Dem presentano interrogazione parlamentare urgente
«Il Ministro è a conoscenza che migliaia di persone in Italia stanno vedendo contratti i propri diritti per colpa della carenza dei medici legali? E cosa intende fare per evitare che persone che già si trovano in condizioni di fragilità siano costrette a sopportare lungaggini burocratiche di cui non hanno alcuna colpa?» È questa la domanda con cui il deputato del Partito Democratico Gian Antonio Girelli, componente della commissione affari sociali della Camera, conclude un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro della Salute.
Girelli richiama l’attenzione sulla situazione drammatica nel Bresciano, dove – secondo la stampa locale – “almeno 5000 persone attenderebbero la risposta alla loro richiesta di accertamento della disabilità”. Una paralisi causata dalla carenza di medici legali, figure indispensabili per le Unità valutative di base dell’INPS.
Il Comitato provinciale INPS, osserva Girelli, conferma che “risulta evidente che il numero esiguo delle commissioni mediche disponibili sta determinando un forte ritardo nella fase di valutazione delle numerosissime domande pervenute”. A farne le spese sono persone fragili e le loro famiglie, che attendono da mesi una risposta per accedere a diritti e servizi, o anche solo per ottenere i permessi della Legge 104.
Situazione analoga si registra per il rilascio delle patenti speciali, con tempi di attesa che – come riporta il sito dell’ASST di Brescia – possono arrivare fino a sei mesi. “Tempi evidentemente troppo lunghi”, denuncia Girelli, sottolineando come la previsione di un permesso di guida provvisorio non sia una risposta sufficiente.
Da qui l’interrogazione al Ministro: serve un intervento immediato per tutelare i più vulnerabili.
“I dati pubblicati oggi dalla Caritas italiana sono un grido d’allarme che non può essere ignorato. In Italia ci sono oltre 5,6 milioni di poveri assoluti, 6 milioni di persone che rinunciano alle cure e un terzo degli assistiti Caritas in grave disagio abitativo. Eppure, di fronte a questa emergenza sociale, il Governo continua a guardare altrove, più preoccupato di alimentare polemiche ideologiche che di affrontare la realtà quotidiana di milioni di famiglie.”
Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio alla Camera, commentando il Rapporto Statistico 2025 della Caritas.
“Siamo il settimo Paese in Europa per incidenza di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Il lavoro non basta più a garantire una vita dignitosa: 1 lavoratore su 5 è povero, e tra gli operai la quota in povertà assoluta sale al 16,5%. Mentre i salari reali sono crollati dell’8,7% dal 2008, il peggiore dato del G20, il Governo taglia il reddito di inclusione, smantella il welfare e ignora l’urgenza di un salario minimo legale.”
“Inoltre, quasi il 10% degli italiani rinuncia alle cure sanitarie, soprattutto per costi troppo alti o per le lunghe liste d’attesa. E nelle periferie, nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove lo Stato è spesso assente, è solo la rete della Caritas a intercettare i bisogni più urgenti. Questo è un segnale gravissimo di ritirata dello Stato sociale.”
“Di fronte a queste cifre, il silenzio del Governo Meloni è assordante. Si continuano a fare annunci sulla sicurezza e sulle riforme istituzionali, ma non si trova una parola o un euro per chi non ha una casa, una cura, un pasto. È tempo che la politica torni a parlare di giustizia sociale, non di propaganda.”
“Il Partito Democratico chiede al Governo di rispondere immediatamente a questi dati con azioni concrete: rilancio della sanità pubblica, politiche per la casa, lotta alla povertà lavorativa, riforma degli strumenti di sostegno al reddito e introdurre finalmente un salario minimo dignitoso.”
“Il Decreto Infrastrutture stanzia appena 20 milioni di euro: una cifra del tutto insufficiente rispetto alla portata e alle necessità degli interventi previsti. Parliamo di opere strategiche per il Paese che richiedono ben altre risorse e una visione più ampia. Ad oggi non ci sono impegni concreti per rifinanziare gli interventi previsti negli accordi di programma con Anas e RFI, né per completare le opere portuali e le banchine collegate alle opere PNRR.
Gravi lacune riguardano anche le connessioni ferroviarie, che restano incomplete, e soprattutto la manutenzione delle strade provinciali: il governo ha tagliato il 70% delle risorse destinate a investimenti e manutenzioni, senza prevedere misure strutturali per colmare questa mancanza. Gli unici interventi in materia arrivano sotto forma di emendamenti che dovranno essere votati nella Commissione referente.
Come Partito Democratico riteniamo che questo sia un decreto sbagliato, carente nella visione e nelle risorse. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti con l’obiettivo di rafforzarlo, garantendo finanziamenti adeguati alle opere prioritarie e dando risposte concrete ai territori. Chiediamo alla maggioranza di accogliere le nostre proposte per correggere una direzione altrimenti miope e penalizzante per il Paese”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente alla Camera.
“Dobbiamo fermare questa guerra che può avere conseguenze incalcolabili e non possiamo accettare che l’uso della forza si sostituisca alla politica, alla diplomazia, al diritto internazionale. Questa è la posizione dell’Italia, la sua tradizione, il sentimento del nostro popolo e Giorgia Meloni deve presentarla al G7 con coraggio e senza ambiguità”. Lo ha detto Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri e cooperazione internazionale del Pd, intervistato a Montecitorio.
“Dopo la denuncia dei Caf sull'aumento delle tasse sull'Irpef rispetto a quanto disposto dal provvedimento in esame, con questo decreto il governo interviene con l'ennesima toppa che non porta da nessuna parte, se non a penalizzare i lavoratori dipendenti e i pensionati. Ovviamente serviva una concertazione di tutte le parti sociali in causa per un provvedimento che manca completamente di interezza. Ma siamo davanti all'ennesima distrazione, che ormai non è un errore ma una scelta voluta. I calcoli introdotti da questa norma impattano sulle tabelle di bilancio e di prospettiva economica e finanziaria e non bastano le correzioni successive. Siamo chiari, questo governo è quello che ha aumentato la pressione fiscale di 1,2 dal 2023 al 2024”. Lo dice il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sul decreto acconti Irpef.
“Le tasse, il lavoro e gli stipendi – sottolinea l'esponente dem - sono gli argomenti chiave della disputa politica, perché toccano la carne viva delle persone. Potremmo avere ricette diverse, ma il questo caso il governo non ha alcuna visione: si vanta per la crescita dell'occupazione ma resta afono sui numeri da record degli inattivi e, se si confrontano i dati con i Paesi del G20, non dice nulla sul fatto che restiamo il fanalino di coda sui salari. Il principio cardine è quello della verità, ma resta del tutto disconosciuto dal governo Meloni”, conclude Ricciardi.
“I numeri della Caritas sono sconvolgenti: oltre il 23 per cento dei loro assistiti sono poveri pur lavorando. Il 30 per cento di questi sono tra i 35 e i 49 anni. Ci descrivono una emergenza nazionale che la destra continua a occultare. La povertà lavorativa esiste, aver bloccato la proposta del Salario minimo avanzata dalle opposizioni è stato un atto di vigliaccheria politica nei confronti di chi non ha potere né voce. Chiediamo che si riapra immediatamente una finestra per discutere di nuovo su questa misura di civiltà che esiste nella stragrande maggioranza dei Paesi europei”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il rapporto Caritas presentato oggi conferma che l’Italia reale non vive nella narrazione trionfalistica del governo, ma nella fatica quotidiana di chi lavora e resta povero, di chi non riesce a curarsi o a pagare l’affitto. Secondo il report, oltre 5,6 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Un dato allarmante, aggravato dal fatto che il 30% di chi si rivolge alla Caritas ha un lavoro ma non riesce comunque a vivere dignitosamente.
Preoccupante è il dato relativo al Nord, dove crescono in modo esponenziale le richieste di aiuto e mentre il disagio aumenta, il governo Meloni e la Giunta Fontana continuano a ignorare la sofferenza di milioni di cittadini, smantellando la sanità pubblica e lasciando che le liste d’attesa si allunghino a dismisura, costringendo le persone a rinunciare alle cure”.
Così Silvia Roggiani, deputata PD della Commissione Bilancio.
“Il gesto di Aymane, morto a 16 anni tentando di salvare due turisti in difficoltà, in un mondo in cui cattiveria, generalizzazioni, indifferenza e banalità tentano sempre più di imporsi come linguaggio universale, ci riporta alla realtà”. Lo dice Nadia Romeo, rodigina, deputata del Pd, onorando il coraggio di Aymane Ed Dafali, 16 anni, marocchino, in Polesine, a Castelnovo Bariano, da tre anni, dove si era riunito alla famiglia. Il giovane, nel pomeriggio di sabato, ha perso la vita a Lido Degli Estensi, Ferrara, cercando di salvare due ragazzi che, avventuratisi in un punto in cui la balneazione è vietata, erano stati catturati da una forte corrente. Aymane si è lanciato per soccorrerli, ma non è più riemerso.
“Un giovane polesano – prosegue Romeo - che ha pagato con la vita la decisione di prestare subito soccorso, per cercare di salvare due vite. Un giovane eroe del quale tutti dobbiamo essere orgogliosi, il cui esempio deve scuotere le coscienze e riportarci alla nostra dimensione umana, che si sta sempre più perdendo. Alla famiglia, ai suoi amici e alla comunità di Castelnovo Bariano le mie condoglianze ed un forte abbraccio”, conclude Romeo.
"Sto partecipando a Marzabotto alla bellissima manifestazione per la Pace. Davvero un fiume di gente in marcia verso Monte Sole. Una grande speranza in giorni così drammatici. Non bisogna rinunciare a battersi perché tacciano le armi e si riapra una prospettiva di dialogo. Marzabotto è ancora un volta terra di pace, in un lungo percorso di impegno sul conflitto in Medio Oriente, ricordo i campi di pace fra ragazzi palestinesi ed israeliani nella Scuola di Pace". Così Andrea De Maria, deputato Pd, dalla marcia per la pace marcia 'Save Gaza'.
“Il rischio di una guerra globale è sempre più alto . Ora più che mai c'è bisogno di una voce unica europea che sia concretamente efficace per un'immediata de-escalation militare. È la diplomazia la principale risorsa per fermare la follia di una guerra che sembra essere sempre più vicina e mondiale”. Così il deputato Stefano Graziano, capogruppo Pd in Commissione Difesa, in una nota sul conflitto in M.O. e a commento delle parole del ministro Crosetto in un'intervista sul riarmo dell'Italia.
“Le parole del ministro Crosetto – sottolinea l'esponente dem - confermano quanto il Pd, da tempo, sta proponendo: senza una revisione netta del ReArm Eu, il piano di rafforzamento militare si concretizzerebbe in un chiaro indebitamento nazionale e potrebbe essere utilizzato solo da quei Paesi in grado di far fronte a tale indebitamento. In altre parole senza un debito europeo non può esserci una difesa europea, ma solo di quella degli Stati che, unilateralmente, amplierebbero il loro bacino militare”, conclude Graziano.
“Le parole del presidente Rocca che, in un video su Facebook, si scaglia contro i medici di medicina generale sono gravi, insensate e pericolose. Senza alcuna evidenza e prova alle spalle, discredita l'intera categoria con un turpiloquio di falsità. In un eccesso di vanità addirittura si dice pronto a prendere a pedate chi è, da sempre in prima linea, a presidiare la salute sul territorio. Il Presidente della Regione Lazio, a sproposito, offende quegli stessi medici che si piegano in quattro per far fronte alla carenza delle necessarie risorse che il governo propaganda Meloni continua a tagliare: secondo la denuncia avanzata dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale a Roma mancherebbero 400 medici di famiglia, e dai 400 ai 600 mila cittadini sarebbero privati dell'assistenza e del loro diritto di scelta”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd, Antonio Girelli, Ilenia Malavasi e Andrea Casu al Ministro della Salute per ricevere risposte chiare su quanto accaduto e per un'azione immediata a tutela del diritto alla Salute.
“Va rapidamente varato un decreto che introduca immediatamente misure sull’emergenza caldo. E’ impossibile in alcuni settori lavorare a temperature che già a metà giugno raggiungono quasi i quaranta gradi. Occorre prevedere la cassa integrazione e forme di riduzione dell’orario di lavoro per gli orari con picchi di calore. E questa volta vanno estese anche ai rider, tra le categorie incredibilmente escluse negli anni scorsi”. Così i deputati democratici Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, e Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd.
“È una vergogna la continua proroga da parte del Governo sulla pelle degli animali del disegno di legge che prevede l’impiego incivile degli animali nei circhi e in spettacoli umilianti. Il ministro Giuli viene meno alla parola data solo due mesi fa rispondendo ad un QT alla Camera. Un governo di bugiardi che fa solo propaganda ma a cui non interessa il benessere dei cittadini né come in questo caso degli animali.
Nella scorsa legislatura era stato votato un ordine del giorno a prima firma Prestipino contro l’utilizzo degli animali nei circhi, ma che non ha mai avuto seguito. E più volte la Evi, con altri colleghi dell’opposizione sono intervenuti in aula sul tema. Non si capisce come mai venga prorogato un disegno di legge che prevede la sofferenza di tanti animali visti anche i fatti di cronaca che vedono molti animali fuggire da questi luoghi in cerca di una libertà che ancora fatica ad arrivare”. Lo dichiarano in una nota congiunta Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, Annalisa Corrado parlamentare europea e responsabile nazionale Ambiente del Pd ed Eleonora Evi, deputata componente della commissione Agricoltura della Camera.
"Il Decreto Infrastrutture rappresenta un'opportunità per colmare il gap della provincia di Grosseto e anche per dare una ulteriore possibilità al Ministro Salvini di poter riparare ai tagli ed alle promesse fatte in questi anni e mai mantenute. Per questo motivo abbiamo presentato come Pd una serie di emendamenti al provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.
"Per quanto riguarda le strade - sottolinea il deputato dem - gli emendamenti depositati riguardano il completamento della strada Tirrenica, che il governo ha promesso di finanziare ma dal quale, fino ad ora, ha soltanto tolto risorse già stanziate dai precedenti esecutivi. Per le ferrovie abbiamo chiesto la progettazione e la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica, per dare seguito dell'ordine del giorno approvato dalla Camera nei mesi scorsi, e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto", conclude Simiani.
“Il Ministro Urso continua a manifestare tutti i sintomi di una pericolosissima allergia alla trasparenza, ribadendo che ciò che sta avvenendo sul rinnovo dell’Aia per l’ex Ilva è affar suo e di nessun altro. La richiesta della portavoce della Commissione Ue non è affatto inopportuna. Piuttosto è il modo di fare del Ministro a confermarsi incompatibile con la democrazia.”
Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del PD e Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Esattamente come avvenuto con la mia richiesta di accesso agli atti - aggiunge - il Governo fa muro ai cittadini, ai territori e ai rappresentanti istituzionali. Un atteggiamento gravissimo che non fa altro che rafforzare i sospetti su una gestione opaca dei procedimenti in corso. E allora, invece che scandalizzarsi per richieste assolutamente legittime, il Ministro condivida con tutti i soggetti interessati le informazioni sull’autorizzazione ambientale. Perché lì dentro, e non nelle rassicurazioni del Ministro Urso, ci sono le garanzie per la tutela dell’ambiente e della salute dei tarantini”.