"L'articolo 31 del dl sicurezza o, meglio, del dl repressione, è forse il peggiore di tutti. E' quello che si occupa dei servizi segreti ed è, di fatto, la legalizzazione del terrorismo di Stato". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, intervenendo la notte scorsa nell'aula di Montecitorio. "Parliamo della possibilità che, con una firma della presidente del Consiglio, un agente dei servizi segreti può creare e dirigere organizzazioni terroristiche con finalità sia di terrorismo internazionale che di eversione dell'ordine democratico e può fabbricare e detenere materiale esplodente - ha denunciato Boldrini". Una cosa di una gravità assoluta, nel Paese della strage di piazza della Loggia, di cui proprio ieri ricorreva l'anniversario, di Ustica, della strage di Bologna, di piazza Fontana. E sono state proprio le famiglie delle vittime delle stragi a denunciare per prime queste norme di un provvedimento che rappresenta la più significativa svolta autoritaria del governo Meloni".
"Un articolo così grave non è stato neanche possibile discuterlo perché il governo ha messo la fiducia sul decreto, tagliando il dibattito parlamentare e gli emendamenti - ha concluso la deputata dem -. Allora ho presentato un ordine del giorno, ma anche su questo il parere del governo è stato contrario. Veramente indecente".
"E' di oggi la notizia che la procura del tribunale per i minori di Genova ha chiesto il processo per uno studente di 16 anni accusato di avere stuprato una compagna di 15 anni a scuola. L'ennesimo caso di violenza contro una giovanissima donna che, al netto di cosa decideranno i giudici, deve richiamarci tutte e tutti all'urgenza di interventi concreti di nelle scuole. Interventi che prevedano l'educazione sessuale e all'affettività. Se vogliamo parlare di sicurezza e anche di sicurezza delle donne, dobbiamo parlare di formazione ed educazione.
Niente di tutto questo è previsto nel decreto repressione, che la maggioranza si ostina a chiamare "decreto sicurezza". Repressione del dissenso, repressione della protesta, repressione della resistenza passiva. C'è, invece, un ordine del giorno della Lega che rimette in campo la malsana idea della castrazione chimica. Come se lo stupro fosse il frutto di una disfunzione e non un esercizio di potere, una volontà di sottomissione e umiliazione, un esercizio di possesso del corpo della donna. Questa perversa mentalità non si supera certo con la castrazione chimica ma con un profondo lavoro culturale. Purtroppo l'idea di sicurezza della maggioranza è questa: reprimere quando i reati sono già avvenuti. Mai prevenire, mai educare, mai preoccuparsi di arrivare prima di avere una vittima e un carnefice. Solo l'ennesima bandierina ideologica: 14 nuovi reati e nuovi aumenti delle pene. Molto rumore per non risolvere alcun problema". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'informativa del ministro Tajani su Gaza, oggi nell'aula di Montecitorio, lascia davvero senza parole. Nessuna visione politica, nessuna iniziativa concreta per fermare lo sterminio, parole pavide sulla sospensione dell'accordo Ue-Israele, niente sul progetto criminale di cacciare tutti i palestinesi dalla Striscia né sulle occupazioni illegali in Cisgiordania. Tajani viene in aula a fare l'elenco di irrilevanti operazioni umanitarie come se fossero risolutive per il popolo palestinese. Sbandiera ancora "Food for Gaza" con 110 tonnellate di aiuti umanitari, quando il governo di Israele ne ha tenuti bloccati ai valichi per 80 giorni ben 116mila tonnellate. Si è vantato di 133 bambini di Gaza curati negli ospedali italiani, a fronte dei 3.738 feriti solo dal 18 marzo ad oggi secondo l'Unicef. Un qualsiasi funzionario dell’Agenzia della cooperazione avrebbe detto meglio di lui.
Ha fatto bene il collega Provenzano a ricordargli che l'unica azione umanitaria è fermare Netanyahu, e che nella sua informativa manca del tutto la politica. Tajani non ha neanche nominato il premier israeliano nel suo intervento, per il terrore di irritarlo. Ha paura perfino a farne il nome. L’Italia, per la sua tradizione diplomatica, non merita questo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Vogliono reprimere il dissenso, vogliono reprimere la protesta, vogliono perfino criminalizzare la resistenza passiva e lo sciopero della fame. Vogliono mettere in carcere anche i bambini, oppure separarli dalle madri.
E vogliono reprimere pure il dibattito parlamentare mettendo la fiducia su quello che dovremmo chiamare "decreto repressione" non decreto sicurezza, perché non ha nulla a che fare con la sicurezza. Ben 14 nuovi reati e 9 aggravanti e niente, nessuna misura che affronti la povertà, la carenza degli alloggi, la lentezza della giustizia, il sovraffollamento delle carceri. Solo carcere, carcere, carcere.
Contro tutto questo continueremo a fare opposizione ferma. Abbiamo presentato decine e decine di ordini del giorno, l'unico strumento che abbiamo a disposizione. Siamo in aula a dire tutti i nostri "no" a questo provvedimento liberticida e che mette l'Italia sulla strada dello stato di polizia. Lo faremo per tutta la notte e ancora domani, fino all'ultimo minuto a disposizione perché non è con il carcere e con la repressione delle libertà che si risolvono i problemi del Paese. In questo modo si distrugge la democrazia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Quali iniziative intenda adottare il governo per tutelare l’occupazione e garantire la continuità produttiva dello stabilimento Liberty Magona di Piombino e per favorire il rilancio complessivo del polo siderurgico territoriale": è quanto chiedono i deputati Pd Marco Simiani, Laura Boldrini ed Emiliano Fossi con una interrogazione depositata a Montecitorio sulla crisi dell'azienda che impegna attualmente circa 500 lavoratori.
"Nel contesto del polo siderurgico di Piombino, già duramente colpito dalla crisi delle acciaierie ex-Lucchini e dalle incertezze legate ai progetti di rilancio (tra cui l’accordo con JSW Steel), la crisi della Liberty Magona rischia di compromettere definitivamente la prospettiva di reindustrializzazione dell’area e la tenuta sociale del territorio. E' necessario che il governo si attivi subito per affrontare il rilancio del polo siderurgico in modo sistemico, tenendo conto quindi delle attuali realtà produttive presenti, compresa Liberty Magona, e promuovendo realmente una strategia industriale nazionale per il settore siderurgico, in grado di coniugare competitività, sostenibilità e tutela occupazionale": conclude la nota dei deputati Dem.
"Congratulazioni a Silvia Salis, che vince a Genova al primo turno. Le campagne denigratorie e gli attacchi sessisti non hanno scalfito una donna forte e preparata che ha dimostrato di essere all'altezza della sfida che ha affrontato. E congratulazioni anche ad Alessandro Barattoni, appena eletto sindaco di Ravenna, segno che la buona amministrazione del centrosinistra è una garanzia per le cittadine e i cittadini.
Soddisfazione anche per Matera e Taranto dove i candidati del centrosinistra superano il primo turno in netto vantaggio.
Uniti si vince. E si vince con alternative credibili a un centrodestra capace solo di propaganda". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ho visitato oggi la casa circondariale di Grosseto per verificare le condizioni sia dell'istituto sia dei detenuti. Pur essendo una struttura piccola, soffre dei problemi di tutto il sistema carcerario italiano. Su una capienza regolamentare di 15 persone, al momento sono ne sono detenute 26 che in alcune circostanze diventano 30. E prossimamente potrebbero arrivare a 33, come richiesto da una recente nota. Stiamo parlando del doppio: un numero che incide pesantemente sulla possibilità di svolgere attività trattamentali adeguate che permettano percorsi di recupero indispensabili a reinserire i detenuti nella società e scongiurare il rischio di recidiva. Nonostante gli ammirevoli sforzi della direttrice Maria Teresa Iuliano e del personale, la carenza degli spazi rimane determinante. Come sappiamo, il problema del sovraffollamento riguarda tutte le carceri italiane. Ma a fronte di questo il governo Meloni, invece di pensare misure risolutive, continua a inventare nuovi reati e ad alzare le pene. Lo fa anche con il cosiddetto "decreto sicurezza" che dovremmo chiamare "decreto repressione". Un provvedimento che prevede, tra l'altro, nuovi reati per i detenuti anche in caso di resistenza passiva, cioè totalmente non violenta.
Anche sul fronte del personale, nel carcere di Grosseto ci sono delle carenze. In particolare mancano almeno due persone per la contabilità e questo compromette, tra le altre cose, la possibilità dell'uso dei fondi disponibili. Inspiegabilmente, nonostante le richieste della direttrice, Grosseto è stata esclusa dalle liste di mobilità e dalle sedi disponibili per il concorso recentemente bandito. Su questo presenterò una interrogazione parlamentare al ministro Nordio per capirne le ragioni". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine della visita oggi alla Casa circondariale di Grosseto.
"La Consulta ha finalmente posto fine alla persecuzione delle coppie di mamme che questo governo ha messo in capo fin dal suo insediamento. Due mamme sono due mamme dal momento in cui la figlia o il figlio viene concepito. Basta discriminazioni, basta deleghe, inutile e umiliante burocrazia, basta lunghissimi percorsi per potere adottare il proprio figlio o la propria figlia. Basta.
La Consulta è stata chiara: è incostituzionale negare la genitorialità alle coppie di donne che hanno figli grazie alla procreazione medicalmente assistita avvenuta nei paesi in cui è legale.
Complimenti e grazie a Rete Lenford e al suo presidente Vincenzo Miri per questa storica sentenza che pone fine ad una insopportabile quanto ideologica vessazione ai danni delle famiglie omogenitoriali. E grazie a Famiglie Arcobaleno che da 20 anni si batte per l'uguaglianza di tutte le famiglie, comunque siano composte". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Una delegazione di deputati del Pd, composta da Laura Boldrini, Valentina Ghio, Rachele Scarpa, Arturo Scotto e Nico Stumpo, che nei giorni scorsi ha preso parte alla carovana per raggiungere il valico di Rafah, ha incontrato questa mattina le associazioni che manifestavano davanti la Camera in Piazza Montecitorio. Un presidio per sottolineare l’importanza della discussione in Aula delle mozioni per il Medio Oriente.
È stata l’occasione per ribadire l’impegno del Partito democratico nel chiedere un’azione diplomatica forte per fermare il governo israeliano a Gaza e per ribadire la condanna all’immobilismo di Meloni. Tacere infatti non è un’opzione e il silenzio della Premier di fronte alle atrocità che si consumano nella Striscia e in Medio Oriente diventa complicità.
"Se esiste ancora il senso di umanità, votate la nostra mozione, non portate l'Italia dalla parte sbagliata della storia". Questo l'appello rivolto alla maggioranza da Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, intervenuta durante il dibattito sulla mozione unitaria Pd-M5s- Avs per fermare lo sterminio del popolo palestinese a Gaza.
"Se Netanyahu può uccidere 53mila persone di cui 17mila bambini, se può annunciare la deportazione di 2milioni di persone, se può radere al suolo il 70 per cento delle infrastrutture, case, ospedali e scuole, se può massacrare 218 giornalisti e 433 operatori umanitari, se può bloccare per 75 giorni ogni aiuto di vitale importanza usando la fame come arma di guerra - ha sottolineato - è grazie all'inerzia della comunità internazionale, dell'Unione europea e di tutti quei governi che fanno finta di non vedere l'orrore e la quantità di crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania dall'esercito israeliano.
Questa inerzia e questo mutismo abbiamo voluto rompere con la missione a Rafah, spingendoci fino alle porte di Gaza, raccogliendo le testimonianze dei palestinesi, vedendo con i nostri occhi le tonnellate di aiuti fermi a pochi passi dalla Striscia". "Ieri abbiamo chiesto alla presidente Meloni di essere qui, oggi, per prendere parola su quello che accade a Gaza. Ma non c'è. Ed è gravissimo, stiamo parlando dello sterminio del popolo palestinese, non è una questione abbastanza importante?- ha denunciato Boldrini -. Come è gravissimo che in commissione difesa sia stato approvato l'acquisto di tecnologia militare da Israele mentre a Gaza si compiono crimini di guerra e contro l'umanità. Una vergogna totale. Ed è altrettanto grave che l'Italia non abbia votato a favore della revisione dell'accordo UE - Israele".
"Ma se le parole di disperazione delle persone di Gaza che abbiamo riportato in questa aula per voi hanno un valore, se l'umanità per voi ha ancora un valore, prendete posizione - ha detto rivolgendosi ai banchi della maggioranza -. È ora di prendere posizione, dite no allo sterminio del popolo palestinese. Fatelo adesso ".
"Giorgia Meloni venga domani in aula e prenda parola sull'abisso umanitario che sta vivendo il popolo palestinese a Gaza. La maggioranza voti la mozione di Pd, Avs e M5S con le misure necessarie per fermare Netanyahu. Siamo appena tornati dalla missione al valico di Rafah, al confine con Gaza. Una delegazione organizzata da Aoi, Arci e Assopace Palestina, a cui hanno partecipato parlamentari di Pd, M5S e Avs, europarlamentari dei tre gruppi, con la presenza di docenti di diritto internazionale e giornalisti. Valico che è rimasto sigillato, nonostante la nostra richiesta ufficiale di entrare: il governo di Israele non vuole testimoni che possano constatare i crimini che sta commettendo. Ci siamo spinti fino alle porte di Gaza per denunciare la complicità dei leader europei e delle istituzioni comunitarie che con il loro silenzio e la loro inerzia consentono a Benjamin Netanyahu di sterminare il popolo palestinese". Lo ha dichiarato intervenendo nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Abbiamo incontrato uomini donne e bambini di Gaza. Ci hanno parlato di amputazioni di arti eseguite senza anestesia, di giornate trascorse in preda ai morsi della fame. Ci hanno descritto la felicità di trovare cibo per animali da dare ai propri figli. Ci hanno raccontato il dolore provato di fronte a bambine e bambini che si spengono ora dopo ora - ha proseguito Boldrini - . Ci hanno descritto cosa significa vivere con il costante rumore delle bombe che si avvicinano sempre di più, delle fughe nel cuore della notte senza sapere dove andare, dell’angoscia, della disperazione".
"Questa immane sofferenza si deve alle scelte scellerate di Benjamin Netanyahu che continua a bombardare con l’intento esplicito di uccidere i palestinesi della Striscia e di usare la fame come arma di guerra. Difronte a un tale abisso umano, tutte e tutti noi, maggioranza e opposizione, dovremmo compattamente reagire e condannare questi crimini abominevoli - ha sottolineato la deputata dem -. Invece la maggioranza si ostina a non condannare quanto accade anteponendo l'alleanza politica con Netanyahu al senso di umanità. La presidente del Consiglio, da madre e cristiana, non ha mai espresso una sola parola di cordoglio per i 17mila bambini “uccisi per hobby” come ha affermato oggi il leader dei democratici israeliani Yair Golan".
"Ieri sono entrati a Gaza appena 9 camion di aiuti di prima necessità. Prima del 7 ottobre ne entravano 500 al giorno e che con l’attuale gravissima situazione, ne servirebbero migliaia ogni singolo giorno - ha concluso -. Sia chiaro quindi che non c’è niente di umanitario in questa decisione. Netanyahu ha dichiarato che, semplicemente, con una carestia i suoi alleati non lo sosterrebbero più nell’azione militare.
Difronte a questo delirio del male, l’inerzia del mondo e dell’Ue diventa colpevole complicità".
"Nell’ ultimo giorno della carovana "Gaza oltre il confine" abbiamo anche incontrato al Cairo il personale dell'Onu che opera a Gaza. Da parte loro c'è grande preoccupazione per la militarizzazione degli aiuti umanitari che vuole Israele. Questo avrà ricadute negative perché i beneficiari saranno identificati anche con tecniche biometriche e dovranno fare lunghi tragitti per ottenere gli aiuti la cui distribuzione sarebbe prevista solo in due o tre punti nella Striscia. Uno scenario che non ha niente di umanitario e ha l’obbiettivo di controllare i destinatari degli aiuti senza nessuna valutazione sulla loro vulnerabilità. Un precedente pericolosissimo per le conseguenze che potrebbe avere anche altrove.
La comunità internazionale deve pretendere che siano le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite e non l'esercito a distribuire gli aiuti. E deve aprire immediatamente una conferenza internazionale sul futuro dello Stato di Palestina". Lo dichiara dal Cairo Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nell'ultimo giorno della nostra missione "Gaza oltre il confine" abbiamo incontrato al Cairo i rappresentanti della Lega Araba che hanno espresso molto apprezzamento per la nostra iniziativa a Rafah e chiesto che si rafforzi il rapporto storico tra Italia e il mondo arabo. "La Nakba accadde nel 1948, quello che sta accadendo oggi è un altro capitolo della stessa storia - ci hanno detto -: Israele vuole cacciare tutti i palestinesi dalla Striscia e per ucciderli usa anche l'intelligenza artificiale". Hanno sottolineato come le radici del conflitto siano antiche così come l’occupazione di Gaza da parte del governo israeliano è di lunga data. Netanyahu, dicono, vuole cambiare la geografia di tutta la regione, mentre la Lega araba sostiene il piano egiziano per Gaza che è alternativo a quello di Trump. "Senza l’auto determinazione del popolo palestinese - hanno sottolineato - non ci sarà una soluzione giusta. I rapporti con Israele si normalizzeranno solo dopo la nascita dello Stato di Palestina". Per questo chiedono che si apra una conferenza internazionale con tutti i leader per lavorare alla soluzione a due stati.
"Il piano arabo- dicono - può funzionare, ma dentro la Striscia ci devono essere condizioni di vita dignitose che non spingano le persone ad abbandonarla". Lo dichiara dal Cairo Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
L'Europa non sia complice e si attivi perché cessi ogni operazione di attacco a partire da quella di terra avviata oggi.
La deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem, insieme a una delegazione di deputati del Partito Democratico composta da Laura Boldrini, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Nico Stumpo e l’europarlamentare Cecilia Strada, ha visitato il valico di Rafah e i principali centri logistici della Mezzaluna Rossa, nell’ambito della missione ‘Gaza oltre il confine’, promossa da AOI, ARCI e Assopace Palestina, denunciando la drammatica situazione umanitaria a Gaza. “A un anno dalla nostra prima visita, qui regna ancora la devastazione. Da marzo non entra più alcun aiuto: la fame è usata come arma di guerra da Netanyahu, il quale, grazie all’inazione e al silenzio dei leader europei, è consentito di fare qualsiasi cosa. Le loro omissioni, la mancanza di condanna e la presa di distanza da questo sterminio li rendono complici”, dichiara Ghio, chiedendo il cessate il fuoco e l’ingresso immediato degli aiuti. “Con la delegazione dem – aggiunge l’esponente Pd – abbiamo constatato lo stallo di camion carichi di cibo e medicine, fermi da oltre settanta giorni sotto temperature estreme, perché c’è un governo che in modo criminale continua a impedire l’accesso ai soccorsi. È urgente attivare un canale umanitario permanente e applicare le misure indicate dalla giustizia internazionale. Basta bombe, basta usare la fame come arma di guerra”. Ghio ha anche duramente condannato l’inizio dell’operazione militare israeliana di terra nel nord della Striscia di Gaza, definendola “l’ennesimo atto di brutalità che colpisce indiscriminatamente la popolazione civile. Mentre il mondo assiste in silenzio - ha concluso Ghio - famiglie intere sono costrette a fuggire sotto le bombe e ora colpite dagli attacchi, in un’escalation che calpesta ogni principio del diritto internazionale umanitario. È intollerabile”.
"L'immobilismo dei leader europei è complice dello sterminio del popolo palestinese. Oggi la carovana "Gaza oltre il confine" è arrivata al valico di Rafah, che però è rimasto sigillato: nessuno entra e nessuno esce. Non solo non hanno fatto passare noi, ma non entra un chicco di grano né un litro d'acqua, né un farmaco". Lo dichiara da Rafah Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Mentre eravamo sul versante egiziano del valico, abbiamo sentito, per tutto il tempo, il boato delle bombe che continuavano a cadere sulla Striscia sapendo che questo significava altri morti, altra distruzione - racconta Boldrini -. Siamo venuti qui per rompere il silenzio sul massacro del popolo palestinese pianificato da Netanyahu e dal suo governo. Un silenzio che è anche dei vertici dell'Ue e di quasi tutti i capi di stato e di governo".
"Ma il silenzio è complicità. Tutti devono prendere le distanze, condannare l’operato del governo israeliano e fare tutto il possibile per impedirgli di continuare questo sterminio - conclude la deputata dem -. Bisogna sospendere l'accordo di Associazione tra Ue e Israele, fermare il commercio di armi con Tel-Aviv, mettere le sanzioni a Netanyahu e al suo governo, chiedere il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e riconoscere lo Stato di Palestina. L'opinione pubblica chiede a gran voce di fermare Netanyahu e non può restare inascoltata".