03/12/2025 - 14:27

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali vive una situazione di gravi criticità gestionali e strutturali. Dalla carenza di personale tecnico a sedi non completamente idonei o insufficienti (Catania, Bari, Firenze, Venezia e Napoli etc) fino all’assenza di corpo ispettivo e alla sovrapposizione di funzioni dirigenziali senza trasparenza nelle nomine. Il ministro Salvini però fa orecchie da mercante e fugge di fronte alle interrogazioni presentate dal gruppo Pd e dalle opposizioni. Per questo insieme ai colleghi deputati Barbagallo, Vaccari, Forattini, Morassut e Ghirra abbiamo depositato alla Camera una nuova interrogazione non solo per svegliare il Ministro Salvini dal suo torpore “interessato”, ma per segnalare la necessità che venga attivato dal governo un tavolo di confronto e per segnalare un emendamento della Lega alla manovra finanziaria che da una parte riduce l’organico dell’Agenzia ma al tempo stesso aumenta le posizioni dirigenziali e proroga incarichi apicali per altri due anni unitamente alla possibilità che verrebbe assegnata al direttore generale nel gestire fondi derivanti da tariffe e sanzione.
Una situazione assurda che mal si concilia con il compito dell’Agenzia di promuovere la sicurezza e vigilare sulle infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali e sugli impianti fissi. Quanto sta avvenendo anche attraverso l’emendamento alla legge di bilancio, sul quale il governo dovrebbe esprimere un parere contrario, a salvaguardia  di merito e trasparenza per Agenzie a controllo pubblico, rischia di far implodere definitivamente l’ANSFISA che non può e non deve trasformarsi in un poltronificio ad uso e consumo del potere politico e a danno del personale che avverte, come si registra da un questionario interno senso di abbandono da parte della direzione e del ministero Vigilante. Appare altresì assurdo che nonostante le richieste il ministro Salvini abbia fino ad ora ritenuto di non incontrare le organizzazioni sindacali”. Così il deputato dem Silvio Lai.

02/12/2025 - 14:29

Serve scelta condivisa nell’interesse del Paese

“Il Partito Democratico nel sostenere in Aula al Senato le ragioni dell’approvazione del disegno di legge sulle disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani aveva dato seguito agli auspici del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida per una scelta condivisa nell’interesse del Paese. Oggi alla Camera chiediamo però che il governo introduca le parti mancanti generate dalla riforma Caselli. Ci riferiamo, ad esempio, alla riduzione del delitto di agropirateria a semplice aggravante della frode e all’esclusione delle prove sperimentali tra quelle direttamente ammissibili. A differenza del decreto Terra dei Fuochi, inoltre, si registra una sostanziale riduzione. La violazione del Made in Italy (vendita di prodotti con segni mendaci), infatti, è punita con la multa fino a 20mila euro e la reclusione da tre a 18 mesi e non si applicano le intercettazioni telefoniche almeno alle ipotesi citate di agropirateria. Possiamo risolvere velocemente queste integrazioni con una corsia preferenziale concordata tra tutti i gruppi e concludere dopo l’approvazione della legge di bilancio con la votazione definitiva del provvedimento. Chiediamo a Lollobrigida quell’atto di responsabilità che aveva chiesto a tutti i parlamentari e che sostanzialmente ha ricevuto vista l’assenza di voti contrari al Senato. Ci vuole solo un po’ di coraggio, ci auguriamo che il ministro e la maggioranza possano trovarlo qui alla Camera”.

Così i capigruppo Pd alla Camera, Stefano Vaccari (commissione Ecomafie), Antonella Forattini (commissione Agricoltura) e Federico Gianassi (commissione Giustizia), in una lettera aperta inviata al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

 

26/11/2025 - 18:44

“Si conferma che il Ministero delle infrastrutture è al lavoro per valutare le più opportune iniziative per il corretto affidamento della concessione in corso”. Termina così, con la più standardizzata delle frasi di circostanza, la risposta al Question Time del Ministro Salvini all’interrogazione sull’affidamento in concessione dell’autostrada A22 presentata dal Partito Democratico. A prima firma della deputata Sara Ferrari, l’interrogazione è stata illustrata oggi in Commissione Ambiente dall’esponente democratica Antonella Forattini. “Tutti gli interrogativi che abbiamo sollevato rimangono senza risposta. Il bando di gara è sospeso fino al 30 novembre e il Ministero ancora non è in grado di fornire indicazioni su come intenda colmare i rilievi avanzati dalla Commissione Europea, che l’8 ottobre scorso ha inviato una lettera di costituzione di messa in mora all’Italia per violazione dei principi di parità di trattamento e non discriminazione in materia di appalti pubblici. La contestazione riguarda l’articolo del bando che prevede il diritto di prelazione da parte del proponente del progetto di partenariato pubblico privato da 9,2 mld, posto a base di gara. L’impianto del bando risulta pertanto indebolito dai rilievi mossi dalle autorità europee e il tempo per rispondere alla Commissione sta scadendo. Si profilano gravissime ricadute per gli enti coinvolti, i territori interessati e i circa 1000 lavoratori della società. Il 30 novembre è alle porte e il Ministro Salvini sta ancora valutando, evidenziando una sconcertante superficialità nella gestione di una partita delicatissima”.

 

24/11/2025 - 12:29

Tutelare salute e produttori di qualità

“Il servizio di Report sul macello in provincia di Mantova fa luce su una situazione aberrante. È inaccettabile che oggi, in Italia, esistano realtà che operano in spregio alle norme più basilari di tutela dei consumatori e delle produzioni, pensando di farla franca. Ancora una volta, la salute della collettività viene sacrificata alla
logica del profitto. Simili casi gettano discredito sulla maggioranza degli operatori del settore della lavorazione carni, che fanno della qualità e della sicurezza priorità imprescindibili. Mi auguro che le autorità preposte svolgano quanto prima i necessari accertamenti e che vengano irrorate sanzioni esemplari”.

Così la capogruppo Pd in commissione Agricoltura, Antonella Forattini, e il capogruppo Pd in commissione Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

21/11/2025 - 16:05

«Le dichiarazioni della Ministra Roccella e del Ministro Nordio sono di una gravità inaudita. Negare l’importanza dell’educazione sessuale nella prevenzione della violenza, o evocare una presunta incapacità “genetica” degli uomini a riconoscere la parità, non è solo sbagliato: è pericoloso. Sono parole che distorcono i fatti, che confondono il dibattito pubblico e che rischiano di trasformare una responsabilità sociale e culturale in un finto destino biologico". Lo dichiarano in una nota le deputate democratiche in Commissione Femminicidio, Valentina Ghio, Sara Ferrari e Antonella Forattini.
"La violenza contro le donne - sottolineano le parlamentari - non nasce nel DNA: nasce in una cultura che alcuni, ancora oggi, sembrano giustificare o quantomeno minimizzare. Attribuire la radice del problema alla natura maschile significa spostare l’attenzione dai veri nodi – educazione, potere, stereotipi – e può diventare, anche involontariamente, un alibi per chi perpetua comportamenti inaccettabili. È scandaloso che due Ministri della Repubblica, alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, consegnino al Paese messaggi così distorti e regressivi. Mentre l’Italia chiede risposte concrete, rispetto, prevenzione e strumenti culturali adeguati, dal Governo arriva invece un segnale di arretramento che offende le donne, gli uomini e le nuove generazioni.
A chi mette in dubbio l’efficacia dell’educazione, andrebbe ricordato che è proprio da lì che passa il cambiamento reale".
"Queste parole sono un danno a chi combatte la violenza e un regalo all’oscurantismo, peraltro a pochi giorni dall’approvazione unanime della legge sul consenso alla Camera. Con questa dichiarazione i due ministri appaiono fuori dalla realtà", concludono le deputate Pd.

 

17/11/2025 - 15:02

Con Enrico Giovannini e promotori campagna ‘A buon rendere’

Domani, 18 novembre alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei deputati (Via della Missione 4, Roma), si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge recante “Disposizioni per l’istituzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande”, a prima firma della deputata del Partito Democratico Silvia Roggiani e sottoscritta anche dai deputati Evi, Simiani, Casu, Forattini, Girelli, Pandolfo, Ricciardi e Dori.
La proposta mira a introdurre anche in Italia un sistema di deposito cauzionale, o deposit return system (DRS), per gli imballaggi per bevande monouso in plastica e metallo. I sistemi DRS prevedono che il consumatore versi un piccolo deposito al momento dell’acquisto di una bevanda, che viene rimborsato nella sua totalità al momento del conferimento dell’imballaggio vuoto presso un punto di raccolta.
Tale modello, già adottato con successo in 18 Paesi europei, massimizza la raccolta selettiva e il riciclo delle bottiglie in plastica e delle lattine, riducendo in modo significativo la loro dispersione nell’ambiente e al contempo assicurando un riciclo di alta qualità.
Alla conferenza stampa interverranno, oltre ai deputati proponenti, il Prof. Enrico Giovannini, diretto scientifico dell’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, e rappresentanti di associazioni ambientaliste e della società civile impegnate nella promozione dell’economia circolare e nella lotta all’inquinamento da plastica, tra cui Enzo Favoino e Silvia Ricci, coordinatori della campagna “A Buon Rendere – molto più di un vuoto” per l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale in Italia.
L’incontro sarà un’opportunità per presentare i contenuti della proposta e discutere le prospettive di implementazione di un sistema che potrebbe segnare un passo decisivo verso una gestione più sostenibile degli imballaggi per bevande. Tale sistema offrirebbe benefici concreti alla nostra economia del riciclo— attualmente in forte crisi, soprattutto per quanto riguarda la plastica — contribuendo al contempo al raggiungimento degli obiettivi previsti dalle normative europee.

 

13/11/2025 - 15:24

La pesca dei molluschi bivalvi è affidata, sin dal 1995 a consorzi di gestione competenti nei compartimenti marittimi di riferimento che nel rispetto delle norme italiane ed europee devono garantire il giusto equilibrio tra tutela della risorsa e del consumatore. Però il Ministero dell’Agricoltura ne riconosce solo alcuni visto che con decreto direttoriale del 28 dicembre 2023 ha affidato all’Organismo Nazionale di Programmazione dei Consorzi di Gestione nel Settore dei Molluschi Bivalvi, costituitosi solo un mese prima con un Contratto di Rete, la gestione e il riequilibrio della risorsa molluschi bivalvi, al fine di raggiungere efficacemente gli obiettivi di corretta gestione dell’attività di prelievo demandata ai singoli consorzi di gestione. Il Contratto di rete ha conferito al Presidente poteri generali di rappresentanza verso la Pubblica Amministrazione, configurando un possibile abuso della forma privata per esercitare ruoli pubblici.
All’Organismo però non aderiscono tutti i consorzi di gestione che da quel momento non partecipano ai  processi decisionali del MASAF, con danni economici e istituzionali documentabili, fra cui: esclusione dai tavoli tecnici e consultivi; perdita di rappresentanza nelle decisioni nazionali ed europee; decisioni unilaterali del Ministero, come l’aggiunta di un mese di fermo pesca per la Venus gallina senza consultazione; lesione del principio di autonomia consortile sancito dal D.M. 44/95 e  dal D.M. 515/98.
Di fronte a questa palese disparità è stata presentata dai deputati Pd, Stefano Vaccari, Antonella Forattini, Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi, Andrea Gnassi, una interrogazione al Ministro Lollobrigida per chiedere la revoca del decreto ministeriale al fine di ripristinare una rappresentanza pluralistica e paritaria di tutti i Consorzi riconosciuti e contestualmente la sospensione di ogni riconoscimento amministrativo connesso all’Organismo Nazionale di Programmazione dei Consorzi di Gestione nel Settore dei Molluschi Bivalvi. Con l’interrogazione i parlamentari Pd hanno chiesto al Ministro di adottare iniziative normative, volte a una valutazione delle disposizioni in materia di consorzi di gestione molluschi bivalvi, così da adeguare la normativa nazionale alle nuove caratteristiche del settore.

12/11/2025 - 16:54

“La cessione di Iveco a un gruppo extraeuropeo rappresenta un campanello d’allarme per il futuro del nostro sistema industriale e per la capacità dell’Italia di difendere i propri asset strategici. Iveco è uno degli ultimi grandi costruttori industriali italiani nel settore dell’automotive pesante. Il trasferimento del controllo fuori dall’Unione Europea rischia di indebolire il presidio industriale nazionale e di spostare le principali leve decisionali all’estero. È indispensabile che il governo garantisca che la sede torinese mantenga un ruolo strategico e che una parte della governance resti in Italia. È necessario tutelare i lavoratori e la filiera produttiva mentre le garanzie occupazionali appaiono limitate a un orizzonte di due anni. Chiediamo un piano industriale dettagliato, con impegni vincolanti e pluriennali su stabilimenti, livelli occupazionali e investimenti in ricerca e sviluppo, per proteggere l’indotto, in particolare in Lombardia ed Emilia-Romagna.
Il caso Iveco è il sintomo di una fragilità più ampia: la mancanza di una politica industriale nazionale ed europea capace di proteggere e rilanciare i settori strategici. L’Italia deve farsi promotrice di un quadro comune europeo di difesa industriale, con strumenti pubblici d’intervento sul modello francese e tedesco. Su questi aspetti fondamentali il ministro Urso oggi in audizione non è stato in grado di assumere impegni chiari. Rimangono aperti tutti i problemi emersi: tutelare l’interesse nazionale, garantire la continuità produttiva e assicurare che Iveco resti un presidio industriale e tecnologico italiano all’interno di una strategia europea condivisa”.
Così i deputati del Pd Vinicio Peluffo, Antonella Forattini, Alberto Pandolfo, Arturo Scotto e Gian Antonio Girelli.

 

10/11/2025 - 16:22

Il gruppo del Partito Democratico in Commissione Agricoltura, plaude al primo sì dell’UNESCO alla candidatura della cucina italiana come Patrimonio dell’Umanità. I componenti della Commissione Agricoltura del Partito Democratico – Antonella Forattini (capogruppo), Andrea Rossi, Stefania Marino, Nadia Romeo e Stefano Vaccari – esprimono grande soddisfazione per il primo sì dell’UNESCO alla candidatura della cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. «È un riconoscimento che premia non solo la qualità dei nostri prodotti, ma soprattutto la cultura del cibo come identità, convivialità e sostenibilità», dichiarano i parlamentari dem. «La cucina italiana è il frutto di un patrimonio di saperi tramandati nel tempo, di comunità che hanno saputo valorizzare i propri territori e di un’agricoltura che unisce tradizione e innovazione». Il gruppo Pd in Commissione Agricoltura sottolinea come questo passaggio rappresenti anche «un segnale importante per le filiere agricole e agroalimen

05/11/2025 - 16:49

“Il ministro Lollobrigida snocciola tanti dati in Aula a Montecitorio ma non dà risposte su come intende a far fronte al tema dei dazi Usa sull'esportazione agricola italiana. I dati Istat parlano chiaro: -21,2% per l'export italiano e in manovra economica la parola 'dazi' risulta totalmente assente. I tanti numeri espressi dal ministro sconfessano le preoccupazioni delle Associazioni agricole nelle audizioni in Commissione Agricoltura. Ma di fatto sono dati poco veritieri, se l'export è diminuito come ci conferma anche Confindustria”.

Lo dichiara la deputata e capogruppo Pd in Commissione Agricoltura, Antonella Forattini intervenendo in replica al ministro Lollobrigida durante il Question Time alla Camera.

“Insomma tante parole e nessuna misura concreta per difendere gli spazi di mercato e di redditività che le imprese italiane stanno cercando di conquistarsi. Neanche un euro!  Le imprese del vino, della pasta e dei formaggi, compresi i pecorini di cui nessuno parla mai, vivono nella incertezza”, sottolinea la parlamentare dem. “Era lo scorso 8 aprile quando Meloni annunciava un piano di recupero di 25 miliardi per
sostenere le imprese colpite dai dazi. Oggi il piano è scomparso insieme alle risorse. Quindi meno propaganda e più certezze”, conclude Forattini.

 

05/11/2025 - 13:42

“La Libia, con la decisione della sua Procura generale di disporre la custodia cautelare del generale Almasri, accusato di omicidio e violazioni dei diritti umani, dimostra di essere oggi più avanti del nostro Paese nella difesa della giustizia e della legalità.
Mentre a Tripoli si perseguono i responsabili di gravi crimini, in Italia si liberano e si tenta di giustificare l’ingiustificabile, arrivando persino a sollevare un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale per coprire scelte politiche e morali indifendibili. Un simile gesto rappresenterebbe un’onta difficilmente cancellabile per le nostre istituzioni e per l’immagine dell’Italia nel mondo. A questo punto, sarebbe bene che la maggioranza si fermasse. La giustizia non può essere piegata al potere politico” così la capogruppo democratica nella giunta per le autorizzazioni a procedere della camera, Antonella Forattini.

 

04/11/2025 - 17:59

“Calo generalizzato dell’export agroalimentare, crollo del 21,2 per cento verso gli Stati Uniti e oltre un miliardo di euro di perdite per le imprese del made in Italy: il governo resta immobile mentre i dazi americani mettono in ginocchio l’agricoltura italiana”. È quanto denuncia il gruppo del Partito Democratico alla Camera, che, nel Question Time domani a prima firma Antonella Forattini capogruppo dem in commissione Agricoltura, interrogherà in merito il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Nel testo dell’interrogazione a risposta immediata, il PD ricorda che “dal 1° gennaio 2026 la pasta italiana rischia di pagare un super dazio del 107 per cento, con effetti devastanti su un settore simbolo del Paese”. E accusa l’Esecutivo di “aver dimenticato le promesse fatte”: “sei mesi fa Giorgia Meloni aveva annunciato un piano da 25 miliardi per le imprese colpite dai dazi USA, ma di quel piano non c’è più traccia. Nella legge di bilancio la parola ‘dazi’ non compare nemmeno una volta”.

“Il piano Coltivitalia non contiene alcun intervento per le imprese penalizzate e nulla prevede su credito, ricambio generazionale, sostegno ai consorzi e indennizzi assicurativi”, si legge ancora nel testo, che chiede a Lollobrigida: “quali iniziative di competenza intenda assumere per evitare le ricadute negative che i dazi stanno avendo sulle imprese agroalimentari italiane”.

 

04/11/2025 - 14:18

“La maggioranza continua a ostacolare il regolare corso della giustizia.
 Dopo aver impedito l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano nel caso Almasri, oggi tenta, in modo del tutto improprio, di estendere lo ‘scudo giudiziario’ anche al capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Bartolozzi.
 Questo nuovo intervento rappresenta l’ennesimo tentativo di interferire con il lavoro della magistratura e conferma la gravità di quanto accaduto nei giorni in cui il Governo si è adoperato per liberare un criminale acclarato, responsabile di crimini e violenze gravissime.
 Un comportamento che offende la giustizia e mina la credibilità delle istituzioni. 
Siamo di fronte a una responsabilità politica enorme: la maggioranza vuole impedire che emerga la verità.
 Ma la verità deve venire alla luce, perché nessuno — nemmeno il Governo — può considerarsi al di sopra della legge.”
Così Antonella Forattini e Federico Gianassi, rispettivamente capogruppo del Partito Democratico in Giunta per le autorizzazioni e Commissione Giustizia della Camera, commentano il voto di oggi della Giunta, con cui la maggioranza - con il voto contrario delle opposizioni - ha chiesto alla Camera di sollevare un conflitto di attribuzioni per estendere a Bartolozzi lo scudo giudiziario.

30/10/2025 - 17:15

“Oggi come Pd abbiamo presentato una nuova interrogazione al ministro dei Trasporti Salvini, per capire come intenda risolvere il pasticcio che ha combinato con il bando per la concessione autostradale del Brennero”. Lo dichiarano i deputati dem Sara Ferrari, Paola De Micheli, Rosanna Filippin, Antonella Forattini, Ilenia Malavasi, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari.
“Il ministro – sottolineano i parlamentari - ha emesso, l’ultimo giorno utile dell’anno scorso, un bando per la concessione autostradale della A22, che è stato immediatamente oggetto di più ricorsi e quindi ripetutamente rinviato nel corso del 2025 fino alla sua sospensione con termine 30 novembre. L’8 ottobre la Commissione Europea ha inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia per il non corretto recepimento nella legislazione nazionale di talune disposizioni delle direttive in materia di appalti pubblici dell'UE, che coinvolgono anche l’affidamento della autostrada del Brennero, negando il diritto di prelazione al concessionario uscente”. “Dopo aver ripetutamente sollecitato rassicurazioni rispetto alla salvaguardia della gestione a maggioranza pubblica di una arteria così importante per il nostro paese e anche rispetto alle garanzie occupazionali dei lavoratori, oggi chiediamo al Ministro Salvini di conoscere le sue intenzioni, alla luce della comunicazione europea, risultando compromessa la validità dell’impianto originario del bando di gara. Se intenda cioè annullare la procedura in corso oppure proseguire con la gara, tolto il diritto di prelazione”, concludono i parlamentari del Pd.

 

29/10/2025 - 18:21

“Non ci sono leggi intoccabili soprattutto se dopo 33 anni di applicazione, come nel caso della normativa statale sulla caccia, vi sono elementi conoscitivi che suggeriscono al legislatore miglioramenti per superare criticità e per rafforzare l’impianto della legge stessa. Semmai l’errore, che stanno facendo governo e destre, di voler imporre le modifiche con un colpo di mano. Eppure una strada c’era. Presentare in Parlamento, come da inizio legislatura chiediamo, la relazione sullo stato di applicazione della legge 157 e conseguentemente sulla base dei rilievi avviare approfondimenti e percorsi parlamentari”.

 

Così i deputati Pd, Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera, Antonella Forattini, capogruppo in commissione Agricoltura, Maria Stefania Marino e Andrea Rossi.

“Alla destra però - aggiungono - interessa solo la propaganda tanto che al Senato si è arenata in commissione e si trova in difficoltà di fronte agli emendamenti presentati dal Pd finalizzati a dare più concretezza alla gestione del territorio e alla tutela della biodiversità, nel contesto della salvaguardia dell’impianto pubblico della legge, per rafforzare ruoli e funzioni degli Ambiti territoriali di caccia in sinergia con la legge sulle aree protette che vedano protagonisti gli enti pubblici, i diversi portatori di interesse e le imprese agricole sia in prevenzione del danno alle colture da una presenza eccessiva di fauna selvatica e sia in termini di presidio del territorio. Se l’Italia è il Paese con il più alto tasso di biodiversità in Europa - concludono - lo si deve al contributo congiunto di agricoltori, ambientalisti e anche del mondo venatorio, che in sinergia con le istituzioni locali svolge attività di controllo della fauna e di presidio del territorio, contribuendo, insieme a tutti gli attori coinvolti, alla tutela degli ecosistemi e alla sicurezza delle comunità.

 

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