La relazione della Segretaria Schlein, approvata dalla Direzione nazionale, indica una linea politica chiara per i prossimi mesi: il PD lancia una campagna d'ascolto centrata su temi sociali chiave (lavoro, sanità, scuola e impresa) per costruire un'alternativa concreta al governo di destra.
Accanto a questo l'impegno prioritario rimane la campagna per il NO alla riforma costituzionale: vogliamo difendere il sistema di "pesi e contrappesi" democratici per impedire lo smantellamento dell’equilibrio costituzionale. Ha fatto bene la segretaria Schlein a denunciare l'uso strumentale del tema sicurezza da parte della maggioranza, che punta a delegittimare la magistratura e reprimere il dissenso.
Il PD tutto è in campo al fianco della società civile per mobilitare l'elettorato e fermare questa pessima riforma costituzionale che non migliorerà in niente la qualità della giustizia per i cittadini.
Così Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, a margine della Direzione Nazionale del Partito Democratico.
"Alla fine il governo Meloni ha sfornato un altro "decreto sicurezza" che più che sulla sicurezza punta sulla propaganda della repressione. Accecato dal desiderio di mostrare i muscoli sperando di oscurare il loro clamoroso fallimento proprio sulla sicurezza, il governo non ha neanche ascoltato le voci di alcuni sindacati di polizia e questo la dice lunga. Le donne e gli uomini in divisa vanno tutelati, non strumentalizzati per i propri scopi politici. Invece di aumentare gli stipendi alle forze dell'ordine e di implementare gli organici, continuano a buttare soldi pubblici nei centri in Albania che sono vuoti, non servono a niente e non funzionano.
I nuovi provvedimenti previsti non risolvono nessun problema di sicurezza. Il vero obiettivo di Meloni è limitare il dissenso e, soprattutto, il diritto di manifestare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ringraziamo i Presidenti di Commissione e tutti i gruppi parlamentari per aver accolto la nostra richiesta di audire oggi insieme le forze sindacali dei trasporti ferroviari, per poter esprimere un momento di forte solidarietà per la comunità dei ferrovieri italiani per l'intollerabile omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio e per tutte le aggressioni che avvengono ogni giorno nell'ambito del trasporto ferroviario e TPL e per condividere in una sede istituzionale le azioni necessarie a realizzare gli obiettivi del protocollo sottoscritto nel 2022 e rendere finalmente attive tutte le misure previste. Riteniamo un segnale importante l'unico documento con cui si sono presentati i sindacati che rappresenta un valido contributo per partire dall’ascolto della voce dei lavoratori che sono in prima linea ogni giorno”. Lo dichiarano al termine dell’audizione in commissione IX e I i deputati PD Simona Bonafè, vice Presidente del Gruppo PD, Andrea Casu, vicepresidente in Commissione IX, e Matteo Mauri, Vicepresidente in Commissione I e responsabile sicurezza del Partito Democratico. “Il diritto alla mobilità – sottolineano i parlamentari dem - è un diritto fondamentale a cui va sempre legato il diritto alla sicurezza per chi lavora nei trasporti e per tutti i passeggeri. Sono già passati 4 anni dalla sottoscrizione del protocollo e ora, come rappresentanti delle istituzioni, sentiamo il dovere di fare tutto il possibile per dare le risposte tempestive che fino a oggi sono mancate”. “Condividiamo le richieste dei sindacati e pensiamo che sia fondamentale partire dalla prevenzione e dal rafforzamento del presidio fisico stabile e continuativo della Polfer nelle stazioni e sui treni. Sono tanti i temi da affrontare per la sicurezza, che potremo approfondire ulteriormente in una prossima audizione dedicata ai rappresentanti dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale, e su questi la politica deve fare fino in fondo la propria parte affrontando insieme ai lavoratori tutte le questioni aperte”, concludono i deputati.
“Alla luce delle notizie sulla presenza prolungata di unità navali russe nel Tirreno centrale, al largo della Sardegna, chiediamo al Governo e al Ministero della Difesa chiarimenti puntuali. Pur trattandosi, da quanto si apprende, di acque internazionali, desta preoccupazione la navigazione di navi militari con sistemi di tracciamento spenti in un’area strategica così vicina al territorio nazionale. In un contesto geopolitico delicato, non sono ammissibili sottovalutazioni. Serve massima trasparenza sulle valutazioni di sicurezza in corso e sulle misure adottate per la tutela del Paese” così una nota del capogruppo del Pd nella Commissione difesa della Camera, Stefano Graziano.
Si sono conclusi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati i lavori dell’incontro “Adeguati assetti 231 in ambito agroalimentare: obblighi, responsabilità, best practices e proposte di riforma normativa”, promosso e organizzato dall’on. Nicola Carè, dedicato al confronto sui profili di responsabilità delle imprese agroalimentari e sull’evoluzione del sistema di prevenzione dei reati previsto dal D.Lgs. 231/2001.Nel corso dei lavori è stato sottolineato come il rafforzamento dei modelli organizzativi e dei sistemi di controllo interno rappresenti oggi un elemento centrale per la prevenzione del rischio penale e reputazionale, oltre che per la tutela della sicurezza alimentare e della competitività delle imprese italiane. Alessandra Griffa ha evidenziato i collegamenti tra la riforma dei reati agroalimentari e la responsabilità 231, richiamando la necessità di aggiornare i modelli organizzativi per affrontare nuove fattispecie di reato e standard di controllo più evoluti. Stefano Buonocore ha rimarcato la centralità della prevenzione attraverso procedure operative, tracciabilità delle filiere, sistemi di audit e formazione del personale. Nicola Menardo si è soffermato sul ruolo strategico dell’Organismo di Vigilanza, chiamato a garantire effettività e continuità dei controlli interni e un dialogo costante con governance e management. Andrea Milani ha sottolineato l’esigenza di semplificazione applicativa per rendere i modelli 231 sostenibili anche per le piccole e medie imprese. Jacopo Perina ha richiamato l’importanza di un approccio integrato tra compliance, sostenibilità e reputazione aziendale, elementi ormai determinanti per la competitività sui mercati internazionali. Il coordinatore del Tavolo, Alessandro Parrotta, ha ricordato come l’agroalimentare rappresenti un asset strategico dell’economia nazionale e come la tutela della qualità e della sicurezza dei prodotti passi anche attraverso sistemi di governance moderni ed efficaci. In chiusura, Carè e Parrotta hanno ribadito l’importanza di proseguire il dialogo tra istituzioni, professionisti e imprese per favorire un’evoluzione normativa capace di coniugare rigore nella prevenzione dei reati, semplificazione applicativa e tutela della competitività delle aziende italiane.
“Questo Governo aveva promesso sicurezza dappertutto, ma è stato un fallimento anche su questo: dopo tutti i decreti e l’introduzione di 28 nuovi reati, è evidente che la logica repressiva non aiuta realmente le città e la cittadinanza”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Sky Start questa mattina.
“La serietà dell’opposizione è stata quella di rendersi disponibile, ma abbiamo visto che era un bluff con il comizio del ministro Piantedosi. Come opposizioni unite abbiamo presentato una risoluzione unitaria ma il Governo non ha voluto ascoltarci - ha proseguito la deputata dem - Sono interessati solo a inserire nuovi reati, affrontando il tema della sicurezza in chiave propagandistica ed emergenziale, e non a risolvere i veri problemi: lo scorrimento delle graduatorie per le forze dell’ordine, nuovo personale, pagare meglio chi è esposto a rischi”.“La manifestazione di Torino è un fallimento del ministro degli Interni, perché non è stata garantita la sicurezza non solo per la cittadinanza ma anche per gli agenti: qualcosa non ha funzionato ma Piantedosi non ha spiegato che cosa. Come è possibile che non sia stata prevista, prevenuta e contenuta la presenza di chi arrivava da fuori con quelle intenzioni? Quanto è costato? Hanno militarizzato Vanchiglia per ottenere questo? Sono queste le domande a cui Piantedosi deve rispondere” ha concluso Gribaudo.
"La sicurezza dei giovani passa anche attraverso ciò che accade sui social network, che oggi rappresentano l’ambiente in cui ragazze e ragazzi si incontrano, si informano, costruiscono relazioni e interpretano ciò che accade nella società".
Con queste parole la deputata democratica Marianna Madia, prima firmataria della proposta di legge bipartisan presentata alla Camera e al Senato sulla regolazione della presenza digitale dei giovani, interviene alla vigilia del Consiglio dei Ministri che, secondo quanto si apprende, approverà oggi sia un decreto sia un disegno di legge in materia di sicurezza, che saranno poi discussi rispettivamente al Senato e alla Camera.
"Per questo motivo – prosegue Madia – se il Governo non presenterà all’interno di questi provvedimenti una norma concreta sulla presenza digitale dei giovani, annunciamo fin da ora la presentazione di un emendamento sia al decreto sia al disegno di legge, che ricalcherà esattamente il contenuto della proposta bipartisan Madia/Mennuni, arrivata in Senato a un passo dall’approvazione prima dello stop voluto da Giorgia Meloni. Una proposta firmata anche da autorevoli esponenti della Lega e frutto di un lungo confronto con la Commissione europea".
"Arrivati a questo punto – sottolinea la deputata – tutti i partiti dovranno prendersi le proprie responsabilità. Stiamo assistendo a un balletto inqualificabile da parte della maggioranza: annunci di nuove proposte identiche a quelle già sottoscritte e discusse, improvvise frenate che, da comunicati mai smentiti, arrivano direttamente dalla Presidente del Consiglio".
"Intanto negli altri Paesi le leggi vengono approvate, mentre noi, che grazie a un lavoro serio e trasversale della Commissione Infanzia e Adolescenza eravamo arrivati primi, rischiamo di trovarci ultimi. Alla maggioranza dico: invece di presentare tanti testi uguali, fatene approvare uno".
"I nostri emendamenti – conclude Madia – saranno il vero banco di prova. Chiederemo la massima convergenza, perché sarà lì che si vedrà quali partiti intendono davvero rispettare gli impegni presi e affrontare un tema estremamente delicato, già oggetto di regolamentazione in tutta Europa. L’Italia rischia di arrivare per ultima: sarebbe una grave responsabilità della maggioranza e del Governo Meloni, oltre a una grande occasione persa per il Paese".
Lo dichiara Marianna Madia, deputata del Partito Democratico e prima firmataria della proposta di legge bipartisan sulla regolazione della presenza digitale dei giovani sulle piattaforme social.
“Le piazze non possono diventare un capro espiatorio, né gli atti indicibili di pochi violenti possono essere utilizzati per giustificare un arretramento sul piano dei diritti civili e politici. L’articolo 27 della nostra Carta lo dice chiaramente: la responsabilità penale è personale. Tuttavia a questo Governo sembra lecito estendere le colpe di un pugno di delinquenti a decine di migliaia di persone che esprimono la loro posizione in modo pacifico. Trattare puntualmente il diritto al dissenso come un problema di ordine pubblico, o addirittura alla stregua di una ‘sistematica strategia dell’eversione dell’ordine democratico’, significa indebolire la democrazia e alimentare tensioni, ossia il contrario di ciò che dovrebbe fare un Ministro della Repubblica.”
Lo dichiara l’On. Marco Lacarra, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Giustizia, in risposta alle dichiarazioni del Ministro Piantedosi in merito ai fatti di Torino.
“Questo è il punto a cui è arrivato il Governo: digiuni di risultati e affossati dai record negativi in tema di sicurezza, continuano a bersagliare chi manifesta pacificamente delegittimando la partecipazione civica di milioni di persone per bene. E allora se è indispensabile punire in modo esemplare quei delinquenti responsabili dell’aggressione ai poliziotti, è altrettanto urgente ritornare ad esprimersi e governare nei limiti tracciati dalla nostra Costituzione. La sicurezza si migliora investendo negli organici ormai scarni, in mezzi e strutture sempre più fatiscenti. Non di certo rinunciando a diritti sacri come quello a manifestare.”
*Mauri: “l'ennesimo decreto sicurezza senza un piano straordinario di assunzioni è solo propaganda. Così si torna sempre al punto di partenza”*
“Il continuo, compulsivo ritorno del Governo sulle stesse misure dimostra una cosa molto semplice: le politiche sulla sicurezza dell’esecutivo Meloni hanno fallito. Se una ricetta fosse efficace, non ci sarebbe bisogno di riproporla ogni volta con qualche ritocco. Qui, invece, siamo di fronte alla prova evidente dell’inefficacia delle scelte fatte finora”.
Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile sicurezza del PD.
“Da mesi il Governo insiste sempre sugli stessi strumenti: aumento delle pene, introduzione di nuovi reati, politiche anti dissenso. Una linea che si è già dimostrata sbagliata e che non produce alcun miglioramento concreto della sicurezza dei cittadini".
“Il vero problema è sotto gli occhi di tutti: mancano uomini e donne nelle forze dell’ordine. Se domani il Consiglio dei ministri dovesse approvare l’ennesimo inutile pacchetto sicurezza senza un piano straordinario di assunzioni nella polizia e nelle forze di sicurezza, saremmo di nuovo da capo. Sarebbe l’ennesimo fallimento annunciato”.
“Giorgia Meloni continua a riproporre una ricetta che non funziona, dimostrando tutta l’incapacità di affrontare seriamente il tema della sicurezza. Governare significa assumersi la responsabilità di cambiare strada quando una politica fallisce. Qui, invece, si persevera per ragioni esclusivamente propagandistiche”.
“Il Governo smetta di rincorrere slogan e faccia finalmente autocritica. Senza investimenti seri sul personale e sul controllo del territorio, parlare di sicurezza è solo un esercizio di propaganda che non dà risposte al Paese”.
“L’informativa del Ministro Musumeci sul maltempo al Sud si è ridotta a un lungo esercizio di autodifesa politica, mentre la realtà racconta tutt’altro: questo governo ha tagliato le risorse per la prevenzione del dissesto idrogeologico e continua a lasciare i territori senza strumenti e programmazione”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Musumeci ha evitato accuratamente di spiegare perché, da ministro, ha accettato passivamente i tagli ai fondi per la messa in sicurezza del territorio e perché, da presidente della Regione Siciliana, non abbia mai costruito una vera strategia di prevenzione e intervento strutturale. In Sicilia si è governato senza programmazione, accumulando ritardi e rinviando opere essenziali, e oggi se ne pagano le conseguenze. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: emergenze continue, comuni abbandonati, cittadini esposti a rischi sempre più gravi. La destra dimostra ancora una volta di non saper governare il territorio né prima né oggi”: conclude.
“Le dichiarazioni del ministro dell’Interno sulle manifestazioni di sabato scorso a Torino sono inaccettabili. È grave e irresponsabile l’accusa secondo cui chi ha manifestato avrebbe coperto i violenti”. Lo afferma Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Il ministro – sottolinea l’esponente dem – invece di venire in Parlamento e provare ad aprire un dialogo, anche con le opposizioni, dimostrando responsabilità, ha scelto ancora una volta la propaganda, strumentalizzando fatti gravissimi per portare acqua al mulino del governo. È inaccettabile pensare di criminalizzare decine di migliaia di persone per colpa di scontri provocati da minoranze ben identificate e organizzate, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare. Mettere insieme chi manifesta pacificamente con chi compie violenze, attacca le forze dell’ordine, la città e persino i giornalisti, significa confondere deliberatamente due piani che non c’entrano nulla e, soprattutto, vuol dire minare in profondità un diritto sacrosanto garantito dalla Costituzione, l’articolo 17, che tutela il diritto di manifestare e di esprimere dissenso”.
“Se si sommano tutti questi segnali – conclude Mauri – emerge un quadro preoccupante di un governo in difficoltà su più fronti che, proprio perché in difficoltà, diventa più pericoloso. La sicurezza, che doveva essere un punto di forza, si sta rivelando uno dei punti deboli di questo esecutivo. Si restringono gli spazi democratici, si alimenta il conflitto e si continua a intervenire solo con nuove norme penali e l’inasprimento delle pene, senza incidere sui problemi reali. Da anni chiediamo più risorse per le forze dell’ordine, organici adeguati, stipendi migliori per polizia, carabinieri e guardia di finanza. Di fronte a questo, il governo preferisce misure utili solo ai titoli dei giornali, che non spostano di un millimetro la realtà”.
“Ancora una volta il governo Meloni dimostra tutta la propria inadeguatezza di fronte a un’emergenza che colpisce duramente il Mezzogiorno. Quanto emerso dall'intervento di Musumeci oggi conferma ciò che denunciamo da tempo, l'indifferenza verso i territori interessati e l'abbandono ancora una volta del Sud. Di fronte ai drammatici danni causati dal maltempo abbiamo chiesto la sospensione nel milleproroghe dei tributi e dei contributi per le popolazioni colpite, ma dal governo arriva invece il condono. Abbiamo chiesto risorse adeguate per la messa in sicurezza dei luoghi e il sostegno economico ad imprese e famiglie, invece dal Governo appena 100 milioni a fronte di circa 2 miliardi di danni complessivi”.
“Di fronte a migliaia di sfollati, infrastrutture devastate e territori messi in ginocchio, la risposta dell’esecutivo si riduce all’ennesimo condono e a provvedimenti tampone che non affrontano le cause strutturali della fragilità del territorio. È una scelta politica precisa: invece di investire sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione, si continua a perdere tempo e a scaricare le responsabilità. Come ha denunciato oggi in Aula la segretaria Elly Schlein, la solidarietà non si annuncia, si finanzia, la ricostruzione non si promette, si fa. Anche la sicurezza delle comunità del Sud, a partire da Niscemi e dai territori colpiti dal ciclone Harry, è sicurezza nazionale. Non bastano più passerelle dall’alto, annunci o buone intenzioni, servono azioni concrete”.
Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Campania.
Imbarazzante Musumeci oggi alla Camera sui danni del maltempo e sulla frana di Niscemi. Da ex presidente della Regione Sicilia che nulla ha fatto sulla prevenzione, ci saremmo aspettati impegni precisi e idee concrete per affrontare l’emergenza ma anche per dare risposte strutturali. Invece abbiamo ascoltato scuse e promesse con risorse limitate e del tutto insufficienti. Poco o niente poi sul dissesto idrogeologico che è una delle grandi emergenze del Paese. È necessario investire con continuità in manutenzione del territorio, tutela dell’ambiente e infrastrutture sostenibili, abbandonando l’inutile Ponte sullo Stretto e finanziando il piano di adattamento climatico totalmente dimenticato mentre ancora si continua irresponsabilmente a parlare di condono edilizio.
Serve soprattutto un cambio di passo: non possiamo continuare a muoverci solo dopo i disastri. La prevenzione deve diventare una priorità dell’azione di governo. Ci batteremo perché la sicurezza dei territori provati dal dissesto idrogeologico, a partire dal Mezzogiorno, sia al centro dell’agenda politica insieme a una legge che fermi il consumo dissennato di suolo.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“La trasmissione Report ha mostrato in un servizio la gestione degli abbattimenti di animali negli allevamenti colpiti dall’emergenza influenza aviaria, con immagini inedite e di particolare gravità.
Emergono modalità di abbattimento, che richiedono fra l’altro ingenti risorse pubbliche, in netto contrasto con le normative nazionali ed europee in materia di benessere animale, biosicurezza e contenimento della diffusione del virus, nonché con i protocolli che dovrebbero essere applicati sotto la supervisione dei servizi veterinari pubblici.
L’inchiesta segnala inoltre che la ditta Bidente risulterebbe di fatto titolare di un monopolio degli abbattimenti per malattie infettive in diverse regioni del Nord Italia; il titolare della ditta, Ido Bezzi, risulta imputato in un procedimento penale relativo a precedenti focolai di influenza aviaria, circostanza che solleva interrogativi rilevanti in merito all’opportunità, alla trasparenza e alla legittimità dell’affidamento di tali incarichi.
Chiediamo alla luce dei suddetti fatti gravi cosa intende fare il ministro, se sia a conoscenza di quanto accade e se le procedure di gara e assegnazione degli incarichi dí abbattimento avvengono con trasparenza e nel rispetto delle normative vigenti. Chiediamo anche che il Governo intervenga per tutelare il benessere animale, ad esempio attraverso l'obbligo di telecamere nei macelli e negli allevamenti”. Lo dichiarano le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino che hanno presentato una interrogazione in commissione Affari sociali al ministro della Salute.