“Gheniwa, è il nome con cui è conosciuto il capo delle milizie libiche Al-Kikli, e, secondo quanto apprendiamo da fonti di stampa e dall’organizzazione 'Refugees in Libya' è sbarcato in Italia. Ci chiediamo quindi cosa ci faccia nel nostro paese un torturatore, responsabile secondo il dipartimento di Stato Usa di crimini contro l'umanità nelle prigioni di Ayn Zarah e Abu Salim e sotto accusa per oltre 500 casi di stupri, omicidi e abusi”. Così in una nota il deputato dem Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del PD, per chiedere al governo di riferire sulla presenza di Al-Kikli in Italia. “È urgente che la presidente Meloni chiarisca la presenza di un criminale sul nostro territorio nazionale anche perché è già la seconda volta che si verifica dopo la finale del campionato di calcio libico disputata in Italia lo scorso luglio”, conclude Mauri.
Un altro criminale di guerra libico si aggira per l’Italia: Abdul Ghani Al-Kikli, noto signore della guerra di Tripoli, accusato di torture, sparizioni forzate e omicidi va e viene con voli privati dal nostro paese.
Ancora una volta l’Italia, invece di collaborare con la giustizia internazionale, offre ospitalità a personaggi impresentabili. Il governo Meloni chiude le frontiere ai chi fugge da torture e accoglie torturatori e consente a chi dell’immigrazione ha fatto un business disumano di muoversi indisturbato nel nostro paese.
Questa volta non può fare come per Almasri: ogni silenzio sarà complicità.
Così in una nota, i capigruppo Pd di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, e il capo delegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti.
Apprendiamo con preoccupazione dell’apertura di una istruttoria dell’Antitrust nei confronti del Gruppo Fs. In attesa degli esiti chiediamo che venga fatta piena luce al più presto circa la contestazione di abuso di posizione dominante. Sarebbe molto grave e l’ennesima conferma del fallimento del Governo nella gestione delle ferrovie che viene purtroppo certificato ogni giorno dalle difficoltà con cui si scontrano passeggeri e lavoratori”. Così il vicepresidente e il capogruppo democratico nella commissione trasporti della camera, Andrea Casu e Anthony Barbagallo, che aggiungono:
“Come abbiamo denunciato da tempo, nella situazione già critica di disservizi e ritardi solo il valzer delle nomine dei vertici è arrivato in anticipo e oggi alla luce degli ultimi avvenimenti il Governo non può continuare a fare scaricabarile sulle scelte e deve assumersi la piena responsabilità della situazione di caos e incertezza in cui è inciampato permettendo di portare a termine, in aperto contrasto con i principi previsti dall’articolo 11 del decreto legislativo 112 del 2015, il passaggio diretto dello stesso manager dalla gestione della rete al principale soggetto che vi opera. Attendiamo risposte e interventi immediati gli italiani non possono continuare a pagare il prezzo degli errori di Meloni e Salvini” concludono i democratici.
Ci auguriamo che Gennaro Sangiuliano abbia finalmente messo da parte il livore che ha caratterizzato il suo breve e fallimentare impegno politico e che sappia svolgere il ruolo di corrispondente Rai da Parigi con l’imparzialità che dovrebbe connotare ogni voce del servizio pubblico televisivo”. Così i componenti democratici della Commissione di vigilanza Rai commentano la notizia secondo cui l’ex ministro della Cultura assumerà a breve l’incarico di corrispondente Rai da Parigi.
“Questa non è retorica: oggi si ricordano tutte le vittime innocenti della mafia, di tutte le mafie. Non solo i giudici e le forze dell’ordine ma anche civili e cittadini inermi. E in piazza a Trapani si respira aria nuova, tanti giovani, tante famiglie che hanno voluto con la loro presenza essere vicini ai familiari delle vittime”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo che, con la segreteria nazionale Elly Schlein, sta assistendo alla partecipando alla alla lettura dei 1101 nomi delle vittime innocenti di mafia, nell’ambito della XXX “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e da Avviso pubblico.
“Oggi ricordiamo le vittime della mafia e ci uniamo al dolore dei loro cari. Chi è stato ucciso per mano della mafia l’ha combattuta senza sé e senza ma e oggi il nostro dovere è di continuare a ricordare, ma anche di continuare a combattere un male che non è ancora stato del tutto estirpato dalla nostra società. La nostra memoria storica è importante perché ci permette di andare avanti e di lottare per quei valori di democrazia e di libertà che nessuno deve mettere in pericolo. Il mio ringraziamento va anche a tutte le forze dell’ordine e a tutti coloro che nelle istituzioni combattono la mafia. In Parlamento faremo sempre la nostra parte, è il nostro dovere”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
"Finalmente abbiamo le date: l’8 e il 9 giugno si voterà sui referendum, compreso quello sulla cittadinanza. Dopo mesi di silenzio e incertezze, è una vittoria per la democrazia e per tutti coloro che si battono per una società più giusta e inclusiva". Cosi la deputata Pd, Ouidad Bakkali, intervistata per i canali social dei deputati dem.
"Un altro risultato fondamentale – prosegue l’esponente Pd – è stato l’ampliamento del diritto di voto per i fuorisede: studenti e lavoratori potranno esprimersi nelle città in cui vivono. Questo è un grande passo avanti per la partecipazione democratica, che sarà cruciale per raggiungere il quorum e rendere effettiva questa consultazione popolare. Il quesito referendario sulla cittadinanza riguarda la riduzione del requisito di residenza per i cittadini con background migratorio che vogliono ottenere la cittadinanza italiana. Oggi l’Italia ha una delle normative più restrittive d’Europa: sono necessari almeno 10 anni di residenza prima di poter presentare la richiesta. Un tempo eccessivo, che di fatto esclude tantissimi giovani nati e cresciuti nel nostro Paese da opportunità lavorative e formative, costringendoli a una condizione di precarietà e incertezza, con rinnovi continui del permesso di soggiorno".
"Ridurre questo requisito da 10 a 5 anni – conclude Bakkali - significa compiere un primo passo verso una riforma più equa. Nella pratica, il tempo di attesa si ridurrebbe da 14 a 9 anni, considerando anche le lungaggini burocratiche che oggi caratterizzano il processo. È inaccettabile che servano fino a 4 anni solo per l'elaborazione di una pratica di cittadinanza. Dobbiamo lavorare per rendere più efficienti questi percorsi e garantire diritti a chi di fatto è già italiano, ma non lo è formalmente. Siamo di fronte a una questione di giustizia e di dignità per oltre 2,5 milioni di famiglie e già dimezzare i tempi aiuterà a uscire da una condizione di italiane e italiani senza cittadinanza perché di fatto lo sono ma non lo sono formalmente”.
“Oggi si ricordano le vittime innocenti di mafia. L’occasione di fare memoria di tante persone, alcune molto conosciute Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, don Puglisi, altre ricordate solo oggi.
Ma è anche l’occasione di ribadire l’impegno a rendere omaggio a queste persone attraverso l’impegno. Contrastare la mafia significa indagare, arrestare e condannare, come forze dell’ordine e magistratura ben fanno, ma anche conoscere, prevenire, contrastare nella società la sua penetrazione. E questo è compito delle istituzioni, e delle varie associazioni, sia economiche che sociali. Diventare una scelta culturale di un Paese che deve fare i conti con la mafia e che deve liberarsene”. Lo dichiara il deputato del Pd Gian Antonio Girelli.
“Abbiamo depositato una interrogazione urgente sulla nomina di Mario Pepe alla Covip. Sono passati più di quattro mesi dalla decisione del Consiglio dei Ministri ed ancora Pepe non ha preso possesso della carica. La nomina è nei fatti bloccata alla Corte dei Conti. Ancora una volta la magistratura contabile si conferma un organo super Partes a tutela della legalità nel nostro paese. Evidentemente avevamo ragione noi che si trattava di una scelta sbagliata innanzitutto per un curriculum totalmente inadeguato a gestire una commissione che vigila sui fondi pensione di tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani. Sono state logiche viziate da amichettismo quelle che hanno animato la Ministra Calderone e l’intero Governo. Facciano un gesto di dignità, tornino sui loro passi e scelgano una figura competente e autorevole”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Il Partito Democratico chiede una riforma chiara e decisa della Rai, affinché il servizio pubblico possa garantire autonomia e indipendenza, nel pieno rispetto del ruolo che deve svolgere per i cittadini italiani, i quali lo finanziano attraverso il canone". Lo dichiara il deputato Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, intervistato sui canali social dei deputati dem.
"La nostra priorità – conclude Graziano - è assicurare un'informazione libera e indipendente, non condizionata da logiche politiche o di parte. Per questo, già la prossima settimana, arriverà in Aula una nostra mozione che chiede un cambiamento concreto. Inoltre, entro il mese di agosto, l'Italia dovrà adeguarsi al Regolamento europeo per la libertà dei media (European Media Freedom Act), che impone standard più elevati di autonomia e trasparenza per i servizi pubblici radiotelevisivi. Se il nostro Paese non si adeguerà, rischia una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea, con possibili ricadute economiche per i cittadini. La Rai deve essere davvero un servizio pubblico e non un megafono del governo di turno. Per questo, l'unica apertura possibile al dialogo è sulla riforma: senza un cambiamento strutturale, ogni altro discorso rischia di essere secondario".
Conta la storia, conta sapere chi siamo e chi abbiamo combattuto per avere libertà e democrazia.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, in occasione della
Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera.
“Nonostante il sole di queste ore, la Toscana continua a vivere giorni difficili a causa del maltempo, e il prossimo fine settimana si preannuncia ancora complicato. Di fronte a questa situazione, la Regione Toscana è intervenuta prontamente, con il fondamentale contributo dei Comuni, della Protezione Civile, delle associazioni e dei cittadini. Tuttavia, ancora una volta, il grande assente è il governo”. Lo dichiara il deputato Emiliano Fossi, segretario del Partito Democratico della Toscana, intervistato ai microfoni dei canali social dei deputati dem.
“Come già accaduto un anno e mezzo fa, con l’alluvione – ha concluso Fossi - che ha colpito gli stessi territori, il governo non sta offrendo una risposta adeguata. È indispensabile il riconoscimento immediato dello stato di emergenza nazionale. Il governo deve rispondere alle nostre richieste e garantire il supporto necessario ai territori colpiti. Questa mancanza di attenzione non è casuale: il governo Meloni continua a sottovalutare la questione ambientale e climatica, lasciando i cittadini in difficoltà. Il negazionismo climatico domina le scelte dell’esecutivo, impedendo un’azione concreta e tempestiva per affrontare le emergenze e prevenire i disastri futuri. Inoltre, non possiamo ignorare il sospetto che questa scarsa attenzione sia legata anche a un pregiudizio nei confronti delle regioni governate da forze politiche diverse da quelle della maggioranza nazionale”.
“L’articolo 34 della nostra Costituzione prevede che 'i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio'. Ma per la Lega non è così. A quanto si apprende da notizie a mezzo stampa, è recente l’approvazione dal consiglio regionale del Piemonte di un ordine del giorno, presentato da Fabrizio Ricca che chiede una ridefinizione nella gestione delle borse di studio universitarie, basate sulla premialità per chi 'studia nel territorio di residenza, al fine di incentivare la formazione locale”. Così si legge nell'interrogazione a prima firma del deputato PD, Mauro Berruto, alla ministra Anna Maria Bernini al fine di garantire il diritto allo studio su tutto il territorio nazionale con i medesimi criteri di erogazione.
“Come fatto notare dal PD della giunta piemontese – continua l'esponente dem - dal vicerettore dell'Università di Torino, Giuseppe Martino Di Giuda, e da diversi professori universitari il 'localismo è la negazione del merito e delle condizioni per far emergere l’eccellenza. Lo studio, il diritto allo studio necessita di territori sconfinati'”. “In altre parole il localismo inteso come premio allo studio è un'aberrazione dello studio stesso, soprattutto in una regione dove, su un totale di circa 130 mila universitari, il 34% arriva o da altre zone d’Italia oppure dall’estero. Il cosiddetto 'diverso', straniero o anche del Sud Italia, non è un potenziale pericolo e non sottrae nulla ai 'locali' piemontesi”, conclude Berruto.
L'interrogazione è stata firmata anche dai deputati PD, Federico Fornaro e Chiara Gribaudo.
“L’Art bonus è stata una misura di grande successo negli ultimi dieci anni, con oltre un miliardo di euro di contributi provenienti da privati e un coinvolgimento ampio di soggetti diversi, dalle grandi fondazioni bancarie fino alle piccole donazioni individuali per progetti locali. Oggi, a dieci anni dalla sua introduzione, è necessario rilanciarlo e ampliarlo, coinvolgendo nuovi soggetti e strumenti di sostegno alla cultura”. Lo dichiara la deputata Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura, che dai canali social dei deputati dem chiede al ministro Alessandro Giuli di venire in Parlamento per fare un bilancio di questi dieci anni e discutere le prospettive future della misura.
“Finora – ha concluso Manzi - abbiamo assistito a un’azione del governo che ha mostrato scarso coinvolgimento del Parlamento. Eppure, un confronto istituzionale potrebbe portare a proposte e sollecitazioni utili per rafforzare e ampliare l’Art bonus, rendendolo accessibile a una platea ancora più ampia di soggetti. Se il ministro della Cultura vuole davvero investire nel settore, perché non estendere il finanziamento ad altri ambiti e realtà culturali, come fatto anche in passato?”.
“L’indagine sulla tragedia di Calenzano, condotta dal Procuratore di Prato Luca Tescaroli, sta facendo emergere criticità significative legate alla sicurezza. Secondo la Procura, le quattro esplosioni al deposito sarebbero state un evento prevedibile ed evitabile, con gravi conseguenze per i lavoratori coinvolti.
”A questo si aggiunge un ulteriore aspetto dell’inchiesta, relativo al presunto tentativo di ostacolare le indagini da parte di uno degli indagati. È fondamentale garantire piena trasparenza su quanto accaduto e sulle responsabilità connesse.
“Per questo, da ieri sto valutando di chiedere a ENI di partecipare a una audizione presso la Commissione alla Camera perché è necessario che l’azienda fornisca chiarimenti in merito agli eventi di quel giorno e ai comportamenti tenuti successivamente.
Lo ha dichiarato l’onorevole Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, intervenendo all’iniziativa “Just Culture Sicurezza e Lavoro” organizzato dal Comitato Italiano Just Culture presso gli uffici della Rappresentanza del Parlamento Europeo a Roma.