“La maggioranza fa un parere con 16 prescrizioni al governo, dimostrando di essere spaccati su tutto, anche sulla sanità militare”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Stefano Graziano e Ilenia Malavasi, rispettivamente capogruppo in commissione Difesa e Affari sociali della Camera, a proposito del decreto legislativo sulle disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della sanità militare.
“La maggioranza con 16 osservazioni bacchetta il governo sulla sanità militare. E da non dimenticare che anche tutti i sindacati militari si sono espressi contro questa riforma che non tiene conto dei reali bisogni dei militari.
In più in un momento così delicato a livello internazionale, con un quadro politico complesso, ci si occupa della sanità militare invece di occuparsi del benessere degli operatori della difesa (alloggi, pensioni, stipendi). Noi abbiamo chiesto al Governo di sospendere questa riforma e cambiare radicalmente tutto. È evidente ancora una volta che questo governo ha fallito anche su tema della sicurezza e difesa”, concludono i capigruppo dem.
"Ammetto che provo un certo disagio nel prendere parola su questa proposta di legge, mentre in Iran colonne di fumo si alzano nel cielo e i depositi di petrolio bruciano, un disastro ambientale e sanitario di proporzioni immani sta accadendo in queste ore. La guerra annienta tutto: le vite umane in primis, ma anche gli sforzi di tante cittadine e cittadini, famiglie e imprese che cercano di fronteggiare la vera sfida per la sopravvivenza della specie umana, che è quella climatica. Una sommatoria di piccole e grandi azioni che viene spazzata via da chi ha scatenato l'ennesima guerra illegale e criminale. Eppure non si può non continuare a insistere sulla strada del lavoro costante, testardo e paziente per la pace e per la conversione ecologica”. Lo ha detto in Aula alla Camera, la deputata Pd Eleonora Evi, annunciando il voto favorevole all’istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta.
"Istituire questa giornata – ha spiegato l’esponente dem - è un atto importante ma simbolico. I simboli, quando sono radicati in politiche concrete, hanno il potere di orientare comportamenti ed educare generazioni. A patto che non restino isolati. Il riciclo della carta è un tassello fondamentale dell'economia circolare: riciclare significa ridurre il consumo di risorse vergini, abbattere le emissioni, proteggere le foreste, costruire un'economia che non distrugge le basi naturali su cui si fonda. È nelle scuole che si radica la coscienza ambientale. Eppure troppo spesso non si fa la raccolta differenziata, non ci sono contenitori o sono dimenticati in qualche magazzino. Escludere un riferimento esplicito alle scuole dal testo è, a nostro avviso, un errore".
"Ci auguriamo — ha concluso Evi — che questo impegno si concretizzi presto in altri provvedimenti: dal sistema di deposito cauzionale per la plastica al potenziamento della raccolta dei rifiuti elettronici, su cui il nostro paese è drammaticamente indietro. Perché la conversione ecologica non resti una promessa, ma diventi la bussola concreta per le politiche del nostro Paese".
La maggioranza si accontenta di un maquillage senza visione.
"La nostra astensione è un atto di dignità politica. In prima lettura il Pd aveva votato a favore, come atto di responsabilità istituzionale, nella speranza che il passaggio al Senato potesse trasformare una timida manutenzione ordinaria in una riforma capace di guardare al futuro. Abbiamo trovato invece una chiusura totale, pregiudiziale e sorda. Un metodo che ignora il dialogo necessario per qualsiasi modifica costituzionale". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato del Pd Federico Fornaro, componente della Commissione Affari costituzionali, annunciando il voto di astensione del Gruppo del Partito Democratico sul provvedimento di modifica dello Statuto della regione Trentino-Alto Adige.
“Nel merito - ha sottolineato l’esponente dem - gli emendamenti presentati dal Pd sono stati sistematicamente bocciati dalla maggioranza: il mancato riconoscimento formale dell'Euregio, realtà già operativa su trasporti, sanità, cultura e ricerca; il trasferimento dalla Giunta al Consiglio provinciale della competenza a impugnare le leggi statali in contrasto con lo Statuto, un vulnus democratico che riduce l'autonomia a un affare di maggioranza e il rifiuto di inserire norme sulla parità di genere nelle istituzioni, un no ideologico e anacronistico”.
“Sul metodo - ha concluso Fornaro - questa riforma è figlia di un accordo blindato tra i vertici delle Province e il governo. Si è scavalcato il Parlamento, si sono ignorati i territori, si sono zittite le opposizioni. L'autonomia speciale è uno strumento di coesione. Votatela voi la vostra riforma senza anima. Noi continuiamo a stare dalla parte della partecipazione, della trasparenza e della dignità dei territori".
"L’ennesima inchiesta che scuote la Sicilia, con l’indagine che coinvolge Salvatore Iacolino, pezzi delle istituzioni e vertici della pubblica amministrazione conferma un quadro ormai insostenibile. La Regione siciliana continua a essere attraversata da scandali, opacità e sospetti inquietanti. Quando la magistratura indaga per mafia e corruzione figure legate ai vertici della gestione pubblica, non siamo di fronte a un episodio isolato. Siamo di fronte al fallimento politico e morale di una classe dirigente che avrebbe dovuto garantire trasparenza, legalità e rigore nella gestione della cosa pubblica". Lo afferma la deputata siciliana del Pd Giovanna Iacono.
"La sanità - aggiunge la deputata dem - uno dei settori più delicati e vitali, continua invece a essere terreno di nomine discutibili, reti di potere e dinamiche che troppo spesso sfuggono al controllo democratico. Le siciliane e i siciliani assistono da anni a un susseguirsi di scandali, mentre i servizi pubblici peggiorano e la fiducia nelle istituzioni crolla. Il presidente della Regione, Renato Schifani, non può continuare a fare finta di nulla. Non può limitarsi a dichiarazioni di circostanza mentre la credibilità della Regione affonda".
"Serve - conclude Iacono - un atto immediato di responsabilità politica. Schifani metta fine all’agonia politica e morale del suo governo, prenda atto del fallimento di questa stagione politica e restituisca alle siciliane e ai siciliani la parola. La Sicilia non può essere ostaggio di un sistema di potere che continua a produrre scandali e ombre. La Sicilia merita istituzioni credibili, trasparenti e libere da qualsiasi condizionamento".
“Non permetteremo che una semplificazione amministrativa cancelli il diritto alla salute. Il Sindaco deve restare l’ultima autorità a difesa della propria comunità”.
Così le deputate e i deputati democratici, Viggiano, Stefanazzi, Simiani e Guerra, che oggi hanno depositato una proposta di emendamento cruciale all'Art. 14, comma 3 del Dl 19/2026 per cancellare una distorsione normativa che rischia di svuotare di significato il ruolo del Primo Cittadino nelle scelte ambientali e sanitarie più delicate del territorio.
“Il Dl 19/2026 - spiegano - introduce un automatismo pericoloso: se un'impresa è in possesso di autorizzazioni ambientali (come l’AIA o l’AUA), viene automaticamente declassata o esclusa dal novero delle industrie insalubri. In parole povere: il rispetto di parametri tecnici e burocratici diventerebbe un ‘lasciapassare’ intoccabile, capace di scavalcare ogni valutazione sanitaria locale.
La Salute non è una Pratica Amministrativa. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) - aggiungono - è uno strumento tecnico necessario, che guarda alle tecnologie (BAT) e ai limiti di legge, ma la salute dei cittadini è una materia viva, complessa e territoriale. Un impianto può essere tecnicamente a norma, ma ambientalmente insostenibile per la popolazione residente in un determinato contesto”.
La modifica proposta aggiunge al comma 3 la seguente clausola di salvaguardia: “fatte salve le prerogative del Sindaco previste dagli artt. 50 e 54 del TUEL”.
“Si tratta - precisano - di un atto di responsabilità politica che mira a blindare il potere di ordinanza così da impedire che i colossi industriali possano impugnare i provvedimenti sindacali sventolando una semplice autorizzazione tecnica. Il Sindaco, quale Autorità Sanitaria Locale, non può essere ridotto a spettatore passivo mentre decisioni calate dall'alto impattano sull'aria e sull'acqua dei propri concittadini. Non siamo contro l'industria, siamo per la legalità sanitaria. Sostituire la classificazione delle industrie insalubri con un'autorizzazione tecnica - concludono - significa ignorare la storia del diritto sanitario italiano. Con questo emendamento, riportiamo l’uomo al centro e restituiamo al Sindaco lo scudo necessario per proteggere la propria gente”.
“Il problema delle liste di attesa è un’emergenza nazionale ed è uno dei principali fattori di disuguaglianza nell’accesso alle cure”. Lo ha detto il deputato Pd Andrea Casu intervenendo in Aula alla Camera sulle mozioni per la riduzione delle liste di attesa nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo Casu “il decreto del Governo sulle liste di attesa è stato presentato come una riforma risolutiva, ma se guardiamo alla realtà dei fatti dobbiamo dire con grande chiarezza che quel provvedimento, ad oggi, non ha prodotto i risultati annunciati: siamo davanti a uno dei più grandi fallimenti del governo. Del resto – ha aggiunto Casu - le liste di attesa non si riducono per decreto: si riducono se ci sono più medici, più infermieri, più tecnici sanitari e più strutture in grado di erogare prestazioni. Tutti aspetti su cui il governo non sta facendo nulla”. Per il parlamentare dem il nodo resta quello delle risorse: “La questione del finanziamento della sanità pubblica non è un tema tecnico, è una scelta politica. Senza investimenti strutturali - ha avvertito Casu - sarà molto difficile affrontare davvero i problemi del sistema sanitario. Secondo le principali analisi nazionali – ha sottolineato Casu - oltre il 50 per cento delle prestazioni specialistiche non viene erogato nei tempi previsti dalle classi di priorità del sistema sanitario. In molte realtà territoriali le attese per esami diagnostici fondamentali superano i tre o quattro mesi e per alcune visite specialistiche si arriva anche oltre i sei mesi. Dietro questi numeri ci sono persone reali. E quando una persona rinuncia a una visita medica perché deve aspettare troppo tempo o perché non può permettersi una prestazione privata – ha concluso Casu – non è solo un problema sanitario, è una ferita nel principio di uguaglianza su cui si fonda la nostra Repubblica, è un vero e proprio tradimento ai principi costituzionali”.
interrogazione al Governo su visita a Roma tra il 15 e il 18 marzo
«Secondo quanto riportato da La Stampa, l’imprenditore statunitense Peter Thiel sarebbe atteso a Roma tra il 15 e il 18 marzo per una serie di incontri riservati. Si tratta di uno degli investitori più influenti nel settore tecnologico globale e tra i promotori di Palantir Technologies, società che sviluppa piattaforme avanzate per l’integrazione e l’analisi di grandi quantità di dati utilizzate anche da governi e agenzie di sicurezza. Per questo presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo se siano previsti incontri ufficiali o istituzionali con la Presidente del Consiglio o con membri dell’esecutivo e se amministrazioni pubbliche italiane o società partecipate dallo Stato abbiano rapporti contrattuali, collaborazioni o progetti con società riconducibili a Thiel, a partire da Palantir. Nel contesto della crescente competizione geopolitica e tecnologica sui dati, sull’intelligenza artificiale e sulle infrastrutture digitali è fondamentale garantire la massima trasparenza su eventuali interlocuzioni con grandi operatori tecnologici globali, soprattutto quando si tratta di tecnologie che possono incidere su ambiti sensibili come sicurezza, difesa, sanità, trasporti, infrastrutture e gestione dei dati pubblici».
Dichiarano in una nota Peppe Provenzano responsabile Esteri, Europa, Cooperazione internazionale del Partito Democratico ed Andrea Casu, deputato PD e vicepresidente della commissione trasporti, poste e comunicazioni della Camera.
“In Sicilia si stanno affermando interpretazioni nei procedimenti di Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) e Valutazione Ambientale Strategica (Vas) che rischiano di comprimere la tutela della salute pubblica. È una deriva che va corretta con chiarezza”: è quanto dichiara la deputata Dem in Commissione Ecomafie Maria Stefania Marino dopo aver depositato una interrogazione per chiedere al governo un intervento chiarificatore sul rapporto tra autorizzazioni ambientali e valutazione degli impatti sanitari.
“Secondo quanto segnalato, in alcuni procedimenti Aia sarebbero state respinte osservazioni di natura sanitaria relative a prodotti, cicli produttivi, rifiuti ed emissioni, sostenendo che tali aspetti possano essere considerati solo in caso di esplicita richiesta di revisione da parte dell’autorità sanitaria. Una impostazione che appare in contrasto con la più recente giurisprudenza europea, la quale impone che la valutazione preventiva degli impatti riguardi sia l’ambiente sia la salute umana. Preoccupa inoltre la posizione assunta nell’ambito dell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti in Sicilia, dove si è sostenuto che la valutazione degli effetti sulla salute non rientrerebbe nella fase di pianificazione strategica. La salute deve invece rappresentare un criterio guida sin dall’origine delle scelte di piano e in ogni fase autorizzativa. E’ indispensabile che il Ministro Pichetto Fratin emani una disposizione che chiarisca in modo inequivocabile che l’impatto ambientale e sanitario delle sostanze emesse debba essere sempre oggetto di valutazione nei procedimenti di rilascio e riesame delle autorizzazioni”: conclude.
“Apprendere della prestigiosa targa ‘Donne Coraggiose’ conferita a Vittoria Doretti dalla Rete civica delle donne è motivo di grande soddisfazione e orgoglio. Doretti ha avuto l’intuizione fondamentale del Codice Rosa, contribuendo in modo determinante a dotare il nostro sistema sanitario di strumenti concreti per riconoscere e affrontare la violenza di genere anche quando non viene espressamente dichiarata. È un riconoscimento non solo alla sua capacità professionale, ma alla forza civile di chi ha saputo trasformare una visione in strumenti di tutela per le persone più vulnerabili”. Lo dichiara il deputato Dem Marco Simiani sul riconoscimento assegnato durante un evento a Montecitorio.
“La sua nomina come componente del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio sulla violenza nei confronti delle donne e sulla violenza di genere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri conferma il valore del suo contributo sia sul piano operativo che su quello delle politiche pubbliche. A nome mio e del Partito Democratico, rivolgo a Vittoria Doretti le più vive congratulazioni per questi due importanti riconoscimenti, che arricchiscono il nostro paese e rendono giustizia all’impegno profondo profuso in anni di battaglie per la prevenzione e la protezione”, conclude il deputato dem
"Il Governo Meloni ha fallito su tutta la linea: dalla gestione dei flussi regolari alle politiche di accoglienza. Le scelte adottate in questi mesi non hanno prodotto soluzioni, ma solo propaganda e decisioni che aggravano le condizioni di persone già provate, costrette a inutili e prolungate navigazioni prima di poter attraccare in un porto sicuro": è quanto dichiara una nota congiunta dei deputati Dem Emiliano Fossi e Marco Simiani sullo sbarco a Livorno dei 147 migranti giunti a bordo della nave Ocean Viking.
"Ancora una volta Livorno e la Toscana hanno risposto con serietà, umanità e capacità organizzativa. Il nostro ringraziamento va alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine, alla Capitaneria, al personale sanitario, al Comune e alle associazioni di volontariato che hanno garantito un’accoglienza ordinata. I territori non si tirano indietro: davanti ai volti segnati di uomini, donne e minori, la politica deve ritrovare responsabilità e rispetto della dignità umana": concludono.
“Qual è la valutazione sull’affidabilità industriale, finanziaria e ambientale del soggetto acquirente Flacks Group e quali sono le condizioni a tutela dell’interesse pubblico in caso di ingresso dello Stato nel capitale? Quali tutele ambientali e sanitarie vengono assicurate a cittadini e lavoratori? Come si intende garantire la piena tutela dei livelli occupazionali con prospettive di lavoro stabili e dignitose? Come si vogliono tutelare le imprese creditrici e l’intero indotto? Non si ritiene necessario garantire la massima trasparenza sull’intera operazione di cessione degli stabilimenti ex Ilva di Taranto, Genova, e Novi Ligure, assicurando il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, delle parti sociali e delle comunità locali, e salvaguardando l’unitarietà industriale del gruppo, ora Acciaierie d’Italia?”.
Sono le domande contenute nell’interpellanza parlamentare al ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica e al ministro delle Imprese e del Made in Italy firmata dalle deputate e dai deputati, Francesca Viggiano, Federico Fornaro, Valentina Ghio e Albero Pandolfo.
“E’ necessario avviare con urgenza - scrivono i parlamentari dem - un confronto istituzionale strutturato e calendarizzato con Flacks Group al fine di acquisire e rendere pubblici: il piano industriale dettagliato; il piano occupazionale e le garanzie per i lavoratori diretti e dell’indotto; il piano ambientale, il piano vincolante di eliminazione delle fonti fossili e di bonifica del sito; il cronoprogramma degli investimenti e le relative coperture finanziarie”.
“Il governo e la maggioranza hanno respinto un ordine del giorno di buon senso che chiedeva di correggere una riforma sbagliata sulla classificazione dei Comuni montani e di dare tempi certi per i decreti attuativi. Con la nuova disciplina, basata su criteri puramente altimetrici e di pendenza, centinaia di enti rischiano di essere penalizzati e di perdere risorse fondamentali del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. Dopo le proteste di parlamentari, Regioni e amministratori locali, l’esecutivo è stato costretto a rivedere parzialmente l’elenco, ma le criticità restano e il secondo decreto, decisivo per la ripartizione delle risorse, non è stato ancora emanato. È inaccettabile lasciare territori già fragili in questa incertezza”: così i deputati del Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè sull’ordine del giorno bocciato oggi.
“Pagano un prezzo altissimo anche molti Comuni della Toscana, con esclusioni pesanti nelle province di Livorno, Grosseto, Pisa, Firenze, Massa Carrara, Lucca, Arezzo, Siena e Prato. Parliamo di realtà che garantiscono servizi scolastici, sociosanitari e presidio del territorio in aree interne e disagiate. Con il nostro ordine del giorno chiedevamo di riconsiderare i termini e reinserire i Comuni penalizzati, evitando che il peso ricada sulle Regioni e aumentando le disuguaglianze territoriali. La destra ha scelto di dire no. Noi continueremo a batterci perché le comunità montane non vengano abbandonate”.
Un appello all’Unione europea perché coordini un intervento urgente di aiuti umanitari a favore di Cuba e una condanna all’inasprimento delle misure volute dall’amministrazione di Donald Trump, con la richiesta al Governo italiano di riferire in parlamento e non assumere atteggiamenti di complicità rispetto a sanzioni che aggravano la crisi umanitaria sull’isola.
È il contenuto della risoluzione promossa dal responsabile Esteri del Pd, il deputato Peppe Provenzano, e sottoscritta da tutti deputati del Partito democratico in Commissione Esteri alla Camera, Enzo Amendola, Laura Boldirini, Fabio Porta e Lia Quartapelle.
Nel testo i democratici chiedono all’Esecutivo di attivarsi con urgenza, in sede bilaterale e insieme ai partner Ue, per l’invio di carburante per uso sanitario, medicinali e attrezzature mediche; di promuovere iniziative specifiche a sostegno delle categorie più vulnerabili; e di rafforzare il dialogo politico e la cooperazione tra Unione europea e Cuba per una soluzione multilaterale e rispettosa del diritto internazionale.
Particolare attenzione viene dedicata alle oltre 32mila donne incinte a rischio, penalizzate dalle carenze energetiche che limitano l’accesso a esami diagnostici, servizi di emergenza e assistenza ostetrica.
La risoluzione impegna inoltre il Governo a riferire tempestivamente alle Camere sugli sviluppi della situazione umanitaria, economica e sanitaria a Cuba e sulle iniziative intraprese dall’Italia. Nel testo si richiamano anche le ripetute condanne dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite al blocco economico statunitense e le ricadute delle restrizioni sull’operatività dell’Aeroporto Internazionale José Martí e sul sistema sanitario dell’isola.
«La decisione del Consiglio dei Ministri di autorizzare il regolamento sui criteri per la classificazione dei comuni montani impone una riflessione seria», dichiara il deputato democratico. Augusto Curti. «Affidare la definizione dell’elenco a parametri non completamente rappresentativi delle realtà territoriali montane, tradisce un approccio semplicistico a una materia complessa».
«Il rischio – prosegue – è trasformare una scelta che incide su diritti, risorse e servizi in un esercizio meramente tecnico. La montagna non è una variabile numerica: è una condizione strutturale fatta di spopolamento, invecchiamento, difficoltà di accesso ai presìdi sanitari, scolastici e commerciali».
Secondo Curti, «Il principio di differenziazione territoriale è condivisibile, ma deve poggiare su indicatori compositi capaci di cogliere vulnerabilità demografica e marginalità infrastrutturale».
Pd presenta interrogazione per chiedere divieto munizioni in piombo
“Siamo di fronte ad un rischio completamente ignorato che colpisce chi consuma selvaggina. Ho presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Salute e dell’Agricoltura per accendere i riflettori su una questione di salute pubblica sottovalutata: la presenza di piombo nelle carni di selvaggina abbattuta con munizioni tradizionali.
Il piombo è una sostanza altamente tossica per cui non esiste una soglia sicura di esposizione. Oggi è vietato in vernici, giocattoli, tubazioni e addirittura nella benzina ma sulle munizioni si tace. Le autorità sanitarie internazionali hanno adottato un approccio di “tolleranza zero”, eppure in Italia la carne di animali selvatici cacciati con munizioni al piombo viene liberamente commerciata senza alcun limite di legge, a differenza di quanto previsto per gli animali da allevamento. Una disparità inaccettabile.
A pagarne le conseguenze è chi consuma selvaggina, soprattutto i cacciatori e i loro familiari. Lo stesso Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute aveva già riconosciuto nel 2017 che questa categoria “è effettivamente a rischio e necessiterebbe di interventi informativi”. Ad oggi, quell’allarme è rimasto lettera morta.
Con questa interrogazione chiedo al governo di agire concretamente su più fronti: introdurre limiti per il contenuto di piombo nella selvaggina come accade per le altri carni, estendere il divieto di munizioni al piombo su tutto il territorio nazionale, a partire dalla piena applicazione del Regolamento UE 2021/57 per la caccia nelle zone umide, tuttora parzialmente disapplicato, sostenere la proposta di restrizione europea nell’ambito del regolamento REACH e promuovere campagne di informazione rivolte a cacciatori, operatori di filiera e medici.
La Danimarca ha bandito il piombo nelle munizioni da caccia già nel 1996, senza ripercussioni negative sull’attività venatoria. L’Italia può e deve fare altrettanto. Il governo intervenga con limiti, divieti e informazione.” Lo dichiara Eleonora Evi, deputata Pd prima firmataria dell’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi Pd Ilenia Malavasi, Marco Furfaro e Paolo Ciani.