Dazi Trump confermano fallimento di soluzione sovraniste
"I nuovi dazi annunciati da Trump rappresentano un colpo devastante per il Made in Italy, già duramente provato da una crisi senza precedenti. La moda, l'automotive, il settore agroalimentare e quello manifatturiero rischiano di subire un impatto drammatico. Mentre il mondo cambia e la competitività industriale è messa a dura prova, il governo Meloni resta a guardare, incapace di adottare una strategia efficace per proteggere le nostre imprese, forse in attesa di qualche trattamento di favore dopo essersi appiattito sulle posizioni assurde dell’‘amico’ Trump. Come hanno sottolineato anche gli imprenditori, siamo di fronte a un vero e proprio attacco sconsiderato alle eccellenze italiane, e il governo che avalla le posizioni di Trump ne è il principale responsabile. Siamo davanti al fallimento del sovranismo: servono risposte corali in ambito europeo per difendere la competitività del nostro sistema industriale e, con essa, la crescita sociale ed economica del Paese." Lo dichiara il capogruppo democratico in Commissione Attività Produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
"I nuovi dazi annunciati da Donald Trump rischiano di avere effetti devastanti su un settore già in ginocchio come quello della moda italiana. Il made in Italy, già sotto pressione per le difficoltà economiche globali e l'aumento dei costi di produzione, in particolare dell’energia, si troverebbe a subire un ulteriore colpo che potrebbe mettere in seria difficoltà aziende, artigiani e lavoratori. L'Europa è in allarme, ma il governo italiano cosa intende fare per difendere il nostro comparto produttivo? Meloni non può restare a guardare sperando in trattamenti di favore, serve un’azione corale dell’Europa. L’Italia non può restare a guardare mentre un settore strategico per la nostra economia viene messo in ginocchio da decisioni unilaterali. Servono risposte immediate per proteggere le imprese italiane e garantire che il valore del made in Italy non venga compromesso". Così una nota della vicepresidente del gruppo del partito democratico alla Camera, Simona Bonafè.
"Riguardo alla lettera dei 43 presidenti federali a sostegno dell'abbattimento del limite dei tre mandati per il CONI, la situazione sta rapidamente passando dal surreale al grottesco: alcuni presidenti federali stanno infatti dichiarando di non aver mai firmato quella lettera. Lo sport italiano merita molto di più di questo teatro dell’assurdo. Chiederò in ogni sede competente di fare chiarezza su quanto sta accadendo, perché, se confermato, si tratterebbe di un fatto di una gravità senza precedenti che meriterebbe le opportune conseguenze." Così il responsabile nazionale sport del Pd, il deputato democratico Mauro Berruto.
“È inaccettabile che un documentario di propaganda filo-putiniana venga proiettato all’interno del Comune di Genova, un luogo che rappresenta tutti i cittadini e le istituzioni democratiche. Questo non per censurare o impedire la libera espressione, ma per rispetto delle norme europee e dei valori democratici che il nostro Paese condivide con l’Unione Europea e con i suoi alleati”. Così il deputato del Partito Democratico, Alberto Pandolfo, in un’intervista sui canali social dei deputati dem.
Domani RT, l’emittente di Stato russa, precedentemente nota come Russia Today, ha organizzato a Genova, presso il salone di rappresentanza di palazzo Tursi, la proiezione del documentario ‘Maidan, la strada verso la guerra’, un’opera di chiara impronta filo-putiniana che tratta il tema della guerra, alla presenza di Vincenzo Lorusso, noto per aver promosso una petizione contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con firme rivelatesi false. “Non possiamo permettere – aggiunge il deputato dem – che le istituzioni italiane diventino un palcoscenico per la propaganda di regimi che minacciano la pace e la democrazia. È doveroso intervenire per evitare che queste interferenze filorusse trovino spazio nelle sedi istituzionali del nostro Paese”.
“Mi aspetto – conclude Pandolfo – una presa di posizione chiara anche dal governo che finora non c’è stata. È fondamentale che l’esecutivo intervenga con rapidità per evitare che simili iniziative si diffondano ulteriormente. La nostra vicinanza all’Ucraina e il nostro impegno per la democrazia devono essere ribaditi con forza da tutte le istituzioni italiane. L’Italia, così come l’Europa, deve continuare a sostenere con convinzione il popolo ucraino e contrastare ogni tentativo di legittimare la propaganda di chi vuole minare la nostra democrazia”.
La legge, in vigore dal 2022, è ancora in attesa dei decreti attuativi
“Nel mondo ogni anno vengono abbattuti più di 6 miliardi di pulcini maschi, di questi circa 330 milioni in Europa e 35 milioni in Italia. Di solito i pulcini vengono uccisi triturati vivi, con il gas o per asfissia. Una strage assurda, evitabile, che continua solo per l’indifferenza della politica e di questo governo, che non fa quello che deve fare, ovvero dare seguito alla legge che impone il divieto di uccisione di pulcini maschi in vigore dal 2022, ma disattesa perché mancano i decreti attuativi. Le nuove tecnologie oggi permettono di riconoscere il sesso dell'embrione prima della schiusa dell'uovo, quindi la sistematica eliminazione delle uova contenenti futuri maschi. È dunque urgente che il governo si attivi per ovviare ad una chiara violazione di legge e per sostenere finanziariamente gli operatori del settore, al fine di incentivare interventi di reingegnerizzazione dei processi produttivi e tecnologie più performanti”. Così si legge nell'interrogazione presentata dalla deputata Pd Eleonora Evi al ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per chiedere un pronto intervento sui decreti attuativi della legge sul divieto di abbattimento dei pulcini maschi.
"Leggo una surreale lettera firmata da 43 presidenti di federazioni sportive italiane che chiede al Governo che venga applicato al Coni il provvedimento adottato per se stessi, che in virtù di una propria rappresentanza parlamentare (due presidenti federali siedono in Parlamento in una forza di maggioranza) aveva modificato la legge esistente che limitava a tre i mandati possibili. Feci, al tempo, provocatoriamente notare questa differenza per sottolineare l'incredibile conflitto di interessi (ma essendo così esplicito lo chiamerei 'apologia di interessi') che permette di legiferare su un tema che riguarda se stessi. Nessuno sollevò un sopracciglio. Ora, caduti sulla strada di Damasco (e con oltre una dozzina di loro rieletti in virtù di quell'emendamento) i presidenti federali scrivono al Governo. Mi congratulo per questo sfacciato esercizio di incoerenza, dal coefficiente altissimo, tanto per restare sul tema sportivo. È bello, invece, anche in questi giorni di Carnevale, non dover cambiare continuamente maschera: il Partito Democratico è fermo su alcuni concetti estremamente semplici: il limite dei tre mandati per tutti, il voto elettronico e l'abolizione del medievale sistema delle deleghe per eleggere i presidenti federali, l'equilibrio di genere nella governance dello sport, "quote verdi" per abbassare l'età media nei consigli federali. Siamo sempre stati, restiamo e resteremo su queste posizioni contenute in una proposta di legge a mia prima firma depositata alla Camera a febbraio, ma di un anno fa, il 2024". Così il responsabile nazionale sport del Pd, il deputato democratico Mauro Berruto.
"Perfino l'archeologia, in Cisgiordania, è diventata strumento di annessione dei territori palestinesi da parte del governo israeliano. E' quello che hanno riferito le ong Emek Shaveh e Mosaic Centre, rispettivamente israeliana e palestinese audite oggi dal Comitato diritti umani della Camera che presiedo.
Entrambe le associazioni si occupano di difendere il patrimonio culturale e per tutelare i siti archeologici e denunciano come da moltissimi anni ormai, siti archeologici di Gerusalemme Est e della Cisgiordania vengano narrati privilegiando la storia ebraica a scapito di quella araba.
Negli ultimi sei anni, ha spiegato Talya Ezrahi, rappresentante di Emek Shaveh, il processo di militarizzazione dei siti con il pretesto di proteggere i beni archeologici si è intensificato notevolmente. Diverse aree archeologiche sono state occupate dai coloni con il pieno sostegno del governo.
In Cisgiordania ci sono circa 6mila siti di interesse archeologico e quasi ogni insediamento palestinese ne ha uno vicino. Ma i coloni stanno via via chiudendo ai palestinesi l'accesso a queste aree. E' quello che sta succedendo, ad esempio a Sebastia, nei pressi di Nablus, dove tutta l'area archeologica che testimonia insediamenti da circa 4mila anni, è stata isolata per impedire l'accesso ai palestinesi del vicino villaggio, in totale violazione non solo degli accordi di Oslo, ma anche della Convenzione dell'Aja del 1954 che disciplina la tutela dei beni culturali in caso di conflitti armati.
Il tentativo, denunciano le Ong, non è solo di annessione, ma anche di cancellazione della cultura palestinese oltre che di sottrarre fonti di reddito agli abitanti palestinesi della Cisgiordania.
Un attacco a 360 gradi che il governo Netanyhau sta sferrando indisturbato e, anzi, sostenuto dall'alleato statunitense che non perde occasione di ribadire il suo programma di pulizia etnica a Gaza e l'appoggio incondizionato al governo israeliano.
Presenterò un'interrogazione al governo italiano per chiedere di fare pressione sulle autorità israeliane affinché rispettino i siti archeologici in territorio palestinese e finisca la politica di aggressione volta alla totale annessione della Cisgiordania". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'Unione europea nasce per salvare e non per fregare come dice oggi Trump. Nasce per salvare un continente intero dilaniato da guerre intestine; nasce in risposta all'orrore della seconda guerra mondiale, dei campi di concentramento, della Shoah e ha garantito oltre 70 anni di pace e sviluppo nel nostro continente, contribuendo ad assicurare la pace a livello internazionale tanto da vincere nel 2012 il premio nobel per la pace. Guai a lavorare per indebolirla. Quello che stiamo chiedendo come Partito Democratico di fronte alle affermazioni gravi del presidente Trump ed alle azioni sui dazi, volte a disgregare e indebolire l'Europa, qual è il parere della premier Meloni perché, ad oggi, non ha detto nulla a difesa dell'Europa e quindi dell'Italia. La presidente del consiglio è per un'Europa subalterna o per un'Europa indipendente, autonoma e protagonista? Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Radio Radicale.
"Questo è il tema al centro del dibattito. Ed è quello che abbiamo chiesto in aula in occasione della discussione sulla mozione Draghi sulla quale la maggioranza non ha presentato un suo testo condiviso perché non hanno un'idea condivisa sul futuro dell'Europa che, ricordo, è un presidio di libertà e democrazia. Il governo -conclude il dem- si deve mettere in testa che se vogliamo difendere cittadini, imprese e lavoratori, dobbiamo difendere l'Europa".
Coinvolgere territorio e avviare decarbonizzazione
“La bocciatura da parte dell’Istituto Superiore di Sanità della Vis presentata dai commissari AdI dimostra che con il ciclo integrale non si raggiungeranno mai gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di salvaguardia della salute. Continuare ad autorizzare una produzione di questa portata avrà la sola conseguenza di fornire al nuovo acquirente un ottimo alibi per non avviare nemmeno gli investimenti per la decarbonizzazione”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio alla Camera e deputato pugliese del Partito Democratico.
“Per quanto riguarda i profili ambientali e di salute - aggiunge - ribadiamo l’importanza di non slegare procedimenti come Vis e Vds dagli interessi del territorio. È per questo motivo che con i nostri emendamenti all’ultimo decreto Ilva chiediamo che ci sia il coinvolgimento di autorità come Ispra, Arpa e Asl nella valutazione del danno prodotto da determinati livelli produttivi. Credere che l’acciaieria sia solo una ‘questione di Stato’ vuol dire tornare al tempo in cui la città di Taranto, il territorio e la sua comunità devono pagare da soli il prezzo enorme di un interesse nazionale. Questo - conclude - non dobbiamo permetterlo”.
Serracchiani, Bazoli, Gianassi e Verini: riforma animata da furore ideologico e intenti punitivi
“Oggi i magistrati italiani scioperano contro la riforma del Governo Meloni sulla separazione delle carriere. Lo fanno organizzando iniziative aperte alla partecipazione dei cittadini ed esponendo la Costituzione. Il Partito democratico ha espresso la propria contrarietà alla riforma denunciando l’obiettivo che la stessa ha di indebolire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Continueremo la battaglia in sede parlamentare e nel paese contro una riforma animata da furore ideologico e intento punitivo. Gli attacchi violenti ed aggressivi contro singoli magistrati ci preoccupano enormemente e ci persuadono ancora di più a contrastare questa deriva pericolosa e a batterci per far funzionare davvero la giustizia: più organici di magistrati e cancellieri, stabilizzazione ufficio del processo, risposte serie ai magistrati onorari, investimenti per tecnologie e uffici giudiziari, durata ragionevole dei processi” così una nota di Debora Serracchiani, responsabile giustizia Pd, Alfredo Bazoli, capogruppo commissione giustizia Senato, Federico Gianassi, capogruppo Pd commissione giustizia Camera e Walter Verini, capogruppo Pd commissione antimafia.
“Garantire che FiberCop salvaguardi gli attuali livelli occupazionali e non sacrifichi i diritti dei lavoratori per fare cassa o compensare eventuali mancati introiti”: è quanto chiede la deputata Pd Maria Stefania Marino in una interrogazione depositata a Montecitorio sulle politiche industriali dell’azienda, controllata dal fondo americano KKR & Co. L.P, che ha rilevato la rete fissa di Tim e gestisce l’infrastruttura di rete digitale più avanzata, estesa e capillare del paese.
“Sul futuro dei lavoratori dell’impresa ci sono troppe ombre. La società ha annunciato 6mila esuberi senza però definirne le modalità e nonostante abbia registrato nel 2024 ricavi e struttura patrimoniale correnti per 3,9 miliardi di euro. Il fondo Usa però non ha mantenuto le promesse su rendimento del 20 per cento ai suoi investitori e l’amministratore delegato FiberCop si è recentemente dimesso per divergenze sul piano industriale. Non vorremmo che dietro a questi sviluppi vi fosse la volontà di ridurre personale e di promuovere speculazioni finanziarie sulla pelle dei lavoratori; uno dei maggiori azionisti di FiberCop rimane il Ministero dell’Economia e la mission dell’azienda rimane quello di digitalizzare il paese. E’ necessario che il governo chiarisca in Parlamento”, conclude Maria Stefania Marino.
"La legge che prevede un fondo per finanziare i viaggi della Memoria per le scuole secondarie di secondo grado aggiunge un tassello importante al nostro patrimonio legislativo e storico. Ci auguriamo che questo fondo, per ora temporaneo, possa presto diventare strutturale ed aumentare le risorse a disposizione. Molti di noi in quest’Aula hanno partecipato ad un viaggio della memoria. Sono esperienze che segnano, viaggi nella storia dell’Europa del Novecento, esperienze di formazione dolorose e traumatiche ma necessarie. Per ricordare e non dimenticare che in quei luoghi solo 80 anni fa si è perpetrato il crimine più atroce ed impensabile contro l’umanità, contro l’idea stessa di umanità". Lo ha detto in Aula, Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura di Montecitorio, dichiarando il voto favorevole del Pd alla proposta di legge che prevede un fondo per finanziare i cosiddetti viaggi della Memoria.
"Ricordare significa “riportare al cuore”. Solo l’arte e la cultura possono ricordare ciò che abbiamo vissuto. Questi viaggi ci permettono almeno in parte di provare a entrare negli abiti di chi ha attraversato quella linea di confine. Poche settimane fa abbiamo ricordato in quest’Aula l’onorevole Furio Colombo. E’ a lui che oggi rivolgo il mio pensiero, perché fu proprio lui a farsi promotore e primo firmatario della proposta di legge da cui è nata la legge 211 del 20 luglio 2000", ha proseguito la deputata dem.
"L'indifferenza che - come ci ha ricordato la senatrice Liliana Segre a cui oggi voglio dedicare l’approvazione di questa legge- “è stata colpevole allora perché non ci si può difendere da chi volta la faccia da un’altra parte (…) ed è lo stesso pericolo anche oggi”. E proprio per questo oggi in quest’Aula non vogliamo essere indifferenti, all’odio e all’intolleranza, all’antisemitismo che cresce e ci preoccupa e ci impone di agire. E questa legge oggi è uno strumento in più per la costruzione di una coscienza comune europea a partire dalle generazioni più giovani, per la riaffermazione di valori di democrazia, pace e eguaglianza. Contro ogni forma di nazionalismo, razzismo, antisemitismo. Vogliamo farlo per le generazioni più giovani, nel nome di Liliana Segre, Sami Modiano, Tatiana e Andra Bucci, Nedo Fiano, Piero Terracina, Settimia Spizzichino, Primo Levi, di tutte e tutti coloro che sono tornati per trasmetterci qualcosa di cui non vogliamo liberarci: il vizio della memoria", ha concluso Irene Manzi.
Importante ok governo a Odg del Pd
“Mai più, si disse dopo la Liberazione di fronte agli orrori della dittatura nazifascista. Un impegno civico e morale però che deve continuare a vivere rinnovando la memoria di ciò che è stato in particolare verso le giovani generazioni che quella fase storica la vedono lontana nel tempo. Per questo è importante che nell’Aula della Camera, in occasione della discussione sul progetto di legge di modifica della norma che ha istituito il ‘giorno della Memoria’, il governo abbia accolto un ordine del giorno del gruppo Pd, a nostra prima firma, che impegna il governo stesso a sostenere e finanziare i viaggi della memoria anche nei luoghi collocati nel territorio italiano. Dal Museo nazionale dell’Ebraismo di Ferrara al campo di Fossoli a Modena, dalla Riviera di San Sabba a Trieste al Memoriale della Shoah di Milano, dal luogo della memoria davanti a Villa Emma di Nonantola al Sacrario di Marzabotto, dal Parco Nazionale della Pace a S. Anna di Stazzema al Memoriale delle Deportazioni, a Gavinana di Firenze e a tanti altri ancora. Una estensione necessaria, coerente con l’impostazione della legge di istituzione della ‘Giornata della Memoria’ visto che la proposta di modifica prevedeva solo promozione ed incentivazione dei viaggi ai campi di concentramento nazisti per gli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie. Guardare con i propri occhi le tragiche immagini dello sterminio, della discriminazione e della persecuzione verso milioni di donne e uomini significa dare più forza ai valori della libertà e della democrazia, cardine della nostra Costituzione insieme ai principi dell’eguaglianza e della giustizia sociale”.
Lo dichiarano i deputati Pd Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e Irene Manzi, capogruppo in commissione Cultura.
"In un momento così buio, la scelta di 200 ebree ed ebrei italiani di dire un "no" netto e inequivocabile al piano di pulizia etnica di Trump e Netanyahu su Gaza ha un significato molto importante e un valore enorme proprio perché nasce dall'interno delle comunità ebraiche. Ringrazio chi, sentendo la necessità di farla, l'ha promossa e le 200 persone che l'hanno firmata ben sapendo l'esposizione a cui andavano incontro.
Rimango esterrefatta da certi commenti aggressivi e violenti provenienti anche da alcuni rappresentanti della stessa comunità ebraica ed esprimo la mia solidarietà a coloro che stanno ricevendo insulti e attacchi per aver firmato l'appello". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Una scatola vuota, che della proposta della Cisl non conserva nemmeno il titolo. La legge sulla partecipazione appena approvata dalla Camera ha di fatto stravolto quella proposta. Ne sono prova i numerosi articoli stralciati, la cancellazione in ben 14 passaggi del riferimento alla contrattazione collettiva, l’esclusione di ogni riferimento alle società partecipate che saranno libere di svendere asset fondamentali del Paese senza nessun coinvolgimento dei lavoratori.
Si è completamente snaturato il senso della partecipazione, perché tutto è demandato alla volontarietà o alla gentile concessione delle imprese. Solo grazie al nostro impegno abbiamo impedito che passasse una norma che avrebbe aperto le porte ai sindacati di comodo e ai contratti pirata, rappresentando una grave regressione sul fronte della rappresentanza dei lavoratori. Per questo il Pd si è astenuto.
Un’occasione persa; dietro una proposta eterea di partecipazione resta la concreta realtà di un Governo che indebolisce costantemente i diritti e le tutele di lavoratrici e lavoratori.
Così in una nota Chiara Braga Capogruppo PD alla Camera dei deputati