22/04/2026 - 16:30

“Bastava fare tre giorni intensivi di diritto per capire che il bonus agli avvocati per favorire i rimpatri volontari dei loro assistiti, era una norma manifestamente incostituzionale, perché gli avvocati sono liberi e indipendenti e non possono essere pagati per andare contro il loro assistito. Si tratta di una sorta di infedele patrocinio”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del partito Democratico.

“Purtroppo – aggiunge l’esponente dem - questo decreto sicurezza è solo repressione. Non prevede un euro per la prevenzione e soprattutto non sappiamo se c’è adeguata copertura finanziaria”.

“C’è un tema serio – conclude Serrachiani - di copertura economica. Nei fatti sembrano dare più soldi, non sappiamo ancora quanti, ma tolgono la possibilità di fare assunzioni nell’organico delle forze dell’ordine perché prendono le risorse dalle facoltà assunzionali. E sappiamo che le forze dell’ordine nel nostro Paese mancano e anche tanto”.

 

22/04/2026 - 14:53

“Governo ascolti grido di dolore della logistica: la proclamazione del fermo nazionale dell’autotrasporto merci da parte delle principali organizzazioni di settore rappresenta un segnale gravissimo che non può essere sottovalutato.

Siamo di fronte a una crisi profonda, aggravata dall’impennata dei costi legata alla situazione internazionale, che sta mettendo in seria difficoltà migliaia di imprese e rischia di produrre conseguenze rilevanti sull’intero sistema economico nazionale.

I provvedimenti finora adottati dal Governo si sono rivelati insufficienti rispetto alla portata dell’emergenza e, in alcuni casi, hanno finito per travestire da sostegni mere operazioni contabili penalizzando proprio l’autotrasporto professionale, che garantisce la continuità della catena logistica e ha investito in innovazione, sostenibilità ambientale e sicurezza.

È particolarmente grave che, nonostante le ripetute richieste delle associazioni di categoria, non sia stato ancora attivato un confronto strutturato con un comparto che rappresenta circa 100 mila imprese e 500 mila lavoratori.

È necessario intervenire con urgenza attraverso l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto, ristori compensativi per il mancato rimborso delle accise, misure immediate a sostegno della liquidità delle imprese, la piena attuazione dei provvedimenti normativi e il rafforzamento degli strumenti contrattuali, nonché l’immediata compensazione dei rimborsi accise.

Non è più il tempo dei tavoli tecnici serve un’assunzione di responsabilità politica. Il Governo riconosca il ruolo strategico della logistica per il Paese e adotti tutte le misure necessarie per evitare che siano gli italiani a pagare il prezzo del fallimento di Meloni e Salvini portando allo scontro imprese e lavoratori invece di tutelarli di fronte alle difficoltà”.

Dichiarano in una nota i deputati Pd Andrea Casu e Claudio Stefanazzi insieme al Senatore Antonio Misiani, responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

22/04/2026 - 13:20

La verifica della copertura finanziaria di un provvedimento è un passaggio sostanziale e fondamentale per l’equilibrio di bilancio e il rispetto della Costituzione. Il parere “favorevole” al Decreto Sicurezza espresso dalla Commissione Bilancio mostra evidenti dubbi sulla quantificazione degli oneri e sulla copertura economica di alcune norme e dunque in contrasto all’articolo 81 della Costituzione.

Per questo i capigruppo di opposizione hanno chiesto un incontro al Presidente Fontana per chiarire le fonti di finanziamento del decreto, per una riflessione sul ruolo della Commissione e sulla qualità del processo legislativo sotto il profilo finanziario.

Di seguito il testo della lettera.

Onorevole Presidente,

con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo istituzionale concernente il ruolo e le funzioni della Commissione bilancio, con specifico riferimento all’esercizio delle prerogative connesse alla verifica del rispetto dell’articolo 81 della Costituzione.

Nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza (A.C. 2886), sono emerse criticità significative sotto il profilo della quantificazione degli oneri e della relativa copertura finanziaria di alcune disposizioni – in particolare degli articoli 19, 20, 21 e 24 – che incidono su istituti suscettibili di produrre effetti finanziari rilevanti.

In particolare, il ricorso a formulazioni generiche, quali il riferimento alle “facoltà assunzionali previste a legislazione vigente”, non appare idoneo a soddisfare il requisito costituzionale della previa quantificazione degli oneri, né a garantire una effettiva dimostrazione della copertura. A fronte di puntuali richieste di chiarimento formulate in sede consultiva dalla Commissione bilancio, il Governo non ha fornito elementi informativi idonei a consentire una verifica compiuta degli effetti finanziari delle norme.

Nonostante tali carenze istruttorie, la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole sul provvedimento. Tale circostanza pone un problema di ordine generale, attinente al corretto esercizio della funzione di garanzia che la Commissione è chiamata a svolgere nell’ambito del procedimento legislativo.

Come è noto, la verifica della copertura finanziaria non costituisce un adempimento meramente formale, ma rappresenta un presidio essenziale a tutela dell’equilibrio di bilancio e della conformità delle leggi ai principi costituzionali. In tale prospettiva, la mancanza di una puntuale quantificazione degli oneri rischia di determinare uno scostamento tra il piano formale delle dichiarazioni di neutralità finanziaria e quello sostanziale degli effetti reali delle disposizioni.

Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno avviare una riflessione condivisa sul ruolo effettivo della Commissione bilancio e sulle modalità con cui essa esercita le proprie funzioni istruttorie e di garanzia, al fine di assicurare il pieno rispetto delle prerogative parlamentari e dei vincoli costituzionali.

Pertanto, Le chiediamo di voler valutare l’opportunità di un incontro con la Presidenza della Camera, cui possano partecipare i Presidenti dei gruppi parlamentari, finalizzato ad approfondire le questioni sopra richiamate e ad individuare possibili linee di indirizzo volte a rafforzare la qualità del procedimento legislativo sotto il profilo finanziario.

Confidando nella Sua sensibilità istituzionale sul tema, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

 

 

22/04/2026 - 13:12

“Sul decreto sicurezza il Governo costruisce una narrazione che non regge ai numeri. Le nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, così come sono previste, non rafforzano davvero la presenza sul territorio: sono coperte a parità di risorse e riducono il potenziale operativo complessivo”. Lo dichiara il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

“Lo segnalano chiaramente i rilievi del Servizio Bilancio: si interviene sulla composizione degli organici aumentando i costi medi, ma senza incrementare le capacità assunzionali e le risorse necessarie a coprirle. In più si apre al rischio di contenziosi interni per disparità di trattamento che il Governo non ha chiarito in commissione bilancio. Il risultato è semplice: meno unità operative disponibili”.
“Questo riguarda tutto il comparto sicurezza – prosegue Lai – e smonta la narrazione del Governo: non siamo di fronte a un rafforzamento, ma a un’operazione che rischia di restare solo sulla carta”.
“È un decreto costruito senza una strategia, corretto in corsa dalla stessa maggioranza. Si moltiplicano norme e reati, ma non si rafforza lo Stato dove serve”.
“La sicurezza non si costruisce con operazioni cosmetiche, ma con scelte coerenti e strutturali che qui non si vedono”.

 

22/04/2026 - 12:10

“Il governo Meloni ha fatto perdere tempo al Paese e agli italiani: un tempo che altrove non è stato perso e che i nostri principali competitor stanno usando per correre più avanti. I numeri sull’andamento economico confermano il fallimento della ricetta dell’esecutivo e consegnano un dato inequivocabile: il bilancio della legislatura è definitivo ed è fallimentare sia da un punto di vista istituzionale che economico e sociale”. Lo afferma Chiara Braga capogruppo del Pd alla Camera.

“Sul piano economico l’esecutivo non ha salvaguardato il potere d’acquisto né varato politiche efficaci per rilanciare la produzione industriale. Le criticità sui conti pubblici dimostrano che senza PNRR il Paese sarebbe in recessione. Inoltre, le misure adottate in questi anni di legislatura hanno avuto effetti recessivi, rallentando la crescita sostenuta dal PNRR, che resta l’unica leva di sostegno della nostra economia”.

“Il quadro è quello di un esecutivo depotenziato – aggiunge Braga –: la presidente del Consiglio incapace di reagire alla batosta referendaria; il ministro della Giustizia fuori gioco; il ministro degli Esteri che ha marginalizzato l’Italia nei principali tavoli internazionali; il ministro dell’Interno sfiduciato in parlamento dalla stessa premier per le risposte inefficaci sulla sicurezza; e il ministro dell’Economia ora chiamato a chiarire come intervenire sui conti, dopo un impianto fondato sull’uscita dalla procedura di infrazione. C’è da essere molto preoccupati: il bilancio politico della legislatura – conclude Chiara Braga – è chiuso e certifica il fallimento dell’azione di governo su tutta la linea”.

 

22/04/2026 - 10:37

Quello che sta succedendo alla Camera sul Decreto Sicurezza fa danni al di là del contenuto formale del provvedimento. Su più fronti: il Parlamento viene esautorato e ridotto a ratificare decisioni già prese; il governo appare arrogante e poco rispettoso delle regole costituzionali; il Presidente della Repubblica viene costretto a confrontarsi con atti tra loro incoerenti.

La verità è che questa destra, incapace di produrre risultati concreti per il Paese, prova a nascondere una legislatura inconcludente attraverso forzature continue e una deriva autoritaria. Si colpiscono le istituzioni, si comprimono gli spazi di confronto, si reprime il dissenso, trattando gli organismi democratici come fossero una proprietà di parte.

Per il Pd difendere il Parlamento, la Costituzione e il rispetto delle regole non è un’opzione, è un dovere.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

21/04/2026 - 19:20

“Come dice l’adagio, chi pretende l’ultima parola lo fa perché non ha argomenti”. È il commento secco della deputata democratica Debora Serracchiani in merito alle dichiarazioni del presidente del Senato a difesa del suo portavoce, che oggi —  “al di fuori del corretto comportamento istituzionale — ha attaccato personalmente, firmando con nome e cognome, una nota della Presidenza del Senato contenente parole ingiuriose. Non risulta alle cronache — sottolinea Serracchiani — alcuna smentita dei numerosi articoli che, tra ieri e oggi, su agenzie e giornali, hanno evidenziato il protagonismo del presidente La Russa anche in questo ennesimo scempio istituzionale che il suo partito sta causando al Paese”.

 

21/04/2026 - 17:42

"Questo non è un decreto sicurezza: è un decreto fallimento. Siete al quarto anno di governo e al quarto decreto sicurezza, per non parlare dei tanti decreti sull'immigrazione misti a misure securitarie. Ma vi rendete conto che continuare a sfornare tutti questi provvedimenti è la prova del vostro fallimento sulla sicurezza perché vuol dire che quelli precedenti non hanno funzionato?". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, poco fa nell'aula di Montecitorio intervenendo nel dibattito sul decreto sicurezza.
"Avete creato nuovi reati, aumentato pene e anni di carcere. Non è servito a nulla. Le persone avvertono il peggioramento e non vi credono più: lo dimostra il risultato del referendum e anche il flop della manifestazione di Salvini a Milano per la “remigrazione” - ha incalzato Boldrini -. E anche in questo decreto, nuove forme di repressione rivolte ai minori. Nessuno sottovaluta il problema della violenza giovanile, ma servono misure preventive, educazione al rispetto, alla legalità, alla non violenza, all'uso responsabile dei social media. Non anni di carcere. E' l'ennesima misura di sola propaganda".
"La ciliegina sulla torta è l'emendamento introdotto al Senato che prevede un incentivo economico per gli avvocati che convincono il cliente migrante al rimpatrio volontario, oltre all'abolizione del gratuito patrocinio in caso di ricorso contro l'espulsione. Un provvedimento palesemente incostituzionale che mina il diritto alla difesa e trasforma gli avvocati in esecutori dei programmi del governo: 615 euro per gli avvocati che si mettono al servizio della remigrazione - ha sottolineato ancora la deputata dem -. Una misura talmente grave che ha provocato la viva protesta dell’avvocatura e che ha  richiesto un colloquio tra il sottosegretario Mantovano e il Presidente Sergio Mattarella. Incontro di cui il governo non comunica l'esito".
"Dopo avere tentato di offendere la dignità e la libertà dei magistrati, ora provate ad attaccare quella degli avvocati.
Noi saremo al loro fianco, come sempre a difesa della nostra Costituzione" ha concluso Boldrini.

21/04/2026 - 16:07

“Il portavoce della seconda carica dello Stato, che ricopre un ruolo istituzionale ed è retribuito con fondi del Senato, dovrebbe mostrare maggiore rispetto per la funzione che temporaneamente rappresenta. Può legittimamente precisare le affermazioni del presidente La Russa - peraltro riportate oggi da diversi organi di stampa senza che lui abbia sentito la necessità di smentirle - ma non può esprimere giudizi sul contenuto degli interventi di una deputata nell’esercizio delle sue funzioni. Possiamo comprendere il nervosismo ma il suo comportamento resta inaccettabile. Si scusi”. Lo afferma una nota dell’ufficio stampa del gruppo del Partito Democratico della Camera, in replica al portavoce del presidente del Senato che ha attaccato la deputata democratica Debora Serracchiani.

21/04/2026 - 16:00

"Questo decreto non produrrà nessun effetto sulla sicurezza delle città e dei cittadini. Il governo è riuscito nell’impresa di costruire un provvedimento mediocre, inefficace, senza coperture finanziarie e che entra in diretta collisione con il Quirinale che ravvede nella norma dell’ 'infedele patrocinio' un principio gravemente sbagliato sulla libertà degli avvocati e il diritto alla difesa di tutti. Oggi il principio del pagamento a cottimo per realizzare politiche pubbliche lo applicano sul tema immigrazione, domani su cosa potrebbe essere applicato". Lo dichiara la deputata PD Ouidad Bakkali sul Dl Sicurezza in discussione alla Camera.
"Dal governo 'Dio-Patria-Rimpartri-e Famiglia' potremmo aspettarci altri 600 euro ai divorziati che riescono a tutelare l’unità familiare?" si domanda la parlamentare dem che aggiunge "il tema vero e molto serio è che la sicurezza di ciascuno è ciascuna di noi risiede nel modello di società che chi governa ha in mente. Il loro modello è un modello che riproduce paura, violenza, disgregamento e isolamento sociale. Uccide ogni speranza nel futuro, punisce e butta via la chiave. L’immigrazione è la benzina per tutto questo, un clima che si sta riversando anche su chi in questo paese vive, lavora, studia. Gli immigrati in questo Paese producono il 9% del PIL ed è ora di smetterla con la buffonata della Remigrazione, che è il seme dell’odio razziale che arriva addosso a tutti, all’ultimo sbarcato tanto quanto al lavoratore qui in Italia da 20 anni". "Chiedo rispetto e chiedo parole chiare. Perché ormai l’ambiguità colpevole di criminalizzare un’intera categoria sociale non è più tollerabile. Che modello di convivenza civile vuole il Governo Meloni? Quali risposte da alla domanda di sicurezza sociale di tutti gli italiani e di chi qui vive? Nel decreto di tutto questo non vi è ombra", conclude Bakkali.

 

21/04/2026 - 15:55

Una vera e propria sveglia per il governo arriva dalla relazione dell’ANAC sulla corruzione in Italia. Un documento che mette nero su bianco limiti, ritardi e rischi delle scelte compiute finora, in particolare sul terreno delicatissimo degli appalti pubblici.
La relazione è chiara: la corruzione è diventata più insidiosa, più difficile da intercettare e arriva a lambire anche i livelli istituzionali più alti. Ancora più allarmante è il dato politico: chi punta a violare le regole lavora per riscriverle, indebolendo dall’interno gli strumenti di controllo.
Non siamo solo di fronte a un aumento del fenomeno, ma a un arretramento. Gli interventi messi in campo rischiano di abbassare il livello di vigilanza e prevenzione, proprio mentre servirebbe l’esatto contrario.
Non basta la propaganda, non bastano gli annunci sulla sicurezza e sulla legalità, se poi si continua ad allentare i vincoli e i presìdi contro la corruzione. Le conseguenze sono gravissime: si sprecano risorse, si mettono a rischio i lavoratori, si comprimono concorrenza e trasparenza.
È lì che la corruzione “inquina la democrazia”. Ed è da lì che bisogna ripartire, rafforzando controlli, regole e responsabilità, non smantellandoli.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

21/04/2026 - 15:08

"La relazione presentata da ANAC offre indicazioni preziose e richiama l’attenzione su un dato rilevante: il forte ricorso agli affidamenti diretti, come evidenziato anche dal presidente Giuseppe Busia, è una tendenza che va osservata con attenzione, perché trasparenza e confronto competitivo restano elementi essenziali per assicurare qualità, efficienza e un corretto utilizzo delle risorse pubbliche": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani a margine dell'evento svolto oggi a Montecitorio.

"Allo stesso tempo il tema degli appalti è strettamente legato anche alla sicurezza sul lavoro, che deve rimanere una priorità assoluta. Rafforzare i controlli, investire nella digitalizzazione dei cantieri e garantire procedure chiare significa non solo migliorare la spesa pubblica, ma anche tutelare concretamente lavoratrici e lavoratori. È su questo equilibrio tra semplificazione, trasparenza e sicurezza che dobbiamo continuare a lavorare".

 

21/04/2026 - 14:27

“È grave che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni continui a far finta di non comprendere la situazione istituzionale che si sta determinando. Il Parlamento Italiano si appresta a votare una norma manifestamente incostituzionale, da sottoporre poi alla firma del Presidente della Repubblica Italiana. Siamo di fronte a un evidente pasticcio istituzionale, frutto di una gestione confusa e di una programmazione inefficace dei lavori parlamentari”.

Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo in Commissione Affari Europei della Camera. “Il provvedimento presenta criticità rilevanti, in particolare quella sulla lesione dell’autonomia e libertà dell’avvocatura. Si tenta di introdurre un’ingerenza indebita nell’esercizio della professione forense, con un pericoloso tentativo di sottoporre l'azione forense a indirizzi politici governativi, in aperto contrasto con i valori costituzionali dello Stato di diritto e i princìpi deontologici della categoria, che infatti ha già espresso fortissima contrarietà. La Presidente Meloni, mentre si propone come garante della stabilità e sicurezza, sta in realtà alimentando una crescente fibrillazione istituzionale, mettendo ancora una volta sotto pressione gli equilibri del nostro sistema democratico”.

 

21/04/2026 - 13:44

Grave precedente dovuta a indisponibilità senatori maggioranza di approvare Dl in terza lettura

“Siamo di fronte a una toppa peggio del buco. Questo provvedimento rappresenta un precedente molto grave: si rischia di portare il Parlamento e, da quanto apprendiamo, forse anche la Presidenza della Repubblica a votare e sottoscrivere un testo che presenta manifesti vizi di incostituzionalità.
Il Governo avrebbe dovuto avere il coraggio di fermarsi e mettere una pietra sopra a un intervento che, oltre ai profili critici sul piano costituzionale, presenta anche numerose e rilevanti problematiche in termini di copertura economica. Andare avanti in queste condizioni significa forzare le istituzioni e indebolire la qualità della legislazione.
Stupisce, inoltre, apprendere che questa scelta sarebbe stata dettata dalla risposta del Presidente del Senato, che avrebbe riferito al Governo di non essere in grado di far rientrare i senatori di maggioranza per approvare il provvedimento in terza lettura. Se confermato, si tratterebbe di un ulteriore grave strappo istituzionale e di una violazione della terzietà che dovrebbe caratterizzare la figura del Presidente del Senato, che non può e non deve parlare per la maggioranza.
Siamo davanti a una gestione preoccupante, che mortifica il ruolo del Parlamento e mette in discussione principi fondamentali del nostro ordinamento democratico.” Così la responsabile nazionale giustizia è deputata del Pd, Debora Serracchiani.

21/04/2026 - 13:43

“Ci appelliamo al presidente della Camera per ripristinare la funzione di garanzia che deve essere svolta dalla commissione Bilancio. Dove oggi è stato dato parere favorevole a un provvedimento, il decreto sicurezza, che prevede oneri non quantificati né dalla relazione tecnica bollinata dalla Ragioneria né nelle risposte fornite dal governo. Oneri non quantificati non possono ovviamente essere dichiarati coperti. Non vi è quindi rispetto del'articolo 81 della Costituzione. Un altro modo per calpestare la Costituzione”. Lo ha detto intervenendo in aula Maria Cecilia Guerra capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

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