“Il conto consuntivo della Camera per l'anno 2024 attesta l’opera di contenimento dei costi e il rigore che ha permesso ai nostri organi istituzionali di continuare il lavoro pur in un contesto economico difficile. Ma occorre svolgere una riflessione sul ruolo del Parlamento. A guardare i dati del Servizio studi, la voce delle Camere è diventata negli ultimi anni sempre più debole. Il primo compito è quello legislativo, ma l’iniziativa per tre quarti, in termini di atti, è ormai spostata sul governo. A giugno 2025 le leggi di iniziativa parlamentare approvate alla Camera erano solo il 28,8% a fronte di più del 70% di iniziativa governativa, mettendoci dentro le leggi di conversione di decreti e i disegni di leggi governativi. Lo scopo di tutti noi deve essere quello di ridate centralità al Parlamento, in ossequio agli assetti costituzionali. È poi fondamentale proseguire il lavoro, che finalmente abbiamo avviato in questa legislatura, di riforma del regolamento della Camera".
Così il deputato democratico Andrea De Maria, della Presidenza del Gruppo, spiegando le ragioni del voto favorevole del Pd sul bilancio della Camera.
“Vorrei inoltre soffermarmi - ha aggiunto - sulla Soc. CD Servizi Spa, società in house interamente partecipata costituita nel 2024, alla quale la Camera trasferisce 15 milioni di euro all’anno. Riteniamo che il Parlamento debba essere messo nella condizione di conoscere, attraverso una relazione dettagliata, sull’andamento gestionale della società e sul conseguimento degli obiettivi programmati. Infine, con i nostri Odg abbiamo segnalato alcune priorità: come la salvaguardia dei livelli occupazionali e delle professionalità del personale dei Gruppi e l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sull’attività parlamentare”.
“Sul bilancio della Camera è stato approvato il mio ordine del giorno n. 14 che chiede di informare tutti i parlamentari sulle singole voci di spesa della neo costituita società in house. Ciò consentirà la massima trasparenza, finora garantita solo ai componenti dell’ufficio di presidenza, sul rilevante impegno di spesa che la Camera dovrà sostenere a favore della stessa società (15 milioni di euro) sulla quale permangono dubbi e critiche che i riscontri economici degli ultimi mesi confermano. Positivo inoltre l'accoglimento di una proposta che ho avanzato insieme alla vicepresidente Ascani per il gruppo PD, di inserire in alcuni odg presentati da colleghi della maggioranza l’impegno a trasformare i contratti dei dipendenti, attualmente in servizio e che successivamente saranno assunti, della Società in house da part time a tempo pieno. Questo attesta, se mai vi fossero dubbi strumentalmente veicolati, che le nostre riserve non erano legate alla necessità di dare certezze di stabilità e salariali ai lavoratori ma erano e rimangono conseguenza delle modalità frettolose, unilaterali e non tecnicamente riflettute, con le quali si è costituita la stessa società in house. Da oggi monitoreremo la coerenza sugli impegni presi e ci auguriamo che non vi siano più atti d'imperio a maggioranza sulla società CD Servizi”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.
Dem presentano interrogazione a Salvini “il peggior ministro dei trasporti della storia’
“Lo avevamo detto, ma la realtà e' peggio delle previsioni: la partenza dei lavori infrastrutturali sul ponte ferroviario lungo la linea sul fiume Po, con la chiusura del collegamento ferroviario fino al 30 agosto, sta generando pesanti criticità sulla tratta Genova-Milano, dove si stanno registrando numerose soppressioni e deviazioni di convogli. Una situazione non che non può essere sottovalutata o lasciata così. Per questo chiediamo a Ministero, visti gli innumerevoli disagi registrati, di attivarsi con urgenza, in raccordo con le regioni Piemonte e Lombardia, con RFI e con Trenord, per mettere in campo nuove e ulteriori misure urgenti che affrontino con determinazione e continuità le criticità emerse, coinvolgendo anche le rappresentanze dei pendolari e degli enti locali. È necessario incrementare le misure compensative a favore degli utenti coinvolti, potenziando in particolare i servizi sostitutivi, le informazioni in tempo reale, la verifica delle reali possibilità di prenotazione e l’accesso ai rimborsi, oltre a mettere in atto ogni azione utile per anticipare il ripristino del servizio ordinario sulla tratta, garantendo standard minimi di affidabilità, sicurezza e dignità del trasporto ferroviario.
E' un danno pesante per passeggeri Lombardi, Piemontesi e per la Liguria l'ennesimo scacco dopo anni di conseguenze e isolamento per i perenni cantieri infrastrutturali. È fondamentale trovare e mettere in atto soluzioni immediate per andare incontro alle esigenze di pendolari e viaggiatori.
Grandi disagi e mancata gestione di lavori annunciati. Mancanza di programmazione di una molteplicità di lavori
totale assenza del Ministro Salvini che di fronte a tre regioni con mobilità ferroviaria compromessa ignora il problema e non propone soluzioni utili e si conferma il peggior ministro dei trasporfi della storia del bostro Paese” così la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera componente Commissione trasporti, Valentina Ghio che ha presentato un’interrogazione alla Camera al Ministro Salvini per i disagi causati dai lavori sulla tratta ferroviaria Genova Milano con i colleghi Pandolfo, Forattini, Fornaro, Girelli, Pastorino, Roggiani.
“La destra ha deciso che il “Fondo Tamburi” deve chiudere. Punto. Non si può spiegare altrimenti la bocciatura dei miei emendamenti all'ultimo decreto “ex Ilva” che cercavano di mantenere il fondo attivo per quest’anno e gli anni a venire.”
Così Ubaldo Pagano, deputato PD, Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio, commenta il respingimento di due emendamenti presentati dal gruppo democratico del Senato per modificare la normativa del cd. “Fondo Tamburi” e chiederne il rifinanziamento.
“Una delle due proposte era peraltro a costo zero. Non sarebbe costato nemmeno un euro in più, eppure lo hanno respinto ugualmente” - continua Pagano, riferendosi all’emendamento che consentiva di ottenere l’indennizzo anche per chi avesse ottenuto un titolo risarcitorio nei confronti della società Acciaierie d’Italia S.p.A. in A.S., e non solo a carico di ILVA S.p.A., considerato il recente orientamento del Tribunale di Milano, secondo il quale la responsabilità derivante dalla gestione dell’impianto ex Ilva ricade, dal 2018, esclusivamente su Acciaierie d’Italia spa in A.S.. Una modifica necessaria secondo il deputato pugliese, senza la quale gli aventi diritto non potrebbero più chiedere l’accesso al fondo e dunque l’indennizzo.
“Che cos’è questo, se non accanimento verso Taranto e quei tarantini che più di tutti hanno sofferto la presenza tossica dell’acciaieria? Negli ultimi due anni - conclude il dem - il Governo Meloni e la maggioranza hanno provato prima a tagliare le risorse per gli indennizzi ai residenti del Tamburi e ora decidono che quel fondo deve chiudere e basta. È una vergogna assoluta.”
«Sul virus della dermatite nodulare contagiosa che ha colpito duramente gli allevamenti bovini in Sardegna, le rassicurazioni ricevute oggi dal Ministero della Salute, in risposta a un’interrogazione a mia prima firma, vanno nella giusta direzione, ma non sono sufficienti. Occorre fare molto di più e con maggiore tempestività».
Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico, che ha sollecitato oggi in Commissione Sanità alla Camera al sottosegretario Marcello Gemmato una strategia più ampia e incisiva.
«Ho chiesto al Governo – prosegue Lai – di interagire con decisione con l’Unione Europea, affinché si tenga conto delle peculiarità dell’allevamento estensivo sardo, profondamente diverso da quello intensivo su cui si basano i protocolli europei. Servono misure più flessibili, adatte alla realtà territoriale dell’isola, senza che questo metta in discussione le procedure sanitarie previste».
«È inoltre indispensabile garantire – aggiunge – ristori immediati, adeguati e certi per i capi abbattuti, deceduti o dichiarati improduttivi dopo la vaccinazione, che deve essere attuata senza tentennamenti. Le attuali tariffe ISMEA sono assolutamente inadeguate e non riflettono il reale valore economico degli animali, danneggiando ulteriormente gli allevatori. Il Governo deve agire subito per aggiornare questi criteri, perché non è tollerabile che le aziende sarde vengano risarcite in modo parziale».
«Nella mia replica – sottolinea Lai – ho inoltre chiesto al Ministero di chiarire subito quali sono i tempi e i criteri per il recupero dello status di indennità sanitaria della Sardegna. È fondamentale sapere quanti mesi privi di nuovi focolai dovranno trascorrere dopo la vaccinazione per dichiarare l’isola esente dalla malattia. Solo così si potrà garantire una piena condivisione dell’obiettivo da parte di tutti gli operatori e riportare il comparto bovino alla normalità».
«Il Ministero ha evidenziato, nella sua risposta, i ritardi nella vaccinazione e la moltiplicazione dei focolai, aggravati dall’impossibilità di procedere tempestivamente agli abbattimenti a causa dell’assenza di un impianto di smaltimento di categoria 1 nell’isola. Una situazione che richiede un coordinamento molto più efficiente tra Stato, Regione e portatori di interesse».
«Serve una vera strategia nazionale – conclude Lai – e una gestione trasparente e condivisa dell’intera emergenza. La Sardegna non può essere lasciata sola».
Nel corso dell’audizione del presidente di ARERA Stefano Besseghini in Commissione Attività Produttive alla Camera, le deputate e i deputati del Pd hanno denunciato la totale assenza di vigilanza da parte del Governo davanti a un potenziale danno di miliardi di euro che sono stati sottratti alle famiglie italiane”.
"I democratici Alberto Pandolfo, Christian Di Sanzo, Vinicio Peluffo e Paola De Micheli hanno sottolineato come l’indagine sul mercato elettrico, giunta troppo tardi, confermi ancora una volta una gravissima disattenzione politica da parte del governo Meloni. Secondo l’analisi, la presunta pratica di trattenimento economico della capacità avrebbe causato un danno potenziale ai consumatori di miliardi di euro tra il 2023 e il 2024. Un dato enorme, che emerge solo oggi, a metà 2025, quando avrebbe dovuto essere noto e affrontato già mesi fa. Nel frattempo, il Governo ha tolto gli sconti sugli oneri, non ha fatto nulla sul disaccoppiamento tra energia e gas, le poche misure annunciate sono in grave ritardo ed è alto il rischio che, dopo le osservazioni della Commissione Europea, anche l’Energy Release finisca ben al di sotto delle aspettative.
In questo contesto, ARERA annuncia che ora partirà un confronto “caso per caso” con i singoli operatori. Ma quanto durerà questa fase? Ci saranno sanzioni? E i cittadini rivedranno mai i soldi che hanno pagato in bollette gonfiate? Il Governo è rimasto immobile e intanto famiglie e imprese continuano a pagare il prezzo di un mercato che si è mosso senza controllo” concludono i democratici.
"Secondo il governo, i due italiani rinchiusi nel centro di detenzione chiamato Alligator Alcatraz, il carcere voluto da Donald Trump circondato da un fossato pieno di alligatori, sarebbero in "difficili” condizioni detentive. Oltre trenta persone chiuse in gabbie come polli, costrette ad andare in bagno in spazi aperti sotto gli occhi di tutti, senza poter vedere un avvocato, per il governo sarebbero "difficili condizioni detentive". E' così che la sottosegretaria agli Esteri Tripodi ha risposto oggi all'interrogazione del collega Peppe Provenzano che ho illustrato durante il question time.
Condizioni umilianti, indegne, non ammissibili un paese democratico che per il nostro governo sono appena "difficili".
Fino a quando Meloni e Tajani saranno così supini di fronte a Trump da accettare qualsiasi cosa arrivi da Washington, compreso il trattenimento degradante di due connazionali? Non sono loro i patrioti? Quelli di "prima gli italiani"? O questo non vale più quando bisogna avere il polso fermo con un alleato potente?
Per quanto ancora sono disposti perfino a giustificare le inaccettabili uscite di Trump come la Riviera del Mediterraneo a Gaza, i dazi, il 5% del pil in armi e addirittura che i patriot promessi dagli Usa a Zelensky li paghi la Nato e, quindi, gli europei?
Meloni sta sacrificando la dignità dell'Italia sull'altare del tycoon: Trump ordina, Meloni esegue. Davvero non ci sono più parole". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Il ministro 'cambia idea' firmò l'appello contro la separazione delle carriere
“Il Pd non ha chiesto al ministro Nordio notizie sulla vicenda giudiziaria legata al caso Almasri, perché non gli compete. Ha chiesto informazioni sull'evidente responsabilità politica da cui non può sfuggire. Sulla presenza di Almarsi in Italia il ministero era informato e il governo ha deciso di liberarlo. Liberare un criminale, torturatore e stupratore di bambini. Il ministro non prova neanche un briciolo di vergogna ad aver liberato e riaccompagnato a casa Almasri su un volo di Stato? Intanto, in queste ore un ministro tedesco, su mandato internazionale della Corte penale internazionale, ha arrestato un criminale libico che aveva le stesse accuse di Almasri”. Lo dichiara la deputata Pd Debora Serracchiani intervenendo in replica al ministro Nordio durante il Question time sul caso Almasri.
“Fanno un po' sorridere le parole di Nordio – sottolinea l'esponente dem - quando parla di 'segreto': accanto a lui siede un sottosegretario alla Giustizia che è stato condannato a 8 mesi proprio per rivelazione di segreto d'ufficio. Se l'attenzione al segreto è così alta, Nordio dovrebbe chiedere un passo indietro al sottosegretario”.
“Il ministro Nordio è quello che più volte ha cambiato idea. Colui che non voleva nuovi reati, che predicava la depenalizzazione e non voleva le persone in carcere. Oggi fa esattamente il contrario. Nel dicembre 1992, nell'appello firmato da 1502 Pm contro la separazione delle carriere, c'era anche la firma del Pm di Venezia, Carlo Nordio. La stessa separazione delle carriere che oggi il ministro offre agli italiani con convinzione. Quindi ringraziamo il ministro perché abbiamo speranza che cambi idea, ancora una volta”, conclude Serracchiani.
“Il ministro Nordio deve smettere si seguire la strada delle omissioni e delle reticenze e deve dire la verità sul caso Almasri. Il Pd non chiede al ministro dichiarazioni sul procedimento che pende davanti al tribunale dei ministri nel quale è indagato, ma pone una gigantesca questione politica dalla quale Nordio non può scappare a gambe elevate come ha fatto fino ad oggi: si chiede la verità sul caso Almasri”. Lo dichiara il deputato Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, durante il Question time alla Camera con il ministro Nordio.
“Nordio – continua il parlamentare dem - ha detto nell'Aula di Montecitorio che il suo ministero si è potuto attivare soltanto nella giornata del 20 gennaio, ma dalla stampa sappiamo che lo stesso dicastero era già attivo dal giorno prima, poche ore dopo l'arresto del 'tagliagole' libico. O il ministro Nordio era a conoscenza dei fatti e quindi ha mentito al Parlamento, oppure la struttura da lui guidata si muove senza che il ministro ne abbia consapevolezza. Nel primo caso avremmo difronte un ministro che mente, nel secondo un ministro che non conta nulla”, conclude Gianassi.
I deputati dem Stefanazzi e Sarracino incontrano le istituzioni del Salento
Lunedì 28 Luglio, Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico e componente della Commissione Finanze, e Marco Sarracino, deputato e responsabile Coesione della Segreteria Nazionale PD, terranno due incontri pubblici dal titolo “PSNAI 2021-2027: Piano Strategico o eutanasia delle Aree Interne?”, volti ad aprire un confronto sul nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027, che interessa quasi 4.000 Comuni e oltre 13 milioni di cittadini.
Il primo si svolgerà alle ore 11:00 presso l’Ex Convitto “Palmieri”, Piazzetta di Giosuè Carducci, Lecce. Dopo i saluti istituzionali di Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce, e Loredana Capone, Presidente del Consiglio della Regione Puglia, i deputati discuteranno del tema insieme a Valentina Avantaggiato, Sindaca di Melpignano.
Il secondo si svolgerà alle ore 16.30, presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Brindisi, Piazza Santa Teresa, Brindisi. Interverrnano, oltre ai deputati dem, Toni Matarrelli, Presidente della Provincia di Brindisi e Antonella Vincenti, Vicepresidente della Provincia di Brindisi.
“La possibile cessione del gruppo Iveco, storico marchio italiano dell’automotive, solleva forti preoccupazioni non solo per i riflessi occupazionali e produttivi, ma anche per l’impatto sull’intero sistema industriale e sulla tenuta strategica del Paese.” Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Gian Antonio Girelli, primo firmatario di una interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, insieme ai colleghi del Pd Antonella Forattini e Vinicio Peluffo.
“Gli stabilimenti italiani di Iveco sono una risorsa fondamentale non solo per l’occupazione ma per l’intero comparto manifatturiero. Iveco impiega circa 36.000 persone, di cui oltre 17.000 in Italia. Il piano industriale 2024-2028 prevede investimenti per 5,5 miliardi di euro, fondamentali per la transizione energetica e l’innovazione tecnologica: è evidente che una cessione potrebbe compromettere tale percorso e mettere a rischio occupazione, filiere e competenze.
Il Governo chiarisca come intende intervenire. Non possiamo permettere che un’altra eccellenza industriale venga ceduta senza che il Governo si assuma le sue responsabilità”, concludono i dem Gian Antonio Girelli, Antonella Forattini e Vinicio Peluffo.
“La lotta alla violenza sulle donne non passa solo attraverso le aule giudiziarie, ma anche e soprattutto attraverso l’educazione e la prevenzione. Ringrazio quindi il gruppo al Senato del Pd per aver fatto approvare gli ordini del giorno che impegnano il Governo anche su questo fronte”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’approvazione in Senato del Ddl Femminicidio e sui tre odg presentati dal gruppo del Pd.
“Conosciamo bene i tempi della giustizia in Italia - prosegue la deputata dem - e per quanto sia importante dare il corretto nome ai fenomeni lo è altrettanto prevenirli, attraverso l’educazione e strumenti che agiscano prima che venga commesso un reato”.
“Ora attendiamo che il testo arrivi alla Camera, ricordando che quella dei femminicidi è una strage da combattere in maniera prioritaria” conclude Gribaudo.
“Mentre le due principali economie europee si muovono per gestire la minaccia dei dazi americani, l’Italia viene tenuta fuori. Macron e Merz si incontrano a Berlino per definire la linea comune sul fronte UE-USA. Il tavolo è ristretto, le strategie si affinano, le scelte si fanno. Ma l’Italia non c’è. Non invitata. Non ascoltata. Non rilevante. Il governo Meloni è assente dai luoghi in cui si decide il futuro economico del continente. E non per caso. Sarà scetticismo o forse vera e propria sfiducia, ma la realtà è che l’Italia oggi non è considerata un interlocutore credibile in Europa. Troppo schiacciata sulle posizioni di Donald Trump, troppo allineata a logiche nazionaliste per essere ritenuta in grado di difendere davvero l’economia europea.
Un atto di sfiducia politico, concreto, che pesa come un macigno. Il prezzo di questo isolamento lo pagheranno le imprese italiane, i lavoratori, il Made in Italy già sotto pressione” così il vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Toni Ricciardi.
“La proposta di legge che abbiamo presentato assieme al collega Simiani vuole proporre una nuova alleanza tra l’ippicoltura e il settore agricolo, le imprese agricole che hanno visto nascere e crescere l’ippicoltura nel nostro paese. La nostra proposta intende dare lo stesso trattamento fiscale all’ippicoltura e sviluppare in modo sistematico una filiera, quella agricola, che oggi vive momenti di grande difficoltà e quindi di conseguenza anche dare un futuro a tutte le professioni connesse alle attività equestri e agricole”. Lo ha detto Stefano Vaccari, deputato Pd e segretario di presidenza della Camera, in conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del Pd sulla Disciplina dell’ippicoltura e le disposizioni per la promozione delle attività equestri, di cui è co-firmatario con il collega Marco Simiani.
“Questa proposta di legge è fondamentale perché viene dal territorio e riesce in questo caso ad entrare nella vita del mondo agricolo e degli agricoltori.
L’alleanza fra cavallo e agricoltura mancava da tempo e intende ricreare e rilanciare le condizioni economiche e sociali, ma soprattutto quelle professionalità che oggi esistono nel settore dei cavalli e che purtroppo non vengono valorizzate, come il maniscalco, l’addestratore, i domatori.
Le attività che noi stiamo cercando di valorizzare fanno parte del territorio, fanno parte della storia dei territori e dei mondi agricoli.
Le attività equestri sono un valore anche dell'agricoltura perché hanno dato la forza all'agricoltura di poter rispondere alle esigenze lavorative sociali e culturali dei nostri territori”. Lo ha detto Marco Simiani, capogruppo pd in commissione Ambiente di Montecitorio, in apertura della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del PD sulla Disciplina dell’ippicoltura e le disposizioni per la promozione delle attività equestri, di cui è primo firmatario.