiaro che la stabilità che Meloni continua a rivendicare è solo di facciata. Le dichiarazioni rese oggi in Ziello confermano ulteriormente un quadro di confusione e di mancanza di una linea comune su un tema cruciale come la politica estera”.