09/10/2025 - 18:45

Niente per le pensioni, nulla per gli enti locali, 13 miliardi in meno per la sanità pubblica. Di politiche industriali neanche a parlarne e i servizi pubblici essenziali a rischio di tenuta. Colpite dunque sia imprese che famiglie. Ecco cosa contiene il Dpfp, il documento che prepara la prossima legge di bilancio: manca qualsiasi misura che possa favorire la crescita, mentre crescono quei tagli che fanno aumentare le disuguaglianze. E intanto la pressione fiscale cresce e si preannuncia l’ennesimo condono.

Avremo un’altra manovra all’insegna della propaganda, ma con quella gli italiani non fanno la spesa.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

09/10/2025 - 18:00

“Sul Dpfp il governo è reticente e il documento tace perché non dice ciò potrebbe e dovrebbe dire. Il governo non ha mai fornito al Parlamento informazioni adeguate sul documento che sulla programmazione resta oscuro, allusivo, incomprensibile. La manovra programmatica porterà ad un aumento del Pil pari a zero nel 2026 e 0,1 nel 2027/28. Senza gli investimenti del Pnrr, ereditati dai governi precedenti, sarebbe recessione. Questo governo sa solo galleggiare”. Così la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra nella dichiarazione di voto sul Documento programmatico di finanza pubblica.
“Dal 2027 – continua la parlamentare dem - l'età per il pensionamento aumenta di tre mesi e peggiorano i canali di uscita anticipata, esattamente il contrario di quanto dichiarato dall'attuale maggioranza in campagna elettorale attaccando la ministra Fornero. Non c'è nulla sulla spesa degli enti decentrati che non tiene più il passo dell'inflazione e cala in termini reali: come faranno a fornire i servizi ai cittadini?”
“Sulla sanità mancano le risposte su spesa e finanziamento e, secondo la Corte dei Conti, mancheranno 13 miliardi nel 2028. La pressione fiscale cresce smentendo il punto principale del governo Meloni: con il fiscal drag, il sistema tassa di più i lavoratori che hanno aumenti contrattuali che li difendono appena dall'inflazione. Il governo è reticente, il documento tace: che pena”, conclude Guerra.

09/10/2025 - 16:35

"Altro che aiuti a Gaza in poche ore tramite i canali ufficiali di cui ha parlato il governo per dileggiare la missione della Global Sumud Flotilla. Music For Peace ha raccolto a Genova oltre 300 tonnellate di aiuti grazie ad una gara di solidarietà di centinaia di persone e si è rivolta proprio al governo per farli arrivare a Gaza dove l'Onu ha dichiarato esserci in corso una carestia causata dalla volontà politica di Benjamin Netanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ma da settimane quegli aiuti sono fermi nel capoluogo ligure e non si riesce a farli partire. E all'interrogazione della collega Valentina Ghio in cui si chiedeva cosa stesse facendo il governo per accelerare i tempi, il sottosegretario Tullio Ferrante di fatto non ha risposto - incalza Boldrini -. Dove sono questi canali rapidi di cui dispone il governo? Semplicemente non esistono. Perché lo sappiamo, per averlo visto con i nostri occhi al valico di Rafah, che migliaia di camion di aiuti restano fermi per settimane, per mesi a marcire. Lo abbiamo visto personalmente che l'Idf non fa entrare medicinali, presidi sanitari, né alimenti considerati energetici come miele, zucchero, biscotti e cioccolata per i bambini. Perché lo scopo è affamare la popolazione di Gaza".
"Se la tregua dovesse durare, come tutti ci auguriamo - conclude -, almeno questo strazio sarà finito e gli aiuti potranno entrare nelle quantità adeguate. Ma non sarà certo merito del governo".

09/10/2025 - 16:20

"Meloni dipinge un'Italia inesistente, con indicatori rosei e cittadini entusiasti per le strade. Se uscisse da Palazzo Chigi, vedrebbe una realtà ben diversa da quella raccontata su TeleMeloni e sui social. I salari restano bassi, da quando c’è lei al governo ne abbiamo perso uno all’anno per colpa del caro vita a cui non è stata data risposta, la pressione fiscale tocca il 42,8%, e la spesa sanitaria, insufficiente, lascia il 10% della popolazione senza cure a causa di liste d'attesa infinite e costi proibitivi del privato. Le politiche del governo si confermano spot elettorali, prive di visione. Questo governo è incapace di invertire un trend economico che, senza il PNRR, sarebbe ancora più negativo". Così in una nota il Vice Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico alla Camera, Toni Ricciardi.

08/10/2025 - 17:31

In tre anni 13 miliardi di euro in meno alla sanità, secondo Gimbe; assegno di inclusione solo a metà dei poveri, secondo la Caritas; una famiglia su 3 taglia la spesa alimentare, secondo Istat.
Ma le priorità della Meloni sono vittimismo e legge elettorale. Un governo distante dal paese reale.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

08/10/2025 - 11:38

Proposte Pd per liberare risorse e salvaguardare salute persone

“La presentazione del rapporto GIMBE, oltre che dare precise indicazioni, ben chiarisce l’insufficienza delle risorse stanziate in sanità. Senza un forte investimento difficile riuscire a sostenere il Sevizio Sanitario Nazionale, e sempre più c’è il rischio del venir meno del principio universalistico di diritto alla cura. Investire in ricerca, personale, organizzazione, prevenzione è indispensabile, superare la frammentazione regionale anche. Il PD ha avanzato precise proposte, compreso il non considerare l’investimento in sanità parte del patto di stabilità, per liberare risorse e nella consapevolezza che quello che investiamo ora, oltre che garantire la salute delle persone, il che già basterebbe, rappresenta un risparmio sulla spesa di cura in futuro”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del PD e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, a margine della presentazione di Gimbe dell’ ottavo report sul ssn alla Camera.

 

08/10/2025 - 08:53

“Hanno fermato la spedizione della Freedom Flottilla a cento miglia dalla costa di Gaza. Dopo meno di una settimana si ripete lo stesso copione che abbiamo vissuto noi direttamente. Navi che portavano aiuti a Gaza - questa volta piene zeppe di medicine e di materiale sanitario - bloccate in acque internazionali senza alcun rispetto della legge. Ancora una volta i governi non hanno mosso un dito per far aprire quel corridoio umanitario via mare chiuso dal 2007. Chiediamo l’immediato rilascio di tutti gli attivisti, a partire da quelli italiani a bordo. Non si possono spegnere i riflettori su Gaza e la sua tragedia” così il deputato democratico Arturo Scotto.

03/10/2025 - 10:12

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute per denunciare l’ingiusta esclusione della provincia di Agrigento dai finanziamenti FSC e PNRR destinati al potenziamento della radioterapia in Sicilia. Una scelta che penalizza gravemente i cittadini agrigentini e li costringe troppo spesso a viaggi della speranza per curarsi.” Lo dichiara la deputata Pd Giovanna Iacono sottolineando come “oggi la radioterapia sia fondamentale nel trattamento oncologico: circa il 65% dei tumori viene curato con questa metodica, percentuale che con i nuovi acceleratori lineari può arrivare fino all’85%. È quindi inaccettabile che all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, e in una provincia con 446.437 abitanti, ci sia un solo acceleratore lineare, installato nel 2016 e rimodernato nel 2024, quando ne servirebbero almeno tre.”
“Ho chiesto al Ministro - continua la parlamentare dem - di spiegare i criteri adottati e di intervenire subito per garantire ad Agrigento almeno due nuovi acceleratori lineari, nel rispetto del diritto costituzionale alla salute e dell’equità del Servizio Sanitario Nazionale.”
“Non possiamo accettare che Agrigento resti fanalino di coda della sanità siciliana. La salute non è un privilegio ed è dovere delle istituzioni garantire a tutti i cittadini le stesse possibilità di cura, senza disparità territoriali. Agrigento merita rispetto e un servizio sanitario all’altezza dei bisogni della sua comunità”, conclude Iacono.

 

02/10/2025 - 15:47

“L’incendio che il 16 agosto scorso ha devastato l’impianto Campania Energia a Teano, in provincia di Caserta, è stato un disastro ambientale e sanitario di proporzioni enormi. I Vigili del fuoco hanno impiegato quindici giorni per domare le fiamme e le conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’ambiente sono evidenti. Per questo avevo presentato un emendamento al disegno di legge Terra dei Fuochi che stanziava 15 milioni di euro destinati alle bonifiche e agli interventi di messa in sicurezza. Ma il governo lo ha respinto».
Lo dichiara il deputato casertano del Pd Stefano Graziano, capogruppo in Commissione Difesa e Vigilanza Rai.

“Ancora una volta – sottolinea l’esponente dem – l’esecutivo si schiera contro il Mezzogiorno, contro la provincia di Caserta e contro la tutela della salute pubblica. È inaccettabile che davanti a un’emergenza così grave si scelga di voltarsi dall’altra parte, negando le risorse necessarie a caratterizzare i terreni, avviare le bonifiche e garantire sicurezza ambientale e sanitaria ai cittadini”.

“Avevo rivolto un appello – conclude Graziano - affinché l’Aula votasse in maniera trasversale, al di là degli schieramenti, perché la difesa del territorio e della salute non hanno colore politico. Purtroppo il mio emendamento è caduto nel vuoto. Avrei voluto almeno che i deputati del centrodestra eletti in provincia di Caserta facessero sentire la propria voce, invece è calato un silenzio assordante. Il Partito Democratico continuerà a battersi con forza per la Terra dei Fuochi e per la sicurezza dei nostri cittadini.

 

02/10/2025 - 11:05

“La proroga dell’attività del centro di chirurgia pediatrica di Taormina non risolve niente: si tratta di un provvedimento temporaneo che non affronta il problema alla radice. Questo reparto rappresenta un presidio di eccellenza e un punto di riferimento indispensabile per i bambini della Sicilia".

Lo dichiara Maria Stefania Marino, deputata del Partito Democratico, sulla risposta del Ministero della Salute alla sua interrogazione parlamentare.

“Tra luglio 2023 e marzo 2024 il centro ha effettuato 165 interventi, dimostrando l’esistenza di un bisogno reale e di un’utenza costante. Ridurre la questione a meri calcoli numerici previsti dal decreto Balduzzi significa ignorare la specificità del territorio e le difficoltà logistiche e viarie locali. Così facendo si rischia di discriminare i cittadini e di rendere sempre più lontano il diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione. La sanità deve restare vicina alle persone e non trasformarsi in un percorso a ostacoli per chi già affronta situazioni di grande fragilità. Per questo chiedo al governo e alla Regione Sicilia di andare oltre le proroghe e i provvedimenti tampone: serve un piano straordinario che mantenga e potenzi il centro di Taormina, rafforzando la rete pediatrica e affrontando finalmente la carenza cronica di personale sanitario nell’isola”: conclude.

 

01/10/2025 - 17:25

«La bocciatura da parte della maggioranza del mio ordine del giorno sul decreto Terra dei Fuochi rappresenta un fatto gravissimo e incomprensibile. Con la mia proposta chiedevamo una misura di buon senso: evitare la localizzazione di nuovi impianti di trattamento rifiuti in aree già sature, in particolare nei territori più martoriati come la Terra dei Fuochi. È inaccettabile che il Governo e la maggioranza abbiano respinto questa richiesta, scegliendo di aggravare ulteriormente un’emergenza sanitaria e ambientale che da anni mette a rischio la salute dei cittadini. Così facendo si tradisce lo spirito stesso del decreto Terra dei Fuochi, nato per bonificare e risanare, non per caricare ulteriormente quei territori di impianti. È evidente che questo esecutivo continua a voltare le spalle al Mezzogiorno, dimostrando totale disinteresse per la salute e l’ambiente dei cittadini campani. Continueremo a batterci perché i territori già devastati non vengano ulteriormente penalizzati. La difesa della salute pubblica e dell’ambiente non può e non deve essere piegata a logiche di convenienza politica o di gestione emergenziale».

01/10/2025 - 16:45

Il gruppo del Pd in Commissione sanità e affari sociali alla Camera ha presentato, a firma Malavasi, Furfaro, Girelli, Ciani, Stumpo, un’interrogazione al Governo per chiedere di conoscere nel dettaglio le intenzioni dei Commissari sia sul futuro dell’ospedale di Agnone che sulla ventilata riorganizzazione dei punti di continuità assistenziale e, più in generale, sul Piano Operativo Sanitario. “Dopo 16 anni di commissariamento per i cittadini del Molise l’accesso alle cure è sempre meno garantito. “- dichiarano in una nota l’on. Ilenia Malavasi e la responsabile nazionale sanità del Pd Marina Sereni.  “In questi giorni è in corso una forte mobilitazione di sindaci, associazioni e cittadini per difendere la sanità pubblica e per chiedere che non vengano smantellati i servizi nelle aree interne e disagiate della Regione. Con questo atto ispettivo vogliamo chiedere chiarezza e trasparenza poiché finora il Consiglio Regionale non è stato coinvolto e non è stato possibile conoscere gli atti formali che i Commissari stanno predisponendo. Nell’indifferenza della destra al governo del Paese e del Molise, le aree interne rischiano di pagare in modo particolare il sotto finanziamento della sanità pubblica. Il diritto alla salute non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza” Concludono Malavasi e Sereni.

01/10/2025 - 14:12

“Il PNRR rischia di diventare il Piano nazionale dei Ritardi e dei Rimpianti. A meno di un anno dalla scadenza, mancano all’appello 110 miliardi di euro da spendere e 280 obiettivi da raggiungere: un fallimento annunciato, certificato dalla nuova richiesta di revisione. Il Ministro è venuto qui in Parlamento con un documento vuoto, 11 pagine in cui non dice nulla sul contenuto reale di questa ennesima modifica, solo indicazioni generiche. Una specie di Manuale delle Giovani Marmotte, che offende il ruolo delle Camere e ignora il confronto istituzionale. Nessuna chiarezza su progetti cancellati, fondi persi, ritardi gravi dei ministeri competenti. Tagli agli asili, sanità territoriale, transizione ecologica e infrastrutture nel Mezzogiorno: è inaccettabile! Il Governo sta smantellando il Piano, anziché attuarlo. Chiediamo rispetto del cronoprogramma, stop ai tagli e no all’utilizzo delle risorse PNRR per la difesa”. Lo ha detto in Aula il deputato del Partito Democratico, Piero De Luca, in dichiarazione di voto sul Pnrr.

“Far fallire il Piano vuol dire bruciare la possibilità storica di migliorare le condizioni di vita nel nostro Paese. Ma vuol dire anche mettere in discussione il senso politico del PNRR, quale simbolo di un’Europa vicina ai cittadini e ai territori, simbolo del lavoro che dovremmo svolgere per un’Europa sempre più forte, autorevole e autonoma da un punto di vista strategico. Il problema è proprio questo. Voi nell’Europa non ci credete, e non lavorate né per difenderla né per rafforzarla, come dimostra il fatto che non è chiara la vostra posizione sul prossimo quadro finanziario pluriennale. Attuare il PNRR vuol dire difendere gli interessi del nostro Paese, ma vuol dire anche collocare l’Italia dalla parte giusta della storia, quella immaginata nel Manifesto di Ventotene, quella federalista, volta a costruire gli Stati Uniti d’Europa. Se il prossimo anno non riuscirete a portare a termine il Piano nei tempi e modi previsti come vi abbiamo indicato, avrete il dovere politico di rassegnare le dimissioni perché responsabili dinanzi alla storia ed al Paese di aver bruciato il futuro dell’Italia e quello dell’Europa intera", ha concluso Piero De Luca.

 

01/10/2025 - 14:09

“Il quadro economico e sociale del Paese è molto preoccupante: abbiamo un Pil quasi fermo, un’inflazione che continua a mordere i redditi e una pressione fiscale che cresce, mentre la spesa per sanità e istruzione è ai minimi storici. Eppure, invece di affrontare queste emergenze, il governo concentra il dibattito della legge di bilancio su temi come la rottamazione delle cartelle esattoriali. È semplicemente lunare”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.

Secondo l’esponente Pd, “la vera priorità deve essere restituire il fiscal drag, perché milioni di cittadini, in particolare il ceto medio, hanno visto erodere il proprio reddito dall’inflazione senza alcun intervento di compensazione. È un atto di giustizia sociale che va fatto in modo sistematico”.

Al centro delle proposte dei dem ci sono la difesa dei salari – “a partire dal salario minimo” – e il rilancio del Servizio sanitario nazionale: “Non è solo un problema di risorse, ma anche di vincoli assurdi che impediscono nuove assunzioni. Così si spendono più soldi per acquistare servizi esterni, mentre i cittadini pagano prezzi sempre più alti anche per i farmaci”.

Infine, Guerra sottolinea la necessità di sostenere il sistema produttivo: “Le esportazioni sono in calo, le imprese sono in difficoltà e il programma Transizione 5.0 si è rivelato un fallimento. Servono interventi veri e strategie per la crescita, non slogan e promesse irrealizzabili”.

 

01/10/2025 - 12:50

“Il Pnrr doveva essere un’opportunità di rilancio per il nostro Paese ma il governo l’ha trasformato in un’occasione perduta. Le tante rimodulazioni hanno avuto il solo scopo di accentrare a Palazzo Chigi la programmazione e la spesa degli obiettivi indipendentemente dall’efficacia e dall’efficienza di questa scelta: un disastro per il Paese”. Così il deputato Claudio Michele Stefanazzi, intervenendo alla Camera sulle comunicazioni del ministro Foti sul Pnrr.
“L’anima del Piano, ovvero la coesione territoriale, la parità di genere e le politiche per i giovani sono scomparse. Che fine hanno fatto – chiede il parlamentare dem al ministro - i 60mila nuovi alloggi per studenti universitari e il potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro? La stessa sorte dei 100mila posti negli asili nido: tutti cancellati. Il target europeo di posti in asilo per popolazione sarà raggiunto solo perché il Governo ha consentito alle regioni del Nord di raggiungere percentuali oltre il 70%, condannando il sud a rimanere sotto il 10%. I fondi e gli investimenti per il Sud o vengono eliminati o finiscono in un progetto fallimentare come il Ponte sullo Stretto”.
“Il PNRR è un ‘regalo’ che questo governo ha ereditato e sprecato per la sua incapacità. Le risorse potevano essere spese per la sanità pubblica, invece che continuare a favorire quella privata e utilizzate per costruire infrastrutture laddove non esistono”, conclude Stefanazzi.

 

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